ALTRO CHE SALVATAGGIO !

ALTRO CHE SALVATAGGIO !

DI LEONARDO MAZZEI

campoantimperialista.it

Ultimora: proprio al momento della pubblicazione di questo articolo apprendiamo che negli scontri di questa mattina ad Atene si sono registrate le prime vittime. Qualcuno dubita ancora della serietà della situazione greca?

La Grecia è affondata, sotto a chi tocca!

A sentire i media l'Unione Europea avrebbe infine salvato la Grecia. Ma è veramente così? Spesso gli stessi che ora commentano con sollievo il cosiddetto "salvataggio", fino a qualche settimana fa sostenevano che non c'era bisogno di alcun intervento, e magari un anno prima si rallegravano di quanto era semplice e provvidenziale trasformare il passivo privato in debito pubblico.

Ricordiamocelo: mai fidarsi di simili stregoni, mai dimenticarsi delle loro cantonate. E se oggi parlano di salvataggio, sarà meglio domandarsi come stanno davvero le cose.


Ma anche al di fuori dei pensatoi liberisti, in pochi credevano che la crisi della piccola Grecia avrebbe avuto conseguenze pesanti per l'intero sistema finanziario europeo. Il perché di un simile abbaglio è presto detto: costoro erano convinti che la crisi scoppiata nel settembre 2008 fosse ormai alle nostre spalle, ed in un simile contesto quali scombussolamenti sarebbero mai potuti arrivare dalla modestissima economia greca?

Il "dettaglio" che sfuggiva a questi analisti era appunto la natura, oltre che la portata della crisi. Una crisi, che proprio per la reazione messa in atto dai principali stati occidentali nell'autunno 2008, trova ora il suo punto più acuto nell'insostenibilità dei bilanci pubblici. Le cifre del dissesto greco sono veramente limitate, ma Atene è solo un sintomo di una malattia generalizzata che nessuno sa realmente come affrontare. Ecco perché la diffusa sottovalutazione delle vicende greche appare veramente grave ed irresponsabile.

Ma veniamo all'oggi, alle decisioni concertate dell'Unione Europea (UE) e del Fondo Monetario Internazionale (FMI). Dopo aver creato le premesse per l'affondamento della Grecia, con le incertezze europee, l'ostruzionismo tedesco ed il killeraggio delle agenzie di rating, domenica 2 maggio il piano è stato annunciato: UE e FMI promettono prestiti per 110 miliardi di euro in tre anni, la Grecia rinuncia completamente alla propria sovranità nazionale accettando una politica di lacrime e sangue, mentre i "generosi" prestatori controlleranno trimestralmente che il loro diktat venga puntualmente eseguito sulla pelle del popolo greco.

I prestiti bilaterali dei paesi dell'Eurozona verranno concessi con gradualità (12 tranche) e con il contagocce, mentre i tassi non saranno inferiori al 5%, giusto per speculare un po'. I 30 miliardi che dovrebbero arrivare dalle casse del FMI avranno invece un tasso più basso, pare attorno al 3,6%.

Il massacro sociale chiesto al popolo greco è impressionante: congelamento dei salari del settore pubblico fino al 2014, eliminazione della tredicesima e della quattordicesima mensilità, aumento di 7 anni dell'età minima per andare in pensione, ulteriore aumento dell'IVA del 2%, che fa seguito ad un analogo aumento decretato 2 mesi fa, nuova legge per rendere più facili i licenziamenti.

Si è calcolato che la perdita media del potere di acquisto si aggiri attorno al 20%, con punte del 30% per i settori sociali più colpiti da queste misure.

L'intera economia greca andrà a picco. Per il 2010 è previsto un calo del Pil del 4%, un'altra diminuzione superiore al 2% è attesa per il 2011, poi gli economisti-stregoni vedono una lenta ripresa che dovrebbe riportare il Pil ai livelli del 2008 nel lontano...2017! Inutile ricordare quanto possano valere queste previsioni di lungo periodo, mentre quelle ben più affidabili sul breve non lasciano dubbi su quel che attende i greci.

Ma, si dirà, se non altro in questo modo si eviterà il totale dissesto finanziario. Ne siamo sicuri? Diamo la parola al professor Marcello De Cecco (la Repubblica - Affari&Finanza del 3 maggio): «Al punto al quale sono arrivate le cose, è sempre più chiaro che un'insolvenza greca non è purtroppo più evitabile. Saggio sarebbe procrastinarla per un paio d'anni, con un piano d'emergenza, per poi passare al riscadenzamento e alla ristrutturazione dei debiti della Grecia...».

L'opinione di De Cecco risulta condivisa da parecchi altri economisti. Essa mette in chiaro due cose: l'insolvenza è inevitabile, gli "aiuti" potranno al massimo ridurne l'impatto da ammortizzare e scadenzare nel tempo.

Ecco allora il senso del piano partorito domenica scorsa. Per prima cosa i "prestatori" si sono messi al sicuro. Quelli concessi ad Atene non sono "aiuti", bensì prestiti ben remunerati che potranno arrestarsi immediatamente qualora la situazione dovesse precipitare. La Grecia non ha avuto 110 miliardi, ma solo la promessa di averli, a certe rigidissime condizioni, nell'arco di tre anni.

Prendiamo il caso della Germania (ma lo stesso ragionamento vale anche per l'Italia). Il governo di Berlino potrà incassare un 5% sul proprio prestito, coperto con l'emissione di titoli ad un tasso del 2%, ottenendone un guadagno del 3%. Se le cose dovessero andar bene i prestatori realizzerebbero una bella speculazione, se dovessero andar male non esiterebbero un istante ad affondare definitivamente le finanze greche. Intanto - questo è il calcolo politico - l'UE avrebbe preso tempo.
Questa semplice realtà è stata così commentata dal parlamentare francese Hean-Pierre Bard (un indipendente di sinistra): «L’aiuto alla Grecia porterà 160 milioni di euro alla Francia, 240 alla Germania e circa 700 milioni all’insieme dei paesi creditori. Questa è solidarietà? No, è usura».

Del resto, può esserci un "salvataggio" con gli interessi sui titoli del debito pubblico volati oltre il 10%, un Pil negativo ed un'inflazione negativa? La risposta è no, neppure con i tagli più selvaggi che si possano immaginare. Tagli che hanno anche l'effetto di deprimere i consumi e gli investimenti.

Comunque, chi vivrà vedrà. Ad oggi gli ottimisti del "siamo fuori dal tunnel" sono stati ridicolizzati dai fatti, in futuro vedremo.

Naturalmente le vicende greche non hanno soltanto una natura finanziaria. C'è, come sempre quando il gioco si fa duro, uno stretto intreccio tra politica ed economia. C'è il ruolo della speculazione, ma forse non fa parte anch'essa delle normali modalità di funzionamento del capitalismo reale?

C'è chi vede giustamente nei movimenti finanziari non solo speculazione ma anche attacco mirato all'euro, mentre altri preferiscono mettere al centro della questione la spinta interna alla UE per un'Europa a due o tre velocità. Tutte queste letture hanno un loro fondamento, ma guai ad isolare ogni singolo aspetto dal contesto generale.

La crisi, che in un primo momento si è manifestata in maniera virulenta sul terreno finanziario, che in un secondo momento si è ripercossa pesantemente sulla cosiddetta "economia reale", vive ora una terza fase dove l'onda più pesante sta tornando nel campo finanziario, con al centro questa volta l'emergenza dei debiti pubblici.

Certo, solo gli storici, a posteriori, potranno inquadrare meglio quel che sta avvenendo sotto i nostri occhi, ma alcune tendenze di fondo appaiono chiare.

Ed esse ci rimandano a due grandi questioni: fino a che punto le oligarchie finanziarie dominanti riusciranno ad imporre le loro ricette draconiane senza che si arrivi ad una vera esplosione sociale, fino a che punto la sovranità nazionale potrà essere calpestata (e con essa quel poco che resta della stessa democrazia liberale) senza che questo conduca alla deflagrazione di istituzioni costitutivamente anti-democratiche come l'Unione Europea?

Questa è la partita che si gioca in Grecia. In questi giorni grandi manifestazioni popolari stanno scuotendo quel paese. Il popolo non appare piegato, ma non vi sarebbero possibilità di vittoria qualora la protesta rimanesse confinata nell'angusto ambito sindacale. Per essere più espliciti, non esiste possibilità di lotta sindacale vincente sganciata dalla scelta politica di uscire dall'UE.

Oggi, 5 maggio, la Grecia è in fiamme. Le principali città sono percorse dai manifestanti in sciopero, incidenti sono segnalati ad Atene e Salonicco, il parlamento si appresta a votare le misure economiche in un clima segnato anche dal tracollo della Borsa.
Le oligarchie europee stanno sperimentando in Grecia la ricetta da applicare nel resto del continente, e l'Italia è in prima fila. Dall'esito della battaglia in corso dipenderanno molte cose, in primo luogo la possibilità di un autentico risveglio delle masse popolari del resto d’Europa, un risultato non automatico, non scontato, ma che riteniamo piuttosto probabile.

Qualora il popolo greco venisse sconfitto, pesanti sarebbero le ripercussioni più o meno immediate.

Alberto Alesina, sul Sole 24 Ore del 4 maggio invoca «Terapie alla greca per un'Italia più sana». Francesco Forte, sul Giornale del 3 maggio, preferisce guardare in primo luogo alla penisola Iberica, scrivendo che: «L'avviso che se ne trae per Portogallo e Spagna è di adottare subito misure d'austerità per evitare una "tragedia greca"».

La posta in gioco è chiara: chi deve pagare la crisi? Non si pensi che la questione sia solo economica. Da questa crisi uscirà un mondo comunque assai diverso rispetto a quello precedente. La battaglia greca non sarà di certo quella decisiva, ma il suo esito influenzerà pesantemente gli sviluppi successivi. Una ragione di più per stare dalla parte dei lavoratori e del popolo greco.




Ieri il Partenone è stato occupato simbolicamente e due enormi striscioni (in greco ed in inglese) recitavano: «Popoli d’Europa ribellatevi». Quando verrà raccolto questo invito alla lotta?

Leonardo Mazzei

Fonte: www.campoantimperialista.it

Link: http://www.campoantimperialista.it/index.php?option=com_content&view=article&id=989:altro-che-salvataggio&catid=12:unione-europea-cat&Itemid=20

5.05.2010

Commenti (34)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. anonimomatremendo 24 maggio 2010

      ooops...volevo scrivere "La seconda purtroppo si e´arrestata,con lo stalinismo, ed é passata solo la prima....

    1. AlbertoConti 7 maggio 2010

      Caro Nemesi, niente di personale, non intendevo offenderti ma esprimere telegraficamente una forte reazione all'idea dominante che "i debiti vanno pagati, perciò ....". Chiedo pertanto scusa delle parole forti, rivolte ad un atteggiamento generale, al di là anche del caso greco in particolare. E' ovvio che la piccola Grecia di fronte al mondo distorto che ci ritroviamo può ben poco, ma questa faccenda ha da finire, chi ha rubato paghi, e se è il sistema ad essere cleptocratico va rovesciato l'intero sistema come un calzino. E' ora d'invertire la tendenza, di privatizzare le perdite e socializzare gli utili, confiscando i grandi capitali a livello mondiale. Utopia? Quando crollerà il dollaro, e con lui le altre valute del vecchio mondo dell'elite dei rapinatori storici se ne parlerà in ben altri toni. Di fronte allo "scoppio" dello schema di Ponzi non c'è autorità che tenga, qualunque festa finirà per sempre.

    1. Elias 6 maggio 2010

      "La rivoluzione francese un fallimento?"




      Dipende dal punto di vista...




      "Da quale substrato nacque la rivoluzione Americana se non dalla rivoluzione francese."




      Veramente c'è stata prima la rivoluzione americana poi quella francese.




      "Secondo lei, l'illuminismo culturale di Napoleone da dove venne, eh?"




      L'illuminismo culturale sarebbe quella roba tipo conquista l'europa con le tue armate? e porta la rivoluzione agli ignoranti di altri paesi coi cannoni? (vedi alla voce: esportare democrazia) se si, hai ragione, viene proprio dalla rivoluzione francese.




      "Quella Americana fu un successo?"




      A mio avviso assolutamente si.




      "E l'Europa sarebbe la stessa senza la rivoluzione francese?"




      No, probabilmente sarebbe un posto migliore.




      "Doveva succedere. Esattamente come la rivoluzione francese, che forse le sfugge, ha avuto un impatto notevole anche in campo tecnico e scientifico."




      Come l'applicazione pratica del malthusianesimo. Chissà che anche stavolta...




      "O ce l'hai o non ce l'hai, ed allora invochi rivoluzioni ad ogni pie' sospinto, per ritrovarti ogni volta ai piedi della scala, rossa di sangue e vittime, di cui molte inconsapevoli."




      Il problema è che i carnefici sono consapevoli. Sempre




      "Vuol fare un favore al suo paese: snoccioli i difetti dell'Italia e lasci perdere quelli della Grecia."




      Ma stavamo parlando della grecia, cazzo c'entra? Allora perchè non i difetti del Tagikistan?




      "Per dirgliene un'altra, qui al nord, girano delinquenti di varie etnie, i piu' notevoli sono gli Italiani ed i Romeni, dei Greci non si parla mai. Non sara' per via che sono meno delinquenti?"




      Ma che cazzo c'entra? E due...




      "Le ripeto, allora li rispetti un po', perdinci!"




      Sennò che fai, lo dici a mamma?




      Incredibile, l'unico che ha scritto una cosa decente tutti a saltargli addosso.

    1. Nemesi 6 maggio 2010

      Se ho letto bene Marx la rivoluzione comunista doveva passare attraverso la dittatura del proletariato!

      A meno che i comunisti non facciano come i teologi cattolici che interpretano le scritture a loro piacimento, io leggo che il comunismo vorrebbe generare la democrazia, l'uguaglianza e la felicità dei popoli imponendo come dazio un regime oppressivo e totalitario del proletariato.

      Ora, sempre che io abbai letto bene Marx, dovrei accettare che una banda di individui creino una dittatura perché la dittatura possa generare una società più giusta!!!!

      Faccio altresì notare che almeno in europa i proletari veri sono quasi tutti extracomunitari!
      Il resto della società è fin troppo borghese

      Molti arguiranno dicendo che il comunista-pensiero va interpretato e adattato alla società attuale e mai preso alla lettera, io dico semplicemente che i comunisti di possibilità di applicare il loro pensiero ne hanno avute già troppe.

      La società in cui vivo sarà pure corrottissima fino al midollo e a tratti costituita di pura feccia e i cambiamenti saranno inevitabili, ma sono convinto che il comunismo sarà relegato alla storia.

      Poi a proposito dei comunisti nostrani specialmente quelli giovani,(di venti anni fa,gli unici che ho conosciuto bene) ho sempre avuto la sensazione che fossero gruppi di persone molto conformiste rispetto ad un certo pensiero di sinistra, che era molto di moda tra i giovani.

      Devo ammettere che rispetto ai ragazzi di destra (si ho conosciuto tantissimi "neri") devo ammettere che il modo di ragionare di un "sinistro" è nettamente superiore a quello di un "destro", però alla fine entrambi non sono capaci di nessuna nessuna sintesi politica, tante parole ma stringendo, stringendo, si rimane con le pive nel sacco.
      Vi prego di non accusarmi di essere una persona di destra o un fascista, dato che non lo sono, e che sto facendo una critica fondata solo su i fatti.

    1. Nemesi 6 maggio 2010

      Caro AlbertoConti giusto per precisare io non ho offeso nessun, esprimo solo un punto di vista, che non vuole assolutamente ergersi a verità.

      Malgrado se ne è parlato poco sono state fatte delle simulazioni dello sganciamento della Grecia dall'Euro e si è arrivato alla conclusione unanime dell'automatico fallimento della Grecia in caso di abbandono dell'Euro.

      La Grecia il suo debito ce l'ha in Euro, quindi in caso volesse passare alle Dracme si troverebbe con una svalutazione dell'80% della propria moneta e del proprio PIL, ossia è come se il debito schizzasse di colpo al 500%, queste sono le magie (leggersi porcate) dell'attuale sistema finanziario.

      Non solo ma attualmente i Bond Greci a tre anni sono quotati al 16.05% questo significa che sono già a livello di allarme rosso, con la dracma nessuno finanzierebbe la Grecia.

      La Grecia si troverebbe con tutti i suoi investimenti e depositi esteri congelati, il fallimento Argentino sembrerebbe quasi un "non evento" rispetto a quello Greco.

      Dire che la Grecia doveva ripudiare il proprio debito, equivale a dire che doveva dichiarare fallimento, nel momento in cui lo fa si scatenerebbe un catastrofe, dato che inevitabilmente sia Spagna che Portogallo che Italia sarebbero quasi costrette a seguire la strada Grecia.

      Significa che un terzo delle banche del mondo andrebbero in default, niente liquidità alle aziende, niente mutui, niente finanziamenti alle aziende e di conseguenza milioni di operai e impiegati disoccupati.

    1. Truman 6 maggio 2010

      Avrebbe senso un'ipotesi intermedia: la Grecia resta nell'euro per gli scambi internazionali ma reintroduce la dracma per uso interno, con cambio tra le due fluttuante. La valuta locale dovrebbe essere emessa direttamente dallo stato senza passare per la BCE.

      L'effetto potrebbe essere simile a quello delle valute complementari: rapida circolazione dei capitali e crescita notevole.

    1. Truman 6 maggio 2010

      L'Islanda è ancora padrona della propria moneta e il popolo si è rifiutato di pagare i debiti delle banche.
      La Grecia, che è ancorata all'euro, è ben più debole, perchè non può svalutare.

    1. DANTEGUEST 6 maggio 2010

      DOPO L'ISLANDA LA GRECIA E DOPO I"PIGS",STA INIZIANDO UN EFFETTO DOMINO IN EUROPA A SEGUITO DELLA CRISI?
      SPERIAMO CHE INIZI UN EFFETTO DOMINO SUL RIFIUTO DEL PAGAMENTO DEL DEBITO PUBBLICO,ISLANDA DOCET........COLORO CHE RIMARRANNO FUORI DAL MERCATO GLOBALE POTRANNO SEMPRE CREARE UN MERCATO LOCALE,DI QUESTO PASSO NEANCHE TROPPO SPARUTO.

    1. anonimomatremendo 6 maggio 2010

      Ancora con sti 50 anni.Guarda qui nella tabella in fondo:http://www.tuttiassunti.it/public/?page_id=3013

    1. anonimomatremendo 6 maggio 2010

      "Molti comunisti (un pò vigliacchi) si difendono dicendo che il capitalismo ha fatto più morti del socialismo reale!".Ancora con sta storia,ufff.Chi dice cosí non é comunista,è stalinista.Nel sistema russo erano presenti tutte le categorie economico e sociali che caratterizzano il capitalismo come lavoro salariato,scambio mercantile,capitali da investire...denaro ecc.Senza parlare poi dell enfatizzazione portata al parossismo delle cateorie ideologiche borghesi(per la serie "piú papisti del papa")come l´ideologia del lavoro e del produttivismo,l ideologia della famiglia,della nazione,della patria ecc.quindi le vittime di quell immensa area geostorica che va sotto il nome di Russia sono ascrivibili a pieno titolo al modo di produzione capitalista.Quella russa doveva essere una rivoluzione doppia ,come quella in Germania nel ´48:democratico-contadino-borghese e proletaria -comunista.La seconda purtroppo si e´arrestata,con lo stalinismo, ed e´passata solo la seconda,sotto mentite spoglie,ed é questo travestimento il contenuto reale della controrivoluzione stalinista:far passare una rivoluzione borghese antifeudale,modernizzatrice,industrializzatrice ecc,come rivoluzione comunista.Questi sono i fatti.Ciao

    1. Cippala 6 maggio 2010

      Se la Grecia torna alla Dracma così i problemi sarebbero di altri..una bella svalutazione del 40% e poi vediamo..La crisi è di sovranità monetaria, unico mezzo che consentiva ai GOVERNI LADRI di proteggersi dalla finanza e mantenere un patto sociale con i cittadini.

    1. Nemesi 6 maggio 2010

      Io amo solo considerare i fatti, le intenzioni per quanto nobili sono pura poesia.

      La così detta "rivoluzione" Americana, in realtà fu una guerra di indipendenza, e se andate a leggere la storia vedrete che quella non fu ne la prima, ne la più combattuta delle guerre di indipendenza.
      Basta che vi leggiate la storia delle province Olandesi.

      Non ritengo che la guerra di indipendenza americana un fallimento, ma chiamarla "rivoluzione" mi sembra un tantino esagerato.

      La differenza che prima della guerra a comandare era un'oligarchia sottomessa alla corona britannica, dopo l'oligarchia si governò da sola.

      E' innegabile il processo di presa di coscienza collettiva degli americani che innescò la guerra d'indipendenza. Ma c'è da dire che in materia di diritti civili gli americani non sono stati proprio dei precursori, vedesi la schiavitù e l'apartheid.

      In quanto alla rivoluzione Francese e Russa nessuno nega che siano stati dei grandi eventi che abbiano influenzato la storia.

      Il problema è analizzare gli effetti che ebbero, praticamente in Francia dopo il 1789 si ebbe il Terrore Giacobino, la dittatura Napoleonica, la restaurazione del congresso di Vienna, la democrazia arrivò solo dopo la disfatta di Napoleone III a Sedan nel 1870, dopo più di 80 annni vale a dire dopo più di tre quarti di secolo.

      L'Italia nel 1870 aveva già un ventennio di monarchia costituzionale alle spalle, per non parlare dell'Inghilterra, dove le idee della rivoluzione francese non ebbero mai grande presa, ma che aveva un'assetto democratico molto avanzato, ovviamente gli standard di democrazia di allora erano molto più arretrati rispetto a quelli attuali.

      La storia non si fa con i se, ma di certo la rivoluzione francese fu lo spettro agitato da tutti i reazionari d'Europa( di sicuro la specie politica più pericolosa e perniciosa) per più di un secolo e grazie al quale, molti eventi democratici subirono un notevole ritardo.

      Infine arriviamo alla "mini" rivoluzione Russa questa inizialmente fu un grande successo dopo arrivò "rivoluzione Bolscevica" o "rivoluzione di ottobre" e si ebbe la dittatura Bolscevica, basta contare i morti per vedere se fu un successo o meno

      Molti comunisti (un pò vigliacchi) si difendono dicendo che il capitalismo ha fatto più morti del socialismo reale! La mia risposta è la seguente:
      "Vuol dire che sia i comunisti che i capitalisti sono entrambi dei criminali"
      I crimini degli altri non giustificano i propri!

      In quanto alla frase: "Per dirgliela molto semplicemente i sindacati, gli anarchici e anche tutti i gruppi e partiti di sinistra comunista, hanno già perso!!", vi dico semplicemente che purtroppo è inevitabile.

      Ci vorrebbe troppo per spiegarlo è una di quelle cose così ovvie che è difficile da sintetizzare.

      Comunque vi posso dire che i lavoratori Greci sono condannati al precariato e alla riduzione dei loro diritti (non sto dicendo che la cosa mi fa piacere, costato un evento), a quel punto verranno meno sia i sindacati che i partiti di sinistra, perché è quello che è sempre accaduto in passato.

      In quanto agli anarchici, questi hanno sempre perso, la loro è una continua fase di corsi e ricorsi, ma alla fine purtroppo ne escono sempre bastonati, forse per questo ho una punta di simpatia per loro.

      I professionisti della retorica sia di sinistra che di destra possono gridare quanto gli pare, ma lasciate che vi dica che sia l'imperialismo capitalista che il socialismo sono stati dei fallimenti.

      Nei paesi più avanzati per quanto si parli di partiti di diverse sponde, alla fine chi va al governo, a parte gesti simbolici, continua a governare sulla scia di chi lo ha preceduto, oggi abbiamo partorito il social-capitalismo( e non parlo della Cina) ma di paesi come la Germania, la Svezia e l'Olanda.

      In quanto ai Black Block e alle frange di estrema sinistra e anarchici insurrezionali , stanno facendo il gioco che fecero le brigate rosse negli anni settanta, di chi voleva la strategia della tensione, rimandando la caduta dei partiti tradizionali di un ventennio!! Se poi andate a veder bene la storia dell'Italia dopo gli anni'90 vedrete che in ogni caso non è cambiato nulla, sia con i governi di Sinistra che con quelli di Berlusconi!
      Forse qualcosa è cambiato!........Abbiamo una generazione di lavoratori precari!

      Ma forse sono io che non o capito nulla, ma io mi limito solo a leggere la storia! Ma sono sicuro che qualcuno mi saprà spiegare!

    1. AlbertoConti 6 maggio 2010

      "Certo che ripudiare il debito per i Greci sarebbe una gran bella soluzione, l'unico problema che una volta fatto nessuno ti presta più un centesimo e nessuno viene a investire nel tuo paese, per non parlare del totale isolamento economico in cui si rischia di cadere." dice Nemesi, unendosi al coro dei codardi e degli ignoranti, la maggioranza ciarliera. E' per questo, solo per questo che questo paradigma monetario regge ancora, perfino alla propria implosione autoindotta. Le poche esperienze storiche di reazione a questo ricatto hanno dimostrato il contrario, come la Germania di Hitler ad esempio, o molte altre realtà economiche minori, molto più facilmente riassorbite dalla piovra bancaria internazionale. Il mondo intero è parassitato come nell'incubo di Alien, e sempre più gente lo vede ormai benissimo. Che Atene c'illumini la strada!

    1. AlbertoConti 6 maggio 2010

      .... gli manca tutto, ma proprio tutto, altro che illuminazione, tranne i danè

    1. Ricky 6 maggio 2010

      Caro Nemesi ma perché si é preso il disturbo di cotanto scrivere in questo sito? Vada a postare le sue deliranti opinioni sul sole24ore, di sicuro troverá una calda accoglienza.

    1. Truman 6 maggio 2010

      Dice Nemesi: Per dirgliela molto semplicemente i sindacati, gli anarchici e anche tutti i gruppi e partiti di sinistra comunista, hanno già perso!!


      Mi sembra che la frase sintetizzi un lungo sragionamento (un ragionamento con una sua logica, ma inutile a capire i fatti).

      Come minimo bisogna ricordare che la politica non è un gioco a somma zero, se io perdo non è detto che il mio avversario abbia vinto, né tanto meno il gioco termina quando una delle parti in causa vince. (*)

      Perchè dove una parte ha perso può ancora fare in modo che perda anche l'altro ("Muoia Sansone con tutti i filistei"). La sinistra europea viene da una serie di sconfitte epocali, una dopo l'altra, che l'hanno ridotta ad un ruolo estremamente marginale. Ma chi ha già perso non ha paura a perdere ancora una volta. E oggi non possono vincere, ma hanno l'occasione di far perdere anche agli altri. Se vogliono possono abbattere l'euro.








      (*) Mi ritorna in mente G.W. Bush quando aggredì l'Iraq senza nemmeno dichiarare guerra e dopo tre mesi dichiarò che la guerra era finita. Una bella sceneggiata. Sono passati sette anni e la guerra continua. Gli iracheni avevano davvero perso, ma ancora possono perdere la guerra gli USA.

    1. Truman 6 maggio 2010

      Per capire chi c'è dietro i black bloks può essere utile guardare la TV, in particolare il TG1 di scodinzolini. Da qui si capisce gli ordini impartiti ai pennivendoli e quindi almeno un ramo della strategia di chi comanda.


      E qui si nota un fatto interessante: tutte le manifestazioni che avessero un certo contenuto in Italia sono state neutralizzate creando degli incidenti e focalizzando l'attenzione sugli incidenti (un esempio era qui Della censura e altri demoni [trumanb.blogspot.com]). Insomma gli incidenti coprivano la manifestazione.


      Nel caso della rivolta in corso in Grecia la strategia è esattamente opposta: si parla di grandiosa manifestazione pacifica, disturbata da alcuni incidenti creati da una minoranza di facinorosi.

      Almeno in Italia, le disposizioni impartite ai giornalisti sono tese a minimizzare gli eventi.


      Sarebbe interessante confrontare con la stampa anglosassone, per vedere se invece (da oltre Atlantico o oltre Manica) loro buttano benzina sul fuoco. Comunque ho la sensazione che ormai il gioco sia in mano ai greci. Chi voleva affossare l'euro ormai le sue carte le ha giocate e gli basta lavorare sui mercati finanziari.

    1. Biribissi 6 maggio 2010

      Chi c'è dietro i Black Bloc..illuminaci!! intanto leggi qui http://controappunto.splinder.com/post/22679521/Grecia+-+Tre+impiegati+morti+i

    1. terzaposizione 6 maggio 2010

      Nemesi su chi muove gli estremisti di piazza hai avuto una brillante intuizione, prova a vedere chi c'e' dietro i BlackBloks,ne rimarrai sorpreso.

    1. Tonguessy 6 maggio 2010

      "la Grecia rinuncia completamente alla propria sovranità nazionale accettando una politica di lacrime e sangue".
      L'impressione che se ne ricava, però, è di tutt'altro segno. Pare che non siano molto d'accordo, i Greci, sul rinunciare alla propria sovranità nè ad accettare quelle politiche. Diversamente da noi Italiani, popolo di depressi che amano starsene a casa a guardare i telequiz, i Greci hanno da sempre dimostrato dosi di incazzatura riscontrabili solo nei Francesi. Adesso li hanno fatto incazzare, e se la vedano loro. Io non li invidio. Sulle lacrime e sangue: solo alla fine si capirà chi le avrà versate. Non diamo nulla per scontato, eh?

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