ALTRO CHE SALVATAGGIO !

ALTRO CHE SALVATAGGIO !

DI LEONARDO MAZZEI

campoantimperialista.it

Ultimora: proprio al momento della pubblicazione di questo articolo apprendiamo che negli scontri di questa mattina ad Atene si sono registrate le prime vittime. Qualcuno dubita ancora della serietà della situazione greca?

La Grecia è affondata, sotto a chi tocca!

A sentire i media l'Unione Europea avrebbe infine salvato la Grecia. Ma è veramente così? Spesso gli stessi che ora commentano con sollievo il cosiddetto "salvataggio", fino a qualche settimana fa sostenevano che non c'era bisogno di alcun intervento, e magari un anno prima si rallegravano di quanto era semplice e provvidenziale trasformare il passivo privato in debito pubblico.

Ricordiamocelo: mai fidarsi di simili stregoni, mai dimenticarsi delle loro cantonate. E se oggi parlano di salvataggio, sarà meglio domandarsi come stanno davvero le cose.


Ma anche al di fuori dei pensatoi liberisti, in pochi credevano che la crisi della piccola Grecia avrebbe avuto conseguenze pesanti per l'intero sistema finanziario europeo. Il perché di un simile abbaglio è presto detto: costoro erano convinti che la crisi scoppiata nel settembre 2008 fosse ormai alle nostre spalle, ed in un simile contesto quali scombussolamenti sarebbero mai potuti arrivare dalla modestissima economia greca?

Il "dettaglio" che sfuggiva a questi analisti era appunto la natura, oltre che la portata della crisi. Una crisi, che proprio per la reazione messa in atto dai principali stati occidentali nell'autunno 2008, trova ora il suo punto più acuto nell'insostenibilità dei bilanci pubblici. Le cifre del dissesto greco sono veramente limitate, ma Atene è solo un sintomo di una malattia generalizzata che nessuno sa realmente come affrontare. Ecco perché la diffusa sottovalutazione delle vicende greche appare veramente grave ed irresponsabile.

Ma veniamo all'oggi, alle decisioni concertate dell'Unione Europea (UE) e del Fondo Monetario Internazionale (FMI). Dopo aver creato le premesse per l'affondamento della Grecia, con le incertezze europee, l'ostruzionismo tedesco ed il killeraggio delle agenzie di rating, domenica 2 maggio il piano è stato annunciato: UE e FMI promettono prestiti per 110 miliardi di euro in tre anni, la Grecia rinuncia completamente alla propria sovranità nazionale accettando una politica di lacrime e sangue, mentre i "generosi" prestatori controlleranno trimestralmente che il loro diktat venga puntualmente eseguito sulla pelle del popolo greco.

I prestiti bilaterali dei paesi dell'Eurozona verranno concessi con gradualità (12 tranche) e con il contagocce, mentre i tassi non saranno inferiori al 5%, giusto per speculare un po'. I 30 miliardi che dovrebbero arrivare dalle casse del FMI avranno invece un tasso più basso, pare attorno al 3,6%.

Il massacro sociale chiesto al popolo greco è impressionante: congelamento dei salari del settore pubblico fino al 2014, eliminazione della tredicesima e della quattordicesima mensilità, aumento di 7 anni dell'età minima per andare in pensione, ulteriore aumento dell'IVA del 2%, che fa seguito ad un analogo aumento decretato 2 mesi fa, nuova legge per rendere più facili i licenziamenti.

Si è calcolato che la perdita media del potere di acquisto si aggiri attorno al 20%, con punte del 30% per i settori sociali più colpiti da queste misure.

L'intera economia greca andrà a picco. Per il 2010 è previsto un calo del Pil del 4%, un'altra diminuzione superiore al 2% è attesa per il 2011, poi gli economisti-stregoni vedono una lenta ripresa che dovrebbe riportare il Pil ai livelli del 2008 nel lontano...2017! Inutile ricordare quanto possano valere queste previsioni di lungo periodo, mentre quelle ben più affidabili sul breve non lasciano dubbi su quel che attende i greci.

Ma, si dirà, se non altro in questo modo si eviterà il totale dissesto finanziario. Ne siamo sicuri? Diamo la parola al professor Marcello De Cecco (la Repubblica - Affari&Finanza del 3 maggio): «Al punto al quale sono arrivate le cose, è sempre più chiaro che un'insolvenza greca non è purtroppo più evitabile. Saggio sarebbe procrastinarla per un paio d'anni, con un piano d'emergenza, per poi passare al riscadenzamento e alla ristrutturazione dei debiti della Grecia...».

L'opinione di De Cecco risulta condivisa da parecchi altri economisti. Essa mette in chiaro due cose: l'insolvenza è inevitabile, gli "aiuti" potranno al massimo ridurne l'impatto da ammortizzare e scadenzare nel tempo.

Ecco allora il senso del piano partorito domenica scorsa. Per prima cosa i "prestatori" si sono messi al sicuro. Quelli concessi ad Atene non sono "aiuti", bensì prestiti ben remunerati che potranno arrestarsi immediatamente qualora la situazione dovesse precipitare. La Grecia non ha avuto 110 miliardi, ma solo la promessa di averli, a certe rigidissime condizioni, nell'arco di tre anni.

Prendiamo il caso della Germania (ma lo stesso ragionamento vale anche per l'Italia). Il governo di Berlino potrà incassare un 5% sul proprio prestito, coperto con l'emissione di titoli ad un tasso del 2%, ottenendone un guadagno del 3%. Se le cose dovessero andar bene i prestatori realizzerebbero una bella speculazione, se dovessero andar male non esiterebbero un istante ad affondare definitivamente le finanze greche. Intanto - questo è il calcolo politico - l'UE avrebbe preso tempo.
Questa semplice realtà è stata così commentata dal parlamentare francese Hean-Pierre Bard (un indipendente di sinistra): «L’aiuto alla Grecia porterà 160 milioni di euro alla Francia, 240 alla Germania e circa 700 milioni all’insieme dei paesi creditori. Questa è solidarietà? No, è usura».

Del resto, può esserci un "salvataggio" con gli interessi sui titoli del debito pubblico volati oltre il 10%, un Pil negativo ed un'inflazione negativa? La risposta è no, neppure con i tagli più selvaggi che si possano immaginare. Tagli che hanno anche l'effetto di deprimere i consumi e gli investimenti.

Comunque, chi vivrà vedrà. Ad oggi gli ottimisti del "siamo fuori dal tunnel" sono stati ridicolizzati dai fatti, in futuro vedremo.

Naturalmente le vicende greche non hanno soltanto una natura finanziaria. C'è, come sempre quando il gioco si fa duro, uno stretto intreccio tra politica ed economia. C'è il ruolo della speculazione, ma forse non fa parte anch'essa delle normali modalità di funzionamento del capitalismo reale?

C'è chi vede giustamente nei movimenti finanziari non solo speculazione ma anche attacco mirato all'euro, mentre altri preferiscono mettere al centro della questione la spinta interna alla UE per un'Europa a due o tre velocità. Tutte queste letture hanno un loro fondamento, ma guai ad isolare ogni singolo aspetto dal contesto generale.

La crisi, che in un primo momento si è manifestata in maniera virulenta sul terreno finanziario, che in un secondo momento si è ripercossa pesantemente sulla cosiddetta "economia reale", vive ora una terza fase dove l'onda più pesante sta tornando nel campo finanziario, con al centro questa volta l'emergenza dei debiti pubblici.

Certo, solo gli storici, a posteriori, potranno inquadrare meglio quel che sta avvenendo sotto i nostri occhi, ma alcune tendenze di fondo appaiono chiare.

Ed esse ci rimandano a due grandi questioni: fino a che punto le oligarchie finanziarie dominanti riusciranno ad imporre le loro ricette draconiane senza che si arrivi ad una vera esplosione sociale, fino a che punto la sovranità nazionale potrà essere calpestata (e con essa quel poco che resta della stessa democrazia liberale) senza che questo conduca alla deflagrazione di istituzioni costitutivamente anti-democratiche come l'Unione Europea?

Questa è la partita che si gioca in Grecia. In questi giorni grandi manifestazioni popolari stanno scuotendo quel paese. Il popolo non appare piegato, ma non vi sarebbero possibilità di vittoria qualora la protesta rimanesse confinata nell'angusto ambito sindacale. Per essere più espliciti, non esiste possibilità di lotta sindacale vincente sganciata dalla scelta politica di uscire dall'UE.

Oggi, 5 maggio, la Grecia è in fiamme. Le principali città sono percorse dai manifestanti in sciopero, incidenti sono segnalati ad Atene e Salonicco, il parlamento si appresta a votare le misure economiche in un clima segnato anche dal tracollo della Borsa.
Le oligarchie europee stanno sperimentando in Grecia la ricetta da applicare nel resto del continente, e l'Italia è in prima fila. Dall'esito della battaglia in corso dipenderanno molte cose, in primo luogo la possibilità di un autentico risveglio delle masse popolari del resto d’Europa, un risultato non automatico, non scontato, ma che riteniamo piuttosto probabile.

Qualora il popolo greco venisse sconfitto, pesanti sarebbero le ripercussioni più o meno immediate.

Alberto Alesina, sul Sole 24 Ore del 4 maggio invoca «Terapie alla greca per un'Italia più sana». Francesco Forte, sul Giornale del 3 maggio, preferisce guardare in primo luogo alla penisola Iberica, scrivendo che: «L'avviso che se ne trae per Portogallo e Spagna è di adottare subito misure d'austerità per evitare una "tragedia greca"».

La posta in gioco è chiara: chi deve pagare la crisi? Non si pensi che la questione sia solo economica. Da questa crisi uscirà un mondo comunque assai diverso rispetto a quello precedente. La battaglia greca non sarà di certo quella decisiva, ma il suo esito influenzerà pesantemente gli sviluppi successivi. Una ragione di più per stare dalla parte dei lavoratori e del popolo greco.




Ieri il Partenone è stato occupato simbolicamente e due enormi striscioni (in greco ed in inglese) recitavano: «Popoli d’Europa ribellatevi». Quando verrà raccolto questo invito alla lotta?

Leonardo Mazzei

Fonte: www.campoantimperialista.it

Link: http://www.campoantimperialista.it/index.php?option=com_content&view=article&id=989:altro-che-salvataggio&catid=12:unione-europea-cat&Itemid=20

5.05.2010

Commenti (34)

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    1. grilmi 5 maggio 2010

      Nemesi dice: .
      Questo è vero fino a un certo punto, quando la situazione è tale da avere crescita negativa, deflazione, azzeramento dei consumi, gettito fiscale alla canna del gas, l unica alternativa al suicidio è il ripudio del debito(argentina docet), senza contare che è proprio svalutando una moneta propria che si attirano le imprese sul proprio territorio(polonia docet, ancora per poco forse).

    1. grilmi 5 maggio 2010

      Il sistema cerca di proteggere se stesso e chi lo ha controllato fin ora non vuole pagare le conseguenze inevitabili derivate da un troppo blando controllo della finanza speculativa(concerto tra alcune banche, ag di rating e fondi speculativi). Dire come ha detto nemesi che gli antimperialisti hanno perso è una veduta molto miope, basta guardare al di la di questa crisi per capire che il sistema debitocredito arrivato a questo stadio non puo più coesistere con l illusione della democrazia di cui ancora oggi godiamo. Al di la dei fatti più giusti che la Grecia ha alcuni difetti del sistema pubblico(sedicesime, età pensionabile a 50) ad correggere, non sono da imputarsi comunque al popolo ma alla sua claase dirigente che anche in questo caso è stata protetta visto che gli è stato permesso di trasferire grosse somme all'estero. Il problema è che come dice l articolo questi non sono aiuti, si arriverà prima o poi al momento, se non con gli scioperi sicuramente per inerzia, in cui nessuno potra più pagare i debiti. Come disse qualcuno se devi 100 alla banca è un tuo problema, se devi 1000mld alla banca è un problema della banca.

    1. nuvolenelcielo 5 maggio 2010

      soluzione: la grecia esce dall'euro, crea una nuova valuta di proprietà dello stato, (la nuova valuta va sul mercato), lo stato stampa i soldi nella nuova valuta equivalenti al debito in euro, acquista euro, e ripaga i debiti. e così sia, andate in pace.
      vedremo se qualche stato avrà il coraggio di farlo. ci vuole un pazzo illuminato. berlusconi è abbastanza pazzo ma gli manca l'illuminazione. vedremo, buona visione.

    1. vic 5 maggio 2010

      Siamo dal prestinaio.

      Putroppo pare che il pane sia finito. Le scansie sono vuote.

      Ci sono dei fogli cartacei impilati. Sentiamo un po'

      Angelina: signor prestino, mi dia del pane per il mio amico greco che ha fame.
      prestino: Finito il pane per oggi. Pero' posso darle una promessa di pane.
      Angelina: Va bene, la portero' all'amico greco. Cosi' si risollevera' il morale.
      prestino: Firmi qui, signora.
      Angelina: (scarabocchia una firma illustre)
      prestino: Ehm, sarebbero 10 tot in contanti.
      Angelina (si guarda in giro, rivolgendosi alla vicina Jenny con un sorriso): Jenny, prestami 10 tot, te li ridaro' poi.
      Jenny (stacca un assegno da 10 tot): Tieni, di te mi fido.
      Angelina (paga il prestino): Grazie del pane futuro, signor prestino.
      prestino: Ci conti.

      Io ho contato zero pagnotte, a dir la verita'

    1. vic 5 maggio 2010

      La rivoluzione francese un fallimento?

      Da quale substrato nacque la rivoluzione Americana se non dalla rivoluzione francese. Secondo lei, l'illuminismo culturale di Napoleone da dove venne, eh?

      E' sempre difficile giudicare il successo di una rivoluzione. Quella Americana fu un successo? Oggi come oggi stanno meglio gli Statunitensi oppure i Canadesi? Ma i Canadesi sarebbero gli stessi se non fosse successa la rivoluzione Americana?

      E l'Europa sarebbe la stessa senza la rivoluzione francese?

      Probabilmente e' questione di tempi storici. Quando certi cambaimenti sono maturi, prima o poi succedono. Su questo concordavano anche Gorbachov e Kohl. E fu cosi' che il muro di Berlino cadde senza troppo spargimento di sangue.
      Doveva succedere. Esattamente come la rivoluzione francese, che forse le sfugge, ha avuto un impatto notevole anche in campo tecnico e scientifico.

      Diciamo che la rivoluzione e' successa. Punto. A me, sembra che abbia avuto un impatto storico ben piu' importante per tutto l'occidente di, ad esempio, la rivoluzione rumena che fece fuori Ceausescu con metodi non meno truci dei francesi.

      Un popolo, inoltre, deve averla la cultura dei cambiamenti a piccoli passi. O ce l'hai o non ce l'hai, ed allora invochi rivoluzioni ad ogni pie' sospinto, per ritrovarti ogni volta ai piedi della scala, rossa di sangue e vittime, di cui molte inconsapevoli.

      Trovo bizzarro che un Italiano elenchi con dovizia i difetti dei Greci, come se a casa sua fossero tutti santi e virtuosi.
      Esemplificando in modo leggero, sui Greci moderni, mi ricordo di un film girato in America, in cui le abitudini della famiglia greca vengono prese in giro. Sull'italia, invece girano molti, moltissimi film che raccontano storie di grandi mafiosi, italiani o italo-americani.
      Mi sembra che semmai sarebbe l'italia da punire, per vizi ben peggiori di quelli della ventosa Grecia.

      Vuol fare un favore al suo paese: snoccioli i difetti dell'Italia e lasci perdere quelli della Grecia.
      Per dirgliene un'altra, qui al nord, girano delinquenti di varie etnie, i piu' notevoli sono gli Italiani ed i Romeni, dei Greci non si parla mai. Non sara' per via che sono meno delinquenti?
      Le ripeto, allora li rispetti un po', perdinci!

    1. fernet 5 maggio 2010

      STanno lavorando nel club oltreoceano per salvarsi il didietro e la loro carta straccia.

    1. anonimomatremendo 5 maggio 2010

      ...dimenticavo la fonte dei dati eurostat.Eccoli:http://www.tuttiassunti.it/public/?page_id=3013

    1. anonimomatremendo 5 maggio 2010

      Alcune precisazioni: in Grecia si va (in media)in pensione 61,7 anni per gli uomini e a 58,4 per le donne,sempre che i dati di Eurostat siano corretti.

      Poi vorrei dire una cosa.Lungi da me difendere quelli di "campoantiamericanista", peró pensare che quelli per cui "i greci"(gli immigrati no?)rischiano la pelle siano "privilegi" fa ancora piú ridere.Ció per cui lottano é la difesa delle loro condizioni immediate di vita.Stop.

      Dici:"quello che bisogna rompere è una ragnatela di interessi e privilegi annidati ad ogni livello della società Greca."Ad ogni livello?Quali sarebbero le ragnatele di privilegi annidati negli ultimi livelli?

      Una curiositá.In che senso le rivoluzioni russa e francese sono state un totale fallimento?.

    1. marcop 5 maggio 2010

      .... prestano prestano, prestano, ma sto debbbito che presteno ma nun finisce mai? Ma so proprio ricchi? Certo del lavoro che tutta l'umanita produce. Dai su siamo seri si chiama VIETATO RUBARE e di più VIETATO PRENDERE PER IL CULO!
      Non è che sti tizzi stanno a fà un po troppi danni, sarà il caso di farli sciare dietro i loro aeruncoli a respirare aria pulita d'alta (relativamente quota), sicuramente gli aerei inseminatori presenti sul pianeta bastano per far girare banchieri e massoni attaccati ad una corda dietro agli aerei che usano contro l'umanità! http://www.tankerenemy.com/2010/05/mistero-scie-chimiche-nella-puntata-del.html

    1. marcop 5 maggio 2010

      sono cosi tanto ansiosi e vogliosi di prestare..... ma cosa prestano ricchezza? No prestano altri debiti! Ma non ne hanno gia abbastanza di debiti? Ambè prestano (diciamo meglio.... creano debito per sottrarre la ricchezza prodotta dalle masse schiave! E come si chiama questo debitp? MONETA! Ah bene! L'invenzione del millennio! E chi è il genio che ha avuto la genialata di inventare la moneta creata dal nulla da privati? Ba sicuramente proprio un gran genio deve essere, .... altro che iPhone!! O attrezzuci simili. Il debito prestato ai gonzi è la più grande invenzione dell'umanità. PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR A TUTTI I BANCHIERI DEL MONDO il vs debito potete pure iniziare a riporlo dove più vi piace

    1. Xeno 5 maggio 2010

      secondo me lì la storia è solo accantonata.
      In questo momento la grecia è una grossa gatta da pelare dove si giocano la struttura e credibilità dell'unione e dell'euro.

    1. marcop 5 maggio 2010

      .... ma che cosa presterebbero questi maghi? Foglietti/volantini creati dal nulla con scritto euro? O semplici numeretti ai loro computers chiamati debiti? Ma veramente questi tizi pensano di avere a che fare solo con polli? Be in effetti molto polli la stragrande maggioranza lo sono! Ma su! Basta ormai con il gioco delle tre carte banchieri ed elites vanno giustiziati per crimini contro l'umanità. Tutto il resto è noia solamente noia. Maghi e pifferai magici al rogo basta se semo rotti li.......... si può solo sorridere sulla loro strafottenza, ma anche se non lo notano colui vede.

    1. amensa 5 maggio 2010

      lotta, rifiuto, ecc...
      ma che fine ha fatto l'islanda ?
      il governo aveva accettato le condizioni di GB e olanda, il popolo ha detto di NO, e a quel punto si è parlato di grecia.
      ma che fine ha fatto il debito islandese ???

    1. Nemesi 5 maggio 2010

      Caro Leonardo Mazzei ho l'impressione, ma forse mi sbaglio, di vederla quasi gongolante, rispetto a questa crisi greca.

      Lei ancora non se ne rende conto ma gli anti-imperialisti questo match lo hanno già perso e ne usciranno maluccio.

      Di sicuro la Grecia è stata una vittima della crisi economica del 2008 causata da una gestione criminale dell'alta finanza mondiale, ma pensare che i Greci non abbiano le loro responsabilità mi sembra una mistificazione.

      I Greci hanno avuto nell'ultimo decennio un fortissimo avanzamento economico solo grazie all'aumento dell'indebitamento pubblico e a quello privato.

      Vorrei capire come sia sostenibile uno stato dove non solo esiste la quattordicesima, ma ci sono categorie di impiegati statali che hanno anche la quindicesima e la sedicesima.

      Come è sostenibile uno stato sociale dove le persone vanno in pensione a 50 anni!

      Per non parlare dell'evasione fiscale Greca, che raggiunge la cifra del 27% e dove la corruzione assorbe l'8% del Pil,(tutta a beneficio della loro casta politico-affaristica) riescono a battere perfino noi Italiani.

      Adesso arriva lei con il suo bell'articoletto farcito di retorica e ideologismo e ci vorrebbe far credere che i Greci sono vittime incolpevoli!?

      Il prestito di 110 miliardi accordato sia dalla UE che dal FMI alla Grecia è un qualcosa che si sarebbero evitati tutti volentieri, si tratta forse del principale piano di aiuti economici mai dati ad un paese!
      Il tasso del 3,6 % del FMI e del 5% della UE e un tasso di favore, dato che oramai nessuno avrebbe più finanziato il debito Greco a meno di non avere tassi del 12-15%!!!

      Ma stia tranquillo che quei soldi sono stati dati non per salvare i greci ma per difendere se stessi dal possibile contagio globale della crisi.
      Certo che ripudiare il debito per i Greci sarebbe una gran bella soluzione, l'unico problema che una volta fatto nessuno ti presta più un centesimo e nessuno viene a investire nel tuo paese, per non parlare del totale isolamento economico in cui si rischia di cadere.

      I Greci non sono in piazza per rivendicare una libertà o un diritto, sono scesi in piazza per difendere i loro privilegi, difficilmente il governo Greco si limiterà ai tagli nel settore pubblico, ma quasi sicuramente colpirà anche i disequilibri nel settore privato (o almeno spero).

      Le manifestazioni e le proteste della gente sono sempre legittime ma vanno gestite con intelligenza, io ricorderei che oggi si sono avute già tre morti innocenti.

      L'errore storico delle piccole frange radicali è stato sempre quello di voler attirare l'attenzione con gesti estremi, non rendendosi conto che così facendo non si fa altro che il gioco di quelli che definisce "imperialisti".

      La crisi in Grecia, poteva essere per quello stato, un'occasione per il rinnovamento, ora invece scatteranno solo repressioni e quanto più altisonante sarà la rivolta, tanto più pesante sarà la sconfitta.

      Le trasformazioni si fanno grazie al consenso, alla consapevolezza e all'appoggio delle masse, la così detta rivoluzione funziona quando il nemico è ben individuato in un'entità esterna e aliena, oppure in una minoranza palesemente oppressiva verso il resto della popolazione.

      Quando si vuole una trasformazione ed un rinnovamento l'unica cosa da fare è un abile gioco (e doppio gioco) di equilibrismo e una continua e diffusa informazione verso la popolazione, dato che quello che bisogna rompere è una ragnatele di interessi e privilegi annidati ad ogni livello della società Greca.

      Per dirgliela molto semplicemente i sindacati, gli anarchici e anche tutti i gruppi e partiti di sinistra comunista, hanno già perso!!



      PS:
      A volte ho l'impressione che certe frange fortemente ideologizzate sia di sinistra che di destra, siano al servizio dell'establishment di potere, riescono solo a far recedere il sistema rispetto alle conquiste sociali già faticosamente conquistate, è inutile spiegare loro, che la rivoluzione francese fu un totale fallimento, come pure la rivoluzione Russa, la lotta politica vera si fa in un'altro modo.

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