BANCHE ALLO STATO, POTERE ALLE ELITE

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DI MARCO SABA

danielemartinelli.it

Berlusconi e Tremonti gettano il sasso nello stagno e ritirano il braccio dietro la schiena. Cominciano a dire che vogliono nazionalizzare le banche, per salvare il culo alle oligarchie arricchite alle spalle dell’eterna fiducia a debito degli ignari cittadini.

La Rete e l’informazione possono svegliare le coscienze con qualche proposta. Siccome reputo Marco Saba del Centro studi monetari persona competente in materia di politiche monetarie, pubblico la lettera che mi ha scritto con le sue previsioni e le sue proposte.

Daniele Martinelli

Il cosiddetto salvataggio delle banche non può essere definito altrimenti, per il fatto che nel nostro sistema sono le banche a creare dal niente la moneta legale attraverso il meccanismo del “cinquantato credito” che deriva dal sistema della “riserva frazionaria” al 2%. Il valore di questa moneta bancaria pesca nel potere d’acquisto della collettività. Un esproprio silenzioso, paragonato al ladro che si introduce nottetempo nelle case per rubare ai cittadini ignari. Un meccanismo criminale, usato per affermare e promuovere una élite degna figlia di quel sistema.

Si assiste così alla negazione plausibile della causa criminale della crisi che, come quella del 1929, viene portata avanti attraverso la contrazione dello sfintere bancario del credito.
A che serve? Senza circolazione monetaria si crea una deflazione artificiale dei prezzi, fin quando il cittadino in bancarotta sarà costretto a cedere i suoi beni reali a due palle un soldo. Sempre sperando che nel frattempo non scopra la verità, e cioè che il 100% delle tasse trattenute in busta serve per ripagare l’inutile debito pubblico acquistato (con lo sconto) in prima battuta dalle banche. Debito inutile perché l’élite sa bene che se la funzione monetaria e creditizia fosse esercitata direttamente dallo Stato, tale debito non esisterebbe.
Basterebbe emettere biglietti di Stato a corso legale (come accadeva con le 500 lire) che non creano debito pubblico e nemmeno enormi profitti privati.

La diffusione dell’informazione in Rete sta aumentando la consapevolezza dei cittadini che cominciano a chiedersi se i governi siano solo specchietti per allodole che occultano ‘arricchimento di alcune èlite.
Cominciano a dubitare che lo Stato sia diventato esattore per conto di una congrega di banchieri nati stanchi. Si chiedono se il Trattato ribattezzato di “Matrix” con la cessione della sovranità monetaria ai banchieri privati che si nascondono dietro la BCE, abbia rappresentato un atto di alto tradimento firmato da Cossiga, De Michelis, Carli e Andreotti.
Dubitano che se le tasse servono a pagare il pizzo alla rendita monetaria privata, farebbero bene a ricorrere al nero ed ai paradisi fiscali.

Durante il fascismo i partigiani venivano chiamati terroristi. Come saranno chiamati gli evasori fiscali? I resistenti al pizzo del signoraggio nella Terza Repubblica dove lo Stato non dovrà più nascondersi dietro ai suoi segreti monetari? Ma soprattutto, come ci arriveremo a questa Terza Repubblica? Col sangue per le strade? Dobbiamo aspettare che la Polizia spari sui civili, sui disoccupati ed i poveracci per vedere riforme sensate?

Ecco alcune modeste proposte per una transizione a bassa intensità.

Introduzione della valuta Amazonida, adottata al Forum di Belèm (BRA) in concomitanza col Forum di Davos. Il principio di copertura valutaria già proposta da Giuseppe Mazzini ne “I doveri dell’uomo” del 1860, prevede l’istituzione di luoghi di deposito pubblici, dai quali, accertato il valore approssimativo delle merci consegnate, si rilascia un documento simile a un biglietto bancario, ammesso alla circolazione e allo sconto, tanto da render capace l’Associazione di poter continuare nei suoi lavori e di non essere strozzata dalla necessità d’una vendita immediata e a ogni patto”. La logica è semplice: si immettono sul mercato sia le merci (ed i servizi) che il mezzo congruo per poterle transare, senza bisogno di acquisire ad usura questo mezzo monetario, e quindi impedendo alle banche di intromettersi coi loro diktat strampalati nel libero commercio tra i cittadini.

La proposta di adottare monete locali e/o complementari non attua - in queste condizioni - lo scopo più ampio della redistribuzione della ricchezza in senso lato, poiché si tratta di iniziative per forza di cose limitate dal punto di vista dell’impatto economico. Però svolgono una critica duplice funzione:
fanno riflettere i cittadini sulla reale funzione e natura della moneta.
Permettono di abituare la cittadinanza all’uso di un nuovo mezzo che potrebbe rivelarsi cruciale, nel caso molto prevedibile, di un abbandono brusco ed immediato del sistema a corso forzoso.
E’ uno strumento su cui reindirizzare la fiducia che la cittadinanza sta ritirando dal sistema economico-politico attuale.

La sua adozione su vasta scala costerebbe poco rispetto alle iniziative al vaglio dei G7. La stimo in circa due miliardi di euro una sua implementazione su scala europea nel giro di 6-12 mesi.
La maggior spesa sarebbe nell’informare e istruire la cittadinanza, quindi nei mezzi di comunicazione di massa. Soluzione molto più sensata ed economica del ricorrere ad un indebitamento pari a 50.000 euro per ogni cittadino europeo per salvare un sistema corrotto e già condannato.

Nell’improbabile ipotesi che venga scelta questa strada, le autorità statali potrebbero attivare istituzioni gia esistenti per la gestione dell’emissione dei biglietti di stato a corso legale: Banca d’Italia (post rinazionalizzazione), Cassa DD PP, Tesoreria dello Stato, sportelli delle Poste, codice fiscale come identificativo univoco del conto di cittadinanza, sedi distaccate della Banca d’Italia per la supervisione delle monete regionali, etc.
Strada che va tentata perché di fronte ai venti di guerra civile che arrivano dagli Stati Uniti, nessuna precauzione va tralasciata. Sempre che non si voglia trasformare l’Europa in un enorme campo di concentramento economico, ma anche in questo caso non sarebbe da escludere la moneta locale, così come venne adottata nel campo di concentramento di Theresienstadt.

Marco Saba

Fonte: http://www.danielemartinelli.it/

Link: http://www.danielemartinelli.it/2009/02/20/banche-allo-stato-potere-alle-elite/

20.02.2009

Commenti (71)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. indyp 24 febbraio 2009

      Ma si siamo tutti cattivi e tu sei la vittima di tutti.
      Quando sei il primo ad insultare allora va bene.
      Quando la gente si rompe le palle e ti risponde allora fai la povera vittima.
      Ti do un consiglio:
      Dopo avere scoperto che il debito non è oneroso dedicati ad un'opera più fruttuosa: scopri perchè l'acqua non è bagnata, forse con il mago Sylvan ci riesci.
      Addio e buone pippe

    1. lino-rossi 24 febbraio 2009

      quando si è indisponibili o impossibilitati al ragionamento è necessario astenersi dal far perdere tempo al prossimo.

      hai pesantemente violato questa sacrosanta precauzione.

      bisogna istituire il bollino specifico per questi casi.



      fatto!

      finchè non cambi nomignolo non ti vedo più.

      attento a non usare "balan", perchè mi accorgerei che sei tu.

      non preoccuparti più di tanto. i rothbardiani sono peggiori di te, anche se sembra impossibile.

    1. indyp 24 febbraio 2009

      E ora vai a rileggerti la storia!

    1. indyp 24 febbraio 2009

      Continua da sopra...Queste istituzioni, che hanno una importanza fondamentale nella Politica anglo americana, si svilupparono quindi sul ceppo dell’ideologia socialista di Rouskin, fabiana e keynesiana, decisamente filocomunista; e sono al centro di diverse convergenze, quali lo scozzesismo massonico, che fa capo alla corona reale, l'alta finanza mondialista, sia anglo-americana, sia israelitica, e anche una notevole venatura di esoterismo, per via di ELENA BLAVATSKY, fondatrice della società teosofica, di ANNIE BESANT, e di altri apporti iniziatici che risalgono al tempo di Palmerston (BULWER LYTTON).
      La Chatham House è il perno della politica inglese, e vi si decidono gli affari di maggior interesse riguardanti la sicurezza europea, il commercio Ovest-Est, il disarmo, il Medio Oriente, la Trilaterale , gli incontri Bilderberg, ecc. Allo stesso centro fanno capo lo scozzesismo, la grande stampa (The Economist, ecc.), le multinazionali, le banche, i centri, la ricerca scientifica, collegati al RIIA.

    1. indyp 24 febbraio 2009

      Il tuo Keynes era proprio un rivoluzionario?
      Dalla Round Table al RIIA

      1. Il 19 maggio 1919 il colonnello EDWARD MANDELL HOUSE, membro della massoneria illuminista e sinarchica dei Masters of Wisdom e della Round Table, invitava a pranzo un certo numero di delegati inglesi e americani, appartenenti come lui stesso alla Round Table e alla Conferenza della Pace.
      Dalla parte americana c'era il rabbino Stephen Wise e altri che House stesso aveva collocato attorno al presidente degli Stati Uniti T.W. Wilson; dalla parte inglese House aveva chiamato un folto gruppo di altri membri della Round Table di tendenza socialista. C'erano anche J.M. KEYNES e R.H. TAWNEY, autori di opere che preconizzavano un nuovo ordine mondiale fondato sulla dottrina socialista (che in Keynes sembrò raggiungere l'espressione più pura). Entrambi intendevano stabilire una cooperazione con Mosca, e intorno ad essi gravitavano persone che ebbero parte importante nella promozione del socialismo anglo-americano: C. Rabinovitch, B. Shaw, B. Russel, S. Webb, H.G. Wells, ecc. Costoro appartenevano alla Fabian Society, che auspicava una federazione mondiale socialista incentrata nell'impero britannico. Shaw aveva proclamato in pubblico: «Noi siamo socialisti, e il partito russo è il nostro» (H. PEARSON Bernard Shaw, 1949).

      Dall'incontro all'Hotel Majestic nacque l'idea di un organismo anglo americano per lo studio dei problemi internazionali, idea che si concretizzò nel British Institute of International Affaires, con sede a Londra, in quella stessa Chatham House dove risiedeva la Round Table. Su invito del re Giorgio V, l’istituzione prese il nome definitivo di The Royal Institute of International Affairs (RIIA, noto anche come Chatham House).
      La branca americana dello stesso istituto prese il nome di Council of Foreign Relations (CFR).

    1. indyp 24 febbraio 2009

      La superballa non l'hai ancora confutata con le tue cazzate!
      La società egualitaria è l'unico mezzo per spalare via i parassiti sociali come te.
      Vai a lavorare fallito!
      Sai solo fare risse per confondere le idee alla gente quando la tua intelligenza difetta!

    1. indyp 24 febbraio 2009

      Vergognati che non ti hanno ancora bannato!
      Sei solo un povero patetico che costringi le persone alla rissa. Le insulti per primo poi loro giustamente ti mandano a fare in culo e poi fai la vittima incompresa. Ma vai a lavorare in miniera!

    1. indyp 24 febbraio 2009

      Ti rispondo per le rime cojote!

    1. lino-rossi 23 febbraio 2009

      non fare l'idealista per nascondere la tua spaventosa ignoranza (piena di sè). hai esordito con la superballa del signoraggio sparata come tutti a vanvera. adesso ti trinceri dietro la società egualitaria. non hai neanche una briciola di dignità. mi fai pena.

    1. lino-rossi 23 febbraio 2009

      il tuo vero nomignolo doveva essere balan (balordo anarcoide). se lo dicevi prima evitavamo di perdere del tempo. vergognati.

    1. lino-rossi 23 febbraio 2009

      devi adare a prendere per il culo tua sorella e non il prossimo.

    1. indyp 23 febbraio 2009

      La montagna ha partorito il topolino Keynes amante dei poveri, noto filantropo.

    1. indyp 23 febbraio 2009

      Vedi che dai sempre di matto! Le case farmaceutiche hanno creato dei medicinali per casi come il tuo. Forse gli unici casi in cui vale la pena somministrarli

    1. indyp 23 febbraio 2009

      Ma no Lino non ti scaldare, Barolo sarai tu! Vedi che dai di matto ogni volta che uno la pensa diversamente da te? Di questi involucri fittizzi, come stato e banche, delle elite ne ho piene le tasche; questo non significa essere anarchici come lo intendi tu, ma significa creare una società egualitaria con delle regole sociali con atre istituzioni sociali partecipative. E ti dico che è l'unica strada Lino, la tua è puro riformismo di elite ma che non cambia la frittata. E mi spiace perchè mi stavi diventando pure simpatico col tuo modo da genio incompreso che ha in mano la verità. Il riformismo a me non piace. Il cambiamento si. E parte dal desiderio di ognuno di volere altro da questa merda che ci hanno imposto

    1. lino-rossi 23 febbraio 2009

      non ti resta che andarti a fare sbranare dalle ronde armate private dei rothbardiani. la giusta fine di un balordo anarcoide. auguri. va ancora dal gestore del sito a lamentarti che ti maltratto. buffone.

    1. indyp 23 febbraio 2009

      Scusa ma se non devo restituirlo il debito perchè allora non viene abolito e restano soltanto gli interessi. Scusa lino ma non ti seguo.
      Se la banca presta 100 e rivuole 104 perchè allora non segna nella sua contabilità che io gli devo 4 anzichè 104? Perchè devo portarmi appresso un debito di 104 se poi non posso restituirlo.
      Mi spiace Lino, sarò anche idiota, ma non riesco proprio a seguire i tuoi discorsi. Qua gli interessi si accumulano e la tasse servono a ripagarli. Non riesco proprio a capire. Ma noi cosa paghiamo con le nostre tasse me lo puoi rispiegare?
      Ti ripeto anche qua che la società keynesiana non fa per me, non mi identifico per nulla con quello che tu auspichi come la via per superare la crisi. la via per superare la crisi non è il riformismo ma un cambio a 360 gradi. Quello che auspichi tu invece è un cambio, ma sempre a 90 gradi

    1. lino-rossi 23 febbraio 2009

      errata corige

      pensavo che fossi in buona fede invece constato che sei solo un balordo anarcoide.

    1. lino-rossi 23 febbraio 2009

      l'unico modo di difendere il lavoro è la politica keynesiana (che passa per lo Stato). continui a delirare. magari bertinotti avesse lavorato per questo; ha fatto tutt'altro. pensavo che fosse in buona fede invece constato che sei solo un balordo anarcoide.

    1. lino-rossi 23 febbraio 2009

      http://www.delpt.unina.it/stof/15_pdf/15_5.pdf

      questo è l'andamento del debito pubblico.

      il rapporto debito PIL dal 107,9 del 1943 al 32,5 del 1963



      la base monetaria coincide circa con le banconote di carta.

      le banconote di carta determinano anch'esse il pagamento degli interessi, ma, a differenza degli altri debiti hanno due caratteristiche particolari in condizioni normali:

      1) non devi restituirle, perchè quando scade il titolo basta rinnovarlo;

      2) gli interessi vengono restituiti.

      se quando devi fare un'opera pubblica alzi la base monetaria quell'opera in pratica è gratis (come dice Bernanke).



      tutto ciò potrebbe portare inflazione, ma se non si esagera e se si tiene alta la riserva obbligatoria ciò non avviene.

      a forza di fare tanta base monetaria (non indebitante) e poco denaro creditizio, per l'alta riserva obbligatoria, il rapporto debito/PIL si è ridotto drasticamente. e succederebbe ancora se si rifacesse quella PM.

      Ecco un altro autore che dice la stessa cpsa. Tittarelli: “l’impulso espansivo risulta massimo nel caso del deficit coperto con mezzi monetari (base monetaria), mentre di grado variabile quando coperto mediante indebitamento (questo è il deficit spending peggiore)”

    1. indyp 23 febbraio 2009

      Forse non hai capito: se ti dico che le idiozie le dici ti poi ti offendi. Io non ho detto che lo stato deve essere abolito e le banche lasciate in piedi; io ho detto che lo stato deve essere abolito insieme alle banche e a tutti gli emettitori di moneta a prestito, e questo al più presto possibile. Non credo nelle politiche Keynesiane perchè non credo nella società produci-consume-crepa. Il keynesismo è pura elite come tutte le poliche monetarie che tu auspichi come miglioramento. Il tuo miglioramento è puro riformismo da elite Bertinottiana rincogliofondarola.
      Il miglioramento passa solo per l'abolizione del denaro, della speculazione, e delle industrie collegate alle banche. Guarda che non solo un idealista, sono un realista. Perchè se non avverrà cosi ce l'abbiamo tutti nel culo, parassiti e privilegiati compresi

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