Covid, Andrea Stramezzi ha salvato 6.500 persone: “Una questione di Dovere” – [VIDEO]

Intervista al coraggioso medico - oggi sospeso - sull'assurdità della tragedia italiana

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L’intervista che segue include i contenuti della conversazione in video (presente a fine articolo) e quelli rilasciati all’autore in forma scritta.

Buona lettura (e buona visione).

Covid, Andrea Stramezzi ha salvato 6.500 persone: “Una questione di Dovere” 

Di Costantino Ceoldo per pravda.ru

Se volessimo riassumere i due anni di pandemia, qui in Italia ma anche nel resto del mondo, soprattutto nel “libero” Occidente collettivo, dovremmo dire che il Covid non ha messo la maschera alle persone ma l’ha tolta.

Con la scusa di una pandemia causata da un virus venduto come portatore di un’apocalisse sono emersi alcuni dei tratti peggiori dell’animo umano: la volontà di delazione, l’adeguarsi acritico al gregge compatto e ottuso, il disinteresse per la libertà proprio quando la libertà è in pericolo e non fintamente garantita da una condizione di pace più o meno apparente.

Si è vista bene la facilità con cui i progressisti italiani si sono scagliati contro chi protestava per l’imposizione del Green Pass, il lasciapassare nazista che avrebbe dovuto garantire la salute pubblica e invece ha dimostrato di essere il contrario perché i vaccinati si contagiano e diffondono il contagio a loro volta.

Si è vista bene la facilità con cui gli strenui difensori della libertà, i cantori del 25 Aprile, hanno accantonato la Costituzione italiana e l’intera Legge italiana quando il governo di Mario Draghi ha cercato, purtroppo in molti casi con successo, di imporre una vaccinazione con preparati sperimentali privando altrimenti del lavoro e dello stipendio i non vaccinati.

Si è vista bene la facilità con cui magistrati, pubblici funzionari e medici illustri hanno chinato la testa facendo finta di non vedere tutti gli abusi e le assurdità giuridiche, amministrative, scientifiche, mediche che sono state imposte al popolo italiano da governi presieduti da non eletti.

Pochi italiani si sono ribellati e hanno protestato pubblicamente: il gregge impaurito e ipnotizzato ha fatto proprie le decisioni del pastore-lupo senza metterle minimamente in discussione ed anzi ha applaudito quando la polizia ha manganellato i manifestanti. Abbiamo visto tutti le scene di quei giorni.

Tra coloro che hanno tenuto alta la testa ci sono tuttavia anche dei medici. In nome del loro giuramento di Ippocrate, questi coraggiosi hanno ignorato le disposizioni ministeriali e hanno fatto quello che ritenevano il loro giusto dovere. Giuseppe De Donno è stato il primo a proporre l’uso del plasma iperimmune per curare gli ammalati di Covid: ha pagato con la vita la sua devozione [1]. Altri sono stati sospesi dall’Ordine dei Medici, perché non “vaccinati”, perché hanno curato ammalati senza seguire le linee guida del Ministero, perché hanno prescritto esami medici prima (sic) di somministrare il “vaccino”.

Una sentenza del Consiglio di Stato ha recentemente dichiarato che le linee guida del ministero erano “semplici indicazioni”. Ma allora perché sospendere un medico che non le ha seguite e contemporaneamente abbia salvato vite preziose?

Tutto ciò sarebbe solo una commedia dell’assurdo se non fossero morte oramai più di centosessantamila persone, carne e sangue italiano. Ad esse dobbiamo aggiungere i morti e i danneggiati per gli effetti collaterali dei “vaccini”, che il governo non vuole riconoscere ma che costituiscono oramai uno stillicidio quotidiano.

Andrea Stramezzi, medico, è tra i sospesi: per dodici mesi, a partire dal 17 maggio di questo anno, se il procedimento contro di lui sarà confermato.

L’ho intervistato perché resti traccia, una volta ancora, dell’assurdità della tragedia italiana.

 

  • Grazie di essere qui con noi, dottor Stramezzi. È un piacere e un onore poterla intervistare. Ci potrebbe dire da quanti anni è medico e quale è la sua specializzazione?

 

L’onore è mio nell’essere intervistato da una testata così prestigiosa e oserei dire storica. Avevo i calzoni corti è già conoscevo l’esistenza della Pravda.

E in questo momento storico, la cosa è ancora più importante, poiché mentre negli anni ‘60, ‘70 e ‘80 l’URSS ed il suo organo di stampa li potevo considerare come una minaccia nemica, ora io sono al fianco della Grande Madre Russia, nella difesa dei propri cittadini perseguitati nel Donbass. E non solo perché ho un figlio, Piotr Andrejevich, russo.

Quest’anno sono 40 anni che sono medico. Sono specialista in odontostomatologia e specialista in ortognatodonzia (pur avendo fatto anche un paio di anni di Igiene e Medicina Preventiva di Comunità). Mi occupo da oltre trent’anni dei problemi connessi con l’articolazione temporo-mandibolare. Quindi cefalea, dolori cervicali, mal di schiena, ernie del disco, scoliosi, etc. e sono particolarmente specializzato nel miglioramento delle prestazioni fisiche di forza e resistenza negli atleti sportivi ad alto livello.

 

  • Parliamo di Covid: che cosa ha pensato quando i primi casi sono comparsi nel mondo e poi anche qui in Italia?

 

Che fosse il dovere di ogni medico, di mettersi subito a disposizione della comunità, essendovi un’emergenza sanitaria. Infatti, sono diventato già a febbraio 2020 uno dei “Medici Volontari Covid-19” del Ministero della Salute italiano. Nei primi concitati momenti, quando la Lombardia è stata la prima regione del mondo occidentale ad essere travolta, ho iniziato a fare ciò che andava fatto: correre a casa dei pazienti abbandonati e terrorizzati a visitarli, rincuorarli, curarli e guarirli. Ad aprile 2020, in pieno lockdown ho assunto la responsabilità di un ospedale Covid, dove abbiamo guarito tutti.

Non abbiamo perso nessun paziente

Ottantenni e novantenni fragili, pieni di co-patologie, sotto ossigeno, sono tutti stati guariti. La terapia esisteva, esiste e funziona.

 

  • Tachipirina e vigile attesa” è stato ed è ancora adesso il mantra del ministro Speranza. Ritiene corretta questa scelta operativa?

 

La ritengo una delle peggiore scelte terapeutiche della Storia della Medicina. Un non-sense da tutti i punti di vista. La Tachipirina (Paracetamolo) abbassa i livelli di glutatione, che è un antiossidante prodotto dal nostro fegato, peggiora la risposta immunitaria e nei bambini, se in dosi eccessive, può portare alla letale sindrome di Kawasaki. L’attesa, in Medicina non è mai esistita. Qui era addirittura un dogma imposto. Sarebbe come dire a dei vigili del fuoco: “Aspettate che l’incendio si sviluppi e avvolga tutto l’edificio o tutta la foresta, poi intervenite pure. Non fa nulla se vi saranno molte più vittime”.

Sono state lasciate morire oltre 160mila persone.

È stato un grave crimine di Stato. Un’onta, per la Medicina.

E continuano, imperterriti

 

  • Autopsie scoraggiate, chiusure forzate, mascherine imposte ossessivamente, coprifuoco, lasciapassare verdi che richiamano il nero di quelli nazisti. Tutto normale?

 

Non vi è stato nulla di normale. Vere follie, vere idiozie, veri atti criminali in nome di una scienza decisa dai politici, non certo dagli scienziati. Dobbiamo a un collega dell’ospedale di Bergamo, che ha violato i protocolli delle autorità sanitarie e governative facendo le prime autopsie, se già a marzo 2020 abbiamo capito, gridandolo a tutto il mondo, che i pazienti morivano per la formazione di microtrombi, in seguito a una tempesta citochinica (reazione auto-immune) che impedivano all’ossigeno di passare e non certo per la polmonite interstiziale. È così che da quel giorno, i medici coscienziosi hanno iniziato a somministrare l’eparina a basso peso molecolare (Enoxieparina), salvando i propri pazienti. Purtroppo, non tutti lo hanno ancora capito. Ancora si muore di Covid. Ed è assurdo.

 

  • I medici italiani sono stati istruiti a non visitare di persona i pazienti che avessero sintomi Covid. Lei ha seguito questa prassi?

 

No, di certo. Anche se all’inizio avevo anch’io timore di morire (nei primi tre mesi, in Italia, sono morti oltre cento medici di Covid), io lo consideravo un mio Dovere (lo scriva in maiuscolo). È il dovere di ogni medico correre al letto dell’ammalato, rischiando la propria vita e mi meraviglio del fatto che tutti gli altri non abbiano fatto lo stesso. Cambino mestiere, vergognandosi!

 

  • Quanti pazienti ha visitato e curato con successo?

 

Visitati a casa o in ospedale, curato (accarezzato e rincuorato) e guarito, oltre mille, mille e duecento. Poi, considerando che molte persone abbandonate a loro stesse con la malattia erano sparse in tutta Italia, in Europa e nel mondo, ho dovuto iniziare a curarle con la telemedicina. Ne ho curate oltre 6.500 in totale.

Anche grazie ad una App che abbiamo ideato, C-Healer, che mi ha permesso di curare e seguire gratuitamente in telemedicina centinaia di pazienti contemporaneamente.

 

    • 6500 è un numero enorme, praticamente un esercito..

 

Vi sembrerà strano, ma della maggior parte di loro, ricordo i visi, i nomi. Certo, non di tutti. A volte mi capita di incrociare per strada uno sconosciuto che mi abbraccia, scoppia a piangere e mi ringrazia per avergli salvato la vita.

 

  • Malgrado ciò, lei è finito sotto inchiesta e recentemente è stato sospeso dall’Ordine dei medici. Ci potrebbe spiegare come si è sviluppata questa situazione?

 

Ho avuto accuse pretestuose, del tipo: “prescriveva farmaci che potenzialmente potevano avere pericolosi effetti avversi”. Tutti i farmaci potrebbero averne! E io su così tanti pazienti, non ne ho mai avuto uno. Io dò fastidio alla narrativa ministeriale. Se un semplice medico come me può curare e guarire quasi tutti, finisce l’emergenza. Finisce la Dittatura Sanitaria e la vendita di “vaccini sperimentali”.

 

  • Scusi ma… tutti i pazienti guariti non sono forse un’evidenza a suo favore?

 

In un mondo ideale, sì. Nel nostro, nel 1984 di orwelliana memoria in cui viviamo, più che una evidenza è una condanna a morte. Non dimentichiamo il dottor De Donno, che guariva nel suo reparto di Pneumologia, il Covid con il plasma iperimmune. Prima fu inquisito, poi costretto alle dimissioni e poi fu suicidato.

 

  • Facciamo un passo indietro: De Donno aveva torto?

 

No, per nulla. Lo scrissi anch’io su Twitter, a febbraio 2020: “La Spagnola, nel 1918, fu vinta e i pazienti guariti, grazie al plasma dei guariti”. Io lo scrissi, lui lo fece e lo dimostrò. Onore a lui. Divenne un nemico e fu abbattuto.

 

  • Che cosa pensa dei vaccini anti-Covid attuali?

 

Che non sono vaccini. Che sono farmaci sperimentali, con tecnologia a mRNA, di cui ancora non conosciamo le conseguenze a lungo termine. Che non impediscono il contagio e di contagiare. Che dopo la terza dose, portano ad una “immunità negativa”, cioè danneggiano il sistema immunitario, con un aumento del rischio, non solo di subire più infezioni, ma anche di non riuscire a isolare ed eliminare cellule cancerogene che potrebbero quindi svilupparsi in tumori. Che vi è stato un aumento statisticamente significativo di patologie e decessi come miocarditi/pericarditi nei giovani e di sindrome di Creutzfeld Jacobs (“mucca pazza”) nei più grandi. Oltre a tutti gli effetti avversi più o meno gravi, come le paralisi o le parestesie. È tutto documentato in letteratura.

 

  • Cosa pensa di fare nel prossimo futuro?

 

Se non c’è già pronta una pallottola per me, continuerò a fare il mio dovere. Curare, stare vicino a chi soffre anche con una carezza, e guarire. E, a futura memoria, aggiungo: non ho nessuna intenzione di suicidarmi. Se mi troverete impiccato, saprete chi andare a cercare.

IL VIDEO DELL’INTERVISTA

Di Costantino Ceoldo per pravda.ru

 

NOTE

[1] https://comedonchisciotte.org/uno-strano-suicidio/

[2] Anche su Yandex: https://disk.yandex.com/i/GOPZ_P-Vasla1w

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Articolo originale su Pravda.Ru – Has Covid changed the world or has it been forgotten?
https://english.pravda.ru/opinion/152384-matter_duty/

16.06.2022

Pubblicato da Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org

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