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BOND IN DOLLARI ? SI, COME NO


VALERIO LO MONACO
ilribelle.com

Fantastico. Degno da Banda degli Onesti. Anzi, sicuramente meno. Tremonti sta pensando a emettere Bond a cinque anni. In Dollari. Già sentita la puzza? Allora siete un passo avanti a molti italiani. Sicuramente anni luce rispetto al nostro Ministro.

Per tutti gli altri, piccolo riassunto della situazione.

Quando uno Stato finisce i soldi (per pagare i dipendenti pubblici e un milione di altre cose) allora emette dei Buoni del Tesoro. La cosa funziona, sinteticamente, così. Con periodicità ormai conclamata, lo Stato italiano – visto che non solo ha finito i soldi da un pezzo, ma anzi viaggia costantemente in deficit (per intenderci, non riesce neanche a pagare gli interessi sui debiti: roba che una azienda normale avrebbe portato i libri in Tribunale da un pezzo) – emette delle cambiali, con differente durata. Naturalmente non le chiama cambiali, ma Buoni del Tesoro, Titoli di Stato o cose del genere, così, tanto per farle suonare meglio. I cittadini (ma anche gli stranieri) che decidono di acquistare questi “pagherò”, versano allo Stato un tot (in moneta sonante) mentre lo Stato gli rende un pezzo di carta – appunto: una cambiale – con la quale si impegna, alla scadenza, a ridare indietro il denaro “investito” dal cittadino oltre a un certo interesse. Attualmente, intorno all’1%. Il cittadino, alla fine – naturalmente se nel frattempo lo Stato non è fallito – incassa il denaro versato più l’1% promesso.

Per quelli che pensano che la cosa sia un affare, tutto ok, si direbbe. Malgrado l’alta possibilità di default del nostro Stato (che molti si ostinano ancora a non far entrare nel novero delle possibilità), malgrado il fatto che con l’imminente inflazione galoppante (vista l’attività tipografica di Bce e soprattutto Fed nello stampare banconote e nel mandarle in giro senza controvalore) l’1% potrebbe essere veramente una miseria, oggi Tremonti si lancia in una operazione ulteriore, stile Madoff: decide di emettere Bond in Dollari. A cinque anni.

Proprio così: si acquistano titoli di Stato in Dollari, ovviamente acquistati al prezzo corrente del Dollaro e prestati allo Stato, e tra cinque anni si rivedrà indietro il proprio gruzzoletto oltre all’interesse. Sempre in Dollari e – dopo – essere stati riconvertiti in Euro. Ancora nessun odore?

Andiamo avanti. Siamo alla fine, niente paura.

Poniamo che oggi si decidesse di acquistare 100 Euro di Dollari: al tasso corrente (1,413) ci verrebbero consegnati 141 dollari e qualcosina. E poniamo che il Bond venduto dal nostro Totò sia al tasso del 3%. Alla fine dei cinque anni, lo Stato ci darà indietro 141 dollari più il 3%, ovvero 4,23 dollari in più. Ora, 141 più 4.23, ci troveremo in tasca ben 145.23 Dollari. Con i quali naturalmente possiamo soffiarci il naso, finché non li riconvertiamo in Euro. A questo punto lo Stato penserà per noi a riconvertirli in Euro, ergo andrà ad acquistare Euro pagando 145.23 Dollari, che è quanto ci spetta. 

Naturalmente – ecco il punto – li acquisterà, alla scadenza, ovvero tra cinque anni, al tasso di allora. Non al tasso corrente con il quale abbiamo acquistato Dollari oggi. Se il Dollaro, tra cinque anni, varrà molto, avremo fatto un affare, riceveremo indietro molti più euro di quanti ne abbiamo versati oggi. Esempio: un Dollaro (tra cinque anni) con tasso di cambio uguale a oggi, ci farebbe tornare nelle tasche, interesse incluso, quasi 103 euro. E avremmo guadagnato. Effettivamente quanto – ovvero quanto varranno 103 Euro – naturalmente, lo sapremo solo tra cinque anni.

Dunque la prima domanda, già (quasi) risolutiva: quanto varranno 103 euro tra cinque anni?

E ora, “per i più abili e allenati”, domandone finale, definitivo: vista la politica monetaria della Fed (stampa di banconote senza copertura aurea reale, e soprattutto senza specificare la quantità di banconote immesse sul mercato), vista la fine che stanno facendo i Titoli di Stato Usa (la Cina, maggior possessore mondiale, se ne sta disfacendo comperando oro, visto che puzza di bruciato – ovvero di default Usa – l’ha già annusata da un pezzo), visto lo stato della crisi in Usa (e le riserve auree che gli Stati Uniti dovranno vendere per continuare a finanziare i vari pantani, tipo Iraq e Afghanistan), ebbene, quanto varrà il Dollaro Usa tra cinque anni? Sarà debole o forte?

Poniamo il caso che – come chiunque dotato di buon senso capisce da sé – il Dollaro Usa tra cinque anni sarà scambiato non a 1,413 come oggi ma a 1,7, o a 2 euro, cosa accadrebbe? Lo Stato andrà ad acquistare tanti più Euro possibili con i nostri 145,23 Dollari accumulati, e con un cambio anche solo a 1,7, ci torneranno in tasca la bellezza di… 85 Euro. Dunque avremo perso il 15% da questo affarone targato Italia.

Fantastico, dicevamo, vero?

Ebbene, Tremonti è il “nostro” Ministro. E fa, ovviamente, il bene dello Stato. A spese di chi? Dei cittadini, naturalmente. Ma non sono i cittadini, lo Stato?

Valerio Lo Monaco
Fonte: www.ilribelle.com”
26.01.2010

Per gentile concessione de “La Voce del Ribelle”

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Pubblicato da Davide

  • amensa

    hai solo fatto un errore!
    il tasso di interesse normalmente è definito PER ANNO, quindi il 3% annuo per 5 anni, (come interesse semplice e non composto) farebbe un 15 %.

    però dimentichi che una emissione denominata in dollari, darebbe una piccola mano agli USA un po in difficoltà a piazzare la massa crescente di dollari freschi di stampa!

  • Tonguessy

    “Titoli di Stato Usa: la Cina, maggior possessore mondiale, se ne sta disfacendo comperando oro, visto che puzza di bruciato”
    Puzza di bruciato l’oro, data la coniugazione (sennò sarebbe “visto che puzzano di bruciato”)?
    Pare che l’oro al tungsteno made in USA usato per ripagare i titoli di stato in mano ai cinesi non sia una soluzione. Se ne sono accorti i banchieri di Hong Kong recentemente
    http://www.appelloalpopolo.it/?p=1031

  • A_M_Z

    Che sia un rischio è evidente però c’è da considerare che tra 5 anni non sappiamo quanto varrà il dollaro.

    Per quanto ne sappiamo potrebbe valere anche 0,5 €
    Se la crisi economica si ferma e tra 3 anni vi sarà un nuovo boom?
    Se gli USA dichiarano guerra a tutto il mondo e la loro economia si riprende?

    Chi investe in borsa sa benissimo i rischi e le opportunità che si corrono e una nuova legislatura sul brokeraggio introduce il divieto di vendere a chi non ha conoscenze specifiche.

    Comunque è assurdo che qualcun acquisti titoli di stato in un’altra moneta…
    c’è la borsa per scambiare moneta e perdere soldi che è pure più veloce.

    Inoltre mi è venuto in mente che nessuno punta la pistola alla testa per fare acquistare i titoli di stato e quindi basta non comprarli.

  • rosacroce

    l’articolo parte dalla convinzione che la bce non faccia quello
    che fa la fed:
    è SOLO UN PIA ILLUSIONE PER MENTI DEBOLI.
    ANDRANNO GIU’ DI BRUTTO FRA 5 ANNI SIA IL DOLLARO CHE L’EURO. QUESTO è IL FUTURO,UNA è CARTA IGIENICA VERDE L’ALTRA GRIGINA
    .MA SEMPRE CARTA DA CESSO è.

  • caps

    non sono cambiali o pagherò…..si tratta di obbligazioni…se vogliamo esemplificare…

  • Pai

    Brutta copia di altri articoli presenti in rete (segnalo quello di finanzainchiaro.it che e’ sicuramente meno sgangherato di questo), ma la notizia (allucinante) e’ vera (vedere ANSA).
    L’autore qui non capisce che lo Stato siamo noi tutti mentre i compratori del debito sono 50% italiani e 50% stranieri, quindi se e’ vero che il dollaro crollerà allora avremo solo da guadagnarci. Lo scandalo sta nel fatto che nessuno ha la certezza del se e quando il dollaro crollerà. Il fatto che un amministratore dei nostri soldi faccia operazioni così speculative e’ perlomeno strano…
    Aggiungo poi che il dollaro potrà crollare solo se si interromperà il flusso di petroldollari che tengono alta la domanda della valuta. Questo ovviamente potrà avvenire solo se finisce il petrolio o se si smetterà di comprare il petrolio in dollari.

  • steppenwolf

    Qualche precisazione:
    più che scopiazzato su internet, si tratta di una notizia di agenzia (alla quale il mio giornale è abbonato). Dunque l’argomento è di dominio pubblico. Ne hanno parlato in molti, moltissimi. Per fortuna, aggiungo.

    Indi:
    sì, la Bce è pari alla Fed: e sempre di carta straccia si tratta

    indi:
    sì, confermo, il cerino in mano rimane a chi sottoscrive il bond (altro che 50 e 50). Lo capirebbe anche un bambino: io sottoscrivo la cosa, io lo prendo in quel posto

    indi:
    tutti i se, se, se… insomma, chi offre di più? La cosa è di una semplicità disarmante: si deve credere nel dollaro (sic) oppure ci si troverà in mano carta straccia.

    indi:
    la cosa più importante, dirimente, è la seguente: Tremonti ci vende il dollaro. Ora, se sa (e lo sa) che il dollaro sta finendo, allora ci sta rifilando una bella sòla. Se non lo sa, la cosa è ancora peggio, perché significa che è un incapace. (in tutto il mondo lo sanno, che il dollaro non terrà. Cina in primis, che ne ha i forzieri pieni, e infatti li sta svuotando)

    ciao,
    vlm

  • vic

    Eccoci finiti nel laboratorio finanziario di un ministro delle finanze di domani, il giovane Quattrocolline. Sentiamo cos’ha da dirci.

    V: Ciao piccolo, a cosa stai giocando?
    Toto’ Quattrocolline: Ciao, conosci i buoni geoglob?
    V: No, spiegameli.
    T4C: La moneta del futuro la conosci, almeno quella?
    V: Si’, un secchiello di latte varra’ sempre un secchiello di latte.
    T4C: Sei proprio un Matusalemme. Allarga le tue vedute mungiformi.
    V: Lo faccio gia’, spalmo miele sul pane a colazione!
    T4C (mi fissa dritto negli occhi): Il geoglob, parlo di quello!
    V: Che e’? Un terremoto indotto?
    T4C: Se preferisci vederla da quel punto di vista, sara’ un terremoto finanziario.
    V: Che noia, che barba, un altro!
    T4C (ha bei occhi color indaco): Sara’ la moneta globale di domani, il geoglob.
    V: Strano, non ne ho mai sentito parlare, essi’ che ogni tanto curioso nei blog geo.
    T4C: Concentrati, stiamo parlando dei buoni geoglob.
    V: Occhei, dimmi.
    T4C: Quando saro’ superstraministro delle finanze ..
    V: Complimenti!
    T4C: .. risolvero’ tutti i problemi finanziari della penisola
    V: Guarda che come slogan lo usava gia’ il padre di Matusalemme!
    T4C: Ascoltami! Emettero’ Buoni Buonissimi del Tesoruccio (che sono poi io).
    V: Dimmi tesoruccio, ci sono altri dettagli?
    T4C: Certamente, a te spiego tutto: in primo luogo i Buoni Buonissimi saranno emessi in deliziose sfoglie di pastafrolla.
    V: Uhm uhm, mi stuzzichi un punto debole.
    T4C: E’ un trucco che m’ha insegnato la nonna: prendere i nipotini per la gola! Poi per il governo ci sarebbe un enorme vantaggio.
    V: Cioe’?
    T4C: Se la pastafrolla e’ buona, proveremo a spalmarci sopra marmellate deliziose all’uopo, insomma andra’ a finire che molti morti di fame o supergolosi si mangeranno i Buoni Buonissimi e cosi’ ..
    V: .. cosi’ il governo non dovra’ piu’ restituire un bel nulla.
    T4C: Hai mangiato la foglia!
    V: Fa’ bene alla digestione l’insalata.
    T4C: Non mi chiedi l’essenziale?
    V: ?
    T4C:In cosa saranno denominati i Buoni Buonissimi.
    V: Va bene, te lo chiedo: in cosa saranno denominati?
    T4C: Lo sai gia’!
    V: Casco dalle nuvole. Dimmelo!
    T4C: I buoni Buonissimi del Tesoruccio (che sarei poi io) saranno denominati in geoglob.
    V: La moneta unica globale del futuro!
    T4C: Vedi che lo sapevi!
    V: Grazie dell’illuminazione, prometti bene come superstraministro.
    T4C (fa una piroetta): Sono dotato, hai visto!
    V: L’Italia ha sempre avuto governanti ben dotati. Ciao, fai il bravo.
    T4C: Ciao, sempre.

    Ciao, fate i/le bravi/e

  • AlbertoConti

    “per intenderci, non riesce neanche a pagare gli interessi sui debiti: roba che una azienda normale avrebbe portato i libri in Tribunale da un pezzo” questa considerazione, da sola, sia pure tra parentesi e fuori tema, fa perdonare gli errori di calcolo e tutto il resto. Lo Stato, sia che sia dei cittadini, sia che sia occupato dalla banda bassotti, non è un’azienda normale, proprio perchè non può fallire. Non può fallire perchè se fallisce lo Stato non c’è privato che lo possa sostituire nella realtà socio-economica del paese, per definizione di Stato Repubblicano.
    Non potendo fallire diventa facile preda, o strumento se preferite, per tutti i bancarottieri e i ladri di varia natura, che pur se minoranza numerica non mancano mai, e possono benissimo essere, e continuare ad essere, maggioranza economica, maggioranza di potere: mediatico, sanitario, politico, ecc. ecc. La truffa preferita dal bancarottiere è lo schema di Ponzi, potenziato dalla confusione dei ruoli, tipicamente il socializzare costi e perdite e privatizzare gli utili. Ma lo schema di Ponzi è come la bugia di Pinocchio, naso lungo ma gambe corte. Queste gambe corte hanno già percorso 66 anni di storia “occidentale”, adesso però non ce la fanno più, e il tradimento monetario di Obama, l’ultimo fuoco d’artificio, sembra più che altro il botto conclusivo di questo non breve spettacolo. Te pareva che il furbetto nostrano, il pierino-tremonti, non ne approfittasse per nascondere le sue “marachelle”?

  • Pai

    La notizia era: lo Stato italiano emetterà bond in dollari. Non credo invece che le notizie d’agenzia si mettano a fare degli esempi (i tuoi con qualche errore, mentre quelli di finanzainchiaro.it erano corretti). Comunque e’ vero che non posso accusarti di una cosa di cui non sono certo e quindi ti chiedo scusa.
    Pero’ ti contesto il ragionamento. Il compito di Tremonti e’ quello di strappare le migliori condizioni per lo Stato, non quello di far guadagnare dei bei sodi agli investitori che sono 50 italiani e 50 stranieri. Quindi anche se ci rifilasse delle sole starebbe solo facendo (bene) il suo mestiere.
    Io lo scandalo lo vedo invece nel fatto che un’istituzione come lo Stato italiano non può e non deve correre dei rischi (vedi le regioni e i derivati).
    Aggiungo pero’ che l’iniziativa, in questo periodo di vacche magre, potrebbe anche servire per trovare più facilmente dei compratori che non vogliono esporsi in euro, ma in dollari. Ad esempio, un americano se compra titoli in euro si espone al rischio di cambio, mentre se compra dollari no e anche se il dollaro crollasse i suoi risparmi non verrebbero toccati.
    Concludo dicendo che forse stiamo parlando del nulla visto che esistono strumenti per non accollrsi il rischio di cambio e noi non possiamo sapere se Tremonti ne vorrà fare uso…

  • remox

    Questo è un esempio di scarsa informazione su una notizia vera a metà. Il bond emesso è stato specificatamente richiesto dalla controparte in dollari mentre per lo Stato Italiano rimarrà in euro. In soldoni la controparte ha proposto all’Italia un simile bond aspettandosi un rafforzamento del dollaro sull’euro. Allo Stato non cambierà nulla in quanto secondo contratto pagherà in euro. Il rischio è della sola controparte.

  • Xeno

    I tempi sono cambiati:non sappiamo cosa succederà fra un anno figurati tra cinque.
    Il punto è semmai perchè questa proposta di 3monti?

  • Pai

    Fonte?

  • remox

    Insider di banca. Ne parlavo proprio ieri.

  • GMRiccardelli

    articolo inutile.

    è EVIDENTE che una eurobbligazione sarebbe rivolta quasi esclusivamente al mercato estero. quale idiota in italia si accollerebbe pure il rischio di cambio?