DI BATTISTA LO STUPIDO, E GLI IDIOTI CHE GLI SPUTANO ADDOSSO

DI BATTISTA LO STUPIDO, E GLI IDIOTI CHE GLI SPUTANO ADDOSSO

DI CARLO BERTANI

carlobertani.blogspot.it

Che bel teatrino. Da un lato un tizio che sta imparando come crearsi audience sparandole grosse, tanto per passare dalla media classifica della serie B alla zona UEFA della serie A. E, per raggiungere il suo misero obiettivo, non disdegna di fare un unico fascio di sciiti e sunniti, di Gaza e dell’ISIS (o come si chiama), dei sedicenti califfi e di quelli veri, di carità sincere e di quelle pelose e, soprattutto, di petrolio, petrolio, petrolio e soldi, tanti soldi.

Riferendosi all’ISIS, Di Battista afferma che è giusto usare l’arma della rappresaglia per difendere la propria esistenza, ma si sbaglia di luogo, alleati, tempi e denari.

I suoi detrattori, invece, lamentano una vuoto storico da far inorridire La Pallice, poiché negano in toto ed urbis et orbis la risposta armata a qualsiasi sopruso. Vorremmo vedere se si fossero trovati di fronte alla domanda delle cento pistole: “Utu o Tutsi?”. Risposta sbagliata...zac...testa che rotola nell’erba secca.

I detrattori, ricordano – per caso – d’aver trionfalmente ricordato ed osannato la lotta partigiana? Cosa potevano fare i partigiani contro le SS o la San Marco? Combattere, con i mezzi che avevano. E contro il panzer che, quasi sempre, accompagnava i rastrellamenti, come si dovevano comportare? Insomma: non si può condannare in toto la risposta armata e poi ammetterla “perché quelli erano giusti”.

E chi sono i giusti?

Bella domanda, soprattutto se riferita al Medio Oriente.

Di certo, i “giusti” sono gli uomini e le donne di Gaza, che vivono in una specie di lager a cielo aperto bombardato ogni due-tre anni per riportare da capo il tasso di natalità: oppure li ho viste solo io le icone della donna incinta alla quale sparare nel ventre? “One shot, two kills”, recitava la didascalia.

Certo, perché Gaza deve rimanere una sorta di Bantustan dove la mano d’opera frontaliera non costa quasi nulla, ed Israele può così fregiarsi della Palma di “miglior economia”...e storie del genere...dell’area mediorientale.

Sbagliano, allora, quelli che lanciano i razzi contro Israele? In un certo senso sì, perché per ogni razzo giungono centinaia di missili, colpi di cannone, bombe d’aereo e di nave. E la loro disperazione, dove la mettiamo?

Quella “disperazione” è catalizzata dall’arrivo di merce – ossia missili – che giungono sempre via Iran (o dipendenti) mentre l’Islam wahabita non si cura dei palestinesi, bensì fa affari con Israele. In questo primo girone infernale, osserviamo chi sono gli “amici” dei disperati palestinesi e chi sono – per certo – i loro nemici o, per lo meno, gli indifferenti.

Fra gli indifferenti, potremmo mettere anche Erdogan e la sua Turchia neo-ottomana, la quale si spese per i palestinesi (con la Freedom Flotilla) ma più ad uso interno che internazionale: con quella trovata, Erdogan “licenziò” quasi completamente – in un solo colpo – i dunmeh, ossia la casta degli ufficiali (filo-israeliana), la quale tesseva le trame della politica turca dai tempi del massacro degli Armeni. Incapaci di dare il via all’ennesimo colpo di stato (che in Turchia non è tale, per la Costituzione di Ataturk) dopo gli eventi della Freedom Flotilla, tramontarono e, oggi, non contano più niente.

Ed è un bene che così sia. Perché?

Poiché Erdogan, oggi, è l’unico baluardo che si erge contro il malessere dilagante, il terrore allo stato puro, l’abiura ad ogni invito alla fede ed alla fratellanza umana che c’è nel Corano. Come c’è nei Vangeli, come ricordano le più grandi religioni. Ma questo non è un affare religioso.

Se Erdogan dovesse cedere, toccherebbe ancora una volta ai serbi – tanto bistrattati e derisi – la difesa di un’Europa fatta di “sdraiati”, di metallari, di neo-yippies, di iper-connessi, di annoiati, di delusi...tutti incapaci di tenere fra le mani un fucile.

Quello che sta nascendo a Ninive, è un mostro – Di Battista – che nulla ha a che vedere con i palestinesi o con i giordani, con i libanesi o chi altro. E’ la proposizione (non ri-proposizione!) di una sorta di potere assoluto dell’Islam wahabita contro tutti gli altri, siano sciiti, cristiani o chi altro.

L’Islam non è mai stato tale nella Storia: nei suoi secoli d’oro fu un faro per l’umanità, ma nulla c’entra con questi tagliagole da strapazzo contro i quali Obama il keniota – un po’ per ignoranza, un po’ pusillanimità, un po’ perché non capisce niente di Medio Oriente (e come può capirlo un keniota? Forse che un brasiliano può comprendere la complessità dell’anima russa?) – non osa porre termine subito, con un ricorso alla pura forza senza se e senza ma.

L’Islam wahabita è un brutto scherzo della Storia: nato fra un accordo fra gli Al-Saud e l’emiro Al-Wahabi nel XVIII secolo – in mezzo a pietraie assolate – poteva contare come Montezuma o come qualche reuccio del Pacifico. Invece no: una pioggia di miliardi è cascata addosso a quel regime assurdo ed anti-storico perché il liquor maleodorante serviva a tutti, e tutti erano disposti a pagarlo.

Oggi, con l’uscita degli americani dall’Iraq, il potere (tramite Al- Maliki) era quasi completamente in mano agli sciiti: i grandi giacimenti dell’Est (Amara) o del Sud erano in mano sciita: l’Iran, non poteva attendersi di meglio dopo dieci anni di guerra senza risultati. Un bel pacchetto regalo.

Ecco allora che i wahabiti si riorganizzano e, grazie alla debolezza di Assad (anche questa di fonte USA), tornano a macinare miliardi tramite le varie zacat e saddaqua e torna persino in auge hawala (termine hindi) che fu l’embrione dei finanziamenti elettronici ad Al Qaeda. Non stupiamoci troppo: ogni cosa ha sempre capo a Riyadh.

Ora, vorrei chiedere all’esimio Di Battista – il quale ammette ogni sorta di difesa contro i droni – cosa ne pensa del filmato che segue, se ancora si sente così convinto che questa gente vada difesa (o sorretta?), così come vorrei domandare ai detrattori di Di Battista se, ancora, i palestinesi non hanno diritto a difendersi.

Nel filmato, una cosa mi ha colpito: uno degli autisti, affranto dalla serie interminabili delle domande da “catechesi” risponde, stufo, “io voglio vivere”. Quell’autista ha detto, prima d’essere ammazzato, la verità più semplice che tutti noi uomini accettiamo come universale: vivere, senza offendere né ammazzare altri. Vivere del proprio lavoro, come facevano quei tre poveri autisti (nella versione integrale – che è stata probabilmente “depurata” – c’era l’esecuzione completa).

Ti senti ancora di difendere gli ha sparato loro in testa? Rispondi, Di Battista.

Carlo Bertani

Fonte: http://carlobertani.blogspot.it

Link: http://carlobertani.blogspot.it/2014/08/di-battista-lo-stupido-e-gli-idioti-che.html

16.08.2014

Commenti (33)

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    1. Georgios 17 agosto 2014

      Nessun fallimento della leadership USA come sostiene Di Battista. Nessuna sfuggita di mano dei tagliagole dell'ISIS. Va tutto secondo i piani fin dai tempi delle invasioni di Afganistan e Iraq.

      Ora armeranno i curdi, quale sarà la prossima tappa? Forse la Turchia? Dopodiché tutte le strade saranno aperte: Sia o nord che ad ovest. La Serbia e' diventata una piccola isola nei Balcani, non può più fermare nessuno. La Russia sì, sarà un baluardo forse impossibile da conquistare ma a quale costo per la stessa?

      E' vero: per l'Europa "di “sdraiati”, di metallari, di neo-yippies, di iper-connessi, di annoiati, di delusi", come li descrive Bertani, si avvicinano tempi duri. Se non si tengono le loro nazioni ad ogni costo, ora che hanno ancora la possibilità, ora che e' facile se la smettono di litigare e pestarsi i piedi a vicenda come bambini maleducati, dovranno, o prendere le armi o finire nelle discariche della storia.

    1. luiginox 17 agosto 2014

      andreotti,in un discorso al senato dopo aver auspicato una equivicinanza (nb non equidistanza)tra i contendenti in m.o. disse chiaramente che in certe condizioni di disperazione egli stesso da giovane sarebbe stato terrorista.questo nel 2006.dove erano allora tutti gli sciocchini petulanti scribacchini dei giornalini?

    1. Primadellesabbie 17 agosto 2014

      Ci sarebbe stata meno violenza se, nel dopoguerra, a sostituire la supremazia inglese ci fosse stata la Spagna, la Francia, la Cina, l'Islanda o le Filippine? Se un Paese qualsiasi avesse avuto una supremazia tecnologica, militare ed economica tale da poter pensare di governare il mondo?


      Si potrebbe dissertare della violenza insita nelle varie culture e non potremmo evitare di parlare delle religioni dalle quali quelle culture derivano.

      Ad ogni modo le cose sono andate come sappiamo, gli americani hanno cercato e voluto questa supremazia con le loro scelte di sviluppo economico, con le loro guerre, con la loro tecnologia e con la loro propaganda. Ne consegue che portano tutte intere le responsabilità che derivano dalla loro posizione.

      E mi sembra non abbiano fatto nulla, ma proprio nulla per cercare di allontanare dalle menti e dalle cose atrocità e violenze di ogni genere.

      A cominciare dalla filmografia con la quale hanno appestato il mondo, passando per il campionato mondiale di omicidi che detengono saldamente, grazie al vezzo di consentire il possesso di armi da fuoco a chiunque, per non parlare dei modi che usano per "mantenere l'ordine" in casa loro.

      Con le ultime imprese belliche si sono superati, le dirette televisive dei bombardamenti sulle città "nemiche", il trattamento riservato a malcapitati civili e a prigionieri, coniugato con il disprezzo di qualsiasi regola e di qualsiasi cultura, compresa quella che pretendono di rappresentare sono lezioni di violenza, oltreché lezioni pratiche di induzione all'oltraggio sistematico dell'essere umano, da parte di barbari senza speranza sui quali bisognerà, prima o poi, accendere qualche riflettore.

      L'Islam non ha bisogno di lezioni di violenza, ma sarebbe a questo punto senza le sollecitazioni, strumentalizzazioni, provocazioni, aggressioni cui é stato sottoposto senza soluzione di continuità?

      Perché prendersela con Di Battista se ha indicato senza esitazione i colpevoli primi?

      O possiamo farlo solo noi nei modi e nei tempi che non ci turbano?



    1. ROE 17 agosto 2014

      Vero. Comunque, prima di sparare a chi ti spara è sempre meglio chiedergli, se possibile, perché ti spara. Far leva sulle inibizioni è l'unico modo naturale (lo seguono anche le iene) alternativo alla violenza.

    1. Denisio 17 agosto 2014

      Dibba è uno che scrive piuttosto regolarmente le sue considerazioni sul web, chi lo segue ha capito da molto tempo il suo punto di vista.

      Punto di vista dichiaratamente pacifista e oserei persino dire Gandhiano, lo dimostra nei fatti sentendosi sempre vicino ai popoli sottomessi, dal sudamerica alla palestina palesando il suo punto di vista più o meno criticabile ma pur sempre intelligente e sensibile rispetto ai temi della guerra, come parlamentare ha fatto degli interventi in aula a proposito dell'interventismo Italiano nelle attuali missioni che probabilmente vanno riascoltati perchè il parlamento italiano pobabilmente era da decenni che non vantava posizioni così nette e continuative a sfavore delle spese militari e degli interventi.
      Il suo punto di vista spesso stride con le "giustificazioni" mainstream che sembrano il solito mangime OGM per polli da batteria.

      Naturlamente queste posizioni non allineate danno fastidio e gli avvoltoi tra cui quello dell'infedele per non parlare del segratario leghista non aspettano altro per fiondarsi ad ingigantire un possibile doppio significato, non si curano di appurare se uno sta cercando di contrapporre l'intelligenza alla logica della guerra , no per costoro non esistendo la prima rimane solo l'opzione guerra, non importa che sia mediatica o che sia con i cannoni e il paradosso è che lo fanno fingendosi moralizzatori, ma io mi chiedo ma dove erano fin'ora ?


    1. bstrnt 17 agosto 2014

      Credo sia meglio chiarire un po' gli antefatti.

      Nel 2007 Seymour Hersh nel suo saggio "Il cambio di rotta" che era stata pianificata un'operazione da USA, Israele e Arabia Saudita tesa a creare un violento fronte islamista da guidare poi contro Libano, Siria e Iran.
      Svelava inoltre che questo fronte, emanazione di forze esterne, composto da estremisti che avevano rapporti con Al Quaeda e che molti dei militanti avevano partecipato, in prima persona, inquadrati nelle truppe americane nella guerre in Iraq e Afghanistan.
      Recenti statistiche danno che circa l'11% del SIIL sia composto da europei e una percentuale leggermente inferiore di americani e canadesi, mentre la percentuale maggiore proviene dall'Arabia Saudita, il che suggerisce che possa essere composto da un notevole numero di mercenari, magari dei disperati ai quali una vita normale è preclusa dalle stesse dottrine neoliberiste; identica analogia con quanto sta succedendo in Ucraina.
      Ad ogni modo un esercito di decine di migliaia di individui, per di più bene armati, non nasce spontaneamente e deve essere continuamente finanziato.
      Viene da pensare all'idiozia dell'intelligence israelo-americana che si diverte a emulare l'apprendista stregone per vantaggi immediati ben sapendo che un esercito di psicopatici, perché tale è il risultato di queste operazioni, potrà in futuro dover essere contrastato a casa propria.
    1. Tetris1917 17 agosto 2014

      Caro Carlo, Di Battista persegue, non so fino a che punto senza saperlo, interessi americani, l'ISIS è una evidente creatura a stelle e strisce, nulla di nuovo sotto al cielo, tanto è vero che la signora Clinton (il vero presidente degli stati uniti) dichiera che con l'isis gli è sfuggita la situazione di mano*. Siccome, DI Battista è funzionale all'impero americano (non esagero) lui e i suoi capibastone (dal ricciolino al pazzo di genova) non mi sorprendo che si lancino in queste sortite. Non ci sta nessun interesse a parlare con l'ISIS, per il semplice fatto che rappresentano uno spauracchio creato ad arte, per costringere l'Europa e il medio oriente ad invocare continuamente l'intervento yankee, cose che si ripetono sistematicamente oramai dalla seconda guerra mondiale almeno. E' l'imperialismo americano caro Di Battista, interessi petroliferi, geopolitici e di accerchiamento ad Est della Russia di Putin, primo nemico ora, insieme al colosso Cinese.

      *http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=108074&typeb=0&L-equazione-islamista

    1. marcopa 17 agosto 2014

      Mercoledì 20 agosto si riuniranno le commissioni difesa e esteri di Camera e senato, sicuramente almeno un centinaio di parlamentari convocati. Il consiglio degli esteri dell' UE ha discusso oltre che di Iraq, di Libia, Ucraina e Gaza. Questa riunione delle commissioni sarà l' occasione di una discussione anche sugli altri temi ? Dovremmo puntare a questo. Non dobbiamo accettare che il tema martellante sia terrorismo si-terrorismo no. Io sono contro il terrorismo, ma anche contro ogni guerra e dobbiamo vedere chi alimenta il terrorismo. Bertani ha citato l'HAWALA, il centro finanziario che ospita le centrali maggiori di HAWALA, con cui è vero si finanzia anche il terrorismo, è DUBAI dove risiedono i prossimi padroni di Alitalia (in realtà l' Ethiad è di Abu Dabi, l' altro emirato degli Emirati arabi uniti).

    1. Earth 17 agosto 2014

      Non me lo sarei mai aspettato da Bertani un articolo cosi'. E' anche lui diventato uno "che sta imparando come crearsi audience sparandole grosse"?

    1. ROE 17 agosto 2014

      Concordo in tutto. Ormai tutta la realtà è distorta. Purtroppo, non si può capire cosa si prova prima di affogare se non si sta per affogare.

    1. cardisem 17 agosto 2014

      Chiose a Bertani su CDC:

      a) "tizio che sta imparando come crearsi audience sparandole grosse":

      E perché mai grosse?

      Manca se mai nella denuncia di Di Battista la cosa più grossa: secondo le migliori analisi che mi è capitato di leggere, l’ISIS è stato ed è finanziato ed addestrato da Us-rael e Soci… Basterebbe smettere di armare e finanziare questi luridi assassini e non vi sarebbe neppure il problema di mettere ai voti se mandare armi ai curdi, che perseguono con l’appoggio di Israele un loro disegno secessionistico e conflittuale di indipendenza mettendosi in guerra con tre stati: Iraq, Turchia, Iran, ed aumentando così quella strategia del caos e della balcanizzazione perseguito da Us-rael e compari… Questo Di Battista non mi pare lo abbia ancora detto, se ho letto bene il suo lungo testo sul blog di Grillol, un testo che la cagnara di regime non mi pare abbia letto, preferendo soffermarsi su una frase estrapolata dal suo ampio e condivisibile contesto.

      Quanto alle facce di controcanto che ho visto ieri sera nelle tv (Bonafe, Cicchitto…) mi son detto: “ma chi c… sono costoro? Per quanto tempo dobbiamo sopportarle? Forse che vengono da me a chiedermi come la penso? Per sapere come la penso io e tutta la cerchia che mi sta intorno devo saperlo da quella assoluta nullità somatica che risponde al nome di una Bonafé? Nelle mani di questa gente siamo caduti mentre un intero paese procede inarrestabile verso la sua rovina?

      b) Questa storia dei nostri "partigiani" e relative comparazioni: mi hanno rotto le palle e sono stufo di sentirne parlare… Cambio canale! La verità è che nel 1945, anche con il concorso dei partigiani, siamo stati sconfitti, debellati, asserviti e da allora portiamo il collare del servaggio. Tutto il resto è retorica buona per gli idioti e per quelli che godono a farsi indottrinare.

      c) Gaza. - La verità alla quale non si vuole giungere è l’ammettere che i missili, i cannoneggiamenti, il genocidio di Gaza partono non da Tel Aviv ma dalle capitali europee e da Roma in particolare, Di quelle morti va chiesto il contro non ai coloni israeliani, agli "immigrati” ebraici che da oltre un secolo sbarcano su quella martoriata terra che di santo non ha proprio nulla, ma va chiesto conto proprio a una Bonafé e congrega… Alla Israel lobby e a tutti quelli che dalla israel lobby si sono lasciati corrompere e irretire… Mai visto uno spettacolo simile di indecente e impunità ipocrisia.

      Se "resistenza”, "difesa” ed ”eroismo” legittimi son mai esistiti, io non ne vedo di maggiore che nel popolo palestinese, martirizzato da oltre cento anni e che ancora resiste…

      Noi italiani, al confronto, siamo eccellenti solo in viltà e tradimento oltre che servislomo: io mi vergogno di essere italiano e vorrei tornare borbonico!

      Non credo alle motivazione e coperture religiose: nessuno che di religione ne sappia per davvero qualcosa, o abbia il minimo sentimento religioso, crede alle panzane che circolano…

      E potrei continuare a chiosare Bertani, ma qui mi fermo, altrimenti gli riscrivo io l’articolo...

    1. BRAURONIOS 17 agosto 2014

      Ma insomma, per piacere!
      Sarà pure vero che il discorso su certi temi è stato poco sofisticato. Ma l’intervento è degno del massimo rispetto. Perché apertamente pone in discussione due odiosi caposaldi del luogocomunismo euratlantico: a) la guerra al terrorismo come alibi delle politiche nefaste condotte dai governi occidentali; b) il ruolo che l’Italia ha svolto e svolge come puro e semplice zerbino dell’imperatore.

    1. marztala 17 agosto 2014

      Carlo Bertani....sai scrivere....ma non sai leggere!!!!

      Leggi con calma ciò che ha scritto Di Battista e vedrai che di stupido non c'è proprio niente....non ha giustificato il terrorismo, ma semplicemente ne ha specificato le cause.

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