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AMNESTY INTERNATIONAL ORGANO DI PROPAGANDA DEL DIPARTIMENTO DI STATO USA

DI TONY CARTALUCCI
informationclearinghouse.info

Amnesty, gestita da delegati del Dipartimento di Stato degli USA, finanziata da individui riconosciuti colpevoli di crimini finanziari, minaccia le cause di difesa dei diritti umani in tutto il mondo.

Immagine: Dal sito web di Amnesty International USA, “Liberate le Pussy Riot.” “Aiuta Amnesty International per mandare a Putin un carico di passamontagna.” Questa trovata pubblicitaria infantile riporta alla mente le buffonerie di Gene Sharp, anch’esso finanziato direttamente dal Dipartimento di Stato Statunitense – e si accorda con gli obiettivi del Dipartimento di Stato di indebolire il governo russo attraverso la sua squadra di attivisti di opposizione finanziati dagli USA” che comprendono tra questi le “Pussy Riot.“Che Amnesty International supporti l’agenda del Dipartimento di Stato americano non dovrebbe indurre sorpresa, in quanto letteralmente gestita dal Vice Sottosegretario per le Organizzazioni Internazionali del Dipartimento di Stato degli USA, Suzanne Nossel.

….

Erroneamente considerata da molti come la voce finale in materia di diritti umani nel mondo, potrebbe destare sorpresa sapere che Amnesty International è nei fatti uno dei più grandi ostacoli alla causa dei diritti umani su tutta la Terra. Nel suo più recente rapporto annuale del 2012 (pag 4, .pdf), Amnesty reitera una delle più grandi falsità, sistematicamente ripetuta:

“Amnesty International è finanziata principalmente dai suoi membri e da donazioni pubbliche. Nessun fondo è domandato oppure accettato dai governi per la sua opera di investigazione e campagna contro gli abusi dei diritti umani. Amnesty International è indipendente da ogni governo, ideologia politica, interesse economico o religione”.

Questo è nettamente falso. In verità Amnesty International è finanziata e condotta non soltanto da governi, ma viepiù da enormi interessi di finanziatori d’impresa, e non solo è intrecciata con ideologie politiche ed interessi economici, Amnesty è uno strumento essenziale utilizzato per perpetuare esclusivamente tali interessi.

Il finanziamento di Amnesty International

Trovare informazioni relative ai finanziamenti di Amnesty International è reso deliberatamente difficile – questo chiaramente per proteggere il mito di “indipendenza” dell’organizzazione. Come ogni operazione criminale organizzata, Amnesty separa i legami finanziari compromettenti attraverso una serie di manovre legali e organizzazioni ombra. Sul sito web di Amnesty si trova:

“Il lavoro portato avanti dal Segretariato Internazionale di Amnesty International è organizzato in due entità legali, in conformità alla legge del Regno Unito. Queste sono Amnesty International Limited (“AIL”) e Amnesty International Charity Limited (“AICL”). Amnesty International Limited prende in appalto le attività caritatevoli per conto di Amnesty International Charity Limited, istituzione benefica registrata.”

Ed è lì, presso la Amnesty International Limited, il luogo in cui sono mantenuti i legami con governi e finanziatori d’impresa. A pagina 11 del Rapporto e Rendiconto Finanziario del 2011(.pdf) di Amnesty International Limited è riportato:

“I Direttori sono lieti di ringraziare per il loro supporto la John D. e Catherine T. MacArthur Foundation, la Oak Foundation, la Open Society Georgia Foundation, Il Vanguard Charitable Endowment Programme, Mauro Tunes e l’American Jewish World Service.
Il UK Department for International Development (Governance and Trasparency Fund) ha prorogato il finanziamento per un progetto quadriennale a favore dell’educazione per i diritti umani in Africa. La Commissione Europea (EuropeAid) ha generosamente accordato una borsa di studio pluriennale destinata al lavoro a favore dell’educazione per i diritti umani di Amnesty International in Europa”.

Dunque è chiaro, Amnesty prende effettivamente del denaro sia dai governi sia dai finanziatori d’impresa, una delle più note delle quali, Open Society, è presieduta dal riconosciuto colpevole di crimini finanziari George Soros.
Nel Marzo 2012 un report di Bloomberg, intitolato “Soros perde la causa contro la condanna della corte francese per Insider-Trading“, illustrò che un ricorso basato sulla violazione dei “diritti umani” contro Wall Street da parte dello speculatore George Soros fu rifiutato dalla “Corte Europea dei diritti umani”.

Soros, la cui Open Society finanzia tra le altre anche Human Rights Watch e una miriade di altre associazioni sostenitrici di “diritti umani”, letteralmente cercò di usare il racket occidentale dei diritti umani per difendere sé stesso contro l’accusa di frode finanziaria in quella che forse è stata la manifestazione più trasparente di come operano queste organizzazioni.

Soros, che fu condannato e multato per insider trading nel 2002 in relazione alle azioni della banca francese Société Générale da lui acquistate nel 1988, ha costruito un impero dall’offuscamento di attività criminali globali grazie alla causa dei “diritti umani”. Il suo supporto, così come quello dei governi britannico ed europei, nei confronti di Amnesty International mira solamente all’espansione di questa pratica di offuscamento.

La leadership di Amnesty International

Anche la leadership di Amnesty ci dice qualcosa in merito alla sua reale agenda. Suzanne Nossel, Direttore Esecutivo di Amnesty International USA, per esempio fu designata direttamente dal Dipartimento di Stato americano – dunque ancora una volta contraddicendo amaramente le dichiarazioni di Amnesty di essere “indipendente” da governi ed interessi delle corporations. Nossel ha continuato a promuovere la politica estera statunitense, ma semplicemente dietro un podio con un nuovo logo, il logo di Amnesty International, affisso su di esso. Il sito web di Amnesty International menziona specificamente il ruolo della Nossel dietro le risoluzioni ONU appoggiate del Dipartimento di Stato USA, riguardanti Iran, Siria, Libia e Costa d’Avorio.

Immagine: Stesse menzogne, podi differenti. Suzanne Nossel, in passato facente parte del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, è oggi direttore esecutivo di Amnesty International USA. Non è cambiata la sua funzione primaria di abbellire le aspirazioni dell’egemonia globale dei grandi finanziatori nel suo nuovo ruolo di “difensore dei diritti umani”.

….

E’ stato largamente documentato come questi temi girano attorno ad un piano decennale escogitato dalle grandi partecipazioni finanziarie mirante a dividere, distruggere e saccheggiare le nazioni viste come ostacolo all’egemonia globale statunitense. Specificamente al caso della Siria, è stato rivelato come l’attuale catastrofe dei “diritti umani” ha origine risalente ad una cospirazione premeditata del 2007, documentata dal giornalista del “New Yorker” Seymour Hersh, tra USA, Israele e Arabia Saudita, la quale cercò ed ottenne di finanziare, armare e dispiegare estremisti settari che indebolissero e rovesciassero il governo siriano – questo nonostante la piena consapevolezza della tragedia umana che avrebbe comportato.

Il contributo della Nossel dunque è semplicemente di abbellire quella che crudamente è un’aggressione militare e il raggiungimento dell’egemonia delle corporations finanziarie col pretesto del supporto ai diritti umani.

Uno sguardo su AmnestyUSA.org rivela che ogni fronte sul quale il Dipartimento di Stato americano sta attualmente lavorando e che costituisce per esso priorità è coincidentemente priorità anche per Amnesty International. Questo include manifestazioni e campagne a supporto dei gruppi di opposizione al governo russo finanziati dal Dipartimento di Stato americano (attualmente ossessionato dalle “Pussy Riot“), l’indebolimento del governo siriano, il rovesciamento del governo bielorusso, e il supporto alla creatura di Wall Street Aung San Suu Kyi del Myanmar (ancora chiamata Birmania dalla stessa Suu Kyi secondo la nomenclatura imperiale britannica).

Amnesty International tradisce la reale promozione dei diritti umani.

Amnesty in realtà nasconde quelle tematiche che sono critiche per la politica straniera statunitense nei fondi dei loro siti o nel retro dei loro report. Allo stesso modo, i media istituzionali riportano selettivamente le questioni che coincidono con i loro interessi [delle politiche estere statunitensi, ndt.], mentre altre problematiche sono o sminuite in termini di spazi dedicati oppure non riportate neppure. Ed è precisamente perché Amnesty nasconde tutte le questioni, eccetto selettivamente enfatizzare quelle che sono contribuenti agli interessi delle immense corporations finanziarie, che Amnesty diventa uno dei più grandi impedimenti alla genuina promozione dei diritti umani sulla Terra.

Immagini: Fabbricando Dissenso. “Liberate le Pussy
Riot” (sopra). Ironicamente,
la FIDH [Federazione Internazionale dei Diritti Umani, ndt.] è finanziata direttamente dal Dipartimento di Stato Americano attraverso la Neo-Con US National Endowment for Democracy (NED) così come dalla Open Society di George Soros. “Russia: Fermate il flusso di armi verso la Siria!” (sotto). Se il Dipartimento di Stato americano lo vuole, state sicuri che Amnesty International, da esso guidata, ne organizzerà una manifestazione – e a prescindere dalle dimensioni o dalla legittimità della dimostrazione, aspettatevi i media istituzionali farne notizie da prima pagina.

….

Alle persone comuni è data la falsa impressione che “qualcuno sorvegli” sulle violazioni dei diritti umani, quando in realtà ciò che Amnesty e tutte le altre organizzazioni come essa fanno è gestire selettivamente la percezione pubblica su tali violazioni, fabbricando o manipolando molti casi affinché questi si conformino meglio all’agenda delle grandi partecipazioni finanziarie. Questo si osserva bene quando interi report fabbricati da Amnesty o da Human Rights Watch si basano unicamente su “dichiarazioni di testimoni” raccolte tra i racconti dei gruppi di opposizione sostenuti dagli Stati Uniti.
Nel raro caso in cui un report include riferimenti su reali prove fotografiche, video o documenti, come il report di Human Rights Watch “Descent into Chaos” del 2011 (.pdf), un linguaggio ingannevole è intenzionalmente incluso tra i passi, affrontati con rapidità e finta noncuranza, allo scopo di abilitare un report selettivo e fuorviante non soltanto per i media istituzionali occidentali, ma anche per una miriade di false ONG finanziate e condotte dagli sponsor ed affiliati di Amnesty International e Human Rights Watch. Il Report “Descent into Chaos”, riguardante la Thailandia, fu rapidamente ed ampiamente ribaltato e manipolato dalla falsa ONG finanziata dal Dipartimento di Stato americano e “promotrice di diritti umani” Prachatai.

Quando le persone credono erroneamente che organizzazioni credibili si stiano occupando della “promozione di diritti umani”, essi non solo diventano compiacenti, essi diventano negligenti verso le proprie responsabilità di esaminare obiettivamente reali potenziali violazioni e dunque dichiararsi apertamente contrari ad esse. Le partecipazioni finanziarie di Wall Street e Londra hanno riempito un vuoto che dovrebbe essere occupato dai loro più grandi oppositori invece che da quella grande organizzazione criminosa di appoggio di loro stessa creazione. Non soltanto essi hanno dato un lasciapassare alla violazione dei diritti umani su scala globale, essi in realtà utilizzano la loro opposizione controllata per attaccare i loro oppositori.

E’ chiaro che Amnesty International non è per nulla un “promotore” di diritti umani, piuttosto un insulto ai diritti umani. Non c’è bisogno di dire che essa dovrebbe essere completamente boicottata, o per lo meno identificata quale illegittima e fraudolenta – a partire dai suoi finanziamenti per finire con la sua leadership compromessa.

Inoltre, noi come persone dobbiamo contrastare le violazioni reali dei diritti, sia nostri che del nostro prossimo, partendo dalla base, perché è assolutamente folle pensare che organizzazioni di estensione globale, finanziate da corporation finanziarie, che riproducono l’agenda di governi guidati da interessi costituiti abbiano tra i loro pensieri il nostro interesse migliore e i nostri diritti.

Tony Cartalucci
Fonte: www.informationclearinghouse.info
Link: http://www.informationclearinghouse.info/article32257.htm
22.08.2012

Traduzione di MICHELE GARAU per www.comedonchisciotte.org

Ndr le immagini dell’articolo (tranne la prima) non sono al momento disponibili

Pubblicato da Truman

  • polidoro

    E quindi la dizione corretta NON è Amnesty International ma Amnesy International ?

    E io che credevo fossero brava gente. Quasi quasi mi sembra logico: mi domando sempre … ma tutte queste Organizzazioni senza fini di lucro, umanitarie, … i bambini che soffrono, muoiono …. te li fanno vedere con le mosche sugli occhi …

    Mi domando sempre: ma chi li paga ? Perché organizzare, fare pubblicità, stamparla e spedirla per posta, costa …. soldi soldi: da dove vengono ?

    Da me no ….

  • RicBo

    vabbe’.. se si arriva a definire Amnesty un’organizzazione criminale, solo per difendere un’altro regime altrettanto criminale e senza argomenti seri che sostengano questa affermazione, allora si può davvero sostenere tutto e il contrario di tutto..

  • ws

    abbasta co ‘ ste “Potte Rotte ” !!! 😉

  • gnorans

    Quando Amnesty International volle nominare il campione per i diritti umani del 2011. Organizzò un sondaggio e il concorrente più votato fu Gheddafi . Amnesty chiuse le votazioni e cancellò la classifica.
    http://libyanfreepress.wordpress.com/2012/01/03/premio-amnesty-international-human-right-hero-a-muammar-gaddafi-muammar-gaddafi-human-right-winner-text2video/
    Quando Gheddafi fu ucciso Amnesty dichiarò (senza preventivo sondaggio) che “la morte del Colonnello chiude un capitolo della storia di repressione e di violazioni dei diritti umani in Libia”.
    http://www.politica24.it/articolo/gheddafi-morto-amnesty-si-chiude-un-capitolo-di-violazioni-dei-diritti-umani-in-libia/17785/

  • Santos-Dumont

    Non ne so abbastanza su questa organizzazione per poter opinare a favore o contro l’articolo. Però trovo singolare che, alla fine del secolo scorso, fu tra coloro che denunciarono la repressione del MST nello stato del Paraná ad opera dell’allora governatore Jaime Lerner Document – Brazil: Fear for safety/Torture [www.amnesty.org]. Roba da disturbo bipolare, direi.

  • Aironeblu

    vabbe’.. se si arriva a definire Amnesty un’organizzazione criminale, solo per difendere un’altro regime altrettanto criminale e senza argomenti seri che sostengano questa affermazione, allora si può davvero sostenere tutto e il contrario di tutto..

    Ecco, questo è proprio l’atteggiamento di chi è negligente “verso le proprie responsabilità di esaminare obiettivamente reali potenziali violazioni e dunque dichiararsi apertamente contrari ad esse”, come dice Cartalucci, e soprattutto è negligente verso la sua coscienza negando aprioristicamente le ovvietà più palesi.

    come si può pensare che un’organizzazione di “denuncia”, come si autodefinisce Amnesty, dopo aver fatto campagne e campagne free Tibet e San Suu Kyi, non si schieri apertamente contro i genocidi commessi in Libia (non da Gheddafi, naruralmente)? Sveglia, Ricbo!

  • Aironeblu

    E a proposito di quelle quattro imbecilli delle FIGHE RIOTTOSE (così si chiamano, non censuratemi il commento, grazie), nel suo appello free pussy Amnesty racconta dettagloatamente quello che hanno fatto? Entrate in un luogo di culto, con la pseudo band al seguito, tirato giù crocifissi e iniziato a fare la loro penosa performance distruggendo quanto capitava a tiro, mentre bestemmiavano contro Dio e contro Putin, sono state fermate e condotte, senza la minima violenza dalla polizia (a differenza di quanto succede spesso nel paese delle libertà : http://m.youtube.com/index?desktop_uri=%2F&gl=US#/watch?v=_TPucQHtHZs) e fermate in attesa di giudizio.

    Forse che se qualcuno si soprannominasse MINCHIA INFURIATA ed entrasse in una sinagoga negli USA a pisciare sugli arredi e cantare inni contro Obama e a maledire lo Stato di Israele con tutti gli ebrei, non sarebbe immediatamente bloccato, e rinchiuso? Sì, lo sarebbe esattamente come le deficienti in questione, ma non lo cagherebbe nessuno, lo massacrerebbero di legnate e se sopravvivesse gli darebbero una ventina d’anni.. E la cara Amnesty non se ne accorgerebbe mai.

    Non so se lo sia sempre stato, ma oggi Amnesty è uno degli strumenti di propaganda con cui ci ingannano quotidianamente per avere il nostro consenso. Questo mi consola, perchè vuol dire che siamo ancora nella fase in cui il consenso è necessario, ma ben vengano articoli come questo che tolgono la maschera e mostrano il vero volto di queste organizzazioni mediatiche.

  • Fabriizio

    Mi propongo per minchia infuocata. Ho il passaporto.

  • mincuo

    Se Minchia Infuriata entra in una sinagoga a fare un decimo delle cose fatte dalle Pussy Riots le sparano direttamente sulla Pussy, altro che processo.
    ,
    E Amnesy International propone subito una medaglia per chi ha sparato, anche perchè Suzanne Nossel casualmente è del ramo sinagoga.

  • Aironeblu

    Nossel, Sinagoga? No, Sí ‘na stronza! ^^

  • mincuo

    Se uno va vadersi tutte le ONG dietro le varie “”Rivoluzioni Colorate” (e trova se cerca) arancioni, gialle, verdi ecc.. a partire dal ribaltamento della verità in Kosovo, e via via tutti gli altri, trova sempre gl stessi nomi dei finanziatori.
    Manca solo quello di March Rich, altro lobby, quello che aveva 52 capi di imputazione in USA, tra cui bancarotta fraudolenta, truffa, appropriazione indebita ecc.. ma che fu “sorprendentemente” graziato dal Presidente Clinton proprio l’ultimo giorno in cui scadeva il suo mandato alla Casa Bianca.

  • cardisem

    Non ho letto tutto, ma ho capito…

    Ascoltate questa.

    Mi trovavo una volta in commissione per la valutazione di una tesi di dottorato. Per una volta si trattava di una tesi interessante. La candidata spiegava come in Cina sia del tutto estranea la nostra nozione di “diritti umani”, per una ragione semplice. E cioè che in Cina non si riescono a concepire i “diritti umani” come sganciati, separati dalla comunità e dalla società di cui l’individuo fa parte. Tra i commissari vi fu una discussione. Io sostenni che piuttosto che scandalizzarci era forse il caso di interrogarci sulla nostra nozione di “diritti umani”…. se per caso non si trattava di una costruzione meramente ideologica per finalità prettamente strumentali…

    Direi che con l’aggressione umanitaria alla Libia, con le aggressioni “umanitarie” in corso, addirittura con la sodomizzazione “umanitaria” di Geddafi ormai la dottrina dei diritti umani ha rivelato il suo vero volto… Per carità, non vorrei essere equivocato. Non sostengo assolutamente che quelli che impropriamente chiamiamo “diritti umani” (dignità, libertà, salute, libertà di pensiero, diritto all’istruzione, ecc.) NON debbano essere per davvero tutelati e garantiti al più alto livello e per davvero… Ma sono “diritti”! La specifica “umani” è tanto ultronea quanto sospetta. Che forse esistono i diritti “animali”? Il diritto è sempre una costruzione “umana” ed anche quando riguardano gli “animali” sono diritti che gli uomini pongono per la tutela di altre forme di vita… Non sono e non possono essere diritti che si autotutelano… Quanto poi ad organizzazioni come Amnesty…, si tratta di valutare la loro natura ed il loro grado di autonomia, che non può mai essere “originaria” e addirittura superiore a quella degli stati “sovrani”, dai quali soltanto può provenire il diritto, secondo la classica relazione hobbesiana di protezione/obbedienza…

    Chiedo scusa, ma spero di aver offerto un contributo ad un tema certamente attuale.

  • Aironeblu

    Scusa di che?

    La specificazione “umani” credo che derivi dal tentativo di superare la visione razzista dell’età coloniale, dove i diritti erano espressamente diversi tra bianchi e neri, e la divisione tra classi nobili e popolo, con l’intenzione, almeno sulla carta, di equiparare tutti gli uomini davanti alla legge e alle costituzioni. Poi il processo storico ha portato a risultati differenti, fino all’uso strumentale che viene ampiamente fatto oggi dalla propaganda politica di tali diritti. Forse è il momento di riprenderli in esame.

  • mincuo

    Si legge:
    “L’esercizio effettivo e indisturbato della sovranità nell’ambito di un territorio è il presupposto cui il diritto internazionale ricollega come conseguenze il diritto dello Stato sovrano di pretendere che altri non penetri nel suo territorio ed il dovere corrispettivo di astenersi dall’invadere il territorio altrui”

    La sovranità di una Nazione ha regolato da sempre il diritto internazionale e ne è il caposaldo. Poi il diritto è stata calpestato varie volte da guerre di aggressione, e invasioni.

    Che però erano almeno chiamate guerre di aggressione e invasioni.

    Ma le “democrazie” nella loro profondissima ipocrisia le guerre di aggressione e le invasioni le vogliono fare ma chiamandole diversamente: “umanitarie”, “per la libertà”, “contro il male” ecc.
    Ora un nome “buono” a una guerra per i telespettatori non è mai stato un problema crearlo, ma magari il diritto Internazionale lo era unpò un problema.

    Allora hanno trovato la quadra con i “diritti umani”.
    Che in origine avevano un senso sia universale che limitato e poi sono diventati un “decido io, quali sì e quali no” ci sono violazioni gravi.
    Ad esempio in Arabia Saudita no, in Bahrein no, in Israele no, in Libia sì, in Siria sì e così via.
    In base a questo poi si sono inventati la dottrina dell’ R2P cioè il “Right to Protect”
    E così “proteggono” tutti quelli che stanno sulle balle a USrael.

  • mincuo

    Si legge:
    “L’esercizio effettivo e indisturbato della sovranità nell’ambito di un territorio è il presupposto cui il diritto internazionale ricollega come conseguenze il diritto dello Stato sovrano di pretendere che altri non penetri nel suo territorio ed il dovere corrispettivo di astenersi dall’invadere il territorio altrui”
    La sovranità di una Nazione ha regolato da sempre il diritto internazionale e ne è il caposaldo.
    Poi il diritto è stata calpestato varie volte da guerre di aggressione, e invasioni.
    Che però erano almeno chiamate guerre di aggressione e invasioni.
    Ma le “democrazie” nella loro profondissima ipocrisia le guerre di aggressione e le invasioni le vogliono fare ma chiamandole diversamente: “umanitarie”, “per la libertà”, “contro il male” ecc.
    Ora un nome “buono” a una guerra, per i telespettatori, non è mai stato un problema crearlo, ma magari il diritto Internazionale lo era un pò un problema.
    Allora hanno trovato la quadra con i “diritti umani”.
    Che in origine avevano un senso sia universale che limitato e poi sono diventati un “decido io, in quali sì e quali no” ci sono violazioni gravi.
    Ad esempio in Arabia Saudita no, in Bahrein no, in Israele no, in Libia sì, in Siria sì e così via.
    In base a questo poi si sono inventati la dottrina dell’ R2P cioè il “Right to Protect” (Diritto a proteggere).
    E così “proteggono” da sempre tutti quelli che stanno sulle balle a USrael.

  • Aironeblu

    Quoto.

    Se i nostri cari governanti ci dicessero “attacchiamo la Libia perchè ci serve più petrolio per il nostro tenore di vita, prima che Gheddafi riesca a staccarsi dal petroldollaro col suo dinaro d’oro, allora potremmo democraricamente decidere se sterminare un milione di cittadini libici per depredare il loro paese o abbassare il nosrro stile di vita. Quale che sia la scelta non ci sarebbe almeno ipocrisia, e potremmo prenderci le nostre respomsabilita.

    Evidentemente la neolinga in stile orwelliano è più rapida ed efficace per il consenso del popolo bue.

  • patrocloo

    E quale sarebbe quest’altro regime altrettanto criminale? Dai, facce ride Ricbo.

  • Jor-el

    Non credo proprio che la Nato abbia attaccato la Libia (e prima la Serbia, l’Afghanistan ecc) per preservare il nostro tenore di vita. Tanto più che si è abbassato. Fanno le guerre per fare i loro affari. Il petrolio di Geddafi e di Saddam se lo sono sempre preso anche senza guerre. Oggi serve una grande area di destabilizzazione nel mediterraneo per gestire movimenti di merci legali e illegali. E’ il “modello territori occupati” riprodotto in grande, all’americana.

  • siletti86

    Cara p(2)ussy riot di turno, ma perchè non te ne vai a frequentare i salotti radical chic a te tanto cari coi tuoi cari amici OBBama, Soros e Livni e ti togli dai “bargigli” una volta per tutte?????

  • siletti86

    “PUSSY RIOT”: come se non l’avessero pres(o)e abbastanza! 😛

  • Tetris1917

    dio patria famiglia….ma pure ipod lavatrice televisione…….su comeDonAbbondio il fascio retro’ e’ di casa.

  • siletti86

    Anche la pelle più nera può in un batter d’occhio diventare bianca e candida: “Obama et Netanyahu docent!”

  • mincuo

    Noi Italiani, te lo posso dire con piena cognizione di causa, è come se avessimo mandato i bombardieri a bombardarci i coglioni (scusa il termine).
    Perchè bombardavamo gli interessi nostri.
    Quando Gheddafi venne qui, tra gli sghignazzi e una vergognosa campagna d’odio e discredito anti- interessi Italiani promossa da Repubblica & C. lui firmò investimenti LIBICI QUI IN ITALIA per 80 mld di USD (vale a dire 500.000 posti di lavoro, mentre Repubblica vomitava articoli) più una serie pluriennale di lavori Italiani in Libia, più un accordo vantaggioso per petrolio e gas.
    Dovrei dire che Napoiltano mi fa schifo, o Frattini o La Russa?
    No. Sudditi, schiavi.
    Gli schiavi non si possono nemmeno denigrare.

  • mincuo

    Noi Italiani, te lo posso dire con piena cognizione di causa, è come se avessimo mandato i bombardieri a bombardarci i coglioni (scusa il termine).
    Perchè bombardavamo gli interessi nostri.
    Quando Gheddafi venne qui, tra gli sghignazzi e una vergognosa campagna d’odio e discredito anti- interessi Italiani promossa da Repubblica & C. lui firmò investimenti LIBICI QUI IN ITALIA per 80 mld di USD (vale a dire 500.000 posti di lavoro, mentre Repubblica vomitava articoli) più una serie pluriennale di lavori Italiani in Libia, più un accordo vantaggioso per petrolio e gas.
    Dovrei dire che Napoiltano mi fa schifo, o Frattini o La Russa?
    No. Sudditi, schiavi.
    Gli schiavi non si possono nemmeno denigrare.

  • nuvolenelcielo

    detto benissimo, i miei filosofici complimenti

  • cardisem

    Non credo. Mi sembra invece che la specificazione abbia una valenza polemica all’indomani della seconda guerra mondiale che vede anche un forte ritorno del diritto naturale. L’intenzione polemica era contro i regimi “totalitari” sconfitti nel 1945. Invece, con il mondo finalmente “libero” iniziava una nuova stagione di “diritti umani”. La Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo esce con la costruzione dell’ONU che mandava definitivamente in pensione la vecchia Società delle Nazioni, ma sia l’una che l’altro nascono come creature dei vincitori. Il processo di decolonizzazione incomincia qualche decennio più tardi e dà luogo ad un incremento del numero degli stati “sovrani” che in quanto “sovrani” dovrebbero avere tutti pari dignità, secondo il principio che era stato stabilito con il trattato di Westfalia nel lontano 1643. Non è difficile vedere come i nuovi stati siano spesso vassalli e clienti delle Superpotenze, anzi adesso di una sola: non gli USA ma Israele, che governa non i cittadini statunitensi ma i loro presidenti ed i loro politici… È terminato proprio ieri il NAM in Teheran, dove gli Stati (151 su 194) si sono accorti di non essere “sovrani”… molti di loro erano stato minacciati e pressati perché non si recassero in Teheran!……

  • AlbertoConti

    … e la bonino ne è il braccio armato nel nostro paese dei balocchi.

  • cardisem

    Già la Bonino, Pannella ed i radicali… e dirò che per tanto tempo ho prestato benevola attenzione a questa gente. Di Pannella ricordo le affermazione entusiaste sull’«ingerenza umanitaria»…, ma anche le sue prese di posizione contro Bush, che però non convincono affatto… Come suona strana tutta la campagna sulle mutilazioni genitali femminili, ignorando del tutto la pratica ebraica della circoncisione, che non è meno grave…

  • AlbertoConti

    Il mio ricordo più recente è la sua faccia in TV (bonino) che sponsorizzava la no-fly zone sulla Libia, per motivi umanitari naturalmente …. non si smentisce mai, e dimentica sempre le conseguenze. I suoi fans invece le ignorano del tutto.

  • Aironeblu

    E’ una delle tante tristi verita’.

  • Aironeblu

    Sicuramente! Ma non pretendo che ci chiedano direttamente di mandare i nostri soldati in giro a spargere guerra perche’ gli e’ utile per farsi un pacco di soldi…

  • Aironeblu

    Vero. Se poi aggiungi che eravamo arrivati a questi accordi dopo decine di anni di sudati rapporti economici e diplomatici con la Libia, e abbiamo regalato tutto a quel minchion in miniatura di Sarkozy…

  • cardisem

    Te ne racconto una, vera, reale, divertente… Cerco di essere telegrafico… Qualche anno fa, in Roma, davanti alla gradinata del Campidoglio, mi imbatto in Pannella con un gruppo di radicali che manifestavano per la Siria… eravamo ancora agli esordi e non mi pare fosse cominciata l’invasione… Mi avvicino a Pannella, che mi conosce un poco… gli dico che non lo ascolto più perché Bordin direttore della radio mi aveva rotto le palle… dicendo testualmente di non essere “oggettivo”… parliamo un poco io e Pannella, al quale dico che considero lui il più intelligente mentre tutti gli altri erano dei sionisti con i quali non valeva manco la pena… Il momento comico è stato quanto tutti con i loro baldacchini se ne sono andati via ed io sono rimasto solo… Avevano paura di me?…

  • Jor-el

    E’ che le cose cambiano. Dieci anni fa Amnesty era una cosa, ora è un’altra. Un po’ come Al Jazeera, nel 2001 indipendente, nel 2005 comprata dalla NATO.

  • Jor-el

    I padroni americani non sono scemi. Si sono accorti da tempo dell’influenza e del prestigo che organizzazioni come Amnesty stavano conquistando a livello internazionale. Così, hanno adottato il loro solito sistema: finanziamenti, infiltrazione, pressioni… così un’organizzazione il cui fine era denunciare il trattamento dei prigionieri in ogni parte del mondo è diventata un’altra organizzazione per portare i “diritti umani” nei paesi che stanno antipatici agli USA, dimenticandosi di quelli che invece stanno simpatici (tipo l’Arabia Saudita). Non ci si può adagiare sugli allori, dare per scontato che ciò che era buono rimarrà per sempre tale.

  • thotn

    Salve, da socio ed ex-attivista di Amnesty ho analizzato attentamente questo ed altri articoli cercando di verificare le questioni principali.

    — Premessa —

    Amnesty è un’organizzazione di grandi dimensioni, a partire dalla base. Renderla perfetta è l’obiettivo; pensare che lo sia, essendo di tali dimensioni, è essere fin troppo ottimisti.
    Amnesty non appoggia nessuna forma di governo, e non prende posizione a favore di nessuna fazione in nessun conflitto. La sua posizione è quella del rispetto e della salvaguardia di tutti i diritti presenti nella Dichiarazione Universale; a questo scopo, si rivolge a qualsiasi attore statale e non presente su un territorio, dalla NATO a Assad ad Hamas.
    Quello che le viene spesso rimproverato è, se non addirittura l’asservimento (come in quasi tutti gli articoli che ho visto, sostanzialmente derivanti dall’analisi di Tony Cartalucci dell’agosto 2012), comunque la non opposizione all’imperialismo occidentale. Ma questo non è di interesse di Amnesty: per assurdo (ma fino a un certo punto), se tutto il mondo fosse sotto controllo USA, ma ognuno potesse godere di tutti i Diritti Umani, ad Amnesty andrebbe benissimo. Questa è la sua linea: può non piacere, ma non si può pretendere che le sue scelte politiche e mediatiche, se coerenti con essa, siano differenti.
    Per sintetizzare, le critiche rivolte all’associazione sono:
    – finanziamenti da governi e “lobby”
    – leadership USA filo-governo
    – fonti non affidabili (ribelli anti-Siria, ecc.)
    – campagne appositamente pro-imperialismo USA (che poi è conseguenza e summa delle prime tre).

    — Il finanziamento di Amnesty International —

    Amnesty accetta finanziamenti pubblici solo per progetti EDU (Educazione ai Diritti Umani), che sono messi a bilancio come voce a parte; in sostanza, è il singolo progetto ad essere finanziato direttamente, non l’associazione, cioè Amnesty non accetta alcun finanziamento pubblico o da grossi gruppi che sia volto a finanziare le sue attività in modo diretto. La differenza è importante.

    Poi, la “vicinanza” con Soros e il dipartimento UK sono deprecabili e da evitare assolutamente. Che questo abbia influenzato il comportamento dei vertici dell’associazione è possibilissimo ma da verificare azione per azione.

    — La leadership di Amnesty International —

    Il fatto che chi ha lavorato per il governo USA (o per qualsiasi governo) possa diventare direttore di sezione (che è un dipendente, tra l’altro, non un volontario) è obiettivamente gravissimo e mina l’indipendenza di Amnesty. La questione della Governance dell’associazione è oggetto di discussione interna a livello globale; se dipendesse da me, a costo di essere meno efficienti, vieterei una cosa del genere, così come qualsiasi deriva verticistica. Ma come per sopra, sebbene la presenza della Nossel dia giustamente adito a sospetti, bisogna vedere azione per azione.

    Comunque, a parte il fatto che Amnesty USA è un caso particolare per diversi atteggiamenti che ha rispetto alle altre sezioni nazionali e al Segretariato Interazionale (che sta a Londra e che è quello che decide la “linea politica”, non è assolutamente vero che tutto parta dagli USA), che là a livello mediatico facciano leva su ciò che USA e NATO vogliono non posso né smentirlo né negarlo (non ci vivo, e andare sul sito amnestyusa.org non basta; se ci si va ora, in homepage compaiono le campagne per le violenze in Turchia, la chiusura di Guantanamo e per l’abolizione della pena di morte, quindi non proprio tutte cose a favore del governo americano, anzi la seconda ha portato e porta tuttora accuse ad Amnesty di essere pro Al-Qaida). Quello che so è che, tanto per fare qualche esempio, Amnesty mette in continua evidenzia le violazioni:
    – israeliane in Palestina (http://rapportoannuale.amnesty.it/sites/default/files/Israele%20e%20Territori%20Palestinesi%20Occupati.pdf);
    – di Shell e Eni in Nigeria (http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2015);
    – della polizia italiana (http://www.controlacrisi.org/notizia/Conflitti/2012/11/15/28347-amnesty-italia-sugli-scontri-del-14-novembre-loperato-della/);
    – delle milizie post-Gheddafi in Libia (http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/0%252F2%252Ff%252FD.cb427b480a4f0efc5a44/P/BLOB%3AID%3D5790).

    Insomma, posizione non propriamente filo-governi occidentali.

    — Amnesty International tradisce la reale promozione dei diritti umani —

    Non conosco il rapporto “Descent into Chaos” di Human Rights Watch, né conosco bene questa ONG. Che un suo rapporto (o uno di Amnesty) venga successivamente manipolato da una falsa ONG finanziata dal Dipartimento di Stato USA non vuol dire che esso sia stato realizzato appositamente per tale scopo. Inoltre, i rapporti di Amnesty che ho avuto modo di consultare non mi hanno dato l’impressione di essere scritti con “un linguaggio ingannevole intenzionalmente incluso tra i passi, affrontati con rapidità e finta noncuranza”: un’accusa del genere necessiterebbe citazioni ed esempi accurati; mi rendo conto della fatica che un tale lavoro richiederebbe, ma, così come sono riportate, le accuse di Cartalucci non sono né dimostrabili né smentibili, e la mia esperienza personale mi fa propendere per la seconda ipotesi. Inoltre Amnesty ha prodotto innumerevoli rapporti “anti-occidentali”, come quelli citati poc’anzi.

    Che i media diano visibilità alle campagne di Amnesty solo quando sono pro-occidente mi sembra fin troppo scontato, ma non per questo imputabile all’associazione: di nuovo, le posizioni precedentemente citate non sono filo-occidentali, ma ricevono poca visibilità mediatica non certo per scelta di Amnesty.

    La questione delle fonti è molto importante. Amnesty generalmente si avvale di ricercatori che vanno direttamente sul campo. Poi ci si può fidare di loro oppure no, ma sul campo ci vanno eccome. In Siria i ricercatori Amnesty non sono potuti entrare prima di aprile 2012; tutti i dati e le notizie successive a quel mese sono di solito frutto della ricerca sul campo, e di quelli precedenti, se ad esempio erano presi dai “ribelli”, questo veniva indicato (come qui: http://www.amnesty.it/siria-notizie-di-uccisioni-sommarie-da-parte-di-forze-governative-e-opposizione-armata).

    — Approfondimenti e conclusione —

    Per chi volesse approfondire, in un articolo riportato su losai.eu (http://www.losai.eu/amnesty-international-un-operato-molto-ambiguo-al-di-la-del-buonismo/) vengono riportate queste ed altre accuse ad Amnesty, come l’essere favorevole all’invasione Siria, il filo-occidentalismo per l’Afghanistan, il chiedere un trattato per la regolamentazione delle armi per lasciarle di fatto in mano solo agli USA, e altro, accuse che ho cercato di verificare in un commento (attualmente l’unico pubblicato, nel quale mi firmo col mio nome di battesimo, Tommaso).

    Insomma, a seguito di quanto riportato qui e nell’articolo su losai.eu, mi pare chiaro che la linea (“politica”) di Amnesty non sia univoca; essa appare comunque abbastanza coerente nel non schierarsi nei conflitti e nel verificare per ogni attore coinvolto, occidentale o no, le violazioni commesse. Che tutto questo possa non piacere ci sta, ma quello che è stato evidenziato da Tony Catalucci e non solo, se non direttamente smentibile, non sembra comunque sufficiente per minare la credibilità dell’associazione in materia di violazione dei diritti umani.