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ALTRO CHE SALVATAGGIO !

DI LEONARDO MAZZEI
campoantimperialista.it

Ultimora: proprio al momento della pubblicazione di questo articolo apprendiamo che negli scontri di questa mattina ad Atene si sono registrate le prime vittime. Qualcuno dubita ancora della serietà della situazione greca?

La Grecia è affondata, sotto a chi tocca!

A sentire i media l’Unione Europea avrebbe infine salvato la Grecia. Ma è veramente così? Spesso gli stessi che ora commentano con sollievo il cosiddetto “salvataggio”, fino a qualche settimana fa sostenevano che non c’era bisogno di alcun intervento, e magari un anno prima si rallegravano di quanto era semplice e provvidenziale trasformare il passivo privato in debito pubblico.
Ricordiamocelo: mai fidarsi di simili stregoni, mai dimenticarsi delle loro cantonate. E se oggi parlano di salvataggio, sarà meglio domandarsi come stanno davvero le cose.

Ma anche al di fuori dei pensatoi liberisti, in pochi credevano che la crisi della piccola Grecia avrebbe avuto conseguenze pesanti per l’intero sistema finanziario europeo. Il perché di un simile abbaglio è presto detto: costoro erano convinti che la crisi scoppiata nel settembre 2008 fosse ormai alle nostre spalle, ed in un simile contesto quali scombussolamenti sarebbero mai potuti arrivare dalla modestissima economia greca?

Il “dettaglio” che sfuggiva a questi analisti era appunto la natura, oltre che la portata della crisi. Una crisi, che proprio per la reazione messa in atto dai principali stati occidentali nell’autunno 2008, trova ora il suo punto più acuto nell’insostenibilità dei bilanci pubblici. Le cifre del dissesto greco sono veramente limitate, ma Atene è solo un sintomo di una malattia generalizzata che nessuno sa realmente come affrontare. Ecco perché la diffusa sottovalutazione delle vicende greche appare veramente grave ed irresponsabile.

Ma veniamo all’oggi, alle decisioni concertate dell’Unione Europea (UE) e del Fondo Monetario Internazionale (FMI). Dopo aver creato le premesse per l’affondamento della Grecia, con le incertezze europee, l’ostruzionismo tedesco ed il killeraggio delle agenzie di rating, domenica 2 maggio il piano è stato annunciato: UE e FMI promettono prestiti per 110 miliardi di euro in tre anni, la Grecia rinuncia completamente alla propria sovranità nazionale accettando una politica di lacrime e sangue, mentre i “generosi” prestatori controlleranno trimestralmente che il loro diktat venga puntualmente eseguito sulla pelle del popolo greco.
I prestiti bilaterali dei paesi dell’Eurozona verranno concessi con gradualità (12 tranche) e con il contagocce, mentre i tassi non saranno inferiori al 5%, giusto per speculare un po’. I 30 miliardi che dovrebbero arrivare dalle casse del FMI avranno invece un tasso più basso, pare attorno al 3,6%.
Il massacro sociale chiesto al popolo greco è impressionante: congelamento dei salari del settore pubblico fino al 2014, eliminazione della tredicesima e della quattordicesima mensilità, aumento di 7 anni dell’età minima per andare in pensione, ulteriore aumento dell’IVA del 2%, che fa seguito ad un analogo aumento decretato 2 mesi fa, nuova legge per rendere più facili i licenziamenti.
Si è calcolato che la perdita media del potere di acquisto si aggiri attorno al 20%, con punte del 30% per i settori sociali più colpiti da queste misure.
L’intera economia greca andrà a picco. Per il 2010 è previsto un calo del Pil del 4%, un’altra diminuzione superiore al 2% è attesa per il 2011, poi gli economisti-stregoni vedono una lenta ripresa che dovrebbe riportare il Pil ai livelli del 2008 nel lontano…2017! Inutile ricordare quanto possano valere queste previsioni di lungo periodo, mentre quelle ben più affidabili sul breve non lasciano dubbi su quel che attende i greci.

Ma, si dirà, se non altro in questo modo si eviterà il totale dissesto finanziario. Ne siamo sicuri? Diamo la parola al professor Marcello De Cecco (la Repubblica – Affari&Finanza del 3 maggio): «Al punto al quale sono arrivate le cose, è sempre più chiaro che un’insolvenza greca non è purtroppo più evitabile. Saggio sarebbe procrastinarla per un paio d’anni, con un piano d’emergenza, per poi passare al riscadenzamento e alla ristrutturazione dei debiti della Grecia…».
L’opinione di De Cecco risulta condivisa da parecchi altri economisti. Essa mette in chiaro due cose: l’insolvenza è inevitabile, gli “aiuti” potranno al massimo ridurne l’impatto da ammortizzare e scadenzare nel tempo.
Ecco allora il senso del piano partorito domenica scorsa. Per prima cosa i “prestatori” si sono messi al sicuro. Quelli concessi ad Atene non sono “aiuti”, bensì prestiti ben remunerati che potranno arrestarsi immediatamente qualora la situazione dovesse precipitare. La Grecia non ha avuto 110 miliardi, ma solo la promessa di averli, a certe rigidissime condizioni, nell’arco di tre anni.
Prendiamo il caso della Germania (ma lo stesso ragionamento vale anche per l’Italia). Il governo di Berlino potrà incassare un 5% sul proprio prestito, coperto con l’emissione di titoli ad un tasso del 2%, ottenendone un guadagno del 3%. Se le cose dovessero andar bene i prestatori realizzerebbero una bella speculazione, se dovessero andar male non esiterebbero un istante ad affondare definitivamente le finanze greche. Intanto – questo è il calcolo politico – l’UE avrebbe preso tempo.
Questa semplice realtà è stata così commentata dal parlamentare francese Hean-Pierre Bard (un indipendente di sinistra): «L’aiuto alla Grecia porterà 160 milioni di euro alla Francia, 240 alla Germania e circa 700 milioni all’insieme dei paesi creditori. Questa è solidarietà? No, è usura».
Del resto, può esserci un “salvataggio” con gli interessi sui titoli del debito pubblico volati oltre il 10%, un Pil negativo ed un’inflazione negativa? La risposta è no, neppure con i tagli più selvaggi che si possano immaginare. Tagli che hanno anche l’effetto di deprimere i consumi e gli investimenti.
Comunque, chi vivrà vedrà. Ad oggi gli ottimisti del “siamo fuori dal tunnel” sono stati ridicolizzati dai fatti, in futuro vedremo.

Naturalmente le vicende greche non hanno soltanto una natura finanziaria. C’è, come sempre quando il gioco si fa duro, uno stretto intreccio tra politica ed economia. C’è il ruolo della speculazione, ma forse non fa parte anch’essa delle normali modalità di funzionamento del capitalismo reale?
C’è chi vede giustamente nei movimenti finanziari non solo speculazione ma anche attacco mirato all’euro, mentre altri preferiscono mettere al centro della questione la spinta interna alla UE per un’Europa a due o tre velocità. Tutte queste letture hanno un loro fondamento, ma guai ad isolare ogni singolo aspetto dal contesto generale.
La crisi, che in un primo momento si è manifestata in maniera virulenta sul terreno finanziario, che in un secondo momento si è ripercossa pesantemente sulla cosiddetta “economia reale”, vive ora una terza fase dove l’onda più pesante sta tornando nel campo finanziario, con al centro questa volta l’emergenza dei debiti pubblici.
Certo, solo gli storici, a posteriori, potranno inquadrare meglio quel che sta avvenendo sotto i nostri occhi, ma alcune tendenze di fondo appaiono chiare.
Ed esse ci rimandano a due grandi questioni: fino a che punto le oligarchie finanziarie dominanti riusciranno ad imporre le loro ricette draconiane senza che si arrivi ad una vera esplosione sociale, fino a che punto la sovranità nazionale potrà essere calpestata (e con essa quel poco che resta della stessa democrazia liberale) senza che questo conduca alla deflagrazione di istituzioni costitutivamente anti-democratiche come l’Unione Europea?
Questa è la partita che si gioca in Grecia. In questi giorni grandi manifestazioni popolari stanno scuotendo quel paese. Il popolo non appare piegato, ma non vi sarebbero possibilità di vittoria qualora la protesta rimanesse confinata nell’angusto ambito sindacale. Per essere più espliciti, non esiste possibilità di lotta sindacale vincente sganciata dalla scelta politica di uscire dall’UE.
Oggi, 5 maggio, la Grecia è in fiamme. Le principali città sono percorse dai manifestanti in sciopero, incidenti sono segnalati ad Atene e Salonicco, il parlamento si appresta a votare le misure economiche in un clima segnato anche dal tracollo della Borsa.
Le oligarchie europee stanno sperimentando in Grecia la ricetta da applicare nel resto del continente, e l’Italia è in prima fila. Dall’esito della battaglia in corso dipenderanno molte cose, in primo luogo la possibilità di un autentico risveglio delle masse popolari del resto d’Europa, un risultato non automatico, non scontato, ma che riteniamo piuttosto probabile.
Qualora il popolo greco venisse sconfitto, pesanti sarebbero le ripercussioni più o meno immediate.
Alberto Alesina, sul Sole 24 Ore del 4 maggio invoca «Terapie alla greca per un’Italia più sana». Francesco Forte, sul Giornale del 3 maggio, preferisce guardare in primo luogo alla penisola Iberica, scrivendo che: «L’avviso che se ne trae per Portogallo e Spagna è di adottare subito misure d’austerità per evitare una “tragedia greca”».
La posta in gioco è chiara: chi deve pagare la crisi? Non si pensi che la questione sia solo economica. Da questa crisi uscirà un mondo comunque assai diverso rispetto a quello precedente. La battaglia greca non sarà di certo quella decisiva, ma il suo esito influenzerà pesantemente gli sviluppi successivi. Una ragione di più per stare dalla parte dei lavoratori e del popolo greco.

Ieri il Partenone è stato occupato simbolicamente e due enormi striscioni (in greco ed in inglese) recitavano: «Popoli d’Europa ribellatevi». Quando verrà raccolto questo invito alla lotta?

Leonardo Mazzei
Fonte: www.campoantimperialista.it
Link: http://www.campoantimperialista.it/index.php?option=com_content&view=article&id=989:altro-che-salvataggio&catid=12:unione-europea-cat&Itemid=20
5.05.2010

Pubblicato da Davide

  • Nemesi

    Caro Leonardo Mazzei ho l’impressione, ma forse mi sbaglio, di vederla quasi gongolante, rispetto a questa crisi greca.
    Lei ancora non se ne rende conto ma gli anti-imperialisti questo match lo hanno già perso e ne usciranno maluccio.
    Di sicuro la Grecia è stata una vittima della crisi economica del 2008 causata da una gestione criminale dell’alta finanza mondiale, ma pensare che i Greci non abbiano le loro responsabilità mi sembra una mistificazione.
    I Greci hanno avuto nell’ultimo decennio un fortissimo avanzamento economico solo grazie all’aumento dell’indebitamento pubblico e a quello privato.
    Vorrei capire come sia sostenibile uno stato dove non solo esiste la quattordicesima, ma ci sono categorie di impiegati statali che hanno anche la quindicesima e la sedicesima.
    Come è sostenibile uno stato sociale dove le persone vanno in pensione a 50 anni!
    Per non parlare dell’evasione fiscale Greca, che raggiunge la cifra del 27% e dove la corruzione assorbe l’8% del Pil,(tutta a beneficio della loro casta politico-affaristica) riescono a battere perfino noi Italiani.
    Adesso arriva lei con il suo bell’articoletto farcito di retorica e ideologismo e ci vorrebbe far credere che i Greci sono vittime incolpevoli!?
    Il prestito di 110 miliardi accordato sia dalla UE che dal FMI alla Grecia è un qualcosa che si sarebbero evitati tutti volentieri, si tratta forse del principale piano di aiuti economici mai dati ad un paese!
    Il tasso del 3,6 % del FMI e del 5% della UE e un tasso di favore, dato che oramai nessuno avrebbe più finanziato il debito Greco a meno di non avere tassi del 12-15%!!!
    Ma stia tranquillo che quei soldi sono stati dati non per salvare i greci ma per difendere se stessi dal possibile contagio globale della crisi.
    Certo che ripudiare il debito per i Greci sarebbe una gran bella soluzione, l’unico problema che una volta fatto nessuno ti presta più un centesimo e nessuno viene a investire nel tuo paese, per non parlare del totale isolamento economico in cui si rischia di cadere.
    I Greci non sono in piazza per rivendicare una libertà o un diritto, sono scesi in piazza per difendere i loro privilegi, difficilmente il governo Greco si limiterà ai tagli nel settore pubblico, ma quasi sicuramente colpirà anche i disequilibri nel settore privato (o almeno spero).
    Le manifestazioni e le proteste della gente sono sempre legittime ma vanno gestite con intelligenza, io ricorderei che oggi si sono avute già tre morti innocenti.
    L’errore storico delle piccole frange radicali è stato sempre quello di voler attirare l’attenzione con gesti estremi, non rendendosi conto che così facendo non si fa altro che il gioco di quelli che definisce “imperialisti”.

    La crisi in Grecia, poteva essere per quello stato, un’occasione per il rinnovamento, ora invece scatteranno solo repressioni e quanto più altisonante sarà la rivolta, tanto più pesante sarà la sconfitta.

    Le trasformazioni si fanno grazie al consenso, alla consapevolezza e all’appoggio delle masse, la così detta rivoluzione funziona quando il nemico è ben individuato in un’entità esterna e aliena, oppure in una minoranza palesemente oppressiva verso il resto della popolazione.
    Quando si vuole una trasformazione ed un rinnovamento l’unica cosa da fare è un abile gioco (e doppio gioco) di equilibrismo e una continua e diffusa informazione verso la popolazione, dato che quello che bisogna rompere è una ragnatele di interessi e privilegi annidati ad ogni livello della società Greca.

    Per dirgliela molto semplicemente i sindacati, gli anarchici e anche tutti i gruppi e partiti di sinistra comunista, hanno già perso!!

    PS:
    A volte ho l’impressione che certe frange fortemente ideologizzate sia di sinistra che di destra, siano al servizio dell’establishment di potere, riescono solo a far recedere il sistema rispetto alle conquiste sociali già faticosamente conquistate, è inutile spiegare loro, che la rivoluzione francese fu un totale fallimento, come pure la rivoluzione Russa, la lotta politica vera si fa in un’altro modo.

  • amensa

    lotta, rifiuto, ecc…
    ma che fine ha fatto l’islanda ?
    il governo aveva accettato le condizioni di GB e olanda, il popolo ha detto di NO, e a quel punto si è parlato di grecia.
    ma che fine ha fatto il debito islandese ???

  • marcop

    …. ma che cosa presterebbero questi maghi? Foglietti/volantini creati dal nulla con scritto euro? O semplici numeretti ai loro computers chiamati debiti? Ma veramente questi tizi pensano di avere a che fare solo con polli? Be in effetti molto polli la stragrande maggioranza lo sono! Ma su! Basta ormai con il gioco delle tre carte banchieri ed elites vanno giustiziati per crimini contro l’umanità. Tutto il resto è noia solamente noia. Maghi e pifferai magici al rogo basta se semo rotti li………. si può solo sorridere sulla loro strafottenza, ma anche se non lo notano colui vede.

  • Xeno

    secondo me lì la storia è solo accantonata.
    In questo momento la grecia è una grossa gatta da pelare dove si giocano la struttura e credibilità dell’unione e dell’euro.

  • marcop

    sono cosi tanto ansiosi e vogliosi di prestare….. ma cosa prestano ricchezza? No prestano altri debiti! Ma non ne hanno gia abbastanza di debiti? Ambè prestano (diciamo meglio…. creano debito per sottrarre la ricchezza prodotta dalle masse schiave! E come si chiama questo debitp? MONETA! Ah bene! L’invenzione del millennio! E chi è il genio che ha avuto la genialata di inventare la moneta creata dal nulla da privati? Ba sicuramente proprio un gran genio deve essere, …. altro che iPhone!! O attrezzuci simili. Il debito prestato ai gonzi è la più grande invenzione dell’umanità. PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR A TUTTI I BANCHIERI DEL MONDO il vs debito potete pure iniziare a riporlo dove più vi piace

  • marcop

    …. prestano prestano, prestano, ma sto debbbito che presteno ma nun finisce mai? Ma so proprio ricchi? Certo del lavoro che tutta l’umanita produce. Dai su siamo seri si chiama VIETATO RUBARE e di più VIETATO PRENDERE PER IL CULO!
    Non è che sti tizzi stanno a fà un po troppi danni, sarà il caso di farli sciare dietro i loro aeruncoli a respirare aria pulita d’alta (relativamente quota), sicuramente gli aerei inseminatori presenti sul pianeta bastano per far girare banchieri e massoni attaccati ad una corda dietro agli aerei che usano contro l’umanità! http://www.tankerenemy.com/2010/05/mistero-scie-chimiche-nella-puntata-del.html

  • anonimomatremendo

    Alcune precisazioni: in Grecia si va (in media)in pensione 61,7 anni per gli uomini e a 58,4 per le donne,sempre che i dati di Eurostat siano corretti.

    Poi vorrei dire una cosa.Lungi da me difendere quelli di “campoantiamericanista”, peró pensare che quelli per cui “i greci”(gli immigrati no?)rischiano la pelle siano “privilegi” fa ancora piú ridere.Ció per cui lottano é la difesa delle loro condizioni immediate di vita.Stop.

    Dici:”quello che bisogna rompere è una ragnatela di interessi e privilegi annidati ad ogni livello della società Greca.”Ad ogni livello?Quali sarebbero le ragnatele di privilegi annidati negli ultimi livelli?

    Una curiositá.In che senso le rivoluzioni russa e francese sono state un totale fallimento?.

  • anonimomatremendo

    …dimenticavo la fonte dei dati eurostat.Eccoli:http://www.tuttiassunti.it/public/?page_id=3013

  • fernet

    STanno lavorando nel club oltreoceano per salvarsi il didietro e la loro carta straccia.

  • vic

    La rivoluzione francese un fallimento?

    Da quale substrato nacque la rivoluzione Americana se non dalla rivoluzione francese.
    Secondo lei, l’illuminismo culturale di Napoleone da dove venne, eh?

    E’ sempre difficile giudicare il successo di una rivoluzione.
    Quella Americana fu un successo?
    Oggi come oggi stanno meglio gli Statunitensi oppure i Canadesi?
    Ma i Canadesi sarebbero gli stessi se non fosse successa la rivoluzione Americana?

    E l’Europa sarebbe la stessa senza la rivoluzione francese?

    Probabilmente e’ questione di tempi storici. Quando certi cambaimenti sono maturi, prima o poi succedono. Su questo concordavano anche Gorbachov e Kohl. E fu cosi’ che il muro di Berlino cadde senza troppo spargimento di sangue.
    Doveva succedere. Esattamente come la rivoluzione francese, che forse le sfugge, ha avuto un impatto notevole anche in campo tecnico e scientifico.

    Diciamo che la rivoluzione e’ successa. Punto.
    A me, sembra che abbia avuto un impatto storico ben piu’ importante per tutto l’occidente di, ad esempio, la rivoluzione rumena che fece fuori Ceausescu con metodi non meno truci dei francesi.

    Un popolo, inoltre, deve averla la cultura dei cambiamenti a piccoli passi. O ce l’hai o non ce l’hai, ed allora invochi rivoluzioni ad ogni pie’ sospinto, per ritrovarti ogni volta ai piedi della scala, rossa di sangue e vittime, di cui molte inconsapevoli.

    Trovo bizzarro che un Italiano elenchi con dovizia i difetti dei Greci, come se a casa sua fossero tutti santi e virtuosi.
    Esemplificando in modo leggero, sui Greci moderni, mi ricordo di un film girato in America, in cui le abitudini della famiglia greca vengono prese in giro. Sull’italia, invece girano molti, moltissimi film che raccontano storie di grandi mafiosi, italiani o italo-americani.
    Mi sembra che semmai sarebbe l’italia da punire, per vizi ben peggiori di quelli della ventosa Grecia.

    Vuol fare un favore al suo paese: snoccioli i difetti dell’Italia e lasci perdere quelli della Grecia.
    Per dirgliene un’altra, qui al nord, girano delinquenti di varie etnie, i piu’ notevoli sono gli Italiani ed i Romeni, dei Greci non si parla mai. Non sara’ per via che sono meno delinquenti?
    Le ripeto, allora li rispetti un po’, perdinci!

  • vic

    Siamo dal prestinaio.
    Putroppo pare che il pane sia finito. Le scansie sono vuote.
    Ci sono dei fogli cartacei impilati. Sentiamo un po’

    Angelina: signor prestino, mi dia del pane per il mio amico greco che ha fame.
    prestino: Finito il pane per oggi. Pero’ posso darle una promessa di pane.
    Angelina: Va bene, la portero’ all’amico greco. Cosi’ si risollevera’ il morale.
    prestino: Firmi qui, signora.
    Angelina: (scarabocchia una firma illustre)
    prestino: Ehm, sarebbero 10 tot in contanti.
    Angelina (si guarda in giro, rivolgendosi alla vicina Jenny con un sorriso): Jenny, prestami 10 tot, te li ridaro’ poi.
    Jenny (stacca un assegno da 10 tot): Tieni, di te mi fido.
    Angelina (paga il prestino): Grazie del pane futuro, signor prestino.
    prestino: Ci conti.

    Io ho contato zero pagnotte, a dir la verita’

  • nuvolenelcielo

    soluzione: la grecia esce dall’euro, crea una nuova valuta di proprietà dello stato, (la nuova valuta va sul mercato), lo stato stampa i soldi nella nuova valuta equivalenti al debito in euro, acquista euro, e ripaga i debiti. e così sia, andate in pace.
    vedremo se qualche stato avrà il coraggio di farlo. ci vuole un pazzo illuminato. berlusconi è abbastanza pazzo ma gli manca l’illuminazione. vedremo, buona visione.

  • grilmi

    Il sistema cerca di proteggere se stesso e chi lo ha controllato fin ora non vuole pagare le conseguenze inevitabili derivate da un troppo blando controllo della finanza speculativa(concerto tra alcune banche, ag di rating e fondi speculativi). Dire come ha detto nemesi che gli antimperialisti hanno perso è una veduta molto miope, basta guardare al di la di questa crisi per capire che il sistema debitocredito arrivato a questo stadio non puo più coesistere con l illusione della democrazia di cui ancora oggi godiamo. Al di la dei fatti più giusti che la Grecia ha alcuni difetti del sistema pubblico(sedicesime, età pensionabile a 50) ad correggere, non sono da imputarsi comunque al popolo ma alla sua claase dirigente che anche in questo caso è stata protetta visto che gli è stato permesso di trasferire grosse somme all’estero. Il problema è che come dice l articolo questi non sono aiuti, si arriverà prima o poi al momento, se non con gli scioperi sicuramente per inerzia, in cui nessuno potra più pagare i debiti. Come disse qualcuno se devi 100 alla banca è un tuo problema, se devi 1000mld alla banca è un problema della banca.

  • grilmi

    Nemesi dice: .
    Questo è vero fino a un certo punto, quando la situazione è tale da avere crescita negativa, deflazione, azzeramento dei consumi, gettito fiscale alla canna del gas, l unica alternativa al suicidio è il ripudio del debito(argentina docet), senza contare che è proprio svalutando una moneta propria che si attirano le imprese sul proprio territorio(polonia docet, ancora per poco forse).

  • Tonguessy

    “la Grecia rinuncia completamente alla propria sovranità nazionale accettando una politica di lacrime e sangue”.
    L’impressione che se ne ricava, però, è di tutt’altro segno. Pare che non siano molto d’accordo, i Greci, sul rinunciare alla propria sovranità nè ad accettare quelle politiche. Diversamente da noi Italiani, popolo di depressi che amano starsene a casa a guardare i telequiz, i Greci hanno da sempre dimostrato dosi di incazzatura riscontrabili solo nei Francesi. Adesso li hanno fatto incazzare, e se la vedano loro. Io non li invidio. Sulle lacrime e sangue: solo alla fine si capirà chi le avrà versate. Non diamo nulla per scontato, eh?

  • terzaposizione

    Nemesi su chi muove gli estremisti di piazza hai avuto una brillante intuizione, prova a vedere chi c’e’ dietro i BlackBloks,ne rimarrai sorpreso.

  • Biribissi

    Chi c’è dietro i Black Bloc..illuminaci!! intanto leggi qui http://controappunto.splinder.com/post/22679521/Grecia+-+Tre+impiegati+morti+i

  • Truman

    Per capire chi c’è dietro i black bloks può essere utile guardare la TV, in particolare il TG1 di scodinzolini. Da qui si capisce gli ordini impartiti ai pennivendoli e quindi almeno un ramo della strategia di chi comanda.

    E qui si nota un fatto interessante: tutte le manifestazioni che avessero un certo contenuto in Italia sono state neutralizzate creando degli incidenti e focalizzando l’attenzione sugli incidenti (un esempio era qui Della censura e altri demoni [trumanb.blogspot.com]). Insomma gli incidenti coprivano la manifestazione.

    Nel caso della rivolta in corso in Grecia la strategia è esattamente opposta: si parla di grandiosa manifestazione pacifica, disturbata da alcuni incidenti creati da una minoranza di facinorosi.
    Almeno in Italia, le disposizioni impartite ai giornalisti sono tese a minimizzare gli eventi.

    Sarebbe interessante confrontare con la stampa anglosassone, per vedere se invece (da oltre Atlantico o oltre Manica) loro buttano benzina sul fuoco. Comunque ho la sensazione che ormai il gioco sia in mano ai greci. Chi voleva affossare l’euro ormai le sue carte le ha giocate e gli basta lavorare sui mercati finanziari.

  • Truman

    Dice Nemesi: Per dirgliela molto semplicemente i sindacati, gli anarchici e anche tutti i gruppi e partiti di sinistra comunista, hanno già perso!!

    Mi sembra che la frase sintetizzi un lungo sragionamento (un ragionamento con una sua logica, ma inutile a capire i fatti).
    Come minimo bisogna ricordare che la politica non è un gioco a somma zero, se io perdo non è detto che il mio avversario abbia vinto, né tanto meno il gioco termina quando una delle parti in causa vince. (*)
    Perchè dove una parte ha perso può ancora fare in modo che perda anche l’altro (“Muoia Sansone con tutti i filistei”). La sinistra europea viene da una serie di sconfitte epocali, una dopo l’altra, che l’hanno ridotta ad un ruolo estremamente marginale. Ma chi ha già perso non ha paura a perdere ancora una volta. E oggi non possono vincere, ma hanno l’occasione di far perdere anche agli altri. Se vogliono possono abbattere l’euro.

    (*) Mi ritorna in mente G.W. Bush quando aggredì l’Iraq senza nemmeno dichiarare guerra e dopo tre mesi dichiarò che la guerra era finita. Una bella sceneggiata. Sono passati sette anni e la guerra continua. Gli iracheni avevano davvero perso, ma ancora possono perdere la guerra gli USA.

  • Ricky

    Caro Nemesi ma perché si é preso il disturbo di cotanto scrivere in questo sito? Vada a postare le sue deliranti opinioni sul sole24ore, di sicuro troverá una calda accoglienza.

  • AlbertoConti

    …. gli manca tutto, ma proprio tutto, altro che illuminazione, tranne i danè

  • AlbertoConti

    “Certo che ripudiare il debito per i Greci sarebbe una gran bella soluzione, l’unico problema che una volta fatto nessuno ti presta più un centesimo e nessuno viene a investire nel tuo paese, per non parlare del totale isolamento economico in cui si rischia di cadere.” dice Nemesi, unendosi al coro dei codardi e degli ignoranti, la maggioranza ciarliera. E’ per questo, solo per questo che questo paradigma monetario regge ancora, perfino alla propria implosione autoindotta. Le poche esperienze storiche di reazione a questo ricatto hanno dimostrato il contrario, come la Germania di Hitler ad esempio, o molte altre realtà economiche minori, molto più facilmente riassorbite dalla piovra bancaria internazionale. Il mondo intero è parassitato come nell’incubo di Alien, e sempre più gente lo vede ormai benissimo. Che Atene c’illumini la strada!

  • Nemesi

    Io amo solo considerare i fatti, le intenzioni per quanto nobili sono pura poesia.
    La così detta “rivoluzione” Americana, in realtà fu una guerra di indipendenza, e se andate a leggere la storia vedrete che quella non fu ne la prima, ne la più combattuta delle guerre di indipendenza.
    Basta che vi leggiate la storia delle province Olandesi.
    Non ritengo che la guerra di indipendenza americana un fallimento, ma chiamarla “rivoluzione” mi sembra un tantino esagerato.
    La differenza che prima della guerra a comandare era un’oligarchia sottomessa alla corona britannica, dopo l’oligarchia si governò da sola.
    E’ innegabile il processo di presa di coscienza collettiva degli americani che innescò la guerra d’indipendenza. Ma c’è da dire che in materia di diritti civili gli americani non sono stati proprio dei precursori, vedesi la schiavitù e l’apartheid.

    In quanto alla rivoluzione Francese e Russa nessuno nega che siano stati dei grandi eventi che abbiano influenzato la storia.
    Il problema è analizzare gli effetti che ebbero, praticamente in Francia dopo il 1789 si ebbe il Terrore Giacobino, la dittatura Napoleonica, la restaurazione del congresso di Vienna, la democrazia arrivò solo dopo la disfatta di Napoleone III a Sedan nel 1870, dopo più di 80 annni vale a dire dopo più di tre quarti di secolo.
    L’Italia nel 1870 aveva già un ventennio di monarchia costituzionale alle spalle, per non parlare dell’Inghilterra, dove le idee della rivoluzione francese non ebbero mai grande presa, ma che aveva un’assetto democratico molto avanzato, ovviamente gli standard di democrazia di allora erano molto più arretrati rispetto a quelli attuali.
    La storia non si fa con i se, ma di certo la rivoluzione francese fu lo spettro agitato da tutti i reazionari d’Europa( di sicuro la specie politica più pericolosa e perniciosa) per più di un secolo e grazie al quale, molti eventi democratici subirono un notevole ritardo.

    Infine arriviamo alla “mini” rivoluzione Russa questa inizialmente fu un grande successo dopo arrivò “rivoluzione Bolscevica” o “rivoluzione di ottobre” e si ebbe la dittatura Bolscevica, basta contare i morti per vedere se fu un successo o meno

    Molti comunisti (un pò vigliacchi) si difendono dicendo che il capitalismo ha fatto più morti del socialismo reale! La mia risposta è la seguente:
    “Vuol dire che sia i comunisti che i capitalisti sono entrambi dei criminali”
    I crimini degli altri non giustificano i propri!
    In quanto alla frase: “Per dirgliela molto semplicemente i sindacati, gli anarchici e anche tutti i gruppi e partiti di sinistra comunista, hanno già perso!!”, vi dico semplicemente che purtroppo è inevitabile.
    Ci vorrebbe troppo per spiegarlo è una di quelle cose così ovvie che è difficile da sintetizzare.
    Comunque vi posso dire che i lavoratori Greci sono condannati al precariato e alla riduzione dei loro diritti (non sto dicendo che la cosa mi fa piacere, costato un evento), a quel punto verranno meno sia i sindacati che i partiti di sinistra, perché è quello che è sempre accaduto in passato.
    In quanto agli anarchici, questi hanno sempre perso, la loro è una continua fase di corsi e ricorsi, ma alla fine purtroppo ne escono sempre bastonati, forse per questo ho una punta di simpatia per loro.
    I professionisti della retorica sia di sinistra che di destra possono gridare quanto gli pare, ma lasciate che vi dica che sia l’imperialismo capitalista che il socialismo sono stati dei fallimenti.
    Nei paesi più avanzati per quanto si parli di partiti di diverse sponde, alla fine chi va al governo, a parte gesti simbolici, continua a governare sulla scia di chi lo ha preceduto, oggi abbiamo partorito il social-capitalismo( e non parlo della Cina) ma di paesi come la Germania, la Svezia e l’Olanda.

    In quanto ai Black Block e alle frange di estrema sinistra e anarchici insurrezionali , stanno facendo il gioco che fecero le brigate rosse negli anni settanta, di chi voleva la strategia della tensione, rimandando la caduta dei partiti tradizionali di un ventennio!! Se poi andate a veder bene la storia dell’Italia dopo gli anni’90 vedrete che in ogni caso non è cambiato nulla, sia con i governi di Sinistra che con quelli di Berlusconi!
    Forse qualcosa è cambiato!……..Abbiamo una generazione di lavoratori precari!
    Ma forse sono io che non o capito nulla, ma io mi limito solo a leggere la storia! Ma sono sicuro che qualcuno mi saprà spiegare!

  • Cippala

    Se la Grecia torna alla Dracma così i problemi sarebbero di altri..una bella svalutazione del 40% e poi vediamo..La crisi è di sovranità monetaria, unico mezzo che consentiva ai GOVERNI LADRI di proteggersi dalla finanza e mantenere un patto sociale con i cittadini.

  • anonimomatremendo

    “Molti comunisti (un pò vigliacchi) si difendono dicendo che il capitalismo ha fatto più morti del socialismo reale!”.Ancora con sta storia,ufff.Chi dice cosí non é comunista,è stalinista.Nel sistema russo erano presenti tutte le categorie economico e sociali che caratterizzano il capitalismo come lavoro salariato,scambio mercantile,capitali da investire…denaro ecc.Senza parlare poi dell enfatizzazione portata al parossismo delle cateorie ideologiche borghesi(per la serie “piú papisti del papa”)come l´ideologia del lavoro e del produttivismo,l ideologia della famiglia,della nazione,della patria ecc.quindi le vittime di quell immensa area geostorica che va sotto il nome di Russia sono ascrivibili a pieno titolo al modo di produzione capitalista.Quella russa doveva essere una rivoluzione doppia ,come quella in Germania nel ´48:democratico-contadino-borghese e proletaria -comunista.La seconda purtroppo si e´arrestata,con lo stalinismo, ed e´passata solo la seconda,sotto mentite spoglie,ed é questo travestimento il contenuto reale della controrivoluzione stalinista:far passare una rivoluzione borghese antifeudale,modernizzatrice,industrializzatrice ecc,come rivoluzione comunista.Questi sono i fatti.Ciao

  • anonimomatremendo

    Ancora con sti 50 anni.Guarda qui nella tabella in fondo:http://www.tuttiassunti.it/public/?page_id=3013

  • DANTEGUEST

    DOPO L’ISLANDA LA GRECIA E DOPO I”PIGS”,STA INIZIANDO UN EFFETTO DOMINO IN EUROPA A SEGUITO DELLA CRISI?
    SPERIAMO CHE INIZI UN EFFETTO DOMINO SUL RIFIUTO DEL PAGAMENTO DEL DEBITO PUBBLICO,ISLANDA DOCET……..COLORO CHE RIMARRANNO FUORI DAL MERCATO GLOBALE POTRANNO SEMPRE CREARE UN MERCATO LOCALE,DI QUESTO PASSO NEANCHE TROPPO SPARUTO.

  • Truman

    L’Islanda è ancora padrona della propria moneta e il popolo si è rifiutato di pagare i debiti delle banche.
    La Grecia, che è ancorata all’euro, è ben più debole, perchè non può svalutare.

  • Truman

    Avrebbe senso un’ipotesi intermedia: la Grecia resta nell’euro per gli scambi internazionali ma reintroduce la dracma per uso interno, con cambio tra le due fluttuante. La valuta locale dovrebbe essere emessa direttamente dallo stato senza passare per la BCE.
    L’effetto potrebbe essere simile a quello delle valute complementari: rapida circolazione dei capitali e crescita notevole.

  • Nemesi

    Caro AlbertoConti giusto per precisare io non ho offeso nessun, esprimo solo un punto di vista, che non vuole assolutamente ergersi a verità.
    Malgrado se ne è parlato poco sono state fatte delle simulazioni dello sganciamento della Grecia dall’Euro e si è arrivato alla conclusione unanime dell’automatico fallimento della Grecia in caso di abbandono dell’Euro.
    La Grecia il suo debito ce l’ha in Euro, quindi in caso volesse passare alle Dracme si troverebbe con una svalutazione dell’80% della propria moneta e del proprio PIL, ossia è come se il debito schizzasse di colpo al 500%, queste sono le magie (leggersi porcate) dell’attuale sistema finanziario.
    Non solo ma attualmente i Bond Greci a tre anni sono quotati al 16.05% questo significa che sono già a livello di allarme rosso, con la dracma nessuno finanzierebbe la Grecia.
    La Grecia si troverebbe con tutti i suoi investimenti e depositi esteri congelati, il fallimento Argentino sembrerebbe quasi un “non evento” rispetto a quello Greco.
    Dire che la Grecia doveva ripudiare il proprio debito, equivale a dire che doveva dichiarare fallimento, nel momento in cui lo fa si scatenerebbe un catastrofe, dato che inevitabilmente sia Spagna che Portogallo che Italia sarebbero quasi costrette a seguire la strada Grecia.
    Significa che un terzo delle banche del mondo andrebbero in default, niente liquidità alle aziende, niente mutui, niente finanziamenti alle aziende e di conseguenza milioni di operai e impiegati disoccupati.

  • Nemesi

    Se ho letto bene Marx la rivoluzione comunista doveva passare attraverso la dittatura del proletariato!
    A meno che i comunisti non facciano come i teologi cattolici che interpretano le scritture a loro piacimento, io leggo che il comunismo vorrebbe generare la democrazia, l’uguaglianza e la felicità dei popoli imponendo come dazio un regime oppressivo e totalitario del proletariato.
    Ora, sempre che io abbai letto bene Marx, dovrei accettare che una banda di individui creino una dittatura perché la dittatura possa generare una società più giusta!!!!
    Faccio altresì notare che almeno in europa i proletari veri sono quasi tutti extracomunitari!
    Il resto della società è fin troppo borghese
    Molti arguiranno dicendo che il comunista-pensiero va interpretato e adattato alla società attuale e mai preso alla lettera, io dico semplicemente che i comunisti di possibilità di applicare il loro pensiero ne hanno avute già troppe.
    La società in cui vivo sarà pure corrottissima fino al midollo e a tratti costituita di pura feccia e i cambiamenti saranno inevitabili, ma sono convinto che il comunismo sarà relegato alla storia.
    Poi a proposito dei comunisti nostrani specialmente quelli giovani,(di venti anni fa,gli unici che ho conosciuto bene) ho sempre avuto la sensazione che fossero gruppi di persone molto conformiste rispetto ad un certo pensiero di sinistra, che era molto di moda tra i giovani.
    Devo ammettere che rispetto ai ragazzi di destra (si ho conosciuto tantissimi “neri”) devo ammettere che il modo di ragionare di un “sinistro” è nettamente superiore a quello di un “destro”, però alla fine entrambi non sono capaci di nessuna nessuna sintesi politica, tante parole ma stringendo, stringendo, si rimane con le pive nel sacco.
    Vi prego di non accusarmi di essere una persona di destra o un fascista, dato che non lo sono, e che sto facendo una critica fondata solo su i fatti.

  • Elias

    “La rivoluzione francese un fallimento?”

    Dipende dal punto di vista…

    “Da quale substrato nacque la rivoluzione Americana se non dalla rivoluzione francese.”

    Veramente c’è stata prima la rivoluzione americana poi quella francese.

    “Secondo lei, l’illuminismo culturale di Napoleone da dove venne, eh?”

    L’illuminismo culturale sarebbe quella roba tipo conquista l’europa con le tue armate? e porta la rivoluzione agli ignoranti di altri paesi coi cannoni? (vedi alla voce: esportare democrazia) se si, hai ragione, viene proprio dalla rivoluzione francese.

    “Quella Americana fu un successo?”

    A mio avviso assolutamente si.

    “E l’Europa sarebbe la stessa senza la rivoluzione francese?”

    No, probabilmente sarebbe un posto migliore.

    “Doveva succedere. Esattamente come la rivoluzione francese, che forse le sfugge, ha avuto un impatto notevole anche in campo tecnico e scientifico.”

    Come l’applicazione pratica del malthusianesimo. Chissà che anche stavolta…

    “O ce l’hai o non ce l’hai, ed allora invochi rivoluzioni ad ogni pie’ sospinto, per ritrovarti ogni volta ai piedi della scala, rossa di sangue e vittime, di cui molte inconsapevoli.”

    Il problema è che i carnefici sono consapevoli. Sempre

    “Vuol fare un favore al suo paese: snoccioli i difetti dell’Italia e lasci perdere quelli della Grecia.”

    Ma stavamo parlando della grecia, cazzo c’entra? Allora perchè non i difetti del Tagikistan?

    “Per dirgliene un’altra, qui al nord, girano delinquenti di varie etnie, i piu’ notevoli sono gli Italiani ed i Romeni, dei Greci non si parla mai. Non sara’ per via che sono meno delinquenti?”

    Ma che cazzo c’entra? E due…

    “Le ripeto, allora li rispetti un po’, perdinci!”

    Sennò che fai, lo dici a mamma?

    Incredibile, l’unico che ha scritto una cosa decente tutti a saltargli addosso.

  • AlbertoConti

    Caro Nemesi, niente di personale, non intendevo offenderti ma esprimere telegraficamente una forte reazione all’idea dominante che “i debiti vanno pagati, perciò ….”. Chiedo pertanto scusa delle parole forti, rivolte ad un atteggiamento generale, al di là anche del caso greco in particolare. E’ ovvio che la piccola Grecia di fronte al mondo distorto che ci ritroviamo può ben poco, ma questa faccenda ha da finire, chi ha rubato paghi, e se è il sistema ad essere cleptocratico va rovesciato l’intero sistema come un calzino. E’ ora d’invertire la tendenza, di privatizzare le perdite e socializzare gli utili, confiscando i grandi capitali a livello mondiale. Utopia? Quando crollerà il dollaro, e con lui le altre valute del vecchio mondo dell’elite dei rapinatori storici se ne parlerà in ben altri toni. Di fronte allo “scoppio” dello schema di Ponzi non c’è autorità che tenga, qualunque festa finirà per sempre.

  • anonimomatremendo

    ooops…volevo scrivere “La seconda purtroppo si e´arrestata,con lo stalinismo, ed é passata solo la prima….