“Ci avete rotto i coglioni con i partigiani e con la resistenza … siete diventati peggio dei garibaldini … con una retorica che fa schifo!“ (dal Film “Caro papà” di Dino Risi, la battuta in questione viene pronunciata, ironia della sorte, dall’attore Stefano Madia, padre, scomparso piuttosto giovane,a soli 50 anni, dell’attuale Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, la quale invece, quasi sicuramente, sarà in prima fila tra i “retorici peggio dei garibaldini” finiti tra i businessman dell’alta finanza o ai vertici di uno Stato corrotto che festeggeranno il 25 Aprile con i vessilli del tradimento al vento).
L’antifascismo del XXI, come quello del secolo scorso, ha davvero rotto i coglioni, anche perché i paladini di questa corrente maggioritaria della mistificazione storica hanno consegnato il Paese agli eserciti stranieri, come e peggio dei fascisti, i quali prima si misero nelle mani dei tedeschi e poi persino dei “liberatori” americani, parliamo tanto dei singoli che dei gruppi sociali economico-produttivi, rinnegando il loro presente appena diventato passato. Adesso, la gran parte di quelli che monopolizzano il 25 Aprile lo fanno ribaltando alcune verità storiche inequivocabili, facendo passare la resistenza per un grande movimento di popolo, animato da sentimenti antiautoritari, laddove essa fu fenomeno marginale egemonizzato soprattutto dai comunisti, come rivelò anche l’ex PresdelRep Francesco Cossiga: “Il Partito Comunista ha quasi monopolizzato il comando della lotta partigiana anche in forme violente…ha monopolizzato il ricordo, e anche giustamente, perché la resistenza è stata almeno per l’80% comunista, e senza il Pci non ci sarebbe stata resistenza.”
In Italia erano quasi tutti fascisti ma alla caduta del regime non si trovava più un simpatizzante del Duce, nemmeno a pagarlo salato. Erano tutti divenuti “anti”, i fascisti e persino i repubblichini del giorno prima erano ormai partigiani del giorno dopo.
I comunisti, peraltro, non avevano nessuna voglia di essere scambiati per semplici liberatori che combattevano al fianco degli alleati ma volevano fare come la Russia, secondo lo slogan coniato, molto tempo prima, da Nicola Bombacci (fondatore del PCI, finito a testa in giù a Piazzale Loreto insieme al suo amico Mussolini), ovvero sovietizzare l’Italia per mettersi al fianco della “patria socialista” russa. Infatti, le “brigate” comuniste deposero le armi con molta riluttanza, ben oltre la fine del conflitto, non lesinando scontri e vendette coi partigiani “cattolici”, e solo perché credettero ai loro dirigenti politici che ad un certo punto dissero “Basta!” (Togliatti) perché gli accordi internazionali (a Yalta) tra le potenze vincitrici della guerra assegnavano l’Italia al quadrante occidentale. Ma l’obiettivo dei partigiani comunisti non fu mai quello di riportare il Paese nell’alveo dei regimi democratici, quanto quello di realizzare una rivoluzione anticapitalistica, tanto più che due decenni dopo i brigatisti rossi ricorreranno proprio al mito della resistenza tradita per imbracciare nuovamente le armi e finire il lavoro lasciato incompiuto nel ’45.
Dunque, stare a sentire ancora oggi, nell’anno 2015, questi vuoti discorsi democratici pronunciati da mezze calzette istituzionali (che ancora si accaniscono contro i simboli del fascismo), generati da un vile tradimento, quello consumatosi l’8 settembre del 1943, risulta disgustoso ed intollerabile. Ed ancor più insopportabile è che a farci la morale siano i figli (spesso di sangue) dei trasformisti di ieri, i quali con i loro funambolismi attuali aggiungono ai voltafaccia dei loro padri uno sporco opportunismo che sta conducendo la nazione al fallimento politico ed economico ed alla svendita della sua sovranità. Da traditori non potevano che venire fuori “traditori e mezzo”.
Come ha scritto il pensatore veneto Gianfranco La Grassa: “l’antifascismo azionista – erede dei socialisti liberali, forse più ancora che dei liberalsocialisti – è stato il terreno fertile per le più gravi involuzioni della storia della Repubblica italiana sfociate in “mani pulite” e su cui ho già detto più volte ciò che penso. Questo antifascismo sta compiendo adesso un ulteriore salto di qualità, facendosi apertamente complottista ed eversore“. C’è poco altro da aggiungere e proprio niente da festeggiare.
Guarda che il mondo del dopoguerra se lo sono spartito i russi e gli americani, doveva seguire la guerra fredda, non credo ci fossero tanti margini di manovra, specialmente per noi e la Germania.
Noi ci illudiamo di no, ma siamo stati trattati da sconfitti e come tali, sottomessi.
Ti sembra che potevamo liberamente dire, ok ora andatevene?
La corruzione ha fatto il resto, tutti gli aiuti americani erano gestiti dal Vaticano, quindi...
Non credo sia propriamente "colpa" dei partigiani (che erano si e no 100.000).
Dopo la guerra buona parte dei quadri dirigenti di quasi tutto l'arco costituzionale erano pieni di coloro che ricoprivano incarichi dirigenziali durante il fascismo.
Basterebbe avere un po' di senso delle proporzioni per affermare, sulla base dei fatti storici del dopoguerra, che almeno la stragrande maggioranza dei partigiani sia stata fottuta come tanti altri.
La cosa, però, più importante nata dalla resistenza, fu la stesura della nostra Costituzione, mai applicata realmente ed ora a rischio di annientamento, con tutta la sagra della probabile legge della giungla che ne seguirà.
oriundo200622 aprile 2015
E' finita, o sta finendo, una parentesi storica durata 70 anni e la storia si prepara ad altre 'svolte', tormentati 'sentieri interrotti' di cui noi già ora possiamo vederne il prepararsi cieco e folle come furono i fatti del '900, un tradimento continuo di uomini e donne giovani, accecati dai desideri e da idee seducenti di libertà 'moderne', di spazi sconfinati per il senso del proprio 'io' - molto meno per i diritti degli altri, specie se di parte avversa - di una fiducia assoluta nel futuro, fiducia che non ammetteva se e ma ( non vi dice nulla ? ): tutto questo è finito nel consumismo, nel possesso, nel benessere ( giusto ma fuori dai sentieri della ragionevolezza ), nelle aberrazioni moderne ( ma rivisitate su antichi modelli ) del sesso, delle droghe, della noncuranza verso tutto cio' che poteva avere un futuro quando questi era lontano dall'immediato...Dunque, il contrario di tutto quanto si era creduto e voluto: epoca odierna senza senso che nel tralignare delle passioni osserva sorridendo quanto si erano sbagliati in passato fascisti, comunisti, nazisti: era piu' semplice pensare solo al proprio interesse perchè questo alla fine è risultato il vero vincitore. Oggi non lo capiamo piu' il 25 Aprile come non capiamo piu' tanti altri fatti ed eventi del secolo scorso perchè il nostro spirito si è nutrito non di vittorie ma di sconfitte e di mesta rassegnazione su sè stesso e sulle proprie capacità di visione della vita. Celebrare ancora questi eventi è talmente lontano da noi ( http://www.wolfstep.cc/post/antichitalalala/ ) come lo possono esser le guerre risorgimentali e la fondazione di Roma.
ilcomplottista22 aprile 2015
Il primo capo della redazione milanese dell'organo ufficiale del partito comunista italiano non era altro che un ex militare dei servizi segreti inglesi...... e questo la dice lunga su come la sinistra sia stata orientata per anni facendo una finta opposizione. Mi spiace per quei poveri comunisti veri e convinti che hanno creduto che l'Italia potesse cambiare davvero, ma sono stati imbrogliati.
IVANOE22 aprile 2015
E no ! Ci fu un ufficiale brittannico del servizio segreto del foreign affairs inglese in servizio dal 1942 al 1948 in italia che ha raccontato in un libro il disarmo dei partigiani rossi nel 1945. Che sulla spinta dei capi comunisti dell'epoca abbondantemente addomesticati dagli amerikani, fecero del tutto e tutto il possibile per far disarmare le bande rosse che già stavano pensando di attestarsi sugli appennnini poichè qualcuno un pò più sveglio aveva subodorato che tipo di bidone stavano per rifilare alla lotta partigiana operaia. Questo ufficiale racconta che grazie alla pressione dei capi comunusti dell'epoca fecero accatastare sulle piazze piazzali delle città centinaia di migliaia di armi in mano ai partigiani rossi sotto il controllo degli amerikani. E' vero anche che molte armi furono nascoste ma erano molto poche rispetto al numero degli uomini. La fortuna ed i soldi e la corruzione del momento è stata a favore degli amerikani perchè se non fossero riusciti a disarmarli, i nostri avrebbero combattuto dopo l'occupazione tedesca anche a quella americana ed oggi staremo a parlare di un'altra cosa.
MarioG22 aprile 2015
Osservazione di buonsenso. In effetti, quanto a "rivoluzione" era ben chiaro fin dal '43-'44 che non era all'ordine del giorno e neanche delle cose possibili. Di conseguenza la funzione delle bande armate, permesse dagli americani, e' proprio quella che dice lei. Evidentemente anche il Petrosillo, che e' certo di un'altra levatura rispetto all'"ambiente", sconta un marchio di fabbrica.
eresiarca22 aprile 2015
Petrosillo,
allievo di La Grassa, sarà anche quanto di meglio (come Fusaro, per
altri versi) esprime un certo ambiente, ma spara ancora grandi boiate.
Tra le quali, quella dei comunisti che non consegnano le armi perché
vogliono fare la rivoluzione. Eh no, gliele han lasciate proprio perché
dovevano far fuori un sacco di gente dopo, il che dimostra l'inesattezza
marchiana di un altro assunto dell'articolo, e cioè che dopo il '45 non
vi fossero più fascisti!
IVANOE22 aprile 2015
C'è da dire che sono oltre 50 anni che mi sorbisco il teatrino del 25 aprile...quando ero più giovane e non erano arrivati ne renzi ne berlusconi e ne monti, tutto mi sembrava solenne soprattutto per i caduti...comnuque era una cosa seria... Poi crescendo e sempre più disgustato dalla società attuiale e da molti di noi ormai omologati mani e piedi al sitema, sono diventato più cinico ed ho riflettuto a lungo prima di fare questa osservazione... : se ci troviamo in questa situazione è proprio colpa dei partigiani e spengendomi oltre di tutti quelli che hanno combattuto la prima guerra mondiale e tra l'altro sono morti inutilmente come dei poveri fresconi... Quindi altro che martirio dei partigiani o dei fanti della prima guerra mondiale, purtorppo degli utili idioti del sistema nel 15/18 erano indottrinati ed andavano a morire per la patria a 20 anni... mentre gli ufficiali stavano nelle comode retrovie a dare insulsi ordini... e poi finita la guerra gli stessi pronti a servire il fascismo... che poi è stato combattuto da altri partigiani che sono caduti per ridare nel 1945 in mano l'italia ad altri fascisti...partigiani che hanno creduto a pertini, amndola, de gasperi e toglaitti che si facevano sbattere in comodi esili come gli ufficiali della prima guerra mondiale... purtroppo oggi i giochi sono belli che fatti perchè invece di morire come mosche i soldati e i partigiani per una finta libertà, avrebbero dovuto essere più lungimiranti e rivolgere le armi proprio contro i loro capi... ( nelle prima guerra mondiale e siamo nel 1917 e c'era la rivoluzione russa bastava che i 600.000 fanti morti inutilmente avessero disubidito e rigirate le armi ) e probabilmente non avremmo avuto il fascismo, andreottti, berlusconi e renzi... mi dispaice per loro e per loro pregherò sempre ma mi dispiace dirlo che hanno sbagliato e hanno regalato le loro vite inutlimente...per una causa persa.... ecco perchè per me il 25 aprile è una festa inutlie e ipocrita...
Tetris191722 aprile 2015
Chi dovrebbe riscrivere la storia? I soliti manipolatori odierni di ideologie passate? Oppure bisognerebbe mettere finalmente un riferimento serio, ripartendo almeno dall'unità d'italia? Per esempio, la completa revisione dei fatti della I guerra, il massacro ingiustificato di milioni di proletari e dei veri motivi dello scoppio di essa. Questo e non solo, come pure si potrebbe proseguire sul ventennio e su quella marionetta della borghesia che era benito, oppure sulla repubblica sociale, macellai al soldo tedesco, oppure su tutta la storia del partito comunista italiano con i suoi traditori della rivoluzione proletaria (approfondire il biennio rosso per esempio). O tutto quello che si è fatto dal 45 all'89. Insomma, non regge niente perchè non abbiamo mai fatto i conti veramente con la storia. Un paese di pagliacci che si accontenta come al solito delle pagine di storia ad uso e consumo dei vari Mieli televisivi. Paese di fascisti come di antifascisti. Gente che ha ricolorato la bandiera nera con del rosso, la sera prima col tedesco e la mattina dopo col soldato americano. Tolta questa tara amorale, rimane appesa a un filo, come un ragno, la storia di questa nazioncina, impudicamente occultata dall’ideologia mefitica del borghesume ammuffito odierno. Tutto magistralmente anticipato da Pier Paolo Pasolini.
cardisem22 aprile 2015
In Hobbes, la relazione protezione / obbedienza, significa che un qualsiasi governo di qualsiasi natura o forma fonda la sua legittimità solo e nella misura in cui riesce a “proteggere” le persone, i popoli, che gli devono obbedienza. Se non è capace di “proteggere” quelli che gli sono soggetti, allora perde qualsiasi legittimità e nessuno è tenuto a prestare obbedienza a un governo, inetto, inesistente... Un popolo è allo sbando e vige il principio del “si salvi chi può”.
Se dalla catastrofe si riesce ad uscire e appare sulla scena un nuovo Governo, qualcuno che possa comandare, la sua nuova Legittimità può fondarsi solo su una ricostituita capacità di "proteggere”.
I nostri gloriosi “partigiani”, anzi “resistente”, hanno consegnato il paese al Vincitore e si sono fatti suoi servi (la famosa “cupidigia di servilismo”, di cui parlava Vittorio Emanuele Orlando). Da allora “governare” in Italia ha significato: a) fare a gara di “servilismo” verso il vincitore/invasore Americano, da cui ogni governo si recava per ricevere la ratifica dell’investitura elettorale o dal quale si è sempre andati per ricevere ordini nei momenti critici, in ultima la guerra di Libia... b) una propaganda costante volta a delegittimare (un governo, o un regime: il fascismo) che ormai non c’era più e che si era delegittimato da solo per avvenuta debellatio... Anche qui siamo nella tradizione: quella di Maramaldo, che dando prova di grande valore ed eroismo uccideva un nemico, un uomo... già morto!
Buon 25 aprile, per chi ci crede!
Evitamina22 aprile 2015
Spesso mi capita di avere difficoltà a distinguere la verità che va oltre i confini di me stesso.
Oggi che siamo super informatizzati, crediamo di conoscere verità che alloggiano a migliaia di Km di distanza.
Di certo la verità viene diffusa da chi prende tutto, la verità di chi è stato preso tutto, solitamente non interessa a nessuno (a pochi). Di norma si sceglie sempre il carro del vincitore.
Dunque sul buono e il cattivo, bisogna stare molto cauti e importante alle fine dire la sua perché il non dire è spesso sinonimo di codarderia.
FlavioBosio22 aprile 2015
E nel frattempo la "bella" é diventata un trans...
Per la felicitá dei "compagni" culattoni.
Hamelin22 aprile 2015
Bisognerebbe riscrivere tutti i libri di storia per rendere giustizia alla verità dei fatti , partendo dalla disgraziata fondazione di questo Stato chiamato Italia...( nato dal sangue e dal tradimento anch'esso ) .
Putroppo la storia la scrivono i vincitori e per quanto patetiche ed enormi possano essere le loro balle se ripetute milioni di volte e scritte milioni di volte sui libri... diventano verità ...
mago22 aprile 2015
Per come è ridotta questa nazione tanto valeva che la guerra la vincessero i tedeschi..mi fanno tenerezza quei partigiani che vanno presso le istituzioni a cantare bella ciao...passi per la veneranda eta...passi per i primi sintomi di demenza senile ma aver rischiato la vita per consegnare poi la patria a questa classe politica...e poi farne uno spot....mah
geopardy 22 aprile 2015
Guarda che il mondo del dopoguerra se lo sono spartito i russi e gli americani, doveva seguire la guerra fredda, non credo ci fossero tanti margini di manovra, specialmente per noi e la Germania.