DI COSA CI DOBBIAMO VERGOGNARE

DI COSA CI DOBBIAMO VERGOGNARE

DI SOLANGE MANFREDI

paolofranceschetti.blogspot.com/


Oltre un milione di donne ieri sono scese in piazza, e non solo donne, mobilitate per difendere i loro diritti e la loro dignità.
Che tristezza!

Sono bastate tre veline dei servizi e tre settimane di propaganda sui giornali per muovere la massa.

Mai vista una tale mobilitazione, anche per altri e ben più gravi problemi.

Non per la sentenza della Corte Costituzionale che stabilisce che si possono violare i diritti umani di cittadini o gruppi di cittadini e poi coprirli con il segreto di stato; non per la depenalizzazione del colpo di stato; non per aver ceduto la sovranità del popolo ad un organo sovranazionale ed autoreferenziale, ecc..


“Se non ora quando”. A questo grido le donne sono scese in piazza chiedendo le dimissioni di Berlusconi. “Offende l'Italia” si grida nelle piazze. Eh si, offende l'Italia il fatto che il Presidente del Consiglio possa essere indagato per favoreggiamento della prostituzione minorile.



L'Italia invece non si è sentita minimamente offesa dalle indagini che ipotizzavano nei suoi confronti i reati di:



corruzione giudiziaria,



finanziamento illecito ai partiti,



falso in bilancio,



corruzione,



falsa testimonianza,



appropriazione indebita,



frode fiscale,



traffico di droga,



concorso in strage (1992-1993),



concorso esterno in associazione mafiosa,



abuso d'ufficio,



concussione aggravata e minaccia....



Per questi reati no. Nessuno è sceso in piazza.



L'essere indagato per questi "reatuccci" non offendeva la dignità della nostra nazione, assolutamente no. Ma l'aver sollazzato il suo real augello con donne consenzienti, questo si, ci offende profondamente.



Non è così. La nostra dignità di donne è stata offesa, e viene offesa quotidianamente, da quelle donne, e sono tante, che litigano per poter andare alle feste di Berlusconi, che sono pronte a qualsiasi acrobazia erotica pur di poter ottenere ciò che non meritano. Berlusconi, come qualsiasi uomo potente, è assediato da donne che sperano di infilarsi nel suo letto per ottenere vantaggi e favori, non ha alcun bisogno di pagarle. Ne approfitta? Probabilmente. Potrebbe astenersi? Si. Il problema è che il presidente Berlusconi le inserisce nelle liste elettorali o a sedere sui banchi del parlamento? Abbiamo avuto, ed abbiamo, “onorevoli” ben più impresentabili, uomini con condanne definitive per reati gravissimi. Ma di più, abbiamo avuto sette volte presidente del Consiglio, otto volte ministro della difesa, cinque volte ministro degli esteri, ecc..Giulio Andreotti che una sentenza passata in giudicato ha riconosciuto reo di "concreta collaborazione" con esponenti di spicco di Cosa Nostra fino alla primavera del 1980.



Le donne che si offrono quotidianamente a Berlusconi non sono donne alla fame che devono piegarsi ai desideri del premier per poter mangiare. Non sono vittime, anzi. Ed è bene che questo sia chiaro a tutti.

Se c'è qualcuno che offende e calpesta la dignità delle donne sono proprie le donne. Noi ci siano offerte come merce, noi abbiamo fatto a gara per spogliarci sempre di più davanti a calendari, televisione, pubblicità. Noi corriamo a farci rifare le labbra a “canotto” e non certo perché siano belle, ed eleganti (non a caso quando una persona è elegante si dice: quella persona è fine). Le labbra a “canotto” hanno un solo messaggio da inviare al maschio che incontrano, e non è certo quello di trasmettergli la sensazione che da quelle labbra possano uscire discorsi colti ed intelligenti!



Ma il problema è un altro, ed è ancora più grave. Siamo noi. I problemi che abbiamo sono gravissimi ma, davanti a qualsiasi violenza o abuso (i nostri diritti costituzionali vengono calpestati dal governo e dalla comunità europea ogni giorno) restiamo immobili. Poi arriva un burattinaio che, attraverso una campagna mediatica e manipolando le nostre frustrazioni, ci fa scendere in piazza in oltre un milione non per difendere il nostro diritto lavoro, alla salute, all'istruzione, alla giustizia, ma alla dignità delle donne.



E' di questo che, davanti agli occhi del mondo, ci dobbiamo vergognare.

Solange Manfredi

Fonte: http://paolofranceschetti.blogspot.com/

Liink: http://paolofranceschetti.blogspot.com/2011/02/di-cosa-ci-dobbiamo-vergognare.html

14.02.2011

Commenti (95)

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    1. rasna-zal 15 febbraio 2011

      ... si, questa però è la parte che, guarda caso, conviene anche e soprattutto a chi ha l'interesse di strumentalizzare il processo.

    1. Recremisi 15 febbraio 2011

      Gli italiani (italiane in questo caso) sono come le iene, ti assalgono in branco quando già puzzi di cadavere.
      Però la fine politica di Berlusconi è la cosa migliore che possa succedere all'Italia, a patto che finito lui non si pensi che i problemi del paese siano risolti. Al Capone è stato condannato per evasione fiscale, per carità non era un presidente eletto ma se questa "inevitabile" condanna servisse a levare B. dalla scena non starei troppo a sottilizzare.
      Faccio però notare una cosa: questo non è sicuramente il reato più grave di cui è stato accusato, ma è la prima volta che è così evidente da non potere essere in nessun modo negato nemmeno da moltissimi dei suoi sostenitori più fedeli. Forse questa volta lo strapotere mediatico non riuscirà a salvarlo.
      Ripeto una cosa che ho già scritto in più di un post: Berlusconi non è il più grande male d'Italia, ma è il tappo che non permette, per un motivo o per l'altro, di parlare di tutte le altre schifezze del paese.

    1. amensa 15 febbraio 2011

      ti potrà anche sembrare strano, DaniB che io condivida quanto tu hai scritto, nonostante habbia postato un pezzo che è un campione di retorica.
      sono d'accordo ma con due grosse precisazioni.
      nelle donne, negli uomini sono presenti tutto lo spettro delle possibilità, contemporaneamente, grazie alla natura ch eha "sorteggiato" in modo random così equilibrato tutte le tipologie.
      per cui ci sarà la puttana a cuipiace il senso di potere ch e prova sul cliente , ridotto ad uno straccio di maschio in suo potere e ci sarà la ragazza buttata sul marciapiede contro la sua volontà, e che cede solo per salvare i suoi cari o non soccombere. ci sono tutte e tutte insieme.
      e così ci sono uomini virtuosi in famiglia, timorati di dio ch eper soddisfare i più bassi istinti cercano la puttana o il trans ch eè forse ancora più eccitante. anche loro ci sono tutti, e tutti insieme.
      ma domenica, e questo è il secondo punto, le donne, e solo loro hanno preso l'iniziativa di dire "la misura è colma" ! perchè questa iniziativa non è partita dagli uomini ???? dai maschi ??? perchè hanno aspettato tanto pur essendo storicamente i primi ad aver abdicato alla loro dignità, nella società, sul lavoro, nella vita di tutti i giorni.
      te lo dico io il perchè .... il perchè è ch ei maschi avevano uno sfogo alle loro frustrazioni, e lo sfogo sono le loro donne, mogli, compagne.
      per cui, la misura si è colmata prima per loro .... tutto qui.
      e da questa loro ribellione, noi maschi abbiamo solo da imparare cosa vuol dire riappropriarsi pubblicamente, socialmente, globalmente della propria dignità.
      questo il significato del mio elogio alla donna.

    1. amensa 15 febbraio 2011

      @ tres1219
      capisco ora cosa vuoi esprimere, e da un certo punto di vista sono con te....
      quando si dice che la puttana è il mestiere più antico, credo si dica una sacrosanta verità.
      la scorciatoia del maschio per soddisfare il suo desiderio di sesso, comprandolo, è l'altra faccia della stessa medaglia su cui sta incisa l'offerta, da parte della donna del proprio corpo, come scorciatoia per un facile e sicuro guadagno.
      pertanto che alcune donne si prostituiscano e alcuni uomini si soddisfino in questo modo, sono i due aspettti della stessa medaglia.
      medaglia che ha indotto negli uomini il desiderio di denaro come potere, possibilità di soddisfare i propri desideri in modo generico e generale,come attrazzione indiscussa, e nelle donne il sottolineare le proprie fattezze per aumentare il richiamo sessuale come mezzo per attrarre il maschio (non dico uomo perchè quando si ragiona e si da ascolto al cazzo si è solo e soltanto maschi, non uomini) sono le due tendenze ch einconsciamente si sono poi propagate ai due generi, senza ricordare da dove nascessero.
      hai ragione a sostenere ch euna rivoluzione dei costumi potrebbe nascere proprio dall'abbattere questi isoli, sia il maschile del denaro, sia il femminile dell'attrazione, ma non ti sembra ch eda qualsiasi parte si cominci, è pur sempre importante cominciare ?

    1. martiusmarcus 15 febbraio 2011

      a quali figlie si riferisce la prugna secca che regge il cartello riferito a berlusconi? è davvero una DONNA, costei? è davvero FERTILE? ha DAVVERO a che fare con l'eros? o non è soltanto una BEFANA con l'invidia del pene? se qualcuno ancora provvisto di un sano senso estetico ha assistito a questo squallido SABBA, si sarà reso conto che non di DONNE si è trattato ma di controfigure. Le vere DONNE chissà dove sono finite, forse solo in un mitico passato, in qualche film di Truffaut, in qualche canzone di Brassens o di Brel. NON a quella manifestazione: lì solo ERINNI e degli ancor più squallidi epigoni e succubi dogsitter (mi riferisco a tutti quei "maschietti" masochisti che hanno tenuto compagnia in piazza alle loro padrone per pura sudditanza psicologica, con lo stesso spirito con cui portano loro a passeggio il barboncino la mattina presto). Povere donne, e poveri maschi. Ah, Nietzsche, se solo potessi vedere in che mondo siamo costretti a vivere!!

    1. DaniB 15 febbraio 2011

      Volevo intervenire sull’argomento cercando nel mio piccolo di fare un po’di chiarezza, o comunque e forse più modestamente, per dire la mia opinione. Il fatto è che quando vedo come i discorsi di commentatori che anche stimavo siano pregni di quelle retoriche bolse, trite e ritrite quanto comode ed economiche (a livello di pensiero e profondità di analisi) mi viene da pensare che la cosa più difficile per un essere umano della nostra epoca è riuscire a restare il più possibile aggrappato alla contingenza del reale senza farsi portare lontano dalle proprie affettività ideologiche ed intellettuali. Allora c’è chi vede nelle donne l’Unica possibilità di salvezza di questo genere umano evidentemente composto da maschietti pusillanimi capaci solo di farsi infilzare chinando il capo (mi fa sorridere quanto la stessa immagine fuori contesto possa essere sintomo della più spregevole omofobia), chi continua riportare il discorso su lidi già battuti e quindi più sicuri (si ritorna all’economizzazione del pensiero) della società patriarcale pre68 e le sue innegabili storture, e chi ancora ha il coraggio di dire che Ruby, Belen, la Canalis, la Moric, con i loro conti in banca stratosferici, siano delle vittime, dopotutto.
      Ah, dimenticavo i gatti, rappresentazioni stupefacenti della femminea grazia, ma allo stesso tempo allegorie della cazzuta autonomia ed indipendenza del gentil sesso. Mecojoni.
      Partiamo dal concetto di vittima; DEFINIZIONE: 1 Animale o persona immolata come offerta sacrificale alla divinità: offrire buoi come v. a Zeus. 2 estens. Chi muore o chi subisce grave danno in seguito a un incidente, a una calamità naturale, a una malattia e simili: le v. di guerra, di un terremoto; rimanere v. di un incidente stradale. 3 estens. Chi è perseguitato o subisce in qualunque modo una sopraffazione: popolazione v. del razzismo; essere v. della moglie; chi è danneggiato da una situazione o da un comportamento: essere v. di un malinteso || fam. atteggiarsi a v., fare la v., sentirsi oggetto di persecuzione, spesso senza reali motivi.
      Utilizzare come criterio di giudizio il meta-modello della spiritualità Cattolico-decrescista-newage-antimodernista, e credere cioè che le donzelle sopramenzionate sono ricche ma in realtà sono vittime perché trattate come oggetto e svuotate della dignità che ogni donna merita è un atto di assoluta ingenuità. Loro vogliono quello, perché per loro è bello, per loro si tratta dell’apice, la vetta esistenziale più ambita: lo status che le fa sentire “arrivate”, “meglio delle altre”. Non sono vittime. Ragionate da sociologi, non da filosofi morali: queste cose le pensa il 70% della popolazione occidentale, comprese le donne presenti domenica in piazza, ed è la loro percezione, la loro prospettiva che per loro vale, non quella di noi intellettualoidi incalliti. Questo perché la bellezza (umana, dei corpi) è considerata un’arma legittima da usare per impressionare, influenzare emotivamente (e sessualmente in casi estremi) l’interlocutore di turno. La bellezza è parimenti, e a monte del suo utilizzo, considerata un merito. Ma non è un merito, la bellezza è una “fortuna onto-genetica” (passatemi lo scientismo) non c’e niente di meritorio nell’aspetto che la mamma ci ha dato, ergo l’utilizzo dello stesso come arma di seduzione volta all’arrampicamento sociale non è ne un atto virtuoso, ne tantomeno indice di un presunto (ed esilarante a dirsi) status di vittima.
      Ieri Ida Dominijanni del Manifesto, da Lerner, parlava del vittimismo (attuale) delle donne toccando il tema del potere (maschile), confermando ancora una volta la continua tendenza del pensiero umano ad economizzare battendo sempre le stesse strade. Beninteso, ovvio che le donne, per millenni, hanno subito le angherie del maschio patriarca e despota, ma la situazione attuale è a mio avviso completamente diversa: l’evoluzione libertaria dei costumi e l’affermazione della “Società dello Spettacolo” ha configurato l’utilizzo del potere seduttivo come prerogativa quasi esclusivamente femminile. Vi sfido a sostenere il contrario: una bella donna oggi può arrivare al benessere economico e all’affermazione sociale senza avere nessuna capacità, nessun talento (o quasi, chi ha orecchie per intendere…) e nessuna abilità; un uomo non ce la può fare, almeno non cosi facilmente, perché non ha questo potere. La conclusione di questo ragionamento mi porta ad affermare che la manifestazione di domenica non è stata legittima, non lo è stata nel momento in cui la sua retorica implicita sposta il peso dello schifo etico ed estetico del berlusconismo totalmente sulle spalle del maschio, deresponsabilizzando la femmina postmoderna e la sua auto-mercificazione tesa all’utile economico e sociale. Si potrebbe parlare di vittimismo e di maschilismo solo se la relazione di potere fosse monodirezionale, ma così non è: Questa è un epoca in cui le donne, per prime, sono utilizzatrici finali. Non sono vittime, ma arrampicatrici, non praticano la sottomissione, ma effettuano transazioni. Per quanto porci e troie continueranno ad esistere, soprassedere sulla responsabilità delle seconde amplificando quella dei primi a mio parere sposta il baricentro di un analisi obiettiva danneggiando in primo luogo le donne che, ancora oggi, vogliono veramente cessare questo immondo mercimonio.

    1. rasna-zal 15 febbraio 2011

      ... cosa c'entra la mercificazione del corpo della donna, per il quale hai portato esempi giustissimi; con chi del suo corpo vuole farne una merce...

      Se esiste chi compra è perchè esiste chi vende...
      Concediamo ad ognuno le sue colpe, visto che non è il caso di affidarci alla "retorica" di chi sia nato prima, se l'uovo o la gallina e visto che esiste il libero arbitrio, ... anche per le donne.

    1. Iacopo67 15 febbraio 2011

      La penso anch'io esattamente come Solange.
      E' stata impostata una forte campagna anti Berlusconi proprio basandosi su questo argomento relativamente insignificante che però evidentemente viene ritenuto il più efficace per togliere il maggior numero di voti possibile a Berlusconi. Guerra di propaganda, di basso livello, e offensiva nei confronti dell'intelligenza delle donne.

    1. maristaurru 15 febbraio 2011

      appunto, sempre e solo se guidati dai sindacati e di politici, mica hanno mai maifestato per la svendita dei beni degli Italiani, nè per tutto quanto ci tocca direttamente, sempre e solo pqer quello che dà visibilità o a forze politiche o sindacali, di questo IO MI VERGOGNO!

    1. tres1219 15 febbraio 2011

      Ma dai non prendiamoci in giro, ora la colpa è solo degli annunci dove è richiesta la "bella presenza"?


      La "bella presenza" è richiesta ovunque ormai nelle relazioni sociali di qualunque tipo, sia al lavoro, sia nel famigerato tempo libero e in ogni situazione si è liberi di rifiutare l'invito e se fosse anche la situazione nel totale.


      Detto questo con il tuo messaggio non hai fatto altro che confermare quanto ho scritto prima, questa tua frase: "A questo punto è ovvio che se una ragazza è carina, cerchi di aumentare il suo sex appeal, ma solo con questo fine" non è altro che l'equivalente dei "bassi livelli" che antepongo agli "alti livelli" descritti prima, poi che si ottenga il permesso di uscire 1 ora prima al lavoro, o si ottenga un posto a sedere in tram, o si "estorce" una vacanza al compagno o 7.000 euro e un appartamento, la linea di direzione è la stessa.


      Dall'altra parte invece bisogna uscire dalla logica del puttaniere, e credimi, questi formano davvero un gran gruppo, spesso in maniera incosciente.

    1. maristaurru 15 febbraio 2011

      Bene, chi sa quanti siamo , stanchi di idiozie che servono solo a distrarre e far passare il tempo per intortrci meglio...

    1. alecale 15 febbraio 2011

      volevo fare una considerazione , sembra quasi che grazie alla televisione ed ai falsi miti siamo diventati invidiosi del successo, della bellezza , della popolarita etc.. per trovare un posto in questa società .
      facendoci sentire in qualche modo degli sfigati , mentre non lo siamo. E
      cosi facendo poi succede che noi massa diventiamo piu soggetti e attenti a quello che ci succede emotivamente e quindi emotivamente piu sesibili e malleabili da chi questo sistema l'ha escogitato . Forse e' proprio questo il motivo per il quale la salute è saltata dal primo posto della classifica al decimo , altrimenti credo che milioni potrebbero essere i bambini , vecchi , donne e uomini a scendere in piazza per protestare contro un qualcosa che ci tocca in prima persona piuttosto che lasciarci guidare incosciamente da qualcuno che conosce bene come funziona la sfera emotiva .
      questa è una piccola analisi che mi permetto di fare dopo un'attenta lettura della "psicologia delle masse nell'era nazista " di W. Reich

    1. alvise 15 febbraio 2011

      "perchè siete uguali a Ruby fin nel midollo, lei e quelle come lei non si son inventate nulla, lo fanno solo a più alti livelli!"

      Non è proprio così dai.La verità ha due facce, come sempre.Intanto bisognerebbe fosse eliminata la richiesta di "bella presenza", in un ufficio, dove gli unici che la vedono sono i colleghi, passi se fosse rivolta al pubblico, dico passi, non giusto.Ed altri casi come questo.A questo punto è ovvio che se una ragazza è carina, cerchi di aumentare il suo sex appeal, ma solo con questo fine, se ne ha altri, sono ca.... suoi, nel vero senso della parola, perchè in questo caso sarei d'accordo con te.Ma come facciamo a togliere questi annunci, o dare lavoro solo a ragazze con tali caratteristiche?Con un decreto?Come vedi è il solito cane che si morde la coda

    1. Diapason 15 febbraio 2011

      Se io dicessi che due pensioni e ben remunerate, invece di una, è sicuramente meglio, avrei ragione, ti sfido a contraddirmi.

      ...Posso farlo io? Non avresti ragione (ossia: avere due pensioni sarebbe "peggio") laddove il tuo avere due pensioni causasse a qualcuno il non averne nessuna (pur avendone ragionevole diritto).

      Non prendermi per pedante, dietro a questa mia puntualizzazione c'è un oceano di sottintesi, insufficiente un mese intero a sviscerarli tutti.

      E' vero che Solange ha scritto banalità, ma è proprio questo che deve farci rabbrividire: siamo arrivati ad un punto tale per cui è diventato indispensabile ribadire, puntualizzare, spiegare anche le banalità, perché c'è gente (in basso) che non le comprende pienamente (o affatto) e gente (in alto) che fa finta che non esistano.

      Non serve una analisi psico-storica del ruolo sociale della donna, dalle suffragette in poi, perché tu, Solange, io, e diversi altri, la conosciamo e ne concepiamo il peso, il valore, l'importanza, l'influenza.
      Ma saremmo noi tre, e alcuni altri, a usufruire di questa "altolocata" discussione.

      ...Agli ALTRI-ALTRI, quelli che NON SANNO NULLA della donna "dalle suffragette in poi", serve come il pane che gli si ribadiscano le ovvietà.

    1. Diapason 15 febbraio 2011

      ...Eh no eh: non possono mica sbagliare su Onofrio, marchese del Grillo.

      Plaudo alla puntualizzazione!

      :)

    1. Diapason 15 febbraio 2011

      Concordo con laitning e con AlbertoConti.

      Il meccanismo è complesso nella sua attuazione, eppur molto semplice nella sua concezione iniziale.

      E' una questione di mezzi a disposizione, solamente.

      Immedesimandomi in un imprenditore di stampo Arcoriano degli anni 70, ragionerei così:
      1) Per ottenere un semi-consapevole, ottuso ma solido consenso, devo minare alla base la capacità di sviluppo, esercizio e miglioramento del senso critico, ancestralmente innato in quasi tutti ma bisognoso di espansione e raffinazione, di addestramento.
      2) Questo senso critico (inteso ANCHE come "capacità di distinguere il giusto dallo sbagliato", ma non solo) si sviluppa, in un individuo, negli anni scolastici ed è il risultato della iterazione tra gli insegnamenti scolastici e gli insegnamenti parentali, familiari: come giustamente ha scritto laitning, la scuola trasmette principalmente nozioni - accompagnate sicuramente da analisi e conclusioni circa le stesse, ma fondamentalmente trasmette "fatti": un processo assimilabile alla cronaca di un giornalista - mentre la famiglia insegna educazione (regole di sostenibilità nei rapporti sociali e interpersonali) e valori (appunto la benzina del motore mentale che permette la distinzione tra giusto e sbagliato) ossia gli strumenti base del senso critico.
      3) Se boicotto SOLO la capacità del sistema scolastico di trasmettere nozioni, ottengo un risultato parziale e quasi inutile: avrò un popolo che non sa far di conto e non sa chi è Garibaldi e cosa ha fatto, né saprà per quale nobile motivo un gran numero di persone s'è fatta ammazzare per la collettività.
      Ma avendo ricevuto una decente educazione parentale, questo popolo sarà comunque (grossolanamente, disordinatamente, infantilmente, ignorantemente) in grado di distinguere il giusto dallo sbagliato.
      Se invece boicotto SOLO la capacità della FAMIGLIA di trasmettere valori, avrò sabotato alla base la produzione di quella benzina indispensabile al motore mentale che distingue giusto e sbagliato.
      Avrò, dopo alcuni anni, una generazione di istruiti (perché il sistema scolastico, che non ho toccato, avrà continuato a trasmetterle nozioni) che, sebbene privati della salutare educazione parentale e quindi provvisti di un inefficace senso critico, potrebbe in seguito svilupparne uno utilizzando quel poco di nozionismo che la scuola le ha trasmesso, insieme all'accesso alla cultura e alla storia.
      4) Quindi la precedenza va alla famiglia: bombardo a tappeto, per un ventennio, le case italiane con trasmissioni basate su idiozia, grossolanità, ridancianeria scomposta e sgangherata, poi mostro due tette e nel mentre faccio strisciare l'idea che tutto sommato alcuni comportamenti non sono poi così condannabili... Sfrutto ogni grammo della capacità ipnotica del televisore, rendo una intera generazione incapace di assolvere ai suoi compiti parentali con completezza, le impedisco di trasmettere alla prole gli strumenti, la benzina per il senso critico.
      Per vent'anni.
      5) Infine, mandato al governo grazie alla tv che ha creato un consenso inebetito e acritico, sono libero di compiere il secondo atto: azzoppo la scuola, così evito il rischio che la generazione successiva (figlia di quella che mi ha eletto) crescendo riesca a diventare, almeno in parte, una sana generazione di genitori, che trasmettendo educazione e valori alla prole, annullerebbe il ventennio di sforzi.

    1. DaniB 15 febbraio 2011

      porca vacca sono fuso... legge legge legge... per carità...

    1. DaniB 15 febbraio 2011

      Si ma alvise, se la mettiamo così, fammi un elenco di quello che l'egge l'UOMO comune... da dove cominciamo, da 4ruote o dalla rosea??
      Attenti agli argomenti che usiamo, potremmo ritrovarci con la zappa sul ditone del piede...

    1. tres1219 15 febbraio 2011

      Le signore che si lamentano del lavoro di pseudo-badante hanno mai pensato che l'acchittarsi di routine che loro considerano "normale" in realtà non è altro che un alimentare questo processo?


      Hanno mai pensato di uscirne fuori non acchittandosi?


      Io vedo solo belle statuine in giro, non credo ci sia molto da protestare.


      Aprite le finestre, buttate via smalti, calze e rossetti, non fatevi più la ceretta e mandate a quel paese il parrucchiere, vestitevi seguendo il "comodo" e non il succinto, basta anelli, collane e tacchi a spillo, basta creme, cremine e oli essenziali, ecco la vera rivoluzione, nella pratica è semplicissima, addirittura eviterete automaticamente tutti i signor B. e gli altri vi apprezzeranno ancor di più, ma care mie, se non ci riuscite è perchè siete uguali a Ruby fin nel midollo, lei e quelle come lei non si son inventate nulla, lo fanno solo a più alti livelli!


      Allora ? Avete aperto la finestra o avete acceso la TV ? :)

    1. Eurasia 15 febbraio 2011

      Siamo in piena "narcosi di Narciso"... la Signora Solange da che pianeta viene? Genova 2001, tanto per citarne una ... botte da orbi... alcuni miei conoscenti, fisicamente, ne stanno ancora pagando le conseguenze. Pienamente d'accordo che le donnine del premier non siano alla fame... e di fatti in piazza non c'erano e nemmeno i loro papponi. La Signora Solange ha mai risposto ad un annuncio di lavoro dove sia scritto "cercasi badante"... per poi sentirsi chiedere se è carina e se è disposta ad indossare certi abiti succinti durante l'assistenza? La Signora Solange ha mai pulito bagni e pavimenti di nonnine incontinenti per far quadrare il bilancio familiare? Potrei fare un lungo elenco delle realtà presenti alla manifestazione domenica scorsa... cittadini e non concorrenti o figuranti dei quiz a premio o dei talk show. AMEN!

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