BREXIT: IL VIZIO ASSURDO DELLA DEMOCRAZIA…

BREXIT: IL VIZIO ASSURDO DELLA DEMOCRAZIA…

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Sullo schermo nero di "Black Mirror", serie tv britannica ideata e prodotta da Charlie Brooker, una fiction dal titolo "Messaggio al Primo Ministro" immagina che la principessa reale inglese sia stata rapita e che il sequestratore terrorista chieda come riscatto per la sua liberazione che il Primo Ministro faccia sesso con un maiale in diretta tv, sottoponendosi all'umiliazione del rapporto ripugnante davanti agli occhi disgustati dell'opinione pubblica ... naturalmente con la piena approvazione della Corona inglese. In pratica dunque il Primo Ministro viene sottoposto a ricatto e sacrificato dalla Regina in nome della ragion di stato … ma ora un dubbio assale … anche David Cameron doveva far sesso con un maiale ? Forse sì.

Infatti una verità ben diversa dalla narrazione mainstream, passata su tutti gli organi di stampa di questi giorni, ci dice che David Cameron è stato l'agnello sacrificale della corona britannica e della finanza della City … altro che democrazia !! Sembra che la regina l’abbia chiesto agli ospiti durante una cena “Datemi tre ragioni perché dobbiamo restare nella Ue …” (copyrightMaurizio Blondet),
e poi l’ufficio stampa l'avrebbe prontamente divulgato ai network nazionali. God save the Queen.

Sembrava strano infatti che i Panama Papers nell'aprile 2016 se la fossero presa anche con David Cameron, visto che erano stati pilotati dagli Usa, e che l'Uk è stato da sempre il loro alleato prediletto … infatti lo scandalo sui fondi offshore conservati a Panama nei documenti trapelati dal grande studio Mossack Fonseca, aveva individuato undici milioni di documenti che coinvolgevano capi di stato, politici, attori, sportivi … ma mancavano numerose presenze americane dalla lista del network internazionale offshore, attraverso il quale riciclare denaro ed evitare di pagare tasse.

Infatti solo 200 persone con residenza negli Usa erano state trovate all'interno del leak che ha rivelato i clienti dello studio di Panama … la ragione è molto semplice, creare una società di comodo negli Stati Uniti è piuttosto facile, e così nascondere la propria identità e il proprio denaro … quindi i cittadini americani avrebbero pochissimi motivi per andarsi a impantanare a Panama o in altri paradisi fiscali, lo si può fare in ogni stato americano, in Delaware, Nevada, o Wyoming.

Ora … dopo il Brexit, abbiamo capito il motivo per cui il primo ministro inglese era stato denunciato, anche se la vicenda è piuttosto complessa, e parte da lontano. La Brexit infatti non è stata una riedizione della Grexit … mentre per i greci l’idea di Europa non è mai stata messa in discussione, presi dalla sindrome del "pennello grande", in Gran Bretagna al contrario, la sensazione di sentirsi maestri di civiltà e padroni del globo è particolarmente condivisa, e storicamente sedimentata nella cultura british (Rudyard Kipling, Il libro della giungla).

E comunque mentre la rinuncia al Grexit è stata pilotata da sinistra (Tsipras/Syriza), il Brexit invece è stato determinato a tutti gli effetti da uno spostamento a destra del baricentro politico inglese, la campagna mediatica del “Leave” infatti è stata largamente egemonizzata dal clima di xenofobia fomentato da ampi settori del Partito conservatore, guidati dall’ex sindaco di Londra Boris Johnson … e dall'abilità propagandistica dell’Ukip di Nigel Farage … ma le vere regioni consistono nell'improbabile ed implicito patto d'acciaio tra la Corona, la City e la Cina.

Cameron infatti si è dimesso in previsione della prossima transizione della Gran Bretagna fuori dall’Europa, in favore del nuovo probabile governo Boris Johnson, un governo conservatore incalzato dalle ali più estreme, ricompattate dal successo elettorale. Cameron, definito troppo ingenuo per aver sottoposto temi di questa portata politica all'esercizio di un referendum democratico, ora è dunque costretto al sacrificio delle dimissioni … ma non certo per la sua presunta "ingenuità politica", quanto per la sacralità della ragion di stato. E le cause di questa liturgia sacrificale risalgono all'anno precedente, quando i rapporti finanziari tra Uk e Cina si sono rivelati prossimi ad una svolta di profonda collaborazione.

Il Presidente cinese Xi Jinping, in visita di Stato nel Regno Unito nell'ottobre scorso, si è rivolto alle Camere del Parlamento riunite a Westminster, rivendicando alla storia del suo Paese profonde radici di civiltà simili a quelle britanniche, e sostenendo che la Repubblica popolare odierna, ed il comunismo attuale, non sarebbero altro che una rinnovata forma del medesimo Impero ... insomma tra Imperi ci s'intende, e i giochi mondialisti negli ultimi tempi sono decisamente cambiati, perché Londra, al di là dell'inossidabile alleanza atlantica, ha vissuto un problema di emarginazione eurocratica, a partire dall'affermarsi della crisi del 2008 … poi strada facendo, il peso dell’euro ed il timore di una sua implosione, hanno assunto una centralità assoluta.

Tutte le energie dell'Eurozona di gestione teutonica si sono concentrate sulle politiche fiscali, su un possibile sistema di aiuti per nuove difficoltà (QE), sulla vigilanza bancaria ed i relativi meccanismi … dal Fiscal Compact alla Banking Union, dall’Esm al Piano Junker, la Germania ha egemonizzato la politica economica europea, al solo fine di salvare l’euro, ed il conseguente sfruttamento dei paesi Piigs. L'analisi parossistica dei problemi dell’euro, unilateralmente identificati con quelli dell’Europa hanno maturato la volontà di tagliare l'accordo ormai insostenibile tra Londra e Bruxelles.

All'interno della guerra monetaria globale del dopo crisi 2008, l’Inghilterra ha sentito l'impellente diktat d'individuare un nuovo destino al di là dell’Europa … per sé, per la sterlina e soprattutto per la City. Ma anche la Cina ha sentito la necessità di riassorbire gli squilibri globali cercando di governare la crescita mercantilistica di un'economia trainata dalla domanda estera, senza sacrificare lo sviluppo della dinamica autonoma interna.

Mentre l'urgenza della convertibilità dello yuan sul mercato dei capitali diventava sempre più pressante … per l’esigenza di trovare approdo stabile al sempre nuovo surplus estero, ma anche quella di affermare lo yuan come moneta di riserva nell’ambito del Fmi.

Le economie dei due Paesi si presentano complementari in questo momento storico: l'Uk possiede una tradizione plurisecolare nella gestione della finanza globale, ed ha un'industria finanziaria che produce un saldo estero attivo per 80 miliardi di euro annui … la Cina ha un enorme apparato produttivo nel settore manifatturiero.

Certo la Cina non trae alcun vantaggio dall'implosione dell’Europa e dell’euro, perché ciò favorirebbe il potere del dollaro, moneta di riserva globale … per questo Xi Jinping ha sollecitato il Regno Unito a non abbandonare l’Unione Europea, ed anzi a farsi promotore di più strette relazioni di questa con la Cina … ma la Corona inglese, alleata con la City, sente la necessità di ritrovare la propria autonomia e di sganciarsi dalla presa guerrafondaia degli Usa, soprattutto nel suo intento di allestire un attacco simulato alla Russia …

Ma il Brexit preoccupa soprattutto il mondo economico tedesco, l'Uk è per volumi di merci il terzo partner commerciale, e perché secondo i dati della Bundesbank riportati dal quotidiano Die Welt, il volume del commercio bilaterale si è attestato nel 2015 sui 183 miliardi di euro, con una crescita del 7 per cento rispetto al 2014 … la parte del leone l’ha fatta il protezionismo tedesco, il valore delle merci tedesche esportate oltre Manica è stato complessivamente di 95 miliardi di euro, ai quali vanno aggiunti altri 23 miliardi di euro in servizi … viceversa i britannici hanno venduto merci ai tedeschi per un controvalore di 41 miliardi di euro e servizi per 23 miliardi di euro. In un’intervista allo Spiegel online, il presidente di Euler Hermes Ron van Het ha sottolineato che “gli esportatori tedeschi sarebbero i primi a perderci in modo significativo” … solo l’industria automobilistica segnerebbe un meno 2 miliardi di euro, mentre quella chimica e quella meccanica, rispettivamente tra 1 e 2 miliardi di euro.

E comunque ha contribuito al Brexit anche "l'elettorato anziano e provinciale, poco istruito e più spaventato, povero di speranze e di reddito … l'Europa degli Erasmus e delle città cosmopolite è stata sconfitta da un'Europa periferica e di contado, invecchiata, sottoccupata e incattivita" … scrive oggi Michele Serra su "L'amaca".

Il quale forse si è reso conto che ormai siamo prossimi al collasso Ue … ma mentre riversa tutto il suo disprezzo verso le folle periferiche, abbruttite dalla misera responsabilità del referendum, non si accorge che la campagna per il Brexit è stata ampiamente sostenuta dalla Gentry e da Buckingham Palace, che hanno mobilitato gli organi di stampa per riprendersi l'indipendenza del paese.

Il Brexit è stato una risposta al declino degli Stati Uniti, e alla possibile prossima implosione dell'euro … le élites economico finanziarie cercano in primo luogo di riguadagnare la loro sovranità nazionale e di far pagare ai leader dell'Europa occidentale il maltolto degli ultimi anni. È anche probabile che francesi, olandesi, danesi e altri ancora cercheranno nell'imminente di rompere con l'Ue … in ogni caso, nel caos sociale e istituzionale incombente, anche le lotte dei lavoratori francesi contro la Loi Travail saranno determinanti per la destabilizzazione sociale, a differenza della scelta silente e disorganizzata dei loro compagni inglesi e italiani.

E al contrario di quello che scrive la stampa europea, la City di Londra potrà utilizzare la sovranità acquisita per sviluppare il mercato dello yuan, grazie ad un accordo con la Banca centrale della Cina … e poi potrebbe sviluppare le sue progressive mansioni di paradiso fiscale … è probabile che l'Inghilterra possa ottenere rapidamente il massimo profitto in questo senso.

Però anche se il Brexit è un ritorno alla sovranità nazionale, non garantisce certo la "sovranità popolare", e dunque quello che s'intende con il termine "democrazia". E mentre stiamo assistendo ad una criminalizzazione del dissenso senza precedenti, tramite il discredito verso vecchi ed ignoranti (quando il 64% dei giovani non ha votato), condotto da molti gazzettieri nostrani … Severgnini, Saviano, Serra, Gramellini, Scalfari, Padellaro … il Brexit rappresenta l'hub di tutti i dissensi elettorali contro l'Europa, a partire da: Danimarca 1993 sul trattato di Maastricth, Irlanda 2001 su quello di Nizza, Irlanda 2008 sul trattato di Lisbona, Francia e Olanda nel 2005 sulla costituzione europea, Grecia con il referendum 2015.

Cos'è dunque la "democrazia"? Se non quel vizio assurdo in nome del quale si sono giustificate tutte le moderne guerre imperialistiche euroatlantiche della Nato? Ed ora che l'Inghilterra decide di uscire dall'Ue col referendum, la democrazia d’improvviso appare un sistema antiquato, desueto, un esercizio sgradito e un vizio insensato. Ma il tempo del big bang si avvicina, ed ora più che mai il carrozzone dell'Europa si trova dinnanzi ad una scelta obbligata, tra cambiamento ed estinzione, data l’insostenibilità di un progetto condotto unicamente al fine di soddisfare le istanze economico finanziarie dei potentati d'interesse, delle banche e delle corporation internazionali.

Quindi il Brexit non ha raccontato certo un esercizio democratico, quanto piuttosto, ancora una volta, un progetto di tipo massonico finanziario, condotto da parte della Corona inglese, alleata con i centri finanziari della City, che prendono accordi d'interesse con la Cina, per arginare il protezionismo tedesco, evitare la prossima implosione dell'euro e controllare l'ingerenza militare della Nato, sempre più affamata di contingenti finanziari per la guerra contro Assad ed eventualmente anche contro Putin ... altro che democrazia !!

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

27.03.2016

Riferimenti

http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=126120&typeb=0&il-brexit-ridistribuisce-la-geopolitica-globale

Commenti (47)

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    1. Rosanna 29 giugno 2016

      Mi dispiace che tu ti sia fatta questa idea di me e dei miei articoli, però mi dispiace doverti deludere ma non è così ... per due motivi

      - nell'interpretazione politica sul Brexit non mi è proprio venuto in mente di alludere ai 5 stelle ... anche perché non hanno avuto alcuna responsabilità politica, se mai l'unica dichiarazione è venuta dopo l'esito del referendum ... quella se mai è stata piuttosto ambigua al momento, e facilmente strumentalizzabile, tanto che si sono spalancate le acque del mar Rosso e sono piovute lingue di fuoco, sia su CdC che sul web in genere ...

      - quando scrivo un articolo non ho alcuna riserva di nessun tipo a sostenere i 5 stelle se ne vale la pena, visto che considero il MoV come l'unica risorsa disponibile che può impedire all'Italia di sprofondare nell'inferno di un'economia da terzo mondo, e costretta anche a subire un'invasione indiscriminata di migranti ... così come non ho alcun problema a criticarli, se lo ritengo giusto ... ma per ora non ho riscontrato troppe cattive coscienze, anche se le contraddizioni sono numerose

      - infatti l'ambiguità delle affermazioni poi hanno tratto una certa soddisfazione dagli ultimi eventi ... ma certo non ho nessuna pretesa di convincere te né nessun altro

      M5s vota insieme a Ukip contro la risoluzione del Parlamento europeo sulla Brexit

      http://www.huffingtonpost.it/2016/06/28/m5s-ukip-brexit-parlamento-ue_n_10715072.html [www.huffingtonpost.it]





    1. gilberto6666 29 giugno 2016

      Questo richiamo alla "destra" e alla "xenofobia", mi è parso un po' schematico diciamo così. Ma soprattutto insidioso, dato che dietro queste due paroline si nascondono tanti luoghi comuni utili al potere. Non vorrei che questo richiamo sia "di sostegno" alle attuali posizioni dei Cinquestelle in merito. Non mi spiego, dato il livello delle tue analisi, quest'inciampo sul M5S, che pare evidente rappresenti la più astuta e sofisticata operazione di regime.
    1. Rosanna 29 giugno 2016

      Non mi sono molto chiari i motivi della tua critica ... se tu cercassi di chiarire meglio, allora potrei risponderti ... grazie !!

    1. makkia 29 giugno 2016

      Significa che la scuola (e la società, e la cultura) fanno GIA' schifo.

      I bambini e i ragazzi sono macchine [di apprendimento e non solo] meravigliose. Ma sono anche APERTE alla programmazione, è intinseco nel nostro essere una specie che può trasmettere conoscenze complesse. La curiosità è biologicamente innestata nei giovani umani.
      I ragazzi sono organismi desideranti. E' il modo in cui sono indirizzati i desideri che ne può distruggere il pensiero critico: pervertendo questa curiosità (fame di mondo e di vita) verso un consumo bulimico e pret-a-porter di stimoli disutili e mai sedimentari, sostitutivo della ricerca di soddisfazione delle curiosità.

      Questi poveri ragazzi vengono addestrati a produrre significanze all'interno di un attention span di pochi minuti, a 30 anni i minuti saranno ridotti a secondi (sia maledetto per sempre facebook).
      Non sono adattati a concentrarsi su un soggetto abbastanza a lungo da estrarne significati di cui appropriarsi, a ricevere il premio di una conoscenza conseguita attraverso lo scavo e la conquista di una consapevolezza forte (razionale e spirituale allo stesso tempo). Gli viene regalato tutto, cognitivamente.

      Mi immagino cosa significhi cercare di rompere quelle abitudini. La fatica, la sensazione di trascinarli fisicamente attraverso una disgustosa melassa di indifferenza.

      Cerca solo di non attribuire a loro la colpa. Lo sono comunque quelle meravigliose macchine di cui sopra.
      Si usa dire "bello dentro": loro sono belli sotto. Una bellezza carsica e difficilissima da far emergere, soprattutto per chi ha un'intera classe davanti e non può permettersi il tutoraggio [sic?] individuale e costante. Ma questa bellezza è lì, esiste ancora, a frequentarli.
      Cerca di amarli che quello che potrebbero essere. Per quello che gli viene impedito di essere. Il disprezzo riservalo, se puoi, a chi li riduce così.

    1. Rosanna 29 giugno 2016

      temuchindallaCina, tu sei esperto in materia e per di più vivi anche in Cina ... dunque ti volevo chiedere se condividi quello che afferma Thierry Meyssan a proposito dello yuan ? ...

      "Proprio come Margaret Thatcher non ha esitato a distruggere
      l’industria britannica per trasformare il suo paese in un centro
      finanziario globale, allo stesso modo questi conservatori non hanno
      esitato ad aprire la via all’indipendenza della Scozia e dell’Irlanda
      del Nord, e quindi alla perdita del petrolio del Mare del Nord, per fare
      della City il primo centro finanziario off shore dello yuan.

      La campagna per il Brexit è stata ampiamente sostenuta dalla Gentry e da Buckingham Palace che hanno mobilitato la stampa popolare per fare appello a ritornare all’indipendenza.

      Contrariamente a quanto spiega la stampa europea, la separazione dei britannici dalla UE non si farà affatto lentamente, perché l’Unione europea crollerà più velocemente rispetto al tempo necessario alle trattative burocratiche per la loro uscita. Gli stati del Comecon non hanno avuto da negoziare la loro uscita perché il Comecon ha smesso di funzionare una volta iniziato il movimento centrifugo. Gli Stati membri della UE che si aggrappano ai rami e continuano a salvare quel che resta dell’Unione non riusciranno ad adattarsi alla nuova situazione con il rischio di sperimentare le convulsioni dolorose dei primi anni della nuova Russia: caduta vertiginosa del livello di vita e della speranza di vita."

      http://www.voltairenet.org/article192535.html [www.voltairenet.org]


    1. Rosanna 29 giugno 2016

      http://www.rischiocalcolato.it/2016/06/brexit-rivoluzione-voluta-dagli-inglesi.html [www.rischiocalcolato.it]

      E' uscito un altro articolo che convalida la tesi di Thierry Meyssan


      Nota di Rischio Calcolato: il “direttore” mi ha segnalato questo interessante articolo di Thierry Meyssan, con una tesi originale e rivoluzionaria sulle cause del Brexit e le sue vere conseguenze. Vale la pena ragionarci su e tenere la mente ben sveglia.In particolare c’è un possibile evento da osservare con attenzione, ovvero se l’Inghilterra deciderà di mantenere sanzioni contro Russia e Siria oppure comincerà a dissociarsi dall’Unione per ricostruire una sua politica economica autonoma.

      Guest post da voltairenet.org [www.voltairenet.org]

      Il Brexit ridistribuisce la geopolitica globale, di Thierry Meyssan

      Nessuno sembra capire le conseguenze della decisione britannica di lasciare l’Unione europea. I commentatori, che interpretano la politica politicante e hanno perso da tempo la conoscenza delle questioni internazionali, si sono focalizzati sugli elementi di una campagna assurda: da un lato gli avversari di un’immigrazione senza controlli e dall’altra gli jettatori che minacciavano il Regno Unito dei peggiori tormenti.

      Ora, la posta in gioco di questa decisione non ha alcun rapporto con questi temi. Il divario tra la realtà e il discorso politico-mediatico illustra la malattia di cui soffrono le élites occidentali: la loro incompetenza.

      Quando il velo si strappa davanti ai nostri occhi, le nostre élites non riescono a capire la situazione meglio del Partito Comunista dell’Unione Sovietica, quando non prevedeva le conseguenze della caduta del Muro di Berlino nel novembre 1989: la dissoluzione dell’URSS nel dicembre 1991, poi del Consiglio per la mutua assistenza economica (Comecon) e del Patto di Varsavia sei mesi più tardi, e poi ancora i tentativi di smantellare la Russia stessa che quasi si trovava a perdere la Cecenia.

      In un futuro assai prossimo assisteremo in modo identico alla dissoluzione dell’Unione Europea e della NATO, e – se non staranno abbastanza attenti – allo smantellamento degli Stati Uniti.

      Quali interessi dietro il Brexit?

      A differenza delle spacconate di Nigel Farage, l’UKIP non è all’origine del referendum che ha appena vinto. Questa decisione è stata imposta a David Cameron da membri del partito conservatore.

      Per loro, la politica di Londra deve essere un adattamento pragmatico al mondo che cambia. Questa “nazione di bottegai”, come la definiva Napoleone, osserva che gli Stati Uniti non sono più né la più grande economia del mondo, né la prima potenza militare. Non hanno dunque più motivo di essere i loro partner privilegiati.

      Proprio come Margaret Thatcher non ha esitato a distruggere l’industria britannica per trasformare il suo paese in un centro finanziario globale, allo stesso modo questi conservatori non hanno esitato ad aprire la via all’indipendenza della Scozia e dell’Irlanda del Nord, e quindi alla perdita del petrolio del Mare del Nord, per fare della City il primo centro finanziario off shore dello yuan.

      La campagna per il Brexit è stata ampiamente sostenuta dalla Gentry e da Buckingham Palace che hanno mobilitato la stampa popolare per fare appello a ritornare all’indipendenza.

      Contrariamente a quanto spiega la stampa europea, la separazione dei britannici dalla UE non si farà affatto lentamente, perché l’Unione europea crollerà più velocemente rispetto al tempo necessario alle trattative burocratiche per la loro uscita. Gli stati del Comecon non hanno avuto da negoziare la loro uscita perché il Comecon ha smesso di funzionare una volta iniziato il movimento centrifugo. Gli Stati membri della UE che si aggrappano ai rami e continuano a salvare quel che resta dell’Unione non riusciranno ad adattarsi alla nuova situazione con il rischio di sperimentare le convulsioni dolorose dei primi anni della nuova Russia: caduta vertiginosa del livello di vita e della speranza di vita.

      Per le centinaia di migliaia di dipendenti pubblici, funzionari eletti e collaboratori europei che perderanno inevitabilmente il loro posto di lavoro e per le élites nazionali che sono parimenti dipendenti da questo sistema, vi è un urgente bisogno di riformare le istituzioni per salvarle. Tutti credono a torto che il Brexit apra una breccia in cui gli euroscettici andranno a introdursi. Ora, il Brexit è solo una risposta al declino degli Stati Uniti.

      Il Pentagono, che prepara il vertice della NATO a Varsavia, non ha capito che non era più in grado di imporre ai suoi alleati di sviluppare il loro bilancio della Difesa e di sostenere le sue avventure militari. Il dominio di Washington nel mondo è terminato.

      Quel che abbiamo è un cambiamento d’epoca.

      Che cosa sta per cambiare?

      La caduta del blocco sovietico è stata dapprima la morte di una visione del mondo. I sovietici e i loro alleati volevano costruire una società solidale in cui si mettessero quante più cose possibili in comune. Hanno avuto una burocrazia titanica e dei dirigenti necrotizzati.

      Il Muro di Berlino non è stato abbattuto da anti-comunisti, ma da una coalizione di giovani comunisti e di Chiese luterane. Intendevano rifondare l’ideale comunista liberato dalla tutela sovietica, dalla polizia politica e dalla burocrazia. Sono stati traditi dalle loro élites che, dopo aver servito gli interessi dei sovietici si sono precipitate con tanto ardore a servire quelli degli statunitensi. Gli elettori del Brexit più impegnati cercano in primo luogo di riguadagnare la loro sovranità nazionale e di far pagare ai leader dell’Europa occidentale l’arroganza di cui hanno dato ampia prova con l’imposizione del Trattato di Lisbona dopo il rifiuto popolare della Costituzione europea (2004- 07). Potrebbero anche essere delusi da ciò che seguirà.

      Il Brexit segna la fine della dominazione ideologica degli Stati Uniti, quella della democrazia al ribasso delle “quattro libertà”. Nel suo discorso sullo stato dell’Unione del 1941, il presidente Roosevelt le aveva definite come (1) la libertà di parola e di espressione, (2) la libertà di ciascuno di adorare Dio come vuole, (3) la libertà dal bisogno, (4) la libertà dalla paura [di un’aggressione straniera]. Se gli inglesi risaliranno alle loro tradizioni, gli europei continentali ritroveranno gli interrogativi delle rivoluzioni francese e russa sulla legittimità del potere, e rovesceranno le loro istituzioni a rischio di veder risorgere il conflitto franco-tedesco.

      Il Brexit segna altresì la fine del dominio militare-economico degli Stati Uniti laddove la NATO e l’UE sono solo due facce di un unico pezzo, benché la costruzione della politica estera e di sicurezza comune abbia richiesto più tempo per la sua messa in opera rispetto al libero scambio. Recentemente, ho scritto una nota su questa politica nei confronti della Siria. Ho esaminato tutti i documenti interni della UE, fossero essi pubblici o meno, per giungere alla conclusione che sono stati redatti senza alcuna conoscenza della realtà sul campo, per esserlo invece a partire dalle note del Ministero tedesco degli esteri, che a sua volta riproduce le istruzioni del Dipartimento di Stato USA. Mi ero trovato alcuni anni fa a seguire lo stesso processo per un altro Stato e sono arrivato a una conclusione simile (solo che, in questo altro caso, l’intermediario non era il governo tedesco, ma quello francese).

      Le prime conseguenze in seno alla UE

      Attualmente, i sindacati francesi rifiutano il disegno di legge sul lavoro che è stato redatto dal governo Valls sulla base di un rapporto dell’Unione Europea, a sua volta ispirato dalle istruzioni del Dipartimento di Stato USA. Se la mobilitazione della CGT ha permesso ai francesi di scoprire il ruolo dell’UE in questo caso, non hanno ancora colto in cosa consista l’articolazione UE-USA. Hanno capito che invertendo le norme e mettendo i contratti aziendali al di sopra dei contratti di settore, il governo rimetteva in realtà in questione la preminenza della Legge sul contratto, ma ignorano la strategia di Joseph Korbel e dei suoi due figli, la sua figlia naturale democratica Madeleine Albright e la sua figlia adottiva repubblicana Condoleezza Rice. Il professor Korbel affermava che per dominare il mondo, era sufficiente che Washington imponesse una riscrittura delle relazioni internazionali secondo termini giuridici anglosassoni. In effetti, nel porre il contratto al di sopra della Legge, il diritto anglosassone privilegia nel lungo periodo i ricchi e i potenti in rapporto ai poveri e ai miserabili.

      È probabile che i francesi, gli olandesi, i danesi e altri ancora cercheranno di rompere con l’Unione europea. Dovranno per tutto ciò affrontare la loro classe dirigente. Se la durata di questa lotta è imprevedibile, il risultato non lascia più dubbi. In ogni caso, nello sconvolgimento incombente, i lavoratori francesi saranno difficilmente manipolabili, a differenza dei loro omologhi inglesi, oggi disorganizzati.

      Le prime conseguenze per il Regno Unito

      Il primo ministro David Cameron ha usato l’argomento delle vacanze estive per rimettere le sue dimissioni a ottobre. Il suo successore, in linea di principio Boris Johnson, può quindi preparare il cambiamento per applicarlo immediatamente al suo arrivo a Downing Street. Il Regno Unito non aspetterà la sua uscita definitiva dalla UE per gestire la propria politica. A cominciare dal dissociarsi dalle sanzioni prese contro la Russia e la Siria.

      A differenza di quel che scrive la stampa europea, la City di Londra non è direttamente influenzata dal Brexit. Dato il suo status speciale di Stato indipendente sotto l’autorità della Corona, non ha mai fatto parte dell’Unione europea. Certo, non potrà più ospitare le sedi sociali di certe aziende che ripiegheranno verso l’Unione, ma al contrario potrà utilizzare la sovranità di Londra per sviluppare il mercato dello yuan. Già ad aprile, ha ottenuto i privilegi necessari firmando un accordo con la Banca centrale della Cina. Inoltre, dovrebbe sviluppare le sue attività di paradiso fiscale per gli europei.

      Se il Brexit disorganizzerà temporaneamente l’economia britannica in attesa di nuove regole, è probabile che il Regno Unito – o almeno l’Inghilterra – si riorganizzerà rapidamente ottenendo il massimo profitto. La domanda è se chi ha concepito questo terremoto avrà la saggezza di far arrivare dei benefici al proprio popolo: il Brexit è un ritorno alla sovranità nazionale, non garantisce la sovranità popolare.

      Il panorama internazionale può evolvere in modi molto diversi a seconda delle reazioni che seguiranno. Anche se questo dovesse andare male per alcune persone, è sempre meglio attenersi alla realtà come fanno i britannici, anziché persistere a stare in un sogno fino a quando questo non va in pezzi.




    1. gix 29 giugno 2016

      Oltre ai rettiliani di Icke bisogna tenere presente il rettiliano che c'è in ognuno di noi, che come si sa abbiamo una parte di cervello che per l'appunto si definisce rettiliana. Cito la prima definizione che ho trovato: "il cervello rettiliano, così chiamato perché il suo aspetto è simile a quello del cervello di un rettile, rappresenta la parte più antica del cervello, essendosi evoluta più di 500 milioni di anni fa, ed è legata all’aggressività, alla violenza e a una pulsione distruttiva e autodistruttiva". Quindi caro A-zero, volente o nolente, tu come tutti noi che viviamo nel sistema, hai a che fare con gente che se può si mangia il tuo di cervello. Comunque non credo che tu abbia bisogno di votare, sei di quelli già consapevoli, e in ogni caso rispetto certamente le opinioni di quelli come te, anche se ne diffido. Sapere che eminenti cervelli più riflessivi hanno già affrontato questo problema non mi tranquillizza, mi potrò considerare appena tranquillo il giorno che avrò avuto l'illuminazione e avrò capito da me tutte le cose. Che il sistema sia governato da gente che non dovrebbe avere la legittimazione del voto e quindi della considerazione del popolo, può anche essere. Ma tu in questo sistema vivi, non in quello cinese o russo (che peraltro usano gli stessi metodi) e con questo ti devi sporcare le mani ogni volta che ti alzi la mattina per sopravvivere un altro giorno.

    1. Rosanna 29 giugno 2016

      Certo ... ci sono delle condizioni di potere e rapporti di forza oggettivi che precedono (presiedono) e seguono il voto ... proprio così ... anche ora il dopo-brexit ne sta dando un perfetto esempio ... infatti le cancellerie si sono ritrovate a Berlino per organizzare la restaurazione, dopo l'insolente atto rivoluzionario espresso dal voto ...

      Approfittando dell’uscita di uno dei paesi membri maggiormente contrari
      all’accelerazione del processo di integrazione europea, i leader dei
      paesi fondatori del progetto dell’Unione Europea ne vogliono
      approfittare per rafforzare l’unità creando un gigantesco Superstato ... Gli stati membri spariranno del tutto e ai governi verrà dato un
      ultimatum del genere: o dentro o fuori. La crisi identitaria europea si
      trasforma in un’occasione per unificare l’esercito, il codice penale,
      il sistema fiscale, la banca centrale e tutti i poteri più importanti,
      che verranno trasferiti direttamente a Bruxelles e per saldare i chiavistelli intorno alla gabbia ...

      Quindi l'insolenza dei popoli dei Piigs verrà ulteriormente punita, A-Zero ... questo è il vizio assurdo della democrazia ...

    1. A-Zero 28 giugno 2016

      Comunque, a parte me che sono un rettiliano in malafede, ma perchè tutti i greci che in buonissima fede, con tanta fede, andarono a votare al referendum nel 2015 hanno buttato la loro buona fede nelle urne? Perchè per gli inglesi no?

      Basta quindi andare solo a votare come atto di fede e poi che dio la mandi buona? oppure ci sono delle condizioni di potere e rapporti di forza oggettivi che precedono (presiedono) e seguono il voto?

    1. A-Zero 28 giugno 2016

      "Questa gente di fatto, non so quanto in buona fede,..."

      Io sono astensionista e propagando l'astensionismo. Non sono un rettiliano. Non sono un ricco.

      Premesso che:

      - perchè i rettiliani sono solo quelli delle elite europee e non i cinesi (occhi a amndorla?) o i russi (occhi di ghiaccio?) non l'ho capito e non mi interessa. Forse gli africano non sono rettiliani ...

      - mi risultano tre blocchi imperiali: USA_UK, Russia e Cina. L'europa continentale la considero gerarchicamente infeudata sotto l'impero USA_UK, tramite la NATO.

      - non capisco tutto questa attenzione sulla UE come se fosse una cosa "autonoma". L'UE è una creatura appositamente prevista dai trattati imposti dagli USA_UK alla fine della 2° guerra mondiale. Non s capisce perchè non si considera mai che la UE è gerarchicamente sotto la NATO e gli USA_UK.

      Veniamo al Sacro Voto Democratico, il santo Graal del modernopiteco.

      Almeno per me, sappiatelo, non andare a votare equivale a non partecipare alla legittimità della società, della vostra società, della sua gerarchia sociale, della sua gerarchia istituzionale, dei suoi reali valori morali (gerarchia-competizione-spossessamento-sfruttamento).

      Sappiatelo, per me "non votare" è solo l'anticamera della mia volontà e del mio agire politico individuale, della mia autonomia che si apre a quanti possano essere del mio stesso avviso.

      Votare (e non parlo dell'alzata di mano di un gruppo di individui numericamente accettabile alla comprensione individuale di normale esperienza, insomma la semplice conta) è una macchinazione astratta che riguarda milioni di individui che non si conoscono e che astrattamente devono decidere su una complessa megamacchina che li governa di fatto dalla culla alla tomba. Una vera assurdità logica.

      Conoscete l'essenza del trucco delle tre carte? Il problema non è solo e tanto il fatto che si deve essere abili a seguire la carta (l'intelligenza, lo studio, ... ) e che il mazziere non sia un baro (l'onestà, la legalità, ....), ma che si tratta solo di tre carte e di una possibilità (i padroni apparechciano lo stato, lo stato apparechcia la democrazia). Creare e incanalare di volta in volta consenso e dissenso non è più un problema da tmepo per le elitè, rettiliane o meno che siano. Io ti creo il palcoscenico fin dalla nascita, ti faccio vedere e speriementare (sempre di meno) solo quelle tre carte nella tua vita e tu potrai solo scegliere una di quelle tre carte.

      Il non voto è una buona premessa e ripromessa individuale e, auspicabilmente colletitva, di rivolta, di secessione, di autonomia.

      Al passo dopo c'è il carcere, la repressione. Ecco perchè molti si limitiano a non votare. Niente rettiliani: si chiama polizia.

      Al passo successivo alla rivlota c'è la guerra civile. Niente rettiliani: si chiama militarismo, ultima spiaggia delle elitè è sempre la guerra civile.


      "Se votare cambiasse qualcosa, sarebbe illegale."

      (Emma Goldman, rettiliana pure lei? A già, era ebbrea! Una rettiliana-ebbrea! Ah, Ah Ah)

      Allora ecco un'altro ebbreo: Karl Marx. Lui diceva che gli sfruttati dovevano votare, dovevano conquistare il potere politico per arrivare alla dittatura politica del proletaria (il gioco delle tre carte).

      Bakunin gli contraddiceva che gli sfruttati non avevano alcun interesse a votare, anzi: primario obiettivo era la distruzione di ogni potere politico; primario obiettivo per gli sfruttati era l'emancipazione economica, l'autonomia.

      Purtroppo la storia ha dato ragione al signor Marx, apologo della borghesia, e torto agli sfruttati.

      La scuola di qua, la scuola di la. Ma se studi sempre certe cose e specie quelle rigurgitate dal potere dove vuoi arrivare?

      Alle urne.

    1. totalrec 28 giugno 2016

      "Sapete perché la scuola fa schifo e farà sempre più schifo? Perché hanno paura del pensiero critico".



      Io adoravo George Carlin, ma, ahimé, se c'è una categoria di persone che ha una paura fottuta del pensiero critico, molta più di quanta ne abbiano i gruppi di potere, essa è proprio quella degli studenti.
      (GF)
    1. edoro 28 giugno 2016


      In poche settimane si assiste a capovolgimenti inimmaginabili, e se oltre che Trunp presidente negli USA passasse anche Boris Johnson come premier britannico (ambedue per un buon rapporto con la Russia) tutta la tensione accumulata nei recenti anni rischierebbe di sciogliersi.
      Ovviamente il paradosso è che di questo si dovrebbe essere grati a personaggi non certo di sinistra.
      Qui di seguito un paio di interessanti articoli inerenti a Brexit e geopolitica:
      https://aurorasito.wordpress.com/2016/06/28/brexit-la-russia-avanza-e-gli-usa-perdono-terreno/
    1. makkia 28 giugno 2016

      Non dimenticarti di chi dice che la scuola è solo una fucina di droni teleguidati (dove "tele" si intende come "televisione" e non "via etere").

      La lezione di Don Milani era: "La vita è come attraversare una strada pericolosa. Con l'istruzione lo fai guardando a destra e a sinistra, senza lo fai con gli occhi bendati."

      E George Carlin diceva: "sapete perché la scuola fa schifo e farà sempre più schifo? Perché hanno paura del pensiero critico"
      https://www.youtube.com/watch?v=4fWO3bExyCg


      Tuttavia sul voto sarei un po' più sfumato. La posizione astensionista ha una sua dignità.
      E' il proselitismo astensionista (e il disprezzo per chi vota) che non sono tollerabili (per me).

    1. Rosanna 28 giugno 2016

      Proprio per niente !! ma è una chiara manovra delle oligarchie per ricompattarsi e non perdere ulteriori pezzi del sistema eurocratico ... sarebbe un grave danno per loro, se il Brexit rappresentasse un precedente auspicabile anche per altri paesi ... quindi tutti a Berlino ... Hollande, Merkel, Renzi per riorganizzare le fila ... così il gallinaceo tutto tronfio ha potuto svolazzare ghignante per i corridoi del potere ...

    1. makkia 28 giugno 2016

      Scrivi da Dio.

      Permetti però una domanda: non pensi che i giovani di cui parli siano solo il "carburante" di una macchina molto più grande di loro e dei loro genitori (parenti)?
      E che, a loro volta, i genitori/parenti siano solo gli ingranaggi di quella stessa macchina, condannati a girare su sé stessi, imprigionati nella "vecchia" concezione del motore (cioé l'idea che per i loro cuccioli vogliono di meglio di quello che loro hanno avuto)?

      In altre parole: la guerra intergenerazionale è solo un'ennesima versione del divide et impera. L'hanno tirata fuori per il Brexit, ma non è mica nuova, né unica.
      Non ti senti un pochino complice di questo (ennesimo) tentativo di distrazione dalle vere responsabilità?

    1. Rosanna 28 giugno 2016

      Devo aggiungere che mentre nel dibattito sulla Brexit si
      discute molto di immigrati ... si dimentica invece che il Regno Unito accumula
      ormai da anni rilevanti deficit verso l’estero ... questa tendenza induce
      pezzi non trascurabili dell’establishment britannico a riesaminare
      criticamente la vecchia dottrina ricardiana del liberoscambismo e a
      considerare anche l’ipotesi di una revisione generale degli accordi e
      delle politiche commerciali verso la UE ... insomma gli attuali orientamenti britannici rappresentano
      l’ennesimo sintomo di una Unione europea sempre più vessata dai suoi
      squilibri economici interni, causati soprattutto dalla pretesa del paese
      leader, la Germania, di accumulare eccezionali surplus commerciali
      verso gli altri paesi membri.

    1. Tanita 28 giugno 2016

      Infatti. E non credo che un Superstato di caratteristiche autoritarie possa essere d'utilitá ai popoli.

    1. Rosanna 28 giugno 2016

      Davvero un bel commento lopinot !! l'affresco di una generazione di perdenti ... la generazione Erasmus, abbandonata dalla storia che l'ha resa irrilevante dal punto di vista politico (ha votato solo il 39%) ... tradita dallo stato che non si occupa di concederle né un lavoro, né un futuro, né una possibile pensione ... tuttavia soddisfatta della propria condizione parassitaria, che vive sulle spalle delle poche risorse famigliari ... e ignara delle problematiche sociali che stanno devastando la vita degli europei ... perché quello che conta è unicamente viaggiare (con la pensione della nonna), imparare l'inglese e dimenticare l'italiano, lingua ormai in via di estinzione ... guardarsi solo film americani, costrutiti sulla violenza e sulla propaganda ideologica ... e alla fine sfinirsi in movide notturne parossistiche ...

      Grazie !!

    1. spadaccinonero 28 giugno 2016

      commento che meriterebbe la HOME


      complimenti
    1. lanzo 28 giugno 2016

      Naturalmente tutti vecchi rincoglioniti a cui dovrebbe essere tolto il voto, tranne Napolitano, Scalfari, Berlusconi, DeBenedetti et cetera - ma LORO hanno un DNA diverso...

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