BANCHE E DENARO

Come Don Chisciotte - Informazione indipendente dal 2003

Riceviamo e volentieri pubblichiamo


DI ANDREA MENSA


Con questo mio vorrei porre rimedio ad una carenza riscontrata sui vari mezzi di informazione, in quanto si trovano o informazioni molto dettagliate a livello universitario, o articoli su singoli aspetti che però mancano di creare quel quadro complessivo che permetta di inquadrare poi i vari dettagli.

Cercherò quindi qui, di descrivere tale quadro complessivo, sfrondandolo dei particolari inutili alla comprensione del funzionamento di base.

Ad aggiungere dettagli c’è tempo dopo.

Prendo quindi come base della trattazione l’aggregato monetario M1, definito come la quantità di supporto monetario immediatamente spendibile, ovvero la somma del circolante (banconote e monete) più conti correnti e conti postali. Da esso occorre detrarre tutte le banconote che si trovano all’interno delle banche commerciali, ovvero le banconote versate.
È già molto importante capire il perché di questa eccezione.
Se andate a chiedere un prestito alla banca e questa ve lo concede, attuerà tale operazione consegnandovi pacchi di banconote ma più probabilmente accreditando la cifra sul vostro conto.

Faccio notare che ricevere il pacco di banconote e ricevere l’accredito è per voi esattamente la stessa cosa, pur richiedendo la prima operazione l’esistenza delle banconote stesse, mentre nel secondo caso, che esistano le banconote o no, per voi è irrilevante.

A tutti gli effetti il pacco di banconote equivale a quel numero sommato sul vostro conto.

E quella cifra fa parte di M1 dal momento che entra nella vostra disponibilità, sia in una forma sia nell’altra.

Pensate di aver ricevuto le banconote, ed ora di depositarle sul conto.
Esisteva quella cifra in banconote e, dopo il versamento la stessa cifra esiste sul conto, ma se le banconote versate continuassero ad esser conteggiate, M1 avrebbe visto raddoppiare la cifra, come banconote e ANCHE come conto.

Faccio notare come abbiamo visto, che banconote o importo sul conto, siano due modi alternativi ed equivalenti di disporre di una quantità di denaro.

Pertanto non farò distinzione, per ora tra conti e banconote, chiamandolo semplicemente denaro.

Ed ora passiamo al sistema bancario.

NON tutto il denaro all’interno di una banca fa parte di M1, altrimenti con cosa una banca pagherebbe i suoi dipendenti ? e le fatture di luce, riscaldamento affitto locali, ecc…. ?

La banca commerciale (tanto per intenderci quella che tutti conosciamo, e dove facciamo prelievi, versamenti, paghiamo bollette, ecc…, che quindi ha rapporti con il pubblico ed opera la raccolta e gestione del denaro), la dobbiamo considerare divisa in due parti separate con mansioni e obiettivi ben distinti almeno contabilmente.

Una sezione simile ad una qualsiasi società, con personale, uffici, bollette da pagare, entrate e spese, ed un’altra sezione che gestisce il rapporto con il pubblico, riceve versamenti, fa i prelievi, concede prestiti e li riscuote.

Tanto per intenderci subito, nella prima sezione, quella che definisco la società, circola denaro incluse banconote conteggiate in M1, col quale si pagano stipendi e bollette, l’altra sezione, quella che opera verso il pubblico al cui interno le banconote NON sono conteggiate in M1.
La prima sezione, per le proprie esigenze di cassa, ha pure lei un conto presso la sua seconda sezione, come un cliente qualsiasi.

Le entrate di tale società sono costituite semplicemente dagli interessi riscossi dall’altra sezione, sui prestiti concessi al pubblico.

Le uscite, come ho già accennato, sono gli stipendi, gli affitti, le bollette, le manutenzioni, e, se ne avanza, pagate le tasse, il rimanente rappresenta gli utili che verranno distribuiti agli azionisti.

La società, come tutte le società, ha un suo capitale in fondi, edifici, partecipazioni, e tale capitale gioca un ruolo di garanzia sull’attività dell’altra sezione, soprattutto nel limite alla concessione di prestiti.
Come arriva il denaro alla banca ?

Semplice, se lo fa imprestare dalla banca centrale.

La banca centrale ha come compito costituzionale quello di creare il denaro, sotto forma di annotazione (quello scritto sui conti correnti si chiama così) o di banconote.

A tale proposito è necessario puntualizzare un fatto.

La banca centrale NON può spendere il denaro creato, ma lo può solo IMPRESTARE. (E, salvo rare eccezioni, solo alle banche )
È una distinzione estremamente importante ai fini di capire come il signoraggio sulle banconote e sul denaro in genere, non esista.

Quando il signore comprava oro, lo coniava ed otteneva in monete un valore superiore all’oro acquistato, poteva andare su un mercato qualsiasi e con tali monete comprarsi cosa desiderava.

La banca centrale invece, crea denaro, lo impresta ed accende un credito nei confronti della banca commerciale richiedente. Su tale credito maturerà interessi, ma, se il denaro gli verrà restituito, cancellerà l’equivalente del debito. Essendo poi tale debito NON CEDIBILE, esso non rappresenta alcuna ricchezza, in quanto non scambiabile.
La banca centrale opera un servizio nella gestione della liquidità, nel controllo antifrode (il falsario crea le banconote, ma le SPENDE, e qui è la differenza sostanziale), e per tale servizio incassa gli interessi su tale prestito. Quello è il suo guadagno, la sua entrata.

Ho detto che il denaro viene imprestato dalla banca centrale alla banca commerciale (sezione società) che lo versa sul suo conto, facendolo così affluire nella sua seconda sezione, quella che opera verso il pubblico.
Se fosse stato necessario, per riserve diventate troppo esigue, tale prestito poteva essere in banconote, che così affluiscono nella disponibilità della seconda sezione, quindi disponibili per i prelievi del pubblico.

Notare che banconote e annotazione, quando escono dalla banca centrale, sono conteggiate in M1.

Quando l’accredito implementa il conto della sezione società, fa parte di M1, quando le banconote vengono versate sempre sullo stesso conto e passano nel deposito della seconda sezione, escono dal conteggio di M1, per rientrarvi solo quando prelevate dal pubblico.

In tal modo M1 si implementa solo quando il denaro, sotto qualsivoglia forma, esce dalla banca centrale.

Ma M1 può variare anche ad opera della banca commerciale, e qui bisogna parlare delle riserve frazionate o frazionarie.

Nella banca sono affluiti i depositi della clientela (compresa la sua sezione società), e nel movimento dei depositi/prelievi, si nota che solo una piccola percentuale costituisce la variazione, la maggior parte resta sempre ferma, non movimentata.

In effetti se io prelevo, vado a comprare il pane, e il panettiere a fine giornata versa l’incasso, i due movimenti, statisticamente si compensano.
Quindi la maggior parte di tale denaro sarebbe improduttiva, se la banca non provvedesse ad imprestarlo, ma chi lo riceve in prestito, o lo versa o lo spende, ma chi lo riceve in pagamento, probabilmente lo versa a sua volta, moltiplicando così la possibilità di imprestare denaro se non per la stessa banca, per un’altra.

Denaro prestato e versato, portano la possibilità della banca ad imprestare un multiplo dei versamenti ricevuti, che a volte sfiora valori assurdi come 50. Normalmente si fermano a 20-30.

Così per ogni unità di denaro versata, la banca ne può prestare anche 30.

Se poi si calcola che se sul vostro deposito la banca vi paga l’1% e sui prestiti che concede chiede il 5% significa che a fronte di un 1 versato a voi pretende 5x30= 150 con un guadagno netto di 149.
Questo è un esempio ma nemmeno troppo distante dalla realtà quotidiana.

Notare che i 30 imprestati a fronte dell’1 ricevuto in versamento, sono creati dal nulla, e quindi vanno ad aumentare M1.

La banca commerciale è vincolata ad un tetto massimo del moltiplicatore stabilito dalla banca centrale, ed inoltre è vincolata a non superare un certo multiplo, fissato anch’esso dalla banca centrale, del valore del proprio capitale. Infatti, il capitale della banca interviene in tutti i casi in cui un prestito non venga onorato.

In tal caso si creerà una perdita che verrà ripianata sottraendola ai guadagni (gli interessi riscossi) e nel caso, dal capitale della banca stessa.

La banca centrale ha come obiettivo quello della conservazione del valore del denaro, e, come creditore di ultima istanza è comprensibile che sia suo interesse che tale valore sia conservato, e l’altro obiettivo è fare in modo che, agendo sulla concessione/limitazione del denaro alle banche commerciali, con il controllo del tasso di interesse, al quale poi tutti i tassi si adeguano, fornisca al mercato liquidità sufficiente a permettere agevolmente gli scambi, ma non eccessiva da inflazionare il mercato stesso.



Con questo mio molto succinto quadro, spero di aver dato un insieme logico al funzionamento del sistema bancario, anche se in esso è descritta solo una piccola parte di esso, ma quella parte che ne costituisce la struttura portante.

Il denaro generato dalla banca centrale, oppure da quella commerciale, è comunque di proprietà del sistema bancario.

Una delle questioni sollevate periodicamente è se questa proprietà non generi un impoverimento della società, pertanto si reclama che essi passi allo stato.



Consideriamo la realtà attuale.

Tutti gli stati sono fortemente indebitati. Con i loro cittadini, con i loro sistemi finanziari e bancari, ma anche con sistemi esteri.

Il debito di uno stato nasce dal semplicissimo fatto che riscuote in tasse meno di quanto spende. La differenza se la fa imprestare.


Se la possibilità di ricorrere al credito fosse riservata al solo obiettivo di compensare deficit e surplus nel corso degli anni, senza dover adeguare anno per anno le aliquote o i metodi della tassazione, ripagando negli anni “buoni” quanto richiesto in prestito in quelli “scarsi”, non si creerebbe il problema.


Ma un governo vuole apparire “buono”, esser rieletto, chiedere poche tasse al popolo e dare molti servizi, e così si indebita, riscuotendo il consenso oggi e lasciando i debiti da pagare ai governi e alle generazioni future.


Adesso, vorreste forse dare la possibilità di creare denaro, da una parte, e contemporaneamente di spenderlo, dall’altra, ad uno stato così maldestro nell’amministrare i propri conti, tanto da esser oberato dal pagamento degli interessi sui prestiti richiesti precedentemente?


Sarebbe esattamente come consegnare il libretto degli assegni e la facoltà di emetterli a chi si sapesse che non ha un soldo in banca ma in compenso ha già una montagna di debiti.

Chi pensa che una simile cosa sarebbe saggia ?

La storia è maestra, e basta andare a cercare cosa accadde tutte le volte che i vari stati si misero a generare denaro per pagare debiti (quasi sempre in occasione di guerra), per farsi passar la voglia di riprovarci.
È vero quindi che tutto il denaro nasce come prestito da parte del sistema bancario, ma come si dovrebbe esser capito è pochissimo influente chi sia il proprietario del denaro, quanto invece la discussione dovrebbe portarsi sul quanto PAGHIAMO tale servizio, ovvero su quel numerino che è il tasso di interesse, e che costituisce il ricavo del sistema bancario e contemporaneamente l’impoverimento della società in cui tale sistema opera.



Esempi di cosa accadde quando la "stampante" fu data in mano allo stato



Nel maggio del 1775 stava approntando i preparativi per la guerra contro la Gran Bretagna, il Congresso fu messo di fronte al dilemma di come finanziare e rifornire l'esercito che l'avrebbe combattuta.

Invece di tassare i cittadini, si decise di ricorrere alla stampa di una moneta di carta, il Continental dollar, e di immetterla sul mercato, con la promessa di accettarlo in pagamento per eventuali tasse future.

Si chiedeva infatti ai singoli stati di ricorrere alla tassazione per “ritirare dal mercato” quei certificati e dar modo così al Congresso di stamparne altri senza che questi si deprezzassero eccessivamente.

Gli Stati, infatti, si guardarono bene dall'imporre nuove tasse e così i certificati rimasero in circolazione, deprezzandosi nei confronti dei “dollari di metallo” ogni giorno di più.

Alla fine della guerra quel pezzo di carta emesso dallo Stato non valeva più nulla tanto che fu coniato il modo di dire “not worth a Continental” (non vale un Continental) per indicare un oggetto di scarsissimo valore.
In tantissimi furono rovinati ma non tutti i contemporanei giudicarono l'operazione come un disastro. Per Benjamin Franklin, anzi, il Continental fu una “macchina meravigliosa” che pagò e tenne rifornito l'esercito, si pagò da solo attraverso il suo deprezzamento e funzionò come una tassa equa.


Diciamo che fu una tassa pagata da chi li aveva incassati.

A pochi anni di distanza, nel vecchio continente, si stava consumando la Grande Rivoluzione che ci ha tramandato i valori della libertà, uguaglianza e fraternità, accompagnati però dal Terrore di Stato e dalla moneta di carta straccia per eccellenza: l'assegnato.

Si stamparono 400 milioni di assegnati nel 1790, poi altri 800, in un'escalation che portò, nel 1795, alla stampa di 33 miliardi di assegnati per coprire le spese statali. A quel punto l'assegnato aveva un potere d'acquisto che era solo più un seicentesimo di quello iniziale per cui si pensò di cambiare.

Si introdusse un'altra moneta, il mandato, che nominalmente valeva 30 assegnati, e si ripartì con la spinta inflazionistica: nel giro di pochi mesi, da febbraio ad agosto del 1796, la nuova moneta era già scesa al 3% del suo valore iniziale.

Ci pensò Napoleone Bonaparte a reinstaurare il sistema monetario metallico, intuendo che fosse più popolare e più saggio per lui depredare le nazioni conquistate invece dei suoi concittadini.



Il campione indiscusso (con John Kennedy) dei sostenitori della moneta di Stato rimane però Abramo Lincoln con i suoi Greenbacks.
Anche qui, nulla di nuovo sotto il sole: una guerra (stavolta civile) da combattere e la necessità di integrare le maggiori entrate garantite dalle nuove tasse e tariffe imposte, con ulteriore liquidità senza ricorrere a prestiti che avrebbero avuto condizioni molto svantaggiose.

Invece di “andare per strada a chiedere prestiti”, tuonavano voci dai banchi del Congresso, “preferiamo affermare la dignità ed il potere del Governo di emettere le proprie banconote.”

E così fu, dal febbraio 1862.



150 milioni di banconote di valore legale per il pagamento di tutti i debiti privati, delle tasse e per l'acquisto di terra e... di titoli di stato.
Le conseguenze furono quelle che ogni economista si aspetterebbe, portando alla scomparsa dalla circolazione delle monete metalliche, al deprezzamento dei Greenbacks e quindi, nel luglio dello stesso anno, ad una nuova emissione governativa: altri 150 milioni.

Alla fine della guerra erano stati stampati più di 400 milioni di Greenbacks ed il cambio con il dollaro (metallico) era sceso dalla parità al 39%.


L’ultimo esempio è quello offerto dalla repubblica di Weimar, che stampò marchi fino a che il valore del Papiermark crollò da 4,2 per ogni Dollaro statunitense a 1.000.000 di marchi per Dollaro nell'agosto 1923 e a 4.200.000.000.000 per dollaro il 20 novembre. L'1 dicembre venne introdotta una nuova valuta con il tasso di cambio di 1.000.000.000.000 di vecchi marchi per 1 nuovo marco, il Rentenmark.



Andrea Mensa


Febbraio 2010

Commenti (159)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. unodeitanti 14 febbraio 2010

      Ti faccio un altro esempio. Tu vuoi dimostrare che 2X2=4. Bene. Ma dal tuo interessante articolo vedo che dimostri che 2+2=4. Sebbene il risultato sia giusto e tutto sembri a posto non lo è perché è tutt'altra cosa. Infatti pur essendo in grandi linee d'accordo sul tuo articolo non credo che sia dimostrata la tesi del quanto più importante del chi. E veniamo ad un altro esempio semplice (domanda). Poniamo che tu possa chiedere un prestito a due soggetti. Il primo è una banca che applica la legge ed un tasso del 10% di interesse. Il secondo poniamo sia un mafioso che però è disposto a prestarti i soldi al 2%. Tu valuteresti chi ti presta i soldi o, essendo più importante il quanto, andresti dal mafioso? Resto perciò della mia idea originale: il CHI è molto più importante del quanto. Ciò dipende dall'enorme potere che deriva dall'avere il tuo debito nelle sue mani. Più poteri ha costui nei tuoi confronti, più tu sei suo schiavo. Questo a prescindere da quanto devi pagare. Spero si sia capito il filo del mio ragionamento.

    1. alnilam 13 febbraio 2010

      Fatto sta che nessuno dico nessuno nel mese e mezzo di vita dell'esperimento di Guardiagrele ha mai effettuato il cambio vantaggioso dal Simec alle Lire!!! Qualcosa vorr pur significare.
      Eppoi caro il mio mensa che ti riempi la bocca di schema Ponzi...devo proprio dire che vuoi andare a vedere la pagliuzza quando nn ti accorgi della trave! Perché il sistema di riserva frazionaria come adottiamo (e Basilea II lo ha ulteriormente aggravato!) in occidente è uno schema Ponzi altamente rischioso...ma si sa finché esiste un soggetto di ultima istanza che copre tappando buchi sulle spalle della comunita' (B.C. che stampa a debito) tutto può filare liscio nevvero?

    1. brunotto588 13 febbraio 2010

      Toh, tel chi l' Amensa, veh ... Ti hanno aumentato la paga, che adesso argomenti con tanta foga e presunta sicumera ??? ... un consiglio: spendila tutta in confetti Falqui.

    1. amensa 13 febbraio 2010

      ps. no quanto voglio dire è che, quando Auriti avesse finito gli euro incassati, dato che consumava capitale, facendo il cambio 1 a 2, sarebbero restati in giro tanti simec che più nessuno avrebbe cambiato in euro, ne a 1 a 2 ma nemmeno 1 a 1!
      allora avrebbero capito tutti la truffa.
      per sua fortuna è morto prima di dover assistere a tale sconfessione delle sue teorie.

    1. amensa 13 febbraio 2010

      visto l'imperversare dei sostenitori del "metodo Auriti, sono costretto a pubblicare quanto segue profondamente turbato dalla mancanza della capacità di prendere atto di una semplice verità, per accertare la quale non occorrono nozioni di alta finanza e nemmeno di lauree in matematica,ma basta la semplice aritmetica insegnata in 3° elementare.
      Finita la premessa passiamo ai fatti:
      il sistema del “paese di alice” è la seguente: i commercianti, i negozianti, accettano pagamenti in simec, la moneta di Auriti, al cambio di 1 a 1 con gli euro, ovvero le merci costano in simec quanto costavano prima in euro.
      Per fare la spesa, chi vuole comprare merci in tale paese deve procurarsi i simec.
      I simec vengono dati da Auriti al cambio di 1 a 1 con gli euro.
      I negozianti che devono rifornirsi di merci, acquistano euro da Auriti al cambio di 2 euro per 1 simec.
      Pertanto essi acquistano merci pagandole la metà di prima, quindi possono ridurre i prezzi, di conseguenza.
      Le merci nei negozi, quindi, se pagate in simec, costano meno, circa la metà della corrispondente merce comprata in altri paesi e pagata in euro.
      Questo fatto attira visitatori e clienti, i quali cambiando i loro euro in simec, possono acquistare merci a prezzi inferiori.
      Ora analizziamo cosa accade.
      Auriti inizia il gioco con un certo quantitativo di simec prodotti a sue spese, ipotesi valore 1.000.000 (è un esempio).
      Come si attiva il meccanismo e iniziano ad essere richiesti i simec, cambiati 1 a 1 diminuiscono i simec e della stessa quantità aumentano gli euro in cassa ad Auriti. Mettiamo che dopo 1 settimana restino 700.000 simec e quindi 300.000 euro.
      Quando i negozianti devono fare spesa vanno da Auriti, il quale gli ricambia i simec, ma questa volta con 2 euro per 1 simec. Supponiamo che i simec riportati siano 100.000.
      Auriti si trova ora con 800.000 simec ma solo 100.000 euro.
      Attirati dalla trovata arrivano entusiasti visitatori, che vanno da Auriti a comprare simec al cambio di 1 a 1, poi si recano nei negozi e fanno acquisti.
      Metti per ipotesi che siano arrivati in tanti ed abbiano cambiato 500.000 euro. Nelle casse di Auriti si trovano così 600.000 euro e 300.000 simec.
      I visitatori spendono tutti i loro simec, pertanto i negozianti vanno da Auriti con i loro simec e chiedono euro per andare a comprare le merci tali da rimpiazzare quelle vendute.
      Portano quindi 500.000 simec e vorrebbero 1.000.000 di euro , ma nelle casse non ci sono più, ci sono solo 600.000 euro, e allora, anch’essi cominciano a strillare “alla truffa” !!
      Ora tale sistema ha tre aspetti favorevoli:
      a migliorare le riserve del capitale di Auriti partecipano tre fatti:
      1) L’aumento di persone che visitano il paese e cambiano euro in simec
      2) Il fatto che visitatori se ne vadano, conservando in tasca dei simec non spesi
      3) Il fatto che i negozianti possano ridurre i prezzi un po oltre il 50% grazie al fatto che il denaro non costerà loro più nulla, infatti Auriti non richiede interessi sui prestiti a differenza delle banche.
      Mentre a sfavore giocano i seguenti fatti:
      1) L’aumento delle persone che visitano il paese non può crescere all’infinito , essendo il numero delle persone un numero finito.
      2) Il fatto che dopo aver conservato i primi simec, la gente non ne aumenterà i propri “residui” all’infinito, ma già nella seconda visita, tenderà ad usare anche quelli avanzati nella prima.
      3) Il fatto che cambiare ai negozianti i simec in euro al cambio di 1 a 2 consuma il capitale raccolto in euro, pertanto finiti gli euro, il gioco si interrompe, proprio come si interrompe, e per lo stesso motivo, ogni “schema ponzi”.
      Se non ci credete simulatelo con i soldi di monopoli, non occorrono conoscenze avanzate, come dicevo , basta la matematica della 3° elementare.

    1. amensa 12 febbraio 2010

      il punto 1 l'ho sostenuto pure io, non c'è problema.
      il punto 2 è dimostrato, come avvenuto negli USA nell'ultimo decennio, che un aumento di liquidità circolante provoca un aumento sia degli affari che del PIL, salvo poi crollare quando tale liquidità aggiuntiva viene ritirata.
      la truffa , mediante "schema ponzi" avviene quando faccio il cambio 2 a 1.
      questo non è sostenibile all'infinito e consuma semplicemente il capitale, fino a che ci si accorge della truffa perchè tale capitale non c'è più.
      dato che la crescita, mediante nuove adesioni, non può essere infinita , perchè bene o male la popolazione è finita (nel senso di non infinita) allora il maccanismo prima o poi mostra il suo limite, che ti piaccia o no.
      leggiti gli atti del "caso Madoff" e ti renderai conto di quanto sia errato credere che qualcosa che funziona oggi, debba funzionare all'infinito !

    1. gnorans 12 febbraio 2010

      Questo non sposta di una virgola il fatto che le banche millantano di possedere denaro (pardon credito) che non hanno.

    1. alnilam 12 febbraio 2010

      Premesso che l'esperimento di Guardiagrele fatto da Auriti è stato semplicemente concordato per: 1) verificare che le teorie propugnate dl professore Auriti effettivamente avevano una solidità empirica. Ovvero che la "moneta" assume un valore indotto per il semplice fatto che viene accettata dalla collettività e non per il semplice fatto che viene emessa da una specifica autorità monetaria (banca centrale); 2) realizzare che l'immissione di "moneta complementare" funge da spin-off (volano) per l'economia locale.

      Orbene le due premesse si sono ampiamente realizzate e bisogna dire che, a differenza di quel che sostieni te (MI AUGURO IN BUONA FEDE!) la realizzazione è avvenuta secondo condizioni molto particolari ovvero il cambio Lira/Simec era di 1:1 mentre per chi voleva ritornare alla Lira dal Simec avrebbe beneficiato di un cambio più vantaggioso (2.000 Lire per 1.000 Simec restituiti: vedere SIMEC.org oppure anche http://it.wikipedia.org/wiki/SIMEC) il potere d'acquisto era così volutamente maggiore per chi deteneva la moneta del SIMEC)
      Inutile dire che gli esercizi che aderirono alla convenzione ebbero un forte aumento del giro d'affari. Come disse il professore era come se avessero iniettato linfa vitale (sangue) all'interno di un corpo moribondo.
      Si sa ovviamente come è andata a finire, l'intervento della magistratura ha stroncato il fenomeno sequestrando le banconote...per poi dissequestrarle!

      da wiki
      >, privi di riserva, che circolavano come mezzo di pagamento non per una scelta dell'emittente (che non poteva imporre un corso legale forzoso), ma per una libera scelta di commercianti e consumatori. In quanto non aveva riserve né valore intrinseco né corso forzoso imposto per legge, il SIMEC secondo Auriti non aveva nessuno degli attributi che qualificano una moneta. Il tribunale di Chieti ha riconosciuto la non spendibilità generalizzata dei SIMEC.

      L'anomalia della conversione fra SIMEC e lira poneva alcuni interrogativi sulla solvibilità del sistema, sul modo in cui, incassando una lira per ogni SIMEC messo in circolazione, Auriti, si era impegnato in prima persona, avrebbe poi potuto rimborsare due lire per ogni SIMEC ritirato.

      Comunque, il rischio non riguardava il capitale conferito: per ogni SIMEC emesso c'era la possibilità di rimborsare una lira, applicando la parità anche nel passaggio da SIMEC a lira e un cambio monetario "tradizionale" simmetrico. Il rischio riguardava il guadagno di una lira che si poteva ottenere cambiando un SIMEC con due unità della vecchia moneta.

      Questo guadagno certo, immediato e a rischio zero è peraltro una forma di arbitraggio replicabile. Semplicemente, cambiando una lira con un SIMEC, poi un SIMEC in due lire e di nuovo le due lire in due SIMEC, è possibile attivare un circolo virtuoso che a ogni passaggio raddoppia il reddito di partenza. In questo senso ci si sarebbe attesi una speculazione finanziaria sul SIMEC, che invece non si è verificata.>>

      Caro il mio Mensa se mi vuoi dire che il professore era un truffatore per il semplice fatto che andava distribuendo di tasca sua valuta complementare al rapporto di 1:1 con la promessa di restituire 2:1 il valore in lire di Simec beh proprio non ci siamo!!!

      Ma ci sono varie altre argomentazioni che riguardano molti altri aspetti che lasciano propendere sulla surrettizia impostazione che te e molti altri DEBUNKER vogliono fa passare come semplici allucinazioni di incompetenti. Te ne posso elencare alcune:1) l'accanimento della potente lobby finanziaria contro la cosiddetta finanza islamica (di cui certamente l'Iran è il caposaldo) che non riconosce assolutamente l'interesse e soprattutto propugna la sovranità monetaria in capo alla collettività statale...al popolo! Vatti a leggere lo statuto della banca centrale se conosci un pò di inglese, eccoti il link: www.cbi.ir/page/2234.aspx
      2) la spiegazione di come la Cina sia potuto diventare la fabbrica mondiale considerando solo il costo estremamente basso della manodopera mi sembra non dia affatto giustizia se non considerando che la Cina NON si INDEBITA per ogni emissione di RENMIMBI come invece noi facciamo per gli EURO etc. In altre parole la Banca Centrale rastrella dollari dal tessuto economico ed emette A COSTO ZERO valuta cinese impinguando le casse statali che sappiamo oramai benissimo come stanno impiegando nel mondo.
      3) Fenomeni per tutti oramai conosciuti come di abominio e sopruso alla libertà individuale etc. come i regimi fascista e nazista (soprattutto il secondo) hanno potuto tener banco ad una disastrata situazione economica potendo agire direttamente sulla leva monetaria. E non mi farai certo credere che H. Schacht banchiere di origine ebree (!) del regime nazista abbia operato nei due decenni di regime in condizioni di iperinflazione come invece il governo liberale di weimar produsse attraverso una banca centrale PRIVATA!
      4) potrei parlare anche di Lincoln, J.F.K. e l'ordine esecutivo n. 11110 del 04/06/1963, di Silvio Gesell e dell'altrettanto illuminante esperimento di moneta complementare fatto negli anni venti (tempi non sospetti!) in Austria a Worgl dal sindaco Unterguggenberger che ha sortito ti lascio immaginare quali effetti.
      Ma penso che sia tutto inutile: fiato e pixels sprecati!!!

    1. amensa 12 febbraio 2010

      gentili (e meno gentili) frequentatori di questo thread.
      ho cercato di rispoondere a molte osservazioni, domande, anche insulti.
      ora i post sono diventati troppi per esser seguiti tutti ed io ho anche altro da fare.
      non scappo, semplicemente non ce lafaccio a str dietro a tutti gli aggiornamenti. vi lascio il mio indirizzo di posta [email protected], gliinsulti potete risparmiarli perchè non avranno seguito, alle domande, se poste civilmente vedrò di rispondere.
      sono stati aperti altri thread interessanti da persone chedicono cose chefinalmente , in tutto o in parte , condivido, per cui..... la vita va avanti!

    1. amensa 12 febbraio 2010

      lei ha fatto il militare ?
      se si , sarebbe corretto cheio affermassi che lei è un militare ?
      che probabilmente Paulson e Geithner siano espressione i goldman come volker è espressione di JP morgan, non lo metto in dubbio, altro discorso è affermare che coincidano.

    1. amensa 12 febbraio 2010

      ah....beh , ho capito... se i suoi punti diriferimento sono quelli, non mi stupisce che non capisca una beata fava!

    1. amensa 12 febbraio 2010

      forsenon mi esprimo in italiano, o forse tu appartieni ad un altro pianeta.
      scendi dal pero e svegliati, invece di fare affermazioni idiote !

    1. amensa 12 febbraio 2010

      su questo non ci piove! pienamente d'accordo, ma non tutti , anzi solo una piccola parte di noi fa il taxista !
      tutto il mio vale per loro.

    1. amensa 12 febbraio 2010

      la seguente è un'opinione, ma io sono convinto che, se c'è la possibilità di combattere e sconfiggere un qualsiasi nemico, prima occorra capirlo.

    1. amensa 12 febbraio 2010

      boh... poche idee ben confuse... mala conclusione la condivido.
      ilpopolo, soprattutto se continua a baloccarsi con idee stupide, il potere non lo vedrà mai! neppure in fotografia.

    1. stefanodandrea 12 febbraio 2010

      1) "Denaro e annotazione" Se decidiamo di chiamare denaro l'annotazione che certifica un credito (una pretesa giuridicamente tutelata), dovremo anche evitare di asserire che la persona che beneficia dell'annotazione sia un creditore, altrimenti rischiamo di duplicare i fenomeni e dire, per esempio, che da un lato è stato creato denaro per 10.000 euro e che dall'altro che è sorto un credito di 10.000 euro. Altra conseguenza è che perdiamo di vista il problema, che può essere fondamentale, tra i crediti (e quindi i debiti) ossia le pretese giuridicamente tutelate alla consegna del denaro (monete e banconote) e il denaro. Sotto il profilo giuridico, quando depositiamo in banca 1000 euro non ne siamo più proprietari ma acquistiamo il diritto di credito alla consegna di mille euro.

      2) "Il maggior debitore è lo stato". Questo è vero in Italia, non in inghilterra dove il debito al consumo non ancora restituito supera ampiamente il pil (anche se adesso il debito pubblico è destinato a crescere e a superare quello privato: ma soltanto per la crisi generata dall'enorme indebitamento privato). Anche negli stati Uniti fino ad ora il debito pubblico non superava il 100% del PIL mentre mediamente gli statuntensi erano indebitati del 128% rispetto ai redditi annuali (anche qui il debito pubblico è destinato a crescere). Su questo punto mi permetto di segnalarti un mio articolo "Il capitalismo parassitario e gli uomini pieni di larve" http://www.appelloalpopolo.it/?p=892

      3) "Banche sotto il controllo dell'IRI". Fino al 1991 le sei grandi banche che partecipavano alla banca d'italia erano interamente pubbliche. Perciò il soggetto privato Banca d'Italia era composto da soggetti al 93% interamente pubblici. La legge comunque esiste ed è questa Legge 28 dicembre 2005, n. 262. Inoltre la vigilanza era affidata a persone che erano emanazione di soggetti pubblici. Oggi la vigilanza sulle banche privata è affidata a persone che sono emanazione di soggetti privati: il conflitto di interessi esiste!

      4) Sull'"indebitamento" dei cittadini, che per me è il problema più grave e per te, se ho ben capito, no. Da anni dicevo che se i giovani fossero andati via di casa alla stessa età in cui erano andati via di casa i genitori, avessere fatto il medesimo numero di figli e avessero deciso di lasciare ai figli ciò che i genitori avevaano lasciato loro, pochissimi sarebbero andati in vacanza all'estero e quasi nessuno avrebbe acquistato auto nuove a rate. Insomma, molti credevano che si stesse meglio, perché stavano spendendo la ricchezza prodotta dalle passate generazioni, avevano deciso di non trasmettere nulla alle future generazioni e addirittura vivevano, indebitandosi, al di sopra delle possibilità. Ripeto sempre che il Quarto stato di Pellizza da Volpedo non stava andando verso il sole dell'avvenire, bensì al centro commerciale con in tasca la carta di credito revolving e il telefonino acquistato a rate!
      E' un piacere discutere con te. Ciao.

    1. amensa 12 febbraio 2010

      no ! i titoli di stato vengono assegnati con asta, più raramente "a mercato aperto".
      se invece con la dicitura" emissione di moneta" che non so esattamente cosa tu intenda per moneta ( se lemonete metalliche, oppure il tipo di moneta comedollaro, franco, sterlina), intendi emissione di denaro (intendendo per denaro tutto quanto immediatamente spendibile ovvero banconote + annotazioni), allora quanto affermi è falso.
      se invece intendi aumento di massa monetaria, almeno come M2 o M3, allora è corretto.
      l'errore nasce sempre dal fatto di confondere il denaro col valore.
      la massa monetaria, nei diversi aggregati (M0, M1,M2...) tende a esprimere i mezzi che trasportano valore, in ordine crescente dai più facilmente ed immediatamente scambialbili a quelli che lo sono meno, in altre parole in ordine crescente di liquidità.
      anche un appartamento ha del valore, ma è difficile pagare qualcosa con un appartamento, ma solo perchè è poco liquido.
      una collana, trasporta valore, ma è già più liquida, e via dicendo. il massimo della liquidità è del denaro, ma non è l'unico mezzo per trasportare, scambiare, valore.
      un BOT, un CCT o BPT hanno valore, ma sono meno liquidi del denaro, perchèdipendono da un loro mercato, nel quale possono esser venduti e acquistati. e se sono a scadenza inferiore ai 2 anni entrano a far parte di M2.

    1. amensa 12 febbraio 2010

      si può sempre scrivere cazzate e farle pubblicare anbce sotto forma di libro.
      vogliamo aprire un dibattito pubblico, in cui si possa discutere punto per punto, su signoraggio, schema Auriti, schema Ponzi, nel quale invece di denigrare gli altri o di mandare a leggere cosa scritto da altri, si analizzi a rigor di logica la materia ?
      io ci sono e sono pronto, voi lo siete ?
      poi si vedrà chi fa disinformazione.

    1. amensa 12 febbraio 2010

      no . tutto il denaro nasce come prestito.
      se venissero resi contemporaneamente tutti i prestiti, sparirebbe il denaro.
      e si comincerebbe ad usare qualcosa d'altro al posto del denaro.
      ho già replicato ad altri, chel'errore che fate con queste considerazioni deriva da una visioone arcaica del denaro, quando cioè le onete erano d'oro e quindi contenevano il loro valore.
      cosa non riesco a separare è il concetto di valore da quello di denaro, cheuna volta praticamente coincidevano avendo le monete il loro valore, mentre oggi il denaro NON ha più il valore in se, ma lo rappresenta, lo trasporta, lo supporta. ne è un veicolo.
      ciò a cui si dovrebbe portare attenzione è il valore, mentre il denaro ne è solo un suo supporto, come una mela, o una bicicletta o una casa.
      il valore è un attributoimmateriale, che , per esser scambiato ha bisogno di un supporto materiale. tale, come tanti altri, è il denaro.
      tolto il denaro, tolte le banconote, si può decidere di veicolare il valore con pezzi di legno, con conchiglie, con pezzi d'oro, non importa con cosa, basta che sia difficilmente riproducibile se non da chi è delegato ad amministrarlo, prestandolo.

    1. amensa 12 febbraio 2010

      beh, detto così non mi sento di contestarlo.
      il fatto che per me sia più importante il costo rispetto al destinatario, è sicuramente una mia opinione, basata sull'esame immediato e anche sulle conseguenze immediate.
      per fare un altro esempio al tuo discorso, potremmo dire che un imprenditore che raccogliesse dei fondi neri con sovrafatturazioni, sicuramente da un danno immediato in quantolesue merci avranno un cossto maggiore del dovuto, mentre il danno a lunga scadenza potrebbe derivare dall'uso che farà di tali fondi.
      ho capito bene ?

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