DA NON DIMENTICARE. DA FARE

DA NON DIMENTICARE. DA FARE

DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

Le persone devono urgentemente imparare a tornare protagoniste sia dell'informazione che dell'azione civica, e non, anzi, mai seguaci o fans dei 'personaggi forti' che sanno, che possono, che contano. I 'personaggi forti' devono invece divenire 'piccoli' al servizio dei forti, che siete voi persone. Ecco i passaggi per arrivare a ciò:

Ogni volta che voi pubblico ascoltate o leggete il lavoro di chi vi informa, dovete imporvi di pensare che si tratta solo di fonti, non di oracoli, ma fonti da ascoltare a debita distanza, fra le tante altre fonti che ascolterete. Dovete arrivare al punto dove non esista più la relazione col giornalista 'personaggio/divo/esperto', che va visto sempre come un vostro consulente fra i tanti. Per far comprendere a chi legge quale dovrebbe essere l’atteggiamento esteriore e interiore di una cittadinanza sana nei confronti di chi li informa, chiuque egli/ella sia, vi chiedo di immaginare come il Consiglio di Amministrazione di un gigante industriale – per es. la Microsoft Corporation – si relaziona con un loro consulente. Lo convoca, gli dice senza troppe storie “Prego si faccia avanti, ci dica”, lo ascolta e poi “Bene, grazie, si accomodi”. Punto. E il consulente saluta e si mette da parte piccolo e secondario, per lasciare ai manager l’importante compito esecutivo. Ora, un pubblico di cittadini sani deve sentirsi esattamente come il management, cioè al centro del potere e delle decisioni, e deve ridurre gli odierni 'giornalisti/divi/esperti' al ruolo del consulente.



Oggi purtroppo accade l’esatto contrario: il 'giornalista/divo/esperto' troneggia, sentenzia, lancia diktat, e il pubblico piccolo piccolo lo adora, lo ammira, e, peggio, si raggruppa in fans club e ‘parrocchie’ dal seguito quasi sempre acritico. Ed è tristemente emblematico che l’immaginario colloquio che ho sopra descritto sia nella realtà di oggi esattamente il modo in cui, al termine della serata-dibattito con l’esperto/divo, viene invece accolto il pubblico quando chiede timidamente la parola: i 'personaggi' gli dicono “Prego si faccia avanti, chieda”, e poi “Bene, grazie, si accomodi”, cioè torni piccolo piccolo, marginale. I 'personaggi' troneggiano, firmano autografi, sono al centro. Voi ai margini. Assurdo, deleterio.

In questo modo la gente è solo sospinta a rimanere secondaria, cioè si annulla e non crescerà mai. La gente deve ripensarsi Consiglio di Amministrazione, e mettersi sempre al centro. (da L'Informazione è Noi)


Nell'azione civica/politica, per contrastare (se ancora sarà possibile) il Potere, ecco i passaggi:

- Studiarlo a fondo, per capire chi veramente è (non è la Casta, non è la mafia, non è la Chiesa), che storia ha avuto, fin dove è arrivato, con quali armi si muove, cosa sta pianificando per il futuro.

- Formarci in un esercito di attivisti di ampiezza nazionale. Mettere quindi da parte le differenze che separano i nostri gruppi che formano i Movimenti, cioè rinunciare ai nostri individualismi per un fronte comune, unico, compatto, disciplinato, implacabile di attivisti al lavoro ovunque, sempre, con linee guida universali, sempre le stesse e con metodi in perenne evoluzione.

- Capire che cosa, in questo periodo della Storia, innesca il cambiamento, quale vettore, quale tipo di interazione umana. Individuare queste chiavi di svolta con precisione, così come si isola una molecola benefica.

- Studiare di conseguenza una comunicazione immensamente abile per attirare l’attenzione del mondo della GENTE COMUNE.

- Studiare i metodi per rendere la comunicazione gradevole ma penetrante.

- Diffonderci nei LUOGHI DELLA GENTE COMUNE, implacabili, pazienti, tutto l’anno, per tentare di creare un consenso opposto a quello oggi dominante usando quei metodi attentamente studiati. Essere presenti in modo massiccio nelle scuole e università.

- Sopra ogni altra azione, ci deve essere il tentativo da parte degli attivisti di trovare l'ANTIDOTO alla paralisi della partecipazione dei cittadini alla polis. Se non sapremo sbloccare la cittadinanza paralizzata, inattiva, apatica di fronte a qualsiasi scandalo e persino orrore, abbiamo perso, perché quella paralisi è stata, è, e sarà l'arma finale del Potere.

- Essere molto ben finanziati, cioè cercare e ingaggiare sponsor ‘illuminati’ capaci di vedere il vantaggio di lungo termine di un mondo più giusto. Senza finanziamenti è inutile persino pensare al cambiamento.



- Sapere che è una strada in salita, poiché si tratta di invitare milioni di persone a scelte impopolari, a rinunce, a mutazioni di stili di vita, ma a saper vedere però la CONVENIENZA FINALE di un mondo più in equilibrio. Cioè dirgli: oggi il Sistema ti illude di guadagnare subito dieci ma non ti rendi conto che ti fa perdere mille; noi ti diciamo che ti conviene perdere oggi dieci ma guadagnare mille nel tuo futuro. Questa è la logica di ogni speranza.

Non c’è altra strada. Non c'è. (da High Octane Capitalism Ahead)

Paolo Barnard

Fonte: www.paolobarnard.info

Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=153

26.10.2009

Commenti (39)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 20 caricati
    1. 21 28 ottobre 2009

      O... ricordarsi di non dimenticare di fare, senza tanto blaterare in uno sterile e inconcludente gioco d'interminabili specchi, di "ma" e di "se",

      dove gli altri sono per forza i diversi da noi e devono o dovrebbero fare qualcosa?

      A proposito! Mai provato a guardarsi in uno specchio, trovandosene già uno di fronte e cercare immediatamente la visione della propria immagine di "sè",
      la quale diventa però gradualmente sempre più difficile da individuare... e si fa piccola piccola sfuggente fino a diventare indeterminabile oltre la dimensione di un puntino-ino ino?

      Giocando o seriamente, sono certo che più d'uno tra i frequentatori di CDC lo ha sperimentato.

      Dato che l'azzardo di cercare la sorpresa insita nell'esperimento darà un risultato inevitabilmente unico, perchè commisurato all'osservatore, il risultato si può anche anticipare:
      ci si specchia letteralmente all'infinito, quasi... come certe figure geometriche - es. pentagoni - di qualche Pitagorico teorema, le quali si autoreplicano in se stesse senza tregua. Wow ;)

      Nessun atto di fede, ai curiosi basterà provare per verificare di persona; ognuno poi ne trarrà la comprensione per la quale è predisposto alla raccolta, ognuno nella sua propria misura.

      Qualunque comprensione sopraggiungerà, essa sarà sempre dignitosa e da rispettare da parte di chiunque altro! Suvvia, sperimentate... altro che sostanze che alterano la percezione!

      Dopo un po' si rinuncia e si lascia perdere... anche se è gratis; il tutto richiede poco tempo e ne può proprio valere la pena. A scelta.

      Unica avvertenza, procedere alla verifica di quanto sopra in condizioni di accertata impossibilità per distrazioni improvvise e destabilizzanti.

      Resta da dire, che la banalità delle azioni richieste per la messa in opera della proposta è tale solo in apparenza e comunque, nulla di grave di per sè;
      volendo dare un'idea, ci si potrebbe ritrovare di soprassalto con un leggero batticuore, come quello che nasce da un risveglio improvviso la mattina, dopo un sonno profondo.

      Ok, quale soluzione o quali soluzioni per il protagonismo dell'informazione e dell'azione civica? Boh e chi lo sa!?! Chiunque è l'informazione e chiunque è pure la soluzione!
      Una soluzione o un'informazione uniche sono entrambe solo astrazioni da "sono l'unica via, passate di quà... questo è il pedaggio": altolà, chi va là... in quanti siete... (due)... un fiorino (ciao Massimo!)

      Il potere è o non è ovunque ci sia un essere vivente, che non sacrifica o regala la propria capacità d'essere, di decidere e il proprio diritto/dovere di agire?
      Basterebbe coltivare maggiormente se stessi e mandare molto più a quel paese ignavi, rammolliti e i soprattutto i personaggi che tutti incontriamo nella vita a vario titolo,
      quelli che probailmente mai e poi mai scelglieremmo d'incontrare, ma che sia a causa di noi stessi più o meno consapevoli, sia a causa degli eventi che volenti o nolenti ci includono nel loro svolgersi,
      sono i personaggi del teatro quotidiano che ci si parano davanti per meglio auto-comprendersi(ci) e per meglio comprendere insieme.

      Si dai, quei personaggi stile parassita sui generis, magari anche meschino-acqua cheta e di lingua biforcuti, quel tipo di persone che comprendiamo a pelle essere in siffatta maniera... mica per cattiveria, sia chiaro,
      che poi sono così solo per un accumulo insostenibile di zone d'ombra da comprendere, la mitica parte oscura alla guerre stellari, allontanata e rifiutata, perchè non la si ammette di nostra proprietà e competenza,
      ma che è invece sempre e solo negli/degli altri (vedi inizio commento).

      Tutti noi e a tutti i livelli ne incontriamo di suddetti individui (tra ambo o trimbo i sessi); di questi tempi poi... subito riconosciamo che si trovano dove stanno senza poggiare sul sostegno della forza originata dalle proprie ali;
      soggetti forti e potenti in apparente situazione di potere, ma tristemente deboli e plasmabili, scarsi o del tutto carenti dei proverbiali attributi di forma quadra, ebbene sì... senza i cosiddetti zebedei!

      Quelli che ti dicono: "lei non sa chi sono io"
      quelli che tu gli rispondi: "lei chi, se stiamo parlando noi due..."
      quelli che rilevi subito che non colgono l'ironia della replica e che allora tu dici: "va bene, in effetti ha ragione, dica pure, mi spieghi un po' con chi ho l'onore di poter conferire", al che vanno in tilt!
      quelli che la mamma o la morosa o la moglie gli dicono sempre: "sì bravo, hai ragione" che così la cresta si alza e il pollaio zittisce
      quelli che ti insegnano a comprendere come evitare di diventare insulsi, malgrado il loro deluso instillare invidia con frasi "eh, se continui così, non diventerai mai come me" (fiùuu, no!)
      quelli che la mediocrità della loro inettitudine ti fa sfiorare la pericolosa idea d'esser forse meglio di loro e presuntuosamente più meritevole
      quelli che tu spassionatamente e acritico gli riconosci d'averti aiutato ad accettare di poter anche deludere le altrui aspettative senza diventare un frustrato
      quelli che "... eh, se io fossi al tuo posto farei così e colà" (ciccio mio o ciccia mia, gli/le rispondi pure: eh certo, ma al posto mio tu non ci sei, che ci vuoi fare)
      quelli che... anche noi eravamo così prima di proseguire oltre il colmo autodeterminato da noi stessi per noi stessi (automanagement di moda) ;)

      E dunque?

      Diventiamo quello che ci aspettiamo dagli altri, diventiamo l'informazione anche per (f)urbi et gli orbi, per quelli che non possono o che non ne vogliono sapere,
      azioniamo ogni giorno l'azione civica come formiche instancabili. Tutto ciò può darsi che sia più che sufficiente.

      L'Umanità sta finalmente cambiando "i denti da latte". Nessun atto eclatante o risolutivo tout court, ma tanti piccoli e costanti gesti quotidiani, che diventano comportamenti contagiosi.Vettori di cambiamento.
      Ognuno esattamente nel luogo dove si trova e nella specifica situazione che vive. Difficile a volte, ma inevitabile; salvo desideri di paradisi al limite del nonsenso più inconcepibile,
      dato l'ardore d'esserci per stare e l'anelito costante di poter riuscire a fare per cambiare. Fiori di loto nella palude e arbusti che perforano l'asfalto per il preteso raggio di sole!

      Raggiunta la massa critica o il punto di non ritorno, i tanto temuti poteri realizzeranno il vero significato dello status di minoranza schiacciante in cui si troveranno ancora una volta,
      un fuorviante e ingannevole status, quasi identico al precedente, solo che però d'una connotazione completamente diversa, che agevolerà la riduzione dell'arroganza supponente o finta compassionevole. No doubts!

      Sai cos'è forse? E' che quasi tutti i cosiddetti (ahaah ah... ma guarda, come gli zebedei di qualche riga fa...) poteri si sono premurati di ricordarci chi è colui che fa le pentole, ma hanno tralasciato di considerare
      o non si sono mai curati di verificare e di informarci su chi facesse poi i coperchi!

      Hai voglia che si fregheranno le mani di nuovo sottolineando il gesto con un bel "siamo in una botte di ferro, tranquilli, tranquilli, che gli zotici li gestiamo come al solito". Illusi! Tutti? Mhmmm...

      La realtà dei nostri tempi è quella di sempre, piaccia o no essa è tuttora e parecchio maiala e perciò la si usa ancora tutta... senza buttare niente,
      però la maialità contemporanea... non è che piaccia molto a tutti e a tutte le culture presenti sul pianeta..., ma questo punto => ., sarebbe un'altra specchiata, ehm... un'altra questione :)

      Ciao ciao ;)

    1. redme 28 ottobre 2009

      scusa il ritardo..intendo dire che la fase dei nazionalismi o nazionalità intesa come identita culturale volge al termine...penso sia impossibile riproporre una economia su base nazionale...penso che le identita siano meglio rappresentate su territorialità piu coese culturalmente, effettivamente la distanza tra veneti e siciliani è molto grande..e puoi trovare altri es in tutti i paesi del mondo..con la globalizzazione economica viene a mancare il collante nazionale dell'economia...se poi pensi al declino delle condizioni che permisero la creazione di grandi stati nazionali ( essenzialmente l'apertura dei mercati ) e l'emergere sempre più potente di localismi si può vedere che l'anello debole è proprio lo stato nazionale..ci sarebbero molte altre cose da dire ma superano la mia capacità di esposizione....confido nella tua voglia di comprendere e interpretare queste confuse considerazioni...saluti

    1. fm 27 ottobre 2009

      Grazie per il link Mikaela. Non avevo letto questo scritto di B.

      Ho letto ed effettivamente ci sono alcune risposte. Sicuramente e` uno scritto che motiva in maniera piu` esaustiva il pensiero di Barnard rispetto all'articoletto apparso su CDC.

      Trovo che molte cose dette in quel documento siano pura utopia... Ma forse questo e` il riflesso della paura e della "paralisi" che, nonostante certe prese di coscienza, continuano a resistere forti in me.

      Sarebbe interessante sapere se ci sono gia` gruppi di persone che stanno "studiando" queste nuove "arti per comunicare", dove si incontranto (anche su internet) e dove discutono delle loro esperienze/progressi/fallimenti. Se Barnard ne ha notizia magari potrebbe far circolare l'informazione.

      Magari questo potrebbe dare un maggior senso di concretezza a cio` che e` scritto.

      Nota a margine : non credo, comunque, che molte delle cose scritte da Barnard siano fattibili, tipo il calcolo del "prezzo da pagare".

      Mi piace il finale "l’essere umano libero dalla paura, dall’insicurezza e dalla disistima di sé perché capace di pensare liberamente, non può che propendere verso i valori della pace, dell’amore, del rispetto, dell’ascolto reciproco, e di una maggiore qualità umana nell’esistenza".

      Purtroppo credo che la premessa sia falsa perche` un essere umano non potra` mai essere "libero dalla paura, dall’insicurezza e dalla disistima di sé" anche se capace di pensare liberamente. Anzi probabilmente queste caratteristiche sono incrementate dal libero pensiero.

      Per concludere, sono un po' piu` convinto rispetto al mio messaggio originale ed e` gia` qualcosa! :)

      Grazie ancora.

      F.

    1. bardo 27 ottobre 2009

      Il potere visibile è insufflato da un'autorità invisibile, e combattere il potere visibile, non so cosa possa produrre, sinceramente. Forse produce il fatto che chi contesta il potere, diventa il nuovo potere. Per la gioia infinita e la vittoria sempiterna della Autorità...

      La mia chiacchierata con te vorrebbe essere molto più articolata, propositiva, affettuosa e interessata, sì interessata nella comprensione reciproca. Ma la first reality non so più dove sia.

      Organizziamo un convegno, un simposio, una vacanza al mare. Guardiamoci in faccia. Diamoci il tempo e lo spazio per cercare le nostre parole. Il web è il regno dell'intelligena artificiale, e lo sarà sempre più... Parliamo del potere, buttiamo dentro tutti i livelli in cui esso si struttura. Io condivido assolutamente la descrizione che hai dato nel pezzo recente, sulla vittoria della strategia trentennale delle destre economiche finanziarie e mediatiche, al punto che nel mio minuscolo blog, proprio ieri, penso che senza volerlo ho descritto la stessa cosa, con lo stesso umore e visione.

      Ma il discorso chiaramente non si ferma lì. E parimenti, la risposta all'esodo delle menti non può essere solo un controesodo delle menti. Ci vuole qualcosa di più.

    1. stefanodandrea 27 ottobre 2009

      Caro redme,

      non ho capito, dico sul serio - apprezzo sempre i tuoi interventi -, la chiosa "purtroppo la storia nela ns concezione...". Puoi essere più chiaro?

    1. redme 27 ottobre 2009

      lo scrittore R.Musil di professione maestro elementare rispose a chi chiedeva cosa ne pensasse del nazionalismo rispose : "è un concetto molto semplice da spiegare ai bambini"...purtroppo la storia nella ns concezione occidentale è lineare...e và in un solo verso ...saluti

    1. stefanodandrea 27 ottobre 2009

      Condivido il tuo punto di vista.

      Preciso soltanto che, a mio avviso, la classe lavoratrice è composta anche dai lavoratori autonomi e più in generale da tutti coloro che hanno interesse a valorizzare il lavoro contro il capitale, soprattutto se messo a rendita.

      Una seconda precisazione: se non si è in modo assoluto contro il capitale, si potrà forse trovare un sostegno nel capitale nazionale, che ha interesse a mercati nazionali e non internazionali; che ha interesse a far confluire il risparmio nelle imprese italiane che danno lavoro agli italiani. A questo capitale si dovrebbe proporre il limite di non dislocare la produzione e promettere aiuti di stato. Ciò significa essere antieuropeisti e coraggiosi fino all'autarchia. Il medesimo discorso vale a maggior ragione per il capitale che investe in mercati locali e che dovremmo difendere dai giganti. Se vuoi il manifesto programmatico lo trovi su www.appelloalpopolo.it

      Ciao

    1. redme 27 ottobre 2009

      concordo....e poi, anche se sembra cinico, " è sempre una minoranza che porta avanti un processo rivoluzionario" Lenin......saluti

    1. vic 27 ottobre 2009

      Oggi c'e' un bel sole ed eccoci sul passo del Gran San Barnardo. A noi interessa intervistare i famosi cani che vivono vicino all'ospizio. Son fatti apposta per soccorrere chi e' finito male. E cosa non trascurabile, vi offrono sempre un cicchetto di grappa nostrana o rhum. Nella variante scozzese vi offrono del whisky di puro malto.

      V: Vieni qui, da bravo, ho un bel biscotto per te.
      San Barnardo: Bau bau.
      V: (Pac, pac). Ti vedo in forma e ben nutrito. Dimmi dell'inverno, sara' caldo o freddo?
      S. Bar: Caldo, bau bau.
      V: Allora andiamo al mare!
      S. Bar: Bau. No no, io preferisco la montagna. Al mare sudo troppo e l'acqua e' troppo salata. Bau.
      V: Come mai preferisci la montagna? Dal mare arrivi in tutto il mondo!
      S. Bar: Anche dalla montagna si arriva in tutto il mondo. Bau, un altro biscotto please.
      V: Prendilo al volo, e' un biscotto fatto in casa, sarebbe da consumare il giorno dei morti. Succhialo prima di morderlo senno' ti spacchi i denti.
      S. Bar: Crac crac. Buono mi piacciono i biscotti "osdamort", cosi' tetri ma gustosi.
      V: Bevici dietro un goccino del tuo liquido da pronto soccorso.
      S. Bar: Non posso, bau. E' per i miei poveri clienti, quelli semimorti dal freddo sotto la neve.
      V: E come li trovi? Chissa' quanto sono rari dei clienti cosi'!
      S. Bar: Ho buon fiuto, bau. E poi so scavare come un ossesso. Scavo e scavo finche' lo trovo, il povero semiassiderato. Di solito ha uno sguardo un po' ebete, bau. Ma poi io so come fare per rinvigorirlo.
      V: La grappa!
      S. Bar: Indovinato. Bau bau.

      Dal solatio passo, salute, ripasso la linea a voi del piano.

    1. Eracle 27 ottobre 2009

      L'ho letto, e le risposte che ho trovato non fanno altro che avvalorare quanto ho scritto.

      Bisogna studuare e capire come il "nemico" ci ha condotti lentamente ma inesorabilmente al punto in cui ci troviamo oggi.
      Gestire il cambiamento a partire da piccole cose.
      Fare nostri questi metodi e utilizzarli.

      Trovare un fronte comune su cui agire, che non può essere che la condivisione di alcuni valori universali.

      Per il resto, ho trovato molta teoria e sensazioni, ma poco di concreto che possa dare il via a partire da un piccolo gruppo come quello che legge questo forum.

      Se si continua a parlare, a furia di belle parole, fra 20 anni saremo ancora quì a parlare. Bisogna rendersi conto che occorre agire da subito con ciò che abbiamo a disposizione, non con ciò che potremmo avere a disposizione.

      In ogni caso credo che sia una battaglia persa in partenza.
      Le nostre menti sono state contaminate talmente in profondità che ormai siamo incapaci di iniziare qualsiasi tipo di ribellione, se non ha parole altisonanti ricche di troppe sfumature.

      Vuole un esempio di come si dovrebbe lavorare?
      Si legga i "Protocolli dei Savi Anziani di Sion".
      Quel piano, vero o falso che sia, è di una lucidità ed efficacia micidiale.
      Semplice e coerente.
      Senza sfumature.
      Ogni passo è comprensibile anche da un bambino.

    1. Tetris1917 27 ottobre 2009

      Ti ringrazio della risposta.

      Ma questo che proponi mi lascia perplesso. Dovremmo chiedere a chi sostanzialmente ha capitali, presumibilmente capitalista, di metterli a disposizione per contrastare e moderare il loro strapotere, come dici "per un mondo meno ingiusto". Stranamente sono gli stessi principi, almeno di facciata, adottati da Beppe Grillo e Company. Secondo me, il potere l'ha studiato in lungo e in largo, 150 anni addietro Karl Marx, e poi con successo Lenin. Posso sembrare vecchio, ma penso che il potere non lo si mitiga, perche' esso si riprende subito il terreno perso. Il problema per me fondamentale, e' la mancanza di:

      1) Un gruppo di intellettuali che abbiano dei sinceri obiettivi di rivoluzionare il sistema

      2) Un partito in grado di dirigere questo stravolgimento.

      3) La classe lavoratrice pronta a recepire e fare sua questi dettami.



      Con affetto.

      P.S sul sito di Beppe Grillo, sei stato "taggato" sulla tua disamina del trattato di Lisbona.

    1. FeraLupus 27 ottobre 2009

      Bello... che roba è?

      Nell'azione civica/politica, per contrastare (se ancora sarà possibile) il Potere, ecco i passaggi:
      Su quali testi si studia il Potere e la sua storia?
      Chi dovrebbe finanziare la rivoluzione? e chi sarebbero 'sti illuminati??

      A me sembra che l'autore si sia creato un mondo virtuale tutto ordinato, in bianco e nero, con i buoni e i cattivi... forse non conosce molto bene il mondo reale e la sua storia o volutamente lo ignora.

    1. mikaela 26 ottobre 2009

      http://www.paolobarnard.info/mondo_doc.php
      Si è già detto che il Neoliberismo, con il suo bagaglio di distruzioni umane, ambientali, e militari, e con i suoi portabandiera come il FMI o il WTO, ci è stato letteralmente imposto (e sovente da noi ben accolto) da fondazioni e lobbies. Esse hanno stanziato migliaia di miliardi con cui si sono letteralmente comprate il consenso nelle sfere politiche di tutto il mondo, con cui hanno allevato schiere di economisti che hanno piazzato nei posti chiave del potere accademico o politico, lanciando così una inarrestabile globalizzazione dei mercati con tanto di regole ferree che la cementano nelle nostre vite, regole volute da loro, addirittura a volte scritte da loro, e il cui strascico si chiama povertà, devastazione ambientale e talvolta guerre. (14) (15) Queste lobbies e fondazioni, che sovrastano persino i nostri governi, hanno nomi precisi: Trans Atlantic Buisness Dialogue (TABD) - European Services Leaders Group (ESLG) – International Chamber of Commerce (ICC) – Investment Network (IN) – European Roundtable of Industrialists (ERT) – Liberalization of Trade in Servicies (LOTIS) - American Enterprise Institute – Philip Morris Institute – European Policy Center – The Cato Institute – The Heritage Foundation e altri. Ma chi sono esattamente? Non sono altro che raggruppamenti di grandi industrie occidentali o dei loro ideologhi, che noi serenamente foraggiamo con i nostri consumi ogni giorno. Ed è qui il punto: i miliardi con cui queste lobbies si sono impadronite del mondo politico, economico e accademico vengono direttamente dalle nostre borse della spesa. E dunque esiste veramente un filo diretto che lega lo zucchero che noi mettiamo nel caffè e la spietata globalizzazione neoliberista del WTO. Esiste perché Eridania (il gigante italiano dello zucchero) è membro dell’Investment Network, la potente lobby che si riunisce direttamente dentro il palazzo della Commissione Europea a Bruxelles, e che consegna alla Commissione i diktat che essa porterà al tavolo del WTO. Lo stesso filo c’è se acquistiamo una Panda. Infatti Fiat e Pirelli sono membri dell’Investment Network e dell’European Roundtable of Industrialists. E se mangiamo pasta? Se facciamo foto? Se compriamo i cotton fioc? Se ci squilla il telefonino? Se andiamo al cinema? Se facciamo fotocopie o accendiamo il computer? Ancora peggio, poiché Barilla, Canon e Kodak, Johnson & Johnson, Motorola, Ericsson e Nokia, Time Warner, Rank Xerox e Microsoft sono tutti membri dell’International Chamber of Commerce, che è oggi la più potente lobby del mondo, quella che per esempio chiese nero su bianco al Cancelliere tedesco Schroder un attacco frontale agli Accordi Multilaterali sull’Ambiente e alla etichettatura ecologica dei cibi. E se voliamo verso le nostre ferie in Grecia? E se sverniciamo le nostre persiane? E lo yogurt, la lavastoviglie, la passione per la Ferrari, Internet, la birra con gli amici, il Viagra e tutti i farmaci più importanti? Siamo daccapo: Boeing (che fa anche armi), Dow Chemicals, Danone, Candy, Shell, Microsoft, Hewlett Packard, IBM, Carlsberg, Glaxo, Bayer, Hoffman La Roche, Pfizer, Merck sono tutti in prima fila nel Trans Atlantic Buisness Dialogue, nel European Services Leaders Group e nella International Chamber of Commerce. Il TABD compila liste di ‘desiderata’ che pretende siano inserite nelle regole di globalizzazione del WTO; è di fatto l’autore di alcune di quelle regole ultra neoliberiste contro cui noi scendiamo in piazza. (16) Val la pena che qui mi ripeta: noi scendiamo in strada a contestare il mondo che hanno creato, mentre finanziamo quel mondo e le sue spietate regole col nostro stile di vita. E allora non è forse futile e contraddittorio chiedere giustizia globale puntando il dito contro i palazzi del potere e non contro noi stessi? Ecco perché a Genova la strategia vincente sarebbe stata quella di voltare le spalle al G8 dei capi di Stato e di rivolgersi al G8 vero, quello della gente, andando per le strade d’Italia, nelle scuole, negli ipermercati, nei parchi, nelle stazioni ferroviarie a creare consenso.

    1. mikaela 26 ottobre 2009

      In questo link
      http://www.paolobarnard.info/mondo_doc.php
      ci sono tutte le risposte a questo suo commento.

    1. dydawv 26 ottobre 2009

      Non c'è nulla da cambiare se non il proprio punto di vista!
      L'unico cambiamento da attuare per una società migliore parte sempre e solo da sé stessi: se non evolviamo come esseri umani con il fine di costruire una società meno materialista e più spirituale non cambierà mai nulla perché saremo sempre facilmente vittime dei condizionamenti (potere, pornografia, droghe,televisione, cultura, denaro, religioni etc) che si nutrono della nostra non consapevolezza. Nessun reale cambiamento passa dall'imposizione di qualsivoglia ideologia, bisogna imparare a non delegare a nessun guru la soluzione dei propri problemi -che poi sono gli stessi di tutti gli altri- ma cominciare a capire non solo con la mente razionale ma anche e soprattutto con il cuore per poi agire, praticando delle cose che tolgano soldi, e quindi potere, a chi vuole fare esclusivamente profitto speculando sula nostra vita. Ovviamente l'Informazione la trovo sul Web ma soprattutto boicotto il sistema per cui mangio in modo alternativo (cibi naturali e/o biologici regionali, macrobiotica,prodotti del contadino) e allo stesso tempo mi curo senza usare farmaci chimici (omeopatia, shiatsu, osteopatia etc),pratico tai chi chuan, guardo il meno possibile la televisione, mi muovo il più possibile in modo alternativo (bicicletta e mezzi pubblici).Spendo i miei soldi,il mio tempo,la mia vita per costruire un mondo più sostenibile,equo e solidale basato sull'amore e la condivisione con la consapevolezza che la vita è una continua ricerca giacché tutto è in perenne cambiamento. Ciao e grazie!
      Fabrizio

    1. BarnardP 26 ottobre 2009

      Studiare il Potere non può che portare a una unica analisi, semplicemente perché il Potere è riconoscibilissimo, e non ci si può sbagliare. Per la seconda parte leggi il mio commento del post precedente al tuo. Ciao B.

    1. BarnardP 26 ottobre 2009

      Se uno studia la macchina del Potere, si rende conto che contrastarlo con i mezzi impiegati dagli antagonisti odierni è risibile; è letteralmente come grattare con l'unghia la fiancata di una portaerei nucleare credendo di affondarla. La macchina da contruire per contrastare il Potere deve essere potente e senza finanziamenti non può esistere. Cioè: stipendi per gli tutti attivisti, luoghi di lavoro, tecnologia, mezzi mediatici, pubblicitari, innovazione e studio continui, presenze nei luoghi dei convgni del Potere, ecc. Gli sponsor possono essere sia un azionariato popolare, sia imprenditori convinti del guadagno finale di un mondo meno ingiusto, che offrano fondi senza alcun vincolo. Ci sono, li ho incontrati, sono già convinti, vanno coltivati. Ciao B.

    1. mikaela 26 ottobre 2009

      Legga cosa c'e' scritto in questo lavoro di Barnard e trovi la sua risposta.
      http://www.paolobarnard.info/mondo_doc.php

    1. fm 26 ottobre 2009

      Questo post mi ha lasciato un po' con l'amaro in bocca... Praticamente non dice niente fingendo di dire tutto.

      1) Manca una spiegazione concreta degli obiettivi. Ok, il fine e` contrastare il potere, ma concretamente questa cosa non vuol dire niente. Primo perche` il potere e` definito al negativo (non e` questo, non e` quello, non e` quell'altro...), secondo perche` anche partendo dalle cose scritte nel precedente (ottimo) articolo, non e` chiaro cosa OGGI ci si trovi davanti. In realta` dal mio punto di vista il potere sono le corporation e la conseguente societa` dei consumi. Non capisco se anche Barnard condivide questa visione perche` non taglia corto dicendo che bisogna contrastare le corporation, o chi per loro, invece di girarci intorno

      2) La lista della spesa e` troppo ambiziosa... Si parla di studiare e di imparare tecniche senza pero` avere dei maestri di cui fidarsi "ciecamente". Praticamente si immagina che il Sig. Rossi possa diventare un guru politico attraverso lo studio critico e la valutazione personale di fatti in contesti di cui non ha mai sentito parlare. Credo sia abbastanza irragionevole pensare che un grande numero di persone (abbastanza per avere un impatto) abbia tali qualita` di analisi e sintesi.

      3) Manca una stima concreta sui tempi e sulle quantita`... L'ultimo punto propone di convincere alle persone di rinunciare a dieci oggi per ottenere mille in un futuro. Quando? 5, 10, 100 anni? E dieci/mille cosa?

      Il problema di quest'approccio e` che e` un po' dogmatico. Si propone di porsi come guru (praticamente si chiede di convincere le persone sulla parola) dicendo alle stesse di non avere guru. Inoltre si vuole introdurre nel circolo il denaro dei (molti) finanziamenti che, come e` ben immaginabile, corromperebbe qualsiasi tentativo di organizzazione alla velocita` della luce. A prescindere dalla "illuminatezza" degli sponsor e degli attivisti. Inoltre sponsor e` una parola scelta in modo pessimo visto che rimanda a quelle corporation citate prima...

      Credo che la sola buona proposta sia quella dove si dice di diffondersi nei luoghi della gente comune e parlare. Ma, a mio avviso, senza usare i metodi attentamente studiati (quali metodi? studiati dove? appresi da chi?) ma semplicemente presentando il nostro pensiero e la nostra esperienza.

      Qui la situazione e` tragica. Io credo che nessuno di noi riuscira` a "guadagnare quel mille" rinunciando a 10 oggi. Perche` penso che la nostra generazione sara` morta e sepolta quando un cambiamento avverra`. Probabilmente quel "mille" e` la gratificazione che possiamo ricavare oggi stesso nell'essere convinti di stare facendo qualcosa di giusto.

      Bisogna, quindi, mettersi nell'ottica di rinunciare a moltissimo solamente per il bene comune e con la prospettiva di non poterne cogliere i frutti. Questo e` qualcosa che io trovo accettabile e, per certi versi, anche necessario.

      Piuttosto che cercare di costruire un esercito di attivisti iper formati nelle buone (quali?) strategie di comunicazione adotterei un approccio piu` semplice basato su un paradigma biologico.

      Partirei dall'aforisma attribuito a Gandhi : "Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo", e spererei che la comunicazione e l'azione individuale possa "contagiare" come un virus la maggior parte delle persone.

      Io, ad esempio, agisco per quanto mi e` possibile in questo modo. Mi troverei in difficolta` a seguire il metodo Barnard. Anzi, leggerlo mi fa aumentare il senso di impotenza e la frustrazione. Senza contare il fatto che mi sembra uno scritto tirato fuori da un manuale di marketing (orrore)

      fm

    1. 1sasso 26 ottobre 2009

      Che nome darebbe Barnard a ciò che vuole fare?

Visualizzati 20 di 39 commenti approvati.