Chi ha spento la luce? Verso il libero mercato dei profitti

L'analisi del collettivo di economisti indipendenti ConiareRivolta.org

Chi ha spento la luce? Verso il libero mercato dei profitti

Di ConiareRivolta.org

Ci sono alcuni incroci di fatti di cronaca che, se non ci si ferma all’aspetto ridicolo, mettono in luce la schizofrenia di un sistema economico guidato esclusivamente dalla ricerca del profitto. Qualche giorno fa il Parlamento ha definitivamente approvato il cosiddetto “Decreto Bollette”. Si tratta di un decreto legge che, nella migliore tradizione italica, è stato riempito in maniera incoerente di molteplici contenuti, ivi compresi condoni fiscali e incentivi vari alle imprese. Fra questi, anche solo per giustificare il nome al decreto stesso, sono inclusi anche alcuni “bonus sociali” per elettricità e gas destinati alle famiglie più vulnerabili: due spiccioli, e per pochi mesi, che dovrebbero evitare che le famiglie più povere siano lasciate da sole di fronte alle turbolenze a cui abbiamo assistito nel corso dell’ultimo anno del mercato energetico, e che alla fine hanno innescato la tremenda fase di inflazione dalla quale ancora non siamo usciti.

Già, il mercato: e qui veniamo alla coincidenza ridicola e schizofrenica. Negli stessi giorni infatti è emerso che il Governo ha confermato per l’inizio del 2024 la fine definitiva del mercato di maggior tutela dell’energia, una vecchia richiesta proveniente dall’Unione Europea rimandata in avanti di anno in anno (finora).

Vediamo di cosa si tratta. Storicamente, almeno a partire dal processo di nazionalizzazione dell’industria elettrica durante gli anni ’60, si è riconosciuto che elettricità e gas costituivano “beni” essenziali per una vita dignitosa, il cui accesso doveva essere garantito a tutti e a prezzi ragionevoli attraverso un meccanismo che necessariamente non poteva essere (esclusivamente) il mercato. I processi di liberalizzazione degli anni ’90 (come si diceva su input europeo, in quanto finalizzati alla creazione di un mercato comune dell’energia) hanno poi visto affacciarsi nuovi operatori (specialmente sul piano della commercializzazione dell’energia elettrica) con la creazione di un duplice canale di fornitura: un utente poteva decidere di comprare l’energia elettrica sul “mercato libero” scegliendo l’offerta commerciale ritenuta più conveniente. Ma cosa succedeva se nessuna offerta era ritenuta conveniente. Beh, in questo caso, proprio in virtù del particolare “status” del bene energia, si diceva che non era ammissibile lasciare l’utente privo di fornitura, per cui è stato garantito l’accesso attraverso il “servizio di maggior tutela”: un servizio fornito da pochi operatori (controllati sostanzialmente da soggetti pubblici) e a prezzi stabiliti da un’autorità anch’essa pubblica, l’ARERA.

Nell’idea dei “liberalizzatori” (che peraltro negli anni ’90 erano, in Italia e in Europa, soprattutto governi di centro-sinistra), questa doveva essere comunque solo una fase di passaggio; in breve tempo infatti il “libero mercato” avrebbe prodigiosamente dispiegato le proprie virtù, garantendo prezzi più bassi a tutti in funzione delle proprie abitudini di consumo, e “naturalmente” tutta la popolazione sarebbe transitata alle nuove modalità di fornitura relegando la gestione pubblica del settore energetico al buffo reliquiario delle “cose del secolo scorso”. A quel punto, anche i pochi ultimi samurai affezionati al mercato tutelato sarebbero sati costretti a passare al mercato libero.

Non è questo il luogo per spiegare le storture ideologiche e organizzative che stavano dietro anche il funzionamento del servizio di maggior tutela, fondato sull’idea che comunque lo Stato non dovrebbe “operare” direttamente sul mercato, ma limitarsi al più a “regolarlo”, meglio se attraverso un’autorità “indipendente”; vediamo più semplicemente come sono andate in realtà le cose.

La risposta degli utenti (pardon, ora “consumatori”) nei confronti delle varie offerte libere è stata assai più tiepida del previsto, costringendo i vari Governi che si sono succeduti a rinviare di volta in volta la fine del servizio di maggior tutela, in quanto il numero degli utenti ancora da gestire sarebbe stato troppo elevato. E tutto questo tacendo dell’indegna competizione che si è scatenata fra gli operatori del mercato per strapparsi i clienti (chiunque ha uno zio o una nonna un po’ anziano potrà raccontare di qualche raggiro tentato da improbabili venditori porta a porta, spesso a loro volta ragazzi tenuti sotto il ricatto di essere pagati solo in funzione dei nuovi contratti attivati).

I “liberalizzatori” utilizzano a sproposito, in questi casi, le categorie di “irrazionalità”, “assenza di informazioni” e via dicendo, ma la risposta è molto più semplice e banale. Molti utenti hanno scelto di restare nel servizio di maggior tutela perché più conveniente, e anche più sicuro. E questo è stato vero soprattutto nell’ultimo anno di forti rialzi dei prezzi dei beni energetici, come ha dovuto di recente ammettere anche una fonte come il Sole 24 Ore, non certo ostile al libero mercato!

E arriviamo così al giorno d’oggi, con circa 9 milioni di utenti che ancora usufruiscono del servizio di maggior tutela per l’energia elettrica (7 milioni per il gas).

Come detto, il Governo ha deciso che quello al 2024 è l’ultimo rinvio, e anche questi a partire da gennaio dovranno obbligatoriamente scegliere il libero mercato (che già detto così è un nonsense). Bontà loro, non tutti subito: i “vulnerabili” (persone estremamente svantaggiate dal punto di vista economico, oppure malati con apparecchiature terapeutiche alimentate con energia elettrica) potranno tentennare ancora un poco, ma tutti gli altri (si stima 5 o 6 milioni) fra gennaio e aprile dovranno decidere un nuovo operatore (o almeno una nuova formula contrattuale) oppure saranno “assegnati” a operatori commerciali. La scelta di garantire un periodo di proroga per i ‘vulnerabili’ appare dunque come un’ammissione di colpa: il passaggio al mercato libero esporrà i lavoratori e le lavoratrici alla schizofrenia del mercato, un rischio così evidente che si decide di evitarlo a categorie di soggetti particolarmente esposti. Ma allora perché non proteggere tutti?

La scelta del Governo è chiara. Mentre l’inflazione erode i salari e acuisce le disuguaglianze, una seppur minima tutela per i consumatori viene eliminata e milioni di utenti vengono abbandonati, contro la loro volontà, al mercato libero. Ciò, detto in altri termini, significa che mentre i salari si riducono, si sceglie di tutelare i profitti delle grandi multinazionali del settore energetico, le stesse che hanno visto ingrossare esageratamente i propri profitti. Nella stessa settimana, dunque, con una mano (anzi un mignolo) il Governo elargisce qualche spicciolo ai più poveri per affrontare il caro energia, con l’altra assesta il colpo finale a un meccanismo che dovrebbe arginare l’invasività del profitto in un settore fondamentale per la vita di noi tutti. E il tutto con la giustificazione ideologica che “libero mercato è meglio”, ripetendo come scolaretti – anche in questo campo – la lezione che giunge dall’Unione Europea.

Di ConiareRivolta.org

05.06.2023

Fonte: https://coniarerivolta.org/2023/06/05/chi-ha-spento-la-luce-verso-il-libero-mercato-dei-profitti/

Commenti (13)

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Mostra commenti 13 caricati
    1. carla 8 giugno 2023

      Per l'elettricità forse è il momento dei pannelli , il gas l'ho già ridotto al minimo con la legna.

    2. ric 8 giugno 2023

      non crederci...ai pannelli solari..

      l' energia solare costa nulla , ma costa maledettamente la sua trasformazione in corrente utilizzabile , al punto che o ti fai la spesa anche se supportata da contributi che tutti pagano , e dopo 15 anni rispendi gli stessi soldi ( drogaggio del mercato capitalistico ) Altrimenti diventa inspiegabile come mai con tutto il denaro che hanno le banche e imprenditori alla ricerca del Business , degli affari dei guadagni , degli investimenti "produttivi " non hanno pensato ( ci hanno pensato certamente , ed hanno capito che il gioco non vale la candela ) a mettere pannelli solari lungo le carreggiate laterali e centrali di tutte le autostrade , terreno demaniale , costerebbe nulla , farebbero corrente a costo 0 e venderla alla reta nazionale. ( il trasporto di questa energia sarebbe pari allo 0 , o poco piu'.
      ma perche' non lo fanno ' se rende come dicono ?

      perche' non affittano al prezzo di un mono-locale a Canicattì
      mezzo deserto del Sahara e ci mettono i pannelli solari e vendere l' energia a mezza europa ?

      No ! meglio convincere i privati a metterli sul tetto , poi i nidi di colombi , le tegola da risistemare , dove prima del muratore deve intervenire " l' Addetto " ai pannelli solari, iscritto all' albo . come i letturisti delle valvole termostatiche.

      tanto paga il popolino , e fa felice i liberi professionisti al pari di quelli che fanno il cappotto alle case...che fanno marcire i muri esterni piche' non respirano.

    1. carla 8 giugno 2023

      Per quanto l'articolo si incaponisca contro l'attuale governo fassista, ai meno ingenui non potrà sfuggire che tutto questo viene si dalla naziUe, ma è stato implementato dal mortadella che grazie anche al suo nome ha gestito lo spezzatino p.e. del servizio elettrico ingrassando gli amici degli amici (p.e.Edison/debenedetti se non erro).
      Provate, se avete problemi al contatore, chiamare il mercato libero, da sempre vi rimanderanno al servizio elettrico nazionale (ex Enel) di cui hanno venduto anche il marchio per poter meglio imbrogliare quei vecchietti di cui parla l'articolo.
      Lo spezzatino è fatto solo per incassare, non emettono nemmeno le fatture, loro incassano solamente, a chi non piacerebbe una attività dove non c'è nemmeno il fastidio di fatturare ma solo quello di incassare?
      I vecchietti di 30 anni fa saranno ormai passati a miglior vita, mentre quelli che non erano vecchi ma adulti allora, che hanno vissuto le porcherie citate si son ben guardati dal fare errori ora che sono i vecchi.
      Ecco spiegato perchè non è decollato nulla e siamo alla mercè della destra, tanto era destra anche mortadella solo che il cartello diceva altro.
      Ma chi legge cartello non mangia vitello!

    1. mingo 7 giugno 2023

      L'ennesima mazzata per un popolo che è già finito ed in agonia .
      Non saprei se definirli beoti o cinici affaristi i nostri politici e come sempre nel 2025 cadranno dal pero perché il mercato si è regolato da se ma verso l'alto.

    2. ric 8 giugno 2023

      non preoccuparti per loro.. staranno sempre a galla..

    1. ric 7 giugno 2023

      vedi. .l'uomo , uomo in generis" ha inventato la ruota ,bene utile a tutta l' umanita'. Poi un bastardo imprenditore ne ha brevettato la coppiglia...
      e di bastardi il mondo ne e' pieno. Howard Schultz Starbucks biografia. Nato nel 1953 a New York e di origine ebraica......

      https://www.unimondo.org/Guide/Economia/Multinazionali/Oxfam-Starbucks-priva-l-Etiopia-di-marchio-caffe-da-8192-70-milioni-48951

    1. uomospeciale 7 giugno 2023

      Ma non siamo già passati tutti quanti da un pezzo al mercato libero?

    2. ric 7 giugno 2023

      infatti , siamo liberi di scegliere da chi farsi inculare... dal momento che l' energia e' diventata una cosa PRIVATA .....

    3. carla 8 giugno 2023

      Tutti al gay pride,
      con comunità anobaleno

    1. JHON 7 giugno 2023

      A Gennaio 2024 finirà il servizio di maggior tutela, cioè cadranno delle garanzie che compongono il costo dell' energia. Già da mesi a questa parte, stiamo assistendo alla gran corsa, da parte di varie compagnie del cosiddetto mercato libero, per accaparrarsi i nuovi clienti, anzi i nuovi "polli" da spennare. Non esiste più nessuna privacy in questo ambito, telefonate tutti i giorni e a tutte le ore, per convincere la gente a passare sotto le loro sigle. Consigli delle associazioni consumatori e difensori vari, non se ne sentono, sembra che gli utenti finali, come piccoli pesci, siano destinati a diventare cibo per gli squali. Dal primo all' ultimo, le Istituzioni si para ventano, sostenendo la favoletta delle fasce protette e deboli che sono tutelate, intanto l' inflazione sostenuta dagli aumenti tariffari, galoppa più veloce del mitico Varenne. Brava la nostra Signora, sempre presente alle cerimonie strappa lacrime e osannata dalle folle al canto di Romagna mia, mostrati veramente capace a difendere i tuoi Patrioti come ami chiamare coloro che ami, Nazionalizza le compagnie dell' energia, con sede in paradisi fiscali, dove gli utili vengono divisi dai soci privati azionisti non versando un solo cent. al fisco Nostrano. Ma la soluzione potrebbe essere anche un altra: pagare tutti per pagare meno, compresi coloro che non dispongono di un contatore intelligente.

    2. JHON 7 giugno 2023

      Però, per salvare l'Italianità di Pirelli dalle grinfie del Dragone Cinese, la Signora sarebbe anche disposta a creare una " Golden Power", a tutela del marchio. Allora la storia che non si può nazionalizzare raccontatela ai TG serali, dove le masse si riforniscono di carburante senza neuroni.

    1. Dante Bertello 7 giugno 2023

      Era già successo in California sul finire degli anni '90, e il giornalista Greg Palast lo ha descritto in maniera egregia nel saggio "Democrazia in Vendita", Marco Tropea edizioni.
      Nulla di nuovo sotto il sole.

      Alle pagine 140 e 362 racconta di come le società elettriche promettevano che, il "libero mercato", avrebbe ridotto il prezzo delle bollette del 20%.

      A San Diego, nel 2000, il prezzo dell'energia era cresciuto del 379%.

      Questi sono i benefici che le privatizzazioni hanno in serbo per noi.

    2. carla 8 giugno 2023

      Fa tutto parte del
      "lavoreremo un giorno in meno guadagnando di più"
      oppure "non ti vaxxini ti ammali e poi muori ".
      Se il migliore mi dicesse che mettendo zucchero nel caffè lo addolcisce non ci crederei.

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