CAOS ITALIA, VERSO IL REFERENDUM CONSULTIVO PER L'INDIPENDENZA DEL VENETO

CAOS ITALIA, VERSO IL REFERENDUM CONSULTIVO PER L'INDIPENDENZA DEL VENETO

DI RED

senzasoste.it


Non stiamo parlando di una versione italiana di Chaos Usa di Bruce Sterling, dove gli Stati Uniti sono disintegrati da potenti forze sociali centrifughe, ma di una notizia ufficiale che è sfuggita al mainstream. Principalmente occupato ad analizzare i decimali di voto in elezioni propedeutiche a successive elezioni oppure intento a rincorrere le emergenze. Ebbene si è reale: il Veneto va verso il referendum consultivo sull'indipendenza. Grazie ai voti decisivi di un consigliere regionale del Pd, e fin qui, e di uno di Rifondazione (!).Quello che è clamoroso, e mostra le storture dei media italiani che bucano totalmente le notizie, è che l'ufficio di Barroso, commissario Ue, ha scritto agli indipendentisti veneti dicendosi rispettoso dei processi democratici (come quelli di questo tipo di referendum). Il presidente della regione Veneto ha già detto che voterebbe "Si" al referendum. Un fatto politicamente grave. Tutto mentre il media mainstream era occupato con il gioco su chi ha il fattore X tra i candidati alle primarie.


Ecco quattro link in materia. Buona lettura e buona fortuna a tutti, nel caos Italia.



www.wallstreetitalia.com

www.vicenzatoday.it/Zaia

www.lindipendenza.com/referendum-barroso-scrive-ad-indipendenza-veneta/

www.vicenzatoday.it/politica/indipendenza-veneto-referendum-stefano-fracasso.html


Red

Fonte: www.senzasoste.it

Link: http://www.senzasoste.it/politica/caos-italia-verso-il-referendum-consultivo-per-l-indipendenza-del-veneto

28.11.2012

Commenti (126)

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    1. Nauseato 28 novembre 2012

      +1

      A ogni buon conto io voterei per il lombardo-veneto.

    1. helios 28 novembre 2012

      possibile che tu non riesci ad andare solo a stereotipi? Se qualcuno beve è evidente che vede gli altri ubriachi.
      le stupidaggini te le stai dicendo da solo.
      Pertanto torno a ribadirti che di veneti che NON vogliono l'indipendenza del veneto ce ne sono e potete pure sognarvela l'indipendenza se i 4milioni e passa di veneti non la vogliono.
      Intanto ritorno anche a dirti che se vuoi l'indipendenza da qualcuno è perchè ami di andare in catene da un'altro.
      E se non lo capisci mi spiace per te che sogni libertà che nessuno di darà mai.

    1. pimpiu88 28 novembre 2012

      ma chi che se gà dito veneto e gà tirà in baeo identità varie, scrivexxe al manco in veneto. ma dove ea xe sta identità. se no se parla neanca ea engua, no ghe xe popoeo che tegna fioi. me dispiaxe ma sta storia xe un bel trapoeòn che, co bèn gapia e sò basi storiche, dexo no el stà su altro. senxa contar che a un venexian cò i ghe dixe veneto ghe vien i sgrizoi. varda pò ea sò capital come xe drìo venderse come una vaca, al primo straniero coi schei, altro che identità. quanto ai scheì, che tanto par cambiar xe el motivo de l'anbaradàn, imparaxximo a veder un fià più eontàn; ma come se dize, co che l'acqua xe aea goea anca i stronxi nùa. ancuo se credèmo i più sambi, doman o dopodomàn che ndarà tuto a remengo vogio vedarli mi sti veneti. parchè no se pensa aee guere, quee si gera brute, e stavimo sòto terà insieme a romani, sardi e furlani co davanti ghe gera el cruco, queo si nome che gera bruto.
      tenìve ea vostra identità bea streta e speremo no ea finixxa mai, e no ste romper i cogioni. i schei, inventève calcoxxa altro de secesiòni dea neve. sogio mi coxxa che i ga in testa sta gente che ragiona aea "pantaeòn xe in chèba". opur a vicenxa voè far come i kosovari, beeeei "indipendenti" e sdionfi de basi militari americane? co sti ciari de luna vien fora ea pezo campagna. a venexia no pasarè mai.

    1. Wotan 28 novembre 2012

      Ma le stupidaggini che scrivi le pensi pure? Chi detta legge a chi?
      Hai idea di cosa significano parole tipo "attivisti", "referendum", "maggioranza", "volontà popolare", "democrazia"?

      Se il PD ottiene il 25% alle elezioni significa che il 25% degli italiani è ISCRITTO al PD?

      Che CACCHIO centra la BASE di un movimento con i risultati o il consenso che quel movimento riesce ad ottenere anche tra i NON iscritti al movimento?

      Bevi de manco, amico mio... se i 4.960.000 veneti rimanenti saranno d'accordo per l'indipendenza si scoprirà solo dopo il referendum!

    1. nigel 28 novembre 2012

      E te credo... Ma, come diceva Bellavista, " si e' sempre i meridionali di qualcuno"

    1. Stopgun 28 novembre 2012

      @braveheart



      Se ti può i teressare accanto alla tomba della mia famiglia , a casalbagliano, c'è quella dei Petitti, generali e governatori delle terre venete.



      Dimenticavo io, di nascita, sono veneto.

    1. helios 28 novembre 2012

      e pensi che 600 pesone possono determinare l'indipendenza veneta?
      e gli altri 4.960.000 abitanti del veneto secondo te sono tutti d'accordo ?

      Caro amico un popolo che si vuole autodeterminare è un popolo e non un manipolo di persone che detta legge nei confronti degli altri,.Questa è imposizione e non autodeterminazione.
      Torno a ripetere che nel pensare di levarsi delle catene si va solo nella direzione di mettersene di altre più strette.
      Occhio.

    1. Wotan 28 novembre 2012

      La Risoluzione 44 è stata approvata dal Consiglio Regionale Veneto.
      "Si" all'autodeterminazione.

      Siamo in ballo...

    1. Fabriizio 28 novembre 2012


      la Svizzera non fa testo

      era il Tibet europeo

      difficile menargli.

    1. Wotan 28 novembre 2012

      https://fbcdn-sphotos-d-a.akamaihd.net/hphotos-ak-snc6/s720x720/222459_350300055063749_2117464598_n.jpg

      Guardati questi quattro gatti. Sono le più di 600 persone intervenute a Castefranco. Le assemblee di indipendenza veneta vanno a posti esauriti, caro amico. C'è gente che resta fuori...

      Il Veneto indipendente ha già la base su cui fare affidamento, si tratta solo di darsi da fare e ti assicuro che la voglia di lavorare da queste parti non manca.

    1. Wotan 28 novembre 2012

      Nell'ottica tutta veneta di non vendere la pelle dell'orso prima di averlo venduto direi che poca pubblicità in questo momento è quello che ci serve.
      Proviamo ad immaginare cosa succederebbe se i telegiornali italioti si scatenassero in una loro tipica campagna falsificatoria su quello che sta succedendo.

      Lasciate che i "nostri" lavorino senza essere sotto i riflettori, secondo me va bene così. Quando sarà ora sarà compito di tutti dare il maggiore risalto possibile alla cosa.

      E' il solito gioco... far passare i veneti per contadini illusi ed un po' deficienti. Sono cose che chi non vive qui non può capire, poveretti loro.

    1. Wotan 28 novembre 2012

      No, pexo.
      So ch'el fulminà che xe restà qua...

      :D

    1. Denisio 28 novembre 2012

      Sembra che la Lega abbia perso credibilità in veneto, addirittura mi è capitato di ascoltare il candidato sindaco leghista gentilini che invece di pensare a ritirarsi a vita propria considererebbe improbabili coalizioni con il PD e mentre il PDL guarda e temporeggia i leghisti probabilmente supportati anche dal PD giocheranno l'Asso portante della loro battaglia di sempre ovvero la secessione in modo da ridurre il consenso al M5s che in veneto sembra oggi abbastanza forte. Da Veneto ho pensato che per una mera questione di contabilità e di differenza di velocità il nord avrebbe dovuto avere una fiscalità separata altrimenti questione di rifiuti o altre storie del genere rischiano di ripresentarsi. A mio parere dovrebbero essere lasciate maggiori risorse per trasporti pubblici visto che il problema della viabilità è abbastanza forte inoltre il recupero e il riciclo degli scarti tossici industriali e la depauperazione delle campagne con l'intensivo uso di fitofarmaci sono problemi che presenteranno il loro conto anzi lo stanno già facendo. Nonostante tutto questo da italiano IN QUESTO MOMENTO non abboccherei alla giochetto politico e preferirei vedere un'italia unita per l'autonomia economica per l'imposizione della permacoltura a scapito anche se serve di un 40 50 % del fatturato specie su colture come il prosecco che non serve alla sussistenza e naturalmente vorrei una classe dirigente degna dello stato che rappresenta

    1. helios 28 novembre 2012

      In veneto non sono stati d'accordo nemmeno sulla divisione delle provincie e hanno demandato tutto allo stato.
      Il referendum se lo sognano. E se lo sognano in pochi visto che non hanno nemmeno avvertito la popolazione.

    1. braveheart 28 novembre 2012

      DIRETTA STREAMING DEL CONSIGLIO REGIONALE VENETO

      http://www.consiglioveneto.it/crvportal/pageContainerDiretta.jsp?n=186&p=615&c=5&e=616&t=0&

    1. zapper 28 novembre 2012

      se fosse rivendicata un'indipendenza vera (es. battere moneta) credo che i veneti scoprirebbero la vera funzione del trattato di Velsen. nel progetto c'è qualcosa di questo tipo oppure ci si accontenta delle decisioni secondarie? perchè nella seconda ipotesi non succederebbe proprio nulla, la tecnocrazia UE lascerebbe fare con sommo gaudio

    1. braveheart 28 novembre 2012

      Bha, intanto la risposta era del responsabile dell'ufficio protocollo di barroso, e nella lettera c'è solo aria fritta.
      Nessuna accondiscendenza verso il veneto.

      E se l'indipendenza partisse veramente, cosa farebbero i tecnocrati contro 5/6 milioni di veneti coscienti e informati?

    1. braveheart 28 novembre 2012

      Alle 15.00 riprende il dibattito.
      Carlo Alberto Tesserin rivendica maggiore autonomia, come le regioni vicine di Carinzia e Friuli Venezia Giulia: “Io mi sento italiano e anche veneto. Però la nostra gente aspetta delle risposte e noi dobbiamo dargli delle risposte”. Segue Stefano Peraro, dell’Udc, si smarca, sostenendo che la classe politica veneta, a Roma, non ha difeso il proprio territorio: “Rispetto chi ci mette l’ardore e il coraggio per portare avanti un’idea politica. Non voglio la partita fra chi è venetista e chi no, fra chi vuole o non vuole l’indipendenza. Non abbiamo bisogno di antagonismo, di mettere assieme le energie. Tutte le teorie economiche dimostrano che le aggregazioni e le unioni funzionano meglio delle divisioni”.

      A margine della conferenza dei capigruppo, Luca Azzano Cantarutti che vi ha partecipato per illustrare la risoluzione 44, riferisce di aver trovato ampio consenso fra gli esponenti di Lega, Pdl e Federazione della sinistra: “Sono convinto che la risoluzione verrà votata a maggioranza. Solo Laura Puppato, del PD, ha proposto una contro rivoluzione, confermando fedeltà assoluta all’Unità d’Italia. Del resto tutti d’accordo con la linea del tavolo giuridico, così come proposta da Luca Zaia e ben argomentata da Caner. Noi siamo per un percorso legale e pacifico”.

      Presentatosi con una felpa verde, su cui campeggia la scritta “Veneto“, interviene Giovanni Furlanetto, che cita ampiamente un testo già prodotto da Alessio Morosin: “Che lo stato italiano non voglia riconoscere il diritto dell’autodeterminazione è un fatto grave”. E poi, citando Barroso: “Se la questione parte dal campo di attività della UE, come definito dai trattati, questo sarà il fattore cruciale”. Segue Laura Puppato, che mette in dubbio la traduzione del testo di Barroso: “La situazione che vive il Paese e anche il Veneto è tragica. Ma le cose non si risolvono riducendo il territorio di azione. Il referendum sarebbe illeggittimo. Nella nostra risoluzione noi vogliamo ribadire che ci interessa lavorare per stare in Europa, non ridurre il territorio. Indipendenza fuori da ogni seminato, ferita da infliggere alla buona fede delle persone comuni che non si rendono conto. Non ho alcuna intenzione di abitare in un territorio che si chiama solo Veneto”.

      “Seduta inutile e dannosa per le tasche dei cittadini veneti. Per questo non sono presente”. Così, attraverso un comunicato stampa, l’assessore Elena Donazzan, Pdl, spiega la sua assenza. Nel dibattito in aula irrompe il consigliere della Lega Paolo Tosato: “Mi aspetto voto unanime. Un partito che si chiama democratico non può ridurre la democrazia. Grazie a Veneto stato e a Indipendenza Veneta per il loro lavoro. Oltre la battaglia partitica, più importante la battaglia ideale. I partiti sono strumenti: diamo al nostro popolo il diritto di esprimersi”. Segue Roberto Ciambetti, assessore al bilancio: “Il cittadino che paga ha diritto di sapere e decidere come vengono spesi i suoi soldi. Il Veneto produce un flusso fiscale di 72 miliardi di euro, con un residuo di 21 miliardi di euro. La Serenissima non era meno virtuosa degli stati che lo sono oggi in Europa. Facciamo come in Scozia e in Catalogna. Se si vuole fare propaganda, si può dire che in Catalogna hanno perso i sovranisti, ma è successo il contrario. Il Veneto non ne può più di pagare e stare zitto”. Arriva Stival, l’assessore Franco Manzato assente giustificato.

    1. zapper 28 novembre 2012

      vedo molti commenti entusiasti
      capisco l'entusiasmo ma attenzione che i sogni non si trasformino in incubi ancora peggiori degli attuali.
      per quanto l'autodeterminazione dei popoli sia cosa nobile, invito a riflettere sul lato oscuro della faccenda, che è suggerito tra l'altro dall'accondiscendenza della commissione UE che si dichiara rispettosa nei confronti di questo tipo di processi democratici (la commissione UE!) quando poi impone governi "tecnici" a piacimento (strana concezione della democrazia)
      il pericolo sta nel fatto che un'"indipendenza" nell'alveo di questo assetto comunitario rischia di diventare un'operazione di facciata, un contentino da dare ai popoli da parte del potere centrale europeo, proprio perchè moneta, difesa, polizia, ecc. (la vera sovranità) rimangono saldamente radicate a bruxelles (questo è implicito nella risposta di Barroso), e se a qualcuno non sta bene, viste le dimensioni c'è sempre l'EUROGENDFOR a riportare l'ordine.
      insomma una specie di ordine carolingio centrale con molti feudi e vassalli molto facilmente controllabili rispetto a stati nazionali con ancora seppur ridotto potere di opposizione.

    1. mincuo 28 novembre 2012

      Digli di ripassare qualcosina specie su export, cambi, BoP, tassi. Non deve essere il suo forte.

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