ARMI PROIBITE: FOSFORO, DIME, URANIO, LUCIA

Come Don Chisciotte - Informazione indipendente dal 2003

DI FULVIO GRIMALDI

La Grande Bugia è una bugia così enorme da far credere alla gente che nessuno potrebbe avere
l’impudenza di distorcere la verità in modo così infame.


(Adolf Hitler, “Mein Kampf”)

La proprietà di un gentile (non ebreo), secondo la nostra legge, non appartiene a nessuno e il primo ebreo che passa può prendersela.
(Talmud, Schulcan Amen 156)

Non è permesso derubare un fratello, ma è permesso derubare un non ebreo.

(Levitico XDC,13)

Un ebreo può mentire e spergiurare per condannare un non ebreo. Il nome di Dio non è profanato quando si mente ai cristiani.
(Talmud, BabaKama, 113a, 113b)

Tutti i non ebrei sono solo degli animali, quindi tutti i loro bambini sono bastardi.

(Talmud, Yebamoth, 98°)

Anche il migliore dei Goyim (non ebrei) dovrebbe essere ucciso.

(Talmud, Abhodah Zarah, 26b)

Il Talmud è il libro-guida degli ebrei.

1500 uccisi in 22 giorni (di cui solo 95 combattenti), con altri da recuperare da sotto le macerie, 5.600 feriti, di cui gran parte morituri per ferite incurabili, 1 milione mezzo contaminati dalle bombe all’uranio, 22mila case demolite, 220mila persone senza tetto, tutte le infrastrutture per la vita distrutte. Questi i numeri dell’eroico, moralissimo, quarto esercito del mondo nella sua guerra contro un popolo inerme, affamato, minato nel corpo e nello spirito, privato di tutto da mesi, che lancia razzi di latta e fa qualche buco nella sabbia o nei muri. E lo fa DOPO che l’aggressore di sempre aveva bloccato la vita di tutta una popolazione per 18 mesi e infranto la tregua il 4 novembre uccidendo sei palestinesi a Gaza. Questi i numeri da sempre di noialtri civilizzati che, dal “nuovo mondo” da rapinare e ripulire di gente indigena, al Congo dei 20 milioni trucidati da Leopoldo I, dal Vietnam napalmizzato all’Iraq uranizzato, sappiamo tecnologicamente uccidere a distanze irraggiungibili da nemici con frecce e kalashnikov. Così i mitici combattenti di Tsahal hanno potuto radere al suolo l’intera Gaza, senza rischiare di arrivare a tiro dei moschetti palestinesi. E tuttavia hanno perso e sono dovuti andar via senza aver raggiunto lo scopo dichiarato: eliminare la Resistenza, fargli rivoltare contro il popolo. Così i prodi occupanti della Cisgiordania sanno fucilare ragazzini, prima che gli arrivi il loro sasso. Per tentare di schiacciare questo popolo in una tenaglia di morte e sottommissione, la quarta potenza militare del mondo ha lanciato da aria, terra e mare un ininterrotto tsunami di morte a base di armi proibite.

Quello che i Mengele israeliani combinano con queste armi l’avevo visto con i miei occhi nel laboratorio Libano, estate 2006, insieme al Dr. Ibrahim Faraj dell’ospedale di Tiro, rimasto nel suo ospedale mentre gli psicopatici di Tel Aviv lo tempestavano di ordini di andarsene e polverizzavano i dintorni (vedi il mio Gaza, Baghdad, Beirut: delitto e castigo, Malatempora ed.). Ragazzi in fiamme inestinguibili da fosforo bianco, interni di persone maciullati da DIME(Dense Intensity Metal Explosive), gambe stroncate da bombe a grappolo, necrosi inarrestabili da armi chimiche. E il Dr. Ibrahim amputava, amputava, fino a che non c’era più nulla da amputare. La guerra era persa, i sadici vigliacchi erano stato respinti nel loro Stato razzista, teocratico, monoetnico, ma la tecnologia Usa fornita all’avamposto imperialista in Medio Oriente aveva vinto la sua scommessa. Si poteva procedere con Gaza.



Su questo sfondo va vista l’esibizione di Lucia Annunziata nella trasmissione “Anno Zero” dell’8 gennaio 2009, quando si lanciò contro i corpi frantumati dall’infanticidio di Gaza, mostrati da Michele Santoro, urlando improperi sull’impostazione “filopalestinese” dell’unico giornalista che aveva osato far vedere ciò che l’intera ciurma del giornalismo italiano aveva occultato. Già era successo con Santoro ai tempi dell’aggressione alla Jugoslavia, quando un premier italiano, criminale di guerra e violatore della Costituzione, si precipitò a frantumare Belgrado e, addirittura, il Kosovo “da salvare” da una fittizia “pulizia etnica” del fittizio “dittatore” Milosevic. Una trasmissione dal Ponte Branco della capitale serba che lacerò i pudichi veli con i quali i corifei dell’ ”intervento umanitario” avevano coperto i massacri. Anche lì ci si accanì contro i bambini: non solo bombe a grappolo che sembrano balocchi o biscotti, ma, come mostrarono i miei documentari girati in quei giorni (Il popolo invisibile, Serbi da morire, Popoli di troppo), bombe intelligentemente mirate a bloccare il funzionamento delle incubatrici negli ospedali, bombe su scuole e asili. Togliere di mezzo l’infanzia è lo strumento per eliminare popoli di troppo.

Lucia Annunziata la conosco bene. Sul finire degli anni ’90 ci capitò tra capo e collo come direttore del TG3. Si mormorava che la sua marcia trionfale dal “manifesto” alla "Repubblica" e al "Corriere della Sera", per progressivi spostamenti di degrado professionale, fosse su vetture Fiat con alla guida lo sbruffone Nato con i baffetti. Arrivò con la testa cinta di allori sionisti per aver battuto i marciapiedi di tutto il Medio Oriente drappeggiata nel vessillo con la stella di Davide. Da noi durò poco. I suoi epiteti volgari all’indirizzo di colleghi convinti di far parte di una categoria degna di rispetto, le sue astruserie redazionali, la sua abissale incompetenza, i suoi bollori ormonali, le dovevano fisiologicamente aprire la strada verso qualche vertice nella mafirepubblica delle mafibanane, nella fattispecie la presidenza Rai, ma non la salvarono da una sollevazione senza precedenti di tutto il corpo redazionale, conscio di quel minimo di dignità che la testata conservava rispetto alle altre. Ne conservo un ricordo che ne anticipa qualità poi impostesi all’ammirazione di tutto il cucuzzaro nazionale filoisraeliano quando, in “Anno Zero”, si acquisì meriti imperituri presso la SpA Genocidi e Infantici. Fu, credo, nel 1996, cinque anni dopo la prima Guerra del Golfo e sei anni da quando l’Occidente cristiano, civile, democratico, aveva fatto strame dei diritti umani imponendo al popolo iracheno la punizione collettiva dell’uranio, prima, e dell’embargo poi. Le proposi di andare a vedere cosa stava succedendo in quel paese. Alla mercè del “mostro sanguinario Saddam” per Lucia c’erano solo i curdi di cui si diceva che erano stati gassati dal dittatore (poi risultò che furono le truppe iraniane). Ma c’era anche un popolo che resisteva all’embargo più feroce mai attuato prima di Gaza, una mortalità infantile decuplicata, in gran parte per merito dell’uranio sganciato dagli Usa, c’erano i neonati deformi, c’era una popolazione affidata alla scomparsa per fame, malattie, acqua tutta inquinata per distruzione degli impianti, contaminazioni, isolamento dall’universo mondo. Sapete cosa mi intimò la commessa viaggiatrice di Bush? Testuale: “Vai pure e parlaci dei datteri, dei monumenti assiri e babilonesi, ma guai a te se mi fai vedere un solo bambino iracheno menomato dall’uranio, o inscheletrito dalla fame. Mica voglio fare un favore a quel farabutto di Saddam…” . Glielo ricordai proprio in una trasmissione di Santoro. Farfugliò qualcosa su come mi sarei piuttosto dovuto occupare della frana nel Sarno.

Nessuna sorpresa per come reagì all’oscena piazzata della bipartisanamente cara signora, strabica nell'ottica e non ce ne potrebbe fregare di meno, ma molto più strabica più nell’etica, il verminaio politico e mediatico della marca imperiale. Dal fascista presidente della Camera, riscattato nell’antica fede dal modello ultradestro israeliano e dall’olio di ricino potenziato a fosforo, alla ciurmaglia dell’intendenza a suivre veltroniana. La quintessenza della deontologia giornalistica l’ha espressa ancora l’Annunziata quando, a sostegno delle armate nucleari accorse a tappare la voragine di verità aperta dalle immagini di “Anno Zero”, ha sentenziato: “Dobbiamo orientare il pensiero degli italiani su questa cosa”. “Orientare”, capito? E’ l’orientamento cui sono chiamati e votati i nostri operatori dell’informazione. Orientare come si è orientato il pensiero degli italiani su una pulizia etnica serba che era solo subita e mai attuata, su “interventi umanitari” che si risolvono nella decimazione dei civili, sulle armi di distruzione di massa in Iraq, sulle Torri Gemelle abbattute da Osama, sull’ “esportazione della democrazia” che comporta l’annientamento di paesi, popoli, culture, su un libero mercato che ci fa galoppare verso la fine del mondo, su una “lotta alla mafia” che è garantita dall’obliterazione di magistrati che ne rivelano l’intima convivenza-connivenza con la classe politica ed economica, su operazioni di peace keeping che mirano esclusivamente a imporre le soluzioni colonialiste e totalitarie dell’associazione per delinquere, detta comunità “internazionale”, all’ invincibile resistenza di popoli e classi deformata in “terrorismo”. Tutto questo è un deja vu. Ma poi ci sono, più perniciose dei rematori di questa nave di licantropi, le quinte colonne del pacifismo equidistante. Quelle che, contro una manifestazione di massa che si schiera accanto alle vittime di sessant’anni di ineguagliate atrocità di Stato, il 17 gennaio in tutta Italia, allestiscono una contromanifestazione ad Assisi che blatera di pace “contro tutte le violenze”, “contro tutti gli estremismi”. Quelle che si adontano, proprio da Assisi!, proprio all’ombra di benedicenti tuniche, dell’unica risorsa rimasta agli esclusi e banditi dal consesso civile, la preghiera. Quelle che si stracciano le vesti perché si da fuoco ai simboli di una etnolatria che incenerisce l’altro, dopo averlo derubato e lagerizzato. Quelle che concedono pagnotte e aspirine ai sopravvissuti, purchè lascino rimpiazzare l’occupante genocida da quisling venduti, protettei da caschi ONU o Nato, che hanno lo stesso compito di spezzare le reni e annichilire la dignità di chi resiste. “Sinistre cristiane”, fameliche ong, firmaioli di accorati appelli alla moderazione degli uni e degli altri, sinistri campioni del cerchiobottismo, predicatori di confronti e dialogo. Dialogo con una società deumanizzata che al 92% ha appoggiato la carneficina, famigliole che facevano picnic ai varchi per Gaza, esplodendo in applausi a ogni botto e a ogni colonna di fumo che garantivano l’intensificazione della mattanza. Dialogo con una cultura i cui libri sacri, altrettanti decreti esecutivi, assicurano l’impunità a ogni nefandezza inflitta al non ebreo. Sì, dialogo, ma una volta che Israele sia stata ammorbidito dal boicottaggio, dal ritiro degli investimenti, dall’esecrazione mondiale, dalla fine dell’immigrazione, dall’irriducibilità della Resistenza.

Una melma maleodorante che ha per effetto strategico la rimozione di quando, come e perché, tutto è iniziato: l’esproprio terroristico e bellico di un popolo stanziale da millenni, una successione ininterrotta di crimini di Stato, tutto nel quadro di una strategia coloniale secolare per impedire il riscatto di popoli attraverso eliminazione fisica, frantumazione, pulizia etnica e corruzione di quanto rimane. Umanitaristi dei cerotti a nascondere le piaghe, onde la cancrena possa continuare la sua opera fuori da sguardi importuni. Oh, da quali vertiginose altezze morali precipita sui dannati della Terra, purchè non “integralisti”, purchè non terroristici lanciatori di petardi, la caritatevole comprensione della nostra cristiana civiltà democratica. Purchè “riconoscano Israele”, cioè uno Stato razzista, escludente, militarista, espansionista, assassino, che non si è mai sognato di riconoscerne nemmeno l’esistenza. Non andavano così a consolare gli autoctoni sopravvissuti agli stermini continentali i nostri missionari? Solo quelli domati, s’intende. Solo quelli che, anche loro, ci riconoscevano padroni, emissari dell’unico sovrano e ministri del dio giusto.

Grande sollievo al manifestarsi, puntuale dopo ogni imbarazzante efferatezza israeliana, della compagnia di giro dei letterati israeliani sguinzagliati per eludere, con rimbrotti agli eccessi dei generali di Tsahal e alle “criminali provocazione di Hamas”, lo spaventoso peccato originale razzista e colonialista e il diritto di chi si difende attuando la Carta dell’ONU. Vediamo i Grossman, gli Oz, gli Jehoshua, mistificatori liberal da strapazzo, onorati in ogni ricettacolo del perbenismo collaborazionista, bofonchiare auspici di pace e di compromesso. Si sorvola, con disinvolta noncuranza, sui battimani con cui queste anime belle hanno sostenuto l’invasione del Libano, l’erezione del muro, l’olocausto di Gaza. Arrivano, con la stessa programmata puntualità (a conferma di quanto tempo prima l’attacco a Gaza fosse stato deciso) i film della mistificazione, che parlino di limoni contesi tra povera palestinese e buona israeliana (“Il giardino dei limoni”), o di “Valzer con Bashir”, piagnucolosa autocoscienza di reduce israeliano da Sabra e Shatila, perfidamente intesa a scaricare la colpa dell’orrendo massacro sui soli falangisti, che invece erano stati addestrati, indirizzati e diretti da Ariel Sharon. E quando non bastano questi emissari del Mossad dalla faccia umana, soccorre l’equipollente nostrano. E’ girato nei giorni dell’orrore sionista un appello del “venerando maestro” di parte ebraica, Moni Ovadia, cui infelicemente ha dato copaternità il palestinese Ali Rashid. Quale indiscutibile combinazione di fraternità, quale luminoso esempio di “dialogo”! Simmetria perfetta: l’invasione di uno degli eserciti più potenti del mondo è alla stessa stregua di un atto pur esecrabile di terrorismo.
E’ dunque grazie alla simmetria di “invasione” e “atto esecrabile di terrorismo” che crescono l’odio e il rancore, si radicalizzano le posizioni e le distanze diventano incomunicabilità. Già, perché con una Palestina massacrata per sessant’anni e una colonizzazione di mezzo milione di fanatici ebrei sul 22% residuo di Palestina, ridotto dal muro a un 12% spezzettato da posti di blocco e strade dell’apartheid, le posizioni non dovevano certo radicalizzarsi, odio e rancore erano paranoia pura e la comunicabilità era assidua e affettuosa. Ma se qui la presenza del palestinese pareva aver messo qualche freno alle equidistanze del guru ebreo, la maschera cade nell’intervista data a Guido Caldiron di “Liberazione”. Caldiron, punta di lancia della lobby ebraica nel quotidiano del PRC, è uno che s’era fatto notare a sinistra per gli inni di gioia con cui aveva celebrato la reazione delle destre libanesi alla vittoria di Hezbollah. Sollecitato da domande intrise di virulenza sionista, Ovadia si esercita nella pratica ossomorica dell’equilibrio sbilanciato. “La situazione è terribile e disastrosa anche per gli israeliani sottoposti a missili che possono ferire e uccidere ( tre morti contro 1.500)… La difesa (sic) dei cittadini dello Stato di Israele legittima e sacrosanta… I paesi arabi hanno accumulato pesanti responsabilità… le mire egemoniche della Siria… si sta gettando benzina sul fuoco, si rischia di creare le condizioni per una nuova generazione di terroristi… Quando mai il rogo di una bandiera è servita a fare qualcosa per un oppresso (magari sì, già soltanto dandogli il conforto di non essere solo al mondo e, comunque, fornendo un buon esempio)… che un palestinese perda la testa (sic) è comprensibile, ma che lo faccia uno che vive qui, o un italiano, mi sembra assolutamente inaccettabile… chi fa simili gesti non pensa minimamente ai palestinesi: pensa a se stesso, guarda il proprio ombelico, cerca di farsi notare… io di simili atteggiamenti non ne posso più, non ne posso più di questo ciarpame (sic)… Non è Paolo Mieli, non è Fiamma Nirenstein. E' Moni Ovadia. Peccato che Ovadia non guardi il proprio di ombelichi. Forse avvertirebbe un buco nero nel quale sono scomparsi i torti e le ragioni, gli strumenti criminali della rimozione di un popolo dalla sua terra, usati in 60 anni di terrorismo di Stato, e i sacrosanti strumenti di una disperata resistenza. Poi Caldiron incalza con, in prima pagina, l’intervista alla “pacifista” israeliana, sfuggita ai razzetti di Hamas, che anche lei si proclama equidistante: “La loro paura è la nostra”. Immaginatevi il terrore del bracconiere alla vista del fringuello che potrebbe cagargli sulla giacca.

Del resto tra religiosi ci si intende. All’Ovadia equidistante segue a ruota, su “Liberazione”, il Tonio Dell’Olio (Pax Christi) specularmente “equivicino”. Gonfiato di aria fritta il pallone aerostatico con le “innumerevoli iniziative che hanno portato volontari, pellegrini, giovani, a incontri di testimonianza con gli israeliani”, ecco l’esaltazione dell’ “equivicinanza” che ti fa “biasimare tutti coloro che ricorrono all’uso della forza e che continuano a credere, contro ogni evidenza, che la violenza possa risolvere problemi profondi… Bruciare fantocci e bandiere è il segnale preoccupante che la logica del disprezzo dell’altro ci ha catturati, aggiunge fuoco a fuoco, odio a odio, è l’ultima delle cose di cui abbiamo bisogno". Parrebbe dunque che per questi salomoni, impegnati a spaccare in due il bambino conteso tra madre vera e madre falsa, la cosa peggiore di tutte sia il rogo di uno straccio imperialista e di un pupazzo di killer in uniforme. Canagliesco, poi, il richiamo in finale alle vittime della Cecenia, della Somalia e del Darfur, tutte situazioni care ai missionari cristiani, care e rimpiante per non essere riusciti ad impadronirsene, nonostante la grande abilità interventista degli imperialisti e l’ancor più grande abilità mistificatrice dell’apparato mediatico e pacifinta. Naturale che, ahimè in sintonia con il dabbenuomo Paolo Ferrero, segretario del PRC a dispetto della marmellata poltronara di Svendola, questa gente sostenga come unico sbocco “realistico” i “due Stati per due popoli”. Uno Stato militarizzato fino ai denti, sostenuto dalla sedicente comunità internazionale a costo di qualsiasi obbrobrio (anche perché buon modello per repressioni interne e spedizioni internazionali future), accanto a uno “Stato” che non è che un puzzle su cui sia piombato un masso, senza confini, senza sovranità, senza forze armate confrontabili con stati sovrani, butterato dalle città del mezzo milione di coloni a crescere, privato di autonomia economica, politica, culturale. Com’è che vengono taciute da tutti le voci degli ebrei d’onore e umanità che si levano contro questa aberrante finzione per gonzi e dimostrano come l’unica uscita realistica e giusta sia lo Stato unico, democratico, possibilmente laico, con pieno diritto degli espulsi a tornare nella loro terra.

Massimo D’Alema è ribalzato sugli scudi dell’onorabilità a sinistra per aver borbottato due banali ovvietà: che l’azione israeliana era “sproporzionata” e che con Hamas si deve pur parlare. Ma che bravo il furbetto di un partitino da sottrarre al controllo del rivale troppo destrorso, facendo le fusa ai detriti della sinistra e al papa e occhieggiando verso quella maggioranza di paesi nel Sud del mondo che danno segni di insofferenza verso l’apocalisse planetaria perseguita dagli USraeliani, senza soluzione di continuità da Monroe a Obama! Sarebbe stato più credibile, il baffetto dai mille fiaschi, se avesse fatto qualche passo indietro sulla Jugoslavia. Questo è il sergente di ferro e politico di fuffa a stelle e strisce che ancora si vanta di aver fermato con le sue bombe stragi in Kosovo inventate per la bisogna, che nulla hai mai detto sui massacri perpetrati dai gangster narcotrafficanti dell’UCK, addestrati dall’agente Cia Bin Laden, a danni della minoranza serba in Kosovo. E’ il traffichino che ha sponsorizzato l’Operazione Arcobaleno in Albania, butterata dalla corruzione e dal ladrocinio e inquisita a Brindisi. E’ il tentacolino imperialista che ha sottoscritto, in piena aggressione alla Jugoslavia, la mutazione genetica della Nato da alleanza difensiva a coalizione di aggressori imperialisti in tutto il mondo. E’ il propedeutico dello Stato di Polizia piduista che ha messo al posto dell’esercito di leva una forza professionale di sgherri interni ed esterni e che ha dato ai Carabinieri lo status di Quarta Arma e poteri senza confronto con le polizie di altri paesi che non siano la Colombia.



Chiudo con un triste sorriso per quei compagni che si tagliano le palle politiche e morali frenando sulla solidarietà e sul rispetto per i combattenti di Hamas, “integralisti religiosi senza progetto politico accettabile”. Si risentono, le anime ortodosse e delicate, anche dell’ eccessivo indugiare di Santoro sui macabri particolari dei bambini di Gaza. Li svergogna perfino il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina che, correttamente, mette da parte ogni differenza ideologica nel momento dell’unica priorità, la resistenza. Meschino e saccente eurocentrismo che, questo sì, guarda solo al proprio ombelico. Dicono che quelli di Hamas, riconosciuti da un popolo sbranato, non sono per la rinascita araba, ma per l’ umma musulmana. Rieccheggiano le diffamazioni dei predatori. Ma chi glie lo ha detto? Ci portino i documenti di Hamas che parlano di califfato e non di liberazione della Palestina. Nella quale Palestina liberata se la vedranno poi liberamente ideologie e sistemi sociali e chi avrà più filo più tesserà. Mi ricordano quel puzzone del PRC che, di fronte all’immane tragedia irachena e ai successi dei suoi partigiani, scrollò le spalle e dichiarò con sufficienza: “La resistenza irachena non ci parla””. E anche così che Bertinotti è arrivato alla terza carica dello Stato.
Sei tu che non la sai ascoltare, coglione!

Fulvio Grimaldi

Fonte: http://fulviogrimaldi.blogspot.com/

Link: http://fulviogrimaldi.blogspot.com/2009/01/armi-proibite-fosforo-dime-uranio-lucia.html

21.01.2009

Commenti (58)

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    1. IVANOE 23 gennaio 2009

      Come sempre l'articolo di Grimaldi è talmente lucido e chiaro che parla con una lingua che è quella attuale e con la quale molti di noi parlano.
      Per quanto riguarda l'annunziata Grimaldi ci dettaglia la sia personalità, ma penso che molti di noi non stolti, l'avevamo capito da un pezzo, quando una diciamo di sinistra diventava presidente della rai sotto il governo berlusconi e come si dice a roma tranne il ricco stipendio che s'è preso di c.... i ne ha fatti tanti... infatti s'è girata dall'altra parte quando in modo antidemocratico quel governo di centro-destra imponeca la censura a tutto ciò che non era omologato come invece l'annunziata lo era.
      Sono monoliti le seguenti frasi passare e che rispecchiano la realtà di tutti questi pagliacci travestiti da onorevoli e ancora peggio da uomini/donne di sinistra :

      “Ancora oggi credo che una buona parte di italiani - di destra, centro o sinistra - vivrebbe nel fascismo come dentro la propria pelle. Magari dentro un fascismo meno coreografico, con meno riti, con meno parole, ma fascismo. Un regime che non dia loro la preoccupazione di pensare, di valutare, di scegliere.”
      Leonardo Sciascia

      “L’Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo.”
      Pier Paolo Pasolini

    1. paolapisi 22 gennaio 2009

      Preciso subito che non intendo dire che l'ebraismo, come qualsiasi altra religione, non possa essere criticato, e che anch'io non ho soverchie simpatie per una religione che privilegia l'aspetto (pseudo-)etnico. Detto questo, bisognerebbe differenziare ebraismo da sionismo: sono due cose diverse, non tutti gli ebrei sono sionisti, e abbiamo visto in questi giorni manifestazioni ebraiche contro il massacro di Gaza. Devo constatare che Grimaldi questa distinzione basilare non la fa per nulla: il nemico è l''ebreo" in quanto tale, non solo perchè infiocchetta l'articolo con citazion spurie del talmud e dell'antico testamento, a mostrare l'intrinseca malvagità degli ebrei, ma perchè scrive "Dialogo con una cultura i cui libri sacri, altrettanti decreti esecutivi, assicurano l’impunità a ogni nefandezza inflitta al non ebreo.". Qui la cultura è quella ebraica, non ci sono storie.

      Aggiungo che almeno le citazioni del Talmud dovrebbero essere autentiche e non scopiazzate a vacca da qualche sito o libercolo; non pare pretesa eccessiva. E invece non lo sono: basta andare a controllare.
      La proprietà di un gentile (non ebreo), secondo la nostra legge, non appartiene a nessuno e il primo ebreo che passa può prendersela. (Talmud, Schulcan Amen 156) Schulcan Amen non esiste, semplicemente. Esiste il Shulchan Aruch, che NON è parte del Talmud: si tratta di commentari alla Bibbia del xv secolo, ma la frase incriminata non c'è neache in Shulchan Aruch 156: http://www.geocities.com/yona_n.geo/kizzur/kizzur156.html In generale, il Shulchan Aruch vieta il furto a chiuque. Amen.

      Tutti i non ebrei sono solo degli animali, quindi tutti i loro bambini sono bastardi. (Talmud, Yebamoth, 98°) Questa è una delle false citazioni del Talmud he hanno più successo, ma è falsa lo stesso: http://www.come-and-hear.com/yebamoth/yebamoth_98.html


      "Anche il migliore dei Goyim (non ebrei) dovrebbe essere ucciso. (Talmud, Abhodah Zarah, 26b)" C'è scritto davvero? NO, naturalmente. ecco il testo: http://www.come-and-hear.com/zarah/zarah_26.html#PARTb
      Corre voce su internet che la frase suddetta sia contenuta nel Tosepoth (collezione di commentari al Talmud, senza ovviamente alcun valore legislativo) ma pare che sia falso anche quello e che anzi il Tosepoth dica che il comandamento veterotestamentario di uccidere i caananiti valesse solo in quell'occasione specifica: cioè la frase esiste, ma solo per essere contestata come opinione erronea. Naturalmente è falsissima la citazione veterotestamentaria del Levitico (e dire che la Bibbia è un testo di facile reperibilità): nel passo menzinato c'è scritto solo ""Non deruberai il tuo vicino".


      Che il Talmud insegni la superiorità del popolo ebraico è fuori questione, ma spizzicare qualche frase qua e là, perfino se fossero autentiche, è lo stesso metodo usato dai fanatici anti-islamici che prendono qualche citazione del Corano fuori conteso, per mostrare che i musulmani ci vogliono ammazzare tutti. Con l'aggravante, non da poco, che TUTTE, dicesi tutte, le frasi citate da Grimaldi - tranne quella di Hitler_, sono frutto di fantasia (non sua, ma delle fonti non attendibilisisme e non precisamente neutre da cui le ha prese). Aggiungo che mi pare un po' riduttivo spiegare la pulizia etnica e i massacri operati dallo stato sionista solo con qualche citazione apocrifa del Talmud: perchè massacri e crimini di guerra analoghi (e in quantità enormemente maggiore) e con lo stesso disprezzo razzista delle popolazioni locali, li hanno fattoanche gli USA in Vitenam, iraq, Afghanistan etc., e mediamente i soldati USA il Talmud non sanno neanche che cosa sia. E qui mi fermo, e mi sono molto tenuta, perchè solitamente stimo Grimaldi.


      Poi, ovviamente, l'articolo dice anche molte cose giuste.


      Un ultima cosa: che cosa vuol dire "Canagliesco, poi, il richiamo in finale alle vittime della Cecenia, della Somalia e del Darfur, tutte situazioni care ai missionari cristiani, care e rimpiante per non essere riusciti ad impadronirsene"???? Capisco il Darfur e la Somalia, ma i missionari in Cecenia? Grimaldi ha sempre difeso la Russia contro gli indipendentisti Ceceni fomentati dal peggio del peggio dell'imperialismo (e lo ha fatto giustamente, anche se io personalmente a differenza di Grimaldi non difendo anche le modalità dell'intervento russo e ritengo innegabili i crimini di guerra). Mi risulta che gli independentisti Ceceni siano islamici e i Russi crisitiani (o atei), non il contrario....

    1. nessuno 22 gennaio 2009

      o pinocchio la traduzione sta qua leggi semmai ti riesce
      http://s1.xzshare.com/1044843964-pranaitisital.pdf

    1. myone 22 gennaio 2009

      Anche l articolo sfora il grottesco. Dice cose vere, ma pure grottesche.
      Quando te fai una verita' o eserciti qualcosa, sbagli sempre, e l' oppinione diventa grande e infinita e non ci si capisce piu', anche se sembra tutto chiaro.

      Il diavolo dice il falso fin dal principio, e si vede che nasce e cresce nei cuori di intenti, e poi si va' a tuffare come targhet.


      Riporto alcune frasi dell' articolo.


      ART. Una melma maleodorante che ha per effetto strategico la rimozione di quando, come e perché, tutto è iniziato: l’esproprio terroristico e bellico di un popolo stanziale da millenni, una successione ininterrotta di crimini di Stato, tutto nel quadro di una strategia coloniale secolare per impedire il riscatto di popoli attraverso eliminazione fisica, frantumazione, pulizia etnica e corruzione di quanto rimane.


      A grandi linee chiedo correzioni.

      Questo si puo' rivoltare bene e fedelmente dall' altra parte.

      Nel 38, fra acquisizioni legali di terre da possessori dell' ex impero ottomano

      possessioni di parti appartenenti o di giuristizione Inglese, avendo nel tempo protettorato

      e territoi di stanziali secolari ebrei

      gli ebrei su quei terriroti dichiararono lo stato di israele

      Dopo otto ore dalla dichiarazione, tutti i paesi confinanti arabi, libano compreso, ed altri, si coalizzarono e fecero guerra agli ebrei, e persero.

      Il loro motto fu: Mai lo stato di Israele e mai ebrei su uno stato che si chiama Israele

      DOM: a chi va la citazione?

      Dove e a chi viene catalizzato il motto e l' intento e con che maniera,
      essendo i rimanenti paesi islamici e arabo-islamici, tenuti a freno pena una distruzione? In libano, nel libano, con i libanesi, con gli hamas, eletti dai palestinesi democraticamente

      IO, posso capire che corre nella testa degli israeliani, e come e cosa considerano le cose, le persone, e tutto il resto. Se sono schizzati, e' perche' lo schizzo rimane, persiste, continua, e il valore del niente e' l' unico valore, quando si mette in moto la cosa.


      Vorrei essere con Grimaldi, giorno dopo giorno, con un dito infilato nel sedere. Non sara' un cassan, ma vediamo se non mi tira qualche pugno da stendermi, non mi denuncia, non mi fa sbattere in carcere se essendo libero continuo, e sfinito dal tutto e dal di piu', non mi mette un coltello alla gola una volta per tutte. Se risorgessi, l' unica cosa certa e automatica, sarebbe un coltello di subito alla gola. Chi vede dira'_ povero myone, e che e'' un dito in culo, no sara' mica un cassan. Perche' tutto sto sangue? E se invece di uno siamo in mille? e formiamo un popolo. Se ello fosse uno che puo', farebbe l' ebreo.
      L' islam, l' arabo confinante, e tutto quello che volete, foraggia e promuove una causa che no e' solo palestinese, ma globale confinante, almeno, islamica. Battere l' unico chiodo attivo, e' tenere alta la guardia su tutta la scatola di chiodi.


      Capisco e do ragione al ragionamento ambiguo di fatti detti e personaggi e storia. Lo so. Ma se da una parte va e e' andata cosi, la medesima parte o un' altra parte, avrebbe fatto uguale, o te sei vittima o sei carnefice. O sei carnefice che diventa vittima, o sei vittima che diventa poi carnefice. La cosa migliore e' che no ci sia nulla di tutto questo, ma c'e' e c'e' stata e ci sara'.


      ART.Purchè “riconoscano Israele”, cioè uno Stato razzista, escludente, militarista, espansionista, assassino, che non si è mai sognato di riconoscerne nemmeno l’esistenza.


      Lo stato razzista ecc ecc, lo e' diventato, quando loro hanno posto la medesima condizione e intento per cui essi pagano, in tutti i sensi, e sempre al debito.

      Vorrei sentire un vero israeliano che ne pensa, che fatti adduce, ecc ecc.

      Io non parlo di parte. Vorrei parlare sopra le parti, guardando che rimane delle parti.


      ART.E’ dunque grazie alla simmetria di “invasione” e “atto esecrabile di terrorismo” che crescono l’odio e il rancore, si radicalizzano le posizioni e le distanze diventano incomunicabilità.


      Esatto. dove siano e dove siano partite, ogniuno si facci ail suo viaggio e si prelievi le sue ragioni di parte e no.


      ART.ridotto dal muro a un 12% spezzettato da posti di blocco e strade dell’apartheid,


      Esatto. Una delimitazione del luogo e un controllo, affinche' non ci sia piu' nulla dafare fra l' uno e l' altro. E da una parte, un controllo per vari kamikazze. Grimaldi, quelli che critichi ( anche se hai ragione) e ne dici a iosa, non penso che li frequnti, e nemmeno vi vai a fare gli auguri a natale.


      ART.La situazione è terribile e disastrosa anche per gli israeliani sottoposti a missili che possono ferire e uccidere ( tre morti contro 1.500)


      Qui entra ancora la storia del dito. Ma non ci penso. Penso come pensano loro, credo. :

      Iibano terra di prova e di voce dell'islam pro 38, situazione in atto,

      nessun trattato di pace. ostilita' contninua.

      Accordi si, ma poi l' intento rimane e il fine persiste, prima o poi

      e piu' hanno spazio forza e voce, e piu' arrivano ancora al 38

      stati arabi che alimentano e no armi e terroristi, ma che di fondo sostengono

      hamas eletto dai libanesi

      se non sono cassan sono kamikaze e atti che se potessero vanno oltre e in totale adempimento

      Tot abitanti ebrei, TOT islamici comfinanti e altro

      Proporzione 10 / 1.5000? Equa.


      ART. sfuggita ai razzetti di Hamas


      La storia del dito.


      ART. “Stato” che non è che un puzzle su cui sia piombato un masso, senza confini, senza sovranità, senza forze armate confrontabili con stati sovrani, butterato dalle città del mezzo milione di coloni a crescere, privato di autonomia economica, politica, culturale.


      Io non so, no so quanto e' stato imposto e quanto l' abbiano voluto loro, o chi per loro, sapendo che rimane quando tacciono e no, una sola cultura, per quanto riguarda la loro esistenza e il loro scopo.



      Stiamo sforando nell' assurdo, ma a parlare pro e contro, e' sempre assurdo, come assurdo rimangono loro, e assurdo rimane quello che si vede. Pure fra di loro si massacrano, a chi viene meno a questo intento, e vuole come cultura, far sparire tutto questo e fare una vita normale .
      Nel mentre, quando hamas e' piu' codardo di tutti e lascia i suoi come carne da macello, gli altri sparano nel mucchio del tutto.


      Tempo perso a dire e a capire. Le cose stanno cosi. Non tornano indietro neanche a morire, anzi, a morire continuano.

      Io sognerei andare in quei posti come me li immagino, ma la cosa e' nella mia immaginazione, come nella mia immaginazione, e' il cercare di capire, l' impossibilita' di fare, e sopratutto di dire, quello che no nsi puo' dire mai, perche' incomprensibile per noi, ma comprensibile solo per loro, a torto o ragione che si volgia recriminare.


      Quando si e' sopra le aprti che sono le genti, o si fa per loro delle cose, e riguardo a chi comanda e a tutto il rimanente, e' difficile sapere cosa pensano, dove arrivano, che valutazioni danno.


      Se ci fosse un grimaldi, o uno di noi, forse sarebbe usurpato, vittima, o forse peggio ancora, per le stesse profonde e intelligenti motivazioni, che di una parte o l' altra, se ne avvale.


      Nella mia citta' c'e' stata una manifestazione autorizzata, ma no seguita a fondo, in cui con 4 islamici e due decine di donne e due decine di bambini, in italiano a in arabo, si inneggiava a una guerra contro israele e gli usa, con slogan di assassini a bush e all' altro. A giro c'erano manifestazioni uguali a quelle in palestina, fate da islamici, manifestazioni guerrigliere e basta.

      Centinaia di sederi all' aria a pulirsi visi e a chinarsi, come se a noi c ene importasse della loro religione, che a fatica comprendiamo la nostra, ma che, se fatta in libera terra nella loro, farebbero presto a dire: italiano cattolico, cattolico usa, manifesti per israele, la gola non ce l' hai piu'.


      Capirsi, quando si e' lontani e incomprensibili, e quando no ci si confronta globalmente, e' un' idiozia.


      Passare per la storia ammettendo o rinnegando, quando la storia deve essere davanti a tutti, a partire da chi sta' sopra, con spettatori di tutto il mondo, e' un' utopia. Noi non comandiamo, non possiamo, proprio nulla.

      E' per questo, che come gli uni e gli altri e noi pure, crediamo a un Dio sopra le parti, e loro credono che ci sia un ddio che li supporti e li faccia di volta in volta vincitori o vinti, a secondo dei meriti o colpe, e questoa tutte e due le parti, cosi sara' questo loro Dio, nel tempo e di subito, ad elargire quello che ora si vede, che si vedra'. Non ci resta che pensare cosi. L' umano crede solamente di esserne la mano. Se quella di destra o di sinistra, giudicandola, non se ne ferma l' azione, se non dopo, a parole e a concetti.


      Ancora dico: perche' tutto il mondo e' inerme? Perche se si schierasse, di schieramenti ce ne sarebbero almeno due per ogni stato mondiale.

      E se poi si arrivasse a capirci con la forza, risolveremmo di subito ogni questione.


      La civilta', sta' in ben altro. Pure il periodo che stiamo passando, e che prometera' una crisi che pagheranno pure le generazioni a venire, e quindi ce n'e' di belle da vedere, ha ancora da approvigionarsi di un' intelligente riconversione del modo di vivere, di sopravviere, riconvertendo tutta la vita nostra, nei modi e nei fatti, anziche' continuare in questa via, giocando alla roulette fino alla fine. Quando ci sara' pure l' impossibilita' di pensarci, saremmo all' eta' della pietra evoluta.

    1. flespa 22 gennaio 2009

      E' proprio innanzi tutto nella Torah che si ritrova dispiegato il razzismo-suprematismo tribalistico e genocidario tipico dei giudei, oggi di nuovo all'opera. Ho già fatto la raccolta di questi lunghi e numerosi brani lovecraftiani. Se interessa posso segnalarli tutti con cura. Quanto al Talmud, trattasi dell'infinita interpretazione normativa del dettato veterotestamentario che porta a compimento l'ideologia particolaristica e separatistica (e anti-goyim) ebraica. Dire che "gli ebrei ortodossi seguono solo il pentateuco, cioè la Torah" significa non sapere nulla del giudaismo. E' vero, al contrario, che tutte le confessioni rabbiniche, con l'eccezione dei caraiti, considerano in pratica il Talmud (la "Torah orale") persino superiore e più vincolante dei litolibri.

      Joe Fallisi

    1. portoBF 22 gennaio 2009

      Hai ragione, questo dev'essere uno dei bloger assunti dal ministero della difesa israeliano, per "combattere" i presunti siti antisionisti. Secondo loro, se racconti la verità, sei un antisionista.

    1. flespa 22 gennaio 2009

      Ecco:

      http://www.come-and-hear.com/talmud/index.html
      http://www.come-and-hear.com/talmud/rabbis.html
      http://www.come-and-hear.com/supplement/index.html
      http://www.come-and-hear.com/biblio.html
      http://www.come-and-hear.com/structure.html

      Joe Fallisi

    1. Franky_Ramone 22 gennaio 2009

      post e contropost di sto articolo stanno sfiorando il grottesco. Però siete simpatici :-)

    1. myone 22 gennaio 2009


      Leggo solo il primo trafiletto sopra e rispondo e posto.


      Talmud e corano o sura, hanno delle stesse valenze. Quello che dico, e' che non so' fino a che punto sono incarnate nelle menti moderne. Questo non lo sa nessuno. Una cosa non si puo' nascondere, che il manifestarle, e' piu' palese nell' islam. Ma visto che, il contesto e' culturale e politico e storico, di cui, bisogna sempre andare dove e' successo e sono successi i fatti, per riportare detti e fatti, e solo li si sa' come erano i polsi, metto la controparte, quella vittima, e lascio a voi sapere o considerare quanto sia o no insita nel loro modo di credere e di fare.


      http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=13474

      Sura VIII
      39 Combatteteli finchè non ci sia più politeismo , e la religione sia tutta per Allah. Se poi smettono?ebbene, Allah ben osserva quello che fanno.

      Sura IX

      5 Quando poi siano trascorsi i mesi sacri, uccidete questi associatori ovunque li incontriate, catturateli, assediateli e tendete loro agguati . Se poi si pentono, eseguono l'orazione e pagano la decima , lasciateli andare per la loro strada. Allah è perdonatore, misericoridioso.

      29 Combattete coloro che non credono in Allah e nell'Ultimo Giorno, che non vietano quello che Allah e il Suo Messaggero hanno vietato, e quelli, tra la gente della Scrittura, che non scelgono la religione della verità, finchè non versino umilmente il tributo, e siano soggiogati.

      31 Hanno preso i loro rabbini, i loro monaci e il Messia figlio di Maria, come signori all'infuori di Allah, quando non era stato loro ordinato se non di adorare un Dio unico .

      38 O voi che credete! Perché quando vi si dice: « Lanciatevi [in campo] per la causa di Allah », siete [come] inchiodati sulla terra ? La vita terrena vi attira di più di quella ultima? Di fronte all'altra vita il godimento di quella terrena è ben poca cosa.
      39 Se non vi lancerete nella lotta, vi castigherà con doloroso castigo e vi sostituirà con un altro popolo, mentre voi non potrete nuocerGli in nessun modo. Allah è onnipotente

      86 E quando è stata fatta scendere una sura che dice:« Credete in Allah e combattete a fianco del Suo messaggero», i più agiati tra loro ti chiedono dispensa dicendo: « Lascia che stiamo con quelli che rimangono a casa».

      87 Hanno preferito rimanere con [le donne] lasciate a casa. I loro cuori sono stati sigillati e non comprenderanno.

      88 Ma il Messaggero e quelli che hanno creduto lottano con i loro beni e le loro vite. Avranno le cose migliori. Essi sono coloro che prospereranno.

      123 O voi che credete, combattete i miscredenti che vi stanno attorno, che trovino durezza in voi. Sappiate che Allah è con i timorati.
      Sura V

      17 Sono certamente miscredenti quelli che dicono: «Allah è il Messia figlio di Maria» . Di': « Chi potrebbe opporsi ad Allah, se Egli volesse far perire il Messia figlio di Maria, insieme con sua madre e a tutti quelli che sono sulla terra? Ad Allah appartiene la sovranità sui cieli, sulla terra e su tutto quello che vi è frammezzo! ». Egli crea quello che vuole, Allah è onnipotente.

      33 La ricompensa di coloro che fanno la guerra ad Allah e al Suo Messaggero e che seminano la corruzione sulla terra è che siano uccisi o crocifissi, che siano loro tagliate la mano e la gamba da lati opposti o che siano esiliati sulla terra: ecco l'ignominia che li toccherà in questa vita; nell'altra vita avranno castigo immenso , 34 eccetto quelli che si pentono prima di cadere nelle vostre mani. Sappiate, Allah è perdonatore, misericordioso.
      Pensate ancora che Maometto sia la via per il Paradiso?
      Quando si capirà che Gesù Cristo è l'unico Salvatore del mondo? Convertiamoci e crediamo nel Suo solo Vangelo perché a Dio Padre è piaciuto così e non meravigliamoci se poi si avverano terribili moniti se noi L'abbandoniamo e vediamo grandi potenze umiliate come già avvisati dal profeta Ezechiele nell'antichità.

      Capitolo 7
      [19] Getteranno l'argento per le strade e il loro oro si cambierà in immondizia, con esso non si sfameranno, non si riempiranno il ventre, perché è stato per loro causa di peccato. [20] Della bellezza dei loro gioielli fecero oggetto d'orgoglio e fabbricarono con essi le abominevoli statue dei loro idoli: per questo li tratterò come immondizia, [21] li darò in preda agli stranieri e in bottino alla feccia del paese e lo profaneranno. [22] Rivolgerò da loro la mia faccia, sarà profanato il mio tesoro, vi entreranno i ladri e lo profaneranno. [23] Prepàrati una catena, poiché il paese è pieno di assassini e la città è piena di violenza. [24] Io manderò i popoli più feroci e s'impadroniranno delle loro case, abbatterò la superbia dei potenti, i santuari saranno profanati. [25] Giungerà l'angoscia e cercheranno pace, ma pace non vi sarà. [26] Sventura seguirà a sventura, allarme seguirà ad allarme: ai profeti chiederanno responsi, ai sacerdoti verrà meno la dottrina, agli anziani il consiglio. [27] Il re sarà in lutto, il principe ammantato di desolazione, tremeranno le mani del popolo del paese. Li tratterò secondo la loro condotta, li giudicherò secondo i loro giudizi: così sapranno che io sono il Signore".
      Affrettiamoci quindi ad ascolatare i comandamenti di Dio, impegnamoci a metterli in pratica ed invochiamo senza sosta il Suo aiuto.


      La causa per me non e' religiosa o fanatica, e' di ostinazione e di contrasto fra due popoli, che si fanno le lor valenze, che ci rimettono, chi piu' e chi meno, che non si sopportano, che si prevalicano,

      e l' intento di uno e' di estinguere l' altro, perche' l' altro l ha gia' promesso, e l' uno si riprende quello che crede, sopratutto quando viene istigato. Quando c'e' una parte che comincia, l' altra attende poi risponde. Quando l' altra parte comincia lei di brutto, o e' perche' risponde, o e' perche' sa' gia' di che razza sono e a cosa mirano sempre, tenendo conto poi, che hamas o chi per lui, non e' altro che la voce e il sostegno non solo della causa palestinese, ma di quella araba e isalmica. Oltre un certo punto, e questo punto c'e' gia' stato nella sotria, la cosa e' cieca, e chi ci vede, in un certo senso, sono solo loro due.


      Visto che tutti e due credono nei profeti e nell' onnipotenza di Dio, chiedano ragione e aiuto, ed Egli provvedera'. Credono pure, che atti bellici o atti di guerre da fare, sono approvazioni di Dio, o castighi di Dio da prendersi, NOI LORO E GLI ALTRI, visto che non si puo' fare gran che di fondo e di risolutivo, stiamo a guardare, come finira'.


      Se nel mentre, ci sta' a cuore chi non si immola per questo o per altro, e li vediamo come esseri umani, ora come ora non ci resta che fare il possibile che si puo'.


      Tanto, e' solo un frangente, sopra una cosa piu' grande di noi, piu' ingarbugliata che mai, e piu' chiusa in tutti i sensi.

    1. alfa69 22 gennaio 2009

      purttroppo la storia serbo-kosovara nel occidente e conosciutta nel modo distorto e il sig. Grimaldi ne e la prova vivente visto, che ogni volta che scrive ne deve accenare la "grande rapina subita" dalla serbia.
      mi consola il fatto che di terre contese ce ne sono tante in europa (per non parlare del mondo), origine di guerre e di eccidi.
      doppo l'indipendenza serba dalla turchia alcune provincie abitate dagli albanesi sono finite sotto il tallone serbo e li sono cominciate le rivolte degli albanesi, i massacri e le deportazioni in albania e persino in turchia di un gran numero di kosovari, ma queste il signor grimaldi non le sa, non le hanno detto i suoi amici serbi.l'opinione occidentale di allora grazie alla" correta informazione" dei giornali ha saputo ben poco di quel che e successo tanto la causa del piccolo popolo albanese era segnata dai vari tratatti(santo stefano, berlin,londra etc) i serbi altro che kosova , si sarebbero presi meta dell'albania arrivando fino a fiume shkumbin, l'altra meta sarebbe anadata ai heleni come il resto di vorio epir(epir del nord). forse ci siamo salvati da un terzo incommodo, dall' italia che voleva anche lei le sue terre oltre mare.le terre rimaste disabitate come dopo ogni deportazione forzata, vengono ripopolati con nuovi abitanti slavi(in aggiunta a quelli che cerano gia) per dare un minimo di credibilita da punto di vista demografico.mi fermo qui,
      la storia e lunga e penso che i problemi fra serbi e kosovari non sono finiti, purttroppo con la dichiarazione dell'indipendenza.
      comunque consiglio sinceramente una lettura della storia fra le parti con l'ottica albanese.

    1. Affus 22 gennaio 2009

      bugiardone , lo sai che sta scritto che non è permesso derubare nessuno ma hai tradotto secondo le tua mente distorta .

      Inoltre devi sapere che nelle scuole cattoliche e nei seminari si studia il De bello gallico di cesare . Questo de bello gallico però non fa parte della bibbia , è solo consigliato per conoscere meglio il latino .

    1. antsr 22 gennaio 2009

      per caso fai il predicatore? meno male che Dio è più grande di me e di te e non ha bisogno delle tue e mie parole è troppo buono per darti ragione...sic affettuosamente un saluto...

    1. reza 22 gennaio 2009

      Grimaldi è l'unico, tra le figure conosciute nei media, che sta informando gli italiani sulla vera entità della crisi israelopalestinese, dicendo la verità

      Gli altri o taciuno, o come quella creatina di Annunziata disinformano.

      Chi vuole davvero aiutare i palestinesi deve conoscere prima di cosa si tratta:

      Il conflitto israelo-palestinese(o meglio dire; israeliani-paletinesi) non e' una questione di occupazione militare da parte di un paese(Israele) di un altra(Palestina) , semplicemente perché Israele non e' un paese che si sia stabilito li "normalmente" e che, nel 1967, ha occupato un altro Paese.

      I palestinesi non lottano affatto per uno "Stato", ma per la libertà, l'indipendenza e l'uguaglianza, sulla loro terra che è la Palestina e che è stato occupato dalle forze esterne(sionisti) che con l'aiuto dell'occidente coloniale, nell'1948, hanno deciso di cancellare il nome della Palestina dalla carta geografica sostituendola con Israele.

      E' proprio come nel sudafrica dell'aparthaid, il paese apparteneva ai neri, ma dei bianchi immigrati li avevano preso il potere in tutto il paese, impostando ai neri un regime razzista con le leggi che favorivano gli ultimi arrivati.

      E' questo che sta succedendo in Palestina e non altro.

      Per qualche anno l'ocidente, complice (in tutto) dei sionisti , ha preso in giro i palestinesi , cercando di convincerli con la storia di "due stati, due popoli" , con uno "stato" palestinese sui territori occupati nell'1967, come era negli accordi di Oslo e firmato dagli israeliani, ma restituire i territori occupati nel 1967 non è mai stato nelle intenzioni dei sioinisti e da li a poco, sia i palestinesi che il mondo, hanno capito che gli insediamenti ebraici costruiti sui territori occupati nell'1967 sarebbero rimast in piedi per sempre, che Gerusalemme sarebbe stata sotto l'esclusiva sovranità israeliana che in questi anni ha proceduto con la pulizia etnica per pulirla dalla presenza dei palestinesi, e che i palestinesi non avrebbero mai avuto uno Stato indipendente, ma sarebbero stati per sempre sotto il dominio economico israeliano,perché Israele non vuole la pace ma solo l'annientamento della resistenza dei palestinesi per schiavizzarlii, esattamente come li ordina il Talmud.

      Israele non ha mai riconosciuto, e non riconoscerà mai, nessun diritto ai palestinesi, e quando essi chiedono i diritti li ammaza, si signori, li ammazza a sangue freddo imbottigliando il loro sangue per brindare coi capi stato e politici occidentali alla salute del sionismo.

      Ricordatevi che pure Arafat che ha riconosciuto il diritto di Israele ad esistere, è morto sotto l'assedio israeliano perché in cambio di questo riconoscimento chiedeva diritti per il suo popolo, e che Abu Mazen in 22 giorni di massacri di sua gente a Gaza, non ha mai alzato la voce contro Israele ed è solo per questo che è ancora "amico" loro, perché è totalmente sottomesso, perché non chiede nessun diritto per i palestinesi ma solo per se stesso; vuole solo diventare il capo secondino dei campi di concentramento sionisti dove i palestinesi vivono e nient'altro, mentre Hamas non ha ceduto a questo ricatto e non riconosce Israele e lotta per far sopravvivere la Resistenza palestinese.
      Non è quindi una questione di "terrorismo" ma di lotta per la libertà e se di terrorismo vogliamo parlare questo è sicuramente da collegare ai sionisti che hanno fondato Israele in base al terrorismo ebraico.

      Sir Gerald Kaufman la settimana scorsa ha detto;
      "Israele è nato dal terrorismo ebraico; il padre di Tzipi Livnis era un terrorista.”

      Kaufman è un veterano rappresentante del Labour, che ha paragonato le azioni delle truppe israeliane a Gaza ai nazisti che costrinsero la sua famiglia a fuggire dalla Polonia.

      Kaufman durante il dibattito dei Commons sui combattimenti a Gaza, ha invitato il governo inglese ad imporre un embargo delle armi su Israele.

      Sir Gerald, che è stato cresciuto come ebreo ortodosso e sionista, ha detto: “mia nonna era a letto malata quando i nazisti entrarono nella sua città natale che un soldato tedesco la uccise nel suo letto.”

      “Mia nonna non è morta per fornire una copertura ai soldati israeliani che assassinano le nonne palestinesi a Gaza. L'attuale governo israeliano sfrutta crudelmente e cinicamente il continuo senso di colpa dei gentili per il massacro degli ebrei nell'olocausto come giustificazione per i loro omicidi di palestinesi.”

      Ha detto poi che l'affermazione che molte delle vittime palestinesi fossero dei militanti “era la risposta dei nazisti” ed ha aggiunto: “suppongo che gli ebrei che combattevano per le loro vite nel ghetto di Varsavia avrebbero potuto essere definiti come militanti.”

      Ha accusato il governo israeliano di cercare la “conquista” ed ha aggiunto:

      “Non sono semplicemente dei criminali di guerra, sono dei pazzi.”

      Chiunque visiti il parlamento israeliano, noto come 'Knesset'(dal Kanissà che tradotto dal ebraico significa Sinagoga), vedrà all'ingresso principale una frase scritta sul muro che dice:
      'La compassione verso i non-ebrei è vietata, se vedete un non-ebreo cadere nel fiume o affrontare un pericolo, vi è proibito salvarlo perché tutte le nazioni sono nemiche degli ebrei e quando un non-ebreo cade in un fossato, l'ebreo deve richiudere il fossato con un grande macigno, finché non muore, così i nemici perdono una persona e gli ebrei saranno in grado di conservare il loro sogno della Terra Promessa, di una Più Grande Israele!'

      Bella "democrazia" no ?

      Chiunque, di destra o di sinistra, difende Israele, o è un coglione razzista ed ignorante come lo sono la maggioranza dei politicanti occidentlai, o è un sionista come sono molti politici, giornalisti, intelettuali, artisti, industriali, ricchi.................nel mondo.

    1. mikaela 22 gennaio 2009

      E' posizionato prima di questo

    1. afragola 22 gennaio 2009

      "Questo Fulvio Grimaldi non andava semplicemente cacciato dalla rai come fazioso e disonesto , ma messo alla porta andava fatto rotolare per la scale con un calcio nel sedere ."

      auhg grande capo ascella fetente ha parlato ...manitu' salvaci tu

    1. mazzi 22 gennaio 2009

      Ho ricevuto una "tip" del tutto ufficiosa ma quanto mai interessante e quindi ve la passo. Prendetela se volete con beneficio di inventario perche' non ho possibilita' di rivelare la fonte.

      Riguarda i tempi dell'invasione di Gaza: pare che Israele abbia ottenuto la green light per l'attacco a Gaza (da chi lo sappiamo) A PATTO che tale azione militare terminasse prima dell'insediamento di Obama.

      Le ragioni: l'attacco non doveva mettere in imbarazzo la nuova linea politica del presidente entrante.

      L'esercito israeliano non ha scelto di ritirarsi ma ha dovuto farlo perche' questi erano i patti. In poche parole e' stato detto agli israeliani: fate tutto quello che volete fare adesso perche' dopo non sara' piu' tanto facile - per motivi di immagine.

    1. Killyouridols 22 gennaio 2009

      certo specialmente le coscenze che si mettono davanti alla tv ,loro si che hanno quello che necessita per decidere vero?
      ogni coscenza retta , e quelle non rette? coglione.

    1. afragola 22 gennaio 2009

      no fabb...questo non è solo Islamofabo ........'e strunz'

    1. Franky_Ramone 22 gennaio 2009

      ho dato un'occhio al loro sito, ma non l'hanno messo sul catalogo in rete. Cmq grazie mille!!!

    1. Fabriizio 22 gennaio 2009






      a proposito, credo che a farlo cacciare siano stati i tuoi parenti mediorientali



      non sei orgoglioso ?



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