BREVI CONSIDERAZIONI DOPO LA MORTE DI MUAMMAR GHEDDAFI

DI COSTANZO PREVE
eurasia-rivista.org

Il coro mediatico di oscena gioia dopo la morte di Gheddafi (ucciso come un topo nascosto in una fogna, eccetera) deve essere per noi motivo di insegnamento. Fra pochi giorni il circo mediatico se ne dimenticherà, come è sua consolidata abitudine, ma è bene fissare subito sulla carta alcuni elementi di riflessione.

1. Prima di tutto, onore ad un leader politico che, al di là delle sue stranezze poco rilevanti, è caduto combattendo con onore contro l’aggressione colonialista ed imperialista e contro i suoi fantocci locali. Il bilancio storico complessivo di Gheddafi è positivo, perché si iscrive nel ciclo di lotte nazionaliste panarabe, a fianco di personaggi altrettanto positivi come Nasser, ed aggiungerei anche Saddam, se non avesse intrapreso l’ingiustificato attacco all’Iran. Comunque, anche Saddam si è riscattato con la sua resistenza contro l’aggressione americana del 2003.

A seguito, “IL LINCIAGGIO DI GHEDDAFI E L’ETICA TRIBALE DELL’OCCIDENTE” (Claudio Moffa,facebook.com);

2. Deve essere chiaro che sono stati i criminali della NATO, e solo la NATO, ad uccidere Gheddafi, e non i miserabili straccioni tribali in festa, che hanno dato solo il colpo di grazia. E’ stata la NATO a bombardare la colonna militare di Gheddafi in uscita da Sirte, bloccarla e distruggerla. In caso contrario, gli straccioni miserabili non sarebbero riusciti a fare quello che hanno fatto, e cioè il vergognoso linciaggio. Questo è stato un salto di qualità storico ed epocale. La NATO è sempre stata una strumento dell’egemonia USA e dell’asservimento dell’Europa (non a caso il solo grande patriota europeo del dopoguerra, Charles De Gaulle, ne era uscito appena ha potuto), ma ora c’è stato un salto strategico. La NATO è direttamente uno strumento dell’egemonia mondiale USA contro la Russia in Europa Orientale e nel Caucaso, e contro la Cina in Asia Centrale ed in Africa.

3. Lo sporco lavoro non è finito. Non a caso il giornalista embedded dei servizi segreti americani Maurizio Molinari (cfr. “La Stampa”, 21 ottobre 2011) scrive “Prossima Tappa Damasco” in un editoriale del giornale a mezzadria fra sionismo, FIAT e nuova classe dirigente torinese (Novelli, Castellani, Chiamparino, Fassino). E veramente nel piano strategico americano i prossimi obbiettivi sono Damasco e Teheran (si veda l’incredibile provocazione del narcotrafficante iraniano in Texas). Questo dovrebbe far riflettere gli “anti-imperialisti” che hanno appoggiato i ribelli anti-Gheddafi ed appoggiano ora i ribelli anti-Assad, ed hanno sempre visto con favore i giovani “anti-Ahmadinejad” (che Allah lo protegga!) in Iran. Ma è impossibile far riflettere chi si muove in base a schemi astratti invecchiati o addirittura sulla base degli input del circo mediatico corrotto.

4 . Coloro che fanno l’apologia della “democrazia” dovrebbero ricordare che per mesi il governo libico di Gheddafi ha proposto elezioni libere in tutta la Libia sotto supervisione ONU o Unione Africana, con la proposte di mediazione dello stesso Sudafrica. Queste proposte sono sempre state respinte da USA e NATO, che ovviamente miravano ad una vittoria geopolitica globale, e non certo ad un “ristabilimento” delle procedure democratiche. Sono sicuro che questo sarà nel prossimo futuro uno degli elementi su cui si stenderà un velo di oblio.

5. La guerra civile in Libia è durata otto mesi, e l’intervento NATO sette mesi. Non si è mai trattato di una “sollevazione unanime” dell’intero popolo contro un dittatore. Si è trattato di un conflitto civile che Gheddafi avrebbe vinto in due mesi senza 1′intervento NATO. E’ passato il principio dell’intervento della Santa Alleanza del 1815 (Spagna 1820, Italia 1821, eccetera). Il circolo mediatico si è distinto per servilismo e corruzione. Elezioni sotto controllo internazionale, come quelle proposte dall’Unione Africana, avrebbero probabilmente portato ad una vittoria di Gheddafi, ed in ogni caso erano inservibili per una occupazione geopolitica USA-NATO della Libia.

6. L’Italia si è distinta per opportunismo, viltà e servilismo, in tutti i suoi schieramenti (destra, centro, sinistra). Il commissariamento geopolitico è passato soprattutto attraverso la persona di Giorgio Napolitano, che il popolo-babbione PD considera “garante della costituzione”. L’abolizione della categoria di imperialismo, sostituita da succedanei impotenti come il pacifismo generico e l’altermondialismo moralistico, e favorita dal mainstream culturale egemone a sinistra (“Manifesto”, Bertinotti, Vendola, Casarini, chiacchere sulle “moltitudini” negriane, eccetera) ha dato l’ultimo colpo di grazia ad una identità culturale già debolissima ed in via di accelerata corruzione.

7. Il mito di Obama si è rivelato essere appunto soltanto un mito per dominati politici, militari e culturali. La sua politica estera è persino riuscita a superare “da destra” quella di Bush. Il compromesso politico che ha portato alla sua elezione all’interno del partito democratico USA ha appaltato la politica estera al gruppo sionista-imperialista Clinton-Brzezinski , verificando così ampiamente le ipotesi di chi non ha mai avuto illusioni su di una “evoluzione” pacifica della politica americana. Gli USA sono un impero mondiale, e si muovono in base a pure considerazioni geopolitiche. Se ci fosse ancora un briciolo di onestà, si dovrebbe ammettere a proposito di Libia e Siria la vittoria tennistica di “Eurasia” e del blog di La Grassa-Petrosillo sulla cultura del “Manifesto”, dei trotzkisti, dei gruppi alla Pasquinelli e di tutta la banda colorata rosa, viola, a pois, eccetera.

8. La prima pagina della “Stampa” 21/10/2011 ci dà preziose indicazioni sul profilo culturale del nuovo colonialismo imperialistico. Un titolo dice: “Le tane dei dittatori”, e sotto scrive: “Rintanato come Saddam ed irriducibile come Hitler”. Come si vede, 1′ immaginario antifascista del 1945 si è riciclato al di fuori del contesto storico che lo aveva prodotto. Ormai, persino la menzogna dei “diritti umani” è sempre meno impiegata. Se si fosse prestato attenzione ai “diritti umani”, si sarebbe favorita una soluzione pacifica di compromesso con elezioni garantite dall’Unione Africana. Ma non la si è voluta, perché si è voluta la vittoria geopolitica completa.

9. Gheddafi, con tutti i suoi errori precedenti, è morto eroicamente come un grande combattente anti-imperialista. Egli deve essere onorato come onoriamo il Che Guevara, anche se non avrà la sua fortuna come icona pop nelle magliette. In questo modo andiamo contro-corrente nel senso comune di “sinistra”. Viviamo in tempi di paradossi surreali. Il 21/10/2011 i soli giornali che hanno condannato apertamente l’osceno spettacolo del massacro di Gheddafi sono stati il “Giornale” e “Libero”, cioè berlusconiani puri. Naturalmente, lo hanno fatto perché, del tutto interni al mondo dei cannibali imperialisti, sanno bene che si tratta di una vittoria delle ditte americane e francesi contro quelle italiane. E’ ovvio che il nostro punto di vista non può essere questo. Il problema è allora quello di maturare un vero punto di vista alternativo.

Costanzo Preve, filosofo e studioso del marxismo, è frequente contributore a “Eurasia”.

Fonte: www.eurasia-rivista.org
Link: http://www.eurasia-rivista.org/brevi-considerazioni-dopo-la-morte-di-muammar-gheddafi/11743/

24.10.2011

28 Commenti
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Tao
Tao
24 Ottobre 2011 9:51

IL LINCIAGGIO DI GHEDDAFI E L’ETICA TRIBALE DELL’OCCIDENTE DI CLAUDIO MOFFA facebook.com «Non c’è guerra, rivoluzione, assassinio anarchico, o qualsiasi altro fatto che impressiona l’opinione pubblica che non sia utile per questi uomini; sono arpie che succhiano I loro guadagni DA ogni nuova spesa forzosa e DA ogni improvviso disturbo del credito pubblico. Per I finanzieri “che sanno, la spedizione di Jameson fu un colpo molto vantaggioso, come is può accertare DA un confronto dei titoli tenuti….» John Atkinson Hobson, Imperialism: a Study¸1902 Gheddafi e Antonio Cassese: un accostamento forse scomodo, ma simbolicamente rappresentativ0 Della doppia morte del Diritto Internazionale La morte di Gheddafi segna l’apoteosi del peggiore Occidente e Della sua etica tribale: una “etica” criminale, usuraia e scristianizzata, alimentata dal mainstream mediatico e dai direttori di tutte Le grandi testate internazionali “progressiste” e non. Prima di essere orribilmente linciato DA un gruppo di ribelli-fantoccio imbeccati dall’ “ultimo” e risolutivo bombardamento NATO del convoglio in fuga DA Sirte, Gheddafi è stato linciato giorno dopo giorno dai mass media che hanno condotto per mesi una accurata campagna di disinformazione e destabilizzazione Della Jamahiriya libica: nessuno è sfuggito a questa regola, nemmeno la stampa pro-Berlusconi, artefice dell’accordo del 2008 e ospite… Leggi tutto »

tania
tania
24 Ottobre 2011 11:30

Il paragone con Guevara è un po’ troppo forzato , anzi non c’entra nulla . Guevara era veramente un rivoluzionario , proprio nel senso trotskista : ha iniziato in Guatemala , finendo in Bolivia , passando per Cuba e per il Congo mentre inneggiava a 100 Vietnam in ogni parte del mondo . E Gheddafi non è stato poi così antimperialista come sostiene Preve : è stato anche un carceriere al soldo dell’Impero e un alleato di Israele nella lotta al “terrorismo” . Detto questo sono d’accordo con Preve per quanto riguarda Vendola ovviamente , ma il suo livore verso il Manifesto o Toni Negri non credo c’entri molto con il trotskismo o la “moltitudine” di Negri ecc.. ma credo a questo punto che ci debbano essere rancori personali : perché se è vero che a Rossana Rossanda ( e ad altri ) non era simpatico neanche un po’ il carceriere Gheddafi ( e i carcerati non erano certo agenti del Mossad , ma disperati in fuga dal SubSahara ) … E’ anche vero che comunque il Manifesto ha sempre ( ripeto , sempre ) denunciato l’attacco alla Libia per quel che è stato : un vile attacco terrorista e… Leggi tutto »

Levdtrotzkij
Levdtrotzkij
24 Ottobre 2011 11:55

Ecco, questa tania è l’ennesima dimostrazione della supoer-putrefazione della sinistra, che più si crede rivoluzionaria e più annusa con compiacimento le mutande sporche di un soros o di un bzrezinsky (nomi difficili per chi vive nella favoletta di Gheddafi eterno ‘carceriere’ di qualcuno).
E si, sono proprio questi palloncini gonfiati rosseggianti, mentre condannano Gheddafi carceriere massmediatico dei negri, non dicono una parola, un mormorio, un biascichìo, su ciò che fanno, sul serio, il loro beneamati findanzatini rivoluzzzionari di bengasi e misurata, mentre squartano immigrati e lavoratori neri. Non una parola da parte di queste merducole rosseggianti. Ed eccole scattare, le tanie dei noantri centrisocialiane e meretrici d’assisi, appena si ricorda la verità. Continuano ad appestare l’ambiente con le loro ‘precisazioni’ farlocche, miserevoli, squallide e non-richieste. Ora vai pure, che per la tua eroica azione di ‘controinformazione’, ti si apre la buona prospettiva di fare l’odalisca per qualche sheikh integralista stupratore di bambini/e della lontana Afghanistan. E non ti preoccupare, sono di bocca buona, sarai apprezzata qualsiasi forma tu abbia…

AlbertoConti
AlbertoConti
24 Ottobre 2011 11:58

Sui primi 8 punti di Preve sottoscrivo senza ombra di dubbio.

tania
tania
24 Ottobre 2011 12:17

Sono sicura che , in generale , tu abbia doti di veggenza , non ne dubito .. Ma questa volta su di me hai sbagliato a leggere nelle carte : se me lo avessi chiesto , ti avrei risposto che su i “rivoluzzzionari di bengasi e misurata” la penso più o meno come te . Bastava chiederlo , così avresti evitato un isterico , comico e maschilista commento .

MespE
MespE
24 Ottobre 2011 14:06

Secondo me coloro che idolatrano Gheddafi sono condannati all’irrilevanza dialettica. Peggio, si cade nel tranello di coloro che strumentalmente lo demonizzano, e si finisce in dibattiti senza fine su chi ha fatto cosa. Senza stare a puntualizzare su chi sia più cattivo, credo sia meglio concentrarsi sull’evidenziare i crimini e gli interessi atlantici. Poi per carità, è storicamente corretto analizzare la figura di Gheddafi nel suo insieme.
La differenza sostanziale tra Gheddafi e chi l’ha ucciso (la NATO) è la potenza di fuoco.

RicBo
RicBo
24 Ottobre 2011 15:50

Dunque secondo Preve (già cattivo maestro in tante altre occasioni), il quale evidentemente non è mai stato in Libia e non ha mai neppure dialogato con un cittadino libico, la Libia era il migliore dei mondi possibili. Quando si ha la mente offuscata dalla foga rivoluzionaria è facile cadere nella logica secondo cui il nemico del mio nemico è mio amico, cioè se un criminale è attaccato da altri criminali più grandi di lui, diventa automaticamente il paladino dell’antimperialismo. Spesso sotto le spoglie di chi si mostra come guida degli oppressi si nasconde uno spirito autoritario ed antidemocratico, speculare a quello dei nemici contro cui si scaglia. E’ spaventoso leggere cose come: Il bilancio storico complessivo di Gheddafi è positivo Lo vada a chiedere agli oppositori che ha sterminato e ai neri subsahariani le cui ossa sono ancora ad imbiancare nel deserto. Visto poi che tira in ballo anche Nasser, ricordo che fu proprio la repressione condotta dal suo governo a favorire la crescita dei Fratelli Musulmani in Egitto. Non si nasconda ciò che questi personaggi hanno fatto all’interno dei loro paesi con le lodevoli aspirazioni panarabe che hanno portato avanti. Rimangono comunque degli assassini. per mesi il governo libico… Leggi tutto »

tania
tania
24 Ottobre 2011 16:39

Bravissimo RicBo , condivido tutto .. E aggiungo che ci vuole anche molta fantasia a definire antimperialista un signore che ( oltre ad essere un carceriere di disperati in fuga ; uno sfruttatore di mano d’opera maliana usa e getta ecc.. ) aveva , a titolo personale , decine di miliardi di dollari di investimenti in società europee come la Fiat .. ; che da anni aveva aperto lo sfruttamento della Libia alle multinazionali del petrolio come Shell, British Petroleum, ENI , la francese Total , la tedesca Wintershal tedesca o le aziende yankees Occidental Petroleum Corp , Conoco-Phillips e Marathon Oil Corp.. ecc. .. ; un signore che collaborava con Israele nella “lotta al terrorismo” … ; che ha fatto accordi bilaterali con un paese guerrafondaio come l’Italia “che coinvolgono tutti i settori cruciali, dall’energia alle banche , alle costruzioni , agli accordi militari e di intelligence” ( El País 22/02/2011 ) ecc ..

yakoviev
yakoviev
24 Ottobre 2011 17:16

Non credo che si tratti di rancori personali, ma di un certo “poco apprezzamento” verso una sinistra, anche radicale che ha assimilato “valori” e “cultura” della controparte e ha perso i propri strumenti culturali e politici, fra cui proprio il concetto di “imperialismo”, che Lenin aveva definito così lucidamente. Del resto non è la prima polemica, non solo di Preve ma di molta parte del movimento antimperialista (compresi anche molti comunisti), verso tutto ciò: in tante altre occasioni i motivi sono stati ben precisati e esplicitati. Quanto al Manifesto sulla Libia possiamo trovare gli articoli ficcanti e puntuali di Dinucci (e le prese di posizione di Parlato), ma contemporaneamente articoli di segno opposto di taglio “sinistra PD”, tra cui quello famoso della Rossanda agli inizi della vicenda libica, con l’esortazione a formare “brigate internazionali” a sostegno del CNT.

yakoviev
yakoviev
24 Ottobre 2011 17:45

Guarda che i fondi non erano “di Gheddafi” (come tendenziosamente titolano i media mainstream tramite i quali tu ti informi), ma soldi della Jamahirija, uno stato sovrano, e che sono stati letteralmente rapinati dalle potenze che hanno aggredito la Libia, le quali se ne sono appropriate senza diritto alcuno, se non quello del più forte. Forse i soldi che la Cina ha investito in Usa e in Europa sono “il tesoro di Hu Jintao”? Nessuno (per ora) farebbe un titolo così, ma quando si deve muovere guerra a un paese tutto fa brodo. Ai tempi della guerra all’Iraq ho letto articoli biografici (sul Corriere) che rivelavano come da piccino Saddam usasse “rubare le merendine” ai compagni di classe. Quella era roba giusta per te. Quanto allo sfruttamento del petrolio, sarei curioso di sapere, secondo te, cosa se ne doveva fare la Libia: forse tenerlo tutto nel sottosuolo, senza venderlo? E’ questo quello che suggerisci? Magari, pur di non avere rapporti con le compagnie petrolifere, continuando tutti a vivere nelle tende, curandosi tramite un marabut invece che in ospedale, morendo di sete invece che avere gli acquedotti, girando esclusivamente col cammello invece che in macchina, in autobus o in treno? Grave… Leggi tutto »

pippo74
pippo74
24 Ottobre 2011 17:53

quando fate affermazioni così generiche e infamanti dovete citare le fonti, altrimenti è tutta aria fritta. io non patteggio nè per la cultura egemonica del Manifesto (il Manifesto egemonico mi sembra un ossimoro), nè per Eurasia o Preve che non conosco. leggo volentieri il blog di Fulvio Grimaldi che forniscce molte info sulla Libia e molte cose che voi riportate vengono smontate con molta dovizia di particolari.

solo alcuni dati:

http://fulviogrimaldi.blogspot.com/2011/08/fritto-misto-o-mangi-questa-minestra-o.html

RicBo
RicBo
24 Ottobre 2011 18:15

Grimaldi è della stessa pasta di Preve: una persona che giustifica qualsiasi cosa, basta che sia schierata nel campo dell’antimperialismo e si dica socialista o rivoluzionaria. Il suo reportage di qualche mese fa intitolato ‘Tripoli bel suol d’amore’ è imbarazzante riletto oggi, parlava di cose che poi si sono dimostrate inesistenti, come il presunto appoggio popolare di cui godeva Gadafi. Grimaldi è da stimare, perchè almeno ha il coraggio di andare di persona sui luoghi, Preve (credo) neppure questo.
Ma sono personaggi pericolosi perchè promuovono l’idea che ad una classe dominante se ne debba sostituire un’altra, rivoluzionaria ma sempre dominante, in fondo è la negazione del concetto di democrazia.

RicBo
RicBo
24 Ottobre 2011 18:26

Preve, come Grimaldi e tanti altri cattivi maestri, sono persone che giustificano qualsiasi cosa, basta che sia schierata nel campo dell’antimperialismo e si dica socialista o rivoluzionaria. Il reportage di Grimaldi di qualche mese fa intitolato ‘Tripoli bel suol d’amore’ è imbarazzante riletto oggi, parlava di cose che poi si sono dimostrate inesistenti, come il presunto appoggio popolare di cui godeva Gadafi. Grimaldi è da stimare, perchè almeno ha il coraggio di andare di persona sui luoghi, Preve neppure questo, almeno ciò si evince da quanto scrive.
Ma sono personaggi pericolosi perchè promuovono l’idea che ad una classe o ad un gruppo dominante se ne debba sostituire un’altro, rivoluzionario ma sempre dominante, in fondo negando il concetto di democrazia. Probabilmente nell’URSS o nella DDR avrebbero avuto un ruolo importante nei comitati di controllo sociale (quegli organismi che si occupavano di controllare che i cittadini seguissero lo stile di vita comunista) o come psicologi certificatori della pazzia in pazienti che si ribellavano al migliore dei mondi possibili.

tania
tania
24 Ottobre 2011 18:39

Guarda , credo che Rossana Rossanda con le senno di poi avrebbe dovuto ammettere l’abbaglio che ha preso inizialmente , ma la linea del Manifesto è sempre stata palese . Però credo che sia Preve che dovrebbe rileggersi “imperialismo fase suprema del capitalismo” , per capire che l’attacco colonialista alla Libia sia semplicemente la conseguenza dell’inevitabile concentrazione del capitale . Il capitale è costretto a concentrarsi e , quando non ce n’è più per tutti , il pesce cane più forte elimina quello più debole . Ma questo evidentemente non toglie che lo stesso Gheddafi fosse , fino al giorno prima , lui stesso un fantoccio imperialista ( ho fatto qualche esempio nel commento sotto a RicBo , qualche esempio di collaborazione di Gheddafi con un capitalismo palesemente guerrafondaio e imperialista ) ( soprattutto dal 2003 ) . E , a prescindere da questa vicenda , un “marxista” come Preve dovrebbe anche il desiderio che la classe dominante venga abbattuta ( Non è certo questo il caso , sappiamo tutti che non è stata certo una rivoluzione dal basso e che si è trattato invece di un vile e terrorista attacco imperialista … Ma parlo idealmente , a volte Preve… Leggi tutto »

yakoviev
yakoviev
24 Ottobre 2011 19:49

Penso che Preve il libro di Lenin lo conosca benissimo, il problema è che gli altri, come ho già scritto, ne hanno smarrito il significato (che non è riducibile a “pesce grosso che mangia il pesce piccolo”), tra le altre teorie “novecentesche” che giudicano obsolete. Quanto al presunto “collaborazionismo” di Gheddafi, arregola non era poi tanto tale, dato che gli hanno fatto la guerra: visto che era un “fantoccio”, come dici te, allora lo potevano manovrare come gli pareva, no?

AlbertoConti
AlbertoConti
25 Ottobre 2011 1:58

C’è molto di più: la differenza è che uno teneva unito e migliorava le condizioni generali del PROPRIO paese, l’altro vuole solo disintegrarlo per rubargli meglio le risorse naturali, predando in casa d’altri. Buoni e cattivi si decidono solo in prospettiva storica. Senza aspettare cent’anni basta guardare in avanti per capire come oggi stanno le cose. I predatori sono come i dinosauri all’inizio della fase d’estinzione.

AlbertoConti
AlbertoConti
25 Ottobre 2011 2:08

DEMOCRAZIA? Non sai di cosa parli. Se la democrazia è tradita nella nostra realtà, in quella libica non è mai esistita, ma questo non ha nulla a che vedere con la giustizia sociale e le condizioni del vivere civile. Stiamo parlando di un medioevo illuminato a confronto con una falsa “democrazia”, come è falso e corrotto tutto il resto nella nostra “civiltà” del privilegio.

astabada
astabada
25 Ottobre 2011 3:27

Le folle oceaniche sono facili da disperdere con bombe da 500 libbre.

Se Gheddafi fosse stato un pupazzo dell’imperialismo, sarebbe bastato che un presidente di colore dicesse “fatti da parte” e lui si sarebbe dimesso (cfr. Egitto, Tunisia)

geopardy
geopardy
25 Ottobre 2011 4:35

Questo mio intervento non vuole essere pro-Gheddafi, non ho sufficienti elementi per giudicare il suo operato. Preve mi lascia molto titubante con il voler adattare la chiave di lettura marxista a realtà che hanno ben poco a che fare con essa. Quello che voglio analizzare, comunque, riguarda il nostro concetto di democrazia, se per essa si intende la costosissima e corrotta interfaccia tra noi e gli sciacalli economico-finanziari, i cui componenti siamo chiamati a “scegliere” periodicamente nei nostri paesi “illuminati” e attraverso i quali i ricchi sono sempre più ricchi ed il numero dei poveri si sta estremamente dilatando, allora per il mondo non c’è speranza. Oggi come oggi, il solo potere con cui puoi contrastare le rapine territoriali è quello della magistratura, altrimenti fai la fine dei no-tav e di tutti i popoli occidentali che protestano nella più totale indifferenza dei governanti “da loro scelti” (che ironia) se non,addirittura, da essi bastonati, naturalmente, finchè il legislatore, che è sempre rappresentato da quel nucleo clownesco di cui sopra, ce lo vorrà permettere. Lo dico con una certa consapevolezza, essendo impegnato da anni in lotte contro la speculazione ad impatto locale da parte di grossi gruppi di interesse. Siamo sempre più… Leggi tutto »

geopardy
geopardy
25 Ottobre 2011 4:40

Questo mio intervento non vuole essere pro-Gheddafi, non ho sufficienti elementi per giudicare il suo operato. Preve mi lascia molto titubante con il voler adattare la chiave di lettura marxista a realtà che hanno ben poco a che fare con essa. Quello che voglio analizzare, comunque, riguarda il nostro concetto di democrazia, se per essa si intende la costosissima e corrotta interfaccia tra noi e gli sciacalli economico-finanziari, i cui componenti siamo chiamati a “scegliere” periodicamente nei nostri paesi “illuminati” e attraverso i quali i ricchi sono sempre più ricchi ed il numero dei poveri si sta estremamente dilatando, allora per il mondo non c’è speranza. Oggi come oggi, il solo potere con cui puoi contrastare le rapine territoriali è quello della magistratura, altrimenti fai la fine dei no-tav (gloria aloro, comunque) e di tutti i popoli occidentali che protestano nella più totale indifferenza dei governanti “da loro scelti” (che ironia) se non,addirittura, da essi bastonati, naturalmente, finchè il legislatore, che è sempre rappresentato da quel nucleo clownesco di cui sopra, ce lo vorrà permettere. Lo dico con una certa consapevolezza, essendo impegnato da anni in lotte contro la speculazione ad impatto locale da parte di grossi gruppi di interesse.… Leggi tutto »

AlbertoConti
AlbertoConti
25 Ottobre 2011 5:42

Da quel che ho capito io la Libia si spaccherà come la Iugoslavia di Tito, ma qui in Libia il giochino sporco è ancora più evidente. Le tribù riottose della Cirenaica ricca di petrolio sono cadute nella trappola come dei perfetti utili idioti, e il prezzo da pagare sarà salatissimo per tutti i libici “democratizzati” dalle bombe NATO. La morale della favola è che ancora una volta abbiamo svolto il ruolo dei prevaricatori, che non rispettano gli altri tanto quanto non rispettano se stessi. Ci siamo americanizzati e siamo diventati brutta gente. La vedo molto male negli anni a venire, a meno che ci svegliamo dai sogni diventati incubi.

tania
tania
25 Ottobre 2011 5:55

Ma certo , ma ascoltami , è ovvio che il mio “quando non ce n’è più per tutti , il pesce più forte elimina quello più debole” voleva essere una metafora per dare una spiegazione della guerra a Gheddafi : e ora non ce l’ho qui con me , ma ti assicuro che Lenin , in Imperialismo , in uno dei primi capitoli , fa una dettagliata analisi della concentrazione del capitale . Lenin lo fa per spiegare il colonialismo di allora e , ripeto , chi dovrebbe rileggersi Lenin è il professor Preve . L’imperialismo è la fase suprema del capitale , non delle nazioni , che sono semplicemente il suo braccio armato . E oggi soprattutto ; oggi , nell’attuale società liquida , è veramente lampante : Preve , nel 2011 , con migliaia di elementi in più a disposizione , non riesce a vedere quello che Lenin vedeva nel 1916 . Preve non è un anticapitalista , Preve è un antistatunitense . Se fosse invece un anticapitalista , avrebbe visto l’asservimento di Gheddafi ad un capitalismo palesemente guerrafondaio e imperialista . Gheddafi è stato fatto fuori perché non ce n’è più per tutti , non perché fosse… Leggi tutto »

yakoviev
yakoviev
25 Ottobre 2011 7:46

Gheddafi è stato fatto fuori, al contrario di quello che tu dici, proprio perchè non era asservito e perchè non si è voluto asservire fino all’ultimo. A me pare lampante: perchè altrimenti proprio la Libia, e perchè prima la Jugoslavia e poi l’Iraq? Tutti paesi presi a caso?Trovare altre motivazioni, tipo “non ce n’è per tutti” (di cosa? boh!), è un po’ sforzarsi di arrampicarsi sugli specchi. Poi, guarda, il ruolo delle nazioni imperialiste come “braccio armato” dei vari capitalismi è ben evidenziato in Lenin, a partire dalle riflessioni sulle guerre fra stati capitalistici. Non parlava di un “capitale” come un’ entità metafisica sovranazionale, come intendi tu.

tania
tania
25 Ottobre 2011 9:26

Certo , è quello che ho scritto : nazioni come USA o Israele sono il braccio armato , non l’impero . L’impero è formato dagli azionisti delle grandi banche e multinazionali ( ma , per intenderci , molti di questi azionisti appartengono a paesi del cosiddetto terzo mondo ) . Anzi fra un po’ l’impero si servirà , come braccio armato , sempre meno di nazioni e sempre più di agenzie private . E sono le fonti energetiche che “non ci sono più per tutti” . E che Jibril ( in questo momento di fame e contemporanea scarsità di risorse energetiche ) sarà molto più servile , prono e malleabile rispetto a Gheddafi è sicuramente vero ( e sono d’accordo , è per questo che è servita la guerra ) .. Ma non toglie il fatto che Gheddafi , a partire dalla caduta del muro di Berlino e via via sempre più dal 2003 ( dall’assunzione di responsabilità per l’attentato di Lockerbie ) … dicevo , Gheddafi ha iniziato sempre più a servire l’impero , direttamente con lui ( Shell , British Petroleum, ENI , Total , Occidental Petroleum Corp , Conoco-Phillips , Marathon Oil Corp ecc.. ) o indirettamente… Leggi tutto »

alecale
alecale
25 Ottobre 2011 13:50

Ed ecco che i Libici ora saranno veramente liberi, dovranno obbedire sharia !!

Allarmerosso
Allarmerosso
25 Ottobre 2011 17:57

“Gheddafi è stato fatto fuori perché non ce n’è più per tutti , non perché fosse antimperialista .”

Gheddafi è stato fatto fuori perchè
NON DEVE ESSERCENE PER TUTTI,
E NEI MODI CHE NON SIANO I “LORO”

Truman
Staff CDC
27 Ottobre 2011 5:53

Levdtrotzkij: smettila di insultare gli altri utenti. Le regole di Comedonchisciotte valgono anche per te, anche se sei convinto di essere l’unico ad aver capito tutto.

Truman
Staff CDC
27 Ottobre 2011 5:57

Mi spiegheresti dove Preve ed altri

promuovono l’idea che ad una classe o ad un gruppo dominante se ne debba sostituire un altro
?
(Ho lievemente editato la citazione, per orrore grammaticale).