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DESTRA E SINISTRA

DI TRUMAN BURBANK
Comedonchisciotte.org

Destra e sinistra non sono simmetriche, né sono l’una lo specchio dell’altra.

Molti dicono oggi che non ha più senso fare distinzione tra destra e sinistra, che esse sono due
categorie ormai logore[1].
Eppure i due termini sono ancora usati abbondantemente nel linguaggio comune.
Evidentemente molte persone li trovano utili.

Sicuramente la distinzione è utile a sostenere il teatrino della politica italiana. Ma ci sono anche
elementi concettuali, che qui vorrei individuare.

In troppe analisi che ho
visto si tende a prendere inizialmente una posizione e ad omologare tutti gli aspetti negativi della controparte, senza analizzare i dettagli. Altro errore (o bias) che mi sembra di vedere frequentemente è quello di considerare ineliminabili i difetti della controparte e marginali i propri. Per quanto la mia formazione sia di sinistra, qui vorrei tentare di analizzare le due parti con la stessa attenzione al dettaglio.

La prospettiva è prevalentemente italiana, ma i concetti sono abbastanza generali.

Quando si parla di destra e sinistra conviene almeno distinguere: le masse popolari, le élite, le
tradizioni storiche, le pratiche attuali. (Cioè distinguere le tradizioni
storiche dalle pratiche attuali, a loro volta differenziate tra masse ed élites).

Destra e sinistra come categorie storiche

La contrapposizione
destra- sinistra ha sicuramente senso per individuare le radici di fenomeni
storici, politici e sociali.

All’origine della
differenziazione c’è la distinzione tra conservatori e progressisti, la quale
oggi è uno degli aspetti meno importanti. Inizialmente la sinistra si
identificava con gli innovatori, i progressisti, e la destra con i
conservatori.

Ciò ha delle comunanze con
la concezione di Bobbio, per il quale la distinzione principale tra destra e
sinistra è in base alla visione delle differenze sociali: per la destra le
differenze sociali sono ineliminabili.

La sinistra può essere
vista come la parte attiva delle due, quella che cerca di ridistribuire il
potere, mentre la destra tende a mantenere gli assetti esistenti, eventualmente
in modo gattopardesco e trotzkista se necessario. Tramite apparenti
sconvolgimenti si fa in modo che il potere resti sempre nelle stesse mani.
Possono essere necessarie delle continue rivoluzioni virtuali per mantenere il
potere sempre nelle stesse mani.

Insomma la destra non è necessariamente
conservatrice, ma vuole conservare il proprio potere, e la distinzione tra
conservatori e progressisti si può anche capovolgere. Caratteristico in questo
senso Berlusconi il quale citava “il nuovo che avanza”.

In questa visione la
destra ha qualche analogia con ciò che diceva Negri riguardo all’impero, che è
definito dalle moltitudini che si oppongono (Negri individua l’asimmetria tra
destra e sinistra, ma tende a giustificare l’Impero).

Io aggiungerei almeno che
la sinistra privilegia lo studio delle idee, l’ideologia, mentre la destra di
solito preferisce un approccio basato su gruppi d’interesse, potere e persone
che li rappresentano (in altre parole forze in campo, alleanze, schieramenti). A
ciò corrisponde di solito l’individualismo della destra e il classismo della
sinistra.

L’approccio della sinistra
mi sembra più potente, più capace di produrre cambiamenti sociali.

Nel patrimonio storico
della sinistra si ritrova l’internazionalismo della sinistra di origine
socialista, l’attenzione all’ambiente dei verdi, la visione libertaria degli
anarchici.

Ma la sinistra è anche
ricchezza collettiva che nasce dalla collaborazione, dal migliore sfruttamento delle risorse umane, dallo giocare in modo più vicino all’ottimale quell’eterno gioco a somma non zero che è la politica. La sinistra per me è ricchezza
derivante dalla ricerca di interessi comuni invece che particolari,
l’abbondanza che nasce dal migliore sfruttamento possibile delle risorse umane e materiali.

Chiaramente nel patrimonio
culturale della destra c’è “legge ed ordine”[2], il
nazionalismo, (o semplicemente il localismo), una tendenza al razzismo.
(Qualcuno qui aggiunge Dio, patria, famiglia, il che equivale sostanzialmente a
vedere la destra come conservazione, perdendo gli aspetti innovatori della
destra).

Di solito nella destra c’è
maggior attenzione alla coerenza, al rispetto della bandiera. In mancanza di ideali e carenza di ideologie, appare corretto colui che mantiene gli impegni presi, chi fa ciò che gli altri si aspettano da lui. La destra presta più attenzione al valore dell’individuo, mentre la sinistra guarda più all’armonia dell’organizzazione collettiva.

La cultura

In molti casi pratici
l’elaborazione culturale della destra italiana resta ad un livello molto basso,
anche quando le idee sono giuste. Forse perché le teorie di destra vengono
elaborate in una cerchia ristretta, o forse perché l’elaborazione di destra è
proprio poco interessante.

Ekkehart Krippendorf dice
che l’arte del dominio è facile. Secondo lui, L’arte di non essere governati
ha invece bisogno di infinita fantasia per una continua reinvenzione.

Fuori dall’Italia
l’elaborazione ideologica di destra certamente esiste (ad esempio Spengler e
Schmitt in Germania), mentre la destra italiana mi appare un po’ stracciona, lumpen.

Va però ricordato che ci
sono cicli storici che favoriscono l’una o l’altra parte.

Dopo decenni di egemonia
culturale della sinistra il timone sta oggi tornando a destra. La disgregazione
del tessuto sociale favorisce la destra ed inoltre la sinistra sembra aver
perso la capacità di interpretare la realtà e fornire una sua visione ed una
sua strategia.

La legge

Il mondo in realtà non è
giusto ed i comportamenti basati sulla giustizia solitamente non funzionano. Da
questa ingiustizia percepita nasce l’aspirazione ad un mondo migliore, più
sensato.

Alla base delle scelte di
molte persone di sinistra c’è una sete di giustizia, una voglia di un possibile
mondo migliore. Non è solo una scelta irrazionale, ma un bisogno a volte vitale,
la ricerca di un senso alla propria vita.

Che poi la ricerca di un
senso è ancora una volta la voglia di fare economia mentale, la voglia di avere
regole semplici.

Come già notato, la legge
di destra appare più legata alla polizia che alla magistratura, essa cioè cerca
l’ordine più che la legge. E anche qui c’è una voglia di organizzare in modo
semplice la propria visione del mondo.

Le differenze tra destra e
sinistra spesso hanno a che vedere con la dicotomia legittimità / legalità.

“Il potere legittimo è un potere il cui titolo è giusto, un
potere legale è un potere di cui è giusto l’esercizio.”

“La legittimità [è] la prospettiva da cui si pone di solito
il titolare del potere; la legalità […] la prospettiva da cui si pone di
solito il suddito.” (Bobbio)

Appare netta, almeno in questo periodo, una preferenza della destra per la legittimità (che spesso
viene fatta coincidere con i risultati elettorali) ed una preferenza della
sinistra per la legalità. In una fase di ideologie decotte il nuovo corso della
sinistra potrebbe risiedere nella legalità.

I media

La destra ha sempre avuto
un buon rapporto con i mass-media. Il fascismo fece scuola con le sue tecniche
di propaganda, che poi erano un uso dei media finalizzato a consolidare e
potenziare l’ideologia fascista.

Anche il nazismo aveva tecniche analoghe.

In tempi recenti, Berlusconi è diventato potente anche grazie all’uso delle TV e dei giornali, spesso in
modo sinergico. Oltre a questo, Alemanno sembra aver usato i social network
(con successo) per sostenere la sua candidatura a sindaco di Roma.

In confronto, la sinistra appare molto più impacciata. Forse perché la sinistra è più legata a media
diversi, principalmente i libri e la musica (ricordare i cantautori) ed inoltre
telefono, SMS ed internet tra i nuovi media.

Destra e sinistra oggi

Tentiamo ora di vedere
come in pratica si esplicano oggi destra e sinistra nei gruppi sociali, il che
può essere ben diverso dalle origini dei concetti di destra e sinistra. Oggi
c’è più rappresentazione che ideologia. Lo scontro avviene nel grande circo
mediatico più che nei luoghi di produzione materiale.

La sinistra deve lavorare,
o almeno far finta di lavorare, per i perdenti: i poveri, gli anziani, gli sfruttati, gli handicappati …

I politici di sinistra
parlano di temi come stato sociale, classe operaia, diversità (sessuale,
razziale, di età, …). Spesso difendono lo statalismo rispetto alla libera
iniziativa privata, anche se il centro-sinistra italiano da una ventina di anni è passato al liberismo economico.

Sull’altro versante la
destra è convinta che la regola principale sia il “do ut des” e quindi tende ad addossare ai perdenti la colpa della loro miseria, allo stesso tempo
considerando “anime belle” quelli della sinistra: delle persone fuori dal
mondo, che si rosolano in ideali vacui, un po’ commedianti, che vorrebbero
apparire diversi dalla destra (vorrebbero essere moralmente superiori) ma alla
fine, negli aspetti sostanziali si comportano come la destra. In questo senso le persone di destra si sentono (e probabilmente sono realmente) più genuine: fanno ciò che fanno per interesse personale, non si aspettano che i loro rappresentanti agiscano per ideali, ma che almeno rappresentino correttamente dei gruppi di interesse.

Le élite e le masse (la commedia dell’arte)

Vale la pena di distinguere destra e sinistra dal punto di vista delle élite e da quello delle
masse. Mentre dal punto di vista delle élite del potere le differenze sono
minime, esse però recitano per pubblici (target) diversi.

Un punto di vista analogo
è quello dei consulenti politico-elettorali. Per gli spin doctors
destra e sinistra sono semplicemente due compagnie teatrali (o meglio un
singola compagnia con due facce) che recitano la loro parte, rivolte ad un
pubblico in cui hanno individuato il proprio target, allo scopo di
vendere la propria merce: programmi elettorali, facce di candidati, illusioni
varie.

Per valutare l’efficacia
della recita ci sono alcuni indicatori di performance, tra i quali il
principale è l’affluenza degli elettori alle urne. In subordine contano i
risultati del partito.

Del resto, quando si
valuta uno spettacolo si guarda prima il complesso, poi i singoli attori o
gruppi di attori.

Nella pratica la classe
politica di sinistra non è molto diversa da quella di destra.

In occasione di uno
scandalo riguardante il centro sinistra, la destra si affannava a dichiarare:
“Vedete che siete uguali a noi!”, non rendendosi conto che proprio questa scusa
non richiesta, evidenziava la differenza, insieme alla vergogna di chi era
preso in castagna.

Ma la classe politica di
sinistra non reagiva, convinta che la destra dicesse la verità.

Invece la recita è sempre
un po’ realizzativa[3] e la
differenza c’è, per quanto poggi più sulla base elettorale che non sulla élite.
Forse, più correttamente, la differenza sta sostanzialmente nella
rappresentazione. (Che rispecchia però una reale socialità dell’umanità).

Gli aspetti comuni

Tra destra e sinistra ci
sono più aspetti comuni di quanto si potrebbe pensare a prima vista.

“Ogni chiesa ripete se stessa, stabilendo che i valori
dell’ortodossia, che poi non sono altro che i valori della ripetizione,
valgano più di quei motivi creativi di cui la storia non ha mai cessato di
alimentarsi. Meglio i chierici dei pensatori, meglio i peccatori degli eretici:
i chierici sono devoti, i peccatori si possono perdonare, e poi il carattere
gregario dei primi e il senso di colpa dei secondi lavora senza bisogno di
coercizione esterna.” (Umberto Galimberti, Controtranfert, in Idee: il catalogo è questo).

“Se sei fedele alla linea, pronto ad ingoiare ogni
correzione di rotta senza fare una piega, se sei stato attento a curare i
rapporti con chi sta sopra, con chi sta sotto e con chi sta di lato, ignorando
accuratamente chi sta fuori, allora ti sistemeranno in una posizione sicura.”
(Lidia Ravera, Primavera di Micromega 4/2006)

Va evidenziato anche ciò
che destra e sinistra hanno in comune: il privilegiare lo schieramento di
appartenenza rispetto alla verità, il conformismo che prevale sulla ricerca
della conoscenza. Prima si è presa posizione, poi si studiano i fatti.

Ambedue gli schieramenti
soddisfano esigenze identitarie della popolazione trascurando lo studio e
l’approfondimento, meno utili ad ottenere consenso.

Mai dimenticare che anche
la destra ha una base di massa, anche legata a fasce povere, come era il MSI.

Destra o sinistra: l’importante è schierarsi.

Giustamente le persone
preferiscono adeguarsi al gruppo, condividere gioie e dolori, più che ragionare
con freddezza e con lucidità.

Il freddo ragionamento di
solito è individuale, perché va appreso, assimilato, interiorizzato. Un esempio è la difficoltà di apprendere la matematica. Il ragionamento freddo richiede calma e concentrazione.

Il ragionamento costa
fatica e dà poca soddisfazione (almeno a breve-medio temine), mentre
l’immedesimazione con il gruppo (l’adesione alle sue regole) dà vantaggi subito senza troppa fatica. Nel gruppo si gode e si esprime la propria socialità. Ma ci sono anche altri motivi.

Horror vacui

La paura gioca diversi
ruoli nell’appartenenza politica:

  1. nella fase di adesione
    allo schieramento ha come controparte la paura di affrontare il mondo da
    soli;
  2. una volta entrati la
    paura agisce da collante per accettare i rituali e le scelte di gruppo,
    per evitare il vuoto di una vita privata dalle cerimonie del gruppo;
  3. A volte il vuoto riesce
    comunque a penetrare lo schermo dei rituali ed emerge prepotente. Allora
    l’individuo si ritrova ancora una volta solo con se stesso e dubita delle
    scelte fatte.
  4. c’è chi a volte
    abbandona il partito, ma continua a farne un perno, dando ad esso la colpa
    di tutte le sconfitte personali, così come prima ad esso dedicava la
    propria vita.[4]

I partiti politici
riempivano i vuoti della vita con attività sociali. Oggi i mass-media non
lasciano più vuoti, o meglio la società dei consumi non lascia più vuoti. Così
si è chiuso lo spazio per i partiti politici, almeno quelli tradizionali. Ma
Beppe Grillo riemerge tramite internet.

Riti e feticci

Ambedue le parti tendono a
celebrare rituali che diano identificazione alle masse dei proseliti.

Un feticcio che la
cosiddetta “sinistra” agita da quando è passata al liberismo (all’inizio degli
anni ’90) è la “concorrenza”. Si fa finta che esista un mercato regolato dalla
concorrenza, la quale tendenzialmente favorisca sempre l’utente finale, il
consumatore.

Altro feticcio solitamente
agitato dalla sinistra è il debito pubblico.

La sinistra inoltre ha
introdotto in Italia il rituale delle elezioni primarie. In questo è più
americanista della destra.

La destra tende ad agitare
il “pericolo comunista” come feticcio ma non ha più molto effetto. Oggi si
spinge di più la paura dello straniero, che sembra funzionare meglio.

A parte questo, la destra
a volte tende a spezzare i rituali “politicamente corretti” della sinistra. Qui
ancora una volta il realismo della destra mi appare superiore.

Miti propulsori

Molte ideologie sono
basate su miti. I miti trasportano contenuti più profondi di quanto si potrebbe
pensare. Alla base di molte scelte dell’individuo c’è un mito propulsivo, ma il
mito non è esclusivo rispetto alla ragione. E’ un’altra strada, forse
sintetica, olistica, ma non necessariamente errata. E il mito mi sembra più
vicino al modo di lavorare della mente, ai suoi archetipi. Proprio per questo
aspetto primordiale esso è capace di fondare ideologie e spingere gli adepti di
tali ideologie.

I miti della sinistra erano
il proletariato, la lotta di classe, il comunismo. Ma oggi questi miti sono
quasi evaporati. Probabilmente qui risiede buona parte della debolezza della
sinistra.

A destra c’è il superuomo,
la guerra, la patria (la terra e il sangue). Tra i miti della destra c’è anche
l’uomo forte, l’uomo della provvidenza.[5]

Il legame della destra con
il mito dell’uomo della provvidenza spiega la sua difficoltà a sostituire i
leader. Mentre la sinistra, che è più ideologica, cambia solitamente i leader
senza troppe difficoltà, la destra tende  a vedere come epocale il cambio di
leader e come catastrofe la sua caduta. Con frequenza si cerca il
riconoscimento della Chiesa per l’investitura, come avveniva per l’imperatore
al tempo del Sacro Romano Impero.

Le due destre

“Né destra né sinistra” è una
delle forme della destra, perché non è ideologia, è tattica del contingente.

Il realismo politico privo
di una spinta ideale (sia essa il comunismo, l’anarchia, il cristianesimo) mi
appare in sostanza pensiero di destra, orientato al contingente. Esso si muove
nell’orbita del nichilismo.[6]

Dal reale all’irreale: un viaggio di sola andata?

Il realismo politico dei
partiti ha portato alla lunga ad un teatrino dove tutti recitano e nessuno
crede più agli altri, ma soprattutto (e questo è l’aspetto più grave) non crede
nemmeno a ciò che dice egli stesso.

Quasi

Quasi niente di quello che
ci raccontano del mondo è vero, ma quel “quasi” è a volte estremamente
significativo. Qui si vede come anche la recita abbia contenuti di realtà.

Per capire l’Italia di
oggi bisognerebbe rivisitare, studiare e analizzare l’implosione dell’URSS.
Tutti sapevano di recitare e ad un certo punto smisero, quando la paura non
riusciva più a trattenere l’irrompere della realtà. E fu una catastrofe.

E così non c’è quasi differenza tra destra e sinistra, ma una piccola differenza potrebbe essere
importante. (Qualcosa del genere diceva Roger Zelazny in Una rosa per
l’ecclesiaste
)[7].

Destra, sinistra e potere

C’è un legame forte fra i
tre concetti. La sinistra prospera all’opposizione, mentre la destra tende a
sgretolarsi in assenza di potere (come avvenne alla caduta del Fascismo).

D’altro canto, quando la
sinistra resta a lungo al potere essa tende a somigliare un po’ troppo alla
destra. E ciò riporta alle prime definizioni di destra e sinistra.

Ciò che è oggi importante
è che, più che mai è necessaria una forza di sinistra. Una forza che non sia
statica, ma sia in perenne innovazione. Per troppo tempo abbiamo lasciato
Trotskij alla destra. Sarebbe ora di riprenderselo. (La rivoluzione permanente
finora l’ha fatta il capitalismo).

Truman Burbank
Fonte: www.comedonchisciotte.org
26.03.2010

Note

[1]
Probabilmente il maggior esponente di questo punto di vista è Costanzo Preve, ad esempio nel saggio “Sinistra e Destra”.

[2]
Qui il blogger Uriel fa notare: “Abbiamo sempre saputo che la destra crede che
la giustizia stia nella polizia e non nei tribunali, e abbiamo sempre saputo
che per la destra l’ordine sia principalmente una questione di decoro.”

[3]
Come hanno dimostrato ampiamente Claude Lefort ed
altri la democrazia non è mai semplicemente rappresentativa, nel senso di
rappresentare adeguatamente (esprimere) un preesistente insieme di interessi, opinioni, ecc., perché questi interessi ed opinioni si costituiscono solo attraverso tale rappresentazione. In altre parole l’articolazione democratica di un interesse è sempre un po’ realizzativa: attraverso i suoi rappresentanti democratici il popolo stabilisce quali sono i suoi interessi e le sue opinioni.”
Slavoj
Zizek, L’Oggetto a come limite intrinseco del Capitalismo.

[4] L’apostata. Chi usciva dal PCI
diventava un apostata, uno che aveva abiurato una religione e manteneva a vita
il marchio dell’appartenenza seguita dall’abbandono. Per la destra un problema
analogo non c’è. Qui si rivela l’asimmetria tra destra e sinistra.

[5] In
medicina mi ricorda la passione italica per il chirurgo di fama, una passione che sottovaluta l’organizzazione che sta dietro al gran nome.

[6]
La politica della contingenza. Quando un
partito non ha ideali, ma naviga a vista e si preoccupa solo del contingente,
quando parla dei particolari ma non del globale, quando punta sui nomi perchè
non ha più bandiere, allora si muove dell’ambito del nichilismo.

Chiaramente il Partito
Democratico è un partito di destra.

McSilvan riporta una
valutazione analoga su Rekombinant:

“Veltroni è così
emozionalmente di destra che mi sono quasi commosso. Quando uno dice che
qualcosa non è né di destra né di sinistra significa che sta dicendo qualcosa
di destra. E Veltroni insiste nel dire che ciò che dice non è né di destra né
di sinistra. Ben venga dunque nell’Italia di centrodestra”.

Giancarlo Galan (Casa
delle libertà), governatore del Veneto, dopo il lancio al Lingotto di Torino
della candidatura di Walter Veltroni come segretario del PD. Da “Il
Manifesto” 28-6-2007

[7]
Qui (http://www.dooyoo.it/romanzi/zelazny-roger-una-rosa-per-lecclesiaste/502585/)
c’è una mia mini-recensione di questo magnifico racconto di Zelazny.

Pubblicato da Truman

  • amelet

    altrettanto interessante potrebbe essere una disamina delle differenze tra il clown bianco e il clown augusto della gloriosa tradizione circense, e sul meccanismo interrativo tra le due maschere, riproposte innumerevoli volte al cinema, da stanllio ed ollio a benigni/troisi, tante per citarne due.
    il problema, tuttavia, o la contraddizione principale, è che entrambi rispondono alla stessa logica, entrambi lavorano per lo stesso impresario, entrambi interpretano la medesima rappresentazione per lo stesso pubblico, qualche volta fingendo di litigare, qualche volta facendosi i dispetti, qualche volta facendo ridere (a me laurel e hardy qualche volta facevano persino piangere).
    lasciamo perdere il nichilismo, il cristianesimo, il comunismo, che erano cose molto più serie. e anche i pagliacci.

  • Rossa_primavera

    La questione sulle differenza tra destra e sinistra affonda le sue radici
    nel passato anche remoto,tanto che alcuni storici dell’impero romano
    hanno tentato addirittura una rilettura ab urbe condita di tutta la storia
    capitolina tentando di etichettare i vari personaggi come di destra o di
    sinistra e in alcuni casi,ad esempio Mario e Silla,questo schema interpretativo sembrava funzionare abbastanza bene.Alcuni invece pensano all’opposto che tali categorie siano oggi prive di significato e che non siano piu’ le lenti adatte attraverso cui osservare la societa’ presente e nemmeno la storia passata.Comunque la si pensi,e’ indubbio che una formazione culturale di sinistra e una formazione culturale di destra(alcuni sostengono anche che formazione culturale di destra sia un ossimoro)forgiano gli individui in maniera totalmente diversa e questa diversita’ si riflette non solo nelle scelte politiche ma in quasi ogni aspetto della vita,benche’ tra le due come giustamente sostiene l’autore del pezzo vi siano anche dei punti di contatto.E’ abbastanza innegabile che un uomo di sinistra sia totalmente diverso da un uomo di destra in quasi tutto,anche probabilmente nelle fantasie erotico sessuali.
    Devo dire che ad un primo sguardo gli ideali della sinistra mi appaiono molto piu’ nobili di quelli della destra:difendere gli umili,gli oppressi,i poveri,i senza voce,le minoranze sono valori che tutti noi sentiamo nel nostro intimo come molto giusti e che comportano inoltre il sacrificio di battersi per interessi altrui e non per i propri,il che e’ sempre molto nobile.In questa fase gli ideali della sinistra combaciano perfettamente con quelli del cristianesimo.Dove il ragionamento della sinistra diventa invece discutibile e si scosta anche dalla dottrina cristiana e’ nei mezzi con cui questi ideali di uguaglianza e giustizia sociale vanno perseguiti.La sinistra piu’ massimalista,quella di estrazione marxista per intenderci,e’ molto machiavellica in questo,il fine giustifica i mezzi.Tutto e’ lecito per aiutare gli umili e i poveri,anche la soppressione fisica del ricco capitalista che viene visto come un nemico da abbattere.La sinistra riformista si prefigge invece di diminuire le diseguaglianze reddituali e sociali con il progressivo estendersi di uno stato sociale che aiuti con leggi,sussidi e altro i piu’ bisognosi.Il fine e’ lo stesso della sinistra massimalista,ma i mezzi con cui raggiungerlo sono molto piu’ soft.La destra non ha invece al suo interno queste due anime,perlomeno non le ha in maniera cosi’ marcata,risulta dunque sicuramente piu’ compatta e meno sfaccettata rispetto alla sinistra,con tutti i vantaggi e gli svantaggi che ne conseguono.L’uomo di destra lotta per se stesso e per difendere i suoi interessi e quelli del suo ceto e in questo e’ molto piu’ semplice , “genuino”(per citare l’articolista) e meno velleitario rispetto a quello di sinistra,lotta per mantenere le diseguaglianze in suo favore non per annullarle.E la storia finora ci ha insegnato che non esistono societa’ in cui le diseguaglianze,di qualunque tipo,siano annullate:ci sara’ sempre chi avra’ privilegi sugli altri,chi avra’ piu’ soldi di altri,chi avra’ piu’ potere di altri.Gli ideali della sinistra appaiono dunque molto piu’ nobili ma sicuramente molto piu’ irrealizzabili rispetto a quelli della destra,al punto che alcuni li definiscono utopie o chimere.E’ meglio lottare per un ideale giusto ma irrealizzabile o per uno meno giusto ma real8izzabile?Anche in questo caso la formazione culturale di sinistra o di destra vgi portera’ a due conclusioni differenti.

  • Affus

    secondo me in questo articolo il problema è impostato male,anzi in maniera troppo generica e senza nessun punto certo di riferimento per capire bene la differenza che c’è tra destra e sinistra . Possiamo partire dal termine stesso, dalla parola destra ,per capire che lo spirito della destra è quello chi cerca una via dritta , la via giusta alle cose . La destra cerca il giusto ,piuttosto che l’ugualitarismo populistico e demagogico …… ma nel fare questo spesso resta fossilizzata nella difesa del rango sociale e della casta ……
    Da questo atteggiamento che è piu spirituale che idelogico, nasce una esigenza di chi è orientato a destra a trovare dei legami etici , quindi a cecare un bene comune su valori etici validi per tutti che sono un entita morale spirituale da tradurre storicamente , il che non è mai semplice . Ecco come si spiega l’amore, allora,, alla legge , alla tradizione , all’autorita , alla famiglia ,solo per stabiire una legge “giusta ” in mezzo all’anatrchia della cosiddeala rivoluzione del progresso…… . In questo atteggiamentpo la destra tenta di fossilizzarsi e legarsi col tempo piu al potere e alla difesa della casta che non al desiderio di giustizia che l’ha portata al potere . Cosi essa offre di nuovo il fianco alla rivolta e al cosididetto progresso della sinistra o al populismo …
    Pian piano l’anelito etico e morale scema per gli interessi legati al potere e la destra soffre di quella stessa giustizia di cui dovrebbe essere la portatrice … Di questa giustiiza si fa portatrice lo stesso populismo che diventa rivoluzionario e innovativo all’apparenza .
    La destra quindi è legata ad alcuni concetti morali non trattabili che spesso vede nella tradizione tramandati e che spesso confonde con il nazionalismo . Inoltre la destra è legata a un atteggiamento che posssiamo definire autoritario che vede nel termine stesso . La destra non crede che il popolo sia capace di trovare dei valori giusti e non trattabli perche il popolo è sempre manipolabile sia dalle nesessita , sia dall inganno idelolgico dall’elite del potere sia di destra che di sinistra , sia dalla fame o dai suoi istinti imperialistici su popoli piu deboli .
    Quindi essa impone con “la destra” questa giustizia e questi valori non trattabili senza aspettare il voto del popolo casomai ci sarebbe su questi valori ……. Quando la destra ha perso la cognizione dei valori non trattabili che non vanno scelti per alzata di mano o altro da una miniranza o magiornza ( levitico ) , allora la destra non è piu destra , ma massoneria ecumenica , cioe una cosa democraticistica come oggi intenta solo alla difesa del potere e a coservare il quotidiano . Quando ha perso l’anelito alla giustizia e ai valori comuni non trattabili , il potere diventa un banditismo , dove tutto puo essere comprato sia con i voti e sia con i soldi . Il voto decide il potere e i soldi determinano il voto .Anche la delinquena fa parte di questo gioco …….. Ecco che allora appare come progresso o progressimo rivoluzionario la rivolta a questo potere dispotico che di destra ha solo il nome ma che difende spesso non dei valori scaduti e traditi, quindi una casta e degli interessi particolari . La destra non è contro la poprietà privata e i mezzi di produzione privati,pero è per il bene comune ,non è per il furto dello stato con le tasse ma per la difesa della capacita imprenditoriale del singolo finche non prevarichi il bene comune . La destra quindi è per alcuni mezzi necesari da garantire a tutti come la proprieta ,l’istruzione ,l acqua ,l’aria ,la sanita pubblica , la difesa , l energia ,le strade , le cominicazioni ,l ‘economia bancaria , contro l’usura , insomma il bene comune , che solo determinati valori possono garantire .

  • Erwin

    Destra è rispetto delle stagioni e dei suoi ritmi.
    Sinistra è un progetto di stagioni da realizzare.

  • Rossa_primavera

    Dei loro ritmi,plurale,visto che si riferisce a stagioni che e’ appunto plòurale.’

  • Erwin

    Giusto

  • Tonguessy

    “lo spirito della destra è quello chi cerca una via dritta , la via giusta alle cose”.
    Invece quelli di sinistra le provano tutte per farle sbagliate, vero?
    Una sola domanda: ma la Gelmini è di destra o di sinistra? Tremonti (quello che saccheggia il TFR e scappa alle domande dei giornalisti) è di destra o di sinistra? Berlusconi che tanto ama il bene comune (purchè sia tutto suo) è di destra o di sinistra?

  • Tonguessy

    Nella mia lavagna non c’è scritto cosa è di destra e cosa è di sinistra (doccia o bagno?) ma una sola cosa: tutto ciò che ridistribuisce ricchezza e potere è di sinistra e non è che sia di sinistra ciò che si autoproclama tale anche senza aderire fattivamente alla ridistribuzione. In tal senso il panorama politico offre solo personaggi di destra. Compreso il “disubbidiente” Casarin che se la prende con i lavoratori dipendenti perchè hanno “troppi privilegi”. Al contrario dei padroni, ça va sans dire….

  • lucamartinelli

    molta aria fritta in questo articolo. ma per fortuna sempre piu’ persone intuiscono l’inganno celato dietro gli schieramenti. Certo, molti sono in buona fede. Come possono pensare ai trucchi attuati dagli illuminati? come possono sapere degli infiltrati e di chi finge per convenienza?Certo che i fatti dovrebbero aprire gli occhi e di solito lo fanno, soprattutto a chi non è fazioso. Difficile credere a un D’Alema quando si unisce ai macellai della Jugoslavia. Difficile credere a un Veltroni che senza dire nulla partecipa alla banda Bilderberg. Ci sarebbere altri esempi ma il concetto è chiaro. Non esiste nelle cosiddette democrazie che il potere sia stato effettivamente esercitato dai cittadini, se non a livello di briciole. La storia insegna che il potere si prende facendo scorrere il sangue. Nessuno e per nessun motivo te lo cedera’ per simpatia. Ma queste sono considerazioni risapute. Quello che vorrei suggerire invece è la spiegazione vista in termini di psicologia del profondo delle “scelte di campo”. Ebbene sembra che noi non scegliamo proprio nulla. Essere di destra o di sinistra è innanzitutto “un modo di essere” che proiettato nella realta’ ci fa identificare in una idea per poi farla nostra. quindi quello che altri amici hanno sottolineato con semplicita’ ed efficacia è verissimo: hanno sottolineato quelli che in fondo sono comportamenti. buona giornata a tutti

  • lucamartinelli

    d’accordo: è nella semplicita’ del concetto che sta la verita’. il resto è fumo.

  • Guinness82

    Bah, l’articolo parte malissimo… da per scontato cosa sia destraa e sinistra riproponendo senza accorgersene i concetti ci chi vuole sottolineare l’esistenza di incredibili diversità…
    Mettendo a destra sia un Schmitt che un Berlusconi (SOLO PER FARE UN ESEMPIO) poi si capisce lo sbaglio totale. Che cavolo avrebbero in comune?

  • AlbertoConti

    “L’opposto concorde e dai discordi bellissima armonia.” Il nostro problema è tutto qui, non ci sono più discordi e tanto meno armonia. Alla tesi del socialismo ed all’antitesi del liberismo è seguita la sintesi stegocratica (banchismo), che li nega entrambi ma non per superarli in maggiore armonia, al contrario al fine di negarli e basta, un fine di negazione assoluta e definitiva, contro il quale lottiamo come contro i mulini a vento di questo sito. E’ in realtà la lotta dell’uomo contro se stesso. Una lotta sempre meno nobile, visto che si risolve nella truffa.
    Comunque un pregio quest’articolo ce l’ha, quello di dimostrare che è finita un epoca, e quella dopo è ancora assai sfumata.

  • Kerkyreo

    Probabilmente non leggerai mai questo commento, ma mi sento in dovere di commentare lo stesso quello che hai scritto!
    Mi sono registrato a questo sito perche’ credevo di trovare idee, opinioni e ARTICOLI che non avessero nessun colore politico, questo perche’ oggi io mi sento cosi,ossia, una persona che si non sente rappresentata da alcun partito politico e che reputa tutti i parlamentari dei ladri! Punto….
    Detto cio’ mi complimento con lei perche’ in alcuni tratti dell’articolo e’ riuscito a provocare in me un senso di nausea mista a rigetto e rabbia.
    Vede signor Burbank io mi sono stufato di questa campagna elettorale che gente come lei fa, fingendosi al di sopra delle parti ma che in realta’ e’ mossa da un potere POLITICO alle spalle!
    Mi reputo una persona Mediamente colta e che cerca di usare il proprio cervello in modo indipendente, mi sforzo di PENSARE DA SOLO, quindi reputo il suo articolo un insulto di basso livello!
    Anch’io che NON SONO DI SINISTRA voglio un mondo migliore , piu pulito e soprattutto legale e rispettoso di tutti.Anch’io credo nei diritti dei lavoratori e nel rispetto e nella giustizia uguale per tutti.
    Lei usa dei concetti e delle ideologie che sembrano(SECONDO LEI) appartenere solo alla “gente” di sinistra. Ma come si permette?
    La merda e le merde esistono anche in mezzo a “voi” e sarei molto contento di raccontarle qualche aneddoto davanti ad una tazza di caffe’.(MA NON SARA’ POSSIBILE).
    Io come ho detto in altri comments sono una persona che si ritrova nelle parole e nei valori di Cristo, ma credo FERMAMENTE che non importa tanto nelle persone alle quali ti ispiri, piuttosto importa la giustezza e l’onesta dei valori che esprimono.
    Quindi per quanto mi riguarda non mi importa se le si ispira a Marx, a Gesu’, a Buddha, Gandhi, Pinocchio e chiunque altro lei voglia… Per me basta solo che siano concetti e idologie che rispettino tutti gli uomini. Tutti!
    Concludo il mio poema consigliandole di non vedere tutto bianco e nero!
    Speriamo che la sinistra non risorga! Speriamo nella rinascita dell’onesta’ e della giustizia.

  • redme

    ..il concetto di destra e sinistra è relativo ad un sistema parlamentare (più o meno democratico) in ambito capitalistico …secondo Bobbio la vera differenza è nel concetto di uguaglianza…

  • Davide71

    Ciao a tutti:

    diciamo che Truman non sa neanche da che parte iniziare a trattare l’argomento, e non vale neanche la pena di perder tempo a leggerlo.
    La contrapposizione tra destra e sinistra può essere vista come contrapposizione tra liberali e socialisti, e se adesso esiste ancora una certa libertà di espressione non è certo grazie ai socialisti!
    In compenso se adesso puoi andare all’ospedale a curarti anche se non te lo puoi permettere non è grazie ai liberali…
    L’idea che il fascismo sia di destra è pura propaganda. E poi, intendiamoci, un conto è fare i nostri mea culpa sul fascismo, un conto è dire che quello era una democrazia liberale capitalista (che è la massima espressione della destra al potere).
    Da un punto di vista molto principiale la contrapposizione tra destra e sinistra è una contrapposizione tra Giustizia e Provvidenza; tuttavia la conrfusione sull’argomento regna così sovrana che, nel tentativo di schiarirmi le idee ho buttato giù un saggio. Finora sono 30 pagine e non mi sembra ancora chiaro abbastanza…

  • Fandango

    “lo spirito della destra è quello chi cerca una via dritta”
    destra = via dritta, semplice, semplicistica
    Sinistra = via curva, contorta, complessa

    …agli aforismi preferisco i trattati filosofici

  • Simulacres

    Destra e Sinistra: parole vuote, concetti oziosi, stomachevoli, pieni di immagini retoriche, imbecilli. Bisognerebbe che la gente si strappasse violentemente la trave dagli occhi per rendersi conto che la sua “destra e la sua sinistra” si riduce ad un’altra presa per il culo, un’altra fantastica mistificazione dei suoi caporioni. Impostura social-gigantesca! Metafisica e Immaginazione.

    La verità è che la sua “destra e la sua sinistra” è il bel ritornello del giochino[1] capitalista! Conservatori di qua progressisti di là, ma una volta terminata la commedia, nel backstage, i conti tornano. Il resto sono tutte fandonie come quella vecchia canzone per crape avvinazzate! quella social-gigantesca dell'”Internazionale del Proletariato”.
    Il proletariato non è mai esistito! Il proletario, in fondo… è solo un borghese preso nella rete delle avversità dell’esistenza, un borghese sottosviluppato!
    Questo concetto può servire a spiegare l’identità di due idee contraddittorie: libertà e fatalità. E fanculo Destra e Sinistra, Conservatori e Progressisti, Borghesi e Proletari! Sono tutti egualmente letamai.

    Soltanto quando tutti gli individui s’applicheranno a progredire, soltanto allora, l’umanità potrà dirsi in progresso. E di questo passo: campa cavallo….

    [1] derivato” del Deus ex machina Finanza.

  • AlbertoConti

    Non sono l’autore dell’articolo, ma che importanza ha? Approvo quello che dici, ma l’onesta’ e la giustizia devono ancora nascere, altro che rinascere. Che onestà e giustizia c’è nel nascere ricchi? Che onestà e giustizia c’è nell’impossessarsi di beni preziosi, privandone gli altri, per l’eternità, ovvero ben oltre i limiti temporali che Dio ha posto alla tua esistenza terrena? Che onestà e giustizia c’è nel prevalere della forza bruta nei rapporti economici? Che onestà e giustizia c’è nel comportarsi come animali, cioè in modo “naturale”, quando tutta la nostra realtà di cui ci circondiamo è completamente artificiale, frutto del pensiero speculativo, che nient’altro in natura avvicina sia pur minimamente?
    Non chiamiamola destra e sinistra, ma bianco e nero, o fuori o dentro la nostra condizione umana, che non è di certo “solo” animale. O no?

  • Kerkyreo

    Bhe! Non posso far altro che concordare pienamente!

  • enricotorielli

    Leggendo i commenti a questo articolo, credo che sia stato molto incompreso. Ma si sa, a furia di seguire la propaganda grillotravagliosantoresca non si vogliono più vedere altre ragioni al di fuori di quelle della “controinformazione”.

  • Tonguessy

    ” L’idea che il fascismo sia di destra è pura propaganda.”
    Come no…..quindi il fascismo è di sinistra, no?

  • anonimomatremendo

    Sono daccordo con la definizione che dai di proletario come “borghese sottosviluppato”, ma questo é valido solo per quei proletari che seguono come pecoroni le politiche riformiste,tutte ,nessuana esclusa.finché gli operai continuano a votare,a chiudersi nelle fabbriche per difendere il proprio posto di lavoro,cioé la propria galera,finché fanno a gara coi borghesi su chi é piu patriotta,difensore della legge e della costituzione,rimaranno sempre dei borghesi sottosviluppati.finché il proletariato gioca a fare il competitivo scimmiottando il proprio Padrone perderá sempre,perche´il suo é un altro gioco:quello della Lotta per il Potere,lotta senza esclusione di colpi,dove le regole le fa Lui,anzi,le ditta.É la nefasta ideologia gramsciana dell egemonia da conquistare pezzo per pezzo che ha infiacchito il proletariato riducendolo a quel pagliaccio grottesco che imita maldestramente gli “uomini di cultura”.Una patetica figura da cabaret che fa da “spalla” al comico principale.Ma una tigre rimane sempre una tigre anche quando la cerchi di addomesticare…vediamo come reagirá.Saluti.

  • Rossa_primavera

    Hai centrato in pieno il problema dei falsi paladini dell’antisistema.

  • anonimomatremendo

    Tagliamo la testa al toro. La”cultura”di destra,da sempre, é socialdarwinista, la sinistra no.La prima considera l´ uomo o nientaltro che una bestia ,magari piu´evoluta,quindi piu´bestia,oppure un angelo,una mezza divinitá,l incarnazione dell idea ecc…quindi qualcosa dell altro mondo.la seconda considera l uomo per quello che é: un essere umano che ha si la bestia dentro di se(e non la divinitá o altri marchingegni metafisici) ma non é piu bestia´,é un´altra forma di vita,con leggi naturali sue specifiche ecc….Lo scopo della satira ,quella vera,ad esempio é quello di sputtanare il Potere e far vedere che i “potenti” sono tali non per virtú propria ma per cause accidentali come ad esempio possedere capitali, mezzi di propaganda, armi…ecc.la parte della sinistra piu´smaliziata inoltre afferma che casomai la selezione “naturale” nella societá capitalista seleziona proprio i peggiori(vedere a proprosito il grandioso film spagnolo”El Metodo”di
    Marcelo Piñeyro,del 2005),quelli con meno senso empatico,quelli senza cuore insomma,gli ” stronzi figli di una gran puttana”,che tutti sappiamo chi sono:sociopatici che andrebbero messi in galera con la forza.La destra ritiene che l´ essere umano,la sua qualitá, risieda nell individuo,mentre la sinistra ritiene che questa qualita particolare risieda invece nell insieme dei rapporti sociali e pone l accento sulla relazione piuttosto che sull individuo isolato. Comunque destra e sinistra sono concetti fuorvianti se non viene specificato rispetto a che cosa sono “destra”e “sinistra” ,insomma ,finché non si specifica cosa sia il “centro” e rispetto a che cosa questo sia tale e cosí via.Se per destra e sinistra si intendono quelle squallide figure che si alternano al governo allora é un altro discorso.CIAO.

  • Truman

    Mi sembra doveroso leggere i commenti al mio articolo.
    Ma lei l’articolo l’ha letto?
    Perchè non mi sembrava di avere impostato il discorso in bianco e nero, anzi c’è una parte corposa su ciò che destra e sinistra hanno in comune.

  • Truman

    @Davide71
    Da qui sembra comparire l’idea che chi è di destra a volte si vergogni di dichiararlo. Io avevo cercato di guardare alla destra come una posizione certamente dignitosa.

    Questa vergogna che traspare nel commento però conferma il permanere di una debolezza della destra italiana.

  • Truman

    Si. Ero partito proprio da qui. E avevo tentato di aggiungere qualcosa.

  • Truman

    Incollo qui una citazione: Il nostro politico di destra si vende ai suoi amici. Quello di sinistra ai suoi nemici.
    LOUIS SCUTENAIRE