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DECRESCITA E FELICE SOCIALISMO UTOPICO

GUIDO CERONETTI
lastampa.it

Potrei definirlo così, il Pil, lodato quando e dove cresce (non importa il come), deplorato unicamente quando e dovunque non cresca: un fantasma che infesta le menti (dalle più semplici alle meglio fornite di strumenti per dominare). Se la mente se ne libera, e apre le finestre alla verità, il pensiero liberato arriverà a ragionamenti diversi, a conclusioni finora non pensabili. Come questa: che l’idea della Decrescita del Pil è migliore dell’idea fissa, cara a tutti i poteri che ci opprimono – dai governi alle mafie – che la Crescita (del Pil, funesto infestatore) non abbia nessuna alternativa possibile.Ne parlo con Maurizio Pallante, inventore del movimento e della formula alternativa della Decrescita Felice, senza riportare nulla dal suo libro con questo titolo (Edizioni per la decrescita felice, 2005) perché con quest’uomo singolare, romano di nascita, abitante nella zona più verde della provincia astigiana, sessantacinquenne, ho l’occasione di un rapporto di amicizia e di un colloquio diretto.

Voglio ancora osservare, prima di interpellarlo, come in questa formidabile crisi del pensiero, cominciata molto tempo prima di quella della Lehman Brothers, siano presenti molti segni indicati con premonizione in tutte le trattazioni sul significato della Tecnica, di Martin Heidegger: basterebbe a «qualcosa di più alto» allacciare tutti i discorsi obbligatori e facili (talmente facili che li abbiamo imparati a memoria dai giornali) che si fanno dappertutto sull’economia, vista come un soffocante assoluto senza il minimo scrupolo di obbiettività. Ma dove tutto si relativizza, dove tutto è visto come puramente relativo e dissacrabile, ha senso assolutizzare il Pil, le cifre aziendali, le pensioni, le tasse, i conti della spesa, la Crescita di merci che non portano per niente a diminuzioni di infelicità o a più ricchezza nei rapporti umani?

Emendate il linguaggio e avrete trovato una chiave. Liberate la mente da una formica di falso e vi toglierete dallo stomaco il peso di un elefante.

Quel che va dicendo da qualche anno Maurizio Pallante in Italia è molto semplice, e nello stesso tempo implica una rivoluzione del pensiero alla quale aderisce sempre più gente, incredula nelle prediche del Potere legale, sempre più distaccata dalla politica, e una quantità di giovani intelligenti che l’enorme pallone di menzogne sospeso sul mondo allontana da tutto, disperatamente. Sulla copertina dell’Espresso del 2 agosto leggevo «In vacanza con lo Spread»: ed è con questo tipo di attrazioni triviali che si vende svago ai lettori?

In vacanza andateci con Isaac Singer, Georges Simenon, Wells, Dostoevskij, per cui non è necessario ungersi la pelle, e pestate lo Spread sul bagnasciuga, con un disinfettante pronto.

Più formale, Pallante mi spiega così la Decrescita, come la va raccontando nelle sale e nei libri: «Vedi, per capire che cos’è la decrescita e come possa aiutarci a contrastare una crisi che resiste a tutte le misure di politica economica, dobbiamo bene distinguere tra oggetti e servizi che rispondono a un bisogno o soddisfano un desiderio (definibili come beni) e oggetti e servizi che si scambiano con e per il profitto in denaro (definibili come merci). Il Pil e la Crescita non possono considerare altro che le merci e la loro produzione incessante. Merci però non sono beni. La Decrescita, che nessun politico ammetterebbe come un’opportunità felice, non è una diminuzione indiscriminata del Pil, ma selettiva, e totalmente da reimpostare. Introduce elementi di valutazione qualitativa del fare umano e consentirebbe di creare occupazione utile, non distruttiva per l’ambiente. Aprirebbe una fase più evoluta della storia umana…».

A Pallante non è difficile persuadere a me – ecologista dal tempo delle bombe di Bikini – le sue buone ragioni. Ma la tendenza, in Italia e dovunque, è implacabilmente l’altra, che risponde al pensiero unico dominante. A me, ormai vecchio, vien voglia di gettare la spugna. È la boxe di un nano disperato contro un gigantesco bruto!

«Guarda che il cambiamento di rotta, vogliano o no saperne i poteri dominanti, sta diventando sempre più inevitabile. Abbiamo esempi che nessun analista può fingere di ignorare. Crollata l’Unione Sovietica, che comprava a Cuba tutta la produzione di zucchero, la salvezza di Cuba fu l’autoproduzione di beni, per mangiare non per acquistare il superfluo. Accadde lo stesso in Argentina. In Grecia, oggi, si salvano dalla crisi tutti quelli che invece di urlare sulle piazze riscoprono il lavoro delle mani e producono per se stessi i beni corrispondenti ai bisogni. In Italia è già così in parecchi settori di economia silenziosa: la famiglia che autoproduce i beni non conosce disoccupazione. È l’offerta di merci su merci tutte prodotte qua e là nel mondo, a rendere folle l’economia dei potenti. Il profitto perdente sta creando panico e suicidi. Ma il tuo nano disperato ha delle possibilità di sottrarsi ai pugni del bruto, e senza gettare la spugna! Perciò la popolarità dell’idea di decrescita è alta».

Da questo colloquio amichevole emerge «chi per lungo silenzio parea fioco»: le grandi ombre premarxiane dei Thoreau, dei Fourier, dei Saint-Simon, dei Gandhi, della società fabiana, dei Malthus, dei Tolstoij, che tuttora indicano altri cammini, altre vie… E il primo kibbuzismo sionista che cos’è stato? Non ha più nulla da insegnare al mondo? Era un’idea grande, una rivoluzione portatrice di pace…

Il socialismo disprezzato come utopistico da Marx, apostolo della mercificazione e della violenza, risorge anche nelle parole chiarificatrici e nei volti nuovi della Decrescita Felice.

Guido Ceronetti
Fonte: www.lastampa.it
Link: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=10437
19.08.2012

Pubblicato da Davide

  • Jor-el

    “In Grecia, oggi, si salvano dalla crisi tutti quelli che invece di urlare sulle piazze riscoprono il lavoro delle mani e producono per se stessi i beni corrispondenti ai bisogni.” Capito operai e impiegati disoccupati? La soluzione è semplicissima, coltivare un orto! Uh… Quale orto, visto che non esiste in Italia un fazzoletto di terra che non sia di proprietà di qualcuno? La decrescita felice bisogna potersela permettere cari miei! Sapete quanto costa una casetta in campagna con annesso terreno coltivabile? E l’acqua? E il riscaldamento? E l’elettricità? Anche quella in Grecia la “producono con le loro mani?” quelli che “si salvano dalla crisi?”. Eh, bisogna ammettere che i ricchi hanno una bella faccia tosta!

  • joko

    coltivare un orto è la cosa piú bella ( e sovversiva ) al mondo, ti da una soddisfazione enorme e sai cosa mangi….. cosa vuoi di piú???
    una casa in campagna costa sempre meno di una in cittá perchè è in ultra periferia. tranne forse l’acqua, il riscaldamento te lo fai con la legna e l’elettricitá con i pannelli solari…… e comunque se ti leggi un libro sulla permacultura forse sopravivi anche a qualcosa peggiore dell’imu di monti e di berlusconi e di prodi……
    sempre se hai la voglia e la volontà……

  • misunderestimated

    Forse perché la Grecia è sempre rimasta un paese povero, con la sola industria turistica, e la pesca, resa possibile da migliaia di km di coste? Forse perché in Grecia la densità è di 80 abitanti per km quadrato, mentre in Italia è due volte e mezza tanto? Cominciare a muovere le manine sarebbe già un primo passo, poi se uno preferisce rovistare tra i rifiuti dei ristoranti cittadini in allegra compagnia di nuovi italiani, sfrattati, disoccupati in doppio petto e altra umanità metropolitana, faccia pure. Ma non si azzardi a fare la morale sul comportamento di chi quel pezzo di terra, con un po’ di lungimiranza, ce l’ha già e lo fa fruttare. Ma pensa un po’, in Itaglia esiste ancora la proprietà privata…

  • Brus

    a volte fate affermazioni ridicole, quali : Marx apostolo della mercificazione e della violenza.
    Come dire vistii massacrifattidal Vaticano nella storia, Cristo era apostolo della Violenza.

  • Earth

    Una casa con terreno che ti permette il sostentamento, non costa meno di 200mila euro, poi se ci aggiungiamo i pannelli solari sono altri soldi.
    E’ illegale tagliare la legna dei boschi, quindi va comprata.
    La permacultura e’ sicuramente ottima da attuare, ma spiegami, dove li trova i soldi il disoccupato che muore di fame con una casa in affitto in citta’, per avere tutto il necessario?

  • albsorio

    La decrescita è infelice perchè non è equa, cioè alcuni lavorano altri no questo accentua le diseguaglianze sociali, sarebbe meglio lavorare meno lavorare tutti, ovviamente chi oggi lavora non la vede cosí. Io non sò chi parla di decrescita di cosa vive, certo è che con la casetta in campagna e l’orticello non ci paghi l’IMU, luce, acqua, gas, telefono, auto, bollo, assicurazione etc quindi o hai qualche entrata, pensione, affitti o altra rendita altrimenti sei finito. Per fare un esempio di quante cagate scrivono, provate a partire da zero, cioè tu non hai la casetta in campagna del nonno, hai solo le tue capaci e operose manine… che ci fai per vivere? Altro che perma cultura, certo le risorse/soldi si possono usare in maniere diverse ma bisogna averli. Direi che questa teoria della decrescita serve a convincere i nuovi poveri di quanto sono fortunati, a dirlo però sono i ricchi.

  • mavin

    il futuro e’ nella via di mezzo sicuramente un ritorno alle origini di 60 anni fa’ sarebbe un aiutino a molte persone ormai robotizzate e addormentate

  • peronospora

    noi non siamo come quelli di 60anni fà

  • mavin

    Hai pienamente ragione ci hanno deportato nelle citta’ lobotizzato il cervello e fatto diventare consumatori dipendenti, ma questo non vuol dire assolutamente che alcune persone non vogliono ritornare alle origini, per gli altri che si ostinano a voler vivere di TV, Ipermercati, e calcio nessuno puo’ farci nulla e’ il loro Rechimot ma per gli altri si aprono nuovi scenari sicuramente arricchenti e avventurosi.

  • misunderestimated

    C’è chi dal nonno ha ereditato il tugurio e chi invece il posto da ferroviere: negli ultimi 60 anni chi se l’è passata meglio? Vediamo chi sopravviverà, tra l’urbanizzato e l’agricolo…

  • misunderestimated

    Bella questa, è illegale tagliare legna da boschi demaniali o da quelli altrui, se un terreno è di proprietà ed è classificato catastalmente come bosco o bosco ceduo, CFS permettendo nessuno vieta il taglio, altrimenti nelle vallate alpine tutti gli abitanti sarebbero da arrestare… Abituarsi alla fatica, invece, quello conviene: a Sarajevo sotto assedio gli alberi dei parchi erano stati tagliati e accatastati sui poggioli dei palazzi, altro che grida manzoniane, voglio vedere se arriva il vigile a fare il verbale quando tutto andrà in malora…

  • Jor-el

    In tutto questo discorso della decrescita felice c’è un’enorme mistificazione. Mi spiego: non c’è niente di male nel ritirarsi in campagna e vivere del lavoro dei campi, tant’è che sto cercando di farlo anch’io 🙂 . È il volere proporre questa cosa come modello di società. Centinaia di migliaia di persone che abbandonano le città e si mettono a tagliar legname, coltivare a czzo terreni altrui… E le altre centinaia di migliaia che sceglierebbero la nobile vita degli antichi predoni, saccheggiando eincendindo le fattorie dei primi con annessi massacri, stupri ecc ecc ecc. Altro che guerra civile!

  • Earth

    Buono a sapersi, c’era un bosco vicino alla casa dei miei nonni e dicevano che se andavi a tagliare la legna ti multavano, in qualsiasi tipo di bosco.
    Mi rimane solo una perplessita’, se nei boschi si puo’ tagliare la legna senza problemi, come fanno ad esistere ancora i boschi? Gli avvoltoi del guadagno che aspettano?

  • gm

    Parlare di “decrescita” come soluzione dei problemi posti dalla crisi (capitalistica) o è pura follia o è fatto in totale malafede da alcuni furbi sempre pronti a spacciare droga per rincoglionire gli altri pur di ricavarci dei bei soldini loro.
    E’ un discorso che fa molto comodo per incassare soldi dalla vendita di libri sulla “decrescita” o di pannelli solari.
    Ma soprattutto è un discorso che fa comodo al sistema capitalistico che, in questo modo, viene semplicemente risparmiato da ogni critica: “siete disoccupati o precari oppure il vostro salario non vi permette di pagare bollette, tasse e benzina? Andate in campagna e coltivate l’orticello anziché “gridare in piazza” come stanno facendo i greci o gli spagnoli (meno che gli italiani – almeno per il momento – grazie a quegli altri agenti venduti al capitalismo (come i “decrescisti”) che sono gli attuali infami sindacati e partiti vari di ogni connotazione e colore che oramai si preoccupano solo a chiacchiere dei lavoratori pur di salvaguardare i loro miserabili privilegi di sindacalisti e politici servi ).
    Naturalmente se qualche fortunato ha la casetta in campagna e l’orticello per i pomodori, faccia pure … ma non venga a raccontarci stronzate sulla bellezza della “decrescita”!

  • mavin

    per il momento l’Urbanizzato sia Greco che Portoghese o Spagnolo o di alcune citta’ americane (nord) tipo Denver… non credo se la passino bene, vivere tra le mure dei palazzi in Citta’ senza poter far nulla se non star a respirare inquinamento o a protestare contro un sistema in agonia o alla frutta non aiuta certamente la materia grigia a cercare una soluzione creativa. Dobbiamo guardare in faccia alla realta’ e capire che questo sistema e’ imploso sopra i propri desideri e allucinazioni o illusioni…. purtroppo per chi guida il sistema e vuole stare seduto sulla sua poltrona, non conosce altra via di uscita che creare dei conflitti con altre culture e spingere centinaia di migliaia di disperati in guerre senza nessun credo o scopo se non quello di perpetuare il proprio status quo. L’essere Occidentale per 5000 anni ha vissuto di agricoltura, pesca e allevamento e solo negli ultimi 50 anni che ci siamo inabissati in un’illusione a scapito dei piu’ deboli ma ben presto molti si sveglieranno da questo torpore allucinogeno e ritorneranno al vecchio buon metodo di vita.

  • mavin

    forse ti e’ sfuggito un piccolo particolare il sistema capitalista o Sio… come lo vuoi chiamare e’ letteralmente imploso quello che stiamo vedendo e’ solo un tentativo di stare attaccato alla poltrona di chi ha ancora in mano una parvenza di potere.

  • misunderestimated

    Bosco di proprietà. Evidentemente non hai esperienza diretta di quello che significhi “fare legna”, mi spiace: quello che hai in mente tu sono solo i cattivoni di Avatar che abbattono le foreste plurisecolari di Pandora.

  • Jor-el

    … E si riaddormenteranno (e definitivamente) alla prima polmonite senza antibiotici.

  • Jor-el

    No, tranquillo, niente da dire contro i ricconi che si fanno la villa in campagna. Spero per loro che siano stati abbastanza lungimiranti da munirsi anche di un bel po’ di armi e munizioni, perchè a furia di decrescita…

  • Earth

    Mai visto avatar a differenza tua. Comunque i tuoi ragionamenti collidono, in quanto mi hai risposto boschi di proprieta’ parlandomi poi sopra invece delle vallate alpine. La domanda di prima rimane ancora aperta.

  • mavin

    prima della spazzolata “cristiana cattolica” del 1500 (circa) nei villagi cerano sempre quelli che con un pochino di olio di origano e qualche mentuccia e salvia (risuscitavano gli ammalati) risolvevano molto senza antibiotici eccc… purtroppo i lobotizzati ormai senza conoscenza ancestrale (non per colpa loro) si sono dimenticati da dove sono venuti e chi sono, per fortuna oggi ci sono ottime librerie e con qualche euro si puo’ comperare ottimi libri che ti insegnano “segreti” che segreti non sono per risolvere patologie l’importante non incominciare ad arrendersi e sentirsi solamente consumantori (limitati) a quello che dice la Tv , il calcio e l’iper…

  • misunderestimated

    Boschi di proprietà nelle nostre vallate alpine. Ok, non ho tempo da perdere, ci hai provato, ciao.

  • misunderestimated

    Io non sono riccone, ma se un astioso urbanizzato pensa di poter bivaccare nelle proprietà altrui meglio se si munisce di giubbotto antiproiettile, quando gli passerà in testa di fregare da sotto il naso le pere mature al contadino…

  • misunderestimated

    Gran parte degli urbanizzati, quelli che hanno sempre trattato a pesci in faccia la gente agreste con le mani callose, moriranno di fame nel tragitto che li separa dalle campagne e vallate. Gli italiani sanno bene come ci si comporta in caso di ritirata…

  • Earth

    Io ho detto che e’ illegale tagliare la legna nei boschi, precedentemente ho fatto riferimento al costo gia’ cospicuo di comprare una casa con terreno da coltivare. Quindi era sottointeso che il bosco da cui attingere la legna doveva essere statale, altrimenti il prezzo di partenza per il sostentamento di questo disoccupato non sono 200mila euro ma molti di piu’ e andavano conteggiati.
    Tu invece mi parli di boschi di proprieta’, e’ logico che si possono tagliare gli alberi in un bosco di proprieta’… quegli alberi ti appartengono… non sarebbe sorta nemmeno la questione.

    Ti ho sovrastimato misunderestimated. Addio.

  • Mariano6734

    d’accordo con il punto di vista dell’autore… mai kibbutz sionisti una grande rivoluzione di pace, mi sembra una gran menata

  • gm

    Se il sistema capitalistico fosse davvero imploso come sostieni, tanto per dirni una, non ci sarebbero ancora disoccupati o piccoli imprenditori che si danno fuoco.
    Mi dispiace ma credo che tu scambi lucciole per lanterne perché il capitalismo è vero (almeno così credo anch’io) che è arrivato storicamente alla fine, ma questo non significa affatto che stia collassando nè che lo sarà tanto facilmente. Ci vorranno ben altre lacrime e sangue per vederlo seppellito.

  • azz

    COSA NON SI FA PER SCREDITARE IL SOCIALISMO SCIENTIFICO DI MARX.MA PERCHE TUTTI CERCANO DI AGGIRARE L OSTACOLO ,.,FALLIMENTO DEL SISTEMA CAPITALISTA E NON DICONO CHE DALLA CRISI SE NE ESCE CON UNA RIVOLUZIONE DI CLASSE ,ITERNAZINALE E INTERNAZIONALISTA SE RIUSCIREMO A COSTRUIRE IL PARTITO CHE LA GUIDERA. TUTTE LE ALTRE TEORIE PORTANO SOLO ALLA CONSERVAZIONE DEL CAPITALISMO.BASTA CON QUESTI FENOMENI DA BARACCONE,NOI STIAMO VIVENDO LA PREISTORIA, LA VERA STORIA DEVE ANCORA COMINCIARE.

  • Vocenellanotte

    I profeti della decrescita e i loro apostoli non saranno credibili fino a quando abuseranno della alienazione della nostra societa’. Anziche’ parlare, scrivere libri, rilasciare interviste, zappassero in silenzio le loro terre. Io preferisco continuare a usare come meglio posso questo pianeta, per dare salute, educazione e futuro ai miei figli, piuttosto che rincorrere questa stupida moda.
    La vera rivoluzione e’ quella contro l’accumulazione del capitale che serve a produrre altro capitale, che serve a raggirare i gonzi della decrescita. Il cerchio e’ chiuso.

  • Jor-el

    Ma guarda un po’ , tanto strepitare, e poi la soluzione ce l’avevamo sotto il naso: orto + uzi! Ma com’è è che la decrescita felice somiglia così tanto agli insediamenti dei coloni israeliani in Cisgiordania?

  • Jor-el

    Per una casa in campagna + podere, facciamo 300-400 mila, almeno qui nella pianura padana. Con 200mila non ti fai nemmeno una porzione di villetta a schiera (i vecchi rustici sono tutti in mano alle immobilari). Più un bosco di proprietà per far legna. Più i pannelli solari. Più Internet, che ci vuole, altrimenti come fai a curarti con le erbe della dimenticata cultura ancestrale? Questo significa Telecom, Vodafone, Tiscali, 3… Più automezzo, che in campagna è realmente necessario, altrimenti ogni minima emergenza diventa un dramma (il che significa carburante, non legna), più armi per proteggerti dai ladri… Ehi, ma perchè ce l’abbiamo tanto con i coloni israeliani?

  • mavin

    guardati in giro e dimmi se vedi la ricchezza di 15 anni fa’, adesso siamo ormai alla frutta certamente ci vorranno altre lacrime e sangue perche chi e’ seduto sulla poltrona non molla cosi facilmente il suo status quo, ma e solo una illusione perche’ ormai questo sistema e’ imploso e prima ce ne accorgiamo e prima possiamo ripartire con nuove idee e nuovi uomini saggi.

  • Aironeblu

    Per una volta che LASTAMPA pubblica qualcosa di decente viene commentato in maniera cosi’ superficiale!

    Se rileggete con maggiore attenzione l’articolo, vedrete che Pallante spiea in due semplici parole il concetto di decrescita felice, che pare nessuno qui abbia inteso, e che si basa sulla differenza tra un BENE (valore d’uso) e una MERCE (valore di scambio).

    Lavorare in agricoltura puo’ essere UNA delle mille alternative proposte da Pallante (Piccola parentesi: cosi’ come per chi vive in citta’, per lavorare non e’ necessario aprire una fabbrica come la FIAT, ma puo’ anche lavorare come dipendente, anche in campagna, se non hai i soldi per acquistarti il terreno, puoi lavorarci per qualcun’altro, magari vivendo in affitto esattamente come facevi in citta’…).

    Ma il punto della questione e’ che si tratta di riorganizzare criticamente l’intero sistema produttivo, che fino a oggi e’ stato guidato dalla logica capitalista del profitto, orientandolo verso la produzione di beni effettivamente utili ai cittadini, in modo da migliorare la qualita’ della vita collettiva indipendentemente da un calo del PIL. E questo si puo’ fare anche nelle citta’.

  • mavin

    torniamo alle citta’ (stato) “agricole” che sono quelle che hanno fatto andare il mondo per 2000 anni; questo non vuol dire rinnegare la tecnologia ma utilizzarla in modo altruistico per fare stare bene tutti in modo socialmente compatibile con i bisogni di tutti gli esseri umani; e’ l’unica soluzione accettabile, basta gradini sociali e piramidi con imperatori e faraoni, hanno solo portato fame, carestie e guerre l’uomo deve incamminarsi verso l’altruismo sociale o altrimenti ci aspetta un periodo apocalittico e purtroppo per molti questo periodo e’ gia qui.

  • misunderestimated

    Perché ho sempre specificato, sin dal primo intervento, terreno di proprietà. I coloni israeliani sono ladri. Da come la descrivi tu l’epopea umana sulla Terra avrebbe dovuto terminare a cavallo tra i 5.000 e i 500 anni avanti Cristo.

  • misunderestimated

    Il mio terreno è in Veneto, da sempre, e il Veneto era sotto l’Austria del Kaiser, mica i miei antenati si sono messi a saccheggiare ed a espropriare terre del Sud: vedi tu chi ha rubato le terre agli altri e chi no.

    Cambia argomentazione, non attacca, mi spiace.

  • nuovaera89

    L’idea della decrescita non è malvagia ma non mi convince, certamente non si può e non si deve continuare a crescere, e l’attuale sistema ne è la prova schiacciante. La decrescita può essere un tipo di modello alternativo, ma l’esempio della popolazione Greca tornata a coltivare la propria terra regge fino a un punto, altre soluzioni? cercare un modello dove si possa oscillare, a metà tra decrescita e crescita, questa è l’unica idea che mi passa per la testa…

  • gm

    Il capitalismo è finito nel senso, credo, che ha cessato di svolgere la sua funzione storicamente progressiva di generare uno sviluppo prima sconosciuto.
    Ma direi di fare attenzione a non scambiare la fine “storica” del capitalismo con una sua presunta “fine” attuale che è ancora ben lontana.
    Peraltro, sebbene oggi ci sarebbero potenzialmente ampi ceti sociali interessati al suo affossamento, purtroppo manca nel modo più totale una qualsiasi forza politica capace di valorizzare queste forze in direzione di un superamento di questo infame sistema capitalistico.
    Non parliamo, poi, delle forze politiche e sindacali attuali, la cui unica preoccupazione e funzione è anzi quella di aiutare il malato … alla faccia di quelli che dovrebbero essere i ceti sociali da loro stessi rappresentati (solo a chiacchiere).
    Prima si affosseranno questi partiti e sindacati e meglio sarà per tutti quanti oggi soffrono e soffriranno ancora di più sotto il tallone del capitalismo.

  • gm

    Non c’è dubbio che il sistema capitalistico produca una quantità abnorme di merci pressoché inutili e solo per “fare soldi” più che per soddisfare i bisogni delle persone.
    Se, quindi, col termine “decrescita” s’intende questo, niente da obiettare salvo che nessuno convincerà o costringerà mai il capitalismo ad agire in maniera diversa perché la merce e solo la merce è la sua essenza.
    Perciò, mi sembra sarebbe preferibile parlare di distruzione del capitalismo più che di invitare ad andare in campagna.
    L’dea della “decrescita”, cosa offre invece a disoccupati e precari o sottocupati sempre crescenti? E a tutti quanti gli altri più o meno stufi di un sistema che, nel migliore dei casi, ti offre un lavoro spesso alienante, cosa offre l’idea della “decrescita”? quello di andarsene in campagna? ma per favore! questa idea in realtà finisce col mantenere in vita il sistema che a parole dice di voler combattere!

  • mavin

    Esatto… quello che scrivi e giustissimo ormai la base e’ interamente scollegata dalle poltrone del potere che ormai tentano con tutti i tranelli e illusioni possibili di tenere la poltrona. Il capitalismo ha finito il suo ruolo adesso in questi prossimi 200 anni nasceranno nuove forme di governo e speriamo piu’ sociali e per sociali intendo sociali altruiste senza Se e senza Ma; purtroppo il compito del cambiamento spetta a questa generazione di 50 enni che hanno visto sia i fasti sia il declino.

  • Zret

    Appunto utopia e poi che cosa coltivi oggi che non piove più? Pianti sementi della Monsanto? Alla faccia dell’anticapitalismo.