DUE DONNE SOLE IN IRAN: QUELLO CHE GLI UOMINI NON DICONO

DUE DONNE SOLE IN IRAN: QUELLO CHE GLI UOMINI NON DICONO
DI GIULIA INNOCENZI E MADDALENA OLIVA
giuliainnocenzi.blogspot.it

Capisci di essere arrivata in Iran perché quelle stesse donne che, PRIMA, allo scalo di Istanbul, ti avevano stupito per gli abiti attillati su fisici scolpiti e scollature pronunciate, DOPO, sull'aereo appena atterrato a Teheran, indossano camicioni, a nascondere braccia e forme, e - con un moto sincronizzato - srotolano veli e foulard per coprire il capo.

Le due facce della stessa medaglia saranno il leitmotiv del viaggio: benvenuti in Iran.

"Benvenuti in Iran" è anche la frase che abbiamo sentito di più: nel primo taxi, preso all'aeroporto; nei saluti delle persone che ti fermano per strada anche solo per chiederti da dove vieni; dal fornaio, che ha cercato con un sorriso di rifilarci il pane per dieci volte il suo prezzo.
Un benvenuto dalle persone, prima di tutto. Ma anche dalla bellezza delle moschee e dai palazzi degli Scià che ci hanno accompagnato durante tutto il viaggio. Purtroppo, però, abbiamo scoperto presto, e sulla nostra pelle, che non proprio tutti sono benvenuti allo stesso modo.
Abbiamo viaggiato molto tutte e due, quasi sempre zaino in spalla, e una di noi ha visitato diversi paesi in Medio Oriente. Ma le esperienze che abbiamo vissuto in Iran hanno scioccato entrambe, e profondamente influenzato lo spirito della nostra vacanza. È per questo che abbiamo deciso di condividere, pubblicando questo post, l'esperienza di due donne che hanno viaggiato sole in Iran - dispiace dirlo, la Lonely Planet è stranamente molto carente su questo punto, e neanche su internet abbiamo trovato molto - così che saprete cosa potrebbe succedere, e decidere con coscienza se partire o no. O quantomeno: come evitare esperienze molto negative.
Palpate al sedere
I bazar sono molto affollati, diventano quindi il paradiso per chi ama palpare il fondoschiena, in particolare delle donne (ma non esclusivamente!). Un uomo comincia a seguirti e a un certo punto ti tocca il sedere, per poi disperdersi nella folla. Per la prima settimana ci è successo tutte le volte che abbiamo visitato un bazar. Non può essere quindi un caso.
Inseguimenti
È capitato a Teheran, la capitale. Sempre nel bazar. Prima, una mano che sfiora la schiena. Ti giri, e dietro di te c'è un uomo che ti guarda. Dopo venti minuti, in metropolitana, ce lo ritroviamo dietro. A gesti, non fa segreto dei suoi desiderata: vuole andare a letto con una di noi due. All'inizio diciamo no diverse volte, poi proviamo a ignorarlo. Non funziona. Arrivate ai tornelli, scopriamo purtroppo che neanche quelli riescono a fermarlo: li salta aspettando di capire su che treno saliremo. Non ci è restato che chiamare la sicurezza.
Uomini che fanno mostra del proprio pene
Ci trovavamo nella più grande moschea dell'Iran, a Isfahan. L'inserviente della moschea ci dà il benvenuto e ci chiede da dove veniamo. Finita la visita alla moschea, decidiamo di sederci all'ingresso per mangiare della frutta. Passa l'inserviente che ci vede sedute lì, torna indietro e... Voilà! Ci omaggia tirando il pene fuori dai pantaloni e passeggiando davanti a noi affinché possiamo vederlo. Incredibile. Il tutto a 5 metri dalla biglietteria.
Aggressione fisica - questa è la cosa peggiore che ci è successa
Eravamo appena arrivate a Kashan e volevamo visitare delle storiche case tradizionali. Era un venerdì, giorno di preghiera, e in giro c'erano solo pochissime persone (quasi tutti uomini). Erano le quattro del pomeriggio. Un ragazzo in motorino comincia a seguirci: a ogni incrocio era lì immobile a fissarci. Giriamo in una via secondaria, sempre seguendo il nostro itinerario. Il ragazzo col motorino accelera e ci supera, poi gira da qualche parte. Abbiamo difficoltà a trovare la nuova meta del nostro pellegrinaggio, un'altra dimora storica, così decidiamo di tornare sulla strada principale. A un tratto lui si palesa alle nostra spalle e dal motorino afferra per il sedere una di noi. Poi si ferma davanti a noi bloccando la via d'uscita, e comincia a masturbarsi. Una di noi due si mette a urlare contro parolacce in italiano, avanzando con fare minaccioso, ma lui come nulla fosse continua. Così ci si è buttati su un più internazionale: "Help! Help! Help!" a squarciagola. Fortunatamente, ha funzionato.
A causa di questi episodi, non ci siamo sentite sicure per tutto il viaggio. Abbiamo deciso di non rivolgerci mai alla polizia perché non volevamo avere ulteriori problemi. Non sarebbe stato facile spiegare, in un paese dove uomo e donna prima del matrimonio non possono nemmeno sfiorarsi, tutto ciò che ci stava capitando. Lo abbiamo però detto a tutti gli iraniani che chiedevano le nostre impressioni sul paese. E "Succede anche a Roma o a Napoli, no?" è stata la reazione della maggioranza delle persone. Veramente no, non succede anche a Roma o a Napoli. Non succede così, almeno. Finalmente, in un'altra bellissima città dalle strade molto strette (= potenziale pericolo), decidiamo di prendere una guida, e chiediamo esplicitamente che sia donna. Cominciamo a raccontarle quello che ci stava succedendo, chiedendo se stessimo facendo qualcosa di sbagliato, o magari se, in quanto straniere, potessimo rappresentare un bersaglio particolare. All'inizio lei cambiava discorso. Dopo tante insistenze, alla fine risponde, eccome. Riempiendo i nostri cuori di dolore. E racconta del tentato stupro subito durante il liceo. Era mattina presto, e un vecchio che aveva il negozio in una di quelle stradine strette la prese di forza e si abbassò i pantaloni. Fortunatamente un altro uomo accorse e la salvò. Suo padre non poté fare altro che vendere casa per comprarne una nuova in un quartiere con vie più larghe. La guida ci ha confessato così la normalità della violenza e delle molestie verso le donne, quasi come fosse naturale. Potrebbe esserci successo diverse volte proprio perché una di noi sembra iraniana. Non c'è molto che si possa fare, aggiunge la guida, se non portare con sé lo spray al peperoncino, evitare vie strette e gli orari in cui in giro non c'è nessuno, anche se di giorno. Racconta di aver avuto anche diversi problemi mentre era in giro con turiste. Una volta era seduta con un gruppo davanti a un monumento. A un certo punto un gruppo di giovani in motorino cominciò a girare in cerchio intorno a loro, se non fosse intervenuto sul posto un uomo attirato da tutto quel frastuono sarebbe successo il peggio. Anche i bambini non sono immuni dalle molestie. Eravamo scioccate, ma finalmente avevamo trovato qualcuno che non provava a minimizzare i fatti, al contrario aveva condiviso con noi una sofferenza dolorosa e intima. Ed eravamo sorprese anche dal sentire il racconto di due turisti cinesi, ambedue palpati da uomini. Alla faccia dell'ex Presidente Ahmadinejad, che qualche tempo fa dichiarò che in Iran non c'erano omosessuali.
L'Iran ha ancora molta strada da fare. E non solo perché la Repubblica islamica vuole portare il flusso di turisti nel paese dai tre milioni l'anno ai venti milioni nei prossimi dieci anni. Ma soprattutto per le donne iraniane. Quelle che vivono nelle grandi città come Teheran o Shiraz piegano le regole del regime, spingendo il velo il più indietro possibile, trasformando i loro visi con un trucco pesantissimo e con una chirurgia estetica ai limiti del pacchiano (in Iran i ritocchini superano di sette volte quelli degli Stati Uniti) e accompagnandosi con uomini anche se non sono loro parenti o mariti. Ma la maggior parte delle donne che vive nei villaggi è costretta a una vita molto più repressa. Non appena arrivate nella casa della famiglia che ci avrebbe ospitato nei pressi del deserto, ci siamo sorprese: "Se siete lesbiche non preoccupatevi, potete anche unire i letti". Non è certo quello che ti aspetteresti di sentire in un paese dove gli omosessuali rischiano la pena di morte! E il nostro ospite aggiunge anche che in casa avremmo potuto girare tranquillamente senza velo. Beh, nonostante vivano in mezzo al nulla, la convivenza con turisti da tutto il mondo li avrà portati a essere aperti di mente, abbiamo pensato. Sì, finché non è arrivata l'ora della cena. Ci chiedevamo perché la loro figlia quattordicenne non cenasse con noi. Non avrà fame, ci siamo dette. Poi, mentre sparecchiavamo, l'abbiamo trovata in cucina, seduta tutta sola dietro la porta, con indosso il velo. Con noi c'erano due turisti maschi, quindi lei non poteva sedere nella stessa stanza. Per restare intatta, preservata per il suo futuro matrimonio.
È stata una liberazione togliere il velo non appena abbiamo messo piede sull'aereo che ci avrebbe riportate a casa. Non si tratta solo di essere costrette a coprire il capo, piuttosto di una sensazione costante di valere meno e di essere vulnerabili a istinti primordiali. Tutto questo diventa soffocante. Soprattutto è la consapevolezza che tu sei stata lì solo per due settimane, in vacanza, mentre ci sono donne costrette a vivere così la loro intera esistenza. Non dimenticheremo mai una ragazza che abbiamo incontrato. Stava seduta di fronte a una moschea a Kashan, con un chador che però non copriva completamente la sua faccia sorridente, mentre studiava per l'esame per la patente di guida. Stava lì in attesa di qualche turista con cui poter parlare. Aveva diciotto anni e con il suo inglese fluente ci ha fatto molte domande dirette: se per noi fosse un problema indossare il velo, e quale fosse il nostro giudizio sull'islam. Era anche molto appassionata di geopolitica. "Cosa vorresti studiare all'università?", le abbiamo chiesto. "Scienze politiche. Ma i miei genitori non vogliono, quindi studierò psicologia". Ci siamo fatte un selfie insieme e l'abbiamo salutata. Abbiamo cominciato a pensare a quante cose avrebbe potuto fare nella vita una donna brillante e curiosa come lei. Se solo fosse stata libera. Se solo avesse avuto il diritto di essere se stessa.
L'ex Ambasciata americana, oggi chiamata Covo dello Spionaggio, con i suoi famosi murales.
Un bazar a Teheran in un pomeriggio deserto.

Donne in attesa di salire sulla metro nelle carrozze a loro destinate: molto utili per un viaggio a prova di palpata.
Sali sulle carrozze riservate alle donne e sei salva!
Il bellissimo parco Abo-o-Atash nella parte nord di Teheran. Perfetto per rilassarsi guardando gli iraniani che fanno i picnic e i bambini che giocano con l'acqua.
Il bellissimo palazzo Golestan a Teheran.
Un ottimo ristorante nella parte nord di Teheran: buon cibo, musica speciale. Peccato che non si possa ballare.
Ci spostavamo da una città all'altra sempre con i pullman: comodi, puntuali, MOLTO economici.


Per le vie di Kashan.
Il bazar di Kashan / 1
Il bazar di Kashan / 2

Il bazar di Kashan / 3

L'affascinante hammam di Kashan.

I tetti di Kashan.
A Kashan servirebbe qualche opera di ristrutturazione ;)

Gustando un ottimo dessert a base di riso e acqua di rose nella splendida piazza di Isfahan.

La piazza di Isfahan.

L'Iran ha il record mondiale di nasi rifatti, e ne vanno anche molto orgogliosi. Qui una ragazza che mette in mostra il cerotto frutto del suo ultimo ritocchino.
I bellissimi ponti di Isfahan.
Il famoso Abbasi hotel di Isfahan, molto in voga anche fra la gente del posto.


E se capitate all'Abbasi hotel, non dimenticate di provare la zuppa di tagliolini con fagioli. Un toccasana per i poveri vegetariani perseguitati dal kebab!

Nella moschea di Isfahan.






Camminando nel deserto fra Isfahan e Yazd.

Mangiare e dormire come loro - per terra.
L'immagine di Khomeini ovunque.
Questo uccellino che guarda la piscina dalla sua gabbia ci ha ricordato simbolicamente l'Iran.

Yazd.

Le notti poetiche di Yazd.
In bici per le strade di Yazd.


Il tempio zoroastriano di Yazd con la sua fiamma eterna, che brucerebbe da oltre 1500 anni.
Yazd.

Persepolis.
Lost in Persepolis.
E' tutto in ristrutturazione in Iran, pronti per quando arriveranno le masse di turisti a scoprire questo bellissimo paese.
Le facce dei martiri della guerra Iran-Iraq sono ovunque nel paese.
La tomba di Hafez, il poeta nel cuore di tutti gli iraniani, a Shiraz.



Mai senza il selfie stick.
Questo tassista era molto orgoglioso della sua macchina inglese.

Finalmente libere dal velo sul nostro aereo verso casa!

Giulia Innocenzi e Maddalena Oliva

Fonte: http://giuliainnocenzi.blogspot.it

Link: http://giuliainnocenzi.blogspot.it/2015/08/due-donne-sole-in-iran-quello-che-gli.html

24.08.2015

LEGGI ANCHE: UN COMMENTO SULLA SOCIETA' IRANIANA (RISPOSTA A GIULIA INNOCENZI)



Commenti (34)

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    1. cardisem 31 agosto 2015

      PS - Faccio fatica a leggere l’insulso articolo...
      È però possibile un’interpretazione assai semplice...

      Si sa che simpatia / antipatia sono cose irrazionali, emotive, difficili da spiegare...

      A me la Innocenzi, che ho visto e sentito nelle trasmissioni di Santoro (mai seguite per intero), e sempre mi ha ispirato una grande insofferenza...
      Il massimo che faccio è girare il telecomando dopo poche battute...

      Può darsi che in Iran abbia ispirato in altri la stessa o meglio una diversa insofferenza che si è espressa nel modo raccontato dalla protagonista...

      Fatti simili però non hanno espressione geografica: la signora o signorina può riuscire antipatica anche in India, Giappone, in Africa... L’Iran è un’altra cosa!

    1. cardisem 31 agosto 2015

      Mi ero una volta soffermato a osservare persone che facevano il gioco delle tre carte… Alla fine scoprii che erano tutti compari che facevano finta di giocare, per indurre il passante (io) a partecipare al gioco e cadere nella trappola…
      Succede qualcosa di simile anche in questo Forum…

      Me ne accorgo mettendo insieme riscontri e contraddizioni…

      Un esempio: ti si insulta in quanto presunto ”omofobo”, ma poi ci si atteggia come se si stesse dall’altra parte e si trovasse strana in sé l’accusa di ”omofobia”…

      La tecnica dei troll sionisti (a pagamento o in conto proprio) è quella di indurre il passante a commettere errori, magari facendo affermazioni forti che poi vengono riprese da un altro ”compare” e messe in un più vasto circuito mediatico, perfino con ricadute parlamentari, legislative, giudiziare…

      Attenzione! La Tizia dispone di un canale televisivo ed è già stata importata da Repubblica...

      Sento odore di zolfo...

    1. Farkas 30 agosto 2015

      Cosa aspettarsi da una Pdidiota iscritta ai Radicali (Usisrael) , ad Avaaz(rivoluzioni colorate). Una "marchetta " di propaganda antiraniana per i suoi "padrini " . Quinta essenza della boldriniana aristocrazia "radical-chic":supponenza, ignoranza , ego e etnocentrismo culturale espanso , arroganza di" preziosa ridicola".

      Giornalista? Mah! Grande raccomandata

      Autrice di reportage ? Ma stiamo scherzando! Ma mi faccia il piacere!!!Al massimo pr nelle discoteche della Riviera Romagnola.

      Un vero reportage sull Iran : Kapuscinski :Shah-in Shah Feltrinelli

    1. Gil_Grissom 30 agosto 2015

      Quello che lei dice e' successo in occidente anche grazie o per colpa(a seconda delle posizioni) delle pseudo teorie gender che oggi imperversano ovunque nella societa' italiana e che contraddire e' praticamente impossibile perche' i media insorgerebbero tacciando gli apostati di omofobia e fascismo.

    1. TizianoS 30 agosto 2015

      Secondo me, la signorina Innocenzi non ha chiarito se le sia mai capitato di sentirsi palpare il culo o di vedere un uomo con l'uccello in mano di fronte a lei, per strada, in altre parti del mondo.
      Non voglio fare dietrologie, ma un articolo del genere sembra soprattutto calzare "a pennello" a favore di coloro che vogliono screditare in qualunque modo l'Iran. Cioè è un articolo qualunquista.

    1. totalrec 30 agosto 2015

      I cittadini di serie B si creano laddove strati sociali più o meno ampi si ritrovano privi di ruoli sociali forti o definiti. L'ideologia della "liberazione femminile" in occidente ha fatto appunto questo: ha privato le donne del ruolo sociale familiare fortissimo e strutturato che avevano sempre avuto nel corso dei secoli, rendendole monadi autoreferenziali, lasciandole sole a contemplare il proprio utero "liberato" e sterile. Questo non accade nell'Islam, dove le donne - palpeggiate oppure no - hanno ancora un ruolo sociale di primissimo piano, riconosciuto con tanto di garanzie legislative, tanto nell'ambito della famiglia quanto in quello dei rapporti con i vari referenti istituzionali. Da questo punto di vista è corretto affermare che le donne sono cittadini di serie B più nell'occidente che nei paesi islamici, nei quali per avere un peso una donna non ha nessun bisogno di diventare altro da sé.


      (GF)
    1. lopinot 30 agosto 2015

      Questa Innocenzi se non sbaglio conduce un talk show a livello nazionale ed è braccio destro di Santoro

      Allucinante il livello del reportage, che potrebbe essere passabile in una chiacchierata fra amici al ritorno dalle vacanze.
      La storia delle islamiche che si cambiano sugli aerei è nota da decenni, il fatto di essere palpate successe alla mia ragazza a Istanbul nell'ottanta due, la ragazza che che sogna California o alla meglio Milano succede in ogni luogo del terzo mondo
      Davvero non capisco il senso


    1. cardisem 30 agosto 2015

      È stata una liberazione togliere il velo non appena abbiamo messo piede sull'aereo che ci avrebbe riportate a casa.
      -----
      Ho detto di aver appena saltato con gli occhi il testo delle due signorine...
      Mi si potrebbe (condizionale) obiettare che non è (sarebbe?) filologicamente corretto, volendo parlare di un testo...

      Ebbene, basta la frase sopra riportata per dimostrare la stupidità delle due “giornaliste” (!)...

      Non sono un grande viaggiatore, ma quando decido di interessarmi ad un paese intendo capirlo, non sottometterlo ai miei pregiudizi, non vado a colonizzarlo...

      Di certi paesi, o meglio dei loro governi, ne ho già un giudizio così negativo che non mi sogno certo di andarlo a visitare... Ad esempio, in Israele/Palestina proprio non ci andrei a fare del turismo... e quello che ne so mi basta ed avanza...

      Non andrei neppure in paesi arabi, musulmani, forse neppure in Iran, a meno di essere ufficialmente invitato dal governo iraniano o da un cittadino iraniano...

      Attenzione! Non ci vado perché ho ben presente tutto il male che abbiamo fatto loro e non mi stupirei se venissi fatto oggetto di ostilità o di insolenze in quanto cittadino italiano o europeo o occidentale... Ricordo il caso di un mio compaesano, che era andato a fare il militare americano, e si trovò accoltellato in una cabina telefonica mentre da lì telefonava a casa...

      Era andato a cercare fortuna in America e tornò cadavere al paese... L”«informazione» non è stata prodiga di notizie al riguardo - molto più importante come notizia il sedere della Innocenzi –, ma la storia umana di questo mio sfortunato compaesano mi ritorna sempre alla mente, seppure per grandi linee e in assenza di particolari che avrei voluto avere... Ma il sedere della Innocenzi, quello sì che è importante!

    1. EnolaGay 30 agosto 2015

      Altre due Simone pagate dalle ong e dai circoli della massoneria globale per gettare fango e menzogna su un paese inviso al potere patriarcale delle multinazionali e delle banche (per inciso il femminismo è quel movimento maschile che ha liberato le donne dalla loro sessualità e le ha fatte diventare oggetti sessuali del maschio padrone facendole credere che questo è ciò che vogliono e desiderano, che ridere hanno ragione le due Simone altro che velate, nude le vogliamo (a new york sono già alle poppe al vento quindi immagino che presto vedremo orde di donne nude insomma il paradiso in terra forza femminismo pensaci te, lo dico onestamente prima di morire spero di vederlo questo spettacolo e spero anche di avere la forza intellettuale di trattenermi la tentazione sarà grande), donne libere dal vestito maschilista che le reprime e reprime la loro libera sessualità, chissà poi perchè le donne femministe non si domandano come mai l'unico obiettivo raggiunto dal femminismo è farle diventare zoccole e felici di esserlo. Di sicuro le famiglie che comandano il mondo come i Rothschild (è un articolo de Il giornale, carta straccia come del resto tutti i giornali di destra e sinistra, ma è socialmente istruttivo e conferma che nelle alte sfere la donna conta niente e il potere è maschile al cento per cento http://www.ilgiornale.it/news/capolinea-femminismo-signore-park-avenue-1153238.html) sono fermamente partriarcali e la donna conta un due di picche).
      Due Simone vorrei chiedervi ma quindi cosa suggerite di fare una nuova guerra turbonucleare anche in Iran commissionata dal premio nobel per la pace, l'abbronzato che è schifato anche dai suoi fratelli africani (http://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/11816496/Barack-Obama--il-fratello-lo.html), per liberare le donne dal velo come in Afghanistan dove il velo è rimasto e ora però ci sono solo macerie e la coltivazione dell'oppio ha ripreso in grande stile?
      Le due Simone dicono quello che non dicono gli uomini?!!?? Sveglia sono anni che gli uomini maschilisti e guerrafondai cercano di portare la guerra in Iran, per levare il velo alle povere donne (ma le donne hanno bisogno della badante sempre in tutto il mondo che gli cambi i pannolini sporchi?) e liberarle sessualmente non per altro sia chiaro, con rivoluzioni colorate ma che state a dire la missione non è vostra è del maschilismo capitalista. Sveglia troppe bambole da bambine poi crescono più grulle e stupide delle oche.

    1. Gil_Grissom 30 agosto 2015

      Una speranza non puo' mai essere sconvolgente, resta pero' una speranza frutto di un'opinione che puo' essere condivisa o meno. L' emancipazione della donna puo' essere uno dei parametri, certamente non il solo, attraverso il quale misurare il grado di sviluppo di una societa'. Non mi auguro certamente un mondo popolato di Amazzoni ma una civilta' che ha cittadini di serie a e serie b non incontra certo le mie simpatie, sia che essi siano discriminati per sesso,religione, colore della pelle , appartenenza etnica od orientamento sessuale.

    1. totalrec 30 agosto 2015

      Non so se la cosa è per lei sconvolgente, ma personalmente ho sempre considerato il livello di cosiddetta "emancipazione della donna" un dato del tutto irrilevante, sciocco e fuorviante per valutare il grado di evoluzione politica, civile e sociale di una nazione. Molti italiani darebbero un occhio per poter tornare al "medioevo" degli anni Sessanta e Settanta. Molti di questi italiani sono donne.


      (GF)
    1. Gil_Grissom 29 agosto 2015

      Se lei rilegge con piu' attenzione l'articolo, o anche solo guardando le diapositive, notera' che le ragazze non erano affatto in topless o in abiti succinti.

    1. Gil_Grissom 29 agosto 2015

      Vedo che ha centrato perfettamente il cuore della questione: se la societa' iraniana e' messa ora nelle stesse condizioni oscurantiste e medioevali in cui versava la societa' italiana degli anni sessanta e settanta significa che e' una societa' retrogada e se lo e' , lo e' probabilmente a causa di una religione ottusa e vetusta, come del resto quasi tutte le religioni.

    1. totalrec 29 agosto 2015

      Sfrontate non so, cretine di certo. Se andassi a visitare le "case tradizionali" della periferia di Kashan, io stesso terrei gli occhi bene aperti e possibilmente non andrei in giro da solo. Queste che si aspettavano di trovare? Il mondo mentale sessualmente asettico con cui tentano di rimbecillire via etere i loro telespettatori?


      E comunque, qual è il punto di questa discussione da massaie al mercato?

      Due squinzie sono andate in visita in Iran ed è stato loro palpato il culo.

      Quindi?

      Dovremmo trarne delle valutazioni politiche e geostrategiche sul ruolo internazionale dell'Iran?

      O magari una panoramica dettagliata sulla società e sui costumi del Medio Oriente?

      Magari possiamo ricavarne addirittura una valutazione etica e storica sull'Islam e sulla sua cultura?

      Io sono stato ragazzo negli anni '70 e ricordo bene un tempo in cui, se a una fanciulla in vacanza venivano palpate le chiappe, si trattava di una questione da affrontare in famiglia; al massimo ci scappava una scazzottata tra palpatore e fidanzato. Non era una notizia di cui si occupava tutta la stampa televisiva e cartacea della nazione. A nessuno sarebbe venuto in mente di elaborare su tale avvenimento saggi di cultura internazionale. Direi che il reportage delle due squinzie è un'esemplificazione perfetta di cosa intendano oggi per giornalismo i giornalisti come queste due: un miscuglio di diapositive delle vacanze, discorsi da fiera del paese e scampoli di politically correct, che piace sempre a tutti. Se una tizia così mi si avvicina a più di due metri brandendo questa broda ideologica, giuro che la denuncio per stalking.

      (GF)


    1. Gil_Grissom 29 agosto 2015

      Queste femmine che "Pretendono" di girare per le periferie delle citta' sono davvero srontate.

    1. Frigo 29 agosto 2015

      Dove si è formata e per chi ha lavorato la signorina:

      "

      Giulia Innocenzi [giuliainnocenzi.blogspot.it]



      21 settembre 2008

      Bio [giuliainnocenzi.blogspot.it]

      Sono nata a Rimini il 13 febbraio 1984, da madre inglese e padre umbro.
      Durante il liceo scientifico ho partecipato al programma di scambio
      culturale e sono finita per un anno a Las Vegas, USA. Durante il liceo
      ho trascorso alcune delle mie estati come commessa spolverando ventagli
      sul lungomare riminese o come ragazza alla pari in Francia. Mi sono
      trasferita a Roma per studiare Scienze Politiche alla LUISS. Dopo
      l’Erasmus a Sciences-po a Parigi ho cominciato a lavorare
      all’Associazione Luca Coscioni, e non l’ho più abbandonata. Durante
      l'estate 2007 ho lavorato al Parlamento europeo a Bruxelles, presso gli
      uffici di Cappato e Pannella. Mi sono laureata alla triennale con una
      tesi sulle quote rosa e alla specialistica in Amministrazione Pubblica,
      sempre alla LUISS, con una tesi sulla partitocrazia. Durante gli anni
      dell'università sono stata rappresentante al consiglio di facoltà di
      Scienze Politiche, responsabile dell’informazione di Radio Luiss e
      caporedattrice del giornale universitario. Nel 2008 mi sono candidata a
      Segretario dei Giovani Democratici: una campagna elettorale che ha visto
      battermi per la certezza delle regole e la democrazia interna, a quel
      tempo assenti nella sezione giovanile del partito. Mi sono piazzata
      seconda, ma aspetto ancora i dati ufficiali, che non sono mai arrivati
      :) Sono stata membro di giunta di Radicali Italiani e Presidente degli
      Studenti Luca Coscioni. Dal dicembre 2008 al giugno 2009 ho condotto
      “Punto G” su Red tv, per poi passare alla conduzione di Generazione
      Zero, lo spazio di Annozero dedicato ai giovani. Avevo cominciato il PhD
      alla Luiss in Political theory, ma l'ho dovuto abbandonare a causa dei
      troppi impegni. Sono stata la responsabile italiana di Avaaz [www.avaaz.org],
      una delle comunità di mobilitazione on-line più grandi al mondo. In
      Italia abbiamo portato avanti battaglie per la libertà di informazione e
      della rete, contro la corruzione e per introdurre la legge sulla
      tortura. Ho partecipato alla nascita di Servizio Pubblico sulla
      multipiattaforma, esperimento unico in Europa di un programma senza
      rete. Poi il passaggio a La7. Dal 2014 ho condotto Announo, primo talk
      show di informazione che ha messo al centro dello studio i giovani."

    1. totalrec 29 agosto 2015

      Il Grande Gianluca Freda prende atto che, con ogni probabilità, in Iran la propaganda femminista non ha mai fatto breccia; e che dunque le cose, laggiù, funzionano ancora come funzionavano in Italia fino a una cinquantina d'anni fa. Soprattutto quando due turiste non troppo sveglie pretendono di girare per la periferia di città straniere come girerebbero per il centro di Firenze. Quindi?

      Aneddoto: all'inizio degli anni '80, nella città dove vivo (Piacenza), l'esibizione dei genitali alle fanciulle da parte d'individui di varia risma era già abbastanza frequente. Capitò in un paio di casi a una delle mie sorelline. Questo prima dell'invasione extracomunitaria; e non solo nelle periferie cittadine, ma anche nei grandi magazzini della città, come la UPIM di allora. Autore della bravata era un commesso (sì, un commesso) del grande magazzino in questione, che proseguì in tale atteggiamento verso l'utenza femminile per molti anni, fino a quando qualcuno (non la mia famiglia) si decise a sporgere denuncia. Solo allora lo allontanarono (ma non lo licenziarono). Dico questo per dire che la valenza di un gesto assume connotati diversi a seconda dei modi di vedere il mondo, delle culture e delle epoche storiche. In quell'epoca ormai remota, la cosa non ci sembrava poi così grave: noi ci limitammo ad avvertire la mia sorellina di non frequentare la UPIM. Ma di sporgere denuncia non ci passava neppure per la testa. Il pretendere che il mondo intero si adegui, magari con modalità retroattive, alla weltanschauung di una giornalista TV dell'italiaccia odierna non è che un altro, terribile segno della stupidità dei tempi.

      (GF)
    1. MarioG 29 agosto 2015

      "L'Iran ha ancora molta strada da fare" per stare al passo con la Innocenzi.

      Speriamo tuttavia che resti relativamente indietro rispetto alla valletta santoriana. Mi e' bastato ascoltarla qualche anno fa perorare l'intervento in Libia, con l'ampiezza di vedute di un ciclope cieco da un occhio.

    1. Maxim 29 agosto 2015

      Da me c' è anche di peggio , gente che ti tocca le chiappe non per trarne piacere sessuale ma per fregarti il portafoglio

    1. tersite 29 agosto 2015

      Anche secondo mela Innocenzi racconta esperienze reali. E sto pure dalla parte di chi sostiene che la religione sia responsabile di questa inciviltà.


      Detto questo, voglio far notare come un'occidentale benestante(nata), personaggio pubblico ecc..., si trovi sempre in grossa difficoltà quando esce dal suo ambiente. Sempre! Ripeto, il problema in Iran esiste, ma l' incapacità dei 'ricchi' di sapersi muovere nella vita reale è altrettanto evidente.


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