Censura: blitz della DIGOS in casa del giornalista Sacchetti

Secondo il magistrato, Sacchetti avrebbe istigato all'eversione i no vax pubblicando una notizia falsa sullo stato di salute del premier Draghi

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Ieri Cesare Sacchetti, opinionista con un seguitissimo blog e canale Telegram, è stato svegliato all’alba dalle forze dell’ordine che, foglio in mano, gli hanno perquisito la casa e il telefono cellulare. Il motivo? Una notizia errata che Sacchetti ha diffuso il 24 gennaio, dando la certezza che Mario Draghi fosse malato. Secondo le autorità infatti, non è reato dire che il premier è malato, ma lo è se sei un no vax. Se una testata mainstream, ad esempio, dice che i vaccini Covid sono sicuri per i bambini e poi un ragazzino di dodici anni muore di infarto, possiamo esser sicuri che l’autore di quell’articolo non si troverà la DIGOS a casa alle sei del mattino. Molto più grave invece che Sacchetti abbia detto che Draghi è malato, perché scatena necessariamente una “conseguente prevedibile istigazione ad una reazione nel contesto eversivo antigovernativo “NO VAX”.” Cosa avrebbero potuto fare di eversivo i cattivissimi no vax, sapendo che Draghi è malato, ce lo chiediamo ancora: forse una macumba?

Prima delle sette del mattino, alle 6:40 per la precisione, gli uomini della DIGOS si presentano con un decreto di perquisizione del mio appartamento per acquisire in realtà ciò che interessava particolarmente agli agenti, ovvero il mio telefono cellulare.

A quell’ora, immagino come molti altri lettori, dormivo un sonno profondo e quindi ritrovarsi buttato giù dal letto per vedersi davanti questo decreto è un risveglio traumatico.

Gli agenti chiedono di vedere i miei documenti, controllano la vettura che utilizzo generalmente per gli spostamenti e poi alla fine acquisiscono il mio computer e il mio telefono cellulare.

Cerco di raccogliere le idee e capire che cosa mi si contesta, e questo è quello che leggo nelle motivazioni che hanno portato al sequestro dei miei strumenti informatici, che sono anche gli strumenti attraverso i quali svolgo la mia attività di giornalista.

Leggo nell’intestazione del decreto che mi vengono contestate le violazioni dei reati 290 e 656 del codice penale.

Prendo allora il codice penale e scopro che l’articolo 290 riguarda il vilipendio della Corte Costituzionale, della Repubblica, del Governo ma in nessuno dei miei articoli, tantomeno in quello contestato, mi sono espresso in maniera ingiuriose nei confronti di queste cariche, se non nei limiti del mio legittimo diritto di critica, che mi rendo conto che di questi tempi non è poi  più tanto legittimo.

L’altro articolo che mi viene contestato, il 656, è quello invece relativo alla “pubblicazione di notizie, false, esagerate o tendenziose” che possono costituire un turbamento dell’ordine pubblico.

Per scoprire quali sarebbero queste notizie false o tendenziose dobbiamo leggere il capoverso seguente del decreto di perquisizione.

Se qualcuno di voi dovesse trasecolare per quello che sto per scrivere voglio rassicurarvi fin da subito che non si tratta di un errore. Lo hanno proprio scritto.

Queste le motivazioni addotte.

perché, sul canale Telegram avente vanity name “Cesare Sacchetti” divulgava un messaggio riportante notizie false notizie in merito a presunte precarie condizioni di salute dell’attuale Presidente del Consiglio Mario Draghi, con conseguente prevedibile istigazione ad una reazione nel contesto eversivo antigovernativo “NO VAX”.

MDM 28/01/2022

Fonte

Il sequestro del cellulare e la visita della DIGOS all’alba: i colpi di coda di un sistema all’ultimo stadio

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