COME SI ARRIVERA’ AL GIORNO...

COME SI ARRIVERA’ AL GIORNO...

DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

Aggionamento al Più Grande Crimine 5


Come si arriverà al giorno in cui un commando di tre persone attende Mario Draghi all’uscita della sede del Financial Times a Londra e lo ammazza con due colpi alla testa?



Come si arriverà al giorno in cui una donna portoghese tornerà da un viaggio in Marocco e si farà saltare in aria nella hall della Banca Centrale Europea al passaggio di Angela Merkel e di Wolfgang Shauble?

Come si arriverà al giorno in cui Sergio Marchionne sarà accoltellato da un impiegato Fiat in un ristorante di Roma?

Come si arriverà al giorno in cui uno scrittore poserà le dita sulla sua tastiera e scriverà ciò che oggi ancora non si deve scrivere, e cioè che l’unico atto rimastoci per non morire da vermi, l’unico che ci è stato lasciato dal Potere, è di dare la nostra vita mentre spegniamo quella dei criminali di massa come Draghi, Merkel, Shauble, Marchionne, Cameron, Blankfein, Juncker, Amato, Alesina, Trichet, Attali, Barroso e i loro soci?

A seguito, "COME NON ESSERE D'ACCORDO CON PAOLO BARNARD ?" (Eugenio Orso, pauperclass.myblog.it);Perché siamo vicini, molto vicini badate bene, al destino dei ribelli islamici che oggi conosciamo come irragionevoli folli sanguinari, e che invece sono come noi, cioè voci cui non fu lasciata altra voce se non quella di immolarsi in atti di cieca disperazione. Questo fa il Potere, che si chiami Impero americano e sionista, o che si chiami Fondo Monetario Internazionale, Commissione Europea, Gruppo Bilderberg e mercati di capitali coi loro sacerdoti di cui sopra, esso ti schiaccia, ti tortura, ti dissangua, t’inganna, ti umilia, e ti prende per i fondelli con la menzogna dei mezzi di lotta democratici fino al punto in cui l’individuo si trova talmente senza voce, talmente disperato, talmente soffocato dai muri di gomma da prendere un’arma, un coltello, una cintura di esplosivi e reagire nell’unico modo che lo stesso Potere gli ha lasciato. E quando questo accadrà, il Potere invertirà i ruoli di vittima e carnefice ed ecco che Hamas non è più l’erede brutale di 80 anni di sevizie assai più brutali a un intero popolo; Hamas è il terrorista. E i tre uomini che sparano a Draghi non sono più il parto orrendo di un orrore ancora più grande, cioè milioni di persone spolpate vive per il profitto di un centinaio di miliardari; essi sono i terroristi.

La domanda rimane: come si arriverà a quei giorni? Leggete sotto come ci si arriverà.

Scrive il Prof. Robert E. Prasch, economista del Middlebury College, USA: “L’Irlanda poteva semplicemente dichiarare il fallimento, rinegoziare il suo debito e far capire ai suoi creditori che l’alternativa era prendere o lasciare un’offerta unilaterale del governo di Dublino. Ma il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e la UE hanno intuito questa via d’uscita e hanno inserito nei termini per il ‘salvataggio’ dell’Irlanda la pretesa che il suo governo si giocasse come garanzia per gli investitori i soldi del Fondo di Riserva delle Pensioni Nazionali Irlandesi… detto in parole povere, la sopravvivenza dei pensionati d’Irlanda sarà ostaggio di questo accordo.” E poi: “Non deve sorprendere venire a sapere che fra le condizioni del medesimo accordo di ‘salvataggio’ d’Irlanda ci siano dettagli inspiegabili come l’obbligo per le famiglie di dotare ogni casa di un contatore dell’acqua a unità separate, precondizione essenziale per la privatizzazione del servizio. O la riduzione dei già miseri stipendi minimi. Cos’hanno a che fare i contatori dell’acqua e gli stipendi minimi con le frodi bancarie, le deregulation, e la condotta folle del governo che hanno creato e nutrito questa crisi? Li hanno incastrati: il FMI, la UE e il governo di Dublino sono d’accordo che la via migliore è di smollare i rischi e i costi associati col salvataggio delle banche a coloro che non c’entrano nulla con quella frode e che ne hanno beneficiato zero.” E ancora: “Gli appiopperanno più tasse e più alte, abbasseranno gli stipendi dei dipendenti pubblici, alzeranno le rette per gli studenti, crollerà l’assistenza ai poveri e ai disoccupati, saranno tagliati i benefici alle famiglie con bimbi piccoli, mentre saranno salvati i gruppi di ricchi, le corporations, quasi tutti i dirigenti di banca e gli speculatori stranieri.” Infine: “Senza dubbio i banchieri e i burocrati del Fondo Monetario Internazionale e della UE hanno colto nella crisi irlandese un’opportunità eccezionale… di imporre agli irlandesi una politica economica decisa da un potere non eletto e fuori controllo, esattamente come sotto l’egemonia britannica dell’800… Il capitalismo della catastrofe è approdato in Irlanda.”

Per favore, rileggete, pensando che stiamo parlando di esseri umani come me e come te, che hanno una sola vita, e in questa sola vita si giocano tutta la già minima quota di speranza, di amore, di autostima, di bene per i propri figli, un poco di gioia magari ogni tanto, prima che una malattia o la sofferenza gli spengano le luci. Non avranno una seconda chance, questa vita è tutto ciò che hanno, ma cento uomini nelle stanze del loro potere hanno deciso, per profitto, che milioni di loro, e i loro figli, devono schiattare da vivi, piangere, sentire il degrado, la melma della precarietà alla gola sempre… e poi morire. Ci può essere una cosa più infame?

Per favore, rileggente, sapendo che arriveranno anche qui, perché il piano del colpo di Stato finanziario europeo lo prevede in termini certi. Funziona così, badate alla perversa frode con cui ci ammazzano: l’agenzia di rating Moody’s (dà le pagelle ai governi e chi sgarra sanguina) viene istruita di abbassare il voto dell’Italia; immediatamente i titoli di Stato emessi dal nostro Tesoro dovranno pagare un tasso di interesse più alto perché chi li compra ha visto la bocciatura di Moody’s e non si fida più di noi, quindi per comprarli pretende di guadagnarci di più; poiché non abbiamo più moneta sovrana, cioè usiamo l’euro prendendolo in prestito dai mercati privati, pagare interessi più alti significa per noi doverci indebitare ancor di più; ma di nuovo i mercati si allarmano perché temono che facciamo bancarotta e questo significa per Roma “cadere vittima di una spirale di bocciature (da parte di Moody’s) che portano ad ancora meno fiducia dei mercati, che porta ad ulteriori bocciature, che portano a tassi sui titoli di Stato ancora più alti e così fino al collasso” (Financial Times). Non se ne esce, impossibile. Nel panico da crash finanziario, il governo di Roma, come quello di Lisbona, Madrid, Atene ecc., deve accettare l’arrivo dei tecnici del FMI, e… la ricetta è quella di Dublino, sangue dei cittadini, pacchia per i manager e privatizzazioni selvagge del nostro bene pubblico nelle tasche degli speculatori. Uno dei loro sicari, Barclay’s Capital, lo scrive nero su bianco: “(Lo Stato) evita di dover vendere questi titoli solo se accelera le privatizzazioni.”

Tutto questo orrore, che già ha soffocato un’enorme fetta di economia italiana - aziende, lavoro, posti pubblici, stipendi pubblici, servizi, istruzione, precari…- e che nei prossimi 5 anni ci farà conoscere il più devastante attacco ai salari della Storia moderna, proviene, lo ricordo, da una pianificazione di 70 anni da parte delle elite finanziarie che è culminata con l’introduzione dell’euro come arma finale per lo sventramento di ogni residua sovranità dello Stato nel creare ricchezza per i propri cittadini (si legga Il Più Grande Crimine). La realtà è che ogni singola parola spesa dai criminali che ho citato all’inizio e dai loro soci mira precisamente all’opposto di ciò che dichiarano, cioè mira a stringere ancora di più la spirale di collasso finanziario degli Stati descritta dal Financial Times poco sopra. Ma intanto i media ci dicono che Wikileaks è la notizia! che Berlusconi è la crisi!, che Obama è la speranza!

Mario Draghi, in un inglese robotico, ha appena declamato in un’intervista video al massimo quotidiano finanziario della City di Londra che “… si devono rendere le regole già esistenti ancora più stingenti, più severe. Sanzioni, costi politici e sanzioni finanziarie devono diventare misure praticamente automatiche, così da dare alle nazioni con politiche deboli, incapaci di fare la cosa giusta, la forza per correggersi.” Draghi, criminale falsario, usa le parole vere: fare la cosa giusta come impegnare i soldi guadagnati in una vita di lavoro da milioni di pensionati per garantire i profitti degli speculatori che hanno ‘cucinato’ questa catastrofe economica mondiale con la complicità tua, di Moody’s, di Giuliano Amato, della Goldman Sachs di New York cui tu rispondi quotidianamente e che ti ha creato, e dove un infame uomo che risponde al nome di Lloyd Craig Blankfein ha detto, mentre milioni di esseri umani perdevano la casa, la salute, il futuro dei figli nella loro unica vita, che “Goldman Sachs fa il lavoro di Dio.” Fare la cosa giusta come illudere decine di migliaia di operai italiani che la Fiat li tutelerà, quando la Fiat del criminale Marchionne sa benissimo che si prospetta non solo il collasso dei salari di tutti gli operai europei, ma anche la dismissione totale del lavoro umano dalle catene di montaggio di tutti gli stabilimenti. Fare la cosa giusta come impedire allo Stato dei diritti nato dal pensiero illuminista di usare la moneta sovrana per fare ciò che lo Stato deve fare: spendere a deficit per creare ricchezza nei cittadini, mentre tu e i tuoi soci criminali avete sottratto all’Italia di noi umani 457 miliardi di euro di ricchezza in 2 anni, e lo hai pubblicato tu nei tuoi bollettini di Banca d’Italia il 16 dicembre 2009. Fare la cosa giusta come sedere di fronte a una telecamera con la tua voce robotica che copre le mattine, le sere e le notti di milioni di vite spezzate per il tuo e per il vostro profitto. Criminali.



Mi chiedevo all’inizio come si arriverà al giorno in cui… Una cosa la so per certa, Draghi:

“… e in quanto a voi, sentite bene quel ch’io vi prometto. Verrà un giorno…”

Per noi, la gente.



E' vero che siamo strozzati dai ritmi di vita; è vero che lottare contro il Potere è oggi come attraversare un labirinto di muri di gomma, chi lo ha fatto lo sa bene; è vero che i mezzi di lotta cosiddetti democratici sono in gran parte una frode; è vero che 'loro' sono spietati e che non ci risparmiano nulla; ed è vero che tutto ciò finisce per costringere le loro vittime all'angolo della violenza. Ma l'apatia di milioni di noi non si può giustificare. E la miopia della minoranza attiva ossessionata dal 'cortiletto del potere', ancora meno. Il Mahatma Gandhi, quello vero, predicò di affrontare il proprio nemico facendosi persino macellare col sorriso sulle labbra. Ma disse anche che se non si posseggono i mezzi per fare ciò, l'apatia non può mai essere giustificata, e allora che si imbraccino i fucili e si spari al nemico. Questo disse Gandhi.



Paolo Barnard

Fonte: www.paolobarnard.info

Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=199

16.12.2010

Commenti (137)

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    1. ottavino 16 dicembre 2010

      Il "sociale" non serve a nulla. O meglio serve solo a osservare meglio l'individuale. Purtroppo nessuno si vuole staccare da questo maledetto sociale!!. I poveretti parlano di sociale....gli inetti, quelli che in realtà non vogliono agire SU SE STESSI....

    1. ottavino 16 dicembre 2010

      Brava Caterina, si vede che il tuo cervello funziona ancora. Per il resto siamo nella discarica.
      Barnard è uno dei personaggi peggiori che poteva capitare al mondo e, conseguentemente, in questo sito.
      I ragionamenti corretti sono:
      1) Non abbiamo fatto nulla per creare questa situazione.
      2) Ci siamo trovati immersi in questo stupido benessere creato da chi? Boh.
      3) Il ribellismo è da deficenti (vedi Roma).
      4) L'unica cosa da fare è non consumare, per quanto possibile.
      5) Il crollo è positivo, quindi non c'è niente da temere.
      6) Cosa succederà? Boh. La morte non ci spaventa.
      7) E' un ottimo esercizio per distaccarsi da questo mondo.
      Saluti.

    1. boemo66 16 dicembre 2010

      Scusa ma non ti seguo. Stai dicendo le stesse cose che ho appena finito di scriverti, solo in maniera appassionata, direi. Credo che tu non abbia capito il senso oppure non ti sai spiegare, perdonami.

      -Purtroppo non riuscite ad uscire dalla visione della societa' in cui vivete...-
      No, direi che qua, almeno per quanto riguarda me, hai preso un grosso granchio. Io ne sono uscito, te lo garantisco, e da un bel pezzo altrimenti non sarei qua a esporre le mie opinioni.

      -Negli anni 70 di cui tutti abbiamo un bel ricordo, proprio menre si ottenevano tantissimi diritti, venivano uccise le persone-
      Scusami ma qua presumo tu ti riferisca al terrorismo, che con quello di cui stiamo parlando, ai fatti, c'entra ben poco.

      -E' la societa capitalistica-consumistica quella in cui volete vivere?-
      Certo che no, è per questo che siamo qua a sbatterci e discutere.

      -Come mai non riuscite a pensare a null'altro?-
      Immagino tu ti riferisca ad una eventuale "rivoluzione". Guarda che la ricetta delle rivoluzioni per cambiare le cose mica l'ho inventata io o quelli che dibattono in questi post? Ti ripeto: è il mezzo estremo, l'ultimo, per ottenere i NOSTRI DIRITTI SACROSANTI. Hai alternative meno drastiche? Ok ti ascolto.

      -Ora tutti non sappiamo che incolpare "altri"...- Certo che incolpiamo "altri" proprio perchè sono questi "altri" che ci stanno rovinando la vita. Almeno sai o ti sei informata chi sono questi "altri"? Sai cosa stanno facendo? Sai che tuo figlio dovrà pagare la retta dell'univeristà PRIVATA il triplo di quello che pagava prima? Sai perchè per questi maledetti è molto meglio se il lavoro dovrà essere mal pagato con stipendi da fame? Hai un idea di quello che hanno fatto e ci stanno facendo? Ecco se non lo sai ti consiglio di documentarti altrimenti ti prego di sparare a vanvera. Avrai letto l'articolo della discussione immagino. Qua ci sono nomi, cognomi,. fatti e date a conferma di tutto ciò. Se non ti basta fatti un giro sul sito di Paolo Barnard e leggilo..tutto possibilmente. Non devi esserne convinta ma leggerlo e farti un idea, questo si. Se poi lo conosci e sai di cosa parlo, scusami, ma ancora più strana mi sembra questa tua risposta.

    1. Tao 16 dicembre 2010

      COME NON ESSERE D'ACCORDO CON PAOLO BARNARD ?


      DI EUGENIO ORSO

      pauperclass.myblog.it

      Come non essere d’accordo con Paolo Barnard ?

      Si può essere in disaccordo con lui soltanto se si appartiene a quella specie di grossi vermi - non uomini né anime – nati dal putridume del capitalismo contemporaneo, dalle sue dinamiche che maciullano la vita umana e non umana, quei vermi disgustosi che si nascondono in qualche ufficio agli ultimi piani di palazzi con i vetri a specchio, negli isolotti off-shore al riparo da ogni sguardo indiscreto e da qualsiasi forma di giustizia, o nelle “zone rosse” superprotette da polizie mercenarie e dall’occhio dei satelliti, come accadrà presto anche a Montecitorio, popolato dai servi locali di questi vermi, ancor più striscianti dei loro padroni.

      In questo caso, la disumanizzazione del nemico è legittima, necessaria, sacrosanta, etica.

      La disumanizzazione del nemico politico, sociale, culturale, etico [in una, totale] è un atto rivoluzionario indispensabile, per poter sperare un giorno di farlo sparire dalla faccia della terra e di evitare il futuro da incubo che ci sta preparando.

      Infierire bestialmente su questi assassini, farli a pezzi, quando verrà l’ora di farlo, sarà soltanto un atto di giustizia, e un piccolo risarcimento per le innumerevoli vittime dei loro crimini.

      Nessuna pietà per questa specie degenerata di massacratori abbietti che è la Global class del terzo millennio, e nessuna pietà per i suoi servi striscianti, ancor più immondi, compresi quelli che sono sempre più asserragliati in Montecitorio, in Palazzo Madama, in Downing Street o in Rue Wiertz ed in altri simili covi di servi striscianti dei vermi globalisti.

      Le loro “zone rosse” equivarranno sempre di più ai residenziali protetti da guardie armate in cui si rifugiavano i ricchi argentini non espatriati assieme ai loro capitali durante la spaventosa crisi che ha colto quel paese una decina di anni or sono.

      I metodi di lotta democratici sono una frode, e questo dovrebbe essere ormai chiaro soprattutto ai più colpiti dagli espropri e dalle violenze capitalistiche, perché servono soltanto a far andare al macello le vittime senza che veramente possano “disturbare” il potere vigente.

      Fino a qui, dunque, bene Barnard! Sono solidale con lui, ottimo il suo elaborato, asciutto, senza nessuna concessione a piccole ipocrisie o a lacrimevoli ed insidiosi dubbi.

      Ma una volta precisato quanto precede, e cioè che il Nemico Principale è lo stesso sia per lo scrivente sia per lo scomodo e donchisciottesco giornalista Paolo Barnard, non posso esimermi dal ragionare con un po’ più di freddezza [tenendo a bada la partecipazione emotiva, che è sempre in agguato] ed operare dei distinguo, delle critiche necessarie, dal mio punto di vista di rivoluzionario e non di insurrezionale, anche se ciò potrà farmi sembrare addirittura un “reazionario” rispetto alla posizione estrema, insurrezionale, che esige il “qui, ora e subito” senza possibili ripensamenti e mediazioni, determinata da un fortissimo e sincero coinvolgimento emotivo ed espressa da Barnard nel suo elaborato.



      Il problema che Barnard non sembra porsi è proprio quello che mi pongo io: una serie di insurrezioni, estese ed anche violente, o meglio una catena di atti individuali suicidi, come quelli che lui stesso preconizza, potrebbe certo sconvolgere temporaneamente il quadro, ma è molto probabile che non porti a nulla di buono, a nessun esito veramente trasformativo, a nessun risultato stabilmente positivo.



      Un Draghi può essere sostituito, e così un Marchionne, perché questo capitalismo è a pieno titolo un meccanismo impersonale ed anonimo e i suoi "agenti strategici" [Draghi e Marchionne] possono essere facilmente e rapidamente rimpiazzati, ben lungi dall’essere insostituibili.

      E' chiaro che Barnard ha molte ragioni, in particolare nella sua descrizione a tinte forti di questa realtà ed un po' meno, forse, nel prevedere [o nell'auspicare?] atti individuali futuri insurrezionali, sanguinosi, estremi.

      Il mondo occidentale non è l'islam, e i soggetti oggi flessibilizzati hanno conosciuto in non pochi casi una vita comoda, dalla quale la parola "sacrificio" – a partire dal sacrificio individuale in atti terroristici sanguinosi –- per lunghi decenni è stata bandita.



      I ribelli islamici richiamati da Barnard al cui destino accomuna gli occidentali non sono certo "come noi", ma profondamente diversi per origini, per cultura, per lo stesso modo di concepire l'esistenza e quindi la lotta, nell’attribuire un valore all’esistenza dei singoli ed alla propria.

      Ricordo, inoltre, che l'azione individuale origina dalla vecchia "propaganda del fatto" anarchica codificata da Pëtr Kropotkin, che è una sorta di prassi rivoluzionaria non necessariamente violenta, che però ha informato azioni cruente, quali il "regicidio" dell'anarchico Bresci, giustiziere di re Umberto in conseguenza della repressione dei moti del pane milanesi del 1898.

      L'esecuzione di re Umberto, all'epoca, equivale in qualche modo [e con le dovute cautele dovute alla distanza storica, sociale e culturale della nostra epoca da quella, 1900] ad una futura esecuzione di Draghi o di Amato [anche se oggi il pericolo incombente è Draghi e non è più Amato].
      Mi pare evidente che Barnard si richiama, nel suo intervento, a queste azioni, alla drammatizzazione terroristica individualizzata di quella che fu la "propaganda del fatto" di matrice anarchica, altrimenti definibile azione individuale "rivoluzionaria" cosciente, di chiara matrice kropotkiniana [Pëtr A. Kropotkin] (nella foto).

      Ma quanti occidentali sono oggi disposti, in modo cosciente, ad azioni estreme come quelle descritte da Barnard?

      Quanti "martiri" –- non immigrati islamici, beninteso, ma autoctoni europei, italiani, danesi, belgi –- si potranno reclutare per queste azioni?
      E inoltre, fino a che punto sono raggiungibili [e quindi sopprimibili] i più importanti fra questi target?

      Infine, quale progetto politico, di riorganizzazione economica e sociale, di cambiamento culturale ci può essere sotto questa serie di azioni individuali disperate fino al limite dell’autosacrificio?

      Probabilmente nessuno, come non c’era alcuna progettualità politica rivoluzionaria alla base della rivolta delle periferie francesi del 2005 o della rivolta dei ghetti neri di Los Angeles …

      Per quanto condivido il j'accuse estremo di Barnard, il suo definire criminali da giustiziare immediatamente i Mario Draghi, i Marchionne, i Cameron [e Berlusconi e Bersani no?], i Trichet, i Barroso, sono ancora convinto che non è nell'azione individuale o nell'insurrezione spontanea, ma nella Rivoluzione, quale tappa epocale o approdo temporaneo di un inconcluso e plurisecolare processo di Liberazione/ emancipazione umana, che risiede la vera salvezza.

      Eugenio Orso

      Fonte: http://pauperclass.myblog.it/

      Link: http://pauperclass.myblog.it/archive/2010/12/16/come-si-arrivera-al-giorno-di-paolo-barnard-da-comedonchisci.html

      16.12.2010

    1. Faulken 16 dicembre 2010

      Goldman sucks

    1. okinawa 16 dicembre 2010

      Ciao Caterina io posso dire di essere totalemente cambiato e orami quel porcesso che è sempre in divenire conta 12 anni. Risultato, se gurado me stesso, bene , se guardo la società mi sento un alieno fuori tempo.

      questo è un enorme video game, prima si cambia tutti insieme e si svolta pagina meglio è, più a lungo accettiamo la condiione di servitù più i cervelloni che ci studiano capiscono che hanno lavorato bene e ci condizioneranno sempre di più.

    1. caterinazanivan 16 dicembre 2010

      Per boemo 66

      Purtroppo non riuscite ad uscire dalla visione della societa' in cui vivete. Negli anni 70 di cui tutti abbiamo un bel ricordo, proprio menre si ottenevano tantissimi diritti, venivano uccise le persone. Ecco perche' oggi siamo qui.

      Il cambiamento certo che deve avvenire, certo che dobbiamo volerlo, ma prima di tutto dobbiamo cambiare noi singoli, nel nostro piccolo. Nessuno o quasi di noi lo fa. Aspettiamo sempre.

      Ripeto la domanda. E' la societa capitalistica-consumistica quella in cui volete vivere?

      Come mai non riuscite a pensare a null'altro?

      Esiste olo una rivoluzione possibile, quella che avviene in ciascuno di noi, facendoci divenire esserei consapevoli e responsabili delle nostre esistenze.
      Ora tutti non sappiamo che incolpare "altri", incapaci di cambiare piccole sistuazioni che dipendono solo da noi. Ciao, Caterina

    1. marco76 16 dicembre 2010

      ahahahahah

    1. boemo66 16 dicembre 2010

      Permettimi di risponderti Caterina. Tutti nel bene o nel male aspiriamo a società diverse, più "democratiche", più vivibili, più giuste, più tolleranti. E' un'utopia? E' qualcosa che veramente non dobbiamo meritarci? Dobbiamo sempre tollerare tutto e tutti qualunque cosa succeda? Io credo di no. Ti faccio una domanda. Credi che lasciando tutto com'è si possa continuare in eterno a subire le arroganze degli altri? Di nuovo credo di no. Nella storia, questo sempre da che esiste vita su questo pianeta, le persone alla fine si sono SEMPRE ribellate ad un certo punto e costi quel che costi sono riuscite ad ottenere grandi cambiamenti. Un altro modo di vivere? Certo. Riportando il cittadino al centro di tutto e smettere di delegare agli altri (guarda cosa sono riusciti a cambiare Grillo, Travaglio e C. NULLA!). Noi dobbiamo tornare ad essere PROTAGONISTI della nostra vita. C'eravamo riusciti negli anni passati (dai primi anni del 1950 ad una buona metà degli anni 70). Divorzio, aborto, il diritto dei lavoratori (che tra l'altro era il più avanzato e perfettamente bilanciato del mondo, Caterina, nel MONDO!). Chi ha fatto tutto questo secondo te? I vari berlusca o qualche buona anima? NO. Noi con le nostre lotte, con le lotte in piazza dei nostri nonni e genitori. E bada bene, il tutto quando in quegli anni l'informazione era in mano al vaticano e alla dc e l'informazione era pari a zero. Se questa sciagura dovesse terminare con qualche fucilata pur di portare di nuovo i diritti ai nostri figli (perchè saranno loro a subirne le conseguenze), SICURO che scenderei armato. Purtroppo quando ti portano a non avere più nulla da perdere queste sono le probabili reazioni. Il paradosso è che allo stato attuale delle cose, sono loro a uccidere noi. Curioso no? Sai qual'è il dramma vero? Che non siamo più capaci di reagire e fino a che rimarremo in questo stato "vegetativo" purtroppo siamo destinati a rimanere succubi delle LORO PIANIFICAZIONI. Questo volevano e questo hanno ottenuto. In sostanza bisogna rialzarsi e soprattutto tornare a farsi sentire. Sperando di essere stato chiaro, seppur sintetico per ovvi motivi, ti saluto e ti auguro una buona giornata.

    1. dana74 16 dicembre 2010

      ottimo articolo Barnard, ma non ha capito che i problemi esistenziale e vitale sono due: la Gelmini ed i tagli....come? no non è vero che ci stiamo americanizzando da ben prima della Gelmini....e poi lasciamo stare, i tagli non sono mica decisi dalla BCE che deve rassicurare quell'85% di detentori del debito pubblico italiano, no, solo fantasie complottiste, è una fortuna essere colonia Usa e della BCE, loro sanno quello che è bene per noi e fortuna ce lo impongono, tanto basta mettere un paio di "parafulmini" ed il potere è salvo.

    1. marco76 16 dicembre 2010

      Ho visto un video su Youtube dove Travaglio definisce Mario Draghi "persona seria e affidabile che ha risolto immediatamente il suo conflitto d'interesse, liberandosi delle proprie azioni, nel momento in cui ha assunto la carica di Governatore della Banca D'Italia"
      ?????????????????????????????

    1. gabro 16 dicembre 2010

      Stimando il coraggio di Barnard nell'esprimere un sentimento diffuso tra le persone che nel mondo hanno sviluppato una consapevolezza superiore in relazione alla realtà che viviamo, voglio proporre una visione che da tempo coltivo. La situazione che i globalisti hanno creato e che hanno messo in essere da qualche secolo, ha come obiettivo la creazione del Nuovo Ordine Mondiale e certo questa, per chi frequenta questo sito, non è una novità. I giorni che stiamo vivendo e che stanno "alzando la temperatura" vanno nella direzione desiderata dai "luciferini" (credo che sia il termine più appropriato per descrivere i masso-aristocratici padroni del mondo) per arrivare alla creazione di leggi sempre più lesive dei diritti delle popolazioni e del loro stile di vita e che, non a caso, vengono definite "draconiane". Sovvertire la (finta) democrazia elettiva per sostituirla con una ufficiale dittatura da parte delle èlites finanziarie globali (vedi il famoso discorso di D. Rockefeller) è il fine ultimo di questo progetto (per maggiori informazioni vedi anche “I protocolli dei Savi di Sion”) e non è solamente legato al profitto, come molti credono, bensì è principalmente indirizzato verso un obiettivo legato al “potere”. Il potere che queste serpi ricercano in maniera sempre maggiore è probabilmente derivante dalla paura di perderlo per sempre e qui vengo al dunque della mia personale visione. Da molto tempo ritengo che il sistema politico/economico occidental-capitalista sia destinato, per la sua stessa natura predatoria, a collassare su se stesso. Al vertice della piramide del potere, prima o poi, si sarebbe arrivati a stare “stretti”, in fin dei conti l’occhio è uno solo e probabilmente i tempi che viviamo coincidono con questa idea, non a caso sembra essersi aperta una faida tra fazioni diverse dove, da un lato l’impero americano (Rockefeller, J.P. Morgan ecc.) sembra essere vicino al fallimento della Federal Reserve causato dal fallimento del dollaro, con la relativa speculazione ai danni dell’Euro da parte di gente come G. Soros nel tentativo di salvare il salvabile, dall’altro il tentativo inverso di distruggere il dollaro per salvare l’Euro (non a caso l’ormai famoso Assange, su libro paga di The Economist, rivista di proprietà dei Rothschild europei, ha mostrato un attacco mirato nei confronti quasi esclusivi dell’America) e se si aggiunge a questo l’emergere di Paesi non allineati ma molto potenti come Cina, Russia, India e Brasile con le rispettive classi d’elites, il minestrone sembra prendere forma. Anche se questa analisi può certamente essere parziale o chissà, forse anche errata, rimane certo il punto fondamentale che il FALLIMENTO dell’intero Sistema Capitalistico è fondamentale per arrivare ad un cambiamento radicale della vita delle persone di questo mondo. La crisi indotta dai Mercati è il catalizzatore per la liberazione ideologica delle masse dal modello predatorio capitalista di questi ultimi secoli o, come desiderato dai globalisti, la creazione del Nuovo Ordine con la relativa ufficiale schiavitù della razza umana tutta. Grande è quindi l’occasione che si presenta in questo tempo, un tempo dove il potere del popolo dovrà necessariamente emergere per poter salvare sé stesso dalle grinfie del 2% della popolazione che detiene il 50% del denaro. Il denaro però è “un’allucinazione collettiva”, strumento nefasto che ha diviso, dopo le religioni, i popoli tra loro stessi, rendendoli deboli e manipolabili. Abbandonare questo mondo fondato sulla divisione è l’imperativo unico che abbiamo, abbandonare il concetto di “profitto”, di “classe”, il concetto di “mio e tuo” ed unirci nell’idea che ogni singolo individuo è fondamentale per la ricchezza di tutti gli altri, unirci nell’idea che solo nell’unione delle capacità personali si possa realizzare un mondo di sviluppo ed evoluzione da lasciare ai nostri figli, unirci nell’idea che siamo tutti fondamentali su questo pianeta per la creazione di società fondate sul reciproco sostegno e sul desiderio ultimo della felicità e soddisfazione personale. L’unione è l’opposto della divisione ed è quindi l’unico concetto su cui discutere per portatlo a manifestarsi su questo piano e dare libertà vera a tutti noi. La domanda più importante può essere quindi: “Possiamo fare a meno del denaro oggi?”. Molti diranno di no. Io sostengo di si. Se accettiamo l’idea che ogni singolo individuo ha lo stesso valore di un altro, accettiamo quindi anche l’idea che il tempo che ognuno dedica al proprio lavoro ha lo stesso valore dell’altro, poiché ogni occupazione porta benefici alla collettività, sia che io sia un contadino, sia che sia un fisico quantistico, un muratore o un’insegnante. Se togliamo dal lavoro il concetto di “profitto” automaticamente apriamo la porta alle idee migliori e non alle più convenienti (per qualcuno e non per tutti), apriamo al meglio di ciò che possiamo dare agli altri ed alla soddisfazione di vedere l’apice di ciò che siamo in grado di concepire, ci apriamo al vero valore di quello che possiamo dare di noi stessi al mondo. Senza mai dimenticare che viviamo sopra un organismo chiamato Terra, la casa su cui oggi viviamo tutti insieme e che abbiamo l’obbligo di proteggere ed aiutare a prosperare. Anche noi esseri umani siamo parte della Natura e se possiamo credere che ogni singola creatura ha un valore immenso nella creazione, saremo disposti a trovare i metodi migliori per far sì che prosperi esattamente come facciamo noi. Dobbiamo uscire con determinazione dall’idea di possedere la Natura nei suoi tre regni, noi siamo “ospiti” nella casa della creazione di cui però facciamo parte, l’organismo vivente che tutto racchiude ci chiede ora di prendere coscienza di esserne parte, per arrivare a comprendere che un organismo in lotta con sé stesso è destinato all’annientamento. Per concludere il mio in tervento vorrei quindi che un pensiero creativo intelligente potesse nascere dalle menti di ognuno di noi per spingerci verso un futuro luminoso, un futuro senza divisioni razziali ed economiche, un futuro senza denaro, senza potere esclusivo, un futuro basato sul rispetto e sull’evoluzione, un futuro in linea con quello che siamo davvero, intelligenti, speciali e potenti.
      Se tutto questo nascerà dalle ceneri di una rivolta, bhè, non ci vedo niente di strano. Tutti dobbiamo avere a che fare col nostro Karma…prima o poi.
      RESPECT HUMANITY.

    1. caterinazanivan 16 dicembre 2010

      Cosa succedera' dunque dopo quel giorno? Quando li avrete ammazzatti con la vostra morte quelli che detengono il potere. Nessuno di voi che condivide questa strategia scrive cosa accadra'. Sapete quello che volete? Lo sa Barnard? Ci dica qual'e' il modello di societa' a cui si ispira. Vuole davvero salvare il modello capitalistico-consumistico. E' questo che vuole/volete ottenere ammazzando gli altri. Cosa dnque?

    1. DaniB 16 dicembre 2010

      Ottimo commento, Caterina. Se non parliamo di scuola andiamo d'accordo ;)

    1. boemo66 16 dicembre 2010

      No guarda mettiamola così. Siccome sei un arrogantello e soprattutto convinto di avere la verità in tasca, finiamola qua. Tu rispetta le idee degli altri e gli altri rispetteranno le tue. Io non ho ASSOLUTAMENTE bisogno di capire proprio nulla da uno come te che "minaccia" le proprie posizioni idealistiche.
      Infatti ho la riprova che dicendo -"oggi Barnard ha scritto quello che la gente vuole leggere"- dimostra che, non solo, non ci hai capito nulla, ma che oltretutto non vuoi volutamente capirci nulla. Morale? Sarebbe una perdita di tempo parlare con te. Cuoci nel tuo brodo e che tu possa avere ragione. Saluti.

    1. Iacopo67 16 dicembre 2010

      Per come la vedo io Barnard ha una buona visione del quadro generale della situazione.
      Sono andato anche ad approfondirmi il discorso sulla riserva frazionaria delle banche, l'argomento non è semplice, ma state a vedere che alla fine Barnard ha ragione anche su questo.
      Ho trovato su internet un articolo tecnico di Steve Keen "The roving cavalier of credit" che consiglio a chiunque sia interessato ad approfondire l'argomento, da cui risulta che il limite della riserva frazionaria, almeno negli USA, in pratica è come se non ci fosse.
      Il testo fa anche riferimento direttamente al sito ufficiale della Federal Reserve Board, i cui dati sono incontestabili, che se si va a leggere parla di casi dove il tasso di riserva è stato portato allo 0 %.
      Però a questo punto non sono certo come funzioni qua da noi.
      Comunque, forse, prima di scagliare le nostre invettive, credendo di saperla lunga, e mi ci metto anch'io, dovremmo prima avere l'umiltà di andare a leggere le fonti e controllarle, quando si può.

    1. daveross 16 dicembre 2010

      Pars destruens e pars construens

    1. paolom 16 dicembre 2010

      Allora mettiamola così forse lo capisci. Oggi Barnard ha scritto quello che vuole gente leggere.

    1. paolom 16 dicembre 2010

      Assolutamente no. Barnard scrive oggi quello che la gente vuole leggere. Da li a far politica sul serio con proposte,idee,strategie ne passa.

    1. daveross 16 dicembre 2010

      Le grandi rivoluzioni sono nate da idee, le idee sono espresse in parole. Permittimi di ricordardi nomi come Locke, Hume, Tocqueville, Marx, Nietzsche, Malatesta, Rosseau, Croce.

      Ognuno è stato iniziatore di un politica, buona o cattiva che sia. Dire che scrivere di queste cose sia blaterare, fa trapelare una certa naività.

      Quello che fa Barnard qui - nel suo piccolo - è lo stadio iniziale di una politica. Quella vera. Che poi la si condivida o funzioni è un'altra questione.

      Rispetto per le idee!

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