DI GIULIETTO CHIESA
Megachip
Scrive Gad Lerner su Repubblica: "ecco perchè non possiamo tollerare come un dettaglio marginale (...) il rituale della preghiera islamica posto a sigillo delle manifestazioni indette con finalità di protesta politica".
Lui "non può tollerare". Se avessero bruciato bandiere, anche, non avrebbe tollerato. Lui non tollera la parola "martiri".
Pregano. Cos'altro potrebbero fare? E dovrebbero anche nascondersi, per farlo? Pregano perchè l'ingiustizia e la violenza cui sono soggetti non ha redenzione in questo nostro mondo dove la giustizia e la verità sono state cancellate.
Pregano e dovremmo ringraziare il nostro dio finchè si limiteranno a pregare.
Pregano perchè non c'è redenzione per le loro sofferenze.
Pregano perchè non c'è via d'uscita quando il più forte t'impone la sua bugia, e se ti ribelli ti uccide. E non ti lascia nemmeno la possibilità di gridare il tuo dolore perchè, se ti lamenti, sei antisemita. E dunque non ti resta che invocare il tuo dio. Appena prima di meditare la vendetta.
Non gli resta che Allah.
A questo li abbiamo ridotti, Lerner, e tu ne porti una parte di responsabilità, per le cose che scrivi.
Ieri, alla manifestazione, c'era un giovane che gridava soltanto una cosa: "Palestina, terra mia", e piangeva. Non l'ha intervistato nessuno, ma il suo pianto mi è rimasto nelle orecchie. Non c'è tribunale, in occidente, che gliela ridarà, la sua Palestina.
La seconda riflessione la prendo da Alessandro Robecchi, sul Manifesto di oggi. Insieme alla sua tristezza. Ricorda, a chi non se ne fosse accorto, le parole di Lucia Annunziata ad Anno Zero: "ma qui siamo italiani e dobbiamo orientare il pensiero degli italiani".
Voce dal sen fuggita. Vale di più questa ammissione che tutto il resto dello spettacolo. Questo è il giornalismo italiano e la Annunziata, che vi ha fatto abbondante carriera (ed è certo che continuerà a farcela), ne è la bandiera.
Informare? Che c'entra?, avrebbe detto Goebbels. Bisogna orientarle le masse.
Ho letto di recente una citazione di Giuseppe Fava, ucciso dalla mafia: "Il giornalista incapace per vigliaccheria, o per calcolo, si porta sulla coscienza tutti i dolori umani che avrebbe potuto evitare e le sofferenze e le sopraffazioni che non è stato capace di combattere".
Viene in mente un aforisma di Hans Magnum Enzensberger: "Ai tempi del fascismo non sapevamo di vivere ai tempi del fascismo".
Gaza è il nostro tempo, e noi non siamo capaci di dircelo.
Giulietto Chiesa
Fonte: www.megachip.info
Link: http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=8561
19.01.2009
Borokrom 18 gennaio 2009
E si, Chiesa ha parecchio ragione.
Anche io semplicemente sostengo che prima o poi dovremo mandare qualcuno nelle scuola a fargli dire ai bambini cos'era Gaza, e che ci sono stati pochi sopravvissuti e che il mondo sapeva etc etc.
Concordo tutte le analogie che Giulietto Chiesa fa con il passato, il fascismo etc.
Concordo assolutissimamente sulle responsabilità del mondo dell'informazione.
Già che ci sono gli ricordo a Chiesa che pure in Urss avevano le idee un po' confuse... Gli dicevano che ai caraibi fa molto più freddo che in Siberia, insomma non sapevano di vivere in Russia.
Merito di Zdanov e della sua linea di politica culturale.
Ogni epoca ha il suo zdanovismo.
E poi quando toccherà ai superstiti palestinesi andare nelle scuole a fare i testimoni dell'olocausto palestinese magari gli tireranno le palline di carta e gli faranno le pernacchie.
Gli ci vorrebbe una consulente del marketing sionista.