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ricercatori banchisa ghiaccio artico fotografia 2017

Artico, la fusione dei ghiacci è inesorabile

DI MEDO

comedonchisciotte.org

Per l’Artico, che si tratti dei ghiacci marini o di quelli che giacciono su Groenlandia o altre terre artiche, la situazione pare ormai compromessa, o almeno pare sarà totale lo scioglimento nel ciclo negativo iniziato circa 70 anni fa : niente più ghiacci marini d’estate già entro il decennio, poi forse più niente tutto l’anno ed entro fine-secolo e solo qualche sparuto ghiacciaio rimanente tra un secolo in Groenlandia.

E’ del 13 settembre il minimo del 2017 per l’estensione del ghiaccio marino artico, al valore di 4,64 mln km², il dato è l’ottavo peggiore degli ultimi 38 anni (da quando esiste il sistema integrato di rilevazioni satellitari). Siamo a poco meno di 2 milioni di km² sotto la media totale, “meglio” rispetto al 2012 e 2016, due anni orribili per l’Artico, quando addirittura vi furono alcune tempeste di tipo tropicale a poche centinaia di kilometri dal Polo Nord. Ma vedremo nei paragrafi seguenti che c’è poco da rallegrarsi di questa apparente pausa fresca.

estensione ghiaccio artico 2017 minimo superficie kmqPare che l’estensione a livelli pre-2016 sia notizia lievemente positiva, proprio perchè il 2017 era iniziato piuttosto male, segnando il record negativo dell’estensione massima, il 7 marzo 2017, a “soli” 14,42 milioni di km²; gli ultimi rilievi, e tutti i precedenti, sono a questa pagina del NSDIC.

L’inverno 2016/2017 è stato infatti catastrofico e soprattutto dal punto di vista della media delle temperature artiche, con valore medio invernale di 3°C superiore alla media degli ultimi 40 anni; va aggiunto che in alcune aeree a Nord-Est delle Isole Svalbard e fino all’arcipelago russo della Severnaja Zemlja, per un’area di mare di oltre 600mila km², la media invernale delle temperature (misurate sulla superficie marina) era stata perfino di 8°C più elevata, con addirittura assenza quasi totale della banchisa attorno alle coste meridionali dell’Isola della Rivoluzione d’Ottobre che si affaccia sul freddissimo Mare di Kara da un lato, appunto quello meridionale, e dall’altro su quello di Laptev, quest’ultimo tuttora non navigabile per nove mesi all’anno a causa di ghiaccio marino persistente o pericolo di iceberg.

Quest’anno ad inquietare di più non è l’estensione (che è tutto sommato stabile nel suo trend comunque negativo), ma la qualità di questo ghiaccio marino. Per gli studiosi entriamo nell’era del “thin ice”, del ghiaccio sottile. Il fenomeno in atto è un assottigliamento progressivo ed irreversibile del ghiaccio marino, il passo quindi successivo, oltre che logico…, alla riduzione decennale della sua estensione.

sequenza temporale minima estensione ghiaccio artico 2017 nsidc Questo meccanismo non farà che accelerarne la riduzione ulteriore, ed accelerare il riscaldamento della superficie dell’Oceano Artico, che sarà anche sempre meno bianco, meno riflettente e più assorbente rispetto all’irraggiamento diurno. Secondo Julienne Stroeve, ricercatrice di vecchia data al National Snow and Ice Data Center (NSIDC), che ha percorso per mesi l’Artico, quest’anno non è stato particolarmente caldo ma troppo tempestoso, ed il danno sembra comunque massiccio per la qualità dei ghiacci restanti. L’inverno 2017/2018 inizia di conseguenza con ghiacci permanenti più sottili, più frastagliati, meno coesi. Ed anche facesse più freddo, sia in atmosfera sia sott’acqua, i ghiacci restanti della stagione precedente sono decisamente più esposti allo scioglimento ulteriore, all’assottigliamento ed alla riduzione complessiva; possiamo ragionevolmente aspettarci una situazione tragica da qui ad un anno, con un estensione minima nel settembre 2018 inferiore ai 4,5 milioni di km². Julienne Stroeve conclude nel suo articolo sul “thin ice” (link sopra) con questa dichiarazione : “Non potremo [mai più] tornare nemmeno alle condizioni degli anni ’80 e ’90, questo perchè oramai lo spessore del ghiaccio marino è sceso al punto di non-ritorno”.

Scioglimento ghiacci Groenlandia 2017 NSIDCPassiamo alla consueta “ancora di salvezza” artica, ovvero alla situazione del ghiaccio non-marino, veniamo quindi alla situazione della Groenlandia, tra banchise solidamente ancorate a terra e vasti ghiacciai. Quest’anno il sistema di ghiacci e nevi perenni della Groenlandia ha avuto uno scioglimento massiccio ed inaspettato, soprattutto durante i mesi di agosto e settembre, con un picco massimo di scioglimento oltre ogni record verso la fine di luglio, ed una anomalia ancora in fase di studio in settembre.

Per quest’ultima pare addirittura che gli uragani Irma e José abbiano avuto una certa influenza nel picco storico di scioglimento del 15 settembre…

foto satellitare uragani 2017 Groenlandia Irma JoseIn pochi giorni infatti quasi il 20% dei ghiacci della Groenlandia si è ritrovato in fase di fusione, forse a causa di venti da moderati a forti da sud che hanno fatto risalire una zona di alta pressione ed aria tiepida. Una “zona tiepida” che prima di Irma e José stazionava nel medio Nord Atlantico ed invece di continuare la sua rotta verso Irlanda e Scozia, è “tornata indietro” proprio a causa delle rotazioni anti-orarie di Irma e José, umidificandosi e portando addirittura piogge intense su versanti ghiacciati della costa meridionale ed orientale della Groenlandia (foto satellitare a lato, da cui si nota un corridoio di nubi risucchiato tra Canada e Groenlandia).

Quindi?
Come finirà?
Quali conseguenze della situazione artica attuale per il clima dell’emisfero settentrionale? Quali per il clima europeo a medio termine? Quali eventi meteorologici aspettarci a breve termine?

Di alcuni trend si parla da molto, ma gli ultimi dati sull’Artico di cui parlo sopra, se non aggiungono nuovi scenari piuttosto rassicurano ben poco sugli attuali. Si rinfozeranno alcune tendenze negative per il vivere umano, prima vittima fra tutti sarà l’agricoltura. Non dimentichiamo tuttavia quei “poveri cristi” degli animali che tuttora abitano nell’Artico o attorno ad esso, sono tuttora dichiarate minacciate di estinzione sempre più specie delle solo 50 che vivono aldilà del Circolo Polare Artico.
Termino con alcune osservazioni e probabili conseguenze :
– vi sarà un ulteriore rilascio di metano artico, causato da scioglimento del permafrost (metano sia intrappolato nei suoli costieri artici, fin nelle tundre più meridionali), sia il metano imprigionato sui fondali marini, con altro riscaldamento dovuto al rapido effetto-serra del metano atmosferico, la cui concentrazione media è aumentata del 30% solamente nel ventesimo secolo e si attesta oggi al valore di 1850 parti per miliardo, ovvero una concentrazione record sugli ultimi 350 000 anni*, allora la temperatura globale terrestre pare fosse di almeno 2° C superiore rispetto ad ora… e ci stiamo arrivando in modo rapidissimo [*fonte : Archer, D. (July 2007), “Methane hydrate stability and anthropogenic climate change”, Biogeosciences];
– spostamento duraturo di latitudine (più a sud, nell’area nord-est atlantica, più a nord sul continente americano, dove si registra da tempo uno spostamento medio di 2 km annui verso nord) della corrente a getto del fronte polare, (Jet Stream) con rottura degli equilibri baroclinici e probabile accelerazione della velocità della corrente stessa, con conseguente aumento di intensità delle tempeste atlantiche e aumento delle probabilità delle situazioni di blocco in mare aperto per l’anti-ciclone delle Azzorre e conseguente prevalenza dell’anti-ciclone ad esempio scandinavo, che non porta tanto freschezza ma certamente siccità;
– perturbazione nella circolazione oceanica profonda nel nord atlantico, con ulteriore scioglimento delle lingue di ghiacciaio che vi si affacciano, ulteriore rilascio di metano a ridosso delle coste di Groenlandia e Canada “artico”;
– aumento della temperatura atmosferica in tutto l’emisfero nord, in particolare nelle zone aldilà del Circolo Polare Artico, con particolare aumento nel Mare di Laptev, Mare di Kara, Mare di Barents;
– aumento in durata ed intensità degli eventi di tipo “ondata di calore”, nei paesi del Mediterraneo e dei Balcani.

 

Medo di http://petrolitico.blogspot.com

Fonte: www.comedonchisciotte.org

04.10.2017

 

Pubblicato da Medo

  • Nicolass

    bufale un tanto al kilo… tanto per gradire.

    • Airperri

      Cioè l’articolo direbbe un sacco di sciocchezze?

      • Holodoc

        Esattamente.
        Ad esempio, il giaccio della Groenlandia ha avuto un aumento record l’hanno scorso, e quest’anno ha già ripreso ad accumularsi grazie a nevicate sopra la media.
        Basta semplicemente non attingere i dati dalle agenzie “scientifiche” USA per vedere che la realtà è molto diversa da quello che ti vogliono far vedere:

        https://www.attivitasolare.com/crescita-del-ghiaccio-groenlandia-ancora-ad-un-ritmo-record-maggiore-dello-scorso-anno/

        • Falsissimo. “Attività solare”… Non dico altro.

          • Holodoc

            Quindi mente anche il sito governativo danese, da cui attingono i dati?

            https://www.dmi.dk/en/groenland/maalinger/greenland-ice-sheet-surface-mass-budget/

          • deadkennedy

            lascia perdere gli imbecilli di turno

          • Piramis

            Potrebbe aiutare a dirimere la questione, il sito danese sul monitoraggio dell’Artico e Groenlandia?
            http://polarportal.dk/en/groenlands-indlandsis/nbsp/total-masseaendring/
            Ci sono interessanti e direi autoesplicative animazioni sul monitoraggio nel periodo 2003/2017 dato che il tutto si basa sulle rilevazioni di una coppia di satelliti lanciati nel 2002, progetto GRACE,
            Certo, si tratta di un sistema satellitare in cui partecipa anche la NASA e si, sono calcoli matematici di un modello che calcola la perdita o l’incremento di massa d’acqua che si scioglie o si solidifica ma direi, con tutte le approssimazioni del caso, che è abbastanza chiaro l’andamento delle masse, nel periodo considerato.

          • Holodoc

            Non nego che il clima attuale sia più caldo rispetto agli anni ’50 o ’70. Ma questo non vuol dire che sia un processo inarrestabile.
            Come insegna la storia, il clima è in continuo cambiamento.

            Io ho solamente affermato che nell’ultimo anno i ghiacci della Groenlandia sono aumentati, fatto che i sostenitori del cambiamento climatico non hanno previsto. Quindi non ha senso ascoltare le loro “profezie” di sventura.

          • Piramis

            I rilevamenti di quella pagina, dedicata alla Groenlandia, non spaziano dagli anni ’50 ma sono relativi e limitati agli ultimi 15 anni e la fonte è lo stesso ministero danese, come nel sito che indichi tu, solo che questo è dedicato espressamente al monitoraggio dei livelli di ghiaccio nella zona del circolo polare e della Groenlandia.

            Ora, avendo altri dati, magari si possono contestare, ma quelli mostrati non sono proiezioni, bensì rilevamenti, effettuati con un sistema satellitare che monitora l’estensione e l’altezza dei ghiacciai e quindi la conversione dell’acqua in solido o liquido, per calcolare il corrispondente incremento/decremento dei livelli degli oceani.
            Da questi dati, come viene ben evidenziato, nel periodo tra il 2002, inizio dei rilevamenti, al 2008, c’è stata un’altalena di alti e bassi dei livelli ma dal 2008 in poi (si vede che la crisi dei subprime ha colpito anche la Groenlandia) i ghiacciai si sono continuamente ritirati e abbassati di livello, con le punte negative proprio negli ultimi due anni.
            Ora, tu sostieni che che nell’ultimo anno i ghiacci della Groenlandia sono aumentati, mentre quei dati dicono il contrario.

            A te, ora, argomentare e sostenere le tue affermazioni con dati altrettanto autorevoli.

            Per quanto mi riguarda, il mio contributo alla discussione l’ho dato portando dati che non erano presi in considerazione, non mi interessa una polemica in materia, quindi mi fermo qui.

          • Il dato dello scioglimento che ho riportato è più recente, ho parlato di fusione delle masse ghiacciate in Groenlandia, non dello stato complessivo. Non ho quindi potuto dire che quei dati sono falsi. Devo aggiungere che questo non dà comunque la patente di credibilità alle teorie messe in avanti dal sito “Attività Solare”. Ed il trend groenlandese sull’inverno che è appena cominciato, quindi 2017/2018, è nella media 1981-2010, ne’ sopra ne’ sotto, il dato della fusione è invece in netto rialzo per questi ultimi 4 mesi. Non prendiamo solo i dati che ci fanno comodo, io nel mio articolo ho citato il dato dello scioglimento perchè la novità è quella, altri dati di cumulo vanno valutati appunto fine inverno, non certo a fine estate. Cerchiamo di mantenere una certa ragionevolezza. A me non mi paga nessuno, coi miei articoli e le mie ricerche non guadagno nulla, ovunque io metta le mie ricerche ho disattivato le pubblicità. Non posso invece dire la stessa cosa per siti di dubbia utilità e moralità scientifica come “Attività Solare”.

    • Francesco Funari

      D’accordo. Hai mai pensato all’origine del nome “Groenlandia”?
      Quando vi arrivarono i primi navigatori nordeuropei, la chiamarono “terra verde” colpiti dall’estensione e dal verde dei suoi prati. Dove erano i ghiacci?
      La terra ha le sue pulsazioni climatiche con frequenze secolari e millenarie.
      Intorno all’anno mille, per ciò che ho letto, il clima fu rigidissimo, ma negli anni successivi nessuno si meravigliò delle temperature crescenti, non avendo affari da curare in tal senso.

  • An 19th century man

    Mah, sul riscaldamento globale credo che la componente sia solo in parte antropica. È innegabile che in città la temperatura sia maggiore, me ne accorgo quando vado in moto a lavoro che vengo investito da gelide folate non appena termina il cemento e inizia il verde; è a altrettanto innegabile però che, nelle varie ere, il clima è sempre mutato a prescindere. Io mi preoccuperei più della fine del petrolio, quando la resa agricola crollerà a quella fisiologica del pianeta, che può sostentare, secondo studi, intorno ai 500 milioni di esseri umani in luogo degli 8 miliardi attuali..

    • SanPap

      il problema sai qual è ? è che prima hanno stabilito a tavolino quanti milioni di esseri umani servono a mandare avanti il mondo secondo la loro visione, poi hanno fatto gli studi per giustificare quel numero. Magari quel numero è pure vero, ma la procedura insolita lo rende poco credibile, o meglio accettarlo suona come accettare la loro visione del mondo. Con loro intendo l’oligarchia che detiene il potere.

      • Cataldo

        Non c’è nessuna magia e non è scomparso, il buco ha generato una legislazione internazionale che ha messo al bando i clorofluorocarburi, dei cretini dicevano che fosse impossibili sostituirli economicamente, altri ancora più cretini che non era colpa dei cfc.
        La storia ci ha insegnato che
        1) La legislazione internazionale se applicata in modo corretto e rapido produce frutti, senza danneggiare l’industria ed i profitti
        2) Che il sistema atmosferico ha reagito positivamente alla riduzione dei cfc, con tempi di recupero lunghi ma certi e percepibili.
        La prospettiva di una erosione su larga scala dello strato di ozono era abbastanza terrificante, con danni definit e misurabili, tanto che è scattata una reazione politica su scala globale, che si è giovata della possibilità di concentrare gli sforzi su un settore ben preciso della produzione.
        Purtroppo per la quota antropica del riscaldamento climatico e distruzione dell’atmosfera non ci sono ne bersagli cosi facili nel ciclo di produzione ne danni cosi certi nello spazio e nel tempo sul piano dei costi da sostenere.
        Va ricordato che il controllo delle emissioni va fatto non solo per il problema del riscaldamento, ma anche per la distruzione del bene comune “aria” che ne consegue.

    • Alessandro Damalio

      500 milioni di americani o 500 milioni di africani da 600kcal giornaliere?

      • An 19th century man

        500 milioni, 2 miliardi, 4 miliardi.. Non vedo poi tutta sta differenza ai fini delle conseguenze.

      • Postadelmaga

        ma infatti se fossimo 300 milioni in meno ( o quanti sono in nord america) forse basterebbe … vedi che Kim alla fine non e’ cosi cattivo.

    • uomoselvatico70 uomoselvatico7

      Altroché se in città fa più caldo.
      Considera poi che tutte le case e tutti i palazzi sono tenuti sempre a 20-22 gradi e che quando la temperatura d’inverno scende sotto lo zero, questo equivale ad avere nelle città centinaia e centinaia di giganteschi termosifoni + decine di migliaia di automobili e camion che si lasciano dietro ciascuno la loro scia di aria calda del motore, +le varie attività industriali..
      Proviamo a pensare che qualità immane di calore possa dissipare d’inverno una città come Roma o Milano ad es, per non parlare poi delle smisurate megalopoli asiatiche e sud americane con decine di milioni di abitanti .
      probabilmente Tokyo da sola con i suoi oltre 15 milioni di abitanti consuma più energia di mezza Italia intera.

    • Postadelmaga

      A giudicare dalla quantita’ di CO2 che immettiamo annualmente nell’atmosfera ( enorme rispetto a qualsiasi dato, si parla di 10/20 volte di piu’ di quanto mai registrato negli ultimi 300.000 anni e piu’ )
      Beh direi che il nostro effetto sull’atmosfera sicuramente non e’ ne piccolo ne trascurabile ed e’ praticamente palese che questo abbia un impatto sul clima.
      ( visto sempre dai dati sul clima, il rapporto co2/temperatura e’ sempre stato legato in maniera abbastanza diretta )
      Sono d’accordo con te che una volta finito il petrolio ci saranno grossi problemi agricoli, dato che abbiamo esaurito la terra a cause di coltivazioni intensive e uso di diserbanti/insetticidi che ucciddono tutta la vita in essa ( senza la quale la terra tende a diventare sabbia )
      Ma tieni presente che gia’ ora in alcune zone del pianeta (mi sembra di capire che in medio oriente in particolare) si assistono gia’ a fenomini di siccita’ o alluvioni, senza precedenti, che distruggono il raccolto …
      … in pratica se anche ci fosse un’ attivita’ solare che contribuisce noi non stiamo facendo niente per rallentare la cosa se non buttare altra co2 nel cielo.
      Poi ci sono un sacco di effetti secondari che devono ancora venire fuori, in quanto una volta sciolto il ghiaccio, se sotto c’e’ la terra, succede che la terra che e’ scura ( e non riflette la luce ) accelera il processo di riscaldamento.
      … l’alzarsi delle temperature marine uccide planctom e corallo ( che partecipano al discorso fotositensi e fissaggio della Co2 sui fondali piu’ di tutte le foreste )
      Il risultato e’ che abbiamo davanti una terra in continuo riassetto che fatica a trovare un suo equilibrio.
      E non mi fraintendere non e’ la terra di cui ci dobbiamo preoccupare e manco gli orsi polari ma del genere umano … perche’ non mi venite a dire che il piano B e’ andare a vivere su marte.

      • rocco gennari

        Il plankton e’ danneggiato dall’acidità dell’acqua, non dalla temperatura. E’ infatti noto che i mai tropicali sono pieni di vita.
        Mettiamola così, si potrebbe pensare che senza la CO2 umana ad un certo punto il clima sarebbe andato verso una nuova glaciazione (presto o tardi…), ma con il nostro contributo tale trend potrebbe essere fermato o rallentato. E penso che ciò non possa far altro che tornare a nostro vantaggio. E’ una provocazione…

      • An 19th century man

        La Terra sopravviverà comunque e nonostante tutto. È la nostra sopravvivenza ad essere in gioco.

  • Peaceful Man

    Sono ormai migliaia gli scienziati in tutto il mondo che si sono allontanati dal mantra del Global Warming. Questo articolo potevate pubblicarlo nel 2000, o nel 2007 quando hanno comprato il Nobel per Al Gore condiviso con l’IPCC. Oggi gli orsi polari non sono più in via d’estinzione, i ghiacci aumentano e lo dimostra il piano dei russi per altri 50 rompighiaccio. Hanno soldi da buttare? Povero Al Gore indagato per allarmismo climatico! Il suo sequel di AN Inconvenient Truth un flop epocale. Due le spedizioni dei vostri free huggers bloccate dai ghiacci canadesi e salvate dalla Coast Guard prima che le imbarcazioni con cui erano partiti fossero schiacciate dai ghiacci. Nel 14 esimo secolo c’era più CO2 di oggi e la rivoluzione industriale non era ancora iniziata. Una mappa di un ammiraglio turco del 1513 indica il continente antartico privo di ghiaccio. Quando si è staccato il famoso iceberg di luglio, quello grande come il Delaware c’erano 33 gradi centigradi sotto zero! Nel 56 dalla stessa zona se ne staccò uno quattro volte più grande e nel 27 uno sei volte più grande. Perché? Semplice, chiedetelo ai ricercatori inglesi che hanno trovato 91 vulcani precedentemente sconosciuti sotto il ghiaccio dell’Antartide, due sotto la zona da cui si è staccati il ghiacciaio. Che effetto ha la lava sul ghiaccio? La scioglie? Ma dai! Dall’Australia all’Olanda aumentano le denunce nei confronti delle locali autorità meteorologiche per aver nascosto nuovi record di temperature negative. Il riscaldamento globale è una bufala per spacciare gli accordi di Parigi, ovvero una nuova tassa a favore dei soliti manipolatori finanziari per il lo

    • rocco gennari

      Be’ però anche tu ne dici abbastanza di bufale… che ci fosse più CO2 nel XV secolo e che non ci fossero ghiacci in Antartide nel 1513 proprio non ci credo, altrimenti le carote di ghiaccio che vanno indietro di migliaia di anni dove le hanno prese? e la CO2 nel XV secolo come l’hanno misurata. Il problema tanto nell’articolo quanto nel tuo commento è che non ci sono citazioni di quello che dite.
      Poi posso essere d’accordo che il ruolo del Sole è stato sottostimato e che i modelli IPCC hanno scazzato alla grande le previsioni di aumento della temperatura media. Ma reagire alle bufale con altre bufale non serve a nessuno.

      • Grazie, purtroppo non si dovrebbe nemmeno rispondere a commenti tipo quello di Peaceful Man che sono, loro, pieni di castronerie e molte bugie. Portiamo pazienza…

        • rocco gennari

          Probabilmente anche l’articolo non scherza in quanto a falso allarmismo e proiezioni a dir poco prive di fondamento. Finché non sai quali sono le cause vere e come agiscono fare previsioni è impossibile.

          • Falso allarmismo? Dove? Ho apportato dati ed ipotesi, invece nel commento del signor Gennari cosa c’è? Un accusa di aver detto o previsto cose false. Potrà motivare il perchè? Grazie e saluti

          • rocco gennari

            Mah… non volevo offendere il tuo lavoro. Anzi dai la possibilità di verificare le tue fonti mentre io scrivo per esperienza di lavoro, essendo geologo, e dico che l’uso di queste parole o locuzioni:”irreversibile, non potremo mai più tornare agli anni ’80…” mi pare un po’ fuori luogo sia in questo contesto che in quello scientifico. Non credo che l’andamento di un trend osservato su un breve periodo (ma neanche fosse più lungo) possa essere estrapolato per fare previsioni. Tant’è che la NASA ha scazzato le previsioni per i cilci solari, così come l’IPCC quelle della temperatura media del globo. L’estrapolazione in natura ha poca fortuna perché le forze in gioco sono complesse e capire come funzionano è fuori dalla nostra portata. Per l’appunto ci limitiamo ad osservare, ma chi vuole predire mi sembra un po’ troppo preso dal suo ruolo o in cerca di notorietà (nella peggiore delle ipotesi). A tutti farebbe piacere salvare il mondo… ma ahimé è molto difficile.
            Chi ha sotto mano i dati geologici sa bene che il sistema climatico è implicitamente ciclico, sia nel lungo che nel breve termine. Poi come “attività solare” posso citarti i lavori di chi trova queste ciclicità submillenarie, ma alcune le trovi lì. Non so dirti quale sia la forzante prevalente che agisce sulla temperatura media globale o sullo stato dei ghiacci artici e groenlandese, ti posso solo dire quello che è successo nel passato.
            Concludendo non so se le previsioni sono vere o false, mi sembrano un po’ strane e questa è la mia opinione basata sulla mia esperienza.

    • televisione falsa

      Voglio ricordare che lo scorso inverno in Italia centrale sono stati battuti i record di freddo

      • Postadelmaga

        ma questo non centra nulla … il clima non si riassume in un evento.
        Vedi se ti metti a sciogliere un sacco di ghiaccio avviene un fenomeno di sublimazione e questo produce del freddo ma e’ una roba temporanea.

        • RenatoT

          se sublima, è ghiaccio secco. 🙂

    • Tizio.8020

      In effetti, è più probabile una PEG, nei prossimi decenni, che lo scioglimento dei ghiacci…

    • Airperri

      Che te sei pippato? E comunque la mappa di Piri Reis è una copia di mappe molto più antiche. Poi il resto è un minestrone meraviglioso.

  • redfifer

    Se volete davvero dare notizie climatiche, piuttosto che leggere cazzate alla Gore tanto per intenderci, alle quali i siti meteo italiani si sono allineati dando per scontati i dati falsificati e dando loro la credibilità del Mago Telma, non solo dimostrano che non azzeccano previsioni per quanto riguardano le 72 ore, ma anche quelle semplici a 12 ore. Sarà forse il caso di farsi un giro in rete e dare una occhiata a chi come climatologo non si vende, piuttosto dare retta a chi fa della propria professionalità pattume. Eccone qui uno tanto per fare un esempio e leggerete tutt’altro.

  • fuffolo

    Il caldo che non arriva

    Il rischio di un rapido raffreddamento del Nord Atlantico nel 21° secolo è superiore a quanto stimato in precedenza
    https://www.attivitasolare.com/rischio-un-rapido-raffreddamento-del-nord-atlantico-nel-21-secolo-superiore-quanto-stimato-precedenza/

    Ghiacci artici: minimo 2017
    https://www.attivitasolare.com/ghiacci-artici-minimo-2017/

  • televisione falsa

    non si possono fare previsioni per il futuro , le previsioni di 15 anni fa’ di studiosi dicevano che oggi in estate l’ artico doveva essere senza ghiacci e hanno sbagliato , le previsioni gli studiosi le fanno perche’ fanno fare tanti soldi

  • televisione falsa

    oggi i ghiacci della groenlandia sono sopra la media

  • televisione falsa

    …..che poi un artico ” caldo ” puo’ causare inverni molto freddi alle medie latitudini

  • Ago SImo

    una domanda: più o meno nell’anno 1000 i vichinghi islandesi colonizzarono la Groenlandia per quasi 500 anni. L’insediamento fu spazzato via da un raffreddamento climatico avvenuto intorno al 1500. La domanda è: ma tutti questi rischi di cui parla l’articolo non avrebbero dovuto esserci intorno al X secolo e successivi, (e magari precedenti) visto che il clima all’epoca consentiva un seppur piccolo insediamento umano in Groenlandia?

    • rocco gennari

      Le variazioni climatiche hanno diversi tempi di ritorno (cicli). Il sistema climatico è molto complesso e per questo non riesco a modellizzarlo con precisione, ma una cosa che mi sento di affermare con relativa sicurezza è che difficilmente si vedono nel passato geologico trend climatici assoluti (può avvenire solo in relazione a grossi cambiamenti nella circolazione oceanica che avvengono in conseguenza allo spostamento dei continenti che causano l’apertura o la chiusura delle connessioni fra oceani). Per trend in tendo crescite durature o cali duraturi (centinaia di migliaia di anni e più). Il clima normalmente fluttua e mostra variazioni cicliche, alcune regolari altre non lineari. Di eventi freddi ne sono stati osservati tanti. Quello a cui fai riferimento è probabilmente lo Younger Dryas, ma non è l’unico e le cause ultime sono sempre difficili da comprendere. Sicuramente l’esperienza geologica dice che una aumento di temperatura comporta un miglioramento delle condizioni di vita (in generale, non è detto che lo sia per l’uomo dove vive adesso), mentre un raffreddamento implica una crisi biotica.

    • Truman

      Sarebbe da ricordare che la Groenlandia si chiama così perché vuol dire “terra verde” (green land). Noi siamo abituata a considerarla luogo di ghiacci perenni ma sembrerebbe che per lunghi periodi sia stata terra fertile.

      • rocco gennari

        certo, non so da quand’è che la chiamano così, magari sono stati i vichingi… comunque ciò che più pericolosamente porta a pensare il mantra GW è che con la leva della CO2 possiamo alzare o abbassare la temperatura a piacimento. Fosse così facile… Non dobbiamo pensare al clima come ad una cosa fissa e immutabile. Il cambiamento è nell’ordine delle cose, l’adattamento un motore di evoluzione.

        • deadkennedy

          poi basta un vulcano e quelle previsioni te le attacchi al piffero

      • Tizio.8020

        Era anche una bella truffa dei vari colonizzatori, Leif Eriksonn et compagnia bella, per attirare cogl. nei loro insediamenti.
        Sai, se ti presenti in Islanda (“terra dei ghiacci” !) vantando le lodi di una terra chiamata “Terra Verde” ha un’altro effeto che se l’hai chiamata “Terra ancora più ghiacciata”…

        • Holodoc

          Ecco chi ha inventato il marketing!

        • rocco gennari

          può darsi che la groenlandia beneficiasse di più della corrente del golfo… sicuramente non erano le bahamas, ma questo ti dice che correnti oceaniche e indici atmosferici che descrivono il movimento di masse d’aria possono avere un ruolo importante nel distribuire il calore sul globo.

        • Cataldo

          Gli ultimi articoli di archeologia sulla faccenda confermano l’ipotesi di un “marketing” della groenlandia come “terra verde”, visto che tra i beni più importanti esportati c’erano avorio di tricheco e altri derivati dalla fauna artica, non vino e fichi secchi 😉 ed i resti delle loro attività pastorali fanno pensare come abbastanza striminzita la loro agricoltura.

    • luca

      Già …verso l’anno 1000 cresceva anche la vite in Norvegia e probabilmente i ghiacciai sulle Alpi erano molto ma molto più piccoli di oggi stesso. Comunque la Groenlandia è abitata e lo è stata anche dopo la partenza dei vichinghi, dagli Inuit . Se t’interessa l’argomento dei Norse in Groenlandia le ultime ricerche dicono questo http://www.scienze-naturali.it/ricerca-scienza/groenlandia-16-secolo-la-scomparsa-dei-vichinghi-non-fu-causata-dalla-fame

    • yakoviev

      Infatti, il Periodo Caldo Medievale favorì vari eventi storici, fra i quali proprio l’espansione vichinga. Il successivo raffreddamento è chiamato “Piccola era glaciale” ed è durato fino al XIX secolo, da lì le temperature medie hanno cominciato di nuovo a risalire. Credere che il clima sia (o debba essere) sempre costante è una teoria antiscientifica, con in mezzo anche aspetti metafisici (il millenarismo della Grande Catastrofe Climatica in agguato) che non ha niente a che vedere con la realtà. A parte le Grandi Glaciazioni, anche nei periodi interglaciali (nel quale stiamo vivendo dopo la glaciazione di Wurm) il clima cambia naturalmente con periodi caldi e periodi freddi che si alternano. Ovviamente l’inquinamento fa male, devasta l’ambiente naturale e la salute degli esseri viventi, ed è questo, casomai, che deve preoccuparci.

  • televisione falsa

    Poi per quanto riguarda bombe d’acqua, alluvioni e siccità molto probabilmente sono volute dal potere tramite scie chimiche

  • Pyter

    Un’altra delle conseguenze dello scioglimento dei ghiacci è che comprando oggi un terreno in Groenlandia per pochi euri tra settant’anni lo si potrà rivendere dieci volte di più.
    Sui costi dei terreni in Antartide invece si sa niente?

    • rocco gennari

      Ahahah, dove raccolgono i fondi? vorrei costruire un campo da hockey da riconvertire in hockey su prato… affaroni in vista.
      Pochi euri x 10 volte = 70euri? un affarone!

    • SanPap

      da uno studio degli anni 80 sotto casa mia ora ci sarebbe dovuto essere il mare; appena l’ho letto mi sono organizzato per trasformare la casa in uno stabilimento balneare e ho chiesto il cambiamento d’uso; non ti dico la faccia di quelli del comune, mi guardavano come lo scemo del villaggio ma io sorridevo sardonico e pensavo “voglio vedere se riderete ancora quando finirete sott’acqua” e sono andato avanti; ora ho alcuni pattini in giardino e dal trampolino per i tuffi che sporge dalla camera da letto posso tuffarmi in un mare d’erba. Forse trasformerò un pilone per l’ormeggio in una colonnina per la ricarica delle auto elettriche. Ma sono pronto.

      • “L’importante è essere pronti a tutto.” diceva il mio scrittore preferito, Max Frisch. Poi, vabbé, se io sapessi in che regione o città Lei abita, magari un confronto tra gli anni ’80 ed oggi non sarebbe tanto divertente. Non è che io mi diverta a fare ore di ricerche, traduzioni, confronti, non è allarmismo ma invito all’uso della ragione. C’è chi, lo si vede tra i commenti, ancora scherza su questioni reali ed attuali. Poi oh, pazienza e a ciascuno il suo destino.

        • SanPap

          Grazie per l’interessamento ma senza consultare libri e statistiche lo vedo con i miei occhi che il livello del mare non è aumentato neanche di 1 cm: basta guardare i piloni che reggono i moli; vengo da Genova e il mare è il mio ambiente naturale, dove mi trovo meglio e che conosco meglio.
          Era il 1981 e avevamo deciso, mia moglie ed io, di acquistare una casa più grande, era in arrivo il secondo figlio; io amo il mare, mia moglie la collina, discussioni a non finire; un bel giorno mia moglie se ne esce dicendomi che nella zona che avevo scelto c’era stato un maremoto che aveva ucciso alcune migliaia di persone; mi documentai e scoprii che era vero, anche se il maremoto c’era stato, anno più anno meno, 2000 anni fa e scoprii anche la profezia che la zona sarebbe finita sotto il livello del mare verso il 2000; dalla necessità di difendere la mia scelta, poi nacque la promessa a mia moglie che se saremmo finiti sott’acqua avrei tramutato la nostra casa in uno stabilimento balneare.

    • Tizio.8020

      Già tutti venduti: se li sono comprati gli abitanti delle zone costiere che secondo la vulgata saranno sommerse dallo scioglimento dei ghiacci!

    • Cataldo

      A differenze dell’Artico, che risponde alla “Legge del Mare” per l’Antartico c’è un regime di cooperazione internazionale che vieta alcune attività e regolamenta le altre, il “Trattato di Washington” in pratica lo sfruttamento dei privati è al momento impossibile, per fortuna.

  • Pyter

    E da non sottovalutare anche l’aspetto turistico legato ai beni culturali. Se ci sono stati i vichinghi, gli archeologi avranno di che sbizzarrirsi. E’ quindi consigliabile l’iscrizione in massa dei nostri giovani all’università e con un titolo di studio tipo beni culturali tra settant’anni, potremo esportare là i migliori cervelli. Potrebbe essere un interessante punto programmatico da suggerire non solo al M5S per le prossime elezioni ma anche per tutte le forze moderate che guardano non solo al centro ma anche alla periferia.

    • rocco gennari

      Grandi ragaz! Un manipolo di cabarettisti allo sbaraglio! Siamo pronti per fondare un apartito!

      • SanPap

        a loro una tessera ad honorem
        “In base a questa nuova analisi, gli studiosi hanno concluso che lo scioglimento di questi ghiacciai non causerà l’aumento del livello del mare fino a 2 metri entro il 2100, come prevedono le ipotesi scientifiche basate sul costante aumento della velocità di scioglimento dei ghiacciai. Tuttavia, se la perdita di consistenti masse di ghiaccio in Groenlandia continuerà ad accelerare, il livello del mare potrà salire, sostengono loro, ma fino ad 80 centimetri entro il 2100.” … se l’acqua in eccesso non sarà finita nel buco dell’ozono o nella terra cava.

        • rocco gennari

          Ah no, eh! Sai cosa succede se blocchi il flusso di acque profonde dal mediterraneo all’atlantico? Il mediterraneo rischia di diventare una lago con acque profonde tossiche e meno salate in superficie!

          • SanPap

            scherzavo

          • DesEsseintes

            Sono d’accordo con te, il mediterraneo va lasciato cosí com’è.
            SanPap ha già dei gravi precedenti e da tempo è sotto la sorveglianza del Consiglio dei Dieci.
            Sei non vuoi finirci anche tu evita di dargli spago quando adesca nuovi adepti.

          • SanPap

            Catalogna Occitania Provenza Liguria Toscana Tuscia … ma ci pensi a cosa poteva essere ?
            Innocenzo III un predatore da Monte Lupone, e da dove se no ?

  • Lupis Tana

    la verità verrà a galla appena vedremo i cadaveri galleggiare sui mari…
    allora sarà troppo tardi… il riscaldamento ci avrà soffocati. spérem. t l

  • Blas
  • Tizio.8020

    Naturalmente, questa cosa qui non influisce:

    https://www.attivitasolare.com/un-supervulcano-lartico-parte-1/