COME SI ARRIVERA’ AL GIORNO...

COME SI ARRIVERA’ AL GIORNO...

DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

Aggionamento al Più Grande Crimine 5


Come si arriverà al giorno in cui un commando di tre persone attende Mario Draghi all’uscita della sede del Financial Times a Londra e lo ammazza con due colpi alla testa?



Come si arriverà al giorno in cui una donna portoghese tornerà da un viaggio in Marocco e si farà saltare in aria nella hall della Banca Centrale Europea al passaggio di Angela Merkel e di Wolfgang Shauble?

Come si arriverà al giorno in cui Sergio Marchionne sarà accoltellato da un impiegato Fiat in un ristorante di Roma?

Come si arriverà al giorno in cui uno scrittore poserà le dita sulla sua tastiera e scriverà ciò che oggi ancora non si deve scrivere, e cioè che l’unico atto rimastoci per non morire da vermi, l’unico che ci è stato lasciato dal Potere, è di dare la nostra vita mentre spegniamo quella dei criminali di massa come Draghi, Merkel, Shauble, Marchionne, Cameron, Blankfein, Juncker, Amato, Alesina, Trichet, Attali, Barroso e i loro soci?

A seguito, "COME NON ESSERE D'ACCORDO CON PAOLO BARNARD ?" (Eugenio Orso, pauperclass.myblog.it);Perché siamo vicini, molto vicini badate bene, al destino dei ribelli islamici che oggi conosciamo come irragionevoli folli sanguinari, e che invece sono come noi, cioè voci cui non fu lasciata altra voce se non quella di immolarsi in atti di cieca disperazione. Questo fa il Potere, che si chiami Impero americano e sionista, o che si chiami Fondo Monetario Internazionale, Commissione Europea, Gruppo Bilderberg e mercati di capitali coi loro sacerdoti di cui sopra, esso ti schiaccia, ti tortura, ti dissangua, t’inganna, ti umilia, e ti prende per i fondelli con la menzogna dei mezzi di lotta democratici fino al punto in cui l’individuo si trova talmente senza voce, talmente disperato, talmente soffocato dai muri di gomma da prendere un’arma, un coltello, una cintura di esplosivi e reagire nell’unico modo che lo stesso Potere gli ha lasciato. E quando questo accadrà, il Potere invertirà i ruoli di vittima e carnefice ed ecco che Hamas non è più l’erede brutale di 80 anni di sevizie assai più brutali a un intero popolo; Hamas è il terrorista. E i tre uomini che sparano a Draghi non sono più il parto orrendo di un orrore ancora più grande, cioè milioni di persone spolpate vive per il profitto di un centinaio di miliardari; essi sono i terroristi.

La domanda rimane: come si arriverà a quei giorni? Leggete sotto come ci si arriverà.

Scrive il Prof. Robert E. Prasch, economista del Middlebury College, USA: “L’Irlanda poteva semplicemente dichiarare il fallimento, rinegoziare il suo debito e far capire ai suoi creditori che l’alternativa era prendere o lasciare un’offerta unilaterale del governo di Dublino. Ma il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e la UE hanno intuito questa via d’uscita e hanno inserito nei termini per il ‘salvataggio’ dell’Irlanda la pretesa che il suo governo si giocasse come garanzia per gli investitori i soldi del Fondo di Riserva delle Pensioni Nazionali Irlandesi… detto in parole povere, la sopravvivenza dei pensionati d’Irlanda sarà ostaggio di questo accordo.” E poi: “Non deve sorprendere venire a sapere che fra le condizioni del medesimo accordo di ‘salvataggio’ d’Irlanda ci siano dettagli inspiegabili come l’obbligo per le famiglie di dotare ogni casa di un contatore dell’acqua a unità separate, precondizione essenziale per la privatizzazione del servizio. O la riduzione dei già miseri stipendi minimi. Cos’hanno a che fare i contatori dell’acqua e gli stipendi minimi con le frodi bancarie, le deregulation, e la condotta folle del governo che hanno creato e nutrito questa crisi? Li hanno incastrati: il FMI, la UE e il governo di Dublino sono d’accordo che la via migliore è di smollare i rischi e i costi associati col salvataggio delle banche a coloro che non c’entrano nulla con quella frode e che ne hanno beneficiato zero.” E ancora: “Gli appiopperanno più tasse e più alte, abbasseranno gli stipendi dei dipendenti pubblici, alzeranno le rette per gli studenti, crollerà l’assistenza ai poveri e ai disoccupati, saranno tagliati i benefici alle famiglie con bimbi piccoli, mentre saranno salvati i gruppi di ricchi, le corporations, quasi tutti i dirigenti di banca e gli speculatori stranieri.” Infine: “Senza dubbio i banchieri e i burocrati del Fondo Monetario Internazionale e della UE hanno colto nella crisi irlandese un’opportunità eccezionale… di imporre agli irlandesi una politica economica decisa da un potere non eletto e fuori controllo, esattamente come sotto l’egemonia britannica dell’800… Il capitalismo della catastrofe è approdato in Irlanda.”

Per favore, rileggete, pensando che stiamo parlando di esseri umani come me e come te, che hanno una sola vita, e in questa sola vita si giocano tutta la già minima quota di speranza, di amore, di autostima, di bene per i propri figli, un poco di gioia magari ogni tanto, prima che una malattia o la sofferenza gli spengano le luci. Non avranno una seconda chance, questa vita è tutto ciò che hanno, ma cento uomini nelle stanze del loro potere hanno deciso, per profitto, che milioni di loro, e i loro figli, devono schiattare da vivi, piangere, sentire il degrado, la melma della precarietà alla gola sempre… e poi morire. Ci può essere una cosa più infame?

Per favore, rileggente, sapendo che arriveranno anche qui, perché il piano del colpo di Stato finanziario europeo lo prevede in termini certi. Funziona così, badate alla perversa frode con cui ci ammazzano: l’agenzia di rating Moody’s (dà le pagelle ai governi e chi sgarra sanguina) viene istruita di abbassare il voto dell’Italia; immediatamente i titoli di Stato emessi dal nostro Tesoro dovranno pagare un tasso di interesse più alto perché chi li compra ha visto la bocciatura di Moody’s e non si fida più di noi, quindi per comprarli pretende di guadagnarci di più; poiché non abbiamo più moneta sovrana, cioè usiamo l’euro prendendolo in prestito dai mercati privati, pagare interessi più alti significa per noi doverci indebitare ancor di più; ma di nuovo i mercati si allarmano perché temono che facciamo bancarotta e questo significa per Roma “cadere vittima di una spirale di bocciature (da parte di Moody’s) che portano ad ancora meno fiducia dei mercati, che porta ad ulteriori bocciature, che portano a tassi sui titoli di Stato ancora più alti e così fino al collasso” (Financial Times). Non se ne esce, impossibile. Nel panico da crash finanziario, il governo di Roma, come quello di Lisbona, Madrid, Atene ecc., deve accettare l’arrivo dei tecnici del FMI, e… la ricetta è quella di Dublino, sangue dei cittadini, pacchia per i manager e privatizzazioni selvagge del nostro bene pubblico nelle tasche degli speculatori. Uno dei loro sicari, Barclay’s Capital, lo scrive nero su bianco: “(Lo Stato) evita di dover vendere questi titoli solo se accelera le privatizzazioni.”

Tutto questo orrore, che già ha soffocato un’enorme fetta di economia italiana - aziende, lavoro, posti pubblici, stipendi pubblici, servizi, istruzione, precari…- e che nei prossimi 5 anni ci farà conoscere il più devastante attacco ai salari della Storia moderna, proviene, lo ricordo, da una pianificazione di 70 anni da parte delle elite finanziarie che è culminata con l’introduzione dell’euro come arma finale per lo sventramento di ogni residua sovranità dello Stato nel creare ricchezza per i propri cittadini (si legga Il Più Grande Crimine). La realtà è che ogni singola parola spesa dai criminali che ho citato all’inizio e dai loro soci mira precisamente all’opposto di ciò che dichiarano, cioè mira a stringere ancora di più la spirale di collasso finanziario degli Stati descritta dal Financial Times poco sopra. Ma intanto i media ci dicono che Wikileaks è la notizia! che Berlusconi è la crisi!, che Obama è la speranza!

Mario Draghi, in un inglese robotico, ha appena declamato in un’intervista video al massimo quotidiano finanziario della City di Londra che “… si devono rendere le regole già esistenti ancora più stingenti, più severe. Sanzioni, costi politici e sanzioni finanziarie devono diventare misure praticamente automatiche, così da dare alle nazioni con politiche deboli, incapaci di fare la cosa giusta, la forza per correggersi.” Draghi, criminale falsario, usa le parole vere: fare la cosa giusta come impegnare i soldi guadagnati in una vita di lavoro da milioni di pensionati per garantire i profitti degli speculatori che hanno ‘cucinato’ questa catastrofe economica mondiale con la complicità tua, di Moody’s, di Giuliano Amato, della Goldman Sachs di New York cui tu rispondi quotidianamente e che ti ha creato, e dove un infame uomo che risponde al nome di Lloyd Craig Blankfein ha detto, mentre milioni di esseri umani perdevano la casa, la salute, il futuro dei figli nella loro unica vita, che “Goldman Sachs fa il lavoro di Dio.” Fare la cosa giusta come illudere decine di migliaia di operai italiani che la Fiat li tutelerà, quando la Fiat del criminale Marchionne sa benissimo che si prospetta non solo il collasso dei salari di tutti gli operai europei, ma anche la dismissione totale del lavoro umano dalle catene di montaggio di tutti gli stabilimenti. Fare la cosa giusta come impedire allo Stato dei diritti nato dal pensiero illuminista di usare la moneta sovrana per fare ciò che lo Stato deve fare: spendere a deficit per creare ricchezza nei cittadini, mentre tu e i tuoi soci criminali avete sottratto all’Italia di noi umani 457 miliardi di euro di ricchezza in 2 anni, e lo hai pubblicato tu nei tuoi bollettini di Banca d’Italia il 16 dicembre 2009. Fare la cosa giusta come sedere di fronte a una telecamera con la tua voce robotica che copre le mattine, le sere e le notti di milioni di vite spezzate per il tuo e per il vostro profitto. Criminali.



Mi chiedevo all’inizio come si arriverà al giorno in cui… Una cosa la so per certa, Draghi:

“… e in quanto a voi, sentite bene quel ch’io vi prometto. Verrà un giorno…”

Per noi, la gente.



E' vero che siamo strozzati dai ritmi di vita; è vero che lottare contro il Potere è oggi come attraversare un labirinto di muri di gomma, chi lo ha fatto lo sa bene; è vero che i mezzi di lotta cosiddetti democratici sono in gran parte una frode; è vero che 'loro' sono spietati e che non ci risparmiano nulla; ed è vero che tutto ciò finisce per costringere le loro vittime all'angolo della violenza. Ma l'apatia di milioni di noi non si può giustificare. E la miopia della minoranza attiva ossessionata dal 'cortiletto del potere', ancora meno. Il Mahatma Gandhi, quello vero, predicò di affrontare il proprio nemico facendosi persino macellare col sorriso sulle labbra. Ma disse anche che se non si posseggono i mezzi per fare ciò, l'apatia non può mai essere giustificata, e allora che si imbraccino i fucili e si spari al nemico. Questo disse Gandhi.



Paolo Barnard

Fonte: www.paolobarnard.info

Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=199

16.12.2010

Commenti (137)

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    1. DroptheEstablishment 7 febbraio 2011

      Grazie per il link, ottimo.

    1. mikaela 20 dicembre 2010

      " E anche senza dar fastidio e “comprimere” disastrosamente la mia vita fuori dalla rete, che nel mio caso è piena di cose e persone tutte intere e senza guru. "

      Queste mi sembrano proprio le parole di una che vuole rimanere ben salda a questo sistema e il fatto che tu sia andata ad ascoltare gente che non si e' mai ribellata al vero potere me ne da la conferma.

      Forse ti sei sobbarcata quel po po' di viaggio proprio con l'illusione che sara' proprio da questo nuovo movimento che potra' nascere per te una nuova posizione, si comincia sempre dai consigli di quartiere

      Bisogna sempre salire sul carro di qualcuno,guarda Massimo Fini che pur d'avere iscritti al suo giornale in rete si e' avvicinato a Travaglio per non parlare poi dell'ex parlamentare e giornalista Chiesa che con il potere ci conviveva.

      Come dici,la tua vita fuori dalla rete ha una cerchia di amici e conoscenti tutta da preservare quindi perche' esporsi e rischiare di perdere la conquistata posizione e relativi privilegi.

      Quante parole arzigogolate (perlomeno per me che sono tanto ignorante)per far capire ai tanti che sai scrivere e che sei piena di livore nei confronti di Barnard.

      Ma non e' che ti ha attaccata quando hai scritto con il tuo vero nome e non avendo argomenti di replica lo attacchi in anonimato facendo l'hoaxer ?

      Non trovo altra giustificazone al tuo comportamento perche' chi veramente si ribella al potere sta' riproponendo in rete attingendo dalle fonti di Barnard.

    1. rasna-zal 20 dicembre 2010

      No, no, cara Tellavelve, io non sono uno dei peones che s'è costruito il mito e ci sbava dietro, non puoi liquidare tutti in questa maniera.

      Io sono uno che ti ha chiesto per quale motivo avrei dovuto dubitare di Barnard, dicendoti che avrei valutato le tue opinioni e tu non mi hai mai risposto.
      Tu non apporti nulla di concreto a queste discussioni tranne la continua demolizione del pensiero di Barnard.
      L'analisi violenta del testo di Barnard è una travisazione, io non trovo discontinuità in questo articolo con gli altri, anzi sinceramente lo vedo sventolare sempre il solito copione, magari forse ultimamente stà usando una veemenza particolare ma, bisogna anche tener conto che lui stesso si sta impegnando anche e soprattutto fuori della rete.
      Trovo invece fuorvianti i toui commenti e la cosa che da' più fastidio è la tua puntuale ed esclusiva presenza solo su articoli di Barnard, tu dici a Caterina che scrivi su CDC come su altri siti, bene se è così allora è certo che lo fai ogni volta con un nickname differente.
      Non esiste nessun intervento in qualsiasi motore di ricerca firmato Tellavelde tranne che su CDC e solo per gli articoli di Barnard.
      Tu dici a tutti di muovere il cervello, io non credo agli imbonitori e il cervello lo so muovere da solo, e se analizzo il tuo modo di fare mi viene in mente una persona che sfugge, che non vuole lasciare tracce, che colpisce un obbiettivo prefissato e lo fa usando al massimo strumenti come la demagogia e la condiscendenza per fare proseliti tra i peones, quelli veri, quelli che non si pongono il problema di chiedersi chi è questa/o che ha tante energie da gettare su degli argomenti, guarda caso sempre della stessa persona?
      Perchè mai non è presente in altri post?
      Perchè parla parla e rimanda sempre a dopo dettagli maggiori?
      Allora forse puoi chiamarmi malfidato, ma peones proprio no!

    1. marco76 20 dicembre 2010

      Infatti barnard non e per niente incoerente....

    1. caterinazanivan 20 dicembre 2010

      Il problema e' che si possono pensare le stesse cose. Poi un individuo come Barnard puo' essere in continua incoerenza, vedi scuola, capitalismo, l'importanza degli individui, la rete,.....

      Le idee che penso sono le stesse idee che applico nella mia vita di tutti i giorni.

      L'incoerenza e' un comportamento grave, ancor piu' per chi scrive pubblicamente.

    1. tellavelde 20 dicembre 2010

      Caterina: formalmente rispondo a quest’ultima tua riflessione perché non riesco a, né voglio, “postare” “a bacchetta” su tanti e svariati fronti, in questo come su altri siti. Lo so che alcuni, come rasna-zal, vorrebbero proprio che anch’io scrivessi secondo l’ondina emotiva del momento e con una “tempestività” compulsiva da tastierista eterea, così da poter poi riavviare i loro “post” con un cattedratico (questo sì!) “Come Volevasi Dimostrare”: cioè che anche la Tellavelde si è ben benino irretita e si butta a capofitto solo sulla persona-Barnard appena può, quando invece non scrive subito nulla (dopo avercelo però “promesso”) dell’incontro Uniti e Diversi del 18 scorso a Bologna, a cui, fra l’altro, ha inopinatamente (secondo l’opinione dalla tastiera di alcuni commentatori) partecipato accollandosi pure un viaggetto mica da poco per giunta sotto tre o quattro “emergenze neve” di provata marca italiota...
      No, rasna-zal, non avrai da me la tua piccina soddisfazione su questo come su altre polverine sottili che pensi di poter sollevare. Ho sempre scritto e sempre scriverò come fa Caterina (caterinazanivan): indipendentemente dalle persone degli autori e dalle loro carriere e curricula, di carta e no. E anche senza dar fastidio e “comprimere” disastrosamente la mia vita fuori dalla rete, che nel mio caso è piena di cose e persone tutte intere e senza guru.
      Considera allora questa “risposta” a te, Caterina, come una breve disamina e resoconto su tutto o quasi sta avvenendo in questo forum e anche in altri luoghi fuori da questo sito.
      Una premessa: quello che tu davi per scontato lo davo per scontato anch’io, e non solo su CdC. Ma ormai è diversi anni fa. Col tempo ho dovuto prendere atto di come le mentalità prevalenti in rete (blog, riviste on line, fori, ecc.) abbiano di fatto prodotto (o replicato forse senza alcuna testa e, in alcuni casi, questo sì, “a bacchetta”) un modo di comunicare e di rapportarsi (e di concordare, dissentire, disputare ecc.) tratto dai format ignominiosi della rissa televisiva comunque farcita e dissimulata; della fittizia e ingannevole discussione fra pari (tipica delle assise del ceto politico e sindacale comunque riciclato); della finta messa in discussione delle “fonti” e delle mai dichiarate gerarchie di fatto (di chiara o mascherata derivazione giornalistica e scolastico-accademica); della parvenza di riflessività e pacatezza resa ridicola e inondata dopo due righe di “post” dalla coazione (ovviamente indotta dal Potere) all’autoaffermazione e alla demolizione competitiva delle personalità altrui (che è poi una delle tante forme di lotta contro se stessi e di aborto dell’autostima: ma chi se ne fa autore non lo sa...).
      Allora, come scrivi tu, se è così forse non serve più a nulla scrivere. Hai ragione.
      Forse però, penso io (e forse mi illudo), non è ancora dappertutto così... Vai a sapere, alle volte: infatti girano anche scrittrici come te.
      E allora qualche volta scrivo. Non “posto”. Non posso, non lo so fare. Scrivo secondo il principio per me grandioso che disse una volta Gore Vidal (che può anche non c’entrare con la persona Gore Vidal): chi scrive ha sempre l’obbligo di dire la verità; altrimenti è un giornalista...
      La verità sulle cose del mondo e su quelle che altri sostengono non essere del mondo. Su tutte le cose, in concreto. Lo dico a quanto amano la parola “concreto”.
      E allora, come scrivi anche tu, se in uno o più testi di Paolo Barnard (ma lo stesso vale per tutti i testi nostri e per quelli degli altri, compresi i Giulietti Chiesa, i Massimi Fini, i Maurizii Pallante e i Marini Badiale incontrati sabato 18 in Uniti e Diversi a Bologna) ci sembra di cogliere incoerenze, contraddizioni e atteggiamenti irresponsabili, gravi e pericolosi intanto per noi e per quelli come noi, abbiamo il dovere di dirlo e di scriverlo in tutti i modi che riusciamo.
      Altrimenti ci trasformiamo e diventiamo come quelli che di cambiamento vorrebbero vivere senza esserlo e senza farlo: e sono i peggiori fra tutti quanti, per quel che mi riguarda. Questo l’ho appreso a mie spese di donna e di scrittrice, negli anni. In rete un simile “orientamento al cambiamento” va proprio alla grande, sia tra i peones sia fra le supposte “fonti” (giornalistiche o meno). Ecco perché, fra l’altro, è vitale uscire da internet e provare a vivere diversamente a partire da sé e da quel che si può già fare (come, ad esempio, scambiarsi senza denaro oggetti ed esperienze).
      Ed ecco anche perché, quando ancora scrivo come adesso in rete, lo faccio con la consapevolezza dei limiti di mondo e delle malattie mentali che inevitabilmente contraggo usando tale “strumento”.
      Adesso due parole sull’incontro “Uniti e Diversi” cui ho assistito. Poi nel forum aperto sotto questo stessa “dicitura” ci tornerò meglio e più ampiamente, quando potrò (come sopra...).
      Il mio giudizio è questo.
      Promotori ingessati e già prigionieri della loro creatura ancora non ufficialmente nata (con l’eccezione, forse, di Massimo Fini, il quale però ha poi tirato fuori tonalità fumose suppostamente “bolsceviche” fuori da ogni plausibilità storica oggi... un po’ come fa Barnard quando urla agli altri di andarsi a spezzare il collo ficcandosi nell’imbuto violento fabbricato ad arte dal Potere...).
      Meglio, molto meglio la platea. Gente che era lì davvero per ascoltare e farsi ascoltare, almeno il grosso degli “osservatori” e di quelli che per poter osservare e avere la possibilità di parlare avevano “sottoscritto” il manifestino steso dai promotori pur non condividendone tutti i punti ed anzi evidenziandone a più riprese nel corso degli interventi una serie nutrita di incoerenze, omissioni, contraddizioni, svarioni logici e tentativi di tenere insieme cose che non possono stare insieme, come (una per tutte) la necessità affermata di un “cambiamento di paradigma culturale” e l’intenzione di arrivarci semplicemente partendo da un “uso diverso e più efficiente” delle attuali Scienza & Tecnologia...
      Il tutto, qui per farla breve e rimandando ad un successivo scritto più circostanziato, si è concluso con l’orribile rito di autodesignazione e autonomina di cariche da parte dei promotori, mentre la platea (almeno la sua parte migliore) si è conquistata sul campo il diritto a riproporre le sue argomentazioni critiche nelle sedi prossime che hanno chiamato “seminari” e “laboratori” di approfondimento e formazione.
      E’ stato inutile andarci? Non penso. Anzi. Dopo questa cosa di Bologna, è certo almeno questo: che solo quelli (e non erano pochi, tutto sommato) che hanno avuto il coraggio di uscire dalla tastiera, andarci e intervenire - anche dovendo sopportare la cappa cetopolitichese presente e le cartelline rosse e nere distribuite dai promotori per discriminare fra “aderenti sottoscrittori” e “semplici osservatori” - possono adesso dire di avere, per il momento, fatto sì che almeno alcune delle richieste di essere da subito il cambiamento non siano cadute rumorosamente nel vuoto del chiacchiericcio sordido da aula universitaria in cui si è svolta tutta la cosa.
      Sicuramente è duro e a volte fa pure schifo provare ad argomentare in maniera diversa davanti a impostazioni incrostate di marcio vecchiume politicista e di logica eclettica disposta a tutto pur di mantenersi a galla e continuare ad attrarre consensi (la partecipazione consapevole e senza delega, della quale pure si è in parte discusso, è ancora di là da venire se stessimo all’altezza della testa di questi “promotori”).
      Ma la delega a noi non è permessa: né in situazioni come quella bolognese, né da nessun’altra parte o sito... Quindi, sono andata, ho provato a dire qualcosa, alcuni mi hanno pure ascoltata, qualcosa di non irrilevante si è anche riusciti insieme, dalla platea, a far passare. Se la prossima volta saremo di più e meglio convinti, forse potrà andare ancora meglio. Forse, perché qua nessuno fra i migliori che ho visto e sentito in platea coltiva illusioni che qualcun altro possa fare o faccia al posto suo... Alla prossima per una disamina più dettagliata e ragionata.
      Tellavelde

    1. marco76 20 dicembre 2010

      Caterina dice le stesse cose di Barnard eppure lo attacca...
      Ho letto alcuni tuoi post sulla scuola...beh Barnard dice le stesse cose...
      A Mikaela scrivi " Tu sei piu importante di Barnard ".... Lui dice lo stesso...
      E ci sono tantissimi altri esempi...Ragazzi prima di attaccare una persona forse dovreste informarvi e cercare di capire quale sia il suo pensiero...se no rischiate di fare delle pessime figure...
      Poi nel pensiero di Paolo non c'e alcuna voglia di capitalismo ( che lui attacca ), ma una politica Statale che funzioni bene e per tutti...cosa che ad oggi mai è esistita per n motivi

    1. caterinazanivan 19 dicembre 2010

      Mikaela TU sei piu' importante di Barnard e di tutti i Barnard di questo Mondo. Credimi. Devi partire da questo presupposto.

      Puoi cambiare la tua vita senza alcuno di loro.

    1. caterinazanivan 19 dicembre 2010

      Davo per scontato che qualunque parola scritta qui non dovesse essere ne pensata ne intesa contro l'autore come persona, ne contro il suo lavoro.

      Ogni considerazione mia, come penso dei piu', viene solo fatta in merito al testo proposto. Puo' servire per aprire una considerazione piu' o meno illuminante sull'argomento o solo per scrivere la propria opinione.
      Sia la considerazione in accordo o sia la stessa in disaccordo con le parole dell'autore questo non significa che chi l'ha scritta sia contro l'autore, ne tantomeno che voglia iniziare un'opera denigratoria.

      Evinco, invece, da varie risposte che si crede tutto venga solo scritto per essere pro o contro. Se cosi' meglio non scrivere piu'. Non serve davvero a nulla.

      A me di stare pro o contro un autore non interessa. Ho letto varie cose di Barnard e ho visto alcune sue inchieste. Sono in accordo con lui su molte cose. Anche se la sua incoerenza fa perdere di vaolre a molte delle sue parole. Questo cosa significa, che siccome ha scritto e prodotto cose di interesse non dovrei dire ore che ha scritto un pezzo in cui istiga a farsi morire per far morire? Certo che lo dico.
      Lo dico perche' e' grave quanto da lui scritto. E' ancor piu' grave perche' le cose elencate nel suo articolo, lui non avrebbe mai il coraggio di farle, ma puo' essere che qualcuno leggendolo ci pensi. Ed e' grave.
      Forse vorrebbe provacare qualche cosa di simile ad un Effetto Werther.

      Questo o qualsiasi altro autore non e' che debbao essere sempre presi nella loro totalita'. Ogni giornalista scrive un pezzo sapendo che chi lo legge non e' tenuto a studiarsi la sua biografia e a leggersi ogni suo lavoro. Questo spero Barnard lo sappia. Dovrebbe fare solo il giornalista. Scrivere.

      Noi dovremme leggere lui come chiunque altro e, se vogliamo, noi possiamo scrivere le nostre considerazioni che ovvialmente si riferiscono a quelle parole di quel preciso artcolo.
      Semplicemente questo.

    1. mikaela 19 dicembre 2010

      leggi il suo libro

      PERCHE' CI ODIANO

      forse capirai perche' ha preso come esempio i kamikaze

    1. mikaela 19 dicembre 2010

      Caterina vedo che non riesci proprio ad entrare nel discorso che fa Barnard

      Prendo spunto da un tuo commento ( sotto un'altro articolo) in cui dicevi che anche tua figlia che ha solo 8 anni ha capito che chi da psicofarmaci hai bambini e' un assassino.(parole tue ) Sappi che Barnard diceva la stessa cosa 10 anni fa e ne ha fatto una bellissima inchiesta mandata in onda dalla rai che potrai facilmente trovare in rete basta che tu scriva i termini chiave su Google tipo " Paolo Barnard psicofarmaci report"

      Se non avessero tappato la bocca a Barnard forse queste cose si sarebbero dette e ridette in televisione e invece dopo di lui nessuno ha fatto inchieste cosi' dannose contro il grande potere,nessuno ha voluto rischiare la carriera e la calda potrona in prima fila dei vari salotti in TV

      Barnard si e' sempre scontrato con il grande potere e le case farmaceutiche sono( dopo le banche) il grande potere nel mondo e ci vendono quello che vogliono con il sorriso sulle labbra.

      In america fanno dei bellissimi spot pubblicitari sulle medicine che quasi quasi ti viene voglia d'essere ammalato per poterle prendere.

      Diglielo alla tua Bambina che in Italia cè`un giornalista onesto che ha gridato a squarciagola quanto fanno male i psicofarmaci ma gli hanno tappato la bocca. Cordialmente.M

      Ps. Ti mando questo messaggio anche nella tua casella affinche' tu possa leggerlo

    1. ottavino 19 dicembre 2010

      Ascolta Mikaela, noi tutti leggiamo CDC e siamo superinformati delle malefatte del mondo. Si potrebbe dire che le sappiamo tutte. Ho notato che a fronte di tanti autori che si limitano a informare dei fatti, ci sono alcuni, tra cui Barnard, che usano in maniera oserei dire strumentale, l'informazione. Per quale motivo fare sermoni? Perchè lasciarsi andare a considerazioni "emotive"? Lasciamo per favore che sia il lettore a trarre delle conclusioni. Non è bello, come dire, "mettere in bocca" al lettore l'indignazione o lanciarsi in ipotesi futuriste tpo i "kamikaze occidentali". Mi ricorda un pò lo stile dei nostri orribili telegiornali che sembrano godere del raccontarci sui fatti di cronaca nera.

    1. rasna-zal 19 dicembre 2010

      Pensa tu che argomentazioni!

      E perchè non"un che", che so: da frocio, da fascista, da comunista, da snob...>div> pensa su quali basi elevate di fonda il tuo ragionamento.
    1. rasna-zal 19 dicembre 2010

      C.V.D. eccolo qua Tellavelde:

      ha scritto le sue rimostranze su Barnard, l'ha tirato in ballo in modo meschino confondendolo con quelli della riunione di Bologna (fini, Chiesa,...), sembrava che per lui questo evento era importante invece non ha scritto alcun post sullo spazio che gli aveva dedicato CDC, ma ci ha tenuto a farlo sull'articolo di Barnard che poco c'entrava e adesso che l'articolo è giunto tra i vecchi, arrivederci: ci vediamo al prossimo articolo.
      Ovviamente di Paolo Barnard.

    1. caterinazanivan 19 dicembre 2010

      A parte che il disperato gesto (che poi lo abbia o meno portata alla morte non e' importante) di quella donna, pure madre, deve far riflettere non solo sulla situazione economica ma tanto piu' sulla mancanza di rapporti umani. Sulla mancanza d solidarieta'. Sull'incapacita' di comunicare.

      Bisogna chiedersi perche' quel gesto non e' servito a nulla.
      Non e' servito perche' nessuno oggi giorno piu' si accorge di un gesto simile, cosi' abituati che siamo a vedere scene di violenza di ogni tipo.
      "Suggestivo" e' stato definito da qualcuno.

      Questo non e' forse il modo giusto di rivendicare i propri diritti. Non oggi, se veramente si vuole ottenere qualche cosa.

      Non e' la strada "della morte" o "della violenza"quella da percorrere perche' non porta a nulla. Anzi e' l'unica cosa che il Potere si aspetta come reazione. E certo e' gia' preparato a questa possibilita'.

    1. caterinazanivan 19 dicembre 2010

      Chissa' perche' non fate altro che accusare. Io ho citato in modo corretto Non ho la tua edizione. Ho letto il libro in inglese e quello che ho scritto c'e' scritto. Stammi bene pure tu.

    1. mikaela 19 dicembre 2010

      MARIARCA TERRACCIANO

      si e' fatta togliere il sangue,

      HA PAGATO CON LA SUA VITA MENTRE RIVENDICAVA UN SUO DIRITTO

      e non e' un romanzo.

    1. LeoneVerde 19 dicembre 2010

      Quando si cita, si cita giusto...te lo hanno insegnato o sei abituata a mettere in bocca agli altri parole che non hanno detto?

      Pag. 14
      "La mia previsione é che le 2 forme di pessimismo più clamorose, e contrapposte - il pessimismo dei rivoluziuonari, convinti che una situazione così compromessa renda inevitabile un cambiamento radicale (e qui, era la fine degli anni venti, si riferiva al comunismo, cosa che nessuno di noi, Barnard compreso, ritiene un modello economico o sociale di riferimento) e quello dei reazionari, persuasi che la nostra vita economica e sociale si regga su un equilibrio talmente instabile da sconsigliare qualsiasi forma di esperimento-, si riveleranno, a tempo debito, entrambe errate."

      Pag. 25
      Raggiunta la distribuzione della ricchezza e il benessere x tutti:
      "L'amore per il denaro, per il possesso del denaro - da non confondersi con l'amore per il denaro che serve a vivere meglio, a gustare la vita-, sarà, agli occhi di tutti, un'attitudine morbosa e repellente, una di quelle inclinazioni a metà criminali e a metà patologiche...e finalmente saremo liberi di accantonare tutte le abitudini sociali e le pratiche economiche che oggi decidono chi si arricchisce e chi no, e di quanto."

      La via per questo è lo stato democratico che spende a deficit. Il ritorno alla supremazia della politica sull'economia, non il contario.

      Guido Rossa, pag. 45
      "...gli economisti si sono spinti oltre, proponendosi come sacerdoti dell'ordinamento giuridico: e con l'analisi economica del diritto hanno addirittura tentato di di sostituire lo STATO DI DIRITTO con un inquietante STATO DELL'ECONOMIA, nel quale le norme si giudicano solo con criteri di efficenza e sulla base della formuletta costi/benefici."

      Al punto in cui sono ormai le cose, più che di rivoluzione, è corretto parlare di "resistenza", lotta partigiana...

      Stammi bene

    1. ottavino 19 dicembre 2010

      Scusa, ma pensi che noi si sia scemi? Pensi che noi non abbiamo occhi per considerare l'ipotesi di Barnard plausibile?. Dopotutto sae seguiamo questo sito qualcosa sappiamo. Il punto è: e allora? Dov'è il problema? Potrebbe succedere, e allora? Il problema che pongono gli scritti di Barnard è un altro. Il problema è: perchè Barnard scrive così male? Perchè ogni suo scritto si trasforma in un sermone? Prendiamo questo scritto: ma quanto è brutta questa retorica del "kamikaze occidentale"! Ma che cos'è un romanzo? Ma Barnard scrive dei saggi o dei romanzi?

    1. caterinazanivan 18 dicembre 2010

      Mi avevi posto una domanda, alla quale io ho risposto. Tutto il resto che dici sono tue supposizioni sulla mia vita che nulla hanno a che fare con l'argomento.

      Quanto a Keynes nel libro da te citato scrive anche
      "Voglio affermare, infatti, che entrambi i contrapposti errori di pessimismo, che sollevano oggi tanto rumore nel mondo, si dimostreranno errati nel corso della nostra stessa generazione: il pessimismo dei rivoluzionari, i quali pensano che le cose vadano tanto male che nulla possa salvarci se non il rovesciamento violento..."

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