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CAOS ITALIA, VERSO IL REFERENDUM CONSULTIVO PER L'INDIPENDENZA DEL VENETO

DI RED
senzasoste.it

Non stiamo parlando di una versione italiana di Chaos Usa di Bruce Sterling, dove gli Stati Uniti sono disintegrati da potenti forze sociali centrifughe, ma di una notizia ufficiale che è sfuggita al mainstream. Principalmente occupato ad analizzare i decimali di voto in elezioni propedeutiche a successive elezioni oppure intento a rincorrere le emergenze. Ebbene si è reale: il Veneto va verso il referendum consultivo sull’indipendenza. Grazie ai voti decisivi di un consigliere regionale del Pd, e fin qui, e di uno di Rifondazione (!).Quello che è clamoroso, e mostra le storture dei media italiani che bucano totalmente le notizie, è che l’ufficio di Barroso, commissario Ue, ha scritto agli indipendentisti veneti dicendosi rispettoso dei processi democratici (come quelli di questo tipo di referendum). Il presidente della regione Veneto ha già detto che voterebbe “Si” al referendum. Un fatto politicamente grave. Tutto mentre il media mainstream era occupato con il gioco su chi ha il fattore X tra i candidati alle primarie.

Ecco quattro link in materia. Buona lettura e buona fortuna a tutti, nel caos Italia.

www.wallstreetitalia.com

www.vicenzatoday.it/Zaia

www.lindipendenza.com/referendum-barroso-scrive-ad-indipendenza-veneta/

www.vicenzatoday.it/politica/indipendenza-veneto-referendum-stefano-fracasso.html

Red
Fonte: www.senzasoste.it
Link: http://www.senzasoste.it/politica/caos-italia-verso-il-referendum-consultivo-per-l-indipendenza-del-veneto
28.11.2012

Pubblicato da Davide

  • Tanita

    Appunto, in Europa sta avvenendo la fine dello Stato Nazione. Tutti questi movimenti secessionisti… Saranni tanti piccoli feudi sotto l’egida del Grande Fratello (Rotschild & Co.).

    Il Nuovo Ordine Internazionale (in Occidente) si sta costruendo a tutto vapore con la strategia del Shock cosí ben spiegato da Naomy Klein nel suo eccellente “Schock Economy: L’Ascesa del Capitalismo di Conquista”.

    Il bello é che tutto é scritto e l’informazione, accessibile.

    Altra lettura raccomandata:

    “La fine dello Stato nazione e la crescita delle economie regionali”
    Autore Kenichi Ohmae

  • nuvolenelcielo

    cosa vuol dire “un fatto politicamente grave” che il presidente della regione Veneto voterebbe Sì? Sarebbe grave se votasse No, visto che è stato eletto nella Lega…, credo che debba rispondere ai suoi elettori e non alle paranoie di senzasoste.it – che da buoni sinistroidi considerano antidemocratici e inopportuni per la democrazia i referendum popolari.
    Comunque (anche se io voterei No), è una buona notizia, ogni notizia che spinge verso l’indipendenza da-, ogni spinta verso il decentramento è buona perché renderà più difficile il mono-stato mono-cervello mono-moneta mono-morale dell’UE orwelliana dei banco-burocrati internazionalisti. Credo sia per questo che la notizia non va mainstream, vogliono dare l’idea di un Veneto felice in direzione PD-Goldman Sachs.

  • Tonguessy

    Naomy Klein nel suo eccellente “Schock Economy: L’Ascesa del Capitalismo di Conquista”.
    Quello che ho io si intitola: “Shock Economy: L’ascesa del capitalismo dei disastri”. E’ un’altra versione oppure…?
    Per il resto il decentramento separatista ha ben poco significato se, come successe quando si votò in parlamento per i trattati di Maastricht, la Lega è favorevole alla dittatura di Bruxelles. Piccoli feudi, appunto, ovvero vassallaggio nel nome del Re. L’importante è che il Re continui a regnare.

  • ProjectCivilization

    Da residente della bistrattata Venezia , trovo la notizia grottesca , perche’ i veneti maltrattano quel luogo che merita amore , all’inverosimile , e danno l’impressione che se mancassero i freni dovuti al coinvolgimento di chi la ama , farebbero ancora di peggio .
    E non si vedono motivi culturali per dare al veneto un’opportunita’ di isolarsi .
    Certo , oggi , tutti vorrebbero uscire dalle tenaglie dell’europa…ma con quale potere , poi , si difenderanno da lei ?
    E sopratutto….visto che gli USA hanno in veneto giganteschi corpi estranei , con cui contrano di uccidere per far soldi…e che per installarli hanno ripetutamente travolto la sovranita’ locale……nell’interesse di chi sarebbe l’indipendenza ?
    Diverrebbe un altro Kosovo in cui gli USA rimuovono ogni pudore Etico ?
    O invece si troverebbe nella posizione di Gheddafy nel 69 , che dovette chiudere le basi militari straniere …e ne pago’ poi il prezzo nel modo vomitevole che sappiamo ?

  • helios

    >
    ma chi è che vuole questo? i veneti sono stati messi al corrente che qualcuno vuole un referendum sul’indipdendenza? qui sembra che lo sappiano tutti compresi Barroso ma non quelli che abitano in Veneto. Se magari spiegano prima che cosa significa indipendenza e da chi si capirebbe anche che l’indipendenza non è altro che un’altra dipendenza verso altri (di cui gli indipendentisti non vogliono spiegare l’identità).

  • braveheart

    Al di là delle opinioni di tutti, un referendum, che dubito si farà, vista la costituzione e vista la pavidità dei politici veneti, esso sarebbe comunque utile per aprire un dibattito sul tema dei diritti fondamentali dei popoli, cosa che i veneti sono, in questo riconosciuti anche dalla costituzione.
    Più nel merito, le obiezioni riguardanti l’isolamento eventuale di un veneto indipendente, o di dimensioni troppo piccole, mi sembrano luoghi comuni privi di senso.
    Come i discorsi su l’autonomia politica nello scacchiere mondiale.
    Infatti, a livello di popolazione forse siamo sotto altri piccoli stati (austria, svizzera…) ma economicamente, pur con 20 miliardi di avanzo fiscale ogni anni che regaliamo alla fiscalità italiana, siamo tra i primi in europa. Tenuto conto del freno rappresentato dalla burocrazia italiana.
    E poi, diciamocelo, non è che l’italia unita, con i suoi 60 milioni di abitanti sia molto indipendente nelle sue scelte, sia di politica estera che interna, ma non per un problema di numero, ma solo perchè il centro decisionale è lontano dal territorio, e favorisce una irresponsabilità verso i territori governati.
    Le decisioni vanno prese il più vicino possibile rispetto all’ambito in cui i loro effetti si realizzano.
    E comunque, il diritto dei popoli ad autogovernarsi è supremo ad ogni altra considerazione, e andrebbe rispettato da chi i trattati internazionali partecipa a farli applicare agli altri, quando fa COMODO.

  • Stopgun

    Il Veneto era stato ceduto nel 1866, dallImpero Austriaco ad un generale francese che aveva l’obbligo di vederlo all’Italia dopo una consultazione popolare. Invece fu ceduto al commissario Genova Thaon di Revel prima della consultazione e poi fu organizzato un plebiscito truffa con un risultato “bulgaro”.

  • stonehenge

    Ti quoto Braveheart!

  • Tanita

    Sí, il libro é quello.

  • zapper

    e nel 2006, almeno in italia, avevano già preparato il campo per questo processo:
    https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=3947 [www.comedonchisciotte.org]

  • geopardy

    Un paio di domande, sinceramente non so se sia una “coincidenza” oppure:

    Perchè tutti i movimenti secessionisti, compresi quelli della ex Yugoslavia, la ex Cecoslovacchia, passando per la lega nord (nasce ufficialmente circa tre settimane dopo la “caduta” del muro di Berlino), per la Catalogna e non solo, Fiamminhi e Valoni in Belgio, la Scozia dalla Gran Bretagna (non so se ne dimentico qualcuno), sono venuti fuori dopo che la Germania ha ritrovato l’unità e sembra troneggiare indisturbata su tutta l’Europa?

    A conti fatti solo due nazioni di relative grandi dinmensioni rimarrebbero con il pieno del loro peso demografico a dettare regole all’Europa: Francia e Germania,

    Potrebbe essere un bene per tutti noi o lo sarà soltanto per loro?

    Per ora la risposta è per noi sconfortante, ma tra qualche anno inizieremo a tirare realmente le somme e verdremo se la tendenza rimane quella devastante che si intravede ora oppure avrà delle sostanziali mutazioni in meglio.

    Un consiglio spassionato, aspettate qualche anno prima di pensare ad indire un qualsiasi referendum per l’indipendenza, le cose corrono velocemente e quella che oggi vi potrebbe sembrare una buona risposta, domani potrebbe diventare la vostra e nostra condanna alla non sovranità assoluta, in più con forze massonico-mafiose (tanto per mantenere la definizione corrente) a farla da padrone come non mai.

    Geo

  • daveross

    Si capisce bene la frustrazione degli italiani del veneto (i veneti furono ben altra cosa) per quanto riguarda la fiscalità. All’azienda agricola veneta pagare l’IMU e sottostare alle burocrazie di Roma è sicuramente uno strazio.

    Tuttavia, la sostenibilità di un’indipendenza della regione Veneto è ben discutibile. Tanto per dare un esempio, ma ce ne sono a iosa: parte degli utili delle aziende medio grandi venete non tengono conto delle esternalità ambientali che invece da molto tempo sono assorbite dal centro-sud. Mi riferisco ai rifiuti industriali e al giro GIGANTESCO, illegale che abbatte i costi di smaltimento alle spese dell’ambiente campano per esempio.

    Un’altra storia sarebbe accentuare l’indipendenza fiscale della regione. E’ questo quello a cui il veneto medio si riferisce con l’indipendenza.

  • nigel

    Non è che il Veneto è il portabandiera dell’idea leghista di creare una macroregione europea distaccata dall’odiato sud e adesa a Germania, Austria & C ?

  • braveheart

    bhe, dire che fiamminghi e valloni, o scozzesi, abbiano rivendicazioni recenti, mi sembra un po fuoristoria .
    E riguardo a piccolo o grande, ripeto, non mi pare che l’italia sia un paese libero dalle influenze e dai capricci esteri, anzi.
    Ma siccome non è questione di numero o di grandezza, ma di volontà politica, qualcuno dovrebbe spiegarmi come fa la svizzera ad esistere, e non da ieri.

  • braveheart

    non diciamo puttanate,
    Intanto il mercato del sud non sparirebbe ( non è che si tirano su muri e scavano fossati) e per quanto riguarda la spazzatura e scarti industriali, il veneto è fra le prime regioni per riciclo, e poi, lasciategli gli oltre 20 miliardi di avanzo fiscale che ogni anno vanno a roma, e vedrete che riciclaggio si mette in piedi.

    ma per favore…..

  • braveheart

    il veneto con la lega non c’entra nulla !!
    Essa infatti non ha fatto altro che rappresentare una valvola di sfogo controllata dal sistema,perchè altrimenti, se non avesse incanalato il dissenso, a quest’ora, altro che referendum.
    E lo stesso dicasi per la miriade di partitini venetisti, pseudo integralisti, che non fanno altro che spouttanare la storia del veneto e le sue aspirazioni.
    Purtroppo, 150 anni di lavaggio del cervello hanno demolito la coscienza dei veneti come popolo, con le sue peculiarità, cultura, operosità, solidarietà, declinandole al’icona di un patriottismo italiota vuoto e criminale.

  • mincuo

    Lo quoto pure io Braveheart. Ma perchè non parli di queste cose invece che di economia e finanza che lì zoppichi tanto. Guarda come ti apprezzano, pure io, appena parli di qualcosa che conosci.

  • mincuo

    Riquoto Braveheart

  • mincuo

    In cui votarono i Francesi pure.

  • massimiliano0it

    scusate , ma che c….zo ha fatto la lega in 20 (venti ) anni a parte urlare Roma ladrona e a fura da li ball scusate se l ho scritto male , ma sono Sardo

  • mincuo

    Io ho preparato anni fa uno studio di quel tipo, insieme ad altri. La Svizzera sarebbe un posto di mendicanti in 5, 10 anni, a confronto.

  • mincuo

    Riquoto ancora. Ma sei Braveheart o un sosia?

  • Wotan

    Volesse il Signore.

  • braveheart

    sono sempre io, caro abboccatore, 😀

  • Primadellesabbie

    E tutta l’energia umana che impiega il Veneto per tentare di piegare il Sud ad adottare i suoi criteri, e che quest’ultimo usa per resistere e contrattaccare? Sarebbe un risparmio enorme anche se difficile da inserire in partita doppia.

  • braveheart

    no mincuo, credimi, sei in buona fede, ma hai un blocco che ti impedisce di vedere il “NUOVO PARADIGMA”. 😀

  • gattocottero

    Ottimo.

    Mi dispiace solo di non essere veneto, perché purtroppo non posso togliermi la soddisfazione di votare SI’.

  • braveheart

    Thaon de revel, nominato commissario da parte del regno, mesi prima del referendum, infiltrò sgherri italioti ovunque, stabilendo uno stato di fatto criminale, occupando caserme e municipi.
    Non si contano gli assassinii in quelle settimane.
    Una delle pagine peggiori della storia italiota, insieme a quella dei carabinieri, la “benemerita, che fucilavano tramite decimazione, i soldati, che durante la 1° guerra mondiale, si rifiutavano di andare all’assalto palesemte suicida.
    Altro che morti per la patria, ma solo coscritti obbligatori minacciati e pieni di cordiale, per costringerli ad uscire dalla trincea.
    Maledetta italia assassina!!!!

  • braveheart

    esatto !

    ma aggiungo, che essendo la prima regione europea per turismo, con i fondi giusti, potremo essere un paradiso terrestre, declinata al turismo di qualità, con agricoltura dedicata e d’elite, mantenendo solo una minima struttura industriale per assolvere ai bisogni del turismo, tutto il resto convertito in territorio e ricettività.
    I margini ci sono, eccome, come le peculiarità esclusive, che fanno del Veneto una terra unica, in termini di varietà paesaggistica e culturale.

  • braveheart

    Non ti preoccupare gatto, non perderai nulla.
    Quello che oggi il consiglio partorirà è il classico topolino.
    Troppi gli interessi di partito e di poltrona per metterli a rischio con un voto palesemente antisitema.
    Quindi, tranquillo, nessun referendum purtroppo.
    Li conosco tutti quei consiglieri, e credimi, a meno di illuminazioni tipo paolo di tarso, non ci sarà nessun referendum.
    Non fosse altro che perchè, se indetto, la corte dei conti meterebbe in conto a loro il costo del referendum, e questi, quando si tratta di pecunia, si cagano addosso.

  • mincuo

    A colpa sta tuta dea crisi am vedi, a li mortacci sua, c’ho er blocco, c’ho, purtroppo…..

  • mincuo

    Ma perchè non scrivi un post sul Veneto, che me lo leggo volentieri, e anche tanti altri, invece di insistere a scrivere una marea di caxxate su cose che per te sono Arabo? Ma guarda te…

  • braveheart

    AGGIORNAMENTI

    E’ cominciata la discussione , stamane , in consiglio regionale, e dopo Sandri, leghista che ha restituito la tessera Tosi, che ha dato fuoco alle polveri con un discorso abbastanza venetista, la parola passa a Luca Zaia, che, a braccio, partendo dalla Costituzione del ’48, ripercorre la storia dello sfacelo dello stato unitario e delle sofferenze che ha inflitto ai veneti. Poi, finalmente, dopo l’excursus storico, si sofferma sul centro del dibattito: “Ai cittadini veneti che ci chiedono l’indipendenza, noi dobbiamo dare una risposta. Io al referendum voterei sì, ma oggi non si può fare perché la Costituzione italiana non lo prevede. Quindi creiamo un tavolo di giuristi che segni una strada da percorrere, con tappe chiare, come accaduto in Catalogna e Scozia. Dire adesso di fare il referendum sarebbe prendere in giro i veneti”.

    Come volevasi dimostrare…….
    Alle ore 13.36, si è chiuso il dibattito. Aggiornamenti dalle 15.00 con conferenza dei capigruppo, in cui rappresentati di Indipendenza Veneta illustreranno la risoluzione.

  • braveheart

    Ripeto, mincuo, per proprietà transitiva, so quello che dico anche in Macroeconomia, credimi, ma non sono sclerotizzato sullo status quo, il che mi permette di avere visione di possibilità che tu non riesci a vedere.
    Non sono polemico, credimi, e nemmeno un super eroe, ma spolo uno che con l’economia politica ci ha lavorato……

  • mincuo

    Comunque un fatto da non sottovalutare, dal punto di vista della gente, cioè psicologico, di coscienza e comunicativo, è che passa da una cosa che stava totalmente nel mondo dell’impossibile, delle favole, o a livello solo di scherzo, a una che, per quanto io concordi con te che non partorirà nulla, passa però intanto nel novero delle cose possibili, reali, ancorchè difficili, od osteggiate ecc…
    Anche in Scozia fu così.

  • Wotan

    L’errore è considerare il provvedimento “anti”.

    Il provvedimento è “per”. Per i cittadini veneti, e anche per i partiti veneti. Nessuno ha mai detto che i classici partiti smetteranno di esistere in un veneto indipendente.
    Saranno semplicemente dediti ad una nuova causa nazionale, invece che impegnati a litigare per colpa di altri.

    Chi crede alla favoletta dell’indipendenza in formato “antisistema” becero e para-leghista è completamente fuori strada.

    Stavolta si fa sul serio, che vi piaccia o meno.

  • braveheart

    Noooo !!!!!!
    Non sarai mica ” anche ” Romano ?

  • Wotan

    Esatto.

    Sai che risate quando il Veneto prenderà il largo e tutti se ne accorgeranno quando sarà troppo tardi…
    Non vedo l’ora.

  • braveheart

    Wotan, ma sito chel Mato che EL xe’ nda’ in Sudamerica ?

  • Truman

    Tranquillo, mincuo non è di Roma e si vede da come scrive.

  • mincuo

    Io non me ne intendo ma ricordo che lessi varie cose e che alcune individuavano un percorso possibile.
    Anche qui ad esempio, a pag 37 Del valore non so dire, non me ne intendo.
    http://www.venetostato.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/programma.pdf

  • braveheart

    Esatto mincuo.
    È aggiungo che la gente, i veneti, non sanno nulla della discussione nel consiglio straordinario di oggi, nulla.
    Mi spiace wotan, io vorrei sbagliarmi, ma questo non è il modo per rendere indipendente la nostra terra.

  • braveheart

    Bhe, si sarebbero spiegate molte cose…..:D

  • mincuo

    Vedo due punti:
    Nulla osta de facto nella costituzione. Inoltre l’Italia recepisce il diritto di autodeterminazione dei popoli e recepisce legalmente la definizione di popolo veneto. Tale combinato giuridico, in quanto diritto internazionale ha valore superiore anche alla costituzione.
    Ciò è ulteriormente rafforzato dalla conduzione illegittima dei plebisciti di annessione del Veneto all’Italia tenuti nel 1866.
    Il popolo Veneto trova poi definizione legale secondo l’art. 2 della Legge statale n. 340 del 22 maggio 1971, secondo la quale “L’autogoverno del popolo veneto si attua in forme rispondenti alle caratteristiche e tradizioni della sua storia”.
    Grazie alla Legge statale n. 85 del 24 febbraio 2006, è consentito esprimere opinioni e compiere atti democratici e non violenti per ottenere l’indipendenza di territori attualmente inglobati nello stato di cui è parte la Venetia.
    Vale a dire che noi possiamo agire democraticamente e pacificamente per portare avanti l’autodeterminazione del Popolo veneto e ottenere in modo non violento l’indipendenza della Venetia. In base ai precedenti dei paesi baltici, della Repubblica Ceca e della Slovacchia e di moltissimi altri paesi, possiamo dire che non c’è alcuna ragione che impedisca alla Venetia di diventare uno stato indipendente se sceglie di esserlo.

  • braveheart

    Quel linck mostra un manifesto ottimo e coerente.
    Guarda mincuo, io ero tra i fondatori del partito che poi si è scisso in Veneto stato e Indipendenza veneta; ci sono persone validissime, caparbie, serie e informate.
    Ma come avevo preventivato, la forma di un partito, avrebbe causato quello che è successo: baruffe chioggiotte ad ogni virgola, candidature ad elezioni con risultati da 2%, e enormi perdite di tempo in battaglie interne, financo a sbocchi giudiziari: te li vedi gli indipendentisti veneti, andare da un magistrati italiano a farsi dare ragione?
    Bhe, e’ successo !!!
    È per quanto riguarda il percorso legale, o presunto tale, senza che i veneti prendano coscenza, attraverso una capillare informazione anti mainstream , non si raggiungera’ mai il movimento di opinione che costringerebbe l’Italia e gli organismi internazionali a rispettare i trattati internazionali, trattati, che per quanto enunciati in ma UEFA apparentemente esaustiva, possono essere interpretati.

  • ProjectCivilization

    Potrei anche starci .

  • mincuo

    Digli di ripassare qualcosina specie su export, cambi, BoP, tassi. Non deve essere il suo forte.

  • zapper

    vedo molti commenti entusiasti
    capisco l’entusiasmo ma attenzione che i sogni non si trasformino in incubi ancora peggiori degli attuali.
    per quanto l’autodeterminazione dei popoli sia cosa nobile, invito a riflettere sul lato oscuro della faccenda, che è suggerito tra l’altro dall’accondiscendenza della commissione UE che si dichiara rispettosa nei confronti di questo tipo di processi democratici (la commissione UE!) quando poi impone governi “tecnici” a piacimento (strana concezione della democrazia)
    il pericolo sta nel fatto che un'”indipendenza” nell’alveo di questo assetto comunitario rischia di diventare un’operazione di facciata, un contentino da dare ai popoli da parte del potere centrale europeo, proprio perchè moneta, difesa, polizia, ecc. (la vera sovranità) rimangono saldamente radicate a bruxelles (questo è implicito nella risposta di Barroso), e se a qualcuno non sta bene, viste le dimensioni c’è sempre l’EUROGENDFOR a riportare l’ordine.
    insomma una specie di ordine carolingio centrale con molti feudi e vassalli molto facilmente controllabili rispetto a stati nazionali con ancora seppur ridotto potere di opposizione.

  • braveheart

    Alle 15.00 riprende il dibattito.
    Carlo Alberto Tesserin rivendica maggiore autonomia, come le regioni vicine di Carinzia e Friuli Venezia Giulia: “Io mi sento italiano e anche veneto. Però la nostra gente aspetta delle risposte e noi dobbiamo dargli delle risposte”. Segue Stefano Peraro, dell’Udc, si smarca, sostenendo che la classe politica veneta, a Roma, non ha difeso il proprio territorio: “Rispetto chi ci mette l’ardore e il coraggio per portare avanti un’idea politica. Non voglio la partita fra chi è venetista e chi no, fra chi vuole o non vuole l’indipendenza. Non abbiamo bisogno di antagonismo, di mettere assieme le energie. Tutte le teorie economiche dimostrano che le aggregazioni e le unioni funzionano meglio delle divisioni”.

    A margine della conferenza dei capigruppo, Luca Azzano Cantarutti che vi ha partecipato per illustrare la risoluzione 44, riferisce di aver trovato ampio consenso fra gli esponenti di Lega, Pdl e Federazione della sinistra: “Sono convinto che la risoluzione verrà votata a maggioranza. Solo Laura Puppato, del PD, ha proposto una contro rivoluzione, confermando fedeltà assoluta all’Unità d’Italia. Del resto tutti d’accordo con la linea del tavolo giuridico, così come proposta da Luca Zaia e ben argomentata da Caner. Noi siamo per un percorso legale e pacifico”.

    Presentatosi con una felpa verde, su cui campeggia la scritta “Veneto“, interviene Giovanni Furlanetto, che cita ampiamente un testo già prodotto da Alessio Morosin: “Che lo stato italiano non voglia riconoscere il diritto dell’autodeterminazione è un fatto grave”. E poi, citando Barroso: “Se la questione parte dal campo di attività della UE, come definito dai trattati, questo sarà il fattore cruciale”. Segue Laura Puppato, che mette in dubbio la traduzione del testo di Barroso: “La situazione che vive il Paese e anche il Veneto è tragica. Ma le cose non si risolvono riducendo il territorio di azione. Il referendum sarebbe illeggittimo. Nella nostra risoluzione noi vogliamo ribadire che ci interessa lavorare per stare in Europa, non ridurre il territorio. Indipendenza fuori da ogni seminato, ferita da infliggere alla buona fede delle persone comuni che non si rendono conto. Non ho alcuna intenzione di abitare in un territorio che si chiama solo Veneto”.

    “Seduta inutile e dannosa per le tasche dei cittadini veneti. Per questo non sono presente”. Così, attraverso un comunicato stampa, l’assessore Elena Donazzan, Pdl, spiega la sua assenza. Nel dibattito in aula irrompe il consigliere della Lega Paolo Tosato: “Mi aspetto voto unanime. Un partito che si chiama democratico non può ridurre la democrazia. Grazie a Veneto stato e a Indipendenza Veneta per il loro lavoro. Oltre la battaglia partitica, più importante la battaglia ideale. I partiti sono strumenti: diamo al nostro popolo il diritto di esprimersi”. Segue Roberto Ciambetti, assessore al bilancio: “Il cittadino che paga ha diritto di sapere e decidere come vengono spesi i suoi soldi. Il Veneto produce un flusso fiscale di 72 miliardi di euro, con un residuo di 21 miliardi di euro. La Serenissima non era meno virtuosa degli stati che lo sono oggi in Europa. Facciamo come in Scozia e in Catalogna. Se si vuole fare propaganda, si può dire che in Catalogna hanno perso i sovranisti, ma è successo il contrario. Il Veneto non ne può più di pagare e stare zitto”. Arriva Stival, l’assessore Franco Manzato assente giustificato.

  • braveheart

    Bha, intanto la risposta era del responsabile dell’ufficio protocollo di barroso, e nella lettera c’è solo aria fritta.
    Nessuna accondiscendenza verso il veneto.

    E se l’indipendenza partisse veramente, cosa farebbero i tecnocrati contro 5/6 milioni di veneti coscienti e informati?

  • zapper

    se fosse rivendicata un’indipendenza vera (es. battere moneta) credo che i veneti scoprirebbero la vera funzione del trattato di Velsen. nel progetto c’è qualcosa di questo tipo oppure ci si accontenta delle decisioni secondarie? perchè nella seconda ipotesi non succederebbe proprio nulla, la tecnocrazia UE lascerebbe fare con sommo gaudio

  • braveheart
  • helios

    In veneto non sono stati d’accordo nemmeno sulla divisione delle provincie e hanno demandato tutto allo stato.
    Il referendum se lo sognano. E se lo sognano in pochi visto che non hanno nemmeno avvertito la popolazione.

  • Denisio

    Sembra che la Lega abbia perso credibilità in veneto, addirittura mi è capitato di ascoltare il candidato sindaco leghista gentilini che invece di pensare a ritirarsi a vita propria considererebbe improbabili coalizioni con il PD e mentre il PDL guarda e temporeggia i leghisti probabilmente supportati anche dal PD giocheranno l’Asso portante della loro battaglia di sempre ovvero la secessione in modo da ridurre il consenso al M5s che in veneto sembra oggi abbastanza forte. Da Veneto ho pensato che per una mera questione di contabilità e di differenza di velocità il nord avrebbe dovuto avere una fiscalità separata altrimenti questione di rifiuti o altre storie del genere rischiano di ripresentarsi. A mio parere dovrebbero essere lasciate maggiori risorse per trasporti pubblici visto che il problema della viabilità è abbastanza forte inoltre il recupero e il riciclo degli scarti tossici industriali e la depauperazione delle campagne con l’intensivo uso di fitofarmaci sono problemi che presenteranno il loro conto anzi lo stanno già facendo. Nonostante tutto questo da italiano IN QUESTO MOMENTO non abboccherei alla giochetto politico e preferirei vedere un’italia unita per l’autonomia economica per l’imposizione della permacoltura a scapito anche se serve di un 40 50 % del fatturato specie su colture come il prosecco che non serve alla sussistenza e naturalmente vorrei una classe dirigente degna dello stato che rappresenta

  • Wotan

    No, pexo.
    So ch’el fulminà che xe restà qua…

    😀

  • Wotan

    Nell’ottica tutta veneta di non vendere la pelle dell’orso prima di averlo venduto direi che poca pubblicità in questo momento è quello che ci serve.
    Proviamo ad immaginare cosa succederebbe se i telegiornali italioti si scatenassero in una loro tipica campagna falsificatoria su quello che sta succedendo.

    Lasciate che i “nostri” lavorino senza essere sotto i riflettori, secondo me va bene così. Quando sarà ora sarà compito di tutti dare il maggiore risalto possibile alla cosa.

    E’ il solito gioco… far passare i veneti per contadini illusi ed un po’ deficienti. Sono cose che chi non vive qui non può capire, poveretti loro.

  • Wotan

    https://fbcdn-sphotos-d-a.akamaihd.net/hphotos-ak-snc6/s720x720/222459_350300055063749_2117464598_n.jpg

    Guardati questi quattro gatti. Sono le più di 600 persone intervenute a Castefranco. Le assemblee di indipendenza veneta vanno a posti esauriti, caro amico. C’è gente che resta fuori…

    Il Veneto indipendente ha già la base su cui fare affidamento, si tratta solo di darsi da fare e ti assicuro che la voglia di lavorare da queste parti non manca.

  • Fabriizio

    la Svizzera non fa testo

    era il Tibet europeo

    difficile menargli.

  • Wotan

    La Risoluzione 44 è stata approvata dal Consiglio Regionale Veneto.
    “Si” all’autodeterminazione.

    Siamo in ballo…

  • helios

    e pensi che 600 pesone possono determinare l’indipendenza veneta?
    e gli altri 4.960.000 abitanti del veneto secondo te sono tutti d’accordo ?

    Caro amico un popolo che si vuole autodeterminare è un popolo e non un manipolo di persone che detta legge nei confronti degli altri,.Questa è imposizione e non autodeterminazione.
    Torno a ripetere che nel pensare di levarsi delle catene si va solo nella direzione di mettersene di altre più strette.
    Occhio.

  • Stopgun

    @braveheart

    Se ti può i teressare accanto alla tomba della mia famiglia , a casalbagliano, c’è quella dei Petitti, generali e governatori delle terre venete.

    Dimenticavo io, di nascita, sono veneto.

  • nigel

    E te credo… Ma, come diceva Bellavista, ” si e’ sempre i meridionali di qualcuno”

  • Wotan

    Ma le stupidaggini che scrivi le pensi pure? Chi detta legge a chi?
    Hai idea di cosa significano parole tipo “attivisti”, “referendum”, “maggioranza”, “volontà popolare”, “democrazia”?

    Se il PD ottiene il 25% alle elezioni significa che il 25% degli italiani è ISCRITTO al PD?

    Che CACCHIO centra la BASE di un movimento con i risultati o il consenso che quel movimento riesce ad ottenere anche tra i NON iscritti al movimento?

    Bevi de manco, amico mio… se i 4.960.000 veneti rimanenti saranno d’accordo per l’indipendenza si scoprirà solo dopo il referendum!

  • pimpiu88

    ma chi che se gà dito veneto e gà tirà in baeo identità varie, scrivexxe al manco in veneto. ma dove ea xe sta identità. se no se parla neanca ea engua, no ghe xe popoeo che tegna fioi. me dispiaxe ma sta storia xe un bel trapoeòn che, co bèn gapia e sò basi storiche, dexo no el stà su altro. senxa contar che a un venexian cò i ghe dixe veneto ghe vien i sgrizoi. varda pò ea sò capital come xe drìo venderse come una vaca, al primo straniero coi schei, altro che identità. quanto ai scheì, che tanto par cambiar xe el motivo de l’anbaradàn, imparaxximo a veder un fià più eontàn; ma come se dize, co che l’acqua xe aea goea anca i stronxi nùa. ancuo se credèmo i più sambi, doman o dopodomàn che ndarà tuto a remengo vogio vedarli mi sti veneti. parchè no se pensa aee guere, quee si gera brute, e stavimo sòto terà insieme a romani, sardi e furlani co davanti ghe gera el cruco, queo si nome che gera bruto.
    tenìve ea vostra identità bea streta e speremo no ea finixxa mai, e no ste romper i cogioni. i schei, inventève calcoxxa altro de secesiòni dea neve. sogio mi coxxa che i ga in testa sta gente che ragiona aea “pantaeòn xe in chèba”. opur a vicenxa voè far come i kosovari, beeeei “indipendenti” e sdionfi de basi militari americane? co sti ciari de luna vien fora ea pezo campagna. a venexia no pasarè mai.

  • helios

    possibile che tu non riesci ad andare solo a stereotipi? Se qualcuno beve è evidente che vede gli altri ubriachi.
    le stupidaggini te le stai dicendo da solo.
    Pertanto torno a ribadirti che di veneti che NON vogliono l’indipendenza del veneto ce ne sono e potete pure sognarvela l’indipendenza se i 4milioni e passa di veneti non la vogliono.
    Intanto ritorno anche a dirti che se vuoi l’indipendenza da qualcuno è perchè ami di andare in catene da un’altro.
    E se non lo capisci mi spiace per te che sogni libertà che nessuno di darà mai.

  • Nauseato

    +1

    A ogni buon conto io voterei per il lombardo-veneto.

  • braveheart

    Onore a loro.

  • braveheart

    Al di la dei deliri sulla voglia di libertà , se 4 milioni di veneti non vogliono l’indipendenza , come sostieni tu, allora non avrai nessun problema a che si faccia un referendum per confermare questa tua asserzione, giusto?

  • braveheart

    Ciò , insemenio come na pita, varda che se trata so£o de domandarghe ai veneti cossa che i vo£e, indipendensa o no.
    Te da fastidio? Tachete al pio e fate£a pasare, se £a majoransa dixe de si, te te£a Magni.

  • Wotan

    Bello vedere che c’è gente che vive di certezze… mi dai anche i numeri del prossimo superenalotto?

    E’ palese che ci siano veneti che non vogliono l’indipendenza. Come è palese che ci siano catalani che stanno bene con gli spagnoli. Si tratta dei veneti che ancora sanno come portare il pane a casa. Ma che siano 4 milioni lo stai dicendo tu, un perfetto sconosciuto.
    Un recente sondaggio del Gazzettino (quotidiano non tacciabile di simpatie “secessioniste”) ha svelato che più del 50% dei veneti sarebbe favorevole. Ecco, a quel 40% abbondante basta solo far capire che la strada è aperta, mi gioco una mano che si svegliano pure quelli. Solo un coglione rifiuterebbe uno Stato più giusto e di pagare le tasse per i servizi di casa propria invece che per mantenere i parassiti a 500 km di distanza.

    Cmq se è vero quel che dici non vedo dove sia il problema. Facciamo ‘sto referendum così quelli come te potranno dire “ecco lo sapevo”… non sei contento?

  • Wotan

    Vecio, qua se scrive ‘talian par farse capire dai mone che ghe fa schifo scrivar veneto parchè ga paura de sembrar contadini, o par quei che el veneto no £o capisse par gnente. Comunque se ti vol…

    Come xa scrito, el referendum serve par dar £a posibi£ità ai veneti de decidar el so destin. Se ciama DEMOCRAXIA.
    Chi che xe contro significa che xe colluso coi ‘taliani, o che no ga capio el semplice conceto de autodeterminassion.

    Xe sta fato on referendum par diventar ‘taliani? Den, ‘desso ghe ne femo un par decider se restar ‘taliani o no.

    Dove saresseo el problema par voialtri no go capio. Se i veneti vol restar coi ‘taliani £o decidarà £ori, no parchè o dixe el Napolitano.

  • Wotan

    Me piaxe parchè ogni volta che el Veneto se sveja riva tuti quei che se caga indosso par paura de esar costreti a far su e maneghe…

    Eh nono, no se fa, no xe giusto, no xe solidale, se raxisti, se ignoranti, se beceri, se egoisti, pensè so£o al ortexeo, ai schei, stemo vissini vissini…

    Ma ‘nde a a remengo! Ai schei ghe pensè so£o voialtri. Ai NOSTRI schei, che ve fa tanto comodo… noialtri i schei i gavemo finii, e ‘desso come a metemo?

    Cari tosi, el momento xe vissin, el Veneto sa£uda. Con l’agiuto del Signor e de San Marco.

  • braveheart

    Il signore e san marco non centrano nulla.
    I veneti hanno un cervello. Basta che lo usino.

  • pimpiu88

    ma infati domandemoghe, che no ghe xe niente de mal a domandar. el problema xe naltro. da dove naxxe ea storia. parchè xe do robe diverse voer exer indipendenti parchè ne fa comodo par i schei o voer exer indipendenti parchè se zentimo veneti. xe un fià ea diferenxa tra baschi e catalani. tuto qua. parchè i naxionalismi dilaganti in sti ultimi tempi no xe tanto ben. parchè l’indipendenxa no xe na roba che ti fa un referendum e bona nòte. domandighe ai palestinesi coxxa xe l’indipendenxa, domandighe ai baschi, domandighe ai tibetani, no ai borghesotti de treviso. e mi me ea go magnada tante de quee volte che me fa ee gatorigoe magnarmene naltra. ti pensa a no imbarondoearghene maxxa piutosto.
    e ripeto: a Venexia co se sente parlar de Veneti ne vien i sgrizoi.
    ndeve a vardar el sito Adriazia.com, che xe molto più interesante e da rider che un mucio de zente che se crede de exer celti e no se inacorze che no semo più nee fiabe.

  • pimpiu88

    anca 20 anni de lavagio del zarveo del cavalier se ciama democraxia. bea roba. spieghimeo ti el concèto de “autodeterminassion” e de exer veneti. mi go sentìo soeo monae fin dexxo. chi xarìa sti veneti? ea zente del veneto? quea dea lombardia? quei del nord? i furlani?
    fuxxe par mi farìa indipendente anca venexia, ma indipendente anca dai campagnoi, ma no funxiona cuxxi vecio mio. se voè far davèro tirè fora ii archibugi, o credè de exer speciai? ea “autodeterminaxxion” se gà sempre fato cuxxi, se no ti credi ezite un libro de storia.

  • pimpiu88

    el signòr e s.marco xe morti da un tòco e no credo che ghe ne ciavaxxe neanca tanto del veneto. ti gà dito bèn, i schèi i gavemo finii, e ti pensi de risolver andando par i caxxi tui? el capitalismo xe finìo mor mio.
    el occidente xe finìo. imparemo a vardar un fià più in eà de i colli euganei.

  • Tanita

    “Le strategie imperiali (corporative, ndr) del divide, frammenta e vincerai ricevono forte appoggio morale e politico dei libertari e dei settori della sinistra progressista. Questa partecipa del coro che appoggia i separatisti, chiedendo negoziazioni, “autodeterminazione” e il riconoscimento delle richieste “leggittime” della “progenie” dell’impero”.

    http://rcci.net/globalizacion/2004/fg486.htm

    “Neoliberalismo y política de clases en América Latina”.

  • Tanita

    “Le strategie imperiali (corporative, ndr) del divide, frammenta e vincerai ricevono forte appoggio morale e politico dei libertari e dei settori della sinistra progressista. Questa partecipa del coro che appoggia i separatisti, chiedendo negoziazioni, “autodeterminazione” e il riconoscimento delle richieste “leggittime” della “progenie” dell’impero”.

    http://rcci.net/globalizacion/2004/fg486.htm

    “Neoliberalismo y política de clases en América Latina”.

  • Tanita
  • Wotan

    ‘na roba no esclude £’altra.
    I veci sistemi xe finii, par questo ghe xe bisogno de un cambio radica£e

  • helios

    torno a ripeterti…l’indipendenza da chi? al veneto in questo momento andrebbe bene in referendum sulle basi straniere, andrebbe bene in referendum sullo scempio del territorio con tanto di inquinamento. Parlare adesso di indipendenza fa solo ridere in questo stato di cose. Se ci sono in veneto dei soldi per fare un referendum che si spendano per aiutare le popolazioni sotto acqua e per bonificare il territorio i fiumi e il mare che è quello che interessa alla popolazione. L’indipendenza è in più e se qualcuno ha velleità di indipendenza le poteva avere prima delle basi di vicenza e non ora che la città è stata consegnata agli statunitensi e di fatto in loro mani.
    Quindi indipendenza da chi quando non si è avuto il coraggio nemmeno di contenere l’espansione di basi straniere che sono il frutto della vechia DC del clientelismo e degli accordi di sagrestia, del vaticano e delle sue banche grazie anche alla sottomissione da sempre dei veneti a tutti.?
    Se pensi che il veneto possa indipendente dagli statunitensi o dal vaticano o sei troppo giovane o non sai nulla della regione.

  • helios

    torno a ripeterti…l’indipendenza da chi? al veneto in questo momento andrebbe bene in referendum sulle basi straniere, andrebbe bene in referendum sullo scempio del territorio con tanto di inquinamento. Parlare adesso di indipendenza fa solo ridere in questo stato di cose. Se ci sono in veneto dei soldi per fare un referendum che si spendano per aiutare le popolazioni sotto acqua e per bonificare il territorio i fiumi e il mare che è quello che interessa alla popolazione. L’indipendenza è in più e se qualcuno ha velleità di indipendenza le poteva avere prima delle basi di vicenza e non ora che la città è stata consegnata agli statunitensi e di fatto in loro mani.
    Quindi indipendenza da chi quando non si è avuto il coraggio nemmeno di contenere l’espansione di basi straniere che sono il frutto della vechia DC del clientelismo e degli accordi di sagrestia, del vaticano e delle sue banche grazie anche alla sottomissione da sempre dei veneti a tutti.?
    Se pensi che il veneto possa indipendente dagli statunitensi o dal vaticano o sei troppo giovane o non sai nulla della regione.

  • helios

    pure tu sei un perfetto sconosciuto. Va a gazzettini e a sondaggi che diventi grande.
    Quello che stai dicendo lo diceva anche la lega nè più nè meno.
    Siccome le tasse le pago anche io in veneto e posso dire la mia, i soldi del referendum destinateli altrove se amate la regione e gli abitanti e non date illusioni a nessuno che non è questo il momento. Invece di guardare i sondaggi andate a vedere di quale territorio parlate,invece di fantasticare.

  • mendi

    Veneto da almeno 40 generazioni, voterò Sì al referendum soprattutto perché mi vergogno di essere chiamato “italiano”.

  • LeoneVerde

    Da veneta ai veneti entusiasti che si riuniscono in questo dibattito:
    capisco il vostro entusiasmo…il leone del mio nick è ovviamente il Leone di San Marco…sono cresciuta tra le ville del ‘600/’700 della Riviera del Brenta, mi viene da piangere a pensare alla Serenissima, ma alla SERENISSIMA storica. Ho militato per un periodo in Liga/Lega, ma non condivido ormai più nessun entusiasmo per QUESTO veneto.
    Intanto i veneti vogliono restare in Europa e nell’Euro, perché convinti che tanto loro lavorano con l’export, sono convinti di essere una piccola Germania…e, scusa Braveheart! te mi sponsorizzi la MeMmt e non vedi l’assurdità di questa proposta politica? Poi andiamo a vedere chi sono i veneti di oggi? Son gli stessi che nel 1500 hanno capito e fatto proprio il nuovo paradigma umanistico? Quelli che grazie allo studio profondo e sempre aggiornato, hanno sponsorizzato lo sviluppo delle arti, della scienza, della laicità? quelli che hanno mantenuto la forma repubblicana mentre tutta Europa era contesa tra impero e monarchie nazionali emergenti? quelli che, quando il resto del continente sprofondava nel sangue delle guerre di religione, hanno creduto nella tolleranza? Quelli che modificavano la politica economica e la politica estera ogni volta che era necessario per il mantenimento del BENE COMUNE, per la sopravvivenza e la prosperità dello STATO?
    Chi sono i veneti oggi? Oggi i veneti hanno un attaccamento ai soldi vomitevole, un’etica del lavoro calvinista che nulla ha a che fare con l’antica signorilità che ci ha fatto esportare nel mondo bellezza, arte e cultura, e che prima di esportarla, era soprattutto uno stile di vita qui. Le aziende venete? Anche la multinazionale ha ancora un’impostazione padronale: ghe sé el paron, so moiere, so fioa, el mario dea fioa…tutti insieme a vardare cossa te si drio fare ti, su l’ufficio e in fabrica, i oci sempre dosso…a magnarghe i schei, te sì!!…farabutto, mascalzon, magna pan a ufo, desgrazià…anca el stipendio te voi? Te vien qua, al caldo, ghe sé anca ea machineta del cafè…cossa vuto uncòra? Si…parlano così, pensano così…e fanno i miliardi…si sprecano gli episodi di abusi (anche fisici e sessuali) nei tanti laboratori del nord-est, visti e provati in prima persona…dal titolare che prende a calci l’operaio quando sbaglia, alle mani sul culo…perché tanto non si consuma…Le angherie degne delle peggiori famiglie disfunzionali…perché condite di questo rapporto personale malato…el paron!
    Certo, c’è il veneto primo nell’alimentazione biologica, nelle cure alternative, nella raccolta differenziata, non sono tutti così, ma tanti, troppi lo sono. E dovreste saperlo. Che molti di quelli che non comprano il panettone ai dipendenti a Natale perché si sono comportati “male”, mandano i figli alla scuola Steineriana!
    E’ questo il veneto che volete?
    Io no.
    Non voglio che l’esistenza delle persone dipenda sempre e solo dal capitale privato, che sia sempre tutto fatto solo per i soldi…ho frequentato una delle migliori scuole di Padova, c’erano tutti i figli degli albergatori di Abano che dovevano (DOVEVANO) imparare le lingue per lavorare nell’impresa familiare…alcuni erano teste di rapa, altri avrebbero voluto fare altro…NO, NO! I schei, i Schei, i Schei! Le teste di rapa sono passate grazie alle generose donazioni paterne, gli altri hanno dovuto sacrificare i loro talenti…è questa la meritocrazia in Veneto?

    I Signori sono morti, son rimasti i servi che si atteggiano da signori, perché vogliono fare i padroni. Questa piaga si chiama miseria morale e ignoranza.
    Con la CULTURA si combatte, non con “l’autonomia”.
    Invito a riflettere su cosa significhi veramente cambiare paradigma. Venezia l’aveva fatto. Non basta farlo una volta sola.

  • Wotan

    I circoli virtuosi da qualche parte devono iniziare.

    Vedo comunque che la storiella del veneto avido e deculturato attacca anche sui veneti più orgogliosi e consapevoli. Potere del lavaggio mentale italiota… sono arrivati a farci disprezzare da soli, che pena.

    Il sistema attuale è INDOTTO dalla sudditanza ad un sistema CORROTTO. Prima lo capiamo meglio è per tutti noi.
    C’è chi ci casca, e c’è chi rimane ancorato ai valori migliori dei nostri padri e nonni.

    L’educazione familiare al lavoro, al sacrificio, all’onestà, alla solidarietà con il prossimo io la trovo in quasi tutti i veneti che incontro. E, se posso dire la verità sono quelli più convinti che questa strada sia quella giusta.
    Gli avidi, quelli che pensano al macchinone, che si sputtanano 1000 euro in discoteca, che fanno la bella vita e se ne fottono del prossimo, al 99% sono quelli che nel sistema attuale ci SGUAZZANO, e dell’indipendenza non gliene frega nulla, chi glielo fa fare? I veneti che corrispondono allo stereotipo volgare sono quelli che si sono già arresi ad uno stile di vita importato, lasciamoli al loro destino.

    Queste persone a noi non servono. A noi servono i sognatori, quelli che sanno cos’era una volta questa terra (stiamo parlando di 2/300 anni fa non della preistoria), e che abbiano la voglia di perseguire quel traguardo. Con la caparbietà ed il coraggio dei veneti veri.

  • Primadellesabbie

    ” I Signori sono morti, son rimasti i servi che si atteggiano da signori, perché vogliono fare i padroni “.

    Questo é detto troppo bene, singolare leonessa!

  • Wotan

    Sono molto dispiaciuto che tu veda la tua terra in questo modo, significa che ti sei arreso. Per tua fortuna ci sono persone che lavorano ANCHE per dare un futuro migliore a te e ai tuoi figli, in una terra libera.

    Utopia? Fantasticherie? Forse.

    Chi non è capace di sognare muore lentamente ogni giorno. Il sistema ti vuole così, perchè così ti controlla.
    Guardati allo specchio e chiediti se sei ancora vivo e capace di sognare cose grandi, per te e quelli che ti circondano.

  • Wotan

    Comunque auguri a tutti i veneti. Chi ne ha voglia ha gli strumenti per cambiare la sua vita in meglio, chi crede che siano solo puttanate non cambierà certo idea per quello che legge qui.

    Solo il futuro ci dirà se quattro gatti hanno ottenuto l’impossibile. Non sarebbe la prima volta.

    WSM sempre.

  • helios

    L’OPINIONE / Referendum, ecco perché non si può fare

    Il costituzionalista Mario Bertolissi spiega perché è impossibile convocare un referendum sull’indipendenza del Veneto dalla Repubblica italiana

    Chi ha memoria del dibattito svoltosi in Assemblea costituente, a proposito del complesso delle disposizioni relative all’ordinamento della Repubblica e alla sua articolazione territoriale, sa bene che le conclusioni sono state le seguenti: riconoscimento del principio autonomistico e del pluralismo istituzionale; sì a Regioni, Province e Comuni; no al federalismo, inteso come sistema fondato su un insieme di unità statali membre di una federazione. Vi è, nella Costituzione, una conferma limpida di questa scelta: essa risiede, come è noto, nel principio di unità e indivisibilità della Repubblica, posto dall’articolo 5

    Le iniziative in atto – che si sono tradotte in una raccolta di migliaia di firme di concittadini per l’indipendenza del Veneto – potrebbero alimentare un’illusione, vale a dire che il Veneto possa trasformarsi in Stato indipendente. Tutto ciò, ricorrendo a una procedura, quella del referendum consultivo, che a prima vista qualcuno potrebbe considerare non contrastante con la Costituzione. In effetti, per quale ragione mai dovrebbe essere vietato chiedere che la cittadinanza dica come la pensa? Non ha a che fare con la libertà di manifestazione del pensiero, parte integrante della libertà politica? In realtà, le cose non stanno così. È opportuno, quindi, chiarirsi le idee e non alimentare equivoci. Fra i tanti rilievi critici che si possono formulare, vi è da dire, innanzi tutto, che il popolo, cui appartiene la sovranità (articolo 1 della legge fondamentale), non è il popolo veneto, né – in eguale misura e per gli stessi effetti – il popolo lombardo, romano e via discorrendo. La nozione costituzionale di popolo va riferita alla Repubblica nel suo insieme, secondo quanto precisa l’articolo 114, il quale parla di Stato, Regioni, Province, Comuni e Città metropolitane. Gli enti sono questi e non possono essere mutati, nella loro consistenza numerica e territoriale, se non sul versante interno, senza incidere sui confini della Repubblica, ai sensi degli articoli 132 e 133 (che riguardano le variazioni territoriali di Regioni, Province e Comuni).

    Quanto alla chiamata in causa della Regione Veneto, la medesima è sprovvista di un qualunque potere. Da un lato, infatti, per statuto costituzionale, la Regione può operare solo nell’esercizio di attribuzioni proprie, tra le quali non si può ricomprendere, neppure con la più benevola lettura della legge fondamentale, l’iniziativa che ha ad oggetto l’acquisizione dell’indipendenza. Tra l’altro, sotto questo profilo, il principio di autodeterminazione dei popoli, comunque lo si voglia intendere e pur in presenza della legge dello Stato n. 881/1977, non può applicarsi in modo tale da violare il principio di unità e indivisibilità della Repubblica. D’altro lato, anche se in gioco ci fosse una materia riservata alla Regione, l’iniziativa referendaria consultiva sarebbe preclusa, sulla base di ciò che ha affermato la Corte costituzionale, con due sentenze che hanno interessato proprio il Veneto, quando la Regione ebbe a chiedere forme e condizioni particolari di autonomia. Si tratta della n. 470/1992 e della n. 496/2000. Soprattutto con la seconda, viene inibita alle Regioni la facoltà di rivolgersi alle loro popolazioni per ottenere un “parere” circa la condivisione di un’iniziativa politico-legislativa, dal momento che ciò avrebbe finito per contrapporre – ha sostenuto la Corte – il singolo corpo elettorale regionale al corpo elettorale dell’intero Paese. Come qualcuno ha osservato, sembra che la Corte costituzionale sia «atterrita dall’ipotesi che si possa parlare di una pluralità di popoli nell’ambito degli assetti costituzionali italiani» (Giovanni Bognetti). Ma si deve notare che allora si trattava pur sempre di poteri regionali, non già di scelte eccedenti gli stessi. La critica era fondata. La chiusura fu, peraltro, netta.

    Non c’è alcuno spazio, invece, per opzioni che hanno di mira l’indipendenza, in quanto esse contraddicono l’essenza della Repubblica. Che è quella che è, non quella che ciascuno di noi può immaginare e preferire.

    …….http://mattinopadova.gelocal.it/regione/2012/09/11/news/l-opinione-referendum-ecco-perche-non-si-puo-fare-1.5677893

  • braveheart

    Leoneverde, conosco tutto quello che hai descritto.
    Ma ti propongo anche una visione diversa.
    La Serenissima ha avuto la possibilità di creare cultura ed arte, perché aveva risolto( nei parametri dell’epoca) i problemi base della sopravvivenza.
    Ora, tu dici che in veneto appaiono come preponderanti certi personaggi e certe modalità grette e meschine, e forse e’ vero.
    E allora io ti chiedo, non è che per caso, al di la delle responsabilità che ognuno de e avere sulla propria evoluzione, da quando la Serenissima e’ caduta e sono Arrivati gli Italiani con pellagra ed emigrazione, la gente, dovendo pensare e essendo costretta a pensare a come sbarcare il lunario, ha finito per privilegiare quei valori gretti e sterili che ora la caratterizzano?
    È quanta parte ha avuto l’educazione, la scuola, i giornali, a veicolare un modello che tu ed io rifiutiamo?
    Quindi, a che se può sembrare semplicistico, riappropriarsi delle proprie risorse, di certo non peggiorerà l’attuale situazione, ma forse darà modo a chi ora avrebbe visioni più elevate, di poterle proporre e forse realizzare, mentre ora, con il paradigma della scarsità e della precarietà , hanno gioco facile i materialisti ignoranti e gretti.
    Lo so, e’ difficile collegare l’economia ad una apparente distorsione sociale, ma se te ghe’ da magnare, xe’ fadiga che te riessi a pensare a na
    Poesia o a£a be£essa de in paesajo.

  • braveheart

    Allora, le cose scritte nel Mattino di Padova, sono corrette, ma tengono conto solo della legislazione italiana. Esse sono però sufficienti a spiegare perché il consiglio di ieri ha prodotto un topolino. Non poteva fare altro, anche al netto della pavidità dei consiglieri e di Zaia.
    Quello che nell’articolo non si dice, e’ che esiste una legislazione e dei trattati che sono superiori alla legislazione italica, e che proprio l’Italia ha accettato che sia così ratificandoli.
    Quindi non si può cedere sovranità sul MES, sulla moneta e altro, in nome di trattati europei, e non applicare poi trattati ancora più seri e fondamentali, come quelli sui diritti umani, sull’autodeterminazione dei popoli etc etc.
    Comunque, al di la di trattati o altro, se i veneti avessero coscenza dei propri diritti , non servirebbe altro:
    un bel sciopero fiscale di 5 milioni di cittadini, manifestazioni in ogni città, boicottaggio delle strutture statali etc etc….
    Cosa potrebbe fare lo stato e la sua costituzione? O pulirvicisi il culo, o fare arresti di massa.

  • LeoneVerde

    Concordo, ma chi ha la pancia piena, siamo sicuri che poi voglia cambiare? La stabilità economica della Serenissima la vedo più conseguenza che causa, della cultura. Ma so che qui si entrerebbe nel discorso “è nato prima l’uovo o la gallina”. Visto che c’è una possibilità di cambiamento, perchè non partire già con un’autonomia che preveda sovranità monetaria e un programma tipo MeMmt, in cui lo stato diventa anche datore di lavoro (tra le cui attività ci sarebero lavori socialmente utili e istruzione superiore)?
    Ne hai parlato con loro? i programmi economici e politici di Indipendenza Veneta sono confusi e non mi sembrano virare dalla parte giusta. Visto che ci sei dentro, che ne pensano della MeMmt? te lo chiedo perchè dopo aver conosciuto R. Wray ad un congresso a Copenhagen, l’ho invitato a parlare in Lega. Hanno fatto tutti un sacco di domande, sono rimasti a bocca spalancata per ore, ma alla fine, non hanno capito niente. E peggio, non hanno assolutamente voluto approfondire. Questo ancora nel 2011. La sensazione è che non sia negli interessi di chi è veramente dietro la Lega. Non vorrei fosse lo stesso per Indipendenza Veneta. Credimi, Braveheart, ti rispetto molto per il tuo impegno e il tuo idealismo. Ma a volte mettere gli ideali in mano a chi non li vuole sposare veramente, è uno spreco di tempo pazzesco. Questo perchè l’ho provato. Spero che per te sia diverso.

  • geopardy

    Certo che sì, ma mai come in questi ultimi anni la questione è stata posta in maniera assai forte in entrambi i casi.
    Chiaro che i primi eventuali secessionismi siano quelli che covano sotto la cenere, ma dopo?

    Geo

  • geopardy

    Se fosse di Verona e dicesse le stesse cose cambierebbe qualcosa?

  • braveheart

    No stessa cosa.

  • geopardy

    Quoto.

  • helios

    Vicenza, 17 nov. (TMNews) – “Francamente è antistorico e profondamente lesivo degli interessi della società veneta ipotizzare un distacco dalla madre patria. Una dissoluzione di quella che è l’unità della Repubblica. Lo sanno anche i promotori di queste iniziative”. Lo ha sottolineato il presidente della Camera, Gianfranco Fini, a margine del convegno di Fli, a Vicenza, commentando il sostegno del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ad una proposta di un referendum per l’indipendenza della regione.

    “Non credo che Zaia cavalchi quest’onda – ha spiegato Fini – anche perché, per le strategia politica è particolarmente sensibile alle richieste di autonomia. Ma un conto è l’autonomia, un conto è l’indipendenza”, ha concluso il presidente della Camera.

    http://www.tmnews.it/web/sezioni/top10/20121117_210423.shtml

  • braveheart

    Guarda, la mmt in mano a una politica che non risponda ai cittadini non serve a nulla.
    L’autonomia e la responsabilità delle comunità ove le scelte di governo cadono e’ necessaria e obbligatoria, e per questo sono importanti le dimensioni della comunità.
    L’unità e la condivisione di intenti può essere possibile solo per dimensioni limitate degli stati, altrimenti il politico, per la sua opera di mediazione, risulterà troppo potente e troppo lontano da chi lo ha eletto e dalle sue responsabilità verso il territorio le cui aspirazioni dovrebbe difendere.
    Inoltre , la cittadinanza deve poter controllare le decisioni ed eventualmente abrogarle: ma cosa vuoi che freghi ad uno di Torino, di cosa provoca una legge o un decreto a Treviso?
    La comunità e la sua prosperità sono direttamente ed intimamente legate alla responsabilità: se la togliamo, creiamo rassegnazione, apatia, senso di impotenza, che sono propedeutici alla ascesa sociale solo dei profittatori e dei materialisti arraffoni.
    Riguardo alla Serenissima , non questione di prima uovo o prima gallina, e’ molto semplice:
    Venezia si è formata da popolazioni in fuga dalle loro terre, che nudi di tutto si sono creati una comunità utile a sopravvivere prima, a prosperare poi , in un ambiente non facile e che non persona errori.
    La coscienza di comunità della Serenissima e delle sue leggi modernissime per l’epoca, sono frutto di questo, di una consapevolezza che la forza risiede nella comunità di intenti, non nella forza del singolo.
    È che la comunità, per quanto riguarda la sua gestione, e’ sovrana.
    Lo stesso Venezia fece nei territori che frequentò , rispettando le culture locali, al contrario del colonialismo inglese, olandese, francese etc, di stampo predatorio.
    Quindi la mmt non è contraria all’indipendenza dei popoli, anzi, la richiede.

  • braveheart

    Mah, e cosa doveva dire quella macchietta di Fini, tra l’altro vista la carica che ha e che lo paga?
    Sarebbe come chiedere all’oste se il suo vino e’ buono.
    Un errore in quello che dice? Certo.
    Quando nomina l’Italia come madre patria; forse la sua, ma per il veneto e’ dimostrato che l’Italia ha imbrogliato criminalmente con assassini e corruzione durante il referendum truffa del 1866. Dimostrato con studi e cronache dell’epoca che lo testimoniano, attraverso atti ufficiali della stessa Italia.
    Per cui, da una unità rubata, nata con la truffa, non poteva che nascere questo aborto di nazione.
    E per i critici di una rivendicazione di libertà, possiamo dire che con un referendum truffa ci hanno annesso, con un referendum onesto possiamo andarsene.

  • helios

    io il veneto l’ho visto e per questo non mi illudo. Chi si è arreso è quello che invece di sistemare le cose in veneto perchè sono difficili da sistemare e ci vogliono le palle per farlo, pensa che con l’indipendenza miracolosamente cambino le cose e il territorio ritorni sano, gli stranieri se ne vadano e tutti vivano felici e contenti.
    Il sistema del quale parli è il sistema che controlla TE che devi pensare solo in una maniera e non rompegli le palle nel continuo dissesto del territorio a suo uso e consumo che è l’unico posto dove il popolo veneto può vivere e che letteralmente è un cesso di cui non se ne cura.
    Pertanto il diversivo dell’indipendenza è per coprirvi gli occhi dai veri problemi oltre che tirar fuori dalle palle i più giovani perchè non rompano più di tanto nel vedere le malefatte e gli affarismi dei soliti che si sa, non vogliono nessuno fra i piedi che possa calpestrgli gli interessi.Intanto voi sognate e sognate……

  • Primadellesabbie

    Il nostro Paese, concepito e costruito nell’ottica di imprimere un brusco e radicale cambiamento alla struttura sociale esistente fino allora, in Europa, ha inglobato popolazioni caratterizzate e plasmate da esperienze storiche molto diverse. I veneziani come i popoli che vivevano nell’Impero conservano il ricordo e la nostalgia, nonostante il secolo e mazzo trascorso, di antichi equilibri sconosciuti agli altri italiani formatisi nelle aree di influenza papale (fatta eccezione per il sud che richiederebbe considerazioni appropriate).

    Quel tempo, con i suoi splendori e le sue pene non tornerà più ma chi può escludere che i veneti, se indipendenti, cercando di ricreare qualcosa che altri non hanno conosciuto, possano individuare e realizzare nuovi invidiabili equilibri, intravisti grazie ai loro, ben presente, patrimonio di ricordi? In fondo nessuno ha la ricetta per sconfiggere i danni provocati dalla globalizzazione senza distruggerne i benefici (MMT a parte). E se questa fosse una strada?

  • LeoneVerde

    Non hai risposto alla mia domanda. Cosa ne pensa Indipendenza Veneta di un programma tipo MeMmt?
    Perchè lo so benissimo che “la mmt in mano a una politica che non risponda ai cittadini non serve a nulla”, ma una politica che non ha un programma tipo MMT in questo momento storico ed economico non fa nulla uguale.

  • geopardy

    Insomma, se ho ben capito, l’unico refendum corretto sarebbe quello nazionale sulla questione, in pratica, noi tutti dovremmo decidere se divorziare o no.

    Mi sembra anche giusto, sinceramente, dal momento che un’eventuale decisione di indipendenza da parte di chicchessia va a sconvolgere l’intero tessuto connettivo economico-sociale nazionale.

    Mina alla base le pretese di un referendum sull’indipendenza, secondo me prettamente elettorali, vista la crisi in cui si sono incastrate le leghe.

    Geo

  • geopardy

    Attennzione, però, un’altra minaccia di ulteriore secessione è nell’aria, mi è giunta voce che il “popolo di Verona” non vorrebbe mai condividere uno stato con il “popolo di Padova” e tantomeno con “quello di Venezia” , il quale già odia di condividere una regione con i padovani.

    Comunque, continua la voce, prima realizziamo l’indipendenza del veneto, poi arriveremo ad una forte autonomia interna delle varie province e divenute esse stesse regioni, poi, finalmente, l’indipendenza, affinchè un novello Shakespeare verrà di nuovo ad ambientare le sue tragedie nello stato libero di Verona (in cui le varie frazioni diventeranno esse stesse delle regioni, speriamo senza ulteriori rivendicazioni di indipendenza, ma, se fosse, chi di noi potrebbe impedirglielo, sarebbe anti-democratico).

    Ipotesi futura post scissioni varie:
    ù “ultimo consiglio regionale della federazione dei quartieri dello Stato Libero del popolo di Verona:

    La libera federazione del Centro storico:

    1. Città antica
    2. Cittadella
    3. San Zeno
    4. Veronetta

    contesta la definizione di “popolo unico veronese” votata dalla federazione dei quartieri moderni (con riserva per quanto riguarda Valdonega e l’astensione di Porto San Pancrazio):

    . Borgo Trento
    11. Valdonega
    12. Borgo Venezia (che comprende Borgo Trieste)
    13. Porto San Pancrazio
    14. Borgo Roma
    15. Santa Lucia
    16. Borgo Milano (che comprende le località di Chievo e Saval)
    17. Golosine
    18. Ponte Crencano

    Ricordando che la questione sta esplodendo anche nelle federazioni circum-centrali di quelle che in tempi oscurantisti (prima della doppia liberazione dello stato di Verona sia dall’Italia che dallo “stato Veneto” dei sudisti, attuale “libero stato Veneto Sud”) venivano definite frazioni:

    Federazione circum-centrale (ex-frazioni)

    30. Avesa
    31. Quinto
    32. Santa Maria in Stelle
    33. Mizzole
    34. Montorio
    35. San Michele
    36. Cadidavid
    37. San Massimo
    38. Parona
    39. Quinzano

    La votazione si arrogherebbe la pretesa di vedere un’unica matrice culturale ed etnica all’interno del Libero Stato di Verona. Detta definizione contrasta con gli accordi costituzionali alla base del Libero Stato di Verona, conseguenti al doppio referendum del 2013 e del 2015, accolto favorevolmente dalla Commissione Europea.

    Il diniego tedesco ad investire in terra di Verona è, secondo noi, dovuto ancora alla notevole presenza di italiani di cui la maggior parte si è stabilita nei quartieri moderni, quindi, questi ultimi non possono definirsi “popolo Veronese”, accezione che, sicuramente, appartiene alla federazione dei quartieri del Centro Storico ed in parte minore a quella delle federazioni circum-cerntrali, quindi, prendendo atto dell’inconciliabilità delle posizioni, la nostra federazione indice un referendum quartierale circa la nostra scissione dalla federazione dei quartieri moderni, cambiando in più il proprio nome in: Libero Stato di Verona Autentica.

    Naturalmente, se il referendum sarà vinto, altrimenti, intraprenderemo sicuramente altre iniziative giuridiche.

    Geo

  • helios

    la macchietta Fini è la terza carica dello stato e quello che dice lo dice facendo quella funzione.La costituzione è ancora vigente e la patria al momento resta ancora l’Italia per tutte le regioni italiane.Questo al di la del colore di partito di Fini.
    Se l’Italia ha imbrogliato il veneto lo stesso (prima della costituzione) poteva chiedere di essere risarcito o,almeno, di avere il diritto di essere regione autonoma o anche in seguito rivendicare quello che non era stato dato.
    Ora deve sottostare alla costituzione e l’unico referendum valido è quello nazionale che non potrà essere fatto perchè altrimenti si innescherebbe lo sfacelo dell’Italia per il fatto che anche altre regioni potrebbero chiedere l’indipendenza. In realtà con la scusa che i veneti sono incavolati fin dal 1866 gli altri del territorio han fatto man bassa. Con un referendum anche onesto ora il veneto non se ne può andare e si deve tenere le basi americane e le banche del vaticano che di fatto dominano la regione e dettano anche loro legge.Purtroppo.
    Più che sognare i veneti dovrebbero svegliarsi.

  • helios

    prendo nota, con rammarico, che in Veneto hanno solo buon tempo.
    Chissà chi fomenta tutto questo. Non oso pensarlo.

  • LeoneVerde

    mi sono scompisciata dal ridere…grazie Geo!

  • geopardy

    Prendiamocela a ridere, finchè ci permetteranno almeno questo, ma dopo la rivolta politica del comico Grillo e dopo che riscriveranno una nuova Costituzione, potrebbe essere considerata come “uso improprio della politica”.

    Ciao

    Geo

  • geopardy

    Io in un mio commento precedente li ho consigliati almeno di aspettare qualche anno prima di valutare l’ipotesi, sottoponendolo ad una verifica sulla validità e la solidità di questa UE,poi, si vedrà.

    Ciao

    Geo

  • Tanita

    Si torna alle Cittá-Stato? Non pensavo si sarebbe andato cosí indietro.

  • braveheart

    No geo, in Italia non è possibile proprio fare un referendum sulla secessione di una parte del “suo” territorio.

  • braveheart

    Svegliarci.
    Totalmente d’accordo con te.

  • braveheart

    Questo post, pur sembrando un paradosso, rappresenta invece un principio molto pregno di significati:
    La libertà di una comunità.
    Conviene al quartiere di s. Zeno gestirsi in autonomia le sue risorse e decidere del suo futuro in maniera autonoma? Basta che le sue decisioni non rechino nocumento ad altre comunità, e non c’è nessun problema.
    Il quartiere porta nuova ha per caso bisogno dei soldi di s. Zeno? Bhe non li può avere..
    S.zeno vuole far transitare solo i suoi cittadini per le sue strade? Se gli conviene e’ giusto che lo faccia.poi magari gli altri quartieri faranno lo stesso, e allora risulterà non conveniente , E non Lo faranno, perche’ i loro cittadini, se lasciati liberi di decidere, non sono stupidi, e sapranno valutare cosa e’ meglio per se stessi e se ne assumeranno la
    Responsabilità.

  • mincuo

    Il lavagio del serveo scomixia da, che tea tiri co sta nona dei venti ani de Berlusconi quando i gà govermà metà par omo. Gà rason Braveheart me par mi che te si na scianta insemenio.

  • gm

    In linea di principio sarei contrario a qualsiasi forma di secessione perché mi piace vedere l’italia così com’è.

    Tuttavia se qualcuno riuscisse a sottrarsi allo schifo generale buon per lui anche perché presto lo seguirebbero altri.

    A volte per creare qualcosa di nuovo (in europa quanto in italia) è necessario prima distruggere quello che c’è per poi, forse, ricostruire su basi migliori.

    Ma questo parlare di “secessione” ora del nord, ora del Veneto, ora di qualche altro (tipo la sicilia o la sardegna) mi sembra solo una fuga dalla realtà e, per i politicanti furbi, un facile sistema per farsi propaganda.

    Non saranno certo i “referendum consultivi” a realizzare una qualsiasi “indipendenza” di questo o di quello.

    Se proprio volete la secessione, cari veneti o cari siciliani o cari sardi, abbiate il coraggio di imbracciare le armi per realizzarla perché, a meno che la cosa non faccia comodo a Usa o germany (e, in tal caso diventereste loro feudi e nient’altro) questo è l’unico modo per realizzarla effettivamente.
    Tutto il resto è noia!

  • mincuo

    La fotografia del Veneto che manda qui la signora Leone Verde è quella mutuata da RAI TV o ddai Rizo & C del Corriere della Serva, mancava solo il leghista analfabeta col forcone.
    Poi la solita retorica dei schei, quando è la Regione più solidale e tollerante che ci sia. Hai l’avanzo fiscale maggiore e però le strade piene di buche perchè questo Paese fa i ritrasferimenti dallo Stato alle Regioni col criterio di dare di più a chi evade e ruba di più.

  • braveheart

    Seconda cena per mincuo !!!!!

  • braveheart

    ……e vai con la terza cena per mincuo!!!!

  • braveheart

    La noia e’ solo nei commenti come i tuoi che ormai sento da decenni.
    Ma volete capire cosa vuol dire ” autodeterminazione dei popoli” ?
    Vuol dire sopratutto che di quello che ne pensano altri popoli, non gliene deve fregare nulla !!!
    Io per caso vengo a dirti come devi andare di corpo a casa tua? No
    È tu no farlo a casa mia, per la mado..a !
    Sei veneto? Si ?
    Bene, se la maggioranza decidesse di diventare indipendenti, o ti adegui o te ne vai.
    Che problema c’è ?
    Ti piace farti inchiappettare e vampirizzare da questa Italia? Non chiedere agli altri di accettarono a loro volta.

  • braveheart

    Ti ho mandato un msg privato.

  • LeoneVerde

    caro signore, Lei del veneto conosce la superfice brillante delle super aziende e non sa la rogna che c’è sotto e ha un’immagine del Veneto Solidale, Lei si, da Rai TV. Mai visto “Signori e Signore”? questa è una regione bigotta e ipocrita, mio caro. C’è un detto da noi “basa banchi, sgroea corone, incuea persone”…chissà perchè!!!
    La invito ad approfondire gli argomenti prima di sparare a casaccio.

  • gm

    Tu non hai neanche capito quello che ho scritto, figuriamoci se sei capace di diventare “indipendente”!

    Svegliati! Ho scritto praticamente che faccio i miei migliori auguri a chi cerca di diventare “indipendente” manifestando solo dei dubbi sul fatto che ci si riesca con qualche referendum consultivo . E poiché credo che pochi veneti abbiano la voglia o il coraggio di assumere iniziative più efficaci, tanto vale non perdere troppo tempo a parlare di “indipendenza”.
    Infine credo che oggi il problema dell’indipendenza riguardi tutta l’italia più che una singola regione…ma sono sicuro che a te, chiuso nella tua ristretta ottica di “veneto” che non vuole interferenze in casa propria, questo non interessi più di tanto.

    Che poi il Veneto sia tutto e solo “casa tua” o la sicilia tutta e solo dei siciliani e via dicendo, avrei qualche dubbio se non altro perché probabilmente anche un pò di soldi miei sono finiti in veneto o in sicilia e via dicendo.
    Tuttavia rinuncio volentieri a qualsivoglia pretesa sul veneto o la sicilia e
    se ci riuscite a tirarvi fuori dalla merda, fate pure! Io non potrei che esserne felice perché questa frammentazione dell’italia attuale forse è l’unico modo per sperare di riuscire a crearne una migliore in futuro e basata sull’effettivo consenso dei vari popoli.

    Propenderei addirittura per una costituzione che riconoscesse il diritto di ogni popolo di decidere se partecipare o meno all’unità nazionale, figuriamoci, quindi, se sarei dispiaciuto se il veneto riuscisse a sganciarsi!

  • pimpiu88

    ti ga ragiòn, giusto apùnto: i ga fato mexo, me xo esprexxo mal tirando in baèo xoeo el berlusca. el pùnto che voevo tìrar fora resta el stexxo, ovèro 20 ani de lavagio del zerveo e de una democraxia che no val più niente perchè ea gente xe completamente rincoìonia. se xè in grado de tirar fora de gli argomenti par convinzerla, vegna. sinò ve toca anca vialtri sparar bueae a vanvera e ciàpar ea gente par sfinimento. opur tirè fora ii archibugi parchè ea famosa autodeterminaxxion dei popoi xe stada sempre maciada de sangue, altro che referendum.ea vegnar fora el vero popoeo. me xa che xarè in do tre in prima linea. mi ve gò domandà dee robe e me gavè da de l’insemenìo senxa tirar fòra una argomentaxiòn vaìda su chi caxxo sarìa sti veneti. complimenti.
    insemenìo ti xarà ti e chel ròtimboca de to pare goldon de un campagnoeo. e anca ti bravehart che ti te credi de exar mel gibson dee barache, te vanxa anca de butar cene, va dal dotor insieme a tuti quanti i venèti che ti gà insieme ai ometi verdi nea to testa.
    voè capir che ghe va bèn cuxxi ai banchieri e politicanti vari (quei che conta no i paiazi che gavemo nialtri), che va bèn che ea gente se divida e se distraga in ste storie e no capixxa coxxa xe drìo suceder veramente?? ve svegiarè fora maxxa tardi. ma d’altronde, xè dea campagna, ve bastà el vostro ortezeo e no vedè piu in eà de queo.

  • Georgejefferson

    Hai ragione,ma lascia stare la svizzera come esempio.Essa e’ anche da sempre libera da guerre,perche meritevole,a tesaurizzare il resto del mondo

  • Georgejefferson

    Con la CULTURA si combatte