E’ IL GOVERNO NAPOLITANO-MONTI-GOLDMAN SACHS

E’ IL GOVERNO NAPOLITANO-MONTI-GOLDMAN SACHS

DI GIULIETTO CHIESA

ilfattoquotidiano.it/

Vincendo la nausea affacciamoci sul dopo Berlusconi.


Monti arriva come commissario al quadrato. I suoi vice saranno gl’ispettori del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Centrale Europea. Come in Grecia. Inizia un’altra repubblica: la terza? Che annuncia di voler cancellare la sovranità nazionale dell’Italia, la Costituzione Repubblicana, ogni forma di reale espressione della volontà popolare (avete visto gli strilli dei “mercati” contro l’ipotesi del referedum greco?).


Il Presidente della Repubblica ha costruito la via d’uscita di Berlusconi facendo mosse assai dubbie dal punto di vista della legalità costituzionale, che avrebbe dovuto difendere strenuamente. Era il suo compito, che non ha saputo e voluto attuare mentre firmava tutto ciò che arrivava da Palazzo Chigi. E che oggi palesemente ignora.

Ne viene fuori un governo della casta, che verrà definito di “salvezza nazionale”, ovvero “tecnico”. False la prima e la seconda definizione. Perché, primo, non salverà il paese ma obbedirà al diktat della finanza, colpendo la popolazione; secondo, sarà il più politico dei governi del secondo dopoguerra: perché sancisce l’assoggettamento del nostro paese a un “governo” straniero e ostile (e non mi si venga a dire che sudditi lo eravamo già, perché questa eterodirezione è l’inizio di un cambio d’epoca orwelliano).


La prova? Tutte le componenti della casta (che entrerà a frotte nel Governo Napolitano-Monti-Goldman Sachs) parlano della necessità di attuare “misure impopolari”. Cioè antipopolari. Ma guarda che democratici!


Molti si illudono che Monti voglia fare qualche cosa di buono. Ma lui non è qui per questo. Neanche per fare una decente legge elettorale. Lui viene qui per “rieducare” gli italiani alla religione del Debito. Lui arriva per eseguire gli ordini della Banca Centrale Europea, i 39 punti, la lettera di Draghi-Trichet. Un maoista dei nostri tempi: “educare il popolo”. L’ha perfino detto, con riferimento alla Grecia. Adesso lo farà con noi, se gli riesce.


Che fare? Occorre mobilitare la più vasta opposizione sociale e prepararsi a costruire una nuova opposizione politica. Respingere l’“ordine di servizio” preparato dal Quirinale su indicazione dei grandi centri finanziari dell’Occidente.


Occorrerebbe un governo di saggi che, protetti dalla loro statura morale, dal loro prestigio intellettuale, dalle loro conoscenze, siano in grado di sconfiggere le potenti pressioni che si eserciteranno contro di loro, e che varino una nuova legge elettorale, rigorosamente proporzionale, per le elezioni di tutti gli ordini e gradi. Il loro compito sarebbe quello di liquidare la finzione del bipolarismo, che adesso si sgretola sotto i nostri occhi. Qualcuno si chiederà: ci sono questi uomini e queste donne? Io so che ci sono, potrei farne l’elenco. Ma Napolitano non è andato a consultare loro. Ha consultato le mummie e quelli che tirano i fili per farle muovere.


Poi occorrerebbe andare a votare in tempi rapidi. Uso il condizionale perché so bene che questo non avverrà. Ma so anche che il Governo Nmgs difficilmente durerà due anni. Perché la crisi sta precipitando. Annunciano “riforme” per la crescita. Ma tutti gli indicatori dicono che noi andremo in recessione, insieme all’intera Europa. Dunque la crisi arriverà ben presto, o la faranno precipitare “loro”, i “proprietari universali” (e per le grandi masse non farà differenza alcuna, perché in entrambe le varianti a pagare saranno loro).


Secondo: il debito, che ora viene usato come una spada sul capo degli italiani, non può e non deve essere “onorato” con manovre che ridurranno drasticamente non solo il tenore di vita di larghissime masse popolari, ma annulleranno i loro diritti fondamentali, sanciti dalla Costituzione Italiana. Il debito è una truffa ai danni dei molti, a vantaggio dei pochissimi. Il debito è iniquo e illegale. Lo paghino coloro che ne sono stati i responsabili.


Noi ci attestiamo sui nostri diritti costituzionali. A essi non abbiamo rinunciato e non intendiamo rinunciare. La Costituzione ci dà il diritto e il dovere di difenderci contro ogni violazione delle sue norme.


La sovranità che abbiamo delegato a questa Europa non è stata usata nei nostri interessi, e in armonia con i nostri principi costituzionali. Abbiamo dunque il diritto di chiederne la restituzione. Almeno fino a che questa Europa cessi di essere lo scranno dei banchieri e cominci a corrispondere alle nostre aspettative.


Si dia dunque modo al popolo di esprimersi in tempi brevi sul tema del debito: con un referendum. L’Italia può e deve farlo, anche se alla Grecia è stato impedito. Compito di un presidente della Repubblica avrebbe dovuto essere, tra gli altri, quello di sottrarre il paese al ricatto dei potenti, siano essi interni o esterni. Nel nome della Costituzione. Se non lo fa lui, lo faremo noi.

Giulietto Chiesa

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it

Link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/12/arriva-governo-napolitano-monti-goldman-sachs/170345/

12.11.2011

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Commenti (39)

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    1. mikaela 13 novembre 2011

      Caro Giulietto,

      mi sembra di essere stata l'unica a sostenere Paolo Rossi Barnard, quando spiegava che Berlusconi non era il problema,ricordo benissimo che siamo stati in 4 a sottoscrive la sua lettera aperta a Berlusconi pero' il tuo nome fra quei 4 non l'ho visto.

      Ma non e' che per caso hai iniziato la tua campagna elettorale?

    1. mikaela 13 novembre 2011

      Giornalisti in primis,non avete capito che e' solo pubblicita' pagata da chi tiene i guinzagli.

    1. Break74 13 novembre 2011

      Anche io vorrei proprio conoscere questi nomi. Oppure faccio finta di aver capito che si rivolge a personaggi come un Dario Fo e compagnia cantante sempre pronti a dire loro sulle piccolezze di un nano parlante ma per niente preparate sulla latrina di merda che poco a poco ci stava avvolgendo.
      Ormai la mia idea e una sola. tutto deve partire dal territorio. ci vogliono persone preparate e che vogliono mettersi in gioco ma tutto ciò deve partire a livello regionale! Un primo passo potrebbe venire dal boicotaggio dei centri commerciali, acquistando il più possibile dai produttori locali. i piccoli comuni devono attrezzarsi perchè una lotta a livello nazionale è ormai persa in partenza.

    1. zingaro 13 novembre 2011

      Caro Giulietto (scusa la confidenza ma è per la scorrevolezza del pensiero), sei un grande giornalista ma a trovare le soluzioni credo difetti. Vuoi un governo di saggi? Ci mancherebbe, chi non lo vuole, ma quali saggi? Pensi che dei "saggi" possano veramente salire al potere nelle attuali condizioni? Stai facendo della fantapolitica? Bhè, non è una soluzione ma sognare è gratis ed è l'unica cosa che ci è rimasta da fare in piena libertà, tutto il resto....
      Non tutti gli italiani sono convinti di essere con la M... alla bocca, neanche quando la deglutiscono. Continuano a protestare contro Berlusconi e non vedono Monti. E' come se si scacciasse il cane che abbaia davanti mentre la tigre affamata ci sta assalendo alle spalle. Imbecilli.
      Ricordiamoci che il "potere" ha potere solo se noi diciamo "si" ad ogni ordine, se diciamo "no" il potere non ha nessun potere. Ne più ne meno che il mago di Oz.
      Credo che bisogna trovare la forza e il coraggio di dire di "no" e voltare le spalle, ritornare a saper fare un po' di tutto e arrangiarci, come i nostri vecchi.
      Anche perché mi sa che questo resta il nostro futuro.

    1. stimiato 13 novembre 2011

      Avrei qualche sospettuccio. Mi sa che nell'elenco che chiedi figura un certo Chiesa Giulio o qualcosa del genere...

    1. AlbertoConti 13 novembre 2011

      Hai messo il dito nella piaga: "intellettuali, gli artisti, gli scrittori, i cantanti e le persone in vista" In questo senso siamo messi piuttosto male, ma se ci pensi il motivo è abbastanza chiaro: questo sistema premia i propri guardiani o al più consente spazio agli inoffensivi. Infatti, salvo eccezioni, l'ambiente di quel tipo è sterile o contrario, nemico del cambiamento radicale che ci vuole per uscire da questa situazione, come la piazza comincia a reclamare. Per contro è proprio dalla gente comune che deve nascere la vera alternativa, e ti assicuro che stiamo crescendo, in tutti i sensi (numerici e qualitativi). Proprio ieri pomeriggio ci siamo ritrovati come "Alternativa Lombardia" per discutere e contribuire a rielaborare la bozza di programma nazionale da approvare in sede nazionale verso fine anno. La democrazia è lenta, in questo ha ragione Monti, ma vinceremo contro mari e monti.

    1. Eshin 13 novembre 2011

      Ho voluto mettere in evidenza altro aspetto, la trappola del concetto ideologico della colpa, come tappabocca, come legge quasi divina...come senso moralistico paralizzante.( I tedeschi hanno decenni di senso di colpa collettiva in altro contesto e vedi i risultati)
      La legge del debito ( colpa) pare una legge naturale e avendo una sottofondo religioso non viene messa in discussione...è legge superiore...è verità.
      E le banche non sono considerate i templi della nostra epoca i banchieri dei? Quindi un transfert?

      Da analizzare, ed esporre meglio.IL DEBITO (COLPA)COME CONCETTO IN SE .

    1. illupodeicieli 13 novembre 2011

      Il referendum anche da noi sarebbe determinante, sempre che la gente si convinca che ora come ora ci stanno impoverendo e impedendo ogni sviluppo. Avete mai visto fabbriche nuove o altre che riaprono i battenti? Abbiamo visto nuovi posti di lavoro e con stipendi dignitosi? Ma è da vedere se e che cosa è possibile davvero fare ,ovviamente, di incisivo. Considerando che persone come Giulietto Chiesa e simili, abbiano tempo a disposizione ed energie da dedicare a che si possa cambiare le cose, perchè altri hanno meno tempo ed energie dato che devono pagare le bollette e tenere in piedi,per come possibile, la propria famiglia. Se ci fosse un appello , una chiamata alle armi, di qualunque genere siano, sono disponibile: discutendo un programma sostenibile, e per sostenibile intendo che si possa realizzare, che non sia di affossamento per i cittadini, allora ci si muove, almeno io ci sto. Diversamente e come detto prima, uno pensa a salvare il salvabile: e penso che i mandanti di Monti e company, contano proprio su questo stato di cose, su queste situazioni precarie e di difficoltà delle famiglie, sul disagio anche psicologico creato ad arte. Quanto alle persone che Giulietto Chiesa dice di conoscere o sapere i nomi, il sottoscritto ha chiesto alcune volte "dove sono gli intellettuali, gli artisti, gli scrittori, i cantanti e le persone in vista " che avrebbero potuto farsi sentire e indicare attraverso i canali ufficiali e non , come stavano e stanno davvero le cose? Io non li ho nè visti nè sentiti. Ho solo visto i soliti politici alla Bindi e Bondi per intenderci e i voltagabbana alla Di Pietro: che peraltro non hanno mai affrontato il problema lavoro, denaro e sviluppo.

    1. mrpeacej 13 novembre 2011

      la verità sta nel mezzo....questi personaggi sono tutti da mandare a casa!!!

    1. AlbertoConti 13 novembre 2011

      Come sempre la visione di Giulietto mi appare come la più corretta descrizione dei fatti e del che fare. Su una cosa però vorrei ragionare, perchè non ne sono convinto: il quesito del referendum popolare. Lasciamo perdere la forma consentita dalle nostre istituzioni, guardiamo alla sostanza. Qui siamo come all'epoca di dover scegliere tra monarchia e repubblica, è un momento topico. Questa volta la scelta è tra l'ordinamento dei banchieri e quello del popolo sovrano. Questa a mio avviso è la priorità, che trascende anche i confini nazionali, del nostro problema peculiare. La questione del debito la lascerei sullo sfondo, nel senso che ci vuole un audit conoscitivo sulla natura del debito, sicuramente legata anche alla natura truffaldina dei giochi finanziari internazionali. Ma un conto è l'aspetto etico, un altro quello economico: ci conviene ripudiare il debito pubblico? risolve la nostra crisi dentro la crisi mondiale? Non lo so, occorre capire, ragionare, meditare su tutti gli aspetti e conseguenze delle decisioni nel merito di questa questione, oggettivamente delicata e complessa. L'altra questione è invece ben più radicale e chiara: dentro o fuori l'euro, Maastricht, l'Europa dei banchieri, l'economia finanziarizzata in stile Goldman Sachs. Questo è il punto, un referendum contro quell'utile idiota di Mario Monti (e del suo sodale Napolitano).

    1. Allarmerosso 13 novembre 2011

      Purtroppo questo accade perchè la gente, le masse , considera ancora la finanza una cosa e la politica un'altra e non ha capito che ad oggi la finanza comanda ovunque questo sistema, pensano in molti che influenza ma non che detta legge e finchè le masse con capiranno questa cosa , tutto proseguirà relativamente liscio.

    1. baubau36 13 novembre 2011

      Io capisco che in un giornale esistono tanti editorialisti e dunque tanti modi di vedere un fatto, però le opinioni non MAI in antitesi. Magari esistono sfumature diverse sul "come fare", ma mai sul "cosa fare". Ebbene, leggendo Il Fatto Quotidiano la mia mente entra in cortocircuito. Qual è la linea editoriale de Il Fatto? È possibile che l'editorialista 1 afferma che "A è vero", e l'editorialista 2 afferma che "A è falso"? Sul Fatto Quotidiano Chiesa dichiara più o meno surretiziamente, che esiste una cospirazione contro l'Italia diretta dai centri di potere dell'asse Banche-UE-FMI e che Monti viene per completare il lavoro. Ergo per cui: "Monti = Il peggio possibile; Berlusconi = Il meglio (per ora)". Sullo stesso giornale Travaglio e molti altri benedicono l'arrivo di Monti per fare piazza pulita del mafioberlusconismo bla bla bla. Ergo per cui: "Monti (Troika) = Il meglio possibile; Berlusconi = Il peggio possibile". Come è possibile che un giornale ospiti posizioni così sfacciatamente antitetiche?

    1. Faulken 13 novembre 2011

      No no, io voglio quello di Chiesa...

    1. cavalea 13 novembre 2011

      Sono d'accordo con la tua esposizione ed è comprensibile che i tedeschi siano indignati per gli atteggiamenti di tali partner.
      Tuttavia questa circostanza, non li esime dal riconoscere che pure lorsignori agirono in assoluta malafede, quando di fatto imposero l'adesione al trattato di tutta l'area mediterranea. Se fossero stati altrettanto severi e ligi alla morale protestante con cui essi si ammantano, esibendo senso di fratellanza e vero altruismo, avrebbero dovuto dire chiaramente a questi infidi partner, di rimandare l'adesione all'euro fino a che non maturassero le condizioni per farlo.
      Errore di valutazione o volontà di dominio?

    1. palomar 13 novembre 2011

      Goldman Sachs guiderà la Terza Repubblica, la gente purtroppo non lo capisce e segue ancora il teatrino politico che gli propinano i media. La notte credo sia ormai calata.
      Potrebbe non essere il peggio.
      Al proposito vorrei segnalare alla riflessione critica quanto sostiene incredibilmente un politico americano, Lyndon Larouche, cioè che saremmo addirittura vicinissimi, questione di giorni o settimane, non solo ad un collasso del sistema finanziario, ma ad un conflitto termonucleare tra Occidente e Russia-Cina-Iran cercato dalla monarchia inglese e da Obama per ridurre la popolazione da 7 miliardi a 500 milioni di persone e instaurare sui sopravvissuti uno stato fascista globale.

    1. cavalea 13 novembre 2011

      Credo lo potresti fare anche tu l'elenco, son sicuro che tra le tue conoscenze ci sono persone capaci, moralmente ineccepibili e con tanta saggezza, pur in mancanza di altisonanti titoli accademici.
      Guardati in giro, esistono, ma il potere, cioè la oligarchia che oggi si impone a livello globale, alleva i suoi polli per imporli attraverso meccanismi istituzionali che escludono di fatto ogni possibilità, che persone sagge e super partes, accedano al governo del paese.

    1. Tao 13 novembre 2011

      Grandi cambiamenti in corso. Qualcuno trasloca, qualcuno si insedia...

      Berlusconi oggi lascia la presidenza del consiglio. Domani sera Napolitano darà l'incarico a Mario Monti, dopo rapide “consultazioni” mattutine.
      Come si inquadra la nuova situazione politica per i prossimi mesi o anni? Possiamo continuare a ragionare politicamente come qualche giorno fa?
      Ci tocca usare un'immagine forte, per farci capire, altrimenti si continua a girare intorno al problema, a non vedere la “lettera scomparsa” che sta davanti ai nostri occhi.

      La diciamo così: siamo stati invasi dalle forze di una coalizione molto potente.

      Non è un'invasione fatta con i carri armati, ma con le squadre di ispettori della troika (Ue, Fmi, Bce). Sono venuti per cambiare la struttura di questo paese e resteranno tutto il tempo necessario (Van Rompuy è stato chiaro). Forse per sempre. L'immagine dei “commissari” che bloccano la presentazione in aula del maxi-emendamento, per controllare fino all'ultimo istante che contenga soltanto quello che loro avevano deciso, dà la misura del “dominio pieno” che gli invasori hanno subito preso a esercitare. Non servono nuove elezioni; il "programma politico" c'è, il personale per realizzarlo pure. La democrazia può attendere. Anzi, deve. Per quanto tempo? Non si sa, ma va bene così, state tranquilli, "siamo venuti in pace" (ricordate Mars Attack?).

      Le armi di distruzione di massa utilizzate consistono in alcune centinaia di miliardi di dollari che colpiscono con chirurgica precisione i paesi da conquistare. Se qualche leadership locale (tribale?) non capisce rapidamente la nuova aria che tira, aprono un fuoco devastante. Mediaset martedì ha perso in borsa il 12% in poche ore, mentre lo spread tra Btp e Bund volava a 575 punti: Berlusconi ha dovuto uscire dal bunker alzando le mani e provando a contrattare un ruolo meno importante, ma di rilievo. Gli faranno sapere, per ora era sufficiente che abbandonasse la sala di comando.

      La nostra provincia deve imparare un'altra lingua economica e dimenticare la precedente, peraltro molto balbuziente, in modo da non mettere a rischio una costruzione (la moneta unica e l'Unione europea) che non riesce più ad avanzare, ma non può nemmeno arretrare. Il crollo di questo edificio è dietro l'angolo. A Londra i bookmaker accettano scommesse e le quotazioni hanno subito un ridimensionamento solo dopo la discesa di Monti dal cielo della Trilaterale.

      Siamo stati invasi e non abbiamo più alcuna autonomia in materia economica, così come non l'avevamo più in campo militare. Non sono venuti per “risolvere la crisi” - non hanno nemmeno loro la minima idea su come fare – ma per rendere questi 60 milioni di scriteriati (oltre ai milioni di greci, portoghesi, spagnoli, irlandesi; domani probabilmente anche i francesi) sudditi di uno Stato che non ha articolazione di rappresentanza politica, ma soltanto centri decisionali operativi e "enti locali" incaricati dell'ordine pubblico o della raccolta delle tasse.



      Serviremo a salvare il sistema finanziario continentale. Non tutto, come ha deciso l'European Banking Authority: soltanto la parte più interconnessa con il “sistema bancario ombra” nato insieme all'”industria” dei derivati. Sostanzialmente le banche tedesche e inglesi, forse qualche francese. Oltre alle statunitensi.



      Siamo stati invasi e non abbiamo più alcuna autonomia politica. Non tutti i nostri cari fanfaroni che popolano i talk show dopo una giornata alla bouvette l'hanno capito bene. Qualcuno scalpita, qualcuno fa finta di scalciare. Tutti stanno rapidamente chinando la testa.

      Berlusconi vorrebbe mantenere la golden share e appoggerà il nuovo esecutivo coltivando la speranza di potersene liberare presto e tornare in sella, dopo un anno di macelleria sociale addebitabile agli “stranieri” anche se realizzata con i suoi voti. Ha l'incognita di un “partito” di mezze figure e di portaborse, che si sta squagliando come il suo blocco sociale (che dovrà subire una “tosatura” fiscale pesante, a partire dalla patrimoniale e passando per un contrasto dell'evasione con “criteri tedeschi”). Navigherà a vista, pronto a cogliere le occasioni. Altrimenti si limiterà a cercare di salvare le proprie aziende.


      Bersani deve rinunciare a una vittoria elettorale ormai pronta sul piatto. E' un uomo finito, così come il Pd, aggregato informe senza centro motore. Porterà voti e un sindacato (la Cgil) in ostaggio, in nome del "senso di responsabilità nazionale" proprio quando i residui di nazionalismo vengono sepppelliti senza tante cerimonie.



      Il “terzo polo” conosce la linea operativa che scende dalle “istituzioni sovranazionali” e si dispone a rappresentare quel “superamento del bipolarismo” ritenuto necessario per garantire scelte rapide, senza le lungaggini della dialettica parlamentare, delle lusinghe verso gli elettori e del confronto con le parti sociali. Raccoglierà i profughi del Pdl e del Pd, già pronti con le valigie. Resteranno fuori solo qualche ex fascista e qualche ex socialista, di nuovo insieme come un secolo fa o quasi, ma nella discesa agli inferi.



      I populisti minori sbraitano come sempre, ma con voce molto più bassa. L'invasore li guarda e soppesa. Se vogliono sopravvivere hanno poche scelte. La Lega si riposizionerà all'opposizione per ricostruirsi una verginità dopo la devastazione dell'abbraccio col Cavaliere. Di Pietro ha già intuito e si limiterà a giostrarsi uno spazio parlando (parlando e basta) dei “poveri cristi che pagano per tutti”. Vendola – altro uomo finito – farà altrettanto, sperando che non si tratti di una fase molto lunga.



      La piccola folla dei telepredicatori alla Grillo o alla Travaglio non avranno più nulla da dire per molto tempo. Sta per chiudere l'era degi scandali un tanto al chilo, tra mutande smarrite e subappalti mafiosetti, tra un Lavitola e una Ruby. Oltretutto, gli invasori sono abituati a fare loro le intercettazioni, non accetteranno avvenga l'opposto. Gli invasori portano una “legalità” nuova e sono abituati a rispettarla molto più dei telepredicatori stessi. Non rimpiangeremo la loro breve, ma altamente inquinante, stagione.

      Siamo stati invasi e c'è una Resistenza da creare. Praticamente dal nulla, comunque dal molto poco che è sopravvissuto alla devastazione del bertinottismo (sintetizziamolo: “si parla come in Chiapas per ciapare una poltrona in Italia”). Sappiamo per certo soltanto che questa Resistenza avrà senso solo se assumerà la dimensione almeno continentale come suo orizzonte geografico minimo. Soltanto se proverà fin da subito a organizzare la protesta, le lotte, i bisogni di quanti – la stragrande maggioranza della popolazione – verranno chiamati a pagare un prezzo mortale per il “salvataggio del sistema bancario”. Sappiamo, grazie alla Storia, che questa Resistenza potrà iniziare a prendere forma stabile soltanto se ogni avamposto ora isolato – e orgoglioso della propria solitudine vissuta come autonomia – si disporrà rapidamente a “cedere sovranità” in favore di uno spazio politico comune. Ora.

      Dante Barontini

      Fonte: www.contropiano.org/

      Link: http://www.contropiano.org/it/archivio-news/editoriale/item/4655-linvasione

      12.11.2011

    1. Eshin 13 novembre 2011

      IL SENSO DI COLPA UGUALE A SENSO DEL PECCATO.
      In tedesco il significato di colpa è identico a quello del debito, la parola è SCHULD in entrambi i casi.......
      Ed è la Merkel a fare da portavoce del debito da incassare......

      Un articolo che focalizza questo aspetto...........................
      Tanto è radicata la cultura della stabilità, e quindi della moderazione e del risparmio, da essere una vera e propria colpa e i malcapitati che hanno consapevolmente sprecato le proprie risorse o hanno semplicemente fatto male i loro conti, devono essere puniti – non per niente, la nuova politica europea, dettata dalla ragioniera Merkel, prefigura pesanti sanzioni contro i paesi felloni. Questi, che sono negligenti e non fanno i “compiti per casa” (traduzione letterale di “Hausaufgaben”, concetto usato anche dalla Spd, oltre che da Merkel) sono i Defizitsünder, i “peccatori del deficit”, gli Schuldenstaaten, gli stati dei debiti. Si noterà una connotazione morale anche nell’uso del linguaggio, che fa del debito un peccato (Sünde), una colpa. E infatti l’origine etimologica di “debito” è, in tedesco, esattamente la stessa di “colpa” (Schuld), particolare non sfuggito al all’osservatore britannico del The Economist (1 ottobre 2011). A sentire il ministro delle finanze Schäuble, “sembra quasi di sentire un’eco di Martin Lutero che denuncia la vendita delle indulgenze”, scrive The Economist. “La risposta giusta al peccato finanziario non è comprare indulgenze, ma il pentimento, la fede nella dottrina della stabilità finanziaria e delle opere: paga il debito, sii virtuoso nelle finanze pubbliche, frena il desiderio di alti salari e l’avidità dei prestatori di denaro.

      http://www.altramente.info/archivio/8-articoli/181-il-debito-e-la-colpa.html________________________

      NON ABBIAMO LA COLPA DEL DEBITO.

      Un Referendum Sì!!!

      Colpe abbiamo, ma sono tutte da individuare...

    1. Faulken 13 novembre 2011

      "Io so che ci sono, potrei farne l’elenco." Lo farebbe gentilmente ?

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