DUE DONNE SOLE IN IRAN: QUELLO CHE GLI UOMINI NON DICONO

DUE DONNE SOLE IN IRAN: QUELLO CHE GLI UOMINI NON DICONO
DI GIULIA INNOCENZI E MADDALENA OLIVA
giuliainnocenzi.blogspot.it

Capisci di essere arrivata in Iran perché quelle stesse donne che, PRIMA, allo scalo di Istanbul, ti avevano stupito per gli abiti attillati su fisici scolpiti e scollature pronunciate, DOPO, sull'aereo appena atterrato a Teheran, indossano camicioni, a nascondere braccia e forme, e - con un moto sincronizzato - srotolano veli e foulard per coprire il capo.

Le due facce della stessa medaglia saranno il leitmotiv del viaggio: benvenuti in Iran.

"Benvenuti in Iran" è anche la frase che abbiamo sentito di più: nel primo taxi, preso all'aeroporto; nei saluti delle persone che ti fermano per strada anche solo per chiederti da dove vieni; dal fornaio, che ha cercato con un sorriso di rifilarci il pane per dieci volte il suo prezzo.
Un benvenuto dalle persone, prima di tutto. Ma anche dalla bellezza delle moschee e dai palazzi degli Scià che ci hanno accompagnato durante tutto il viaggio. Purtroppo, però, abbiamo scoperto presto, e sulla nostra pelle, che non proprio tutti sono benvenuti allo stesso modo.
Abbiamo viaggiato molto tutte e due, quasi sempre zaino in spalla, e una di noi ha visitato diversi paesi in Medio Oriente. Ma le esperienze che abbiamo vissuto in Iran hanno scioccato entrambe, e profondamente influenzato lo spirito della nostra vacanza. È per questo che abbiamo deciso di condividere, pubblicando questo post, l'esperienza di due donne che hanno viaggiato sole in Iran - dispiace dirlo, la Lonely Planet è stranamente molto carente su questo punto, e neanche su internet abbiamo trovato molto - così che saprete cosa potrebbe succedere, e decidere con coscienza se partire o no. O quantomeno: come evitare esperienze molto negative.
Palpate al sedere
I bazar sono molto affollati, diventano quindi il paradiso per chi ama palpare il fondoschiena, in particolare delle donne (ma non esclusivamente!). Un uomo comincia a seguirti e a un certo punto ti tocca il sedere, per poi disperdersi nella folla. Per la prima settimana ci è successo tutte le volte che abbiamo visitato un bazar. Non può essere quindi un caso.
Inseguimenti
È capitato a Teheran, la capitale. Sempre nel bazar. Prima, una mano che sfiora la schiena. Ti giri, e dietro di te c'è un uomo che ti guarda. Dopo venti minuti, in metropolitana, ce lo ritroviamo dietro. A gesti, non fa segreto dei suoi desiderata: vuole andare a letto con una di noi due. All'inizio diciamo no diverse volte, poi proviamo a ignorarlo. Non funziona. Arrivate ai tornelli, scopriamo purtroppo che neanche quelli riescono a fermarlo: li salta aspettando di capire su che treno saliremo. Non ci è restato che chiamare la sicurezza.
Uomini che fanno mostra del proprio pene
Ci trovavamo nella più grande moschea dell'Iran, a Isfahan. L'inserviente della moschea ci dà il benvenuto e ci chiede da dove veniamo. Finita la visita alla moschea, decidiamo di sederci all'ingresso per mangiare della frutta. Passa l'inserviente che ci vede sedute lì, torna indietro e... Voilà! Ci omaggia tirando il pene fuori dai pantaloni e passeggiando davanti a noi affinché possiamo vederlo. Incredibile. Il tutto a 5 metri dalla biglietteria.
Aggressione fisica - questa è la cosa peggiore che ci è successa
Eravamo appena arrivate a Kashan e volevamo visitare delle storiche case tradizionali. Era un venerdì, giorno di preghiera, e in giro c'erano solo pochissime persone (quasi tutti uomini). Erano le quattro del pomeriggio. Un ragazzo in motorino comincia a seguirci: a ogni incrocio era lì immobile a fissarci. Giriamo in una via secondaria, sempre seguendo il nostro itinerario. Il ragazzo col motorino accelera e ci supera, poi gira da qualche parte. Abbiamo difficoltà a trovare la nuova meta del nostro pellegrinaggio, un'altra dimora storica, così decidiamo di tornare sulla strada principale. A un tratto lui si palesa alle nostra spalle e dal motorino afferra per il sedere una di noi. Poi si ferma davanti a noi bloccando la via d'uscita, e comincia a masturbarsi. Una di noi due si mette a urlare contro parolacce in italiano, avanzando con fare minaccioso, ma lui come nulla fosse continua. Così ci si è buttati su un più internazionale: "Help! Help! Help!" a squarciagola. Fortunatamente, ha funzionato.
A causa di questi episodi, non ci siamo sentite sicure per tutto il viaggio. Abbiamo deciso di non rivolgerci mai alla polizia perché non volevamo avere ulteriori problemi. Non sarebbe stato facile spiegare, in un paese dove uomo e donna prima del matrimonio non possono nemmeno sfiorarsi, tutto ciò che ci stava capitando. Lo abbiamo però detto a tutti gli iraniani che chiedevano le nostre impressioni sul paese. E "Succede anche a Roma o a Napoli, no?" è stata la reazione della maggioranza delle persone. Veramente no, non succede anche a Roma o a Napoli. Non succede così, almeno. Finalmente, in un'altra bellissima città dalle strade molto strette (= potenziale pericolo), decidiamo di prendere una guida, e chiediamo esplicitamente che sia donna. Cominciamo a raccontarle quello che ci stava succedendo, chiedendo se stessimo facendo qualcosa di sbagliato, o magari se, in quanto straniere, potessimo rappresentare un bersaglio particolare. All'inizio lei cambiava discorso. Dopo tante insistenze, alla fine risponde, eccome. Riempiendo i nostri cuori di dolore. E racconta del tentato stupro subito durante il liceo. Era mattina presto, e un vecchio che aveva il negozio in una di quelle stradine strette la prese di forza e si abbassò i pantaloni. Fortunatamente un altro uomo accorse e la salvò. Suo padre non poté fare altro che vendere casa per comprarne una nuova in un quartiere con vie più larghe. La guida ci ha confessato così la normalità della violenza e delle molestie verso le donne, quasi come fosse naturale. Potrebbe esserci successo diverse volte proprio perché una di noi sembra iraniana. Non c'è molto che si possa fare, aggiunge la guida, se non portare con sé lo spray al peperoncino, evitare vie strette e gli orari in cui in giro non c'è nessuno, anche se di giorno. Racconta di aver avuto anche diversi problemi mentre era in giro con turiste. Una volta era seduta con un gruppo davanti a un monumento. A un certo punto un gruppo di giovani in motorino cominciò a girare in cerchio intorno a loro, se non fosse intervenuto sul posto un uomo attirato da tutto quel frastuono sarebbe successo il peggio. Anche i bambini non sono immuni dalle molestie. Eravamo scioccate, ma finalmente avevamo trovato qualcuno che non provava a minimizzare i fatti, al contrario aveva condiviso con noi una sofferenza dolorosa e intima. Ed eravamo sorprese anche dal sentire il racconto di due turisti cinesi, ambedue palpati da uomini. Alla faccia dell'ex Presidente Ahmadinejad, che qualche tempo fa dichiarò che in Iran non c'erano omosessuali.
L'Iran ha ancora molta strada da fare. E non solo perché la Repubblica islamica vuole portare il flusso di turisti nel paese dai tre milioni l'anno ai venti milioni nei prossimi dieci anni. Ma soprattutto per le donne iraniane. Quelle che vivono nelle grandi città come Teheran o Shiraz piegano le regole del regime, spingendo il velo il più indietro possibile, trasformando i loro visi con un trucco pesantissimo e con una chirurgia estetica ai limiti del pacchiano (in Iran i ritocchini superano di sette volte quelli degli Stati Uniti) e accompagnandosi con uomini anche se non sono loro parenti o mariti. Ma la maggior parte delle donne che vive nei villaggi è costretta a una vita molto più repressa. Non appena arrivate nella casa della famiglia che ci avrebbe ospitato nei pressi del deserto, ci siamo sorprese: "Se siete lesbiche non preoccupatevi, potete anche unire i letti". Non è certo quello che ti aspetteresti di sentire in un paese dove gli omosessuali rischiano la pena di morte! E il nostro ospite aggiunge anche che in casa avremmo potuto girare tranquillamente senza velo. Beh, nonostante vivano in mezzo al nulla, la convivenza con turisti da tutto il mondo li avrà portati a essere aperti di mente, abbiamo pensato. Sì, finché non è arrivata l'ora della cena. Ci chiedevamo perché la loro figlia quattordicenne non cenasse con noi. Non avrà fame, ci siamo dette. Poi, mentre sparecchiavamo, l'abbiamo trovata in cucina, seduta tutta sola dietro la porta, con indosso il velo. Con noi c'erano due turisti maschi, quindi lei non poteva sedere nella stessa stanza. Per restare intatta, preservata per il suo futuro matrimonio.
È stata una liberazione togliere il velo non appena abbiamo messo piede sull'aereo che ci avrebbe riportate a casa. Non si tratta solo di essere costrette a coprire il capo, piuttosto di una sensazione costante di valere meno e di essere vulnerabili a istinti primordiali. Tutto questo diventa soffocante. Soprattutto è la consapevolezza che tu sei stata lì solo per due settimane, in vacanza, mentre ci sono donne costrette a vivere così la loro intera esistenza. Non dimenticheremo mai una ragazza che abbiamo incontrato. Stava seduta di fronte a una moschea a Kashan, con un chador che però non copriva completamente la sua faccia sorridente, mentre studiava per l'esame per la patente di guida. Stava lì in attesa di qualche turista con cui poter parlare. Aveva diciotto anni e con il suo inglese fluente ci ha fatto molte domande dirette: se per noi fosse un problema indossare il velo, e quale fosse il nostro giudizio sull'islam. Era anche molto appassionata di geopolitica. "Cosa vorresti studiare all'università?", le abbiamo chiesto. "Scienze politiche. Ma i miei genitori non vogliono, quindi studierò psicologia". Ci siamo fatte un selfie insieme e l'abbiamo salutata. Abbiamo cominciato a pensare a quante cose avrebbe potuto fare nella vita una donna brillante e curiosa come lei. Se solo fosse stata libera. Se solo avesse avuto il diritto di essere se stessa.
L'ex Ambasciata americana, oggi chiamata Covo dello Spionaggio, con i suoi famosi murales.
Un bazar a Teheran in un pomeriggio deserto.

Donne in attesa di salire sulla metro nelle carrozze a loro destinate: molto utili per un viaggio a prova di palpata.
Sali sulle carrozze riservate alle donne e sei salva!
Il bellissimo parco Abo-o-Atash nella parte nord di Teheran. Perfetto per rilassarsi guardando gli iraniani che fanno i picnic e i bambini che giocano con l'acqua.
Il bellissimo palazzo Golestan a Teheran.
Un ottimo ristorante nella parte nord di Teheran: buon cibo, musica speciale. Peccato che non si possa ballare.
Ci spostavamo da una città all'altra sempre con i pullman: comodi, puntuali, MOLTO economici.


Per le vie di Kashan.
Il bazar di Kashan / 1
Il bazar di Kashan / 2

Il bazar di Kashan / 3

L'affascinante hammam di Kashan.

I tetti di Kashan.
A Kashan servirebbe qualche opera di ristrutturazione ;)

Gustando un ottimo dessert a base di riso e acqua di rose nella splendida piazza di Isfahan.

La piazza di Isfahan.

L'Iran ha il record mondiale di nasi rifatti, e ne vanno anche molto orgogliosi. Qui una ragazza che mette in mostra il cerotto frutto del suo ultimo ritocchino.
I bellissimi ponti di Isfahan.
Il famoso Abbasi hotel di Isfahan, molto in voga anche fra la gente del posto.


E se capitate all'Abbasi hotel, non dimenticate di provare la zuppa di tagliolini con fagioli. Un toccasana per i poveri vegetariani perseguitati dal kebab!

Nella moschea di Isfahan.






Camminando nel deserto fra Isfahan e Yazd.

Mangiare e dormire come loro - per terra.
L'immagine di Khomeini ovunque.
Questo uccellino che guarda la piscina dalla sua gabbia ci ha ricordato simbolicamente l'Iran.

Yazd.

Le notti poetiche di Yazd.
In bici per le strade di Yazd.


Il tempio zoroastriano di Yazd con la sua fiamma eterna, che brucerebbe da oltre 1500 anni.
Yazd.

Persepolis.
Lost in Persepolis.
E' tutto in ristrutturazione in Iran, pronti per quando arriveranno le masse di turisti a scoprire questo bellissimo paese.
Le facce dei martiri della guerra Iran-Iraq sono ovunque nel paese.
La tomba di Hafez, il poeta nel cuore di tutti gli iraniani, a Shiraz.



Mai senza il selfie stick.
Questo tassista era molto orgoglioso della sua macchina inglese.

Finalmente libere dal velo sul nostro aereo verso casa!

Giulia Innocenzi e Maddalena Oliva

Fonte: http://giuliainnocenzi.blogspot.it

Link: http://giuliainnocenzi.blogspot.it/2015/08/due-donne-sole-in-iran-quello-che-gli.html

24.08.2015

LEGGI ANCHE: UN COMMENTO SULLA SOCIETA' IRANIANA (RISPOSTA A GIULIA INNOCENZI)



Commenti (34)

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    1. cardisem 29 agosto 2015

      Per capire il senso della “notizia” è bene guardare all’uso strumentale che ne viene fatto da parte sionista e parasionista: qui [www.informazionecorretta.it]. Ha fatto bene CDC ha riprendere il testo perché solo in questo Forum è possibile un libero commento, tanto libero da consentire perfino la presenza di troll sionista a libro paga del Mossad o per vocazione e affinità elettive...

      Quanto al giornalismo di questa individua non l’ho mai potuto soffrire... Mi risparmi e rispiarmo a chi legge un’analisi delle forme comunicative... Talmente antipatica che neppure se me la fossi trovata nuda davanti mi sarei minimamente scombussolato...

      Un problema serio su cui non si rifletterà mai abbastanza è l’intermediazione comunicativa di simili personaggi... È stata data poche settimane fa la notizia dell’assassinio di una giornalista televisiva americana con il suo cameramen... Per carità, atto criminale da condannare senza ambiguità, se non si vuol finire ad essere oggetto di una campagna di stampa diffamatoria per non esserci associati all’universale condanna...

      Lo stesso giornalismo mediatico ha però sorvolato nel dare una qualche spiegazione dell’insano gesto... So è detto che era opera di un folle... E sia pure un folle, ma vi è una qualche lucidità nella follia se risponde a verità che l’insano gesto è una reazione a commenti, razzisti, della vittima...

      La riflessione vuole essere la seguente: quante infinite volte la gente comune, interi popoli (Iran), vengono fatti oggetto di “commenti” giornalistici dove non esiste nessuna possibilità di replica...

      Ti affibbiano una immagine e questa dovrebbe restare secula saecolorum: scripta manent...

      Conclusione: il problema non è la libertà di stampa o la libertà dei giornalisti, ma il diritto che ognuno dispone di poter controbattere e replicare a ciò che personaggi spesso di nessuna consistenza intellettuale e cullturale, o di scarsa onestà e moralità, diffondono attraverso i “media”...

      Devo fare degli esempi?
      Credo non ve ne sia bisogno e che chiunque qui legga (congiuntivi) possa farne a iosa...

    1. Vocenellanotte 29 agosto 2015

      Vuoi mettere un viaggetto in Danimarca? Sai che palle!

    1. sweetwater 29 agosto 2015

      Che dire... Se un blog pubblica articoli-spazzatura, allora è meglio non fumarlo più: gente che ti fa la mano morta se ne trova anche da me, a Bologna!

    1. andriun 29 agosto 2015

      Come si dice: in amore/sesso ogni lasciata è persa. Bisogna chiedersi poi se questi "maneggiatori" di professione e sottolineo di professione, di cui parla nella prima parte del suo intervento, non erano poi quelli che avevano capito molto più di altri, come alla donna, salvo eccezioni che non potevano che confermare la regola, certi approcci non dispiacessero del tutto.


      Poi si sa che il mondo visto della razionalità non si addice minimamente a quello della sessualità/sensualità.

      Solo chi è cieco non vede in questo "lamento" della donna moderna un rimpianto di quei tempi. Il numero sempre crescente di siti internet dedicati al sesso, come le mail pubblicitarie inviate/ricevute che li pubblicizzano in questa società ipocrita e decadente, d'altro canto lo confermano.

      Purtroppo essa è stata costretta a recitare una parte che va contro la sua stessa natura e allora ripiega(razionalmente parlando), nella critica più aspra. Ma si tratta per lo più di invidia/desiderio insoddisfatto.

      A buon intenditor poche parole.
    1. oriundo2006 29 agosto 2015

      Mi sono fatto un’idea controcorrente: che i divieti islamici proteggano il ‘potere tradizionale’ femminile, insidiato dalla modernità sfacciata e commerciale. Fateci caso: difendono il matrimonio, nota istituzione a difesa dalla prostituzione generalizzata, proteggono i figli nati da questo dando una sicurezza certa alla madre, rendono tabù le donne ‘altrui’ dagli assalti dei maschi. Insomma, sono il residuo di stadi matriarcali oramai defunti nel mondo ( ma non ad esempio in Brasile ). Quello che conta non sono come le donne vengano considerate ma il potere eccessivo e la deliberata impunità che godono i maschi alla ricerca di avventure su ‘prede’ considerate disponibili solo perchè donne ed in più occidentali, considerate tutte ‘p.'. E’ lì che il regime dovrebbe intervenire ma non lo fa, preferendo la via comoda della sottomissione femminile e della loro ( presunta ) ‘inferiorità’. Errore capitale. Saranno le donne a rovesciare questo regime, come lo sono state in altri casi della storia anche recente, se questi non si emenderà costringendo gli uomini al rispetto.

    1. gix 29 agosto 2015

      Per cominciare sarebbe interessante sapere per quale motivo le due signore hanno scelto come meta di vacanza un posto così particolare, di certo, a detta di loro stesse, al momento per nulla turistico. Poi chiaro che, viste da qui, le vicende che raccontano possono sembrare come minimo irritanti e testimoniano di un paese "arretrato" se non addirittura pericoloso. Ma quello che mi stupisce nel racconto è la totale assenza di dubbi su chi sia dalla parte della ragione. Si da per scontato che l'Iran sia come un uccello in gabbia, in attesa della libertà che noi, si più liberi e progrediti, potremmo portare loro, specialmente alle donne. Per carità, visto tutto con i nostri occhi è chiaro che si tratta di una società che quantomeno concepisce i rapporti tra uomo e donna in un certo modo, sicuramente diverso dal nostro. Ma la certezza delle due non viene scossa nemmeno per un attimo: abbiamo ragione noi occidentali, non c'è manco da discuterne. La pretesa superiorità, anche se non sfacciatamente esibita, è questo il problema: Mi sarei aspettato dalle due signore anche solo un semplice perché, ovvero perché la situazione delle donne (limitandoci a quella) è tale, cosa ha portato a quel tipo di rapporti e squilibri sociali, ma niente di tutto questo. Magari se approfondissero un po' le loro riflessioni e viaggiassero in qualche altro posto potrebbero scoprire che in gran parte del mondo la situazione non è poi tanto diversa e che la presunta libertà di cui parlano sta solo nel circoletto di casa loro.

    1. andriun 29 agosto 2015

      Paese che vai usanze che trovi. Siamo noi italiani a non comportarci da maschi tanto più che nell'ignoranza più assoluta, c'è ancora chi crede che il maschilismo sia una ideologia e non una caratteristica genetica dell'uomo. Ma lasciamo stare questi discorsi, perchè i signori maschi effeminati arrivano a credere a tutto, anche al fatto che queste donne si lamentano del trattamento subito, certo pubblicamente lo fanno ci mancherebbe, poi però quando arrivano a casa il solo pensiero le fa "bag..nare" come in una giornata di pioggia primaverile..,e ci tornerebbero volentieri, questa volta però cercando di essere importunate e di quello non aspettatevi un resoconto dettagliato. Per trovarlo dovreste andare su qualche sito vietato, quindi non visibile alla maggior parte del pubblico.


      Quello che dovreste sapere è che questo atteggiamento falso ed ipocrita avviene con tutte le storie che non rientrano in una visione strettamente femminile. Le false denunce per stupro/violenza domestica che ci sono verificate in Italia, vengono si smentite, ma con una risonanza mediatica decisamente inferiore a quelle della denuncia(una signora a scoperto di aver ucciso il marito vivo e vegeto, per tentata violenza nei suoi confronti solo cercando per curiosità il proprio nome su internet). Così gli effeminati, che credono a tutto ci mancherebbe, sono portati a credere il falso e donne e le associazioni no-profit finanziate dallo Stato "gongolano".

      Chissà quante storie di amore/sesso sono nate proprio da un primo approccio leggermente "forzato". Ovviamente c'è il rovescio della medaglia che qualcuna possa non godere del trattamento, ma certo rovescio per rovescio, loro si comportano più da UOMINI, questo è innegabile.

      Ma a poi a chi la volete darla ad intendere?

    1. fengtofu 29 agosto 2015

      L'Italia della mia prima gioventù non era tanto meglio, da ragazzino timido guardavo le donne attraenti come dee inavvicinabili, e quasi mi rammaricavo di non avere l'audacia o tracotanza dei palpeggiatori, dei guardoni e dei playboy nati che si proponevano sfacciatamente. Oggi è diverso, ma non scordate che si stupra ancora e parecchio, magari più di nascosto. Comunque quella religione, come da noi la cattolica di qualche anno fa, è ancora una bella jattura, va là...molto più sereno l'approccio orientale, non importa la loro religione, al sesso...Per concludere direi che la svolta sessuofoba dei paesi islamici del fondamentalismo e relative violazioni da parte dei loro giovani ribelli a loro maniera,non sia altro che una risposta che a suo modo controbilancia i disgustosi culi nudi per strada dei gay pride, e le sfacciate tette e varie anatomie nel mercato della carne che le donne "liberate" occidentali si sentono in dovere di esibire sul, ripeto, mercato (perché tale è, una vendita )della carne chiamato società moderna.

    1. Maxim 29 agosto 2015

      La religione non c' entra nulla purtroppo .
      Se fossero andate in India le 2 ragazze avrebbero vissuto esperienze simili o peggiori .
      Il problema è la cultura maschilista , una cultura che vede nelle donne semplici oggetti destinati a soddisfare impulsi sessuali .
      Un semplice " buco da riempire " , per usare un termine brutale .
      Anni fa avevo letto di donne messicane che non ne potevano piu' di essere palpeggiate dai maschi del loro Paese ogni volta che salivano su un mezzo pubblico

    1. ottavino 29 agosto 2015

      Mi sembra un viaggio dove, in fondo, è andato tutto bene.

      Per giudicare il resto bisogna essere in grado di capire perché la religione islamica costringe i sessi a stare separati.
      Ma per quello serve grande intuizione. Su Wikipedia non c'è scritto.
    1. temuchindallaCina 29 agosto 2015

      infatti è meglio girare in topless a New York vero?

    1. marcoferro 29 agosto 2015

      l'iran è un paese di malati sessuali a detta di queste due, forse la religione assurda che regna in ogni aspetto della vita di quel popolo li ha repressi sessualmente e quindi è meglio girare con le mutande di ferro, però cara innocenzi la prossima volta vattene come tutti a ibiza in vacanza o a riccione.

    1. GioCo 29 agosto 2015

      Che complicatissimo Post. Accidenti. Così qualunque cosa detta come critica alle due prodi italiane in viaggio in Iran, passi per un maschilista o peggio un filoislamico.
      Che palle.
      Ne l'uno ne l'altro: non amo il maschilismo tanto quanto non amo il femminismo, l'uno e l'altro sono movimenti di pensiero che trovo tossici e dalla genesi molto poco chiara. Non so se infatti sono nati per promuovere rispettivamente il bodybuilding e l'intelligenza alla schwarzy, il fumo o il mito della fabbrica e dell'esercito. Tutti sapientemente costruiti da una potentissima macchina mediatica fin dalla prima guerra mondiale.
      Per quanto poi riguarda la religione islamica ... beh, non la vedo meglio di qualsiasi altra religione di massa. Va bene se sei un bravuomo, male se non lo sei. Ma può funzionare bene da catalizatore come per le reazioni chimiche, dando le giustifiche che cercavi per fare quello che non avresti avuto il coraggio di fare, nel bene e nel male. Per esempio giustificando l'atto di libidine maschile in una società prepotentemente maschilista? Si, ci sta.

      Tuttavia facciamo molta attenzione a non perdere di vista la questione centrale. Il problema non è l'Islam ma la ragione maschile (del forte) messa sopra quella femminile (più debole), a prescindere da dove e da chi propina questa idea. Non credo vada meglio in un ghetto suburbano della grande mela, di sicuro non va meglio nei circoli più gettonati cristiano-cattolici e di ferventi credenti tali (dove ho visto donne giustificare la vessazione entro le mura coniugali confessata da altre donne) ne tanto meno in moltissimi paesi dell'est europeo, tipo la Georgia, dove Zio Sam ha stabilito una base di recruitment per giovani pornodive e infestare il web con i loro corpi. Pare sfruttando una agenzia già ben avviata da precedente protettorato russo.
      Così si rischia di fare solo il Robinson Crusoe che apostrofa il mite tribale della sua arretratezza in quanto "essere bianco superiore civile" ... Augh! Cioè di fare proseliti senza considerare la merda di casa propria, non annusata giusto giusto perché ci si è nati dentro. Spero le due non siano di Roma, perché altrimenti un pochetto mi verrebbe da arrossire per loro.
      Ma sono in sostanza d'accordo sulle ragioni del post (informative) e che se l'Iran vuole aumentare il flusso dei turisti, può e deve fare di meglio per tenere a bada i pruriti del suo popolo. Iniziando con l'ammettere che l'Iran in questo non è meglio di un altro posto è solo che esprime le stesse porcate in modo diverso. Ma non temo che i politici da quelle parti siano poi migliori dei nostri.
      Anche in quel caso, esprimono le porcate solo in modo un poco diverso. Il mondo è bello perché avariato, diceva spesso un mio amico.
      Magari non ha imparato a nasconderli ancora bene dietro i paraventi dei media.

    1. Gil_Grissom 29 agosto 2015

      Se non sapessi che il grande Gianluca Freda si e' da tempo ritirato dall'attivita' di commentatore talebano pro Islam contro le bugie dei media occidentali mi aspetterei una sua piccata quanto arguta risposta a queste due novelle Orianna Fallaci del 2015, ma ahime' temo che restero' deluso. Questo racconto che ritengo veritiero stigmatizza come quello che ci viene spesso proposto come un popolo di raffinati pensatori discendenti dagli antichi persiani si sia in realta' trasformato in un popolo di misogeni palponi maschilisti ed esibizionisti. Quanto conta la religione in tutto questo? Parecchio, come diceva il buon vecchio Marx, la religione e' un oppio che ottunde la mente. E non si riferiva solo a quella cristiana.

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