CARO PAOLO BARNARD...

Come Don Chisciotte - Informazione indipendente dal 2003

DI CARLO BERTANI

Caro Paolo Barnard,
non ci conosciamo personalmente, bensì per quel “interposto afflato” che è lo schermo, il Web, la comunicazione elettronica.
Per certi versi comprendo la tua decisione, per altri non la approvo affatto.
Non ho mai scritto qualcosa sul 9/11, perché non mi ritengo in grado di farlo: è già difficile raccogliere notizie e prove su un altro mistero, il 12/7 (Pearl Harbour), e su New York non aggiungo altro.

Decidere, però, che tutti coloro che ne parlano in modo “complottista” sia vaniloquio mi sembra eccessivo: leggiamo, ascoltiamo, ragioniamo. Se le tesi “complottiste” non avranno sufficienti riscontri, oppure la semplice coerenza interna – una sorta di cui prodest – alla fine crolleranno come un castello di carte.
Oppure, giungeranno a compimento, perché il Web è la voce di milioni di persone: sarà il tempo ed il lavoro (spesso gratuito) di queste persone a raccontarci, forse un giorno lontano, qualcosa di più su quei fatti. Non di certo la storia ufficiale, che si deve basare sui documenti ufficiali, i quali vengono de-classificati solo dopo molti decenni.Non mi nascondo dietro ad un dito: Comedonchisciotte ha deciso di scegliere una delle ipotesi sul 9/11: e allora? Dobbiamo forse parlare solo del 9/11? Quale giornalista può affermare di sposare in pieno la linea redazionale? Ci sarà sempre qualcosa del quale pensa peste e corna, magari proprio il contrario del Direttore Responsabile. Cambierà giornale ogni settimana?


Ritengo, inoltre – e lo ricordo proprio per il tuo encomiabile lavoro su Youtube, la storia del sionismo che hai così ben spiegato – che in questo momento Comedonchisciotte abbia bisogno di tutto il nostro sostegno: quando arriva (o si sospetta che possa arrivare) la burrasca, si va tutti in coperta pronti a dare una mano. Ne va della vita di tutto l’equipaggio.


Ciascuno di noi – scrittori e commentatori – è una risorsa: ognuno di noi è importantissimo, nessuno è indispensabile. Però, per ogni persona che afferma “le fate non esistono”, una fata muore. Ricordalo.


Con immutata stima


Carlo Bertani

21.09.2009

VEDI ANCHE: L’ABBANDONO DI PAOLO BARNARD

Commenti (30)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Nascondi area commenti 10 caricati
    1. mikaela 21 settembre 2009

      Paolo Barnard sull´11 settembre ha scritto :
      "La Premessa. Ho letto il Rapporto sull’11/9 di Thomas H. Kean e Lee H. Hamilton, con le conclusioni della Commissione d’inchiesta statunitense. Quelle conclusioni sono inaccettabili, poiché piene di voragini e omissioni. Ho sempre sostenuto che le indagini su quegli attentati vanno riaperte, e non ho dubbi su questo. "...
      Il resto e´sulla pagina web di Barnard. Anche se CDC accetta la tesi del complotto, in questa considerazione Barnard non smentisce, lui non e´un Debunker,si occupa d'altro,ha semplicemete scritto il suo pensiero da vero giornalista che non e´mai stato pubblicato.
      Questa e´censura.

    1. BarnardP 21 settembre 2009

      Grazie del commento. Ho già scritto le motivazioni del mio abbandono, sono chiare e sono gravi. Ho letto tutti i commenti qui e nella copertina a me dedicata. Ho ricevuto risposte private da CDC. Nessuno di costoro si è soffermato sul caso Gabanelli e Censura Legale, e sul silenzio consapevole con cui CDC ha sepolto l'affare. In metafora, siamo di fronte a un Ministero della Sanità che ignora volutamente la presenza della peste manzoniana nel Paese. E io dovrei tacere e continuare a fare il medico al servizio di un simile apparato per spirito di fratellanza in armi?

      Il tuo ragionamento è fallato come più fallato non potrebbe essere. Non esiste, caro Bertani, un pericolo maggiore di quello insito nella doppiezza di CDC e di tutte le altre finte alternative. Perché, e di nuovo cito Brecht, mai nessun nemico sarà tanto micidiale come quello che ci corrompe da dentro, come quello che "marcia alla nostra testa".

      Sono affranto dal fatto che proprio nessuno sia più disposto a riconoscere che i principi delle libertà sono sacri e che chiunque li violi, anche se tuo amico fraterno, anche se si chiama Comedonchisciotte e anche se ci dà visibilità, va denunciato a costo di perdere tutto. Io ho già perso tutto, ma non i principi. Barnard

    1. vic 21 settembre 2009

      Ehi,

      basta essere un sasso per capirlo!

      Infatti rimasi di sasso di fronte a quelli che non capivano.

      Salutino

    1. Cataldo 21 settembre 2009

      Un intellettuale, una persona che esercita il senso critico, o comunque che almeno sia in grado di capire il senso della legge di gravità.
      Chiunque abbia uno di questi requisiti non può credere razionalmente a quello che propina la versione ufficiale.
      La versione ufficiale non tenta alcuna spiegazione,
      non serve per una verità processuale ed infatti non esistono processi,
      non ha l'idea di convincere alcuno:
      è solo un mantra mistico, che si sosterrà fino a quando sarà mormorato dalla ruota di preghiera mediatica.

      Questo è indubbio, e si è capito subito.
      Su cosa sia successo si discute, ma partire dall'assunto che questa rivelazione apodittica che è la versione ufficiale sia valida sul piano dei fatti accaduti storicamente, per un sito che ha l'ambizione di fare informazione, è come minimo tempo perso.

      Non ci si deve sorprendere dell'abisso di mancata riflessione che circonda questi argomenti, è molto umano negare a se stessi le realtà difficili. Ovviamente ci sono dei limiti, pensare che un edifico possa crollare su se stesso alla velocità dei corpi nel vuoto per danni strutturali seguito poi da un altro, o credere che una turbina di un grande aereo possa polverizzarsi è un po troppo. E' un po come il sangue di San Gennaro, un rito di conformismo, dove si rinuncia alla ragione in cambio di qualche rassicurante consapevolezza metafisica.

    1. CarloBertani 21 settembre 2009

      Per carità: quel che ho detto non vuol dire che sostengo la versione ufficiale sul 9/11. In fin dei conti, Barnard ha ragione quando afferma che nessuno di noi è in grado di valutare la montagna di dati che sono scaturiti da quell'evento. Per questo non ho mai scritto nulla in merito: Pearl Harbour è ancora, per la storia ufficiale, un enigma. E, il 9/11, è ancor più complesso. Non dobbiamo, però, fermarci al 9/11: ci sono un sacco di cose da raccontare, vicine a noi, e non dobbiamo farci fermare da questi dissidi, altrimenti non andiamo avanti. Ciao

    1. clausneghe 21 settembre 2009

      Caro Bertani, lo sò che sei una persona franca e ti conosco almeno virtualmente più di quanto immagini, altrimenti non avrei detto ciò che ho detto.
      Avremmo invece bisogno di uno come te che rompa gli indugi e si metta umilmente alla ricerca della verità, che non è certamente quella propinataci dai media di regime.
      Basterebbe che tu (ti do del tu, avremo la stessa età +o-) prenda posizione mettendo in chiaro che non riconosci la versione ufficiale.
      Sarebbe un buon inizio.
      Cordialità

    1. vic 21 settembre 2009

      Come ben sanno i coristi,

      quelli che cantano fuori dal coro non indossano la divisa del coro. Danno un gran fastidio al direttore non solo perche' mettono la nota dove ci dovrebbe essere la pausa, ma anche perche' fanno quel che vogliono. Son capaci di far baccano perche' camminano con gli scarponi chiodati, quando il coro sta bello immobile e composto. E poi son capaci di sbattere la porta sia entrando che uscendo.

      Cosa vogliamo farci, i cori sono cori e le porte sono porte. I Cinesi inventerebbero un un proverbio dei loro li' per li': "coro al coro e porta a porta."

      Ah, dimenticavo di ringraziare tutti quelli fuori dal coro, che entrano ed escono da porte e finestre, che pero' cantano in italiano, per cui dopo esser usciti dalla porta, rientrano dalla finestra nel coro della lingua italiana.

      E' una gran cacofonia , vero?

      Un saluto cordiale dal pubblico che ascolta tutta sta roba. Ora divertendosi, ora azzuffandosi, ora sbuffando e talvolta rimanendo stupefatto, alla finestra.

    1. CarloBertani 21 settembre 2009

      Caro Clausneghe, se tu mi conoscessi, sapresti che sono una persona franca: come affermava Bud Spencer in un vecchio film"Questo è meglio lasciarlo qui, perchè è un ubriaco, e gli ubriachi raccontano sempre la verità". Ti ricordo che, mentre tanti lanciavano allarmi "guerra all'Iran" ogni settimana, io non ebbi paura nell'affermare che una guerra all'Iran era altamente improbabile, se non impossibile. E, l'attacco all'Iran, finora non c'è stato: ho il coraggio di riprendere questa mia affermazione. Tutto qui: se mi chiedessero di scrivere un articolo sull'arte del '900, declinerei l'invito perché non ne so una mazza. Così è per il 9/11; non ho abbastanza elementi - a mio avviso - per scrivere nulla in merito: leggerò con piacere quello che scriveranno gli altri. Pavidità? Non mi conosci proprio. Per tua conoscenza, ritengo che il "giro di boa" non sia stato il 9/11, bensì l'elezione di Reagan nel 1980. Pregherei i lettori di tenersi in argomento, ossia di non perdersi dietro alle Fate Morgane e dibattere, se lo desiderano, sull'informazione, sul fare informazione, sul come farla: anche criticando come Clauneghe, basta farlo. Ne abbiamo gran bisogno.

    1. marco08 21 settembre 2009

      Carlo sottoscrivo in pieno ciò che tu dici, ti ho sempre stimato per i tuoi modi garbati e allo stesso tempo eloquenti di esprimerti e mentre non piango certo la perdita di chi- seppur bravo- muore nel suo egocentrismo, proprio quello che rimproverava agli altri invito anche te a riflettere delle tue stesse parole "ciascuno di noi scrittori e commentatori- è una risorsa" quindi basta a farsi la guerra tra noti e meno noti ma cercate di unire quelle sensibilità di cui noi abbiamo bisogno.

    1. clausneghe 21 settembre 2009

      Bravo Carletto...
      Da buon borghesuccio sei attendista, sull'11 settembre..
      Stiamo a vedere come finisce. Dici.
      Comodo, certamente.
      Ma chi, tra i diffusori di informazione, come sicuramente sei tu, chiude gli occhi o fà il finto tonto di fronte al gigantesco evento "padre di tutte le battaglie" dal quale sono partiti i mali che opprimono il mondo, ancora oggi dopo otto anni, non può sperare di passare agli annali, se mai ci saranno ancora, come acuto e lungimirante scrittore di geopolitica..
      Del resto la tua posizione pavida su quell'argomento,è pur legittima.
      Cordialità da clausneghe

Visualizzati 10 di 30 commenti approvati.