CRESCITA, UN 'ILLUSIONE NEFASTA

CRESCITA, UN 'ILLUSIONE NEFASTA

DI MAURIZIO PALLANTE

lastampa.it

Caro Direttore, sintetizzando le riflessioni svolte da Guido Ceronetti sulla decrescita nell’articolo pubblicato su La Stampa il 19 agosto, Irene Tinagli ritiene di aver letto che per realizzare questa prospettiva «molto affascinante e per certi versi romantica», bisognerebbe «separare i bisogni essenziali da quelli che non lo sono e i beni prodotti per soddisfare bisogni reali da quelli fatti solo per generare profitto, ovvero i “commerci”».Ma questa distinzione «non è così netta come si possa pensare (senza contare l’inquietante scenario in cui qualcuno decide cosa è essenziale per la gente e cosa non lo è)». Poiché le riflessioni sulla decrescita espresse da Ceronetti sono nate da lunghe conversazioni con me, posso rassicurarla che non abbiamo mai teorizzato le cose che lei scrive.



Il cibo che si butta soddisfa bisogni essenziali o superflui? Secondo una notizia pubblicata dall’Ansa il 23 agosto le famiglie americane ne buttano via annualmente circa il 40 per cento. Per non parlare di quello che si spreca prima di arrivare nelle loro case. In Italia il cibo che finisce nei rifiuti ha un valore pari al 2 per cento del Pil. Se tornassimo a essere saggi e non ne buttassimo più, non diventeremmo più poveri, il Pil decrescerebbe e diminuirebbero i rifiuti. L’energia che si consuma nelle nostre case è il triplo di quella che si consuma nelle peggiori case tedesche, il decuplo di quella che si consuma nelle migliori. L’energia che si spreca in una casa mal costruita e mal coibentata soddisfa un bisogno essenziale o superfluo? Se ristrutturassimo le nostre case riducendo le dispersioni termiche, spenderemmo di meno per avere un migliore comfort e ridurremmo le emissioni di anidride carbonica. Saremmo più poveri? Ne deriverebbe un peggioramento o un miglioramento delle nostre vite?



La distinzione di cui parlava Ceronetti è tra il concetto di merci: oggetti che si scambiano con denaro, e il concetto di beni: oggetti che rispondono a un bisogno o soddisfano un desiderio, anche superfluo, dipende dai gusti. I due concetti non sono coestensivi. Ci sono merci che non sono beni, si pagano ma non rispondono né a bisogni né a desideri: il cibo che si butta, l’energia che si spreca (a proposito, lo sa che è almeno il 70 per cento di tutta quella che utilizziamo?). Ci sono beni che si possono ottenere solo sotto forma di merci: quelli a tecnologia evoluta: il computer, la risonanza magnetica, o che richiedono capacità artigianali specializzate. Ci sono beni che si possono più vantaggiosamente autoprodurre anziché comprarli sotto forma di merci: molti prodotti alimentari: costano di meno, sono più freschi, non fanno consumare energia per il trasporto, non hanno imballaggi. E ci sono beni che non si possono ottenere sotto forma di merci: i beni relazionali (quanto tempo si sottrae agli affetti per dedicarlo alla produzione di oggetti inutili o addirittura dannosi?).



La decrescita si realizza riducendo la produzione e il consumo di merci che non sono beni e aumentando la produzione e l’uso di beni che non sono merci. Niente a che fare con le rinunce e il pauperismo. La prima strada richiede l’uso di tecnologie più evolute: per fare una casa che non spreca energia ci vogliono tecnologie più avanzate di quelle che occorrono per fare una casa dissipativa. Queste tecnologie, finalizzate a ridurre il consumo di risorse a parità di prodotto e a recuperare tutte le materie prime contenute negli oggetti dismessi, sono le uniche in grado di creare occupazione nei Paesi industrializzati. Non un’occupazione purchessia, ma un’occupazione utile che, inoltre, paga da sé i suoi costi perché ammortizza le spese d’investimento con i risparmi sui costi di gestione che consente di ottenere. E quindi non fa crescere i debiti pubblici. La seconda strada richiede il recupero di capacità manuali che ci rendono meno dipendenti dal mercato per soddisfare tutte le nostre esigenze vitali, e la riscoperta dell’importanza di relazioni umane significative e collaborative. Le due caratteristiche in cui si realizzano le qualità migliori della nostra specie.



Maurizio Pallante (Fondatore del Movimento per la Decrescita Felice)

Fonte: www.lastampa.it/

Link: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=10467

28.08.2012

Commenti (60)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. Jor-el 30 agosto 2012

      Un classico. Forse il miglior intervento di Paolo Barnard.

    1. Primadellesabbie 30 agosto 2012

      Affascinante, incantevole. Non si potrebbe aprirlo per vedere come é fatto dentro?

    1. Marcusdardi 30 agosto 2012

      Caro Maurizio io ci ho fatto sopra una canzoncina sulla decrescita felice:

      www.youtube.com/watch?v=0_YGgG0JK4E

      comunque per me la decrescita significa ridurre gli sprechi, gli squilibri di un capitalismo da rapina, consumare in modo corretto etico e non sprecone...poi certo la tecnologia ci deve aiutare a vivere meglio e la ricerca va incentivata decrescere non è smettere di innovarsi....
      Ultima cosa il tempo libero delle persone va aumentato e la piena e sana occupazione va garantita per legge, anche con un reddito di cittadinanza.

    1. Georgejefferson 30 agosto 2012

      Il mercantilismo come visione mondo trae origini dalla legittimazione morale della legge del piu forte.I grandi industriali non ignoranti sanno benissimo che la compressione volontaria della domanda interna genera calo di ordini a livello aggregato,per ovvieta,gli ordini e commesse dipendono dal consumo della moltitudine,in maggioranza fatta da operai,impiegati...e non dai ricchi veri,che sono esigua minoranza al confronto...in questa imposta situazione sono obbligati al mercantilismo,alla ricerca di "mercati esteri"e se li trovano,allora la domanda interna passa in secondo piano e volentieri abbassano stipendi e diritti ben consci del fatto che tale domanda interna non serve piu.Va da se che diventa una guerra mondiale di commerci e una guerra al ribasso come qualita di vita dei lavoratori,e'la sintesi moderna della legge del piu forte perche se vendi 3 all'estero comprando 2...hai bisogno del paese che vende 2 e compra 3,e se tutti attuano il mercantilismo moderno,vince il piu forte a delocalizzare in terra di schiavi,e a sopprimere la propria domanda interna.E'la vittoria dei rentier

    1. Earth 30 agosto 2012


      La crescita infinita e' facilmente possibile, SE SI UTILIZZANO LE TECNOLOGIE ALL'AVANGUARDIA.

      Siamo nel 2012 e UTILIZZIAMO LA TECNOLOGIA DEL 1960 in tutte le aree importanti della societa', basta pensare all'energia elettrica ricavata dai combustibili fossili, e' ovvio che con una tecnologia cosi' datata si va verso la catastrofe. Utilizzereste mai per andare su internet un computer del 1995? No? E allora perche' accetti l'uso delle tecnologie datate per le cose che sono estremamente importanti?
      Ma la cosa ancora peggiore e' che al posto di arrabbiarvi e volere le tecnologie che risolvono questi problemi (CHE ESISTONO GIA', ma loro non le vogliono tirare fuori, anzi le tengono ben nascoste) il comportamento che regna e' il masochismo attraverso una mentalita' da schiavo che acclama la decrescita (taglio dei comfort).

      Hanno fatto un lavoro semplicemente perfetto. Hanno dirottato le menti degli onesti che vogliono qualcosa di piu' in uomini che lottano per avere qualcosa di meno. Bisognerebbe attribuire un nuovo vocabolo a questo tipo di personalita', perche' uno schiavo spera sempre di avere qualcosa di piu', qua si lotta per avere di meno, lo schiavo perfetto mi vien da pensare, l'uomo libero che lotta per diventare schiavo. Questa e' davvero la fine. Questo procedimento sara' inarrestabile, oramai lo avete accettato come cosa bella, quando invece e' la pistola alla tempia per i diritti all'essere umano. Tanto di cappello alle think tank, il traguardo che stanno raggiungendo e' semplicemente superlativo.

    1. Primadellesabbie 30 agosto 2012

      Studi scientifici ce ne sono a milioni e probabilmente su tutto. Gli studi seri sono purtroppo molto rari e quasi mai scientifici. Riguardo al passato disponiamo di molto materiale che é, ahinoi, quasi inutile se ci ostiniamo a sovrapporvi la nostra esperienza del mondo presente. Non capisco la ragione di "onnipresente". Il concetto di "ipotesi più o meno credibili" é fumoso e alquanto arbitrario, chiedere poi altri di adeguarvisi... . L'idea di invitare all' "umiltà di approccio" non ha bisogno di commenti, tutta la discussione mi sembra abbastanza piana e alla portata di tutti. Quanto "ai sognatori" non potrei farne a meno, spostano i confini della realtà e, al tempo stesso, la delimitano. Fanno sospettare possibile l'impossibile. Consentono di sopportare la disperazione. Attenti, peró, a non confonderli con gli inventori di fanfaluche o di inutili e viziose fantasie.

    1. Mondart 30 agosto 2012

      PS: comunque le motivazioni sono molteplici, non solo lo sfruttamento parassitario dell' èlite ( che comunque SI ALLARGA -non restringe- man mano che il disegno procede, in quanto ingloba nel "comune interesse èlitario" le èlites sottoposte: questa è stata la sua grande forza dal settecento in sù ).


      Ora: se, poniamo 5 grossi monopoli, Monsanto in testa, già controllano l' intero mercato dei cereali, ( le 5 sorelle ), poichè tale mercato non è più "espansibile" è ovvio che il sorgere di un "sesto pretendente", come il sospingere ancora ijn tale direzione, creebbe quegli attriti "interni" ai dominanti, fin qui tanto bravi nel loro progetto di unificazione: ecco che si crea l' esigenza di un' altra "area di espansione", garantita appunto da energia e servizi.

      Poi c'è il fine politico, e se vogliamo ideologico, ossia l' ingegnerizzazione sociale ed il "progresso" che, nel bene e nel male, ha sempre accompagnato l' espansione della classe mercantile egemone, e che non a caso viene "implementato" proprio ad ogni "passaggio ciclico": la società attuale non è pià quella del 700, nè quella della rivoluzione industriale, proprio perchè "evolve" parallelamente al moto "a spirale" dei cicli storico-economici, che sono contemporaneamente "circolari" per perpetuare il sistema di dominio, e "rettilinei" per inserire quel processo di ingegneria sociale e politica che si inquadra nel disegno più complessivo, quello originario massonico, di arrivare ( attraverso vari cicli storici e vari espedienti socio-politici ) ad una concertazione a livello globale.

      Idea in sè neanche del tutto peregrina; come sempre bisogna vedere come verrà applicata ( per l' èlite essa ha sempre costituito, a tutti gli effetti, un enorme volano di potere ed effettivo progresso, anche "democratico", se lo vediamo dal loro punto di vista ) ... poi la "base sacrificabile" non è finora contemplata nel disegno, se non come "il propellente consumabile" attraverso cui far procedere l' intera "macchina-sistema".

      Non a caso il grosso interrogativo del progetto è la sua escatologia: se verso una "nemesi storica" o verso una dittatura globale. Ma questo lo sanno solo gli "Architetti" del progetto medesimo.

    1. Mondart 29 agosto 2012

      Vedi sotto.

    1. Mondart 29 agosto 2012

      No, non penso che "abrogheranno" quanto già acquisito in termini di grandi monopoli ecc ... ma che non proseguiranno in questa direzione, anche perchè, se quello che penso sarà una "svolta argentina", un minimo di economia reale dovrà pur essere lasciata "alla ciurma" per consentire una, anche minimale, ripresa economica ... altrimenti il sistema per primo non può stare su.

      L' economia minimale, gli stati minimali, la concertazione sovranazionale impediranno comunque la scalata al potere di eventuali fazioni che potrebbero coalizzarsi attorno a grandi interessi: è QUESTO il fine politico, per il quale si sta ridisegnando il mondo, dell' èlite globalista.

      Il "grosso" sfruttamento futuro sarà invece a lei garantito dal controllo delle energie: non penso, a questo riguardo, che le attuali estese siccità, le attuali devastazioni climatiche siano del tutto naturali ... e poi: "sicurezza", "ecologico", "sanità", "carceri", insomma tutto quanto fa spettacolo.

      Staremo a vedere fin dove si spingerà la loro ingordigia, e quale fascia "borderline" ci sarà lasciata per vivere.

    1. Georgejefferson 29 agosto 2012

      Studi seri e scientifici ce n'e' per tutto e il suo contrario,bisognerebbe essere nel passato ed onnipresente per avere certezze...oppure avere un approccio un po umile e parlare di ipotesi,piu o meno credibili,cosi,tanto per non livellarsi ai "sognatori"

    1. Primadellesabbie 29 agosto 2012

      Non vorrei fosse sfuggita l'affermazione a metá dell'intervento di GioCo (01:44:42) in cui accenna a certe potenti organizzazioni segrete. Qui la fonte é una ricerca di un ex dell'M16 ma ci sono tracce ed indicazioni in quel senso da studi sul Medio Evo, ed altre, la cui serietà é fuori discussione. Fino ad un certo momento furono le organizzazioni di mestiere (osservate i quadri olandesi!) a regolare queste cose poi, con l'egalité, si cambió stile e metodi. É anche a questo che mi riferisco quando sostengo che il preteso liberismo non é mai, fortunatamente, esistito fino al delirio contemporaneo. Non oserete pensare che un fenicio, un vichingo o un veneziano, trovati i mezzi, potessero costruirsi un veliero e via...oso sperare! Converrete che se quelle cui si riferisce GioCo, o altre strutture di questo tipo, sono in azione e sono efficaci, come ho ragione di credere, tutto il ragionamento di Barnard crolla e la sua attitudine diviene non meno dilettantesca di quella di coloro contro i quali si scaglia, forse a ragione. Ci sarebbero altre osservazioni da fare sui portatori di solido realismo, che condannano argutamente i "sognatori" ma che, a ben vedere, pretenderebbero in prospettiva la botte piena e la moglie ubriaca. Ma...una cosa per volta.

    1. geopardy 29 agosto 2012

      Non riesco a vedere il buon senso neanche nelle tue affermazioni, sinceramente.
      Potresti essere più preciso?
      Ciao
      Geo

    1. makkia 29 agosto 2012

      Mi torna che il prossimo modo di chiamare il prelievo di plusvalore dalle mie tasche si chiamerà "bolletta". Ci pensavo da tempo.

      Basta con questo Dio Denaro stantio e sputtanato. Che poi avevi comunque la scelta estrema di ignorarlo e fare il clochard. Passiamo a qualcosa di più immateriale e impossibile da eludere come il compensare col mio lavoro il diritto a respirare, bere, guardare, comunicare col prossimo. Incluso lavorare per conquistarsi il diritto a lavorare (geniale!).

      Ci siamo già, praticamente: un "servizio" è, già oggi, una cosa che non ti servirebbe davvero ma che altri decidono che DEVI fruire. Non si deve fare altro che inventarne all'infinito.

      Però non mi torna perché mai smetterebbero di rapinarmi anche per i beni reali. Che gli costa fare entrambe le cose? Chi riesce a pagare sarà criceto nella ruota che fa andare avanti il tutto. Chi no crepasse. Hanno sempre agito così.

      Perché dovrebbero spingere per un "nuovo modello", ad es. decrescitario?

      Dici "perché se no ricominciano a sbranarsi fra Loro".

      Boh, mi manca un passaggio.

      Hanno accentrato il potere in pochissime mani, sono pochi squali in una piscina immensa piena di pesciolini, per giunta praticamente priva di quei pericolosi delfini che reagiscono alla predazione con intelligenti e mortali capocciate: non avrebbero proprio occasione di sbranarsi fra loro e non rischiano niente.

      Perché si accorderebbero sulla bolletta e non su drenarci del tutto, stile Matrix? O che non stanno facendo tutto *proprio* per dividersi l'umanità da buoni e conviviali commensali?

    1. Jor-el 29 agosto 2012

      clap clap clap

    1. mincuo 29 agosto 2012

      RicBo. Per fare il furbo bisogna anche esserlo, o almeno assomigliarci un pò. Se no meglio stare zitti.

      Ho detto facciamo i nomi e cognomi intanto io.

      Facciamoli conoscere. No "avidità" "coruzione" "il sistema", solare o metrico decimale.

      NOMI e COGNOMI. E a capo di cosa sono.

      CAPISCI?

      "No intiendo", "no intiendo"

      "Purtropooo io noon caaapire no io beene Italaaaano". No no io no capiiiire.

    1. Nauseato 29 agosto 2012

      Cade a fagiolo l'espressione "tifo da curva". Ne scrivevo commentando un articolo su CdC riguardo al clima. Sono abbastanza convinto che molto più spesso di quanto si sia disposti a credere, tutto o quasi si riduce – alla fine – (messo per inciso) a qualcosa che assomiglia molto al condannabile non senza ragioni "tifo da stadio". Con tutte le conseguenze del caso.

      Ma mi rendo conto che sia un discorso non facile da far intendere correttamente. Non a caso parlandone sono stato invitato a non fare paragoni squallidi.



      Dialogare è difficile. Per scritto, ciascuno con le sue personali sovrastanti menate e non essendo "scrittori" di professione, se per alcuni versi può essere più semplice, dall'altro complica parecchio le cose.

      Ma – al di là delle differenti posizioni anche del tutto contrastanti – voglio sperare che l'esercizio delle arti di Schopenhauer non interessi e se mai chi perde il suo tempo a scribacchiare qui o altrove sia in fondo sempre animato dall'illusione di aggiungere qualcosa di "buono" o in più, ai pensieri altrui più che voler imporre la propria parte di verità.

    1. mincuo 29 agosto 2012

      Dunque le rispondo perchè sono cortese e lei sembra anche.
      Innanzitutto penso che il senso del mio post non le sia stato chiaro:

      cerco di riassumere: io non contesto la ricerca di stili di vita ecc.. migliori, risparmi, ecc...l'ho scritto.

      Io segnalo l'uso strumentale (propaganda) di alcune cose e alcune anche di nessun valore scientifico o vere e proprie bufale, il cui fine reale è quello di abituare la gente alla miseria che le verrà propinata.

      Ci sono poi molte sue affermazioni che non capisco.

      Il PIL pro capite secco ad esempio non ha molto significato in economia. 47.000$ possono essere anche meno di 8000$. E' il PPP che conta. Dico questo perchè non mi attarderò sul resto, non ne vedo ragione. Solo una cosa aggiungo: perchè mai il PIL Italiano "deve" scendere? Non mi risulta che "deve". Mi risultano cose peggiori, ma non per ineluttabilità. Questa è una bufala.

      Tralascio quindi le cose economiche.

      Invece dico la mia sulle cose più vicine a lei e alla sua cultura.

      Io penso che il problema N°1 sia la popolazione, che non viene mai citato.
      Sempre tutti zitti. Politically correct

      Ma a me consta questo:

      -Dall'anno 0 al 1800 ci abbiamo messo per arrivare a 1 miliardo di persone.

      -Dal 1800 al 1900, un secolo, sono raddoppiate a 2 miliardi

      -dal 1900 ad oggi, circa un secolo, sono più che triplicate a 7 miliardi

      Se continua questo trend, che è una delle ipotesi WORLD POPULATION [en.wikipedia.org]. in 2 o 3 generazioni diventiamo 14 mld.

      -I consumi non saranno non solo quelli del 1900 ma nemmeno quelli odierni, e nel frattempo ci sono previsioni per i consumi di molti PAesi Emergenti odierni, in espansione, e non comprimibili.

      -La crescita è molto diseguale tra PVS e Paesi Sviluppati, che crescono poco o nulla, con o senza il prezzemolino coltivato sul terrazzo. E hanno già stili di vita migliorati.

      -Ma per i PVS i consumi cresceranno molto, e non sarà la casa ecologica per loro il problema.
      -Io sono una persona seria, parlo di cose serie, e mi occupo di cose serie. Di numeri. Ho idea dei numeri. E capisco qando un numero è 100 o 10.000. Perchè leggo dati er lavoro, non cronache giornalistiche. Quindi capisco se un problema vale (o potrebbe valere) per il miglioramento di 100, e anche se è quella è 'unica soluzione, ma molto bene capisco se quello reale di problema vale 10.000 nel frattempo. E so anche chi ci pensa a quel problema e come, e non è con la "decrescita felice", glielo assicuro

      Tutto qui.

      Per questo ho idea di chi è in buona fede ma anche di chi no, e anche da dove origina la seconda che ho detto.

    1. RicBo 29 agosto 2012

      cioè: se il potere dominante genera oppressione, disuguaglianze e miseria è colpa della corruzione e dell'avidità di chi ne sta a capo. basta che nella cabina di comando ci siano persone probe ed oneste (messe da chi? dal popolo?) e il sistema genera benessere e felicità. magari fosse così semplice..

    1. Georgejefferson 29 agosto 2012

      Hai ragione,cerco di confutare uno slogan,invito un collega a leggere un mezzo articolo...ma proprio mezzo e semplice semplice,niente...c'e'un rifiuto anche solo alla lettura o volonta minima di concentrazione,ragionamento...allora provi a parlare,ma non bastano 2000 parole,e non hanno la stessa considerazione dello slogan dell'"autorevole"...Lo sviluppo di ricerca e studio delle dinamiche psicologiche degli ultimi 100 anni son servite piu agli oligarchi che alla gente

    1. mincuo 29 agosto 2012

      Vedi Nauseato tu dici: "Soprattutto quando puntano l'attenzione sulle necessità e possibilità di individuare/ridurre lo spreco e migliorare l'utilizzo delle risorse già disponibili.
      Appena uno legge ha chiaro che chi scrive è una persona equilibrata. Anche che è condivisibile l'assunto (che poi io non contestavo, io dicevo "stili di vita", "comportamenti" per riassumere).

      Questa è la cosa normale, ma da questa si passa subito a inventare l'inventabile, si fanno salti mortali senza nessuna base, un minestrone di tutto, ogni cosa perde realtà, e non ha sotto nulla di documentato e mai di critico. Normalmente poi tutto si riduce a tifo da curva, perchè le persone sono state ridotte a privilegiare comunque una mnzogna, se è in accordo alla loro appartenza, rispetto ai fatti.

      E semmai di fronte a un fatto che è contrario alla loro appartenza non contestano il fatto ma accusano chi l'ha detto di essere di fazione contraria. Non è nemmeno previsto per la gente che uno non debba essere per forza essere di una fazione opposta, o animato da intenti cattivi.

      E' la cultura dell'odio. Vetero-testamentaria in parte.

      L'etica, che tanto grande ha fatto la civiltà europea, è morta

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