E CI DICEVANO

E CI DICEVANO

DI MAURIZIO BLONDET

rischiocalcolato.it

Vi ricordate? Dal 2008 ce lo hanno assicurato tutti: presidenti Usa e governanti sciolti e a pacchetti, cattedratici di economia, banchieri, economisti da talk show e giornalisti del settore: “Tranquilli, è arrivata la recessione, ma non sarà come il ‘29”.

Ebbene: bisogna ammetterlo, avevano ragione. E’ enormemente peggio che nel 1929. Basti compulsare la seguente tabella:

ScreenHunter 01 Apr. 30 15.47 E ci Dicevano (Di Maurizio Blondet)

E’ l’andamento storico del mercato del credito in Usa, ossia ossia di come le banche hanno indebitato le famiglie, provocando iperconsumi a credito, boom artificiale e bolle pronte a scoppiare. Anche il Grande Crack del ’29 fu preparato da un’eccessiva apertura del credito. Ne seguì il terribile decennio della deflazione da dis-indebitamento, con il 30 per cento di disoccupati e il crollo abissale dei consumi, da cui l’America uscì bene o male con entrando nella guerra mondiale, grande consumatrice di prodotti invenduti e donatrice della piena occupazione (donne in fabbrica, uomini in linea).

Ma, come mostra il grafico, l’euforia del credito facile che provocò la Grande Depressione, la guerra e le miserie mondiali, è una collinetta, in confronto al’Everest di debiti che il paese ha accumulato fino al 2008, ossia alla furia indebitatrice del sistema bancario: e la discesa è solo cominciata. Guardate come fu ripida la discesa 1930-40, ossia quanto tragica l’improvvisa restrizione del credito; e provate a immaginare quanto sarà lunga, ripida e dolorosa la deflazione del debito che seguirà: se quella inghiottì una generazione, questa ne inghiottirà due o tre.

L’andamento del grafico non riguarda solo l’America, naturalmente. Ormai una quantità di indicatori economici nel mondo hanno lo stesso andamento: a curva esponenziale.

Dai tassi d’interesse sul debito greco nell’imminenza del default, fino allo spread di titoli pubblici francesi su quelli tedeschi. Vedi sotto.

Le curve esponenziali dicono una cosa ben nota: che il fenomeno che descrivono è insostenibile. Che la sua crescita asintotica non può durare.

Qualunque tecnico, vedendo l’andamento del debito Usa, avrebbe potuto prevedere il disastro inevitabile. Così come se il governo Monti fosse davvero fatto di tecnici, sarebbe subito giunto alla conclusione che il debito pubblico italiano è impagabile, e che dunque si doveva senza indugio trattare coi creditori per ristrutturarlo, invece che tentare una “debt deflation” fatta tutta di tasse che aggravano solo la recessione.

ScreenHunter 02 Apr. 30 15.47 E ci Dicevano (Di Maurizio Blondet)

ScreenHunter 03 Apr. 30 15.47 <br Maurizio Blondet
Fonte: www.rischiocalcolato.it
Link: http://www.rischiocalcolato.it/2012/04/e-lora-del-cacerolazo-di-maurizio-blondet-2.html
30.04.2012

Commenti (27)

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    1. albsorio 1 maggio 2012

      Noi ci siamo indebitati per molti motivi, sicuramente abbiamo comprato gli euro a caro prezzo da BCE ancor prima le lire da Bankitaila. Parlo di banconote flat di pochi centesimi di valore intrinseco ( cioè la carta, l' inchiostro e la stampa ) per capirci 100 € vengono pagati a dei privati (BCE) 101,20€ in titoli di Stato piú gli interessi, una comoda rendita di posizione per l'1%, non bastasse questo hanno delocalizato, le banche riducono le linee di credito all'economia reale, quel poco lavoro che resta è sempre piu precario. Piú che rinegoziare il debito non va pagato perchè buona parte di esso nasce da un raggiro, il signoraggio. Peccato che i camerieri un po non capiscono un po non gli conviene capire, il risultato è che Monti & C. + ABC ci stanno massacrando.

    1. Georgejefferson 1 maggio 2012

      Stefano...concordo sul disastro dell'indebitamento privato.Indotto per lo piu dai media martellando dalla culla alla nascita il consumismo fine a se stesso,fatto di slogan sulla bella vita(?),vippismo,gratta e vinci e donne nude...ma al di la di questo.Il detto che la ricchezza si produce col risparmio,vale anche a livello macroeconomico statale?ti faccio una domanda.Anno 0...nazione a totale autarchia...lo stato fabbrica il denaro poi lo spende(non lo distribuisce,lo spende)inizia cosi il lavoro.Questa due domande:PUO LO STATO SPENDERE MENO DI QUELLO CHE GUADAGNA IN TASSE?.....poi: PUO PAREGGIARE IL BILANCIO LASCIANDO DENARO NEL SETTORE PRIVATO?(ricordo la totale autarchia)

    1. Tonguessy 1 maggio 2012

      Adesso, purtroppo, non esiste titolo di studio che non sia inflazionato ed i call center sono zeppi di laureati. Il risparmio è diventato uno slogan dantan, dato che si saccheggia ciò che si è risparmiato nel passato per sopravvivere. Senza grandi vacanze esotiche o stili di vita da nababbi. Siamo arrivati al 50% del potere di acquisto dei nostri salari rispetto a 20 anni fa. Questi sono i fatti.

    1. stefanodandrea 1 maggio 2012

      ROE, tutti abbiamo studiato. Qui non parlavamo di cinquemila anni, bensì dell'enorme debito privato di famiglie, imprese e banche che è stato creato nell'ultimo ventennio (negli stati uniti e in inghilterra trentennio) e che ha portato all'imoverimento di chi, nella medesima condizione, non era povero venti anni fa, ma si trovava in una condizione economica accettabile e poteva far studaire i figli o dotarli di un piccolo capitale iniziale, per consentire ad essi di svolgere un'attività autonoma e liberarli dalla subordinazione

    1. ROE 1 maggio 2012

      Ho studiato, fra l'altro, storia, economia, fisica, biologia ed antropologia.
      Può darsi che io abbia compreso male e che mi sbagli ma credo che tutto dipenda dallo sfruttamento del lavoro, iniziato circa cinquemila anni fa, dopo seimila anni da quando l'essere umano ha acquisto la capacità di produrre un surplus costante e conservabile. È bastato impossessarsi con la forza di quel surplus per dominare gli altri ed ottenere il superfluo. È una storia lunga, che va studiata, prima di giudicare. Il resto è automatico. Fino alla moneta attuale.

    1. stefanodandrea 1 maggio 2012

      Sono anni che lo dico. L'impoverimento è avvenuto negli ultimi venti anni, promuovendo l'indebitamento privato. Certo che sarò una catastrofe. Ma sbaglia ROE a sostenere che sarebbe bastata una più equa ripartizione della ricchezza. Intanto, per poter attuare il progetto di giustizia sociale, sarebbe stato necessario "isolarsi" dalla tendenza globalista, altrimenti la deflazione salariale era nell'ordine delle coese (era parte integrante del progetto globalista). In secondo luogo, l'indebitamento privato E' COMUNQUE UN MALE. Dobbiamo essere sinceri. Seppure i ceti bassi e medio bassi avessero guadagnato 5000 euro in più all'anno, una casa (e quindi un mutuo) un po' più grande; uno sfizio concesso alla moglie, una autovettura di maggior cilindrata (o nuova anziché di seconda mano) e quindi maggiori costi di assicurazione tagliando gomme bollo e riparazioni, una vacanza all'estero, una macchina al figlio diciottenne per non farlo apparire "sfigato" nei confronti degli amici; un maggior numero di cene e pranzi fuori; bottiglie di vino migliori; regali più generosi agli sposi, abbigliamento sportivo "migliore", biciclette da mille o duemila euro, palestre per moglie e figli, motociclette della domenica, fumo o cocaina in quantità maggiori o migliori, telefonini alla moda, televisori ultima generazione acquistati appena usciti sul mercato, avrebbero generato la medesima situazione in cui ci troviamo. LA RICCHEZZA DIPENDE DAL RISPARMIO, NON DAL CONSUMO. E ciò vale anche per i ceti medi. Una famiglia che guadagnava 7.000 euro al mese e che è vissuta per dieci anni spendendo 7000 euro al mese e indebitandosi per acquistare un immobile da 500.000, se uno dei coniugi perde lavoro E' POVERA. Dovrà vendere la casa, che ora varrà 350.000 e sarà indebitata per 500.000, avendo un reddito di 3.500ù

    1. ROE 1 maggio 2012

      Sarà una catastrofe. Era prevista. Si poteva evitare solo redistribuendo equamente la ricchezza e cambiando radicalmente la struttura dei rapporti umani (la piramide) prima che la situazione diventasse del tutto irreversibile. Non è stato fatto. Ora è irreversibile. Ed ancora non si vuole cambiare. Non si vuole riconoscere il rapporto fra essenziale e superfluo. Bisognerà ripartire (tutti) dalla terra.

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