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DEBITO PUBBLICO

Verifico che il concetto di “debito pubblico” è ancora poco chiaro alla maggioranza delle persone e degli utenti di questo sito.

La maggioranza tende ad attribuirlo alla “mala gestione” dello Stato, mentre esso nasce proprio dal sistema della moneta privata addebitata allo Stato dalle banche centrali. Certo la mala gestione ha il suo peso perchè accelera e aggrava il processo MA NON NE E’ LA CAUSA! Credo sarebbe molto utile per tutti poter osservare, attraverso un grafico, l’andamento del debito pubblico e del PIL dei principali paesi occidentali negli ultimi 40 anni, così si potrebbe finalmente verificare che esso (il debito appunto) AUMENTA COSTANTEMENTE in TUTTI I PAESI, siano essi le corrotte e clientelari Italia e Grecia o le virtuose ed oneste Olanda e Danimarca (tanto per fare degli esempi agli opposti).
PIL e debito sono due parametri strettamente interconnessi, perchè ad ogni aumento del PIL deve corrispondere un aumento del denaro circolante: il problema deriva dal fatto che questo denaro, invece di venire creato SENZA DEBITO direttamente dagli Stati, viene invece creato da delle aziende private (le banche centrali, le quali hanno il monopolio della gestione e creazione della moneta) le quali lo VENDONO (al prezzo nominale + gli interessi) agli Stati i quali lo ripagano con delle vere e proprie cambiali (i Titoli di Stato) indebitandosi.

Esiste inoltre un’altra fonte di denaro che è quello creato dalle banche commerciali (riserva frazionaria) e che in altri modi contribuisce ad aggravare la situazione.

La lotta contro la corruzione, l’inefficienza e la disonestà della classe politica è sacrosanta, ma da sola NON RISOLVE AFFATTO il problema dell’indebitamento. Uno stato efficiente, con una economia fiorente e un sistema pubblico a bassa corruzione riesce a sostenere più a lungo il problema perchè accantona più mezzi finanziari per “pagare” il debito e gli interessi ad esso collegato, ma IN OGNI CASO NON E’ IN GRADO DI FERMARE IL SUO COSTANTE AUMENTO NEL TEMPO.

Il debito pubblico può essere paragonato a un vero e proprio PIZZO, ingiusto e illegale, imposto agli stati sovrani da parte di una oligarchia che è riuscita a imporre nel tempo le proprie regole a quasi tutti i governi del mondo.

C’è qualche utente di questo sito in grado di fornire dei grafici illuminanti? Io nel mio microscopico ho trovato varie info qua e là ma non un quadro complessivo.

Per finire, consiglio questo articolo che spiega bene il “giochetto”:

www.hasslberger.com/economy/moneta.html

ericvonmaan, luglio 2011

Pubblicato da Truman

  • AlbertoConti

    “Esiste inoltre un’altra fonte di denaro che è quello creato dalle banche commerciali (riserva frazionaria) e che in altri modi contribuisce ad aggravare la situazione.”

    Questo non è un dettaglio, un “di cui” del problema principale; è più del 90% del problema del debito pubblico e privato. La cosa è evidentissima a livello sistemico: se tutta la moneta è creata come moneta-debito di Tizio contro moneta-credito di Caio, è chiaro che mentre Tizio diventerà sempre più schiavo di Caio, Caio potrà parimenti diventare un Paperon de Paperoni che accumula intere piscine olimpioniche non di oro, ma di diritti di credito, che sono un insieme potenzialmente illimitato. Gli interessi sull’intera massa monetaria in circolazione (sotto forma di contratto di debito-credito) rendono la sperequazione di ricchezza irreversibile e rendono la sua corsa alla concentrazione di credito (verso diffusione, o pubblicizzazione del debito) un fenomeno inesorabile e di natura esponenziale nella crescita (meccanismo degli interessi composti).

    Purtroppo esistono automatismi di natura economica che comunque producono differenze di efficienza produttiva e quindi concentrazioni di ricchezza accumulata, ma è certo che questo paradigma vigente nel nostro mondo “occidentale” (leggi anglocentrico UK-USA) a fondamento della moneta rappresenta un imbroglio di fondo che accelera enormemente la formazione del potere “capitalistico” concentrato, a base monetaria.

    Quindi la “riconciliazione”, dopo il “divorzio”, tra emittente di base monetaria (BC) e Stato fiscale, rappresenta una condizione necessaria, un prerequisito indispensabile, ma non sufficiente per la realizzazione di un vero Stato Sociale, nel senso virtuoso del termine, cioè mirante alla vera libertà per tutti i suoi cittadini. Occorre capire, a livello diffuso, di massa che esercita i diritti-doveri democratici, che il soggetto economico principale di un economia tecnologicamente avanzata e organizzata non può essere altri che lo Stato, che perciò deve tornare ad essere la vera rappresentanza di tutti i cittadini, altro che lobbies dei più potenti attori finanziari! Lo Stato infatti ha il potere fiscale, guarda caso mai scalfito dai potentati degli attuali signori della moneta (se no chi gli garantirebbe la sostenibilità del debito pubblico, ormai fondata unicamente sulla capacità “contributiva” di pagare almeno gli interessi?)

    Ma il potere fiscale disgiunto dal potere monetario, di vera politica monetaria, può solo generare un potente motore di disuguaglianze crescenti tra minoranze ricche e maggioranze povere. Sovranità monetaria (base monetaria stabilizzata preponderante sul denaro creditizio) e sovranità fiscale (proporzionalità del prelievo su redditi e capitali, secondo Costituzione Italiana) sono le due facce della stessa “moneta”, non si possono disgiungere senza incorrere nelle contraddizioni paradossali che invece stiamo vivendo come un incubo.

    Occorre rifondare il concetto di democrazia, fondato sulla consapevolezza delle masse (cultura, scuola, formazione di base e ricerca), per rendere la popolazione in grado di essere consapevole e decidere secondo coscienza del proprio destino, di ciò che veramente vuole, di ciò che veramente è possibile e sostenibile in questo mondo sovraffollato in questa fase di transizione alle tecnologie di massa.

    L’imbroglio del “divorzio” tra Tesoro e BC, di ciampiana memoria (è ancora vivo e riverito il nonnetto), è la versione nostrana di un adeguamento al “Washington consensus” in obbedienza alle logiche della FED-WallStreet, un imbroglio colossale reso “sostenibile” solo per via di uno sviluppo incredibile della tecnologia applicata alle produzioni di massa, cioè una fase storica irripetibile e del tutto eccezionale, ormai interrotta dalla saturazione dei limiti naturali delll’unico pianeta di cui disponiamo (Dio non voglia che s’inventi la tecnologia per “colonizzare” altri mondi prima di aver risolto i nostri problemi esistenziali!). In altri termini l’attuale moneta FED conforme è stata possibile solo in fase di crescita continuativa dell’economia, fase ormai conclusa. Non si tratta solo di cicli imperiali, con centro a Roma o a NewYork, si tratta di evoluzione della specie umana. Il paradigma monetario, che è per sua natura un patto sociale tra i più fondamentali, va rivoluzionato, pena la nostra stessa sopravvivenza. E’ un fatto ogni giorno più urgente, e quando a breve proporranno (loro, non noi) Monti alla dirigenza del nostro paese, dobbiamo insorgere e ributtarlo a calci in culo alla Bocconi.

  • ericvonmaan

    Concordo ovviamente al 100%, mia intenzione era quella di scrivere poche righe, semplici, che spiegassero i meccanismi di base dell’imbroglio in maniera più stringata possibile, rivolte alla massa di persone (moltissime anche con un ottimo livello di istruzione) che ancora credono che il debito pubblico dipenda “dagli sprechi di Tizio caio e Sempronio”, e che è nostro “dovere morale” impegnarci per ripagarlo. Sono discorsi che si sentono fare tutti i giorni… è ora che il meccanismo con cui si forma il debito pubblico venga capito da tutti!
    Poi, ripeto: la lotta per poter avere una classe politica EFFICIENTE, COMPETENTE e ONESTA è sacrosanta MA non confondiamo le due cose altrimenti si rischia di fare solo della gran confusione, e la confusione è proprio l’arma fondamentale dei PADRONI DEL SISTEMA. Ciao