DONNE INCHIODATE AL MURO DELLA PAVIDITA’

DONNE INCHIODATE AL MURO DELLA PAVIDITA’

DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

Non potevate reagire peggio. Il mio articolo
‘Sono andato a puttane’ ha scatenato un putiferio. Doveva suscitare un dialogo, non la guerra, ma almeno ora lo sappiamo: siamo in guerra care donne, e come ha mirabilmente notato un lettore “lo siamo da decenni, e lei Barnard ha calato un microfono in trincea”. Che miserevole risultato.

Eppure nelle mie righe c’era tutto ciò che qualsiasi anima incolpevole avrebbe chiamato ‘una mano tesa’ per voi. Esordivo esponendomi in prima persona a una rischiosissima gogna (sono un professionista impegnato), affidandovi una fetta del mio intimo sessuale, e l’avevo fatto appositamente per scendere subito sul piano dolente di noi maschi puttanieri e pornomani, cioè ammalati di una pratica deviata. Era una mossa all’opposto esatto di chi parte sulla difensiva. Eppure, su molte centinaia di commenti e un fiume di mail ricevute, solo una donna, una sola, ha apprezzato quel mio calarmi nell’arena coi panni sudici in bella vista. Non vi dico quante di voi hanno commentato da bassa caserma, cose come “fatti delle seghe Barnard”, “se non trovi da scopare te lo meriti” ecc. Bell’esordio.

A seguito: "Sulle donne, mi hanno scritto... " (Paolo Barnard, paolobarnard.info/);Il significato del Sesso Ludico non richiedeva il Q.I. di Newton per essere compreso. L’avete mischiato in cento salse con tutti gli altri tipi di sesso o relazioni o intese erotiche, meccanismi di coppia, giochi di potere, e chi più ne ha più ne metta, mancando del tutto il target. Non ne avete compreso il potenziale dirompente di liberazione che vi offre, quello di spiazzare gli uomini, di ficcargli in testa che il potere erotico si gioca alla pari. Il potere per esempio di stoppargli l’uccello mentre vi sbattono da onanisti ignoranti e di dirgli “così non sento niente, possiamo fare un gioco diverso? Te lo insegno”. Queste parole educative sono solo possibili nel contesto di un Sesso Ludico, e assai più difficili o impossibili da pronunciare col fidanzato o con lo sperato tale, per ovvi motivi. E c’è dunque questo intelligente potere che l’aumentatissimo numero di contatti sessuali del Sesso Ludico vi offrirebbe, con cui educarci a farvi godere, o anche solo a darvi piacere come vorreste voi, finalmente! Ma voi niente, manco vicine ci siete arrivate. Dovevate capire al volo, donne, che a fronte di un esercito di femmine capaci di prendersi il sesso come un aperitivo, con leggerezza e benevolenza, finirebbe per crollare qualsiasi becero retaggio maschile, perché la Storia insegna che il progresso non è resistibile - maschi, maschilisti, sciovinisti e teste di cazzo nonostante. Il Sesso Ludico è una mina nel cuore di tutti gli alibi dell’uomo per ancora contenere la vostra avanzata, ma voi addio che lo capite. E sapete perché? Perché comporterebbe per voi la fatica del coraggio, che qui non avete, e non lo volete esercitare. Lamentarsi per generazioni è più comodo.

E rimanendo nei paraggi, avete dimostrato una callosa indifferenza di fronte all’appello che ho riportato nell’articolo a nome di tantissimi uomini. Trattava dell’estenuante fatica e del dolore intenso che soffriamo lungo un’intera vita di abbordi, corteggiamenti, contatti, dove l’implacabilità statistica delle vostre reazioni a “occhi scocciati, o girate di spalle, i ‘non mi stressare’, ‘non è il caso’, la rigidità, la freddezza o addirittura il disprezzo” è ingiustificabile qui, oggi, in Italia. Quella vostra indifferenza, dicevo, è un faro puntato sulla vostra perfidia, care belle e avanzatissime donne (ne riparlo più sotto). Perché non ci vorrebbe tanto a calarsi per un minuto nei panni dell’altro e arrivare alla conclusione cui arrivò una meravigliosa e bellissima donna ‘marziana’, che una volta mi disse: “Se io dovessi fare lo sforzo emotivo che fate voi tutte le volte che ci abbordate, sarei paralizzata dal terrore. E se a ‘cacciare’ in questa cultura dovessero essere le femmine invece degli uomini, credo che sarei stata sola tutta la vita”.

All’angolo come siete di fronte alla prospettiva del dover esplorare il nuovo, avete tentato la ritrita arma della persecuzione storica di cui siete state vittime e che peraltro nessuno nega. Ma da 50 anni è l’uomo che è cambiato verso di voi. Chi ha la mia età (51) ricorda benissimo il passaggio dal maschio italico ‘scopatore grugnente’ a quello in punta di piedi nel negozio di porcellane, dove nel letto con lei anche la minima tensione erotica alla vecchia maniera che gli fosse sfuggita era ‘fascista’! e oddio! che vergogna per noi. Intere generazioni di maschi sono passate da lì, e poi a lavar piatti, spingere carrozzine, cambiare pannolini, ecc., una mutazione giusta, non discuto, ma è successo. E’ l’uomo che, da padrone del salotto dove le donne erano viste ma non udite, ha accettato cambiamenti epocali, certamente perfettibili, ma i salti mortali li abbiamo fatti, se si pensa da dove siamo partiti solo ieri. Oggi voi che cambiamento avete fatto? Ne avete fatto uno di pari valore verso di noi? Ma figurati, e guai a chi osa proporvene uno, come avete dimostrato in questa occasione.



La perfidia. Avevo inzuppato l’articolo di critiche urticanti alla beceraggine maschile, fra l’altro implicita anche nella mia descrizione del sesso commercial-mediatico, risparmiandovi una disamina della vostra. Il libro nero degli errori/orrori del mondo maschio è stato scritto, pubblicato, letto e discusso più della Bibbia. Quegli errori/orrori permangono in molte sfere della vita, contro le donne senza dubbio, ma anche questo è arci noto. Manca all’appello dell’obiettività dialettica fra sessi il libro nero dei vostri errori/orrori. Donne, siete zeppe di vergogne, che al contrario di noi celate dietro a uno degli ultimi taboo della Storia moderna. Posso tralasciare gli aneddoti storici, tramandatici tuttavia da storie come quella di Hansel e Gretel, dove la ricerca d’archivio ha dimostrato che fu Gretel, pasticcera incapace, a denunciare per stregoneria la vecchia e brava pasticcera rivale (la strega della favola), gioendo della sua condanna al rogo. La storia dell’Inquisizione è fitta di donne accanite delatrici di altre donne ‘streghe’, al solo scopo di vendetta o per sbarazzarsene, distillati di pura perfidia femminile esenti da alibi di qualsivoglia natura (si legga La Strega, di Jules Michelet); oppure l’evidenza che dimostra che i peggiori aguzzini inquisitori dei Khmer Rossi cambogiani furono le donne, appositamente selezionate per la loro crudeltà (si legga Children of Cambodia’s Killing Fields, di Dith Pran); o il fatto che nella prostituzione moderna non sono di rado le donne (nel caso della tratta delle nere lo sono sempre) le sfruttatrici che poi infliggono le punizioni sadiche. Ma vengo a voi donne comuni. Quasi quarant’anni fa, la madre delle femministe inglesi, colei che per prima concepì la necessità di rifugi per le donne soggette a violenza domestica, iniziò a notare che qualcosa non andava nella retorica del rapporto vittime(donne)-carnefici(maschi). Erin Pizzey, così si chiama, me lo disse durante un’intervista, con queste esatte parole: “Molte donne che ci giungevano portavano chiari segni di abuso maschile sui loro corpi… Ma che cos’erano quelle impronte di tacco a spillo impresse sui corpicini o sul cranio dei loro miseri bimbi?”. Già… Pizzey scrisse un libro epocale, ‘Prone to Violence’ (portata per la violenza), dove passo passo svelava al mondo l’aberrante realtà del sadismo femminile sui figli e anche sugli uomini. Fu minacciata di morte, la polizia arrestò all’ultimo minuto un gruppo di femministe svedesi che si erano appostate per accoltellarla. Dovette fuggire e vivere anni in incognito. Ma ogni giorno, anche qui da noi, chiunque non abbia il lardo sugli occhi può testimoniare come nei nostri supermercati, campeggi, giardini pubblici o per strada così tante madri si rendano protagoniste di scene di violenza e di umiliazione sui propri piccoli da dare il voltastomaco. La letteratura clinica psicoanalitica straripa di esistenza distrutte nell’emotività da madri brutali, anaffettive, da maestre o insegnanti sadiche, da donne manager perfide come nessun uomo può essere, e le donne vittime di altre donne sul lavoro non si contano più. Scendete dall’Olimpo delle vostre bugie su voi stesse. Non siete meglio di noi, solamente non avete avuto mai sufficiente potere per essere come o peggio di noi.

Infine nessuna ha colto, poi, l’allarme sociale del mio pezzo, non avete neppure lontanamente affrontato il punto, cioè la domanda delle domande: Allora, che si fa con i 120 miliardi di dollari di catastrofe planetaria del sesso commerciale? Quali sono le vostre proposte? Nulla. Strillate ogni sorta di congettura rivendicatrice, con arrampicamenti sugli specchi, disamine dal pulpito (cara Forcheri), ma anche qui, mute. Il mio scritto era gravido di consapevolezza per voi, come testimonia l’elenco da me più volte fatto degli obbrobri sociali che il sesso commercial-mediatico vi infligge. Sarò stato inesatto, forse ho dettato i rimedi sbagliati, ma era un richiamo nero su bianco a lottare insieme contro lo scempio del vostro corpo, e francamente avreste più voi da guadagnarci che noi. Eppure, di nuovo, non avete colto. Vi manca il coraggio, ecco cosa manca, e vi manca un coraggio neppure tanto nobile. E’ il coraggio di chi, consapevole della soffocante urgenza di un cambiamento, ha la forza di tentare una strada nuova che nel mondo civile moderno è del tutto fattibile. E' il coraggio di sgonfiare il mostruoso edema sessuale rilanciandosi come protagoniste di un’altra, dirompente interpretazione del sesso, col vantaggio aggiunto , come dicevo poc’anzi, di avere fra le mani anche uno strumento educativo tutto a vostro vantaggio. Insomma, "FARLE quelle avances". Ma figuriamoci, voi no, tutto ma non avere coraggio. Buone a strillare e a giudicare, ad auto-eleggervi nell’imperfettibile mondo del ‘Noi Donne’, dove vi rassicurate a vicenda. Ma pavide, e anche un po’ meschine, quando c’è da fare la fatica del nuovo. E allora rimanete sepolte da culi, gnocche, tette, porno, puttane, troiaggine in ogni anfratto del vivere, carne da schizzare, sesso miserabile, uomini grezzi, volgarità come liquame per le strade di un moderno diluvio universale. L’Eros impazzito non guarisce gridandogli addosso, donne, ma facendo la fatica di guarirlo assieme a noi. Ma non ne siete capaci, inchiodate con le spalle al muro della vostra pavidità, e nel risibile mondo della vostra superiorità morale.


Paolo Barnard

Fonte: www.paolobarnard.info

Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=130

28.08.2009

Commenti (175)

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    1. myone 4 settembre 2009

      si usa il sesso ludico per risolvere. se uno lo fa ha gia' risolto.

      se lo usa per risolvere tutto il contesto, non risolve nulla, e il ludico e' solo a dire.

      fanne una anche per me, se e' vero che e' ludica.

      poi chi lo fa tutti i giorni come dici te, e' tutto da dire e da vedere.

      saluti da illo

    1. Lameduck 1 settembre 2009

      Più che altro sai cosa credo abbia dato fastidio alle donne del post di Barnard? Quel "e dai, siamo compagni, perchè non collettivizziamo anche il sesso?"
      E' un discorso terribilmente vecchio e vagamente triste, perchè non si è mai sicuri che lo scambio sia veramente alla pari.
      In più, vorrei aggiungere che la competizione esiste anche in seno alla coppia anche se non ci piace. E penso che sia proprio la competizione a rendere pepato il rapporto.
      Ricambio l'abbraccio.

    1. sara4d 1 settembre 2009

      Caro o cara myone,
      ti dico sinceramente che faccio fatica a capire la tua critica, se di critica si tratta.
      Innanzitutto non puoi affermare che il sesso ludico non esiste se c'è chi lo fa.
      Poi, di sesso ludico è difficile darne una definizione, in quanto ludico, giocoso e il gioco è del tutto personale. Non ci sono gusti predefiniti di divertimento. Tanto è vero che il sesso ludico di cui parla Barnard non è lo stesso per me (o forse no, perchè in questi scritti si è molto sintetici e non è detto che la pensiamo diversamente, ma l'impressione è stata quella). Ci saranno centinaia di persone che interpreteranno il sesso ludico in modo diverso.
      Infatti il punto del mio intervento è proprio questo, che non si può generalizzare, che non siamo tutte e tutti uguali.
      Non posso invece non essere d'accordo quando dici che "Il sesso e' sempre parte di una persona e di una personalita', dove fa' parte di lei e del rapporto che ha con te." Non so se mi sono spiegata male, ma io intendevo proprio questo. Se poi vuoi dire che uno quando fa sesso non si deve divertire, io non la vedo così e per fortuna mi diverto, soprattutto perchè considero il sesso e la persona che lo faccio sacri. Il sacro per me non è un riferimento al santino di padre pio, ma l'essenza della persona, quindi che sia un rapporto occasionale o che sia un rapporto più duraturo, il mio modo di dialogare sessualmente parte sempre dallo stesso presupposto e non lo ritengo banale. Ma questo mi sembra di averlo già detto in precedenza.
      Il resto che aggiungi, non lo capisco. Se ti riferisci a me, riguardo al mettersi in discussione, io lo faccio ogni giorno, altrimenti non sarei qui a leggere opinioni diverse dalle mie e a discuterne o non farei della mia vita (che ovviamente tu non conosci) un percorso che cambia e che mi cambia.
      Se ti va, magari fammi capire meglio cosa volevi intendere. Anche qui, la sintesi e la scrittura tra persone che non si conoscono non aiuta.

    1. metallaroforever 31 agosto 2009

      mi spiace dirlo...ma ....a noi l'unica cosa che ci salva alla fine è youporn...

    1. metallaroforever 31 agosto 2009

      barnard si sarà pure sfogato,perchè non farlo poi...qualcuno me lo deve ancora spiegare,.....ma ciò non sposta di una virgola il fulcro della questione espresso nei sui articoli in merito.....e per favore....finiamola di rispondere fischi x fiaschi ...

    1. giovanni 31 agosto 2009

      Ciao Lameduck,
      sono d'accordo con te quando dici che "la competizione è parte integrante del nostro sistema, pretendere di eliminarla pare il solito esercizio da utopisti...etc...
      Ma anche all'interno di una coppia? Normalmente tendo a pensare
      alla relazione come ad un'isola comune in cui, sia nel bene che nel male, si è accolti e si accoglie senza teatrali giochi di potere.
      Che poi il "sistema socio-economico" ci desideri individui atomizzati,
      isolati, insicuri (leggi aggressivi) seduttivi a spese altrui e incapaci di far
      fronte comune, è tristemente cosa nota.
      Mi dispiace comunque che tu continui ad attribuirmi presunti "difetti
      di genere", soprattutto perchè quelli che citi somigliano oltretutto
      più alle banalità ricorrenti di senso comune che non alle vere
      questioni.
      In ogni caso, dato che io non sono "gli uomini" più di quanto tu
      non sia "le donne", cerchiamo sinceramente di andare oltre e
      interagire per quello che siamo.
      Naturalmente non posso che darti tutte le ragioni riguardo al fatto
      che spesso la figura femminile venga venduta per altro che per quello che ha da dire; aggiungo che purtroppo anche a molte donne e mamme sembra davvero andar bene così!
      Riguardo a quello che scrivi: "Quando apriamo bocca sembra sempre
      che vogliamo fare le sapute"... Hai la mia solidarietà per le
      infelici esperienze sul tuo blog, ad ogni modo non credo affatto
      di aver minimamente mostrato, nel nostro scambio di opinioni,
      quell'approccio denigratorio di cui giustamente ti lamenti.
      Di seguito scrivi: "Tu ed altri siete convinti che Barnard abbia
      detto delle verità assolute e noi cretine non lo abbiamo capito".
      Non ho mai sostenuto Barnard come "portatore di verità",
      semmai nel suo articolo emergono domande degne di attenzioni,
      più alcune riflessioni che posso condividere, altre forse decisamente meno... (sicuramente avrò un punto di vista diverso dal suo).
      Credo comunque che il suo articolo potesse, per una volta, offrire almeno l'occasione e la materia su cui mettere in discussione se stessi,
      i propri preconcetti e il proprio modo di relazionarsi e quindi confrontarsi. Mi dispiace che invece non tutti abbiano saputo/voluto dimostrare la necessaria disponibilità!
      Grazie per il tuo tempo e un abbraccio ancora.

    1. Earth 31 agosto 2009

      E' vero infatti io infatti non proporrei la censura, ma o un'oscuramento come faceva youtube una volta, schiacci a lato e si apre la tendina con il commento, oppure lo spostamento del commento in un'altra sezione, come dire commenti di prima scelta e quelli dubbi. Il tutto eseguito sempre da un moderatore, mai dagli utenti.

    1. Earth 31 agosto 2009

      Ma non mi riferisco solo a questa accoppiata di articoli intendo anche in quelli passati. L'ultima comunque e' una bella domanda...

    1. mikaela 31 agosto 2009

      "Da attenta "lettrice" dei blog saprai senza dubbio che ormai ci sono dei professionisti pagati apposta per fare informazione o disinformazione in rete." questo l'ho capito pero' io mi riferiso ai calunniatori quelli che scrivono un post pieno d'insulti nei confronti dell'autore e poi spariscono.Questi sono quelli da bloccare,gli insulti portano ad altri insulti, non c'e' conversazione quindi sono inutili,a cosa serve tenerli in prima fila sotto l'articolo per tutta la durata delle letture.Certe cose vanno fatte sparire subito.

    1. Lameduck 31 agosto 2009

      Caro Giovanni,
      la competizione è parte integrante del nostro sistema socioeconomico. Pretendere di eliminarla, visto che oltretutto fa parte anche del set di regole base della sopravvivenza, mi pare il solito esercizio da utopisti.
      E' vero, quando si descrivono i difetti del genere al quale si appartiene si precisa sempre: "ma io non sono così!".
      Tu parli di parità. Eppure bisognerebbe che gli uomini, per esempio, accettassero la possibilità che anche le donne avessero cose da dire. Quando apriamo bocca sembra sempre che vogliamo fare le sapute. Ieri uno sul mio blog mi fa: "si, sei psicologa ma ti prego non farlo pesare". Oh bella, direbbe la stessa cosa al suo medico?
      Tu ed altri siete convinti che Barnard abbia detto delle verità assolute e noi cretine non lo abbiamo capito. Io penso invece che, se la psicologia non è un opinione, si sia trattato solo di uno sfogo per problematiche molto personali.
      Poi magari mi sbaglierò.

    1. tersite 31 agosto 2009

      ...finalmente un po' di realtà

    1. Bigrex 31 agosto 2009

      Perchè tu ed altri continuate a dire che non ho capito il post di Barnard: non lo condivido, almeno non nelle conclusioni che ritengo inattuabili e non adeguate alla nostra situazione. Credo sia vero, come tu mi dici, che le donne addomesticano l'uomo ma non possiamo aspettarci solo da loro uno sforzo di cambiare le cose. Così proposto questo tentativo rischia solo di aumentare lo scontro tra i due sessi che già è a un buon punto.
      Inoltre dico di nuovo: ma tutte le ragazze non belle che non avrebbero grandi speranze di inserirsi nel sesso ludico (anche adesso hanno poche possibilità di essere "rimorchiate")?

    1. Firenze137 31 agosto 2009

      Da attenta "lettrice" dei blog saprai senza dubbio che ormai ci sono dei professionisti pagati apposta per fare informazione o disinformazionein rete.
      Il "problema" del moderatore esiste pure nel blog di grillo e non ti sto a raccontare cosa non è successo in alcuni meetup di grillo...non faccio nomi. A Firenze l'8 Marzo, in occasione della presentazione delle liste civiche a 5 stelle, abbiamo avuto dei "grillini" che hanno preso la parola al Sachall analizzando con grande competenza questo "problema" dei problemi da veri esperti (giuristi patentati..) , e la conclusione è stata che "se vogliamo la libertà e la democrazia dal basso è un rischio che dobbiamo correre".
      Questa conclusione non è ovviamente una regola assoluta. Si può anche dissentire. Ma la mia opinione, derivante da esperienza diretta, è che leggere frasi, sconcezze o argomentazioni pilotate sia un "male" infinitamente minore di quello di non poter avere l'assoluta garanzia dal blog in cui vado a leggere e scrivere, che tutti possono accedere e possono dire la loro, a maggior ragione quando l'argomento è molto dibattuto e - come questo - molto sentito

    1. tersite 31 agosto 2009

      ..logorante? il logorìo uccide. Non mi va' di vivere così. Non me lo merito, non ho meritato tutto questo. Posso subire umiliazioni da una banca, dal potere dottatoriale che mi circonda. Ma non mi va' di vivere così. E farò qualcosa o diventerò qualcosa perché non merito sta fine. Neanche a mamma natura potrei imputare qualcosa, sto bene con me stesso, col mio corpo con la mia mente, sono solo una vittima del sistema. Ma non finirà così , no. Non posso vivere così, questo non è vivere. Non centra un cazzo con la vita. Neanche il resto d'europa vive il sesso come lo viviamo noi. Nessuno. Logorante dici...non riuscite ad immaginare, eh? almeno vi siete poste il problema. La parte cattiva di me, che cerco di reprimere per quanto possa, direbbe: "brave vi siete lavate la coscienza." Ma devo dire che sarebbe una gran cazzata, sarebbe ingiusto e quindi dico: grazie, continuiamo pure sta conversazione, magari porta a qualcosa, può darsi .........boh!

    1. mikaela 31 agosto 2009

      Io la chiamo risveglio delle coscenze tu chiamale come vuoi.

    1. tersite 31 agosto 2009

      si, mi riferivo anche a te, ma se non hai questi problemi, ti sembrerà assurdo parlarne, ti capisco. Visto dall'altra parte il mondo deve essere ben altra cosa da quel che percepisco.

    1. mikaela 31 agosto 2009

      senti myone
      ho letto solo le prime due righe, scusa ma non ho tempo
      pero' dicendo che non hai insultato Barnard gia' hai detto tuto.
      Se per te un Vaffa scritto con gli spazi non e' un offesa per me lo e'
      vaffa e' sempre vaffa,come ha detto barnard ci vuole un moderatore perche' tu come tanti andate fuori da quello che e' lo scopo di un forum.

    1. giovanni 31 agosto 2009

      Cara Lameduck, secondo me riusciremmo a comunicare meglio
      se tu non ti rivolgessi a me con quel "voi",
      cioè se tu non mi rispondessi qualificandomi semplicisticamente come un generico individuo appartenente al mondo maschile.
      Sono semplicemente una persona che ti ha scritto le proprie
      impressioni riguardo ad alcune frasi specifiche con cui tu avevi
      commentato gli articoli.
      Rispetto la tua personale visione del mondo maschile
      (a prescindere da quanto possa essere distorta o meno)
      ma non mi riguarda direttamente. Non saprei risponderti se esistano uomini con le caratteristiche che tu attribuisci loro, sono però sicuro che queste non siano le mie. Le tue eventuali opinioni sulle
      impressioni che ti ho inviato invece mi riguardano e mi interessano.
      Comunque, da quel che mi è sembrato di capire,
      non credo affatto che il sesso ludico descritto da Barnard
      sia da associarsi con lo "scarso impegno".
      Quest'ultimo invece si accompagna proprio all'incapacità
      di costruire una relazione (anche sessuale) alla pari con l'altro,
      in cui riconoscersi, accettarsi, accogliersi...
      A questo proposito ti avevo parlato di certi modelli sessuali
      aggressivi dominanti che propongono/impongono la competitività
      più che l'ascolto e la consapevolezza di poter essere squadra
      anzichè avversari.
      Fammi sapere la tua opinione riguardo a quello che ti avevo scritto.
      Un abbraccio.

    1. ottavino 31 agosto 2009

      Sottoscrivo, myone. Speriamo che questa telenovela abbia termine....

    1. myone 31 agosto 2009



      Non mi sembra di aver insultato barnard in nessun modo.

      Anzi, vedo che lui con il suo astio o modo di esporre, ha insultato, e non lo considero insulto,

      un modo del dire e del fare, facendolo passare da come si legge.

      Le donne dovrebbero usare il fallo duro del maschio che non sa' piu' dove metterlo,

      per inedia e inutilita', e farlo vorticare loro su se' stesse, cosi' si disinibiscono e sono meno acide,

      e nel frattempo, educano gli uomini a servirle meglio.

      Con sottotitoli: gioca pure, che piace di piu' a me.

      Non so che altre letture farci, a come e' stato scritto il discorso.

      Ecco perche' non mi torna propio in nessun modo.

      E non mi torna sia nel femminile che nel maschile, perche' si e' creato un filtro di vedere, che sembra essere solo quello,

      non si vede che da quello, e piu' se ne parla, piu' si carica di altro ancora,

      e piu' le parti ne fanno tesoro a chi piu' ne ha e piu' ne metta, contro l' altro sesso.

      Questa, e' pura follia di interpretare e di comunicare.

      Ribadisco, a come ci si e' espressi, boccio Barnard per /o essere cosi/ o aver esposto cosi/

      e promuovo un po' a malincuore, la di troppo parte della Forcheri,

      e la educata ed educativa esposizione della Randazzo, anche se ha quel po' di pepe dalla sua.

      Ma alla fine, una donna e' parte dell' uomo, e l' uomo parte della donna,

      mettere in mala luce l' una o l' uno, e' sempre una perdita per la razza.

      Questa e' la questione e la realta'. Non tutta, meno male.

      Basta chiudere internet e non leggere piu', che dopo mezz' ora, di realta' ne arrivano,

      e non sono certo condite a questo modo.

      E se si, basta cambiare aria, che di vita che merita ce n'e' a giro, basta cercarla.

      E se i piu' ce l' hanno gia', in casa o fuori, vedrete che ci vuole ben altro per farla diventare come qui si dice,

      e sopratutto, ci vuole tanto ancora di piu' da dire e da fare, perche' non sia cosi ma migliore, cosa che,

      o non si fa, o spesso si trovano dei gia' filtrati, dove le discussioni non fanno altro che avvelanare e incomprendere di piu' ancora,

      creare asti e separazioni.

      Meglio vivere, che dire quello che non andrebbe vissuto, o che si pensa che sia tutto cosi.

      Certo, ci sono tante cose che parlano e che sono, e che sono cosi.

      Ma che volete farci, cosi e' anche la vita, come lo sono tante altre di vite.

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