CARO FRATELLO TORO COSI’ TI EVITIAMO LA TORTURA IN UN ARENA

CARO FRATELLO TORO COSI’ TI EVITIAMO LA TORTURA IN UN ARENA

DI OSCAR GRAZIOLI

ilgiornale.it

Pochi giorni fa il parlamento catalano ha approvato l'abolizione della corrida nella regione spagnola, con 65 voti a favore, 55 contrari e 9 astensioni. Il divieto scatterà a partire dal 2012. La Catalogna diventa così la seconda regione della Spagna a vietare il macabro spettacolo della corrida, dopo l'arcipelago delle Canarie che l'ha già fatto nell'ormai lontano 1991.


Sì, caro fratello toro e caro fratello cavallo, questa volta ce l'abbiamo fatta. È una battaglia iniziata da lontano, combattuta da molte primavere, come direbbero quegli indiani che cacciavano il bufalo, ma non si sarebbero mai sognati di torturarlo o di estinguerlo. Perché solo la stupidità e l'arroganza del viso pallido può arrivare ad annientare ciò che serve per riempire la pancia e solo la cattiveria di "un generale di 20 anni, occhi turchini e giacca uguale" può massacrare vecchi e bambini gettandoli sul fondo del Sand Creek.

È una battaglia iniziata in sordina, nella stessa patria della corrida, una battaglia fatta di giovani, di ciclostilati, di manifestazioni civili, di raccolte di firme, proprio nel paese che, unico al mondo, dovrebbe essere il solo a capire questa manifestazione. «Solo gli spagnoli possono capire la corrida». Non è più così e nulla c'entrano destra e sinistra, come nulla c'entrano la religione, lo stato, le tradizioni cui i "taurinos" si sono aggrappati, per anni, nella speranza di salvare un business che è rimasta ormai l'unica ragione di tale vergognoso spettacolo. Mi spiace per Ernest Hemingway, ma io adoro la polvere rossa dei carri di Steinbeck, dei poveri sfruttati che dall'Oklahoma fanno girare le grandi ruote di legno verso quella California che dovrebbe essere la loro terra promessa. E così, come ne la Battaglia o in Furore, senza per questo essere di destra o di sinistra, sento di dover stare dalla parte dei deboli, dalla parte di chi lotta avendo la ragione ma non la forza al suo fianco.

Questo innato sentimento di empatia verso i "deboli" siano essi uomini o animali, mi ha sempre condizionato a stare dalla loro parte, dalla parte del toro in questo caso, che nasce e viene allevato senza nessun'altra chance che finire nell'arena, torturato da chi gli infila dardi metallici nelle carni, da chi lo insegue per sfiancarlo, da chi lo fa correre avanti e indietro come un pupazzo addestrato, per finirlo magari sbagliando diverse volte il bersaglio, condannandolo a lenta agonia. E noi dovremmo salvare questi spettacoli per chi? Per noi stessi? Per i nostri figli? Per le tradizioni? Se il problema è quello di onorare le tradizioni, Roma potrebbe chiedere all'UNESCO di gratificarne la storia, riportando ai suoi fasti il Colosseo con tanto di tori, leoni, gladiatori e folla gaudente. Per fortuna la civiltà, di cui l'attenzione per il benessere animale è una componente ormai insostituibile, ha relegato la corrida, e spettacoli simili, a pochissime nazioni nel mondo. Qualcuna resiste in Sudamerica e due perdere pezzi i pezzi anche in Europa. Sono Spagna e Portogallo che devono chiudere le trasmissioni televisive su quello spettacolo diventato un boccone ormai indigeribile, pur affogato da litri di Sangria. Così, da qualche anno, la "tourada" (corrida portoghese) va in onda solo in fascia protetta, perché riconosciuta troppo violenta, mentre la tradizionale corrida spagnola perde lo share necessario a tenerla sugli schermi e lascia il posto alla soap opera di turno.

Sono stato molte volte in Camargue e, se chiudo gli occhi, sento ancora il profumo salmastro di Salin de Giraud, sento il profumo della terra dopo l'improvviso temporale, mentre nel cielo terso vola lo stormo di volpoche. Solo, nel vento del Mistral, mi aggiro per gli stagni con il mio binocolo e la mia reflex e mi fermo immobile ad ammirare il grande toro che mi osserva, l'airone bianco immancabile sul groppone. Ignoro che fine farai, fratello, ma so che non finirai torturato nell'arena. E ciò mi basta per dormire, stanotte.



Fonte: http://www.ilgiornale.it/

Link: http://www.ilgiornale.it/interni/caro_fratello_toro_cosi_ti_evitano_tortura_unarena/30-07-2010/articolo-id=464316-page=0-comments=1

30.07.2010

Commenti (33)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Nascondi area commenti 13 caricati
    1. Ricky 31 luglio 2010

      Per tutti quelli che qui insistono sull'argomento "animale maltrattato e torturato" ricordo che la corrida in Catalunya non é stata proibita per questo (pur nobile) motivo, ma perché considerato spettacolo violento inadatto e diseducativo per una civiltá umana evoluta.
      Mi sembra un approccio ben diverso.
      Ricordo che i "toros bravos" vivono una vita da principi fino all'ultima mezzora, che il torero in genere ha un grande rispetto verso l'animale che dovrá uccidere e che merita una stoccata veloce e precisa per dargli la morte piú rapida possibile. Le banderillas che gli aiutanti del torero infilzano sul toro provocano quello che per noi sarebbero graffi, profondi ma pur sempre graffi e hanno lo scopo di far uscire una copiosa quantitá di sangue per eccitare l'animale e il pubblico (questo sí che é criticabile).

      Ad ogni modo si puó criticare questo spettacolo finche si vuole ma nessuno é obbligato a vederlo se gli disgusta.

      Senza andare a scomodare le centinaia di artisti che la tauromachia ha ispirato, posso peró comprendere chi ne parla come un'arte, data la ritualitá, il simbolismo arcaico e la sublimazione della violenza dell'uomo verso l'uomo che rappresenta.

      Insomma nonostante tutto, e nonostante rappresenti un mondo molto machista, penso che sia una manifestazione che merita rispetto e abrogarla con una legge, sia pure in una regione, mi sembra un atto di forza inutile: io che vivo in Spagna posso testimoniare che é uno spettacolo che ha sempre meno fascino verso i giovani, le plazas de toros sono sí ancora piene ma di turisti, 60enni e nostalgici. La corrida scomparirá nel giro di 50 anni perché la societá evolve e avrei lasciato alla Storia fare il suo corso.

    1. dana74 31 luglio 2010

      infatti, per questa gente pare che se un animale viva o che debba avere diritto alla vita PARE SIA CONSIDERATO UN INSULTO verso l'uomo, come fosse colpa degli animali se l'umanità si fa del male da sola, vai a capire.

    1. dana74 31 luglio 2010

      che ragionamento del cavolo, se il giornale come tanti altri giornali ospita una rubrica a favore degli animali cos'è vietato?

      O l'animalismo è di "sinistra"? Non sapevo ci fosse il copyright per trasmettere cultura e rispetto per gli animali.

      Bell'accostamento, se i primi due commenti sono dietrologici allora facciamo che adeguarsi, complimenti, davvero maturo come pensiero.

    1. Bigrex 31 luglio 2010

      Ben vengano leggi come questa se ci sono tante persone, come ho potuto leggere anche quà sopra, che continuano a pensare che la razza umana sia l'unica degna di vivere (e spesso solo se l'individuo ha la sua stessa fede, razza, credo politico, gusti sessuali ecc.) e che possa liberamente disporre di tutto ciò che lo circonda, sfruttando, seviziando, torturando e massacrando per il proprio piacere ed il proprio guadagno amimali, ambiente e molto spesso altri uomini.
      O cerchiamo di fare altri passi in avanti per tutelare i più deboli, uomini o animali che siano, o accontentiamoci della nostra società e evitiamo di rompere le balle per tutte le prevaricazioni e i soprusi che subiamo ad opera di coloro che hanno più potere di noi..... deboli.

    1. dana74 31 luglio 2010

      noto dai commenti che l'uomo si sente uomo solo se è in grado di compiere soprusi su un animale, ed esige sia chiamato spettacolo, cultura, storia, tradizione etc. insomma roba di cui andar fieri.

      Ripristiniamo la schiavitù allora, visto che esisteva un motivo ci sarà stato.

      orrendo constatare questo livello di civiltà e rispetto

    1. dana74 31 luglio 2010

      non credo proprio che grazioli dica che va bene torturare gli animali al chiuso, se avessi letto altri suoi scritti lo sapresti

    1. dana74 31 luglio 2010

      gioca con la tua di vita allora comodo eh? decidere per chi non può sottrarsi alla violenza, bravo.

      Bella cultura del rispetto.

    1. Ricky 31 luglio 2010

      Personalmente disapprovo la corrida ma penso che proibirla per legge non sia la via giusta. Le societá cambiano e si evolvono e quello spettacolo in 50 anni scomparirá da solo, come sono scomparsi i giochi degli antichi romani, con i gladiatori e i massacri di leoni.

      Vorrei far notare piuttosto che il tutto é nato da una proposta di legge di iniziativa popolare: ricordo che in Italia nessuna legge di iniziativa popolare é stata mai approvata dal parlamento o dalle regioni (forse qualcuna é stata discussa) e questo dovrebbe dire molto sul reale tasso di democrazia nel nostro Paese.

    1. Galileo 31 luglio 2010


      Che questa sentenza sia giusta, non ho dubbi, anche se riguarda solo il territoria della catalunya, una regione e non tutta la Spagna.
      Che la corrida sia uno spettacolo atroce...si commenta da solo.


      Benvenga questa abbolizione, come sarebbe interessante veder finire tutti generi di spettacoli che utilizzano animali e per fortuna c’è gente che con il suo impegno riesce a ottenere dei risultati.


      Le corride e tutto l’intorno che muove è solo un business, tutto sovvenzionato dal governo. Per esempio, un dato è che la sentenza dell’abbolizione delle corride a catalunya, gioverá in risarcimenti parecchi soldi a certe figure.


      Poi per quanto riguarda L’Unesco, io potrei anche essere d’accordo a riaprire il Colosseo con tanto di leoni, se dentro all’arena ci mettessimo tutti i politici...en fin.

    1. RIPLAY 31 luglio 2010

      65 voti a favore, 55 contrari e 9 astensioni.
      Caro Oscar Grazioli d'Assisi, non mi sembrano tanto convinti nel parlamento spagnolo .....
      ma si sa, le mode sono forti.... è il nuovo roncoglionimento del secolo.
      Occhio non vede
      cuore non duole!

    1. ranxerox 31 luglio 2010

      Vista la dietrologia dei primi due commenti al post, allora ne faccio un po' anch'io. Ma chi è l'autore dell'articolo, che si dichiara così empatico verso i deboli e nel frattempo scrive sul Giornale di Feltri? Così, tanto per...

    1. Davide71 31 luglio 2010

      Ciao a tutti:
      io non andrei mai a vedere una corrida, ma se quello spettacolo è lì da secoli una ragione ci sarà. Mi spiace per il toro, ma non si può decidere per le altre persone sulla base delle proprie emozioni. Se un uomo è crudele è giusto che lo sappia e si sfoghi in qualche modo. Ah, già, molto meglio inventarsi terroristi che non esistono e andare in Afghanistan ad ammazzare donne e bambini, che lì non ti vede nessuno (almeno questo è quello che pensano).
      Oppure vada a fare il vivisezionista per il bene della scienza!
      Oppure metta in piedi un allevamento razionale.
      Oppure si sfoghi con gli immigrati clandestini, i barboni, e via discorrendo...

    1. stendec555 31 luglio 2010

      sì, sì certo....la tortura degli animali deve avvenire solo in gran segreto al chiuso dei macelli....a questo punto però sarebbe anche il caso, in questo nobile processo di civilizzazione, di arrivare prima o poi a smantellarli e lasciare liberi suini, bovini e ovini che conducono un'esistenza più infernale dei loro cugini ispanici e fanno una fine sì più rapida ma altrettanto dolorosa.

Visualizzati 13 di 33 commenti approvati.