Covid, 11/9 e Guerra Eterna

Dalla guerra al terrorismo alla "pandemia," l'élite costruisce false minacce per iniziare conflitti destinati a continuare per sempre.

Kit Knightly
off-guardian.org

La guerra non è fatta per essere vinta – è fatta per non finire mai
George Orwell, 1984

Quest’anno, nel suo 20° anniversario, la nostra copertura dell’11 settembre si è concentrata sull’analisi degli attacchi del 2001 attraverso la lente della “pandemia” Covid.

Questo non significa che la Covid-19 e l’11 settembre facciano necessariamente parte dello stesso grande piano, che siano stati eseguiti dalle stesse persone o che siano in qualche modo direttamente connessi. Sono collegati tematicamente, a livello di meta-livello.

Nascono dallo stesso desiderio collettivo da sempre nutrito da tutti i governanti e da tutti i governi e sono impiegati allo stesso fine.

Sono strumenti diversi progettati per raggiungere un medesimo obiettivo. Approcci diversi allo stesso problema. Stadi evolutivi differenti dello stesso animale. Un cambiamento pluridecennale degli scopi fondamentali della guerra e persino del significato stesso del termine “guerra”.

La guerra è sempre stata vitale per la conservazione degli apparati di governo. Le guerre rendono ricchi i governanti e spaventano il popolo. Uniscono le nazioni dietro i leader e distraggono dalle questioni politiche interne.

Però, man mano che le nazioni diventano più potenti, la tecnologia bellica più avanzata e il potere globale si concentra in gigantesche multinazionali piuttosto che in nazioni, la guerra – nel senso tradizionale – diventa più costosa, più pericolosa e, in gran parte, priva di significato.

Essenzialmente, le vecchie motivazioni per la guerra non si applicano più, ma i benefici interni accessori di una politica bellica rimangono.

Anche se lo stato e le multinazionali che lo sostengono non devono più combattere battaglie campali per conquistare i territori migliori, hanno ancora bisogno che i loro sudditi credano di essere sotto attacco.

In breve, per necessità, la “guerra,” dal classico conflitto interstatale per il controllo delle risorse è diventata uno strumento di manipolazione psicologica dall’elite nei confronti della popolazione.

E la prima tappa di questa evoluzione era stata l’11 settembre.

L’11 settembre e la guerra al terrorismo

L’11 settembre è stato un lavoro dall’interno. Qualsiasi esame obiettivo delle prove può solo portare a questa conclusione. (Non ho intenzione di discuterne qui, abbiamo decine di articoli che lo spiegano in dettaglio. Non è di questo che voglio parlare oggi).

Il governo degli Stati Uniti ha fatto saltare in aria i propri edifici, ha ucciso la propria popolazione civile, ha terrorizzato i suoi cittadini. La classe dirigente si è impegnata in quella che Orwell chiamava “la guerra contro i propri sudditi,” in senso assolutamente letterale.

Proprio come l’incendio del Reichstag nella Germania nazista, questo finto “attacco” è stato attuato per creare una mentalità di guerra. Per far credere alla gente di essere minacciata e servire come pretesto al governo per imporre per nuovi “poteri temporanei di emergenza.”

Ma l’11 settembre è andato oltre, perchè è servito come casus belli per una guerra: “la guerra al terrorismo.”

La guerra al terrorismo è stata un nuovo tipo di guerra, certo, è stata usata come punto di partenza per conflitti più tradizionali in Afghanistan e in Iraq e poi per guerre per procura in Siria, Libia e Yemen, ma il suo obiettivo principale era, in realtà, interno. Una psy-op bellica nazionale progettata per mantenere 350 milioni di persone in un semipermanente stato di paura.

Era il naturale passo successivo della ridefinizione orwelliana del concetto di “guerra.”

Se gli scopi principali della vostra guerra sono a) mantenere il controllo interno della vostra popolazione e b) incanalare il denaro dei contribuenti in contratti gonfiati per l’industria privata, avete davvero bisogno di dichiarare guerra ad un Paese straniero?

In altre parole, c’è proprio bisogno di una vera e propria “guerra” fisica? L’idea di una guerra non è altrettanto buona?

E, se tutto ciò di cui avete bisogno è l’idea di una guerra, quale modo migliore che dichiarare guerra ad un’idea? Perché non trasformare il vostro nemico in un concetto astratto?

Perché il bello di andare in guerra contro un concetto astratto è che non si può mai perdere e non si deve mai vincere. La guerra può continuare per sempre.

Questa idea era stata sperimentata per la prima volta con la “guerra alla droga.” Ma non aveva funzionato perché a) alla gente piace la droga e b) la droga è un flusso di reddito vitale per lo stato profondo. Quindi era fallita.

La guerra al terrore si è rivelata migliore. Dato che “terrore” è un sostantivo astratto, senza una solida realtà e può significare qualsiasi cosa si desideri. “La guerra al terrore” può essere interna o estera, politica o militare, palese o nascosta o entrambe le cose. Non può essere vinta, non può essere persa e finisce solo quando lo decidete voi

È perfetta.

Beh, quasi perfetta.

Ci sono ancora alcuni problemi.

Per esempio, è abbastanza difficile mantenere le persone spaventate da un concetto astratto. C’è bisogno di un contatto con il mondo reale. In pratica, perchè la guerra al terrorismo possa andare avanti, bisogna continuare a ricordare alla gente che il terrore esiste. E questo vuol dire che devono verificarsi atti di terrorismo. Il che significa o lasciarli accadere o farli accadere (nella stragrande maggioranza delle volte è la seconda delle due).

Se si vogliono inscenare degli attacchi terroristici, devono essere reali, con vittime vere e famiglie in lutto che fanno domande reali… o possono essere finti, recitati da attori professionisti. In entrambi i casi il tutto è logisticamente complicato, difficile da controllare e potenzialmente imbarazzante.

Poi c’è anche il problema dei terroristi stessi. Avete pubblicamente dichiarato guerra contro di loro… ma sono anche molto utili. C’è un motivo per cui li avete finanziati per decenni. Il risultato inevitabile è che ci si ritrova con “terroristi buoni” nel paese A e “terroristi cattivi” nel paese B. E, quando si scopre che sono essenzialmente gli stessi, beh, le cose si complicano.

Ma il problema più grande, in realtà, è che [la guerra al terrore] limita la vostra ambizione.

Potete aver scelto un concetto astratto come obiettivo della vostra guerra, ma quel concetto deve comunque assumere una forma umana. E qualsiasi nemico umano può essere spaventoso solo fino a un certo punto, e può fare solo una certa quantità di danni. In questo modo non è possibile spaventare tutti contemporaneamente.

Inoltre, scegliere un nemico umano – lungo linee razziali, nazionali, etniche o ideologiche – è inevitabilmente divisivo. Non potrete mai unire tutti dietro quella bandiera.

In breve, una guerra al terrorismo e ai terroristi va bene se si vuole governare un Paese, ma se si vuole governare un pianeta?

Beh, quello che vi serve allora è un nuovo nemico. Un nemico che possa essere dappertutto e in nessun posto e che non sia assolutamente umano.

La guerra alla Covid

La “pandemia” di Covid-19 era stata presentata al pubblico come una guerra, fin dall’inizio.

Già nel marzo 2020, il segretario generale dell’ONU aveva esortato le nazioni a “dichiarare guerra al virus” e aveva definito la Covid “la più grande minaccia dalla Seconda Guerra Mondiale.” Un concetto che i portavoce dell’Onu avevano ripetuto. In continuazione.

I leader nazionali erano stati altrettanto ansiosi di equiparare la Covid ad una nuova, grande causa, in linea con la lotta al fascismo.

Il primo ministro italiano aveva fatto riferimento all’“ora più buia” della nazione. Il premier del Nuovo Galles del Sud, Gladys Berejiklian, ha dichiarato alla stampa, proprio il mese scorso, che “questa è letteralmente una guerra.”

Nel Regno Unito, il governo ha fatto numerosi e trasparenti tentativi per instillare un’atmosfera churchilliana da “spirito del Blitz.” Continuando con gli spudorati paralleli con la Seconda Guerra Mondiale nella messaggistica Covid, la stessa Regina, nel suo stucchevole discorso pubblico, non si è vergognata di ripetere la frase “We’ll meet again.” [*]

In America, da sempre il centro delle metafore militari, Trump si era autodefinito un “presidente di guerra che combatte contro un nemico invisibile.” L’ex governatore di New York, Andrew Cuomo, aveva parlato degli operatori sanitari come di “soldati” nella battaglia contro la Covid.

In tutto il mondo, gli esperti paragonano spesso la Covid alla guerra al terrorismo e la Covid ai terroristi. La metafora bellica è onnipresente in discorsi, titoli e spot televisivi.

Il messaggio è chiaro e semplice: il virus è il nostro nemico. Siamo in guerra.

E questa guerra è davvero perfetta.

Ha tutti i vantaggi di una vera guerra e nessuno degli svantaggi. Tutta l’effimera malleabilità della “guerra al terrorismo” e nessuna delle sue possibili complicazioni.

Pensateci…

In nome della Covid abbiamo visto aumentare le tasse, la censura, la sorveglianza, il trasferimento di fondi statali al settore privato e gli stessi poteri dello stato. Questi sono tutti i cliché dei “poteri di emergenza” che lo stato cerca di attuare in tempo di guerra.

E ci sono riusciti con un semplice trucco in tre tempi.

Primo, prendete un virus, dategli un nome e attribuitegli gli stessi identici sintomi di tutti gli altri virus del raffreddore e dell’influenza. Avete appena creato una nuova malattia.

Secondo, prendete un test che possa “trovare qualsiasi cosa in chiunque,” eseguilo su tutti quelli che vengono ricoverati in ospedale (specialmente sui malati terminali) e cambiate la definizione legale di “causa di morte.” Avete appena creato i “decessi” per la vostra nuova malattia.

Terzo, iniziate a fare lo stesso test a tutti, più volte alla settimana. Avete appena creato milioni e milioni di “casi asintomatici.”

Combinateli tutti e tre e avrete creato una “pandemia.”

Hanno creato un nemico dal nulla, attraverso un’ondata di propaganda e di manipolazione statistica. La “Covid” non è altro che un filtro, una lente posta davanti all’occhio pubblico che distorce la realtà senza cambiare realmente nulla.

Proprio come nella “guerra al terrorismo,” la minaccia reale è quasi interamente immaginaria, ma, questa volta l’ottica, è decisamente migliore.

Invece di osannare le truppe, ora rendiamo omaggio agli “eroi della sanità,” ai “soldati in prima linea contro il virus.” Niente bombe, niente violenza, solo infermiere che ballano.

E cosa non può succedere con la Covid? Semplice, tutto ciò che non vogliono che accada. A causa della natura stessa di questa finta pandemia, hanno il controllo totale della narrativa.

Possono controllare i “casi” attraverso i test. Possono controllare i “decessi” attraverso la definizione di “causa di morte.” Possono modificare il significato di una parola qua e là, far impennare o bloccare la “pandemia” a piacimento. Possono rallentarne la “diffusione” o accelerarla. Introdurre un nuovo test o una nuova terapia o “curarla,” poi possono creare una nuova variante e farla ritornare.

Questa guerra, in realtà, non esiste, quindi non c’è la necessità di farla finire e, sicuramente, non è possibile perderla.

Nel frattempo, ogni nuova legge che passa espande il potere dello stato sui cittadini e, man mano che si va avanti, ci sono in palio sempre nuovi, pingui contratti per il settore privato. Test, app. per il tracciamento dei contatti e DPI. Vaccini, ventilatori polmonari e hotel di quarantena. Il denaro pubblico si sta riversando in mani private.

E la parte migliore? Viene fatto tutto per “aiutare la gente.”

Dopo l’11 settembre, il Patriot Act aveva autorizzato la sorveglianza di massa, la detenzione senza processo e flagranti violazioni dei diritti civili, perché chiunque avrebbe potuto essere un terrorista.

Ora, le presunte “misure di salute pubblica” anti-Covid permettono le stesse identiche cose… perché la gente potrebbe essere malata.

Lo stato si è trasformato. Quello che una volta era considerato paranoico e aggressivo, ora è semplicemente benefico e paternalistico.

Questa è la genialità della Guerra alla Covid.

La vera guerra eterna

Quindi… come sono collegati Covid e l’11 settembre?

L’una sfocia direttamente nell’altra. Formano un continuum di narrative di controllo progettate per spaventare la gente e far accettare limitazioni draconiane della loro libertà, giustificando al contempo una mentalità bellica permanente in tutta la società.

La “guerra al terrore” e la “guerra alla Covid” sono due operazioni psicologiche gemelle che documentano la trasformazione della politica “bellica” da estera ad esclusivamente interna.

Orwell l’aveva descritto perfettamente in 1984:

La guerra, come si vedrà, è ora un affare puramente interno. In passato, i gruppi dirigenti di tutti i Paesi, sebbene potessero riconoscere il loro interesse comune e quindi limitare la distruttività della guerra, combattevano l’uno contro l’altro e il vincitore saccheggiava sempre il vinto. Ai nostri giorni non si combattono più a vicenda. La guerra è condotta dai gruppi dirigenti contro i propri sudditi e l’obiettivo della guerra non è quello di fare o impedire conquiste territoriali, ma di mantenere intatta la struttura della società.

Negli ultimi due anni abbiamo potuto constatare la verità di tutto ciò. La Covid ci ha mostrato nazioni apparentemente nemiche che, improvvisamente, si sono messe d’accordo e hanno dimostrato un’unità di intenti quasi totale per diffondere una grande bugia.

I capitalisti egemonici globali non hanno più bisogno di conquistare territori o rubare risorse. Possiedono già tutto ciò che vale la pena possedere, tutto ciò di cui hanno bisogno ora è controllare quelli che lavorano per loro e preservare l’ineguaglianza che hanno creato.

Questa è la vera guerra che si combatte adesso. Non la ridicola guerra al terrorismo. E non la ridicola guerra alla Covid. No, la vera “guerra eterna” è quella che Niels Harrit chiama la guerra verticale, condotta dai vertici contro tutti quelli sotto di loro.

La Covid ne è l’espressione più recente e più evidente, ma, da anni ormai, i media corporativi sono il portavoce del cuore autoritario dello stato.

Ho scritto prima che stiamo entrando nell’era dello “statalismo progressivo.” Dove la tirannia è venduta come una spiacevole inevitabilità e i nostri leader sono ritratti come una nuova razza di riluttanti dittatori, costretti a perseguire politiche distopiche unicamente per necessità e solo con le più pure intenzioni.

Ci viene detto che i nostri premurosi padroni non sono tirannici o dittatoriali perché vogliono esserlo, ma perché devono esserlo, per il nostro bene.

Il “grande reset” non è una maligna “teoria della cospirazione,” sono solo i nostri gentili governanti che devono costruire un mondo a prova di bambino per proteggerci da noi stessi. Distruggendo la nostra società per poterla ricostruire meglio in un’utopia neo-feudale, dove nessuno possiederà nulla, dove tutti saranno felici e dove tutti faranno quello che verrà detto loro di fare… o sarà peggio per loro.

Questa “pandemia” è l’estremità affilata di un cuneo che si allarga rapidamente. I prossimi passi saranno l’influenza, l’obesità e il riscaldamento globale. Niente più carne. Niente più zucchero. Niente più vacanze. Fanno male a voi, al pianeta e agli orsi polari.

Vietata l’istruzione domestica, le proteste e la disinformazione. Bandito il genere sbagliato di libri, il modello sbagliato di discorso e il tipo sbagliato di pensiero.

Indossare la mascherina, farsi il vaccino, vivere in una capsula e mangiare insetti.

L’egemonia globale non si instaurerà con una guerra tradizionale o con una conquista imperiale, verrà creata da un conglomerato di restrizioni alla libertà individuale.

Questa è la guerra che collega l’11 settembre alla Covid. La vera guerra, e non è contro la droga o il terrorismo o anche la Covid… è contro di noi.

Kit Knightly

[*] “We’ll meet again” è una canzone scritta da Ross Parker e Hughie Charles nel 1939 e interpretata da Vera Lynn. Era diventata popolare durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale, un vero e proprio simbolo di speranza per i soldati che speravano di riabbracciare presto le loro famiglie. N.D.T.

Fonte: off-guardian.org
Link: https://off-guardian.org/2021/09/13/covid-9-11-forever-war/
13.09.2021
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

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Predator.999
Utente CDC
15 Settembre 2021 12:42

Una guerra combattura nel cervello dei gonzi.

Una cosa che immagino è che stanno comprimendo gli italiani in modo così violento perchè dovranno stare al livello più basso della piramide tirannica europea. Se riusciranno in questa azione, via via seguiranno le altre popolazioni con compressione meno pesanti dei diritti.
La guerra finirà col raggiungimento degli obbiettivi prefissati, taglio drastico delle popolazioni, ristrutturazione dei ceti sociali ed asservimento totale dei sopravvissuti.
Troppo fantastico? Allora guardate cosa sta succedendo in Australia: sequestrano i minori con le armi per vaccinarli.

Ultimo aggiornamento 2 giorni fa effettuato da Predator.999
Mealuirao
Utente CDC
15 Settembre 2021 12:59

Il punto fondamentale (direi) è questo.
Le persone si fanno terrorizzare facilmente perchè hanno paura della morte.
Dovrebbero invece essere consapevoli del fatto che:
Se Dio non esiste non vale la pena di vivere un secondo di più.
Se Dio esiste e decidesse di togliermi la vita tra un secondo, che sia!
Basta paura!

BrunoWald
Utente CDC
Risposta al commento di  Mealuirao
15 Settembre 2021 17:18

“Se Dio non esiste non vale la pena di vivere un secondo di più.”

Molti potrebbero non essere d’accordo, ritenendo che la vita sia meravigliosa e valga la pena viverla in ogni caso.
La questione della paura però è realmente centrale. Ci hanno allevati a questo scopo per secoli, negli ultimi decenni apertamente: per fare di noi degli innocui castrati, che si lasciano portare via i figli da qualche sbirro per vaccinarli a forza. Se ci avessero provato con una famiglia vichinga (esempio a caso…) il padre ne avrebbe subito aperto uno a metà con l’ascia, fregandosene se poi l’ammazzavano.
Se si aspettassero la stessa reazione da noi, ci penserebbero due o tre volte.

Cataldo
Utente CDC
15 Settembre 2021 13:02

L’arte è profezia, il giorno dell’11/9 mi venne in mente subito questa opera di Beuys, coeva alle Torri, che avevo visto da ragazzo a Napoli negli 80 e da me associata nella memoria ad una teca di vetro con i due martiri posta a casa di un amatissimo prozio.
qui si vede bene

https://walkerart.org/collections/artworks/cosmos-und-damien-cosmos-and-damian

Cosma e Damiano, sono due medici martiri cristiani …. la profondità della mantica del Maestro aumenta nei decenni …

JA
Utente CDC
15 Settembre 2021 13:40

Più che con il Reichstag il parallelo andrebbe fatto con Pearl Harbour per spingere gli americani in guerra come le Torri Gemelle per spingerli contro i nemici d’Israhell. Lavoro interno inquanto sicuramente il giudeo Cheney (come a suo tempo Roosevelt) sapeva, ma molto felicemente ha lasciato accadesse per la successiva guerra pianificata da anni dai neocon (sinistri giudei riciclati): “Chi c’era veramente dietro l’11 settembre? … Allora chi è stato? A mio avviso, gli attacchi sono stati finanziati da privati cittadini in Arabia Saudita e organizzati dalla Germania e forse dalla Spagna. Tutti i dirottatori provenivano da stati nominalmente alleati degli Stati Uniti o dei suoi protettorati. Quindici dei 19 erano sauditi. Due provenivano dagli Emirati Arabi Uniti (EAU), e uno ciascuno dall’Egitto e dal Libano… I gruppi nazionalisti privati in Arabia Saudita che si opponevano aspramente al dominio straniero del loro paese avrebbero potuto benissimo finanziare e organizzare l’11 settembre. Ma, ovviamente, Washington non poteva ammetterlo. Ciò avrebbe messo in discussione l’occupazione statunitense dell’Arabia Saudita. Ciò che è anche abbastanza chiaro è che Israele – come minimo [se non aiutato ad organizzarlo] – sapeva che l’attacco stava arrivando, ma non ha avvertito i suoi “alleati” americani. Israele è stato… Leggi tutto »

Cataldo
Utente CDC
Risposta al commento di  JA
15 Settembre 2021 14:20

Dopo vent’anni ancora si crede ai terroristi con i taglierini che con due aerei abbattono tre torri ??

JA
Utente CDC
Risposta al commento di  Cataldo
15 Settembre 2021 14:47

Perchè no. Dopo 80 si crede ancora alla sorpresa giapponese di Pearl Harbor.
Da molto tempo mi sono però accorto che da anni c’è una tendenza di voler abituare al catastrofismo che pervade ogni trasmissione televisiva siano film o documentari, quasi a voler preparare gli spettatori a qualche spaventoso disastro imminente.
Era per questo o anche questo è solo una preparazione?

sbregaverse
Utente CDC
Risposta al commento di  JA
15 Settembre 2021 18:30

Perchè no.Pseudoblasfema: dopo 2000 molti credono alla resurezzione dei morti e a qualche altra cosuccia stigmatizzata come mistero della fede.

nicolass
Utente CDC
15 Settembre 2021 14:18

A questo punto non credo ci si possa fare più molto tranne che fermarsi e godersi lo spettacolo…. troppi gli ebeti ignoranti votati all’ammasso. Spero solo che l’orchestra del Titanic continui a suonare…

Ultimo aggiornamento 2 giorni fa effettuato da nicolass
sbregaverse
Utente CDC
Risposta al commento di  nicolass
15 Settembre 2021 18:33

Sì e noi siamo i privilegiati sprofondati,così per dire,nelle poltronissime della prima fila.

nicolass
Utente CDC
Risposta al commento di  sbregaverse
15 Settembre 2021 20:53

si può sprofondare con dignità..

Primadellesabbie
Utente CDC
15 Settembre 2021 15:00

Questi governanti supremi vedono lontano…

I mezzi di comunicazione introdotti e adottati, o in via di adozione, sono tali da cambiare radicalmente l’ordine delle cose, così come hanno cambiato il tran tran degli scambi e degli affari e, probabilmente, rappresentano un’evoluzione obbligata.

Certo i turisti viaggiano, presi per i fondelli dalle agenzie turistiche e mettendoci del loro, risoluti a ricordare le tavole imbandite, FB è un ricettacolo di sfoghi e di vanterie di infimo livello ma… immaginiamo che tutto questo prima o poi si esaurisca e le cose assumano un senso: cosa succederà quando, tra forse non molto, questa sciatteria lascerà il posto alla conoscenza, alla comprensione e alla consuetudine con altre realtà, con altre persone, con altre culture e nasceranno nazioni di persone lontane, diverse ma legate nel profondo da affinità insondabili, affrancate dal territorio, dalle potenzialità imprevedibili, e praticamente ingovernabili (da questi governanti supremi)?

Un groviglio di ‘diaspore’ in interazione ed evoluzione continua.

Talvolta mi viene il dubbio che questi governanti supremi, consci dei rischi per la loro supremazia dell’emancipazione e conseguente dissoluzione di ogni mandria, cerchino di contrastare o di anticipare in ogni modo queste possibilità.

Ultimo aggiornamento 2 giorni fa effettuato da Primadellesabbie
buddyboy
Utente CDC
Risposta al commento di  Primadellesabbie
15 Settembre 2021 15:39

Capisco il dubbio, ma talvolta penso anche che i governanti supremi non abbiano “ben chiaro” ciò che stanno facendo e la cosa mi fa ben più preoccupare.

Primadellesabbie
Utente CDC
Risposta al commento di  buddyboy
15 Settembre 2021 16:28

Credo invece che ce l’abbiano chiarissimo: se la trasformazione, che a me sembra non incoerente con la storia e con le esigenze che mi sembra di veder maturare, dovesse avvenire, si aprirebbe la strada ad altri governanti, adeguati alla nuova società e ai problemi inediti che ne deriverebbero.

Con buona pace di coloro che, inventando mille favole e invocando mille pretesti, ci tiranneggiano inutilmente da secoli.

Ultimo aggiornamento 2 giorni fa effettuato da Primadellesabbie
buddyboy
Utente CDC
Risposta al commento di  Primadellesabbie
15 Settembre 2021 18:19

Considero che sia in atto un epocale duello all’ ultimo sangue tra due “fazioni” che hanno una visione diametralmente opposta su come “condizionare” e dirigere lo sviluppo socio economico globale, nel modo più congeniale alla propria visione e funzionale ai propri interessi .La mia considerazione è che tali governanti supremi, nel loro sforzo continuativo di ” condizionamento”, possano agire in modo avventato e con ricadute devastanti.
Più precisamente, intendo dire che siamo portati ormai a considerare il corso degli avvenimenti, come tappe successive di una precisa ed unica “strategia”, mentre contrariamente, molti di questi avvenimenti potrebbero ( e potranno) essere il frutto di improvvide “tattiche” di contrapposizione ( o contenimento), a quell’evoluzione che tu definisci ” obbligata”.

sbregaverse
Utente CDC
Risposta al commento di  buddyboy
15 Settembre 2021 18:37

Lo sa il Governante Supremo e questo mi toglie da ogni preoccupazione.

uparishutrachoal
Utente CDC
15 Settembre 2021 17:53

Bell’articolo.. Ma dove andremo a finire..? Bé..tutto il mondo sarà conquistato dalla paura (in salsa produttivistica cinese o in quella depressivo sanitaria dell’Occidente). Le elité domineranno popoli annichiliti e impauriti, e la coltre del nulla trionferà. Ma ci si dimentica che la Terra e l’Uomo sono detentori dell’enorme potere che adesso sonnecchia, e che li ha resi possibili o creati..(un lavoro che l’élite si sogna di poter fare).. Il potere può imporre quello che vuole, ma se lo “spirito di libertà”, che ha guidato l’espansione dell’Universo in miliardi di anni senza deprimersi si sveglia dal suo sonno umano, e lo farà perché in un sonno c’è sempre un risveglio, succederà a livello mondiale uno strappo generalizzato alla narrazione, e la libertà ritroverà lo slancio impedito da miliardi di persone che lo zavorrano. Non succede niente o poco di ribellione perché l’obeso corpo sociale è troppo pesante per muoversi e vegeta allettato mangiando e cacando.. I cattivi dominatori stanno facendo il lavoro sporco di far dimagrire il mondo..e quando lo sarà davvero, si alzerà dal letto in cui è immobilizzato e l’elité non lo fermerà certamente. Il mondo è grasso e debole, adesso è impaurito e messo a stecchetto..:o la razza… Leggi tutto »

Ultimo aggiornamento 2 giorni fa effettuato da uparishutrachoal
sbregaverse
Utente CDC
Risposta al commento di  uparishutrachoal
15 Settembre 2021 18:44

C’è sempre il Padreterno che vede e provvede.Upa dai il minimo sindacale,la luce di una fiammella di un cerino,dai Upa un tremulo lumino è meglio di niente.

sbregaverse
Utente CDC
15 Settembre 2021 18:19

Se usassero il novissimo PCR su noi tutti ci troverebbero asintomatici,infetti e pericolosi untori.
PCR acronimo:persone coglioni roteanti.

Bertozzi
Utente CDC
15 Settembre 2021 19:17

Se la guerra è verticale il nemico non è più lo straniero ma il concittadino, la guerra è tra chi sta sopra e chi sta sotto… che detta così è facile, ma gli schieramenti non è che sono così facili da definirsi, prima era più facile tedesco=cattivo oppure americano=cattivo e li distinguevi in un attimo. Se la guerra è verticale il nemico non è così definito come colui che sta lassù e fa la guerra a te povero mortale che stai in basso – vien facile pensare ai politici, ai ricconi plutocrati ecc, se la guerra è verticale i livelli diventano molti di più ed un pò un tutti contro tutti di quello che sta più su verso quello appena sotto,la guerra te la fa quello che sta solo due o tre scalini più su di te, quello che se la passa meglio – o così crede -e preferirebbe veder morire un sacco di bifolchi come te piuttosto che perdere la sua posizione di piccolo o grande vantaggio. Se la guerra è verticale il mio nemico è lì fuori, appena varcato l’uscio, se ne ho uno, e uscito in strada, mica peraltro la stragrande maggioranza dei beoti di questo supposto… Leggi tutto »

danone
Utente CDC
15 Settembre 2021 21:54

Ottimo articolo, chi non beve le frottole sistemiche della propaganda di regime, non può che condividere l’analisi di Knightly. Ho solo un dubbio su questo passaggio.. In America, da sempre il centro delle metafore militari, Trump si era autodefinito un “presidente di guerra che combatte contro un nemico invisibile.” Sicuro che si riferisse al covid? Secondo me Trump con nemico invisibile qui si riferiva a chi ha inventato il covid, il deep state. Il deep state è una piovra cancerogena di interessi pubblici-privati, uniti in un coacervo malsano di obiettivi comuni, con metastasi in tutti i paesi del mondo, non è solo in USA, seppur il ganglio americano è senz’altro più operativo e invasivo, quindi credo che non sia troppo sbagliato definire il deep state globalista, il responsabile di questa pandemia e di tutte le altre belle operazioni psicologiche che periodicamente ci viviamo, come ben descritte nell’articolo. Knightly però dimentica o non sa, a differenza nostra, che la prima psyop realizzata da lor signori in stile hollywoodiano fu l’allunaggio, non l’11/9, anch’esso evento di scala mondiale, fu una grande prova generale che confermò a chi di dovere, che le masse erano già belle che bollite nel ’69, e avrebbero creduto a… Leggi tutto »

oldhunter
Utente CDC
Risposta al commento di  danone
16 Settembre 2021 10:30

Concordo e condivido ogni parola del buon Danone

danone
Utente CDC
Risposta al commento di  oldhunter
16 Settembre 2021 15:49

Ciao carissimo old, ti abbraccio virtualmente :-))

inyourarms
Utente CDC
16 Settembre 2021 11:28

Prendi i virus influenzali globali, dagli il nome di “covid-19” e fai un lockdown per creare nella popolazione il PTSD, poi a quel punto scendono in campo i collusi media a spargere il terrore, poi vaccina e rivaccina facendo leva su quell’evento “traumatico per la popolazione” sui morti (in Italia le bare di Bergamo) e ricattali sui diritti fondamentali. Aggiungici qualche servizio tv commuovente dove fai credere che stiamo morendo come mosche giovani persone. Nulla di più facile, potrai vaccinare chiunque, anche i sani, dove alcuni (non tutti eh) ci lasceranno pian pian le penne tramite “vaccinazioni” perenni ogni 6 mesi.
Ogni tanto nuovi lockdown e restrizioni, il pane di questa vicenda,naturalmente dando la colpa a chi non si è piegato (che sarà già da tempo tagliato fuori dalla società).
Aggiungici test PCR farlocchi e in grado di risultare positivi anche sei hai un po’ di raffreddore e hai un loop potenzialmente infinito.

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