CHI E' IL VERO COMICO ?

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Italian actor Roberto Begnini poses for photograph silvio berlusconi fa le corna GELATO RENZI

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Quando il dramma di un popolo si consuma e si compie, spesso accade che la tragedia si volga in comicità, come diceva un’arguta battuta di Ennio Flaiano: “La situazione politica in Italia è grave ma non è seria”. Torna alla mente Mussolini che scappava con la Petacci, travestito da tedesco e con “l’oro di Dongo” nella borsa, scena tragica e comica insieme.

Stavolta il riferimento riguarda una vicenda che pesa meno, il semplice debutto su rai tre del programma “Ballarò”, condotto per la prima volta da Massimo Giannini, che apre la nuova stagione televisiva autunnale, di un’Italia sull’orlo di una crisi di nervi, e perfino anche di un possibile commissariamento da parte della Troika.

Massimo Giannini, glassato e rauco, espressione dell’informazione mainstream firmata Repubblica, inaugura il programma con tono mansueto e patetico, tipico dei nostri migliori maggiordomi al servizio del potere, rivolgendo elogi di cerimonia alla Rai, a Floris, ma dichiarando con forza la propria autonomia e indipendenza di giornalista, e il proprio impegno alla ricerca della “verità”, rivolto ai soli veri azionisti di riferimento, cioè ai cittadini, gli unici che hanno il diritto di sapere e conoscere nell’essenza i fatti accaduti (lui dice), perché quando non c’è verità la democrazia ne soffre, e dato che il “Secolo breve” si è portato via le ideologie, ma per fortuna è rimasto il buon giornalismo, onesto e indipendente (cioè il suo), le prospettive non potranno che migliorare (il migliore dei mondi possibili).

È lui il comico migliore? Forse sì. ma forse anche Prodi, anche stavolta immobile come un semaforo (da una famosa gag di Corrado Guzzanti) che ha partecipato all’inaugurazione del programma (come poteva mancare?), ha ricevuto una standing ovation da parte del pubblico (naturalmente a comando), e ha cominciato a dibattere sull’Europa (era stato invitato proprio per questo), e dietro alle incalzanti, ma premeditate domande di Giannini, lui, pacioso e rubizzo rispondeva: “La crisi l’hanno provocata gli USA, colpa loro, poi loro ne sono usciti (ah sì?) e noi siamo rimasti impantanati nel guado, perché siamo divisi, però l’Europa potrebbe essere il continente più dinamico, ma ha paura del futuro, dovrebbe avere una leadership unica, forte e autorevole, invece si manifestano violente tendenze indipendentiste (come mai?), la Scozia, la Catalogna, e d’altro canto non si può uscire dall’euro, perché sarebbe un trauma economico insostenibile, perché saremmo completamente travolti dalla Cina.”

Nel frattempo è arrivato un altro comico, Roberto Benigni, a dare un’accelerata al “fogno europeo”: “Saluto Romano Prodi e i suoi 101 ospiti in studio...” “Sono un grandissimo fan di Ballarò , da quando lo conduce Giannini non ho perso una puntata”, “gli 80 euro rimangono, anche se non c’è stipendio, Renzi le promesse le mantiene”, e anche: “Il Pd è l’unica vera opposizione a Renzi”. “Fa cose incredibili (…) uno che è riuscito a far vincere il PD è capace di tutto"

“Berlusconi? I suoi consensi sono calati un pochettino. Lo sappiamo che dopo un ventennio succede... Il patto del Nazareno? Quando lo fecero molti a sinistra storsero il naso. Ma come?, uno di destra che va nella sede del più importante partito di sinistra... e infatti poi arrivò Berlusconi”. “Bisogna dare fiducia a Renzi, sta facendo cose incredibili, il piano dei mille giorni, vorrebbe fare una riforma al mese.” Poi qualche riferimento inevitabile al malaffare politico dell’Emilia Romagna (ma anche al Mose e all’Expo): “...bisogna stare attenti a tutta questa criminalità al nord, perché c’è il rischio che scenda al sud” (la tv serve appunto a rigenerare le fibre del sistema politico traviato e putrefatto, un po’ come lavare i panni nella “centrifuga dell’informazione” con messaggi subliminali depistanti).

Il Pd? “Il Pd esiste, è l’unico partito che riesce a fare opposizione a Renzi...”. “C’è un futuro meraviglioso da costruire insieme. Ognuno facendo la sua parte. Ricordatevi del futuro, è questa la frase con cui saluto gli italiani”. “L’Italia del 2020? La vedo come un paese felice, dove la gente lavora. Un paese pulito e rispettoso della natura.... E questa è la Svizzera. L’Italia, invece, la vedo ancora meglio. Se noi italiani riprendiamo la nostra natura, quella imprevedibile e generosa siamo, imbattibili. Se costruiamo qualcosa insieme, siamo capaci di “subire” tutte le regole dell’Europa e del governo (un’esortazione all’autoflagellazione?)”.

“Però anche le banche sono in crisi, anche la Bce, la gente poi è molto inquieta, meglio così che troppo addormentati, finché sono inquieti si può stare tranquilli, dovremmo dare tutto in mano a Draghi, che è il mio preferito, è l’italiano più estroso, è il più italiano dei tedeschi, il destino ce l’ha nel nome (infatti nome omen, rettiliano e squalo di nascita), grazie a lui il costo del denaro è sotto zero, uno prende 100 euro e ne restituisce 50, è un Supermario come Balotelli, io sono stato da sempre europeista, ancora prima di Carlo Magno, certo l’euro è una moneta senza stato, ma dobbiamo sforzarci di costruirgli uno stato intorno, perché in Europa ci sono 28 paesi che la pensano diversamente, quindi se uno cede un po’ di sovranità è un sogno, l’Europa ci dà la pace nel mondo, dobbiamo “rassegnarci” a diventare mondo” (sic! sic! e poi ancora sic!).

Ma come, proprio Roberto Benigni che ha titolato anni fa un suo programma “La Costituzione più bella del mondo”, incita gli italiani a tradire quella Carta? Gli italiani dovrebbero obbedire cecamente ai diktat di Bruxelles e Francoforte senza ribellarsi ad un organismo sovranazionale che per sua natura è antidemocratico, cupola di potere delle lobbies finanziarie globali, che impongono i loro trattati capestro ai popoli europei, per saccheggiare il loro benessere? I prossimi saranno Ttip (tutela giuridica delle multinazionali) , Erf (totale abdicazione delle residue sovranità nazionali), dopo Maastricht e Lisbona. Gli italiani dovrebbero cedere tutta la loro sovranità politica, dopo aver già ceduto quella monetaria ed economica, secondo quanto ha detto l’altro comico italiano, Mario Draghi? Confondersi in quel magma viscido e untuoso del potere transnazionale, affidandosi completamente alla gestione amministrativa antidemocratica e rapace dell’UE?

Infatti il venerabile “Gran Maestro dell’Ordine di Templari” Mario Draghi, il 7 agosto scorso lancia un proclama dall’Iperuranio: “Per i Paesi Eurozona è il momento di cedere sovranità all’Europa”. Il presidente della Bce ammonisce poi Renzi e Padoan: "Gli investitori stranieri sono scoraggiati da assenza di interventi risolutivi nella Penisola. I Paesi che li hanno fatti hanno registrato dei miglioramenti e l’occupazione è aumentata. Non per tutto ci vuole tanto tempo". Il premier: "Sono d'accordo. Dobbiamo rimettere in ordine l'Italia."

Ma il Venerabile Gran Maestro non sa che la nostra Costituzione è assolutamente incompatibile con il Liberismo dei Chicago Boys? Non sa che il nostro modello costituzionale è stato tradito completamente su due presupposti fondamentali, nella sua parte economica e nella sua potenzialità sovrana, e che noi non siamo più un paese sovrano, che non vede solo limitata la propria sovranità, ma l’ha proprio ceduta.

Non sa che l’art.1 definisce la Repubblica “fondata” sul lavoro, o forse la pensa come il ministro Fornero del governo Monti, che sosteneva che il lavoro non era nemmeno un diritto? Il Venerabile Gran Maestro non sa che la nostra Costituzione sposa un modello necessariamente keynesiano che impone allo stato il deficit al fine di ottenere la piena occupazione, che è l’unico obiettivo del Paese? E ancora non conosce l’art. 3 “L’ordinamento costituzionale considera compito fondamentale della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese”. Non sa che il modello costituzionale non è comunista (orrore, orrore), ma un modello dove il libero mercato è pacificamente riconosciuto, ma deve necessariamente soccombere di fronte all’interesse pubblico, quindi la Carta assegna la prevalenza alla necessità di salvare i cittadini, che dovrebbero essere sovrani (art.1), Infatti l’obiettivo del Paese non dovrebbe essere il libero mercato, ma è la difesa della piena sovranità dei cittadini.

Quindi quando Draghi chiede di cedere cessioni di sovranità compie un illecito legale, infatti la Costituzione prevede che la sovranità possa essere “limitata”, non “ceduta”, e la collaborazione con altre nazioni è subordinata ad un preciso “vincolo di scopo”, cioè ai fini della tutela della pace e della giustizia. Invece in Europa l’introduzione del vincolo fisso e delle rigide norme dei trattati hanno indotto spudorate politiche devastanti del tessuto sociale e produttivo dei Paesi del Sud e stanno compromettendo la giustizia e la pace all’interno dell’Eurozona.

Insomma la lista dei tragi/comici italiani è piuttosto lunga, ma per non annoiarvi ulteriormente vi nominerò l’ultimo esemplare della serie: Maurizio Landini. “Il segretario della Fiom ha intrecciato da diverso tempo un rapporto più che cordiale con il presidente del Consiglio, trovando un punto di intesa nella comune sfida all’establishment politico, economico e sindacale tradizionale. La “strana coppia” Renzi-Landini sembra però sul punto di scoppiare sul tema più delicato, ovvero la riforma del lavoro annunciata ieri dal presidente del Consiglio nella sua informativa davanti al Parlamento sul “programma dei 1000 giorni”.

Landini dunque sembra svegliarsi di fronte all’attentato all’articolo18, ma l’attentato al mondo del lavoro, alla produttività delle aziende italiane, ai rapporti indeterminati di lavoro, alla sicurezza del posto di lavoro, alla tenuta del potere d’acquisto dei salari è già avvenuto da tempo, semplicemente con l’introduzione dell’euro, perché secondo una legge chiave delle politiche monetarie: “Se non svaluti la moneta devi svalutare per forza i salari”. E in un sistema di cambio fisso, in cui la Bce si preoccupa di controllare solo l’inflazione (bassa per la Germania che fa protezionismo, poco più alta per noi) la moneta non può essere svalutata. Dov’era Landini quando è stato introdotto l’euro? Durante questi lunghi anni di crisi non gli è mai venuto in mente di leggersi un testo di economia keynesiana? Se vuole glielo posso consigliare. Dunque il segretario della Fiom, il sindacato più “agguerrito” nella difesa dei posti di lavoro e del diritto al lavoro, non ha capito che la moneta unica è stata l’arma di distruzione di massa introdotta ad arte dagli squali della finanza, per saccheggiare il benessere dei lavoratori italiani? Alla faccia della lucidità mentale! Speriamo che sia solo “distrazione” e non anche interesse parassita sulla pelle dei lavoratori!

Infine per non piangere un aforisma comico.

Si chiamava Libertà. Un giorno scese per strada e prese a interrogare la gente che incontrava. Le risposte che ebbe furono di questo genere: «Fatevi i fatti vostri. – Non te ne incaricare. – Impicciati per te. – Lascia perdere. – Chi te lo fa fare? – Te l'ha ordinato il medico? – Ti pagano per questo? – Sei stanca di campare? – Ti puzza di vivere? – Attacca l'asino dove vuole il padrone. – Non fare la stupida. – Non ti mettere nei guai. – Gli stracci vanno per aria. – Passata la festa gabbato il santo. – L'oro non si macchia. – Sta' coi frati e zappa l'orto». Libertà disse: «Questa gente è molto saggia, non ha bisogno di me». Infatti cominciò a uscire meno e un giorno annunciò che se ne andava. Ai giornalisti che l'assediavano per conoscere i motivi della sua decisione rispose in modo alquanto enigmatico. Disse sorridendo: «La libertà va tenuta in continua riparazione» (Ennio Flaiano)

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org 18.09.2014

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Commenti (77)

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    1. Georgios 20 settembre 2014

      In linea di principio, in disaccordo con la tua tesi non potrei essere.

      Vorrei però far notare che la cosiddetta rivoluzione non e' soltanto quella cosiddetta: Armi in pugno contro il nemico. La gente, pian piano nel corso degli anni, si e' abituata ad abbinare la rivoluzione con degli atti violenti dove il sangue scorre. Credo non sia esattamente cosi. O almeno, non sempre.

      La violenza e' una componente che si manifesta nelle guerre civili e nelle controrivoluzioni, quando cioè chi ha perso il potere tenta di riprenderlo. E' allora che si può arrivare anche alla guerra civile ed e' allora che il sangue scorre effettivamente. O, ancora, quando una massiccia protesta del popolo che mette alle strette un governo o un regime, viene manipolata da una forza "parallela" al popolo con secondi fini non tanto democratici.

      Le proteste in Ucraina contro Yanukovych e ancora di più quelle in Egitto contro Morsi erano delle rivoluzioni in atto indipendentemente da chi in seguito approfittò della situazione per mancanza di organizzazione popolare. La guerra di liberazione in Grecia, dopo la fine della 2a GM, ha chiaramente assunto caratteri rivoluzionari senza in sostanza spargimento di sangue. Oppure re Ottone di Grecia e' stato costretto a concedere la Costituzione al popolo (1843) senza colpo ferire, solo a causa della mobilitazione popolare che aveva circondato il palazzo reale.

      Per cui il problema principale nella situazione attuale non e' tanto che la gente sia poco agguerrita, quanto la mancanza del suo sentirsi cittadino, avente dei diritti che vengono calpestati e di conseguenza ribellarsi. Naturalmente c'è un meccanismo in funzione che tiene addomesticato ed in ipnosi il popolo: cattive abitudini del passato, propaganda mediatica, i noti comici raccontati nell'articolo, continui litigi tra i cittadini che si accusano a vicenda, partiti, sindacati etc.

      Secondo me, se ci si riesce a superare questa (seria) difficoltà, il gioco e' fatto. Facile facile. Senza aver fatto il servizio militare.

      E poi, un piccolo commento circa la interessante discussione di tipo economico (che però non e' il mio forte) che si e' sviluppata in seguito al tuo commento. In qualsiasi scenario (economico) liberatorio per un paese, ci devono per forza essere presenti i mercati finanziari? O ce ne possiamo fare a meno? Perché secondo me i mercati finanziari vanno aboliti a colpi di dazi doganali. Se tu mister vieni qui per investire passa pure, ti faremo anche delle agevolazioni, ma se vieni per giocare favorisci un 100% di tasse. O forse ho capito male?

    1. Rosanna 20 settembre 2014

      Infatti l'astensionismo non preoccupa minimamente la classe dirigente, anzi la favorisce, tanto chi stabilisce qual è la "soglia di sbarramento" per definire "democratiche" le elezioni?

      Quindi anche un'affluenza del 40% dei votanti basta e avanza per riconfermare i soliti noti.

    1. Marshall 20 settembre 2014

      L'astensione, per noi è una novità degli ultimi anni (non indifferente per altro visto che dal 70/80 per cento di votanti costanti siamo passati al 40/50 per cento), per gli americani è ormai consolidata ma questo non pare muovere tanto gli animi dei nostri sovrani. Si limitano a prenderne atto, ogni tanto colpevolizzano i non votanti che non svolgono un dovere civico e vanno avanti. Credo che anche se andassero solo eletti e parenti degli eletti a votare al sistema andrebbe bene e alla fine comincerebbero a truccare i numeri di chi è andato a votare. Tanto alla fine la democrazia è cosa loro e i cittadini non capiscono nulla e devono essere educati perchè noi sappiamo cosa è giusto fare per il vostro bene e voi.....

    1. Laertino 20 settembre 2014

      Hai colto perfettamente il senso del ridicolo insito nella frase: "una risata vi abbatterà.

      Diceva Eric Hobsbawn: "Ridere della borghesia è facile, è talmente facile che anche la borghesia ride della borghesia; il difficile è abbatterla.

    1. Nauseato 20 settembre 2014

      Esatto. Crozza infatti più di tanto non mi è mai andato particolarmente a genio. Anzi...

    1. yakoviev 20 settembre 2014

      E' da un pezzo che ho cominciato anch'io a pensarla come te. Tutto sommato la satira legittima il potere o comunque, se serve, serve a regolare conti interni al potere, anzi ultimamente qualche volta è servita addirittura a sputtanare voci che parzialmente erano fuori dal coro. Se uno è veramente incazzato, indignato, schifato etc. ha poca voglia di ridere, anzi fare battute vuol dire sminuire la gravità della situazione.

    1. Giovina 19 settembre 2014

      Io la tv non la guardo mai.
      E sono operaia.
      Attenzione a come parli amico.
      Baci e abbracci.

    1. Rosanna 19 settembre 2014

      Prova a confrontare questa teoria con quanto dice Vito Lops, quando spiega il "Ciclo di Frenkel", tieni presente che Frenkel ha studiato la crisi argentina:

      Il ciclo di Frenkel (noto anche come ciclo di 'Frenkel-Neftci' fin dalla sua prima citazione in letteratura) è una teoria dell’economista argentino Roberto Frenkel [it.wikipedia.org] che descrive ciò che avviene quando un Paese economicamente meno sviluppato si aggancia alla valuta di un’area più forte [1] [it.wikipedia.org], ed in assenza di interventi politici che compensino gli squilibri; quindi una situazione di area valutaria ottimale [it.wikipedia.org] inefficiente, o non ottimale.

      Il modello, inizialmente formulato con riferimento alla dollarizzazione dell’Argentina (vedi anche crisi economica argentina [it.wikipedia.org]) durata fino al 2001 [it.wikipedia.org], viene ora talvolta citato [2] [it.wikipedia.org] per spiegare la crisi in corso in Europa [it.wikipedia.org] in seguito all’adozione della moneta unica [it.wikipedia.org] [3] [it.wikipedia.org]

      Il ciclo si svolge in sette fasi:

      1. Il Paese accettando l’unione monetaria, liberalizza i movimenti di capitale.

      2. Affluiscono i capitali esteri, che trovano conveniente investire in un Paese dove i tassi di interesse sono più alti, ma è venuto meno il rischio di cambio.

      3. Il flusso di liquidità fa crescere consumi e investimenti, quindi crescono Pil e occupazione.

      4. Tuttavia aumentano anche l’inflazione e il debito privato; inoltre si creano bolle azionarie e immobiliari.

      5. Un evento casuale crea panico tra gli investitori stranieri, che arrestano i finanziamenti.

      6. Inizia la crisi: si innesca un circolo vizioso tra calo del Pil e aumento del debito pubblico. Il governo taglia la spesa pubblica o aumenta le tasse, aggravando la recessione [it.wikipedia.org].

      7. Il Paese è costretto ad abbandonare il cambio fisso e a svalutare.

      La conclusione naturale del processo è l'uscita dal regime di cambi fissi tra le due monete.


    1. Albertof 19 settembre 2014

      Rosanna non voglio assolutamente mettere becco su una materia che conosco ancora poco tuttavia, se non ho capito male, è vero che la MMT distingue tra esportazioni=negative ed importazioni= positive ma principalmente tende a ripristinare la domanda interna che viene , di fatto, depressa dalle esportazioni. Tra l'altro lo stesso Mosler spiega, con argomenti che mi sembrano abbastanza convincenti, il perchè le importazioni, nonostante l'opinione di molti economisti mainstream, siano da preferire.

      http://www.youtube.com/watch?v=4MMipUgjyZQ

    1. Rosanna 19 settembre 2014

      SÌ è arrivato, adesso ti rispondo se ci riesco perché sono fuori casa e posso usare solo il cellulare, grazie.

    1. GiovanniMayer 19 settembre 2014

      Ti ho risposto in privato ma non so se è partito il messaggio. Sii così gentile da confermarmelo...

    1. Simulacres 19 settembre 2014

      Ogni volta che l'irrefutabile boccaccia benigniana risuona... sono preso dalla collera; il buonumore mi si diventa malumore, il riso pianto e la pagliacciata una soffocante, opprimente e insopportabile tragedia.

      In quanto alla tragicomica di Landini & Co.. E' non senza un doloroso intenerimento che essa scaturisce naturalmente come il calore da certe mescolanze chimiche.

      Cosicché gli sia permesso di ubriacare i servi della gleba per guarire dall'ubriachezza il padrone.

    1. Rosanna 19 settembre 2014

      Barnard non mi è antipatico, anzi io apprezzo la sua passione politica e la sua voglia di cambiare le cose, per di più condivido in gran parte quello che dice e le sue proposte keynesiane, però c'è un punto debole nelle sue teorie, ed è l'appoggio ad una politica economica che privilegia le importazioni, quando invece, come ti dicevo, il "Ciclo di Frenkel" le considera la causa scatenante della crisi:


      http://www.ilsole24ore.com/articlegallery/finanza-e-mercati/2013/ciclo-frenkel-/

      Da sei anni l'Europa e in particolare l'area euro sono in crisi.
      Europeisti ed euroscettici non concordano sulle cause della crisi.
      Cresce però il numero di economisti ed esperti che concordano con le
      ipotesi dell'argentino Frenkel che spiega la crisi in sette, semplici,
      passaggi.

      di Vito Lops


      8. Ciclo di Frenkel, settima fase: la situazione diventa insostenibile e la "periferia" si sgancia dall'area valutaria

      [www.ilsole24ore.com]

      Leggitelo e poi mi sai dire, Vito Lops è un economista molto bravo


    1. Rosanna 19 settembre 2014

      Buona idea, guardare i talk-show è diventato insopportabile, sentirsi ripetere ogni sera le stesse fandonie da politici "morenti" o da giornalisti "maggiordomi" mette a dura prova la capacità di sopportazione di chiunque abbia un minimo di consapevolezza.

      Quindi ben venga una rivolta iconoclastica delle tivvù, sarebbe una censura al contrario, Winston che distrugge il "Grande Fratello": peccato che in 1984 Winston alla fine rimanga lobotomizzato.

      Speriamo che la realtà risulti più avveniristica della fantasia.

    1. GiovanniMayer 19 settembre 2014

      Dimenticavo...per quanto riguarda le importazioni, bisognerebbe parlarne in un contesto completamente dedicato, comunque, più che altro, Barnard è contro ad una politica economica BASATA sull'export (quindi abbassamento costo del lavoro, quindi disoccupazione gestita in tal senso) e a favore di una basata su piena occupazione e Stato sociale (poi la produzione in eccesso si esporterà, ma solo dopo aver pensato agli interessi sociali interni).

    1. GiovanniMayer 19 settembre 2014

      Non sono molto abile e non saprei dove metterlo, ma, se vuoi, puoi farlo tu...magari citando la fonte, ma non è fondamentale. Comunque grazie.

    1. Fedeledellacroce 19 settembre 2014

      Premetto che questo commento non é una critica a te o ai tuoi post che condivido e apprezzo molto

      "Ma quegli scioperi duri degli anni '70 dove sono
      finiti? Oggi si fa sciopero per 4 ore e poi si chiede scusa per aver
      recato disagio al Paese."


      Negli anni '70 la classe operaia aveva le palle.
      Erano pronti a perdere il lavoro e talvolta la libertá per ribadire i propri dirtti.
      Attualmente gli "operai" e la classe salariata si attaccano al loro stipendio, si sentono fortunati, non possiamo dargli tutti i torti........
      Oggi dovrebbero scioperare i disoccupati, che sono milioni......
      Ma non é esatta la terminologia, giacché per scioperare bisogna avere un lavoro.
      E allora sarebbe una mobilitazione.
      Si, potremo mobilitarci ed impedire ai lavoratori di andare al lavoro occupando strade, autostrade, metro e stazioni. Uno sciopero indotto.
      Ma purtroppo operai, salariati, disoccupati, studenti, fancazzisti, tutti, la sera a casa si guardano la tivvú.
      Tivvú che hanno comprato e pagato, per poi pagare abbonamenti mensili.

      Se di fatto la televisione é uno strumento di propaganda, perché ce l'avete tutti?
      Perché guardate i talk-show?
      Fosse gratis capirei, ma si fanno pagare per lobotomizzarci.
      Una forma di rivollta efficace potrebbe essere quella di buttare le tivvú e distruggerne quante piú possibile. Stile inquisizione, quando buttavano al rogo i libri e gli scritti eretici o pagani.

    1. GiovanniMayer 19 settembre 2014

      Non ho parlato di stessi scopi della seconda guerra mondiale, ma di una sua replica, ovvero noi come Italia, da paese politicamente insignificante quale siamo da sempre, attenderemo gli esiti per sapere chi sarà il nostro nuovo padrone, sperando che sia migliore di questo.

    1. GiovanniMayer 19 settembre 2014

      L'avversione per Grillo, che votai alle politiche, nasce dal fatto che il m5s ha un "programmino" di politica interna che in gran parte non condivido e per la restante parte sarebbe utile solo in una situazione politico-economica italiana stabile o fiorente. Oggi invece servirebbero posizioni, o meglio un programma, di politica estera ben delineato, cosa che il m5s non ha.

      Per quanto riguarda Barnard, credo che la "sua" MMT sia l'unica proposta alternativa concreta e praticabile senza eccessivi stravolgimenti sociali, presente nello scenario italiano e forse europeo. Con alternativa intendo diametralmente opposta al sistema vigente e non il solito "capitalismo leggermente limitato" che non risolve il problema ma lo rallenta soltanto.
      Nell'articolo hai parlato di keynes, beh tutto l'impianto MMT è basato su keynes e il suo massimo divulgatore in Italia è Barnard. Poi che sia piuttosto antipatico non lo metto in dubbio, forse c'è anche da rivedere qualche dettaglio di teoria economica, ma la via che traccia pare quella giusta. Basta vedere gli obiettivi che si propone di raggiungere: piena occupazione e pieno Stato sociale in un mondo più umano.
      In ogni caso ci vuole più compattezza tra le forze "antagoniste".
      Invece vedo che spesso ad ogni articolo di Barnard (ma anche di altri) seguono una marea di critiche su dettagli trascurabili, almeno per ora, e non si considera mai il contenuto nel suo insieme.

    1. Rosanna 19 settembre 2014

      Bravissimo Laertino, senza dimenticare Crozza, il giullare per antonomasia, sembra denunciare la corruzione, incidere sulla carne viva del potere, invece ne garantisce continuamente la sopravvivenza,
      divertendo il pubblico di massa e consentendogli di sfogare la propria rabbia in una risata.

      Questi sono i veri giullari del regime.

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