CREMONESI, MISSIONE COMPIUTA

CREMONESI, MISSIONE COMPIUTA

DI UGO GAUDENZI
Rinascita

“Abu Issa” e sua cugina “Um Abdallah” sono da ieri gli eroi italiani delle cronache da Gaza. Eroi, (attenzione: si fa per dire...), “invisibili” come dichiara lo stesso “inviato invisibile” loro intervistatore, Lorenzo Cremonesi, da una manciata di anni “dispiegato a Tel Aviv”, al seguito dell’esercito israeliano, quale corrispondente del Corriere della sera. (Ohps: dell’autorevole Corriere della sera, quel giornale da un’eternità diretto/gestito dall’ex compagno di Lotta Continua, l’amico di Sofri Paolo Mieli, revisionista storico e giornalista pro-sionista (meglio: sionista tout-court e in servizio permanente effettivo).


Mezzo cattolico e mezzo sionista, il buon giornalista se ne andò ai tempi della sua giovinezza, per qualche mese - come il terrorista Bertoli, come il giornalista Mimun, per esempio - ad addestrarsi in un kibbutz israeliano. WE ciò, indubbiamente, gli è valso come titolo di merito in via Solferino, a Milano.



Nella foto: Lorenzo Cremonesi
Dopo un po’ di lavoro in cronaca per dirozzare la sua prosa, è stato infatti prescelto per la missione giornalistica per antonomasia: quella cioè di diffondere urbi et orbi le solide, incriticabili, ragioni di Israele a giustificazione di oltre sessant’anni di carneficina di palestinesi. Abu Issa e Um Abdallah, rappresentano, in codice, i nomi del suo ultimo scoop. Perché, badate bene, a Gaza non c’è stata alcun massacro! Anzi è stata Hamas, il Partito del Male, ad uccidere i suoi stessi concittadini.


Le migliaia di bombe israeliane - anche al fosforo - cadute su una città-lager dove si affollano oltre 4000 abitanti per ogni chilometro quadrato, nella stragrande parte profughi palestinesi costretti in “bassi” e baracche addossati a centinaia e centinaia, non hanno mietuto vittime. Le foto, i video, le immagini dei bimbi straziati tra le macerie o nelle braccia dei propri disperati genitori, sono dunque, probabilmente - anzi “certamente”, per il buon Cremonesi e per i suoi convitati di pietra Abu Issa e Um Abdallah - dei falsi.
E’ noto che le bombe israeliane sono buone.


Nella foto: una bambina vittima dei bombardamenti israeliani a Gaza


Cremonesi, d’altra parte, lo ha sempre dichiarato nei suoi reportages scritti al riparo di qualche bandiera con la stella di David (se ne vanta pure di essere “embedded”: leggete le sue “lezioni” di giornalismo a Milano!).


Quelle bombe, diciamolo pure anche noi ai nostri lettori increduli, anzi “fanno bene”. Aprono “la via al dialogo, alla pace”.


E poi i terroristi sono quelli di Hamas. Che cosa conta se anche uno scrittore sionista come David Grossman dichiara che l’unico rappresentante dei palestinesi è il partito che ha stravinto due anni fa le elezioni in Palestina? Hamas è “terrorismo”. Lo dice Bush, lo dirà Obama, lo dice Olmert, lo dice la Livni e lo dice anche Mr. Frattini. E lo dicono adesso anche Abu Issa e sua cugina. I due quarantenni invisibili, intervistati dall’ineffabile giornalista “invisibile” (se ne vanta, di essere “invisibile”...), sono stati chiari.
Le bombe israeliane sono intelligenti: cercavano soltanto di colpire le rampe lanciarazzi della guerriglia palestinese... e Hamas non combatteva le forze israeliane ma... il suo stesso popolo, accusandolo di codardia. Usava i bambini come scudi umani. E comunque le vittime delle bombe non sono 1300, forse soltanto 600..


Così dichiaravano gli “invisibili”, Abu Issa, Um Abdallah e Lorenzo Cremonesi, tutti e tre subito ripresi e amplificati in internet e sulle agenzie da un’infinità di siti pro-sionisti italiani e, a rimbalzo, stranieri.
Ah. Ci siamo ricordati che il coraggioso inviato a Tel Aviv qualche tempo fa era stato trattenuto dalle forze di sicurezza palestinesi per le sue corrispondenze faziosamente pro-sioniste inviate in Italia.
Si è voluto vendicare, e così, all’ombra dei tank firmati con la stella di David, ha fatto un granservizio, un grande piacere cumulativo al suo gestore-direttore, al governo e all’opposizione bipartigiana ed embedded che striscia nella nostra terra, una povera colonia israelo-americana chiamata Italya.

N.d.r.: Il reportage di Cremonesi è talmente ridicolo che persino l'esercito israeliano lo ha smentito sul numero delle vittime. Pur continuando a ripetere la linea della propaganda israeliana per cui i morti sarebbero in maggioranza combattenti di Hamas, in contraddizione con quanto dichiarato da fonti mediche.

Fonte: http://www.rinascita.info

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23.01.2009

Commenti (44)

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    1. myone 24 gennaio 2009

      Ogniuno dice la sua e ogniuno fa di una realta' la propia interpretazione.
      Mi piace che il mondo non ci sappia fare nulla anche se sa dire di tutto

      Le cose se le sbrigheranno loro

      Qui diventano sayamin anche chi dice che c'e' pure un' altra realta' delle cose.

      Fra sayamin di ogni parte e risma ci si accomuna a merende

      la differenza la fa il gusto e questo e' diventato un capriccio

      sopratutto da quelle parti

      gusti sono gusti

      e con i tempi che corrono i prezzi sono salati

    1. Fabriizio 24 gennaio 2009




      Affus,

      ti sei scandalizzato cosi' anche per il genocidio iracheno

      le vittime civili libanesi

      e le ultime vittime di Gaza

      (solo per rimanere in questi ultimi anni)



      o ti scandalizza solo la grossolanita'

      nell'esprimere le proprie opinioni ?



      vergognati.



    1. Affus 24 gennaio 2009

      sottomettiamoci pure noi !

    1. alcenero 24 gennaio 2009

      Mi sembra difficile che abbia preso solo un abbaglio su questa cosa del numero delle vittime, come c'è scritto nella nota all'articolo l'ha smentito persino l'esercito israeliano che oramai è preoccupato da tribunali internazionali e cerca di mentire un po' meno del solito.

      Mi sembra probabile che mischi notizie vere e notizie false: questa è da sempre la strategia principe della disinformazione, a dare solo notizie false si viene scoperti subito, fare tre articoli, due con resoconti lacrimevoli sulla reale distruzione a Gaza e uno con dentro una notizia falsissima che verrà sfruttata a fini di propaganda in tutto il mondo è invece una strategia disinformativa assolutamente inattaccabile. Questo è il mio parere, francamente dopo avere passato ore e ore ogni giorno di queste ultime settimane a leggere fonti ufficiali e non, sia occidentali che mediorientali, sulla guerra a Gaza non credo a una sola parola dell'articolo in questione di Cremonesi.

      Solo per fare un esempio tutte le volte che Israele ha colpito civili di fronte a osservatori internazionali e ha detto che c'era gente di Hamas che sparava o teneva ostaggi è stato violentemente smentito da fonti assolutamente molto più affidabili delle IDF (Croce Rossa, ONU).

    1. reza 24 gennaio 2009

      Qualcuno deve cercare seriamente il perché del motivo per cui esiste questo folle sostegno a Israele e ai suoi crimini tra i politici, i giornalisti e gli intellettuali occidentali e dire perché gli industriali e i finanzieri occidentali versano tanto denaro nella casse sioniste.

      Non può essere solo "il senso di colpa" per l'olocausto a determinare questa, non potrà mai essere "l'amicizia" e nemmeno "la simpatia" che causa questa criminale complicità con gli israeliani.

      Esiste però un motivo plausibile e verificabile per spiegare tutto questo;

      Gran parte dei politici, giornalisti, intellettuali, industriali e finanzieri occidentali, o sono ebrei , o sono sionisti, non a caso sono al 99% sostenitori di Israele. Israele non è una entità statale che non si limita ai confini geografici della Palestina caduta in disgrazia con l'occupazione sionista; Israele è una ideologia nazifascista totalizzante e totalitaria che mira ad unificare l'intero mondo e gli uomini che ci vivono, sottomettendoli ad unico sistema dittatoriale di cui il centro è la Palestina occupata.

      Le Lucia Annunziata e i Lorenzo Cremonesi sono semplicemente gli adepti alla propaganda sionista.

    1. Franky_Ramone 24 gennaio 2009

      Sono Italiano e amo l'Italia, ma non condivido discorsi di razza che sono soprattutto pericolosi. Qui stiamo parlando di un attacco ad un giornalista che, come ho scritto sopra, ritengo sia esagerato e porti a strumentalizzare persone che magari di cremonesi non hanno mai letto nulla

    1. Affus 24 gennaio 2009

      Gran parte dei politici, giornalisti, intellettuali, industriali e finanzieri occidentali, o sono ebrei , o sono sionisti, non a caso sono al 99% sostenitori di Israele.

      !!!!!!!! !!!! !!!!!!

    1. Affus 24 gennaio 2009

      Ti sbagli , deci sapere che :
      "Gran parte dei politici, giornalisti, intellettuali, industriali e finanzieri occidentali, o sono ebrei , o sono sionisti, non a caso sono al 99% sostenitori di Israele".
      è questione di razza , capisci a me ?

    1. Affus 24 gennaio 2009

      Come concetti non sono originali, ci sono anche nel libro dei Savi di Sion che Hitler faceva studiare in tutte le scuole ai ragazzini delle elementari .

    1. lekumberri 24 gennaio 2009

      ".....Mentre Israele prosegue i suoi bombardamenti contro la popolazione palestinese e ....... i paramilitari del generale Mohamed Dahlan aspettano alla frontiera egiziana l'ordine di entrare a Gaza per massacrare le famiglie di Hamas ............." http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5482 Forse e' meglio aspettare che arrivino i "moderati" di Dahlan, o i quisling dell'ANP, che sicuramente troveranno un accordo con il moderato Netanyahu, probabile vincitore in Israele, alleato del moderato Avigdor Lieberman (quello del "..."Dovremmo comportarci con Hamas così come gli Usa fecero con giapponesi, dovremmo svilire la loro volontà di combattere". A pronunciare queste parole è Avigdor Lieberman, presidente del partito politico Yisrael Beiteinu, che segue la linea più dura e intransigente nelle questione palestinese. Durante il suo discorso tenuto all'Università di Bar-Illan, Lieberman ha detto che Hamas merita lo stesso trattamento ricevuto dai giapponesi durante la Seconda Guerra Mondiale, "a quel punto - sostiene - non sarebbe più necessaria neanche l'occupazione militare".) Sicuramente ci sono quelli che si trovano bene anche in un bantustan, e non e' necessario fare l'inviato speciale del CdS per scovarli. ____ Quando si dice che il pane, Lorenzo Cremonese cerca di farselo pagare dai suoi sodali di Tel Aviv. _________Poi se uno vuole leggere il CdS non parte certo da ComeDonChisciotte. Smettetela di linkare ogni cagata di LC. Grazie

    1. zufus 24 gennaio 2009

      Secondo me è inutile che provi a scrivere in italiano.

      Perdonami, ma non ci sei portato.
      Magari esprimendoti nella tua lingua natale riusciresti a farti comprendere meglio.

    1. mendi 24 gennaio 2009

      Non sapevo chi era davvero questo Cremonesi.
      Adesso lo so.
      Grazie per l'informazione.

    1. afragola 24 gennaio 2009

      straquoto ...

    1. myone 24 gennaio 2009

      Se questo e' di parte, la parte avversa peggiore aspetterebbe sempre di la'. ( traduco. se questo e' di parte, mostrando piu' seccamente gli atti israeliani che quelli libanesi, allora la posizione israeliana sarebbe adossata ai palestinesi. Alla fine sembra che stia sempre da una parte....una cosa, tante cose, tutte le cose.

    1. tuttouno 24 gennaio 2009

      12 regole infallibili per pubblicare, nei media, notizie proveniente dal Medio Oriente.

      1. In Medio Oriente, sono sempre gli arabi i primi ad attaccare ed Israele non fa che difendersi.
      Questa difesa si chiama "ritorsione".

      2. Né gli arabi, né i palestinesi né i libanesi hanno il diritto di uccidere civili.
      Questo si chiama "terrorismo".

      3. Israele ha il diritto di uccidere civili.
      E qui si tratta di "legittima difesa"

      4. Quando Israele uccide civili in massa, le potenze occidentali chiedono di farlo con maggiore moderazione.
      Questa è la normale "reazione della comunità internazionale."

      5. Né i palestinesi, né i Libanesi hanno diritto di catturare soldati israeliani all'interno di installazioni militari.
      Questo è "rapimento di persone inermi".

      6. Israele ha il diritto di sequestrare, in qualsiasi momento e ovunque, tutti i palestinesi e libanesi che vuole, donne e bambini compresi.
      (Attualmente i prigionieri in Israele sono diecimila, tra cui 300 bambini e innumerevoli donne).
      Gli israeliani non hanno l'obbligo di fornire la minima prova della loro colpevolezza.
      Israele ha il diritto di trattenere in detenzione indefinita i prigionieri, anche se questi sono delle personalità democraticamente elette dai palestinesi.
      Questa si chiama "detenzione di terroristi".

      7. Quando si menziona la parola "Hezbollah", è obbligatorio aggiungere nella stessa frase: "sostenuta e finanziata da Siria e Iran".

      8. Quando si nomina "Israele", è categoricamente vietato aggiungere "sostenuta e finanziata dagli Stati Uniti".
      Ciò potrebbe dare l'impressione che il conflitto non è uniforme, che Israele sia indifesa e che la sua esistenza sia minacciata.

      9. Nelle informazioni su Israele, si deve sempre evitare di inserire le seguenti frasi: "territori occupati", "risoluzione delle Nazioni Unite", "violazioni dei diritti umani" e "Convenzione di Ginevra".

      10. I palestinesi e i libanesi, sono sempre "vili" perché si nascondono tra la popolazione civile, che non li ama.
      Se dormono a casa loro, con le proprie famiglie, questo ha un nome: "vigliaccheria".
      Israele ha il diritto di distruggere, con le bombe e missili, i quartieri dove essi vanno a dormire, anche se vi sono civili inermi.
      Si tratta della cosiddetto "bombardamento con precisione chirurgica".

      11. Gli israeliani parlano meglio l'inglese, francese, spagnolo o portoghese che gli arabi..Per questo motivo meritano di essere intervistati più spesso e, quindi, di avere più spesso che gli arabi la possibilità di spiegare al grande pubblico, le regole, qui sopra, per la redazione degli articoli da 1 a 10. Questa si chiama "neutralità giornalistica".

      12. Tutti coloro che sono in disaccordo con le regole di cui sopra sono "terroristi, anti-semiti, altamente pericolosi ", e bisogna denunciarli al grande pubblico.

      http://tuttouno.blogspot.com/2009/01/promemoria-per-i.html

    1. lekumberri 24 gennaio 2009

      A Gaza ci sono un milione e mezzo di abitanti, non sono tutti dello stesso partito politico. Mi pare una ovvieta'.

      Come mi pare una ovvieta' che non tutti gli uomini dell'ex uomo forte di Gaza Mohammed Dahlan siano spartiti, uomini che hanno sparato e ucciso a decine di avversari di Hamas e di altre organizzazioni.

      Come un'altra ovvieta' ci siano delle persone che fanno gli informatori degli israeliani.

      Come altra ovvieta' sia il fatto che il "governo" del quisling dell'ANP abbia represso ferocemente qualsiasi manifestazione dei palestinesi della Cisgiordania in solidarieta' con i palestinesi di Gaza.

      Se c'erano forze disposte a fare un colpo di stato a Gaza per rovesciare il verdetto elettorale, e sono disposte ora a salire sui carri armati israeliani o su quelli dei carabinieri o dei gendarmes francesi o .... per tornare a spadroneggiare ora, e sono disposti a reprimere in tutti i modi avversari politici che li hanno stravinti elettoralmente, ........

      delle invenzioni concordate con un EMBEDDED non costano niente, anzi permettono di ottenere piu' meriti dai padroni sia per se stessi che per l'EMBEDDED, perche' si combatte la stessa battaglia contro lo Stato di Palestina.

    1. Franky_Ramone 24 gennaio 2009

      Ragà non mi piace che ci si faccia delle opinioni sul commento di un articolo scritto da qualcun altro. Quindi se ce la faccio cerco di arrivare alla fonte per cazzi miei. Ho letto un articolo di sto cremonesi:
      http://www.corriere.it/esteri/09_gennaio_21/denuncia_hamas_cremonesi_ac41c6f4-e802-11dd-833f-00144f02aabc.shtml
      e personalmente non mi sembra così appassionatamente prosionista. Nell'articolo si parla anche di agenti del Mossad travestiti da miliziani di Hamas infiltrati a Gaza.
      Si parla della sofferenza della popolazione civile che si viene a trovare in mezzo a due parti in lotta. Insomma forse mi darete contro, ma non condivido tutta questa aggessività nei suoi confronti

    1. Franky_Ramone 24 gennaio 2009

      già, mi sà che è proprio così

    1. edo 24 gennaio 2009

      Quoto.

    1. Tao 24 gennaio 2009

      Il reportage tra le macerie del campo profughi

      RABBIA, CARCASSE E CASE RASE AL SUOLO. RITORNO DA JABALYA

      DI LORENZO CREMONESI

      Corriere.it


      «Con gli estremisti al potere, solo guai»


      JABALYA (Gaza settentrionale)— In un groviglio di lamiere di ferro, terriccio e tubi di plastica si intravedono le carcasse in putrefazione delle 380 mucche da latte di Mohammad Al Fayumi. I carri armati israeliani prima hanno sparato contro la stalla, poi ci sono passati sopra, triturando sotto i loro cingoli bestie e cose. Poco lontano, la seconda stalla con altre 450 carcasse di animali sparse tutto attorno è stata parzialmente risparmiata.

      Il danno per lui è gigantesco: «Ho perso circa un milione di dollari. Ho già licenziato i miei 15 dipendenti. Dovrò cominciare tutto dal nulla». Non è il solo. A un centinaio di metri i membri della «hamula» (il clan familiare) Dardona stanno stimando i danni. «Avevamo oltre tremila ulivi e aranci. Sono tutti divelti. Raccogliamo i resti, ci serviranno almeno come legna da ardere per il futuro, visto che non abbiamo neppure i soldi per le bombole del gas», dice Amna Dardona, 68 anni, china tra i resti dei rami a cercare di individuare i legni migliori. Figli, cugini e nipoti fanno la spola tra la terra arata dai tank ed uno spiazzo tra le macerie dove stanno accatastando tutto ciò che resta di un qualche valore.

      Tutte le loro sei villette di due o tre piani sono state colpite in modo irreparabile. «Dovremo abbatterle e ricostruirle », spiega Kamal Dardona, il figlio quarantenne, impegnato a rimuovere dalle abitazioni ciò che ancora funziona: un vecchio frigorifero, un tavolo, qualche coperta, piatti, secchi di plastica. Le truppe scelte israeliane hanno bivaccato in una delle abitazioni, prima di evacuarla hanno distrutto a mazzate gabinetti, lavandini, infissi, poi si sono accanite sui mobili accatastandoli in mezzo alle stanze e appiccando il fuoco. I soffitti sono tutti anneriti. In giardino hanno preso a fucilate il cane, galline, oche e tre capre. I resti di alcuni degli animali sono stati gettati nel pozzo a inquinare l’acqua. La lista delle devastazioni potrebbe continuare all’infinito. Tra le rovine delle zone nord-orientali di Jabalya, migliaia di abitazioni abbattute o da abbattere, la distruzione metodica eletta a sistema, un deserto di macerie. E un nome che ha in sé una lunga scia di ricordi per chiunque abbia seguito la storia recente del conflitto israelo-palestinese. Questo è infatti il più popoloso campo profughi palestinese della «striscia della disperazione ».

      Ci vivono oltre 80 mila persone, comprese le zone delle piccole industrie alla periferia orientale e i quartieri nuovi costruiti dopo l’arrivo di Yasser Arafat nel 1994. E qui, il 7 dicembre 1987, scoccò la scintilla della prima intifada. Nove abitanti di Jabalya rimasero uccisi in un incidente d’auto contro un mezzo militare mentre tornavano dal loro lavoro di operai pendolari in Israele. Due giorni dopo i loro funerali dettero fuoco alla rivolta. Per la prima volta gli slogan tradizionali dell’Olp furono affiancati a quelli fondamentalisti-religiosi inneggianti alla «guerra santa». Ieri verso mezzogiorno, per la prima volta dall’inizio dell’operazione di terra israeliana, migliaia di abitanti della zona stavano tornando alle loro case per verificare i danni. E con loro abbiamo cercato di capire quali fossero le conseguenze. Davvero Hamas è stata indebolita, davvero ha perso consensi come affermano a Gerusalemme? Molto difficile dire. Tanti tra i più giovani, e non solo loro, gridano vendetta. «Hamas ci vendicherà, nonostante tutto abbiamo vinto», dicono rabbiosi.

      Ma tanti altri tacciono e lavorano tra le rovine. «Siamo tutti sotto shock. Non avremmo mai pensato che Israele potesse arrivare a tanta barbarie. Solo tra qualche settimana vedremo se davvero questa azione rafforzerà Fatah ai danni di Hamas», sostiene Nabil Hassan Nasser, proprietario di una grande azienda che sino a un mese fa produceva olio. Adesso è ridotta a un cumulo di macerie. Poco lontano si trova anche l’abitazione di Ezzedin Abu Al-Aysh, il ginecologo di Tel Aviv che ha perso le tre figlie di 13, 14 e 20 anni «in diretta». Quando un proiettile di tank ha colpito la sua casa lui stava parlando alla tv israeliana e ha continuato in lacrime a descrivere la scena. Ora si trova in Israele. Per lui parla il fratello Atta. «Tutti noi crediamo alla pace. Con gli israeliani vogliamo negoziare. Hamas sta perdendo consensi. Pochi lo ammettono ad alta voce. Ma da quando è salita al potere non ci ha procurato che guai», afferma. «Questa è stata una gigantesca punizione collettiva. Volevano terrorizzarci, ucciderci. Qui si è consumato un grave crimine di guerra. Non è vero che gli israeliani tiravano solo contro Hamas. Li ho visti sparare su donne e bambini, su vecchi e animali, senza pietà».

      Lorenzo Cremonesi

      Fonte: www.corriere.it

      Link: http://www.corriere.it/esteri/09_gennaio_20/lorenzo_cremonesi_rabbia_carcasse_e_casa_rase_al_suolo_bd1d5ca8-e6be-11dd-8f4d-00144f02aabc.shtml

      20 gennaio 2009

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