BREVE RISPOSTA A PAOLO BARNARD

BREVE RISPOSTA A PAOLO BARNARD

DI CARLO MATTOGNO

andreacarancini.blogspot.com

Senza intento polemico, ma solo a scopo di chiarimento.

Barnard dichiara in questo Blog che si riferiva a coloro che parlano di “olocaustino”, ma poi coinvolge anche la storiografia revisionistica.

Si stupisce che costoro si accaniscano con l’Olocausto e chiede loro «perché non vi rompete gli occhi a studiare l'evidenze dello sterminio dei pellerossa, degli armeni, degli indios, dei filippini, degli indonesiani, dei congolesi». Domanda più che legittima. Ma forse la risposta non è proprio l’ «odio antisemita». Forse la ragione è più semplicemente quella stessa per la quale neppure lui si occupa di queste vittime, ma ha scelto di occuparsi di quelle israeliane.Rimprovera loro che non vede come possano «credere seriamente che la “leggenda” dell'Olocausto sia stata forgiata dagli ebrei dopo la seconda guerra mondiale». Se per «“leggenda” dell'Olocausto» si intende la sua versione attuale, non c’è dubbio che essa fu forgiata nell’immediato dopoguerra, ma non da Ebrei, bensì dai Vincitori della guerra nei processi-farsa cui sottoposero i Vinti. Il loro compito fu quello di “storicizzare” la propaganda del periodo bellico. La “storiografia” nacque solo più tardi, dall’humus processuale.

Aggiunge (se interpreto correttamente il suo pensiero), che, quand’anche si fosse verificato un Olocausto di “sole” 500.000 vittime, gli Ebrei lo avrebbero usato in ogni caso per ricattare moralmente l’Occidente. Poi spiega che i suoi critici sono «ammalati nell’anima» per il fatto che pensano che «l'opinione pubblica di fronte alla gran scoperta di 1 milione invece che 6 si solleverebbe in indignazione contro l'ebreo falsario». Questa sua insistenza sui numeri è incomprensibile. Barnard sembra prigioniero di una concezione puramente quantitativa della questione.



Un tale ricatto è possibile soltanto perché l’Olocausto è qualitativamente considerato lo sterminio per antonomasia, uno sterminio metafisicamente connotato, diverso da tutti gli altri della storia, uno sterminio talmente immenso che sarebbe offensivo anche solo paragonarlo a uno di questi. E ciò, appunto, per la definizione stessa di Olocausto. E anche per la definizione di Ebreo. Il Talmud di Babilonia (Synhedrin 58b) sentenzia: «Se qualcuno schiaffeggia un Israelita, è come se avesse schiaffeggiato la Divinità». Perciò l’offesa arrecata all’Ebreo è un’offesa infinita. In virtù dell’Olocausto, questo principio è stato fatto proprio dagli Occidentali ed è diventato il fondamento di quel razzismo al contrario per il quale, nel novero dei morti, contano soltanto i “gasati” ebrei e al massimo si può riservare qualche briciola di pietà a zingari e omosessuali; tutti gli altri sono relegati nelle tenebre esteriori, abbandonati al pianto e allo stridor di denti. È anche il principio per il quale gli Israeliani scambiano un solo Ebreo con due o trecento goijm palestinesi.

Perciò la morte di 500.000 Ebrei durante la seconda guerra mondiale, senza Führerbefehl, senza “camere a gas”, senza “campi di sterminio”, avrebbe certamente provocato un ricatto morale, ma forse esso sarebbe stato disdegnato dagli Occidentali. Qui non si parla di ciò che fanno gli Ebrei, ma di ciò che fanno o potrebbero fare gli Occidentali, e un ricatto si può accettare o respingere.
Per quanto riguarda l’altro punto, il problema non è che cosa accadrebbe se si accertasse che le vittime olocaustiche sono “solo” 1 milione invece di 6. Ciò non ha senso, perché presuppone che si tratti comunque di vittime di un Führerbefehl, di “camere a gas” e di “campi di sterminio”.

Se proprio vogliamo parlare di numeri, per chiarire bene la questione, quand’anche la storiografia olocaustica ammettesse una sola vittima per ciascuno dei cosiddetti campi di sterminio, dal punto di vista revisionistico non cambierebbe nulla. Il problema delle camere a gas è indipendente dal numero delle presunte vittime, riguarda la produzione delle prove. Gli “indizi criminali” di Pressac sulle presunte camere a gas di Auschwitz non acquistano maggiore o minore valore a seconda del numero di gasati che ad esse si attribuisce; essi vanno considerati in sé stessi, riportati ed esaminati nel loro contesto storico-tecnico. E ciò vale anche per le testimonianze sulle presunte camere a gas dei campi orientali.

Inversamente, se si accertasse che il Führerbefehl non c’è mai stato, che le “camere a gas” e i “campi di sterminio” non sono mai esististi, e che, di conseguenza, giudici, testimoni e storici al riguardo hanno mentito spudoratamente per decenni, verrebbe meno la definizione stessa di “Olocausto”, indipendentemente dal numero dei morti. In tal caso, forse, l’opinione pubblica si solleverebbe contro questa falsificazione. Quantomeno si chiederebbe perché è stata ingannata.


Infine Barnard afferma che «il parallelo di Mattogno fra la mia denuncia delle menzogne storiche sulla Palestina e quelle presunte sull'Olocausto non sta in piedi. Nel primo caso si nega interamente l'esistenza di un genocidio, nel secondo al peggio lo si è gonfiato, ma genocidio fu. Quindi nel primo caso è vitale dire al pubblico ciò che il pubblico ignora del tutto, nel secondo come ho già detto per il pubblico cambierebbe poco».

Ma io non ho fatto alcun parallelo, ho solo ho esposto considerazioni di carattere metodologico: ho chiesto perché la “storiografia ufficiale” è menzognera quando parla della questione israelo-palestinese e diventa ineccepibilmente veritiera quando parla di olocausto; per quale ragione gli strumenti della critica debbano essere messi in campo per quella ma non valgano più per questo.

Su un punto Barnard ha pienamente ragione: «la storiografia occidentale e i media ad essa asservita ci hanno raccontato sempre e solo menzogne, una colossale e incredibile mole di menzogne, talmente reiterate da divenire realtà per chiunque».
Per chiunque, appunto.



Forse è il caso di precisare che non auspico affatto che Barnard e gli altri ricercatori anticonformisti si aprano al revisionismo. Non era questo l’intento del mio scritto. Lo scopo era invece di mettere in luce la singolare ricettività olocaustica di studiosi che in altri campi di indagine si mostrano capaci di esercitare una critica raffinata. E il mio auspicio è soltanto che trattino l’Olocausto esattamente come trattano i rispettivi temi di indagine.

Molto probabilmente manterrebbero le loro convinzioni, ma almeno sarebbero convinzioni informate, non preformate.

Carlo Mattogno

Fonte: http://andreacarancini.blogspot.com

Link: http://andreacarancini.blogspot.com/2010/01/breve-risposta-paolo-barnard.html

21.01.2010

VEDI ANCHE: "PAOLO BARNARD E IL REVISIONISMO STORICO"

RISPOSTA DI PAOLO BARNARD A CARLO MATTOGNO

Commenti (64)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 20 caricati
    1. pasquino 26 gennaio 2010

      un "goj" per quelli che non lo sapessero è un "non ebreo"... :)
      comunque caro erwin da goj quale sono non stavo dandole del patetico personalmente ma mi riferivo alla discussione.

    1. Erwin 26 gennaio 2010

      Contento lei!
      Pensi per se,ne ha un gran bisogno.
      Può essere che sia patetico,ma nè baro nè falsario.
      I miei educatori non mi hanno insegnato che imbrogliare e derubare un goj è corretto.

    1. pasquino 26 gennaio 2010

      ipotesi più favorevole a me ... :)
      tutto ciò sta diventando ridicolo...
      penso che quei pochi che abbiano seguito questa "discussione" ne abbiano abbastanza per essersi fatti un'idea sul metodo che lei ha per tentare pateticamente di mantenerla viva.

    1. Erwin 26 gennaio 2010

      Nella ipotesi più favorevole,a lei,lei sbaglia.
      Due pretesi testimoni oculari avrebbero disegnato il Krema IV o V con un solo camino?
      I Krema IV e V avevano 2 camini ciascuno,1 x ogni forno a 4 muffole.

      "Giustamente loro hanno segnato I e II,intendendo i Krema II e III , in quanto solo quelli avevano 1 solo camino.

    1. pasquino 26 gennaio 2010

      prima di tutto il disegno esposto si riferisce ai crematori 4 e 5 di birkenau. lo schizzo è infatti conforme alle loro caratteristiche strutturali e di funzionamento. risulta assai singolare che lei riporti come paragone la foto della sala dei forni dei crematori 2 e 3. inoltre il disegno contiene il ricorrente errore dell'indicare i crematori 2 e 3 di birkenau come "crematorio 1 e 2"... nello schizzo di vrba vengono piuttosto indicati come "Type I e type II": indicazione questa che pare essere completamente scollegata dalla numerazione ufficiale del campo. inoltre vi si indica chiaramente "ground plane": particolare che esclude la possibilità che ad essere schematizzati siano i crematori 2 e 3. questo la dice lunga (nuovamente) sui metodi d'analisi negazionisti. tanto per citare ancora una volta van pelt, a lei così caro, ecco cosa scrive in merito al rapporto vrba: "The description of the crematoria in the War Refugee Board report contains errors, but given the conditions under which information was obtained, the lack of architectural training of Vrba and Wetzlar, and the situation in which the report was compiled, one would become suspicious if it did not contain errors."

    1. pasquino 26 gennaio 2010

      prima di tutto il disegno esposto si riferisce ai crematori 4 e 5 di birkenau. lo schizzo è infatti conforme alle loro caratteristiche strutturali e di funzionamento. risulta assai singolare che lei riporti come paragone la foto della sala dei forni dei crematori 2 e 3.
      inoltre il disegno contiene il ricorrente errore dell'indicare i crematori 2 e 3 di birkenau come "crematorio 1 e 2"... nello schizzo di vrba vengono piuttosto indicati come "Type I e type II": indicazione questa che pare essere completamente scollegata dalla numerazione ufficiale del campo. inoltre vi si indica chiaramente "ground plane": particolare che esclude la possibilità che ad essere schematizzati siano i crematori 2 e 3.
      questo la dice lunga (nuovamente) sui metodi d'analisi negazionisti. tanto per citare ancora una volta van pelt, a lei così caro, ecco cosa scrive in merito al rapporto vrba: "The description of the crematoria in the War Refugee Board report contains errors, but given the conditions under which information was obtained, the lack of architectural training of Vrba and Wetzlar, and the situation in which the report was compiled, one would become suspicious if it did not contain errors."

    1. Erwin 26 gennaio 2010

      C'è chi i disegni li ha fatti,dopo essere "evasi" da Birkenau:

      http://www.holocaustresearchproject.org/othercamps/images/vrba%20sketch%20of%20the%20crematorium.png

      oppure qui
      http://www.codoh.com/graphics3/vrba3.jpg ,

      tali Due Ebrei slovacchi, Rudolf Vrba e Fred Wetzler.
      Come si vede la ciminiera è al centro dei forni.

      La disposizione originale è questa (5 forni a 3 muffole in linea e coiminiera esterna:

      http://img84.imageshack.us/img84/6420/furnace3gy.jpg

      Quindi non è che mancasse il materiale o il tempo,è mancato il "soggiorno"!

    1. Erwin 26 gennaio 2010

      Di Salmen Gradowski, che sarebbe stato deportato a Birkenau nel dicembre 1942, non esiste nessun documento d'archivio che dimostri sia stato realmente deportato a Birkenau.

    1. pasquino 26 gennaio 2010

      insomma è chiaro che come ai sedicenti boia-ingegneri reclutati dai neonazisti occidentali possa sembrare strano che rudolf hoess non abbia chiesto o si sia informato dagli americani in pieno conflitto mondiale su come gassare migliaia di persone, allo stesso modo i lavoratori ebrei dei crematori, in un contesto del genere, avrebbero dovuto aver tempo, possibilità e mezzi di mettersi con riga e squadra a disegnare le piante e i meccanismi delle camere a gas e dei forni, per poi anche dilettarsi nello stilare l'inventario delle scorte di gas utilizzato per conto delle SS... mi chiedo se questo non è un affronto all'intelligenza.

    1. pasquino 26 gennaio 2010

      per avere un'idea del "metodo storiografico" revisionazista basta verificare come secondo questi ultimi verrebbero "smontati" gli scritti sotterrati dai membri del sonderkommando di birkenau e ritrovati tra il 1945 e il 1980 nei pressi dei crematori: manoscritti di salmen gradowski, salmen lewental, lejb langfus, haim herman, marcel nadsari. sarebbe sufficiente aver letto questo tipo di testimonianze e poi passare alla lettura delle tesi della "macchina demolitrice" revisionazista per aver chiara così la portata dell'inconsistente e fraudolenta "revisione" storica avanzata da certi "esperti" internazionali: dove non si può dimostrare la falsità del documento si tenta di ridimensionarne l'importanza. infatti dai trattati di carlo mattogno si apprende a riguardo: "La cosa che più colpisce in essi è una stonatura radicale che appare in tutti indistintamente: questi documenti sarebbero stati redatti da membri del Sonderkommando per la storia, per informare il mondo degli orrori della "fabbrica della morte" di Birkenau; ora, che cosa contengono questi documenti? Piante dei crematori e delle camere a gas? Descrizione della struttura e del funzionamento delle camere a gas? Descrizione della struttura e del funzionamento dei forni crematori? Liste numeriche dei barattoli di Zyklon B usati per le gasazioni? Liste dei convogli di Ebrei gasati? Liste numeriche delle persone gasate? Liste numeriche dei cadaveri cremati? Liste nominative dei membri del Sonderkommando? Liste nominative del personale SS dei crematori?
      Niente di tutto questo. Le informazioni sulle camere a gas e le gasazioni sono in essi talmente scarne e vaghe che non solo non apportano conoscenze nuove al riguardo, ma, senza le conoscenze già acquisite sulle presunte gasazioni omicide, risulterebbero addirittura incomprensibili: per fare un esempio, nei manoscritti non viene mai nominato né lo Zyklon B né l'acido cianidrico! Inoltre in essi non viene neppure detto esplicitamente che le presunte camere a gas omicide -- che sono chiamate genericamente "bunker" -- si trovavano all'interno dei crematori!
      Nei manoscritti del Sonderkommando la storia dello sterminio appare come uno sfondo sbiadito davanti al quale sfilano i racconti edificanti di una puerile haggadah olocaustica."

    1. Erwin 26 gennaio 2010

      Singolare che si debba salvare ciò che torna utile e buttare ciò che non è utile!

      Come nella "confessione"di Hoess!

      Scriva a Christopher R. Browning.
      Lui ha scritto quello che ho riportato,non io.

    1. rosmer 26 gennaio 2010

      Aggiungo che fare leva sulle imprecisioni o eventuali inesattezze nei resoconti di Eichmann, come è naturale per chi ricorda avvenimenti passati, per cercare di negare il contenuto fondamentale della testimonianza, ovvero l'innegabilità delle dimensioni dell'olocausto, mi pare una tale dimostrazione di malafede, che m'indigna.
      Così come utilizzare le parole di Eichmann o Hoess durante i processi, senza le giuste contestualizzazioni.
      Mi chiedo veramente cosa ci sia dietro queste infami operazioni revisionistiche.

    1. rosmer 26 gennaio 2010

      1. i cosiddetti Memoriali Sassen non sono stati redatti per autogiustificazione ma al contrario per rivendicare le proprie azioni. Tanto è vero che al processo di Gerusalemme sono stati oggetto di conflitto tra l'accusa che voleva utilizzarli contro Eichmann e la difesa che li confutava proprio sapendo la loro pericolosità per lo stesso. La citazione vale forse solo per il memoriale di Eichmann scritto a Gerusalemme o per i verbali del processo, quelli sì evidentemente interessati.
      2. sto citando gli originali dei memoriali e non due righe estrapolate da un libro. Ridicola l'affermazione che Eichmann "desiderasse ricordare" di aver sterminato milioni di ebrei.
      3.su molte cose Eichmann poteva ricordare in modo impreciso, ma non sui numeri. Questo è evidente per chiunque sappia minimamente di cosa stiamo parlando.
      4. per le cifre: basta ricordare che solo nel marzo/aprile 44 Eichmann spedisce 400.000 ebrei ungheresi alle camere a gas. Quasi tutti in treno e alcune decine di migliaia a piedi! Sono numeri inconfutabili data la mole di documenti esistente.

    1. Erwin 26 gennaio 2010

      Christopher R. Browning è professore di storia all’Università della Carolina del Nord—Chapel Hill.
      Autore di numerosi libri e articoli sul nazismo e sul destino degli ebrei durante la seconda guerra mondiale, è largamente considerato un grande esperto della Soluzione Finale, la presunta politica nazista di sterminio degli ebrei europei.

      Browning fu il perito più importante del governo canadese nel processo sull’Olocausto del 1988 a Toronto.


      A proposito delle “confessioni” di Eichmann ha scritto:

      “Come ogni dettagliata testimonianza oculare fornita dopo così tanti anni, i vari resoconti di Eichmann differiscono l’uno dall’altro e non sono privi di sconcertanti contraddizioni rispetto ad altre fonti”, p. 363.

      Non so forse che la testimonianza di Eichmann è un’inutile accozzaglia da un lato di memorie fallaci e dall’altro di menzogne calcolate per la propria difesa processuale e per la propria auto-giustificazione?

      Da essa non possiamo apprendere nulla di valido su quello che è davvero successo durante la guerra, ma solo sullo stato d’animo di Eichmann dopo la guerra. Questi sono documenti che rivelano quello che Eichmann desiderava ricordare, non quello che fece [pp. 4-5]”


      “In entrambi i resoconti forniti prima della cattura, le datazioni di Eichmann sono vaghe.
      Inoltre, le affermazioni che le gasazioni stavano già avvenendo in questo primo campo, o che tale campo era Majdanek, sono contrarie a quello che sappiamo da altre fonti.
      Le testimonianze prima della cattura, in breve, non sono di aiuto né allo storico né alla credibilità di Eichmann [p. 23]”


      “specialmente la testimonianza di Hoess [ex comandante del campo di Auschwitz] e anche, fino a un certo punto, di Eichmann, sono confuse, contraddittorie, interessate e non credibili”, p. 544, nota 169..


      Tutte le citazioni provengono da:

      Fonte:Christopher Browning, The Origins of the Final Solution: The Evolution of Nazi Jewish Policy, September 1939-March 1942, Università del Nebraska e Yad Vashem, 2004.

    1. rosmer 25 gennaio 2010

      A confutare in modo definitivo e indiscutibile le infami tesi dei revisionisti, esistono documenti autografi e registrazioni magnetofoniche di Adolf Eichmann che tra il 57 e il 59, a Buenos Aires, detta le sue memorie a Willem Sassen. In questi documenti, concepiti a detta stessa di Eichmann per affermare la verità davanti al mondo e in un contesto nel quale egli non immaginava certo di venire scoperto dai servizi segreti israeliani e di finire al processo di Gerusalemme, egli rivendica il numero di ebrei da lui inviato ai campi di concentramento (i famosi 6 milioni) rammaricandosi di non essere riuscito ad ucciderne 10, come da lui preventivato. Descrive inoltre in modo dettagliato l'orgine della Soluzione Finale, modalità, cifre e circostanze. Per chi non lo sapesse Eichmann era il principale artefice e architetto di tutta la logistica e organizzazione dell'operazione di sterminio, al punto che Himmler lo chiamava "il maestro". Qualunque tentativo di disconoscere questa verità è a mio parere assimilabile ad una apologia di reato.

    1. cesare52 25 gennaio 2010

      @Serafino. Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. Ma ritengo più efficace un proverbio Navajo "Non si può svegliare chi fa finta di dormire" Mi pare particolarmente adatto al suo caso. Lei si lamenta che non si risponda al signor Erwin. A cosa si dovrebbe rispondere? Egli sostiene con veemenza che al processo di Toronto contro Ernst Zuendel l'avv.difensore mise alle strette l'accusa e che la pietra tombale sulla tesi dell'esistenza delle camere a gas fu la perizia dell'ingegnere Fred Leucher. Procediamo con ordine Fred Leucher fu provato in tribunale che non era un ingegnere anzi era poco più di un analfabeta. Il processo si concluse con la piena condanna di Ernst Zuendel con un giudizio infamante a suo carico "quello di propagandare tesi razziali ed eswsere particolarmente percoloso perchè capo dell'alleanza della supremazia ariana" ed infatti è ancora in prigione. Non so qunte volte anche da me personalmente, al Sig. Erwin questo è stato ricordato. Credo 15 volte. Poi ci ho rinunciato. Da quello orecchio lui non ci sente proprio. E se vogliamo dirla tutta: il Sig. Erwin personalmente non dice di sua sponte nulla, lui si limita a fare un copiaincolla delle tesi di nazisti tedeschi e di tutto il Mondo, ora si verifica il fatto che per queste tesi loro si son fatti anni di galera perchè perseguiti nel loro paese e condannati. Il sig. erwin invece usuffruendo della particolarita italiana lo può fare quasi impunemente, però rimane il fatto che quello che dice, anzi riporta, ha avuto il vaglio di un tribunale ed è stato riconosciuto falso anzi di incitamento all'odio razziale e chi lo affermato viene condannato puntualmente ad anni di galera. Anche questo gli è stato ricordato più volte. Questo per quanto riguarda la sua affermazione che non si risponde alle tesi di qualcuno. E mi consenta, a me fa particolarmente ridere che chi è nazista e fonda la sua ideologia sulla discriminazione e sulla esclusione sociale poi si lamenti ed invochi la democrazia perchè quelli che se comandasse lui e la sua aberrante ideologia lui li manderebbe in un lager in cui l'unica speranza sarebbe quella di non crepare di fame e stenti non collaborano nè gli danno spazio. Mi scuserà se uno come me un comunista che viene subito dopo l'ebreo nell'ordine di entrata in un futuro lager non collaboro. Una ultima cosa. Non si lamenti "della giustizia dei vincitori" lei che mi pare della stessa parrocchia del sig.erwin può, certo subdolamente e molto coperto, parlare e discutere con il cuore alle Waffen-SS, se avessero vinto i suoi uno come me no di certo. Questo le dovevo. E smetta di piagnucolare sulla "giustizia sommaria" , c'è anche troppa corda che vi viene data, non quella che hanno ricevuto i gerarchi nazisti a Norimberga, purtroppo.

    1. Erwin 25 gennaio 2010

      Se i "lettori decenti" di Barnard si accontentano delle sue risposte, c'è solo da compatirli.

    1. Serafino 24 gennaio 2010

      Il suo è il classico banale metodo di chi non ha niente da dire ma ha voglia ugualmente di schierarsi. Per quanto mi riguarda, il sig.Erwin potrebbe anche scrivere da dietro le sbarre e lei essere un suo compagno di cella, dal momento che per coerenza (visto che all'iscrizione non mi è stata richiesta alcuna fedina penale e penso nemmeno ad altri) mi limito a QUELLO che una persona dice e non ho la pretesa di valutare CHI la persona sia. Questo "piacere" lo lascio volentieri ai glorificatori delle giustizie sommarie e di quelle dei vincitori, nonché a chi come lei non ha alcuna intenzione di un confronto ma solo voglia di prepotere

    1. Aldebaran 24 gennaio 2010

      E dopo tutta questa inutile discussione, qual'è la conclusione? Che il nazismo non tornerà MAI PIU', quindi di cosa stiamo parlando? Di cose inutili, appunto.

    1. Erwin 24 gennaio 2010

      Dice BarnardP

      "Ricordo all'autore che io sugli altri olocausti ci ho scritto un intero libro pubblicato da Rizzoli che mi è costato anni di lavoro e forse anche la carriera. Poi mi sono occupato anche del genocidio dei palestinesi. La morale deve essere a 360 gradi. Il resto delle argomentazioni dell'articolo è inconsistente.
      Il revisionismo scientifico è di scarso interesse, quello popolano è vomitevole.
      Non comprendo i motivi per cui CDC pubblichi contributi di questo livello. Per i lettori decenti, la maggioranza, consiglio di leggere
      The Destruction of the European Jews di Raul Hilberg,
      la massima autorità di sempre sull'Olocausto, e per nulla amico degli israeliani. B."

      Perché cita il libro di Hilberg in inglese?
      I suoi "lettori decenti" sono tutti anglofoni?
      O forse non sa neppure che esiste una edizione italiana (che probabilmente non ha mai visto, al pari di quella inglese)?

      Su questo libro di hilberg , può trovare tutta la potenza demolitrice della ricerca revisionista al seguente link:

      http://vho.org/aaargh/fran/livres8/CMhilberg.pdf

      sempre ad opera,come ho già segnalato, di tale Carlo Mattogno.

Visualizzati 20 di 64 commenti approvati.