DA NON DIMENTICARE. DA FARE

DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

Le persone devono urgentemente imparare a tornare protagoniste sia dell’informazione che dell’azione civica, e non, anzi, mai seguaci o fans dei ‘personaggi forti’ che sanno, che possono, che contano. I ‘personaggi forti’ devono invece divenire ‘piccoli’ al servizio dei forti, che siete voi persone. Ecco i passaggi per arrivare a ciò:

Ogni volta che voi pubblico ascoltate o leggete il lavoro di chi vi informa, dovete imporvi di pensare che si tratta solo di fonti, non di oracoli, ma fonti da ascoltare a debita distanza, fra le tante altre fonti che ascolterete. Dovete arrivare al punto dove non esista più la relazione col giornalista ‘personaggio/divo/esperto’, che va visto sempre come un vostro consulente fra i tanti. Per far comprendere a chi legge quale dovrebbe essere l’atteggiamento esteriore e interiore di una cittadinanza sana nei confronti di chi li informa, chiuque egli/ella sia, vi chiedo di immaginare come il Consiglio di Amministrazione di un gigante industriale – per es. la Microsoft Corporation – si relaziona con un loro consulente. Lo convoca, gli dice senza troppe storie “Prego si faccia avanti, ci dica”, lo ascolta e poi “Bene, grazie, si accomodi”. Punto. E il consulente saluta e si mette da parte piccolo e secondario, per lasciare ai manager l’importante compito esecutivo. Ora, un pubblico di cittadini sani deve sentirsi esattamente come il management, cioè al centro del potere e delle decisioni, e deve ridurre gli odierni ‘giornalisti/divi/esperti’ al ruolo del consulente.

Oggi purtroppo accade l’esatto contrario: il ‘giornalista/divo/esperto’ troneggia, sentenzia, lancia diktat, e il pubblico piccolo piccolo lo adora, lo ammira, e, peggio, si raggruppa in fans club e ‘parrocchie’ dal seguito quasi sempre acritico. Ed è tristemente emblematico che l’immaginario colloquio che ho sopra descritto sia nella realtà di oggi esattamente il modo in cui, al termine della serata-dibattito con l’esperto/divo, viene invece accolto il pubblico quando chiede timidamente la parola: i ‘personaggi’ gli dicono “Prego si faccia avanti, chieda”, e poi “Bene, grazie, si accomodi”, cioè torni piccolo piccolo, marginale. I ‘personaggi’ troneggiano, firmano autografi, sono al centro. Voi ai margini. Assurdo, deleterio.

In questo modo la gente è solo sospinta a rimanere secondaria, cioè si annulla e non crescerà mai. La gente deve ripensarsi Consiglio di Amministrazione, e mettersi sempre al centro. (da L’Informazione è Noi)

Nell’azione civica/politica, per contrastare (se ancora sarà possibile) il Potere, ecco i passaggi:

– Studiarlo a fondo, per capire chi veramente è (non è la Casta, non è la mafia, non è la Chiesa), che storia ha avuto, fin dove è arrivato, con quali armi si muove, cosa sta pianificando per il futuro.
– Formarci in un esercito di attivisti di ampiezza nazionale. Mettere quindi da parte le differenze che separano i nostri gruppi che formano i Movimenti, cioè rinunciare ai nostri individualismi per un fronte comune, unico, compatto, disciplinato, implacabile di attivisti al lavoro ovunque, sempre, con linee guida universali, sempre le stesse e con metodi in perenne evoluzione.

– Capire che cosa, in questo periodo della Storia, innesca il cambiamento, quale vettore, quale tipo di interazione umana. Individuare queste chiavi di svolta con precisione, così come si isola una molecola benefica.
– Studiare di conseguenza una comunicazione immensamente abile per attirare l’attenzione del mondo della GENTE COMUNE.
– Studiare i metodi per rendere la comunicazione gradevole ma penetrante.
– Diffonderci nei LUOGHI DELLA GENTE COMUNE, implacabili, pazienti, tutto l’anno, per tentare di creare un consenso opposto a quello oggi dominante usando quei metodi attentamente studiati. Essere presenti in modo massiccio nelle scuole e università.
– Sopra ogni altra azione, ci deve essere il tentativo da parte degli attivisti di trovare l’ANTIDOTO alla paralisi della partecipazione dei cittadini alla polis. Se non sapremo sbloccare la cittadinanza paralizzata, inattiva, apatica di fronte a qualsiasi scandalo e persino orrore, abbiamo perso, perché quella paralisi è stata, è, e sarà l’arma finale del Potere.

– Essere molto ben finanziati, cioè cercare e ingaggiare sponsor ‘illuminati’ capaci di vedere il vantaggio di lungo termine di un mondo più giusto. Senza finanziamenti è inutile persino pensare al cambiamento.

– Sapere che è una strada in salita, poiché si tratta di invitare milioni di persone a scelte impopolari, a rinunce, a mutazioni di stili di vita, ma a saper vedere però la CONVENIENZA FINALE di un mondo più in equilibrio. Cioè dirgli: oggi il Sistema ti illude di guadagnare subito dieci ma non ti rendi conto che ti fa perdere mille; noi ti diciamo che ti conviene perdere oggi dieci ma guadagnare mille nel tuo futuro. Questa è la logica di ogni speranza.

Non c’è altra strada. Non c’è. (da High Octane Capitalism Ahead)

Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=153
26.10.2009

39 Commenti
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Firenze137
Firenze137
26 Ottobre 2009 7:30

Condivido in pieno. Ma da quando faccio parte di alcuni comitati qui a Firenze, mi sono reso conto che “Formarci in un esercito di attivisti di ampiezza nazionale ..” è quasi un’utopia perchè l’arrivismo e le gelosie fra coloro che tirano su la testa e si atteggiano – anche avendone il carisma, beninteso.. – spuntano prima ancora del formarsi del comitato e di cominciare a fare quacosa.

Sarà che la nostra bellissima città non ha una tradizione felice con i guelfi e i ghibellini, ma sempre più spesso mi convinco che quel poco di attivismo che riesco a fare lo faccio da indipendente. Mi sono trovato ad informare e anche a fare il volantinaggio da solo ecc.

Non mi lamento ma l’accordo interno dal basso non è scontato come sembrerebbe.
Purtroppo.

Tetris1917
Tetris1917
26 Ottobre 2009 8:07

“- Essere molto ben finanziati, cioè cercare e ingaggiare sponsor ‘illuminati’ capaci di vedere il vantaggio di lungo termine di un mondo più giusto. Senza finanziamenti è inutile persino pensare al cambiamento.

Mi spieghi questo passaggio per piacere?

bardo
bardo
26 Ottobre 2009 8:10

Barnard, la scaletta dei passaggi che tu individui, fa rabbrividire:

“Studiare a fondo [il Potere], per capire chi veramente è (…)” – il problema mastodontico è qua, a mio parere: ognuno di noi parte da premesse diverse in questo ‘studio’, pochissimi partono dall’osservazione del reale; non tutti hanno voglia di fare questo studio, pochi ne capiscono l’importanza, nella misura che la sorgente è importante per un fiume…

e poi rabbrividisco qua: “Senza finanziamenti è inutile persino pensare al cambiamento.” – e non aggiungo altro; se hai voglia, Paolo Barnard, di condividere qualche idea, in merito, qui, nei commenti stessi al tuo pezzo, su questa terribile verità, sempre che lo sia

albertgast
albertgast
26 Ottobre 2009 9:46

Anch’io posso portare una testimonianza simile alla tua. Io però alla fine mi sono arresa. E’ capitato perfino che ad una raccolta di firme per fermare un progetto demenziale del comune, venissero a firmare dai comuni vicini, ma non firmassero i miei concittadini perchè assolutamente non interessati. Alla fine il progetto si è fermato solo perchè era davvero irrealizzabile, non per i nostri sforzi. Molto deludente tutto ciò.

IVANOE
IVANOE
26 Ottobre 2009 9:50

Infatti concordo con te. E sono dell’idea che su 57 milioni di persone, si può contare solo su 3 milioni di persone illuminate e cioè elette alla guida di un nuovo mondo. Purtroppo questa è la percezione cioè che 54 milioni di italiani non ci arrivano proprio intellettualmente sono arretrati e quindi inutilizzabili. Pertanto il cambiamento può avvenire dal basso ma con una forte scossa propulsiva provocata dalla minoranza di italiani “seri”. La scossa può avvenire soltanto se la minoranza seria riesca in qualche modo incantare la maggioranza. E le uniche cose che possono risultare appetitose per la massa sono più tempo libero e maggior benessere.La massa vuole vedere risultati immediati e poi una volta ricevuto il loro consenso cominciare a cambiare veramente come descritto da barnard. Per questo capisco il tuo stato d’animo perchè i movimenti i comitati alternativi che tu descrivi purtroppo sono per l’80% composti da gente troppo comune per essere utile.In sostana i comitati i movimenti non servono a niente.Soltanto con il lento e silenzioso assenso dell’elite di italiani seri e non compromessi con il sistema (e che oggi sono messi volutamente in disparte e ghettizzati perchè potenzilamente pericolosi proprio per le loro altissime capacità di… Leggi tutto »

Eracle
Eracle
26 Ottobre 2009 11:20

Il proposito è buono, ma l’ideazione e la realizzazione di un progetto simile, credo richieda tempi medio lunghi.

Probabilmente bisogna iniziare dalle cose semplici che ci uniscono, che siano universali e che siano ampiamente condivise o condivisibili dalla maggior parte delle persone. Per questo motivo, è assolutamente necessario escludere la fazione politica, la religione e tutto ciò che ci distungue dall’altro.

Dovremmo iniziare a lavorare su alcuni valori universali, come l’onestà e l’altruismo, e tornare a renderli importanti e imprescindibili dalla rispettabilità delle persone.
Riuscire a ripristinare questi due semplici valori dovrebbe essere la condizione per gettare le basi di una ricostruzione.

Bisognerebbe usare questi due valori universali come metro di misura per ogni giudizio sulle persone, dandogli la massima importanza sempre e comunque.
Chi non risponde a questi requisiti dovrebbe sempre essere ridicolizzato ed emarginato. Trattato come persona infida e non degan di rispetto e credibilità.

Procedere a piccoli passi ma che siano universalmente condivisi.

marco08
marco08
26 Ottobre 2009 11:47

Rimanere obiettivi cercando di non dare mai nulla per certo e soprattutto non rendere divino e assoluto il pensiore di chiccessia mi sembra sacrosanto. Ciò che non capisco è perchè fatto ciò ( o almeno dopo aver cercato di farlo nel limite delle mie capacità intellettive) non possa nutrire simpatie nei confronti di alcuni giornalisti/intellettuali/politici/persone /pensatori.Io credo che ognuno dovrebbe cercare il meglio negli altri rispettando e ascoltando il loro pensiero senza mai renderlo idissolubile .

gnorans
gnorans
26 Ottobre 2009 11:50

Potrebbe essere utile studiare e realizzare un sistema sicuro di votazione on-line.
Per sicuro intendo che non sia manipolabile, e possibilmente garantisca l’anonimato.
Si potrebbe adoperare per fare di iniziativa votazioni e referendum di ogni sorta, anche a livello quartiere, tanto per contarsi e rendersi conto che non si e’ soli (o magari rendersi conto che si e’ veramente soli).

A_M_Z
A_M_Z
26 Ottobre 2009 11:54

Un passo sarebbe rispolverare la lotta di classe e il materialismo storico che si va sempre sul sicuro.
Rivedere le proprie ambizioni personali in un’ottica di un mondo più giusto, pulito, democratico e antiimperialista.

Sono sostanzialmente d’accordo con P.B. ma se posso avanzare una provocazione: se io studio una vita per tutelarmi dal mondo e cioè avere uno stipendio,risorse e possibilità adeguate alle mie capacità e lo stesso mondo è rovinato da chi ha una mentalità chiusa ed è ignorante come le capre, perchè loro sono la maggioranza, perchè difenderli e non sfruttarli?

Una cosa mi perplime:
Per essere ben finanziati serve un borghese-capitalista che sganci i dollari.
Poi ci sarebbero da tutelare gli interessi di chi ha finanziato. Quindi il risultato è un sistema uguale a quello che già esiste.

Chiamiamo i problemi con il loro nome: sistema capitalista.
Nella sua ultima evoluzione dovremmo chiamarlo Ultracapitalista con tutto ciò che ne consegue: speculazioni, imperialismo, una politica asservita al potere economico, disistruzione, anestetizzazione della popolazione. Non si può tornare indietro e ripeterlo perchè si ritornerebbe al punto in cui siamo ora.
Tutto rigorosamente in my humble opionion.

giosby
giosby
26 Ottobre 2009 11:56

Scusate, ma se …

“Dovremmo iniziare a lavorare su alcuni valori universali, come l’onestà e l’altruismo, e …..

Chi non risponde a questi requisiti dovrebbe sempre essere ridicolizzato ed emarginato.
Trattato come persona infida e non degna di rispetto e credibilità. Procedere a piccoli passi ma che siano universalmente condivisi.”

Ridicolizzare ed emarginare ha qualcosa in contrasto con altruismo, come trattare come persona infida e indegna …

Sembra sempre che …

Arrivano i buoni …

http://www.youtube.com/watch?v=oJspb_VfJLs

francesco67
francesco67
26 Ottobre 2009 12:42

Dopo due articoli strabilanti… arieccolo che torna il predicatore.
Voglio il Barnard giornalista e non il missionario.

Eracle
Eracle
26 Ottobre 2009 13:04

Perchè è in contrasto con l’altruismo?

Essere altruisti non significa essere accomodanti.
E in qualche modo bisogna pur cambiare direzione.
Non credo che si possano correggere certi comportamenti tenendosi per mano e facendo i girotondi, o dando del “birichino” a chi ci prende in giro tutti i giorni.

Un progetto del genere è come una guerra.
Non si può essere teneri e accomodanti.
Non si possono usare vie di mezzo.

Se ciò ti fa sembrare dispotico, beh, allora non esiste soluzione.

mikaela
mikaela
26 Ottobre 2009 13:23

Fino a quando non inizieremo a ridicolizzare i nostri finti paladini avremo sempre il nemico che marcia alla nostra testa.E’ dura d’accettare ma e’ cosi’.

myone
myone
26 Ottobre 2009 13:24

Non e’ il poter scegliere il battistrada di un copertone o l’ altro che fa di un’ auto un’ auto diversa e il conducente un’ altra persona. Non e’ che in una palazzina senza luce, ci si debba arrangiare per tutta una vita con gli accendini, per viverci e arrancarsi. Quello che ‘ generale, vincola pure il piccolo o il basso, e il piccolo e il basso, deve sottostare al generale. Cambia poco o nulla. Se poi nel piccolo o nel basso, esce la tempera umana della dissoluzione e dell’ intelligenza che ingarbuglia senza mirare a uno scopo dopo l’ altro, la frittata e’ bella cotta. Windows o melgio il pc e’ partito con sistemi (???) poi 2000 i 98 i ME xp vista 7 e altro ancora. Hanno pianificato un evolversi del sistema, e te lo danno se lo vuoi. Quasi tutto si applica secondo questo criterio. Ci sono in alternativa l linux o Mac. Ma alla fine, la cacchetta che ci arriva, e’ la stessa: o li usi per lavoro, o per far lavoro, o per navigare, o per dilettarti. Rispecchia pure il sistema della vita dei sistemi che governano. Un’ applicazione, se e’ diversa dal sistema, viene… Leggi tutto »

mazzi
mazzi
26 Ottobre 2009 14:29

Barnard, mi ricordi Federico di Prussia che guidando una carica di cavalleria, a pochi metri dalle linee nemiche, si accorge di essere rimasto solo.———— Bellissime parole che all’atto pratico non vogliono dire assolutamente nulla. Perche’? Perche’ non tengono in nessun conto i cambiamenti che hanno alterato il mondo attuale in maniera irreversibile. ———— A parte il lodevole sfoggio di idealismo e dedizione, mi sembra che non ti rendi conto che movimenti e partiti sono ormai lettera morta, l’ideologia e’ morta, il buon senso e’ morto, l’etica e il senso morale di un popolo sono morti. Le masse, dal canto loro, quelle che dovrebbero riempire le piazze, che ti piaccia o no sono incollate alla Tv e non le smuovi nemmeno a calci nel culo – hai voglia a studiare nuovi mezzi per comunicare con loro.—————– Eppoi, spiegami un po’, chi dovrebbe organizzare, coordinare, sovvenzionare quel po’ po’ di programma che hai messo su, chi dovrebbe dare coesione a questa gente, chi dovrebbe convincerli ad andare daccordo? E tutto questo tra le file del dissenso, dove son rimasti tre gatti che litigano per cinque, che privi di ideologia e fini comuni si trovano daccordo solo se si tratta di prendere a… Leggi tutto »

Eracle
Eracle
26 Ottobre 2009 14:39

Va bene, ma allora come dovrebbero essere risolti i problemi?

freak72
freak72
26 Ottobre 2009 14:49

come il paradosso del filosofo che diceva al discepolo:
“Vuoi VERAMENTE un consiglio? bene:
– Non accettare consigli da nessuno -”

Bene, grazie Barnard, si accomodi…

Altrove
Altrove
26 Ottobre 2009 15:04

@ firenze137

Sappi che non sei solo qui a firenze, capisco bene la tua frustrazione
ma a me ha solo dato la spinta in più.

Se ti va di scambiare idee con un giovane “pazzo”, contattami pure:

[email protected]

A me di solito piace la dialettica a due o pochi più…

Comunque basta smettere di fare le vittime!
Bisogna studiare la situazione per capire
come veicolare il il dolore, la rabbia, l’indifferenza di ognuno di noi in
una forza costruttrice fatta di uomini e donne consapevoli.
I commenti in un forum non cambieranno il mondo.

Un abbraccio a tutti…

myone
myone
26 Ottobre 2009 16:41

Provate a fare o farvi un comizio, e un programma di governo.
Cominciate dall’ alto a programmare una societa’ e fatelo scendere fino al basso.
Oppure, fate un’ ideale disegno di come si dovrebbe vivere dal basso e portatelo fino in alto.
Vedrete se si potra’ cambiare e come, e sopratutto, se chi possiede cose sue le cambiera’.
E se, tutti, si sottoporranno al cambiamento.
E che cambiamento sara’, e come.
I soldi hanno padroni, come l’ hanno societa’ e strutture e fabbriche, e terre, ecc ecc.
Tenete conto, che dovrebe impostare la cosa, autonomamente, senza far conto di relazioni esterne, come bisogni, o se si, si.

Altrimenti, usando quello che c’e’ ora, e riparando al peggio, e nello stesso momento, far ingluenzare nel tempo e con l’ aiuto del rimanente del sistema globale, a un qualcosa di diverso.

I temi sono sempre gli stessi: Lavoro per tutti, produzione per bisogni minimi ma discreti, inquinamento, sovrapopolazione, localizzazione di zone autosufficenti e otimizzate, e tanto altro ancora.

Si direbbe, come base, a un sistema comunista come e’ stato, ma efficente e sufficente, centralizzato e cooperativo, imposto o libero che sia.
Fattibile? Mah, idealmente si, di fatto … ????????

1sasso
1sasso
26 Ottobre 2009 17:34

Che nome darebbe Barnard a ciò che vuole fare?

fm
fm
26 Ottobre 2009 17:45

Questo post mi ha lasciato un po’ con l’amaro in bocca… Praticamente non dice niente fingendo di dire tutto. 1) Manca una spiegazione concreta degli obiettivi. Ok, il fine e` contrastare il potere, ma concretamente questa cosa non vuol dire niente. Primo perche` il potere e` definito al negativo (non e` questo, non e` quello, non e` quell’altro…), secondo perche` anche partendo dalle cose scritte nel precedente (ottimo) articolo, non e` chiaro cosa OGGI ci si trovi davanti. In realta` dal mio punto di vista il potere sono le corporation e la conseguente societa` dei consumi. Non capisco se anche Barnard condivide questa visione perche` non taglia corto dicendo che bisogna contrastare le corporation, o chi per loro, invece di girarci intorno 2) La lista della spesa e` troppo ambiziosa… Si parla di studiare e di imparare tecniche senza pero` avere dei maestri di cui fidarsi “ciecamente”. Praticamente si immagina che il Sig. Rossi possa diventare un guru politico attraverso lo studio critico e la valutazione personale di fatti in contesti di cui non ha mai sentito parlare. Credo sia abbastanza irragionevole pensare che un grande numero di persone (abbastanza per avere un impatto) abbia tali qualita` di analisi e… Leggi tutto »

mikaela
mikaela
26 Ottobre 2009 18:22

Legga cosa c’e’ scritto in questo lavoro di Barnard e trovi la sua risposta.
http://www.paolobarnard.info/mondo_doc.php

BarnardP
BarnardP
26 Ottobre 2009 19:18

Se uno studia la macchina del Potere, si rende conto che contrastarlo con i mezzi impiegati dagli antagonisti odierni è risibile; è letteralmente come grattare con l’unghia la fiancata di una portaerei nucleare credendo di affondarla. La macchina da contruire per contrastare il Potere deve essere potente e senza finanziamenti non può esistere. Cioè: stipendi per gli tutti attivisti, luoghi di lavoro, tecnologia, mezzi mediatici, pubblicitari, innovazione e studio continui, presenze nei luoghi dei convgni del Potere, ecc. Gli sponsor possono essere sia un azionariato popolare, sia imprenditori convinti del guadagno finale di un mondo meno ingiusto, che offrano fondi senza alcun vincolo. Ci sono, li ho incontrati, sono già convinti, vanno coltivati. Ciao B.

BarnardP
BarnardP
26 Ottobre 2009 19:20

Studiare il Potere non può che portare a una unica analisi, semplicemente perché il Potere è riconoscibilissimo, e non ci si può sbagliare. Per la seconda parte leggi il mio commento del post precedente al tuo. Ciao B.

dydawv
dydawv
26 Ottobre 2009 19:53

Non c’è nulla da cambiare se non il proprio punto di vista! L’unico cambiamento da attuare per una società migliore parte sempre e solo da sé stessi: se non evolviamo come esseri umani con il fine di costruire una società meno materialista e più spirituale non cambierà mai nulla perché saremo sempre facilmente vittime dei condizionamenti (potere, pornografia, droghe,televisione, cultura, denaro, religioni etc) che si nutrono della nostra non consapevolezza. Nessun reale cambiamento passa dall’imposizione di qualsivoglia ideologia, bisogna imparare a non delegare a nessun guru la soluzione dei propri problemi -che poi sono gli stessi di tutti gli altri- ma cominciare a capire non solo con la mente razionale ma anche e soprattutto con il cuore per poi agire, praticando delle cose che tolgano soldi, e quindi potere, a chi vuole fare esclusivamente profitto speculando sula nostra vita. Ovviamente l’Informazione la trovo sul Web ma soprattutto boicotto il sistema per cui mangio in modo alternativo (cibi naturali e/o biologici regionali, macrobiotica,prodotti del contadino) e allo stesso tempo mi curo senza usare farmaci chimici (omeopatia, shiatsu, osteopatia etc),pratico tai chi chuan, guardo il meno possibile la televisione, mi muovo il più possibile in modo alternativo (bicicletta e mezzi pubblici).Spendo i… Leggi tutto »

mikaela
mikaela
26 Ottobre 2009 21:53

In questo link
http://www.paolobarnard.info/mondo_doc.php
ci sono tutte le risposte a questo suo commento.

mikaela
mikaela
26 Ottobre 2009 22:28

http://www.paolobarnard.info/mondo_doc.php Si è già detto che il Neoliberismo, con il suo bagaglio di distruzioni umane, ambientali, e militari, e con i suoi portabandiera come il FMI o il WTO, ci è stato letteralmente imposto (e sovente da noi ben accolto) da fondazioni e lobbies. Esse hanno stanziato migliaia di miliardi con cui si sono letteralmente comprate il consenso nelle sfere politiche di tutto il mondo, con cui hanno allevato schiere di economisti che hanno piazzato nei posti chiave del potere accademico o politico, lanciando così una inarrestabile globalizzazione dei mercati con tanto di regole ferree che la cementano nelle nostre vite, regole volute da loro, addirittura a volte scritte da loro, e il cui strascico si chiama povertà, devastazione ambientale e talvolta guerre. (14) (15) Queste lobbies e fondazioni, che sovrastano persino i nostri governi, hanno nomi precisi: Trans Atlantic Buisness Dialogue (TABD) – European Services Leaders Group (ESLG) – International Chamber of Commerce (ICC) – Investment Network (IN) – European Roundtable of Industrialists (ERT) – Liberalization of Trade in Servicies (LOTIS) – American Enterprise Institute – Philip Morris Institute – European Policy Center – The Cato Institute – The Heritage Foundation e altri. Ma chi sono esattamente? Non sono… Leggi tutto »

FeraLupus
FeraLupus
27 Ottobre 2009 3:14

Bello… che roba è?
Nell’azione civica/politica, per contrastare (se ancora sarà possibile) il Potere, ecco i passaggi:
Su quali testi si studia il Potere e la sua storia?
Chi dovrebbe finanziare la rivoluzione? e chi sarebbero ‘sti illuminati??
A me sembra che l’autore si sia creato un mondo virtuale tutto ordinato, in bianco e nero, con i buoni e i cattivi… forse non conosce molto bene il mondo reale e la sua storia o volutamente lo ignora.

Tetris1917
Tetris1917
27 Ottobre 2009 3:16

Ti ringrazio della risposta.
Ma questo che proponi mi lascia perplesso. Dovremmo chiedere a chi sostanzialmente ha capitali, presumibilmente capitalista, di metterli a disposizione per contrastare e moderare il loro strapotere, come dici “per un mondo meno ingiusto”. Stranamente sono gli stessi principi, almeno di facciata, adottati da Beppe Grillo e Company. Secondo me, il potere l’ha studiato in lungo e in largo, 150 anni addietro Karl Marx, e poi con successo Lenin. Posso sembrare vecchio, ma penso che il potere non lo si mitiga, perche’ esso si riprende subito il terreno perso. Il problema per me fondamentale, e’ la mancanza di:
1) Un gruppo di intellettuali che abbiano dei sinceri obiettivi di rivoluzionare il sistema
2) Un partito in grado di dirigere questo stravolgimento.
3) La classe lavoratrice pronta a recepire e fare sua questi dettami.

Con affetto.

P.S sul sito di Beppe Grillo, sei stato “taggato” sulla tua disamina del trattato di Lisbona.

Eracle
Eracle
27 Ottobre 2009 5:55

L’ho letto, e le risposte che ho trovato non fanno altro che avvalorare quanto ho scritto. Bisogna studuare e capire come il “nemico” ci ha condotti lentamente ma inesorabilmente al punto in cui ci troviamo oggi. Gestire il cambiamento a partire da piccole cose. Fare nostri questi metodi e utilizzarli. Trovare un fronte comune su cui agire, che non può essere che la condivisione di alcuni valori universali. Per il resto, ho trovato molta teoria e sensazioni, ma poco di concreto che possa dare il via a partire da un piccolo gruppo come quello che legge questo forum. Se si continua a parlare, a furia di belle parole, fra 20 anni saremo ancora quì a parlare. Bisogna rendersi conto che occorre agire da subito con ciò che abbiamo a disposizione, non con ciò che potremmo avere a disposizione. In ogni caso credo che sia una battaglia persa in partenza. Le nostre menti sono state contaminate talmente in profondità che ormai siamo incapaci di iniziare qualsiasi tipo di ribellione, se non ha parole altisonanti ricche di troppe sfumature. Vuole un esempio di come si dovrebbe lavorare? Si legga i “Protocolli dei Savi Anziani di Sion”. Quel piano, vero o falso che… Leggi tutto »

vic
vic
27 Ottobre 2009 7:34

Oggi c’e’ un bel sole ed eccoci sul passo del Gran San Barnardo. A noi interessa intervistare i famosi cani che vivono vicino all’ospizio. Son fatti apposta per soccorrere chi e’ finito male. E cosa non trascurabile, vi offrono sempre un cicchetto di grappa nostrana o rhum. Nella variante scozzese vi offrono del whisky di puro malto. V: Vieni qui, da bravo, ho un bel biscotto per te. San Barnardo: Bau bau. V: (Pac, pac). Ti vedo in forma e ben nutrito. Dimmi dell’inverno, sara’ caldo o freddo? S. Bar: Caldo, bau bau. V: Allora andiamo al mare! S. Bar: Bau. No no, io preferisco la montagna. Al mare sudo troppo e l’acqua e’ troppo salata. Bau. V: Come mai preferisci la montagna? Dal mare arrivi in tutto il mondo! S. Bar: Anche dalla montagna si arriva in tutto il mondo. Bau, un altro biscotto please. V: Prendilo al volo, e’ un biscotto fatto in casa, sarebbe da consumare il giorno dei morti. Succhialo prima di morderlo senno’ ti spacchi i denti. S. Bar: Crac crac. Buono mi piacciono i biscotti “osdamort”, cosi’ tetri ma gustosi. V: Bevici dietro un goccino del tuo liquido da pronto soccorso. S. Bar: Non… Leggi tutto »

redme
redme
27 Ottobre 2009 7:45

concordo….e poi, anche se sembra cinico, ” è sempre una minoranza che porta avanti un processo rivoluzionario” Lenin……saluti

stefanodandrea
stefanodandrea
27 Ottobre 2009 7:48

Condivido il tuo punto di vista.
Preciso soltanto che, a mio avviso, la classe lavoratrice è composta anche dai lavoratori autonomi e più in generale da tutti coloro che hanno interesse a valorizzare il lavoro contro il capitale, soprattutto se messo a rendita.

Una seconda precisazione: se non si è in modo assoluto contro il capitale, si potrà forse trovare un sostegno nel capitale nazionale, che ha interesse a mercati nazionali e non internazionali; che ha interesse a far confluire il risparmio nelle imprese italiane che danno lavoro agli italiani. A questo capitale si dovrebbe proporre il limite di non dislocare la produzione e promettere aiuti di stato. Ciò significa essere antieuropeisti e coraggiosi fino all’autarchia. Il medesimo discorso vale a maggior ragione per il capitale che investe in mercati locali e che dovremmo difendere dai giganti. Se vuoi il manifesto programmatico lo trovi su http://www.appelloalpopolo.it
Ciao

redme
redme
27 Ottobre 2009 9:49

lo scrittore R.Musil di professione maestro elementare rispose a chi chiedeva cosa ne pensasse del nazionalismo rispose : “è un concetto molto semplice da spiegare ai bambini”…purtroppo la storia nella ns concezione occidentale è lineare…e và in un solo verso …saluti

stefanodandrea
stefanodandrea
27 Ottobre 2009 10:59

Caro redme,
non ho capito, dico sul serio – apprezzo sempre i tuoi interventi -, la chiosa “purtroppo la storia nela ns concezione…”. Puoi essere più chiaro?

bardo
bardo
27 Ottobre 2009 17:14

Il potere visibile è insufflato da un’autorità invisibile, e combattere il potere visibile, non so cosa possa produrre, sinceramente. Forse produce il fatto che chi contesta il potere, diventa il nuovo potere. Per la gioia infinita e la vittoria sempiterna della Autorità…

La mia chiacchierata con te vorrebbe essere molto più articolata, propositiva, affettuosa e interessata, sì interessata nella comprensione reciproca. Ma la first reality non so più dove sia.

Organizziamo un convegno, un simposio, una vacanza al mare. Guardiamoci in faccia. Diamoci il tempo e lo spazio per cercare le nostre parole. Il web è il regno dell’intelligena artificiale, e lo sarà sempre più… Parliamo del potere, buttiamo dentro tutti i livelli in cui esso si struttura. Io condivido assolutamente la descrizione che hai dato nel pezzo recente, sulla vittoria della strategia trentennale delle destre economiche finanziarie e mediatiche, al punto che nel mio minuscolo blog, proprio ieri, penso che senza volerlo ho descritto la stessa cosa, con lo stesso umore e visione.

Ma il discorso chiaramente non si ferma lì. E parimenti, la risposta all’esodo delle menti non può essere solo un controesodo delle menti. Ci vuole qualcosa di più.

fm
fm
27 Ottobre 2009 18:00

Grazie per il link Mikaela. Non avevo letto questo scritto di B. Ho letto ed effettivamente ci sono alcune risposte. Sicuramente e` uno scritto che motiva in maniera piu` esaustiva il pensiero di Barnard rispetto all’articoletto apparso su CDC. Trovo che molte cose dette in quel documento siano pura utopia… Ma forse questo e` il riflesso della paura e della “paralisi” che, nonostante certe prese di coscienza, continuano a resistere forti in me. Sarebbe interessante sapere se ci sono gia` gruppi di persone che stanno “studiando” queste nuove “arti per comunicare”, dove si incontranto (anche su internet) e dove discutono delle loro esperienze/progressi/fallimenti. Se Barnard ne ha notizia magari potrebbe far circolare l’informazione. Magari questo potrebbe dare un maggior senso di concretezza a cio` che e` scritto. Nota a margine : non credo, comunque, che molte delle cose scritte da Barnard siano fattibili, tipo il calcolo del “prezzo da pagare”. Mi piace il finale “l’essere umano libero dalla paura, dall’insicurezza e dalla disistima di sé perché capace di pensare liberamente, non può che propendere verso i valori della pace, dell’amore, del rispetto, dell’ascolto reciproco, e di una maggiore qualità umana nell’esistenza”. Purtroppo credo che la premessa sia falsa perche` un… Leggi tutto »

redme
redme
28 Ottobre 2009 6:18

scusa il ritardo..intendo dire che la fase dei nazionalismi o nazionalità intesa come identita culturale volge al termine…penso sia impossibile riproporre una economia su base nazionale…penso che le identita siano meglio rappresentate su territorialità piu coese culturalmente, effettivamente la distanza tra veneti e siciliani è molto grande..e puoi trovare altri es in tutti i paesi del mondo..con la globalizzazione economica viene a mancare il collante nazionale dell’economia…se poi pensi al declino delle condizioni che permisero la creazione di grandi stati nazionali ( essenzialmente l’apertura dei mercati ) e l’emergere sempre più potente di localismi si può vedere che l’anello debole è proprio lo stato nazionale..ci sarebbero molte altre cose da dire ma superano la mia capacità di esposizione….confido nella tua voglia di comprendere e interpretare queste confuse considerazioni…saluti

21
21
28 Ottobre 2009 20:45

O… ricordarsi di non dimenticare di fare, senza tanto blaterare in uno sterile e inconcludente gioco d’interminabili specchi, di “ma” e di “se”, dove gli altri sono per forza i diversi da noi e devono o dovrebbero fare qualcosa? A proposito! Mai provato a guardarsi in uno specchio, trovandosene già uno di fronte e cercare immediatamente la visione della propria immagine di “sè”, la quale diventa però gradualmente sempre più difficile da individuare… e si fa piccola piccola sfuggente fino a diventare indeterminabile oltre la dimensione di un puntino-ino ino? Giocando o seriamente, sono certo che più d’uno tra i frequentatori di CDC lo ha sperimentato. Dato che l’azzardo di cercare la sorpresa insita nell’esperimento darà un risultato inevitabilmente unico, perchè commisurato all’osservatore, il risultato si può anche anticipare: ci si specchia letteralmente all’infinito, quasi… come certe figure geometriche – es. pentagoni – di qualche Pitagorico teorema, le quali si autoreplicano in se stesse senza tregua. Wow 😉 Nessun atto di fede, ai curiosi basterà provare per verificare di persona; ognuno poi ne trarrà la comprensione per la quale è predisposto alla raccolta, ognuno nella sua propria misura. Qualunque comprensione sopraggiungerà, essa sarà sempre dignitosa e da rispettare da parte… Leggi tutto »