AGNELLINO, PANE E VINO

AGNELLINO, PANE E VINO

DI EUGENIO BENETAZZO

eugeniobenetazzo.com

Per una volta tanto non voglio parlare di economia, ma di una tematica alimentare di cui mi faccio portavoce durante il mio ultimo show “Funny Money”. Non posso fare a meno di intervenire a seguito del recente allontanamento di Beppe Bigazzi dai palinsesti RAI: questo dovuto per aver raccontato uno spaccato di vita e storia italiana dei primi decenni del secolo scorso, quando la preoccupazione principale non era la perdita del posto di lavoro o la solvibilità di un prestito obbligazionario, quanto piuttosto che cosa si sarebbe dato da mangiare ai propri figli. Per chi non avesse ancora capito a che cosa mi sto riferendo, Bigazzi durante una puntata della “Prova del Cuoco” ha descritto sommariamente che cosa avveniva, in epoca di guerra e non solo, quando si mangiavano i gatti per necessità o povertà.


Nella mia provincia (Vicenza appunto), questo episodio è riecheggiato fragorosamente a livello mediatico per ovvie motivazioni folkoristiche (chi non si ricorda gli sfottò durante il servizio militare “vicentino maledetto hai mangiato il mio micetto”). Non che sia a favore o giustifichi questi episodi (sono un devoto sostenitore della LAV ) ed usanze alimentari del passato stile “L'albero degli zoccoli”, tuttavia mi ha fatto molto più adirare come le cronache mediatiche abbiano scritto fior di pagine sull'accaduto (più che altro perchè è stato coinvolto un personaggio noto della televisione), mentre non si soffermano un minuto a far comprendere, a tutti quelli che inorridiscono per un povero micio cucinato al vapore, la mattanza dei poveri agnellini che sta avvenendo proprio in questi giorni nei macelli italiani, per consentire di celebrare nel conviviale calore della propria famiglia un rituale altrettanto barbarico come quello della (Sanguinosa) Pasqua Cristiana.


In Italia alleviamo, cuciniamo e mangiano i conigli: per altre popolazioni questo è grande segno di inciviltà in quanto il coniglio è considerato un animale di affezione al pari del cane o del gatto, quindi guai a chi sogna di mangiarlo. Lo stesso a mio modo di vedere si potrebbe dire anche per il povero agnellino al quale viene riservato un trattamento piuttosto crudele : prima viene stordito, poi issato per una zampa, successivamente gli viene incisa la giugulare, e quando sopraggiunge la morte per iugulazione, allora passa alla operazioni di macellazione e porzionatura. Questo dovrebbe avvenire in teoria secondo il regolamento sanitario che definisce l'attività di macellazione, poi in pratica la fase di stordimento spesso viene “tralasciata” o "dimenticata” passando tosto alla recisione della giugulare da vivo ed in pieno stato di coscienza.



E tutto questo per consentire a tutte quelle mamme e ragazzini, recentemente indignati nel sentire in televisione di come si cucinava un gatto in tempi di fame e guerra, di poter gustare un abbacchio scottadito o un agnello al forno con patate alla menta nella Santa e Barbarica celebrazione della Pasqua Cristiana. Volete veramente trasmettere un messaggio di rinascita e resurrezione (intesa come una nuova epoca per risorgere) quale ci si aspetterebbe per la Pasqua ? Beh, allora smettete di ingozzarvi di carne e di sostenere con la vostra attività consumistica la proliferazione degli allevamenti intensivi a cominciare dai vitellini, finendo con i poveri ed innocenti agnellini. Che senso ha sostenere con il proprio comportamento consumistico un modello di sviluppo alimentare drogato quando un agnello per crescere di 1Kg in peso necessita di 10kg di cereali ? Ha senso in ottica cristiana decretare carestie, miseria e fame in paesi che non possono produrre il proprio sostentamento alimentare in quanto i terreni ed i loro raccolti di cereali sono asserviti all'ingrasso degli animali da reddito nei paesi occidentali. Così è chiamato oggi un agnellino: animale da reddito e non di affezione come il gatto.

Alla prossima Pasqua volete veramente abbracciare il pensiero cristiano e farlo vostro ? Volete contrastare la fame nel mondo ? Volete ridimensionare l'impatto ambientale dell'agricoltura e dell'allevamento intensivo ? Volete avere acque di falda più pulite ? Volete salvare l'Amazzonia dalla deforestazione ? Volete limitare l'effetto serra ? Per chi non lo sapesse, le deiezioni gassose dei bovini sono la principale causa dell'effetto serra sul pianeta. La soluzione a tutto questo esiste. Si chiama contingentamento del consumo di carne animale da allevamento intensivo (o meglio ancora la totale abolizione): il reale male del pianeta e la causa di moltissime patologie che colpiscono l'uomo in questi ultimi decenni. Cercate d'ora in poi, cominciando con quest'anno, di celebrare una Santa Pasqua e non una Sanguinosa Pasqua Barbarica: diventate anche voi fautori di un cambiamento per migliorare il nostro pianeta e preservarlo da quello che è considerata la peggiore minaccia per la sua stessa sopravvivenza. Preserve our planet: it's up to you.

Eugenio Benetazzo

Fonte: www.eugeniobenetazzo.com

Link: http://www.eugeniobenetazzo.com/agnellino_pane_e_vino.htm

28.02.2010

Commenti (74)

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    1. Drachen 2 marzo 2010

      io mi sento molto "animale" e da buon animale sono devoto alla mia specie, come sono devoto al mio popolo, alla mia famiglia, alle persone che sento vicine, ecc.
      l'uomo deve tornare ad avere più contatto con la natura quindi anche nel suo aspetto violento e non buonista. l'animalismo invece è proprio un sottoprodotto dello scollegamento dalla realtà naturale che tende ad attribuire tratti umani agli animali. è una teoria ridicola.

    1. Drachen 2 marzo 2010

      beh è l'unico sistema che garantirebbe la sovranità alimentare dei popoli. quindi prima o poi ci saremo costretti.
      la parola onnivoro non è una convenzione, è una cosa provata.
      gli antenati dell'uomo andavano a caccia, tutto il resto sono arrampicate sugli specchi per difendere una posizione del tutto EMOTIVA.
      così come altre belle invenzioni politiche e filosofiche, anche l'animalismo ed il vegetarianesimo sono conseguenze della modernità e dello sviluppo scientifico. senza la tecnologia agricola non si potrebbe minimamente pensare di andare avanti senza alimentazione animale, perchè alla prima carestia morirebbero tutti. la carne è sempre stata un salvagente per i periodi duri. quindi criminalizzarla è una sciocchezza.

    1. Drachen 2 marzo 2010

      cosa vuol dire "non ha ucciso in branco"? la scimmia è un animale sociale e l'uomo anche, l'organizzazione invece varia moltissimo per caratteristiche ambientali, etniche e storiche.
      quindi sono esistiti cacciatori solitari, cacciatori in gruppo, pescatori di vario tipo, ecc.
      le etnie sono diverse e tu me la meni ancora con sta "sofferenza".
      che cavolo di parametro è la sofferenza? cosa c'entra la sofferenza?
      stai parlando di qualcosa di concretamente dimostrabile o è solo una faccenda etica? perchè nel secondo caso io posso dire di non condividere la TUA etica e bypassare tutto. l'etica è relativa alla cultura e all'individuo, mentre tu ne vuoi fare una legge universale, cosa che trovo detestabile.
      tra l'altro ogni individuo umano ha una soglia del dolore differente, se proprio la vogliamo dirla tutta.
      e poi scusa... le piante non soffrono allora? e allora possiamo mangiare anche animali che non hanno terminazioni nervose? ma di che cavolo stai parlando si può sapere????
      guarda che sono contrario anche io all'allevamento intensivo ma se un inuit caccia una foca ha tutto il diritto di farlo, lo capisci o no?
      io non mi metto mai nei panni altrui, perchè non condivido neanche il principio di uguaglianza assoluta tra gli uomini (che è un bel modo per renderli tutti uguali e tutti intercambiabili), figuriamoci tra gli animali.
      questo non significa elargire morte e dolore a tutti, ma significa essenzialmente che ogni caso fa storia a se e che bisogna piantarla di voler creare diritti umani universali o diritti di animali. sono tutte cazzate, scusa l'espressione.

    1. Terrestre 2 marzo 2010

      Ma io parto dal concetto che la scimmia non necessariamente ha ucciso in branco...cosa che "l'uomo non evoluto" fece a suo tempo, oggi potrebbe NON farlo, o farlo in modo moderato, tutto qui. Ma noto che è utopico anche questo, come il combattere per i diritti dei viventi....tutti, uomo compreso!!...e poi cosa intendi con in "parificare", allora l'uomo puo soffrire di più secondo te, cioè ha una soglia di resistenza più elevata? E il dolore mentale o emotivo? Anche perchè qui non si parla di un pizzicotto sul didietro alla vacca, ma di reclusione, ammassamento, tortura e poi assassinio, un taglio alla gola e l'ansiosa attesa verso la propria fine, tu ci staresti al loro posto? Che domanda stupida, tu non sei di quella razza, tu hai una cultura a riguardo!!

    1. Terrestre 2 marzo 2010

      La parola Onnivoro è una convenzione (io credo) che permette agli umani di sovrastare e rastrellare ogni tipo di specie animale, visto che ha sviluppato nel tempo uno stomaco adatto. Il proprio orticello o fattoria è una cosa sana e saggia, ma purtroppo oggi quasi utopica.

    1. Drachen 2 marzo 2010

      ho già risposto sopra. persino la percezione dei sapori è differente tra etnia ed etnia, perchè l'uomo si adatta all'ambiente e si "specializza" attraverso le generazioni. non esistono due individui uguali, ne due popoli uguali, figuriamoci se mi devo mettere a parificare il "dolore" tra due specie differenti.
      senza contare che almeno due esseri umani possono confrontarsi e disquisire di tutte queste belle teorie, ma gli animali di queste non gliene po' fregà de meno.
      vedi di non diffondere ignoranza: gli scimpanzè mangiano insetti e carne. certo meno di noi, ma non sono erbivori ne totalmente vegetariani. non diciamo eresie.
      la differenza delle culture è un valore da difendere e mi sono rotto le scatole di chi vuole imporre i suoi universalismi che riducono l'essere umano ad essere o un fanatico o un ingranaggio. sia che quesi si chiami McDonald sia che sia una lega animalista o vegana o macrobiotica.

    1. Drachen 2 marzo 2010

      1) verissimo. ma è anche vero che lo spreco alimentare è un problema più pressante dell'allevamento, il quale può essere si intensivo, ma può anche essere sostenibile. 2) il gatto non è fatto ne per mangiare croccantini, ne per essere sterilizzato, ne per vivere in un appartamento, ne per essere nutrito da un presunto padrone.
      l'uomo è onnivoro, con una dieta sbilanciata sulla carne, ma onnivoro.
      lo scimpanzè anche, tanto è vero che non disdegna affatto la carne, ne gli insetti (che sempre animali sono).
      3) il consumo di acqua in agricoltura è spesso correlato ad una mancanza di bio-diversità e di creazione di nutritivi per le bestie da carne. ma è altrettanto vero che non tutte le bestie (come il riso) consumano ingenti quantità di acqua per via indiretta (ad es. il maiale, onnivoro pure lui).
      4) la cucina vegetariana per sfamare un pianeta richiederebbe un ritorno sistematico ad un'economia agricola, il che non è un male, se non fosse che nessuna economia agricola si era privata completamente dell'allevamento e della caccia. alcuni valori nutrizionali propri della carne non sono assimilabili per via vegetariana senza importazioni di prodotti "scientifici" o non autoctoni (il seitan, che tra l'altro ha alcune controindicazioni o la soia che non è di sicuro italiana).
      5) L'impero romano è caduto anche per insostenibilità economica del consumo di grano come fonte primaria di approvvigionamento. (Dipendenza del 50% dall'Egitto). Nemmeno oggi, cmq, i SACCHI hanno le ruote, ne tantomeno le pinne. Per trasportare alimenti è necessario usare camion, navi, ecc. La produzione a km0 è l'unica alternativa ma per farla bisogna coltivare ciò che la propria terra produce. In alcuni casi, quindi, anche carne.
      6) Il Giappone mangia meno carne rossa, ma mangia quantità di pesce terrificante, tra cui le tanto amate balene che gli animalisti vorrebbero proteggere. Una dieta culturale totalmente vegetariana non esiste. Esistono sicuramente diete più equilibrate, ma che derivano essenzialmente da un legame più stretto con la tradizione passata.
      L'avvento della modernità ha creato devastazioni introducendo cibi che hanno stravolto l'equilibrio economico MA ANCHE degustativo (è provato che ci sono differenze nella percezione dei sapori in base a popoli ed etnie: ovviamente per chi crede nell'evoluzione).

    1. Terrestre 2 marzo 2010

      Anch'io credo che gli animali (anche gli umani) purtroppo per loro, non meritano di vivere in metropoli, e sono costretti a subire cambiamenti fisici non per loro volontà (insomma degli oggetti). Mentre per me è ovvio che l'uomo deve poter pensare al posto degli animali se uccidere o non uccidere, non aspettarsi che arrivino loro a chiederselo, altrimenti perchè sentirsi molto differenti da loro?? Noi non siamo più animali per questo.

    1. Terrestre 2 marzo 2010

      L'idea che il dolore di ogni essere vivente che viva sul questo mondo sia "differente" a seconda della razza a mio avviso è pura ignoranza (allora perchè non avete scritto che i neri sentono meno dolore dei bianchi???)...il dolore è il dolore...e se credete che un animale con il cervello inferiore all'uomo provi un dolore inferiore...e per vostra CONVENIENZA!!! Amio avviso c'è gente troppo lobotomizzata dai rituali del proprio credo. L'uomo discende dalla scimmia, la quale è e resterà pura ed erbivora. Mentre l'uomo è e resterà un falso carnivoro esaltato e malato di cuore!!! Il problema riesumato dal sig Eugenio (che ringrazio per averlo fatto) NON è secondo me la scelta tra i poveri vitellini agnellini coniglietti e gattini....ma della SOVRAPPRODUZIONE di questi per svariati usi (non solo alimentari), nonchè l'Impossibilità di essere vegetariano di questi tempi [intendo dire che: A) o ti ingozzi di animali ormonati, malati e con tumori, B) oppure puoi scegliere erbe geneticamente modificate] buon appetito da parte di Monsanto. Ho notato (in qualche commento) che per alcuni di voi non è così importante far notare che siamo in SOVRANNUMERO di umani sulla terra, per me è importantissimo, sopratutto perchè la MINORE di questa popolazione è carnivora e sviluppata, ciò significa che questa poca gente (di...) sfama di più sè e le sue future bistecche fregandosene dell'altro terzo della popolazione (che muore di fame!!!). Credete che saremmo tutti carnivori se la nostra bistecca la dovessimo: uccidere, dissanguare, svuotare, scuoiare tutto da soli??....perdonate se ripeto alcuni temi già trattati, ma è un commento vecchio gentilmente restituitomi!! grazie...ed ora assalitemi pure che vi rispondo!

    1. Terrestre 2 marzo 2010

      Domando scusa alla redazione per il mio commento recente impulsivo sull'argomanto, non capiterà MAI più, NON sono qui per dichiarare guerra a nessuno, sono qui per informarmi, imparare e discutere. grazie per la pazienza. Terrestre.

    1. supervice 2 marzo 2010

      Non mi prendere per un censore, anche perché non mi piace essere troppo convinto delle mie idee, ma...
      1. in Brasile per favorire l'allevamento da vendere negli USA hanno pelato mezza foresta amazzonica che impiegherà millenni per tornare ai livelli prececenti e comunque non è possibile un consumo massiccio di carne per tutti i 6 miliardi di abitanti del pianeta perché non c'è fisicamente lo spazio per farlo;
      2. anch'io ho un gatto e lo devo rifornire di croccantini, ma, al contrario dei felini, i miei denti sono fatti per demolire le granaglie, non per squartare un animale con la pelliccia (hai presenti i dentini del gatto, sembrano rasoi); il nostro intestino così lungo è fatto per assimilare totalmente le sostanze proteiche contenute nei vegetali (io mangio anche la carne, quando invitato a cena, e ti posso dire che il giorno dopo, siccome non sono abituato, ho un sonno della madonna e un po' di nausea);
      3. stai parlando del riso, che ha un consumo enorme di acqua, ma ci sono specie vegetali che ne consumano un quarto o un quinto;
      4. la cucina vegetariana è sicuramente più sana, perché meno stressante per l'organismo; è vero che tutti i cibi sono riempiti di veleni, sia quelli vegetali che animali, ma dipende dal sistema economico e produttivo (agricoltura e allevamento intensivi) e non dall'alimento in sé;
      5. anche qui vanno fatti dei distinguo: la filiera lunga è corretta per alcuni alimenti, ad esempio il grano che hanno bisogno di territorio e anche di acqua che non sono presenti ovunque, o i legumi che possono essere facilmente trasportati in sacchi; è chiaramente un'idiozia per la frutta tropicale (che non sa generalmente di nulla in confronto all'originale) o per beni deperibili e facilmente coltivabili sul posto;
      6. anche qui parli della tossicità di sostanze che con i vegetali non c'entrano niente; anche la carne la puoi cucinare con il teflon, l'alluminio cede qualcosa con il pomodoro, ma può essere trattato per evitare problemi, e nella terracotta ci puoi cuocere qualsiasi cosa.
      Io credo che ognuno possa decidere di mangiare quelle che vuole (anche i gatti se non trova altro da mangiare), ma quello che io so è che nei paesi dove il consumo di carne è sostenuto la vita media sta scendendo, quelli dove il consumo di vegetali è alto sta ancora crescendo (per quanto si possa lasciare ai posteri il giudizio se questo sia un bene o un male).

    1. Tonguessy 2 marzo 2010

      Mito uno: l'allevamento è inefficiente paragonato all'agricoltura. Questo in un mondo ideale, mica nel nostro dove regna il dio Mercato.

      44 i milioni di brasiliani che ogni giorno non sanno se mangeranno o meno, nonostante il Brasile sia il quarto maggior esportatore di alimenti al mondo.
      Ce l'hanno le risorse, ma le usano con la logica di mercato: le vendono a chi ha soldi. In Italia non va meglio: sono 180 i quintali di pane che vanno BUTTATI ogni giorno nella sola Milano. Avete idea di quante persone si riescono a sfamare con quei 180 quintali? Avete idea di quante tonnellate di pane vengono buttate via ogni giorno nella sola Italia? Eppure il pane è un lavorato di origine agricola: come la mettiamo con la supposta efficienza dell'agricoltura rispetto agli sprechi dell'allevamento?


      Mito due: solo gli animali di cui si circondano MOLTI vegetariani meritano di mangiare carne, gli umani no. Usando questo antropocentrismo all'incontrario MOLTI vegetariani aprono la scatoletta zeppa di rifiuti dell'industria alimentare e la svuotano nella ciotola dell'amato animale da compagnia. Ma guai a fare entrare altra carne nella loro casa. Frattaglie di agnellino elaborate in crocchette o pastoni per cani e gatti sì, costicine per umani no.Perchè?



      Mito tre: L'allevamento consuma moltissima acqua. Guardate qui:

      http://www.eniscuola.net/seminari/AcquaAgricoltura2.pdf

      La quantità d'acqua che basta normalmente ad irrigare un ettaro di risiera, è la stessa che serve ai bisogni di 100 nomadi con 450 capi di bestiame in tre anni, o a 100 famiglie urbane nell'arco di due anni.

      http://www.lalupusinfabula.it/attivita/acqua/acqua-agricoltura.htm


      Mito quattro: la cucina vegetariana è più sana.
      Tra il 1998 ed il 2006 gli alimenti che hanno causato tossinfezioni alimentari negli USA sono stati, per più del 75%, di origine vegetale. Di frutta e verdura ai pesticidi ho già scritto, non mi ripeto. Ricordo solo che tutti i derivati della soia (tamari, tofu, seitan, late di soia etc) provengono da coltivazioni OGM al 95%


      Mito cinque: la cucina vegetariana è più ecofriendly. Certo, come no? Comprate le prugne umeboshi che crescono nel lontano oriente. La storia dei chilometri zero la conoscete, vero?


      Mito sei: la cucina vegetariana è più salubre. Specialmente se cucinate su wok rivestito di acido perfluoroctanoico (Pfoa) che può rimanere nel corpo umano fino a quattro anni e causa cancro. Oppure in padelle di alluminio (causa Alzheimer), terracotta (piombo, cadmio e selenio nello smalto) o inox (cede metalli pesanti).

      Qui c'è la lista di alimenti a rischio nichel

      http://www.store.eurosalus.com/Nichel/nichel-cibi-si-e-cibi-no.html

      Sono vegetali, fateci caso.

      Buon appetito!

    1. Tonguessy 2 marzo 2010

      "vogliamo fare diventare vegetariani anche gli Inuit che cacciano le foche?"
      Il fondamentalismo alimentare lo prevede.

      Una serie di lezioni di etnoantropologia alle elementari, medie e superiori sarebbe auspicabile per evitare che queste posizioni fondamentaliste attecchiscano.

    1. Drachen 2 marzo 2010

      ogni individuo è differente, lo è ogni cultura umana, lo è ogni etnia, lo è quindi ovviamente ogni specie. è questo il bello del pianeta dove viviamo: la bio-diversità, le differenze di culture, di usi, costumi, tradizioni e valori. a me non interessa se uomo o animale prova un dolore più grande, meno grande o uguale. io seguo la mia catena alimentare e le tradizioni alimentari della mia cultura cercando di modificarla in base alla sostenibilità ambientale e alla valorizzazione del cibo locale. non mi pongo tuttavia al centro dell'universo a stabilire cosa devono mangiare gli altri e soprattutto non vaneggio di un'etica universale. è ora di darci un taglio con questi assolutismi universalistici. tra l'uomo e la scimmia c'erano i neanderthal, gli australopitechi, i pitecantropo, ecc. tutti carnivori. sta di fatto che gli animalisti proprio in virtù del loro universalismo sono i primi ostacoli a qualsiasi cambiamento alimentare sostenibile. IL SEITAN, LA SOIA, le maledette PRUGNE UMEBOSHI sono IMPORTATE. non sono AUTOCTONE, e quindi HANNO UN GRAVE IMPATTO AMBIENTALE. LO VOGLIAMO CAPIRE O NO???? o vogliamo fare diventare vegetariani anche gli Inuit che cacciano le foche?

    1. Drachen 2 marzo 2010

      "meritano di vivere" altro concetto tipicamente umano del tutto estraneo dal mondo animale.
      chiedi ad un leone quando ammazza i cuccioli della leonessa (figli di precedenti partner) se si fa quella domanda.
      antropomorfizzare gli animali è da psicanalisi....
      poi gli animalisti tengono in città cani e gatti, li fanno sterilizzare e li gonfiano con cibi in scatola facendoli diventare grassi: una bella schiavitù senza fine di lucro. :)
      allora è meglio mangiarli come Bigazzi, va.

    1. Drachen 2 marzo 2010

      i vegetariani possono vivere bene e a lungo. niente da dire.
      PECCATO che mangino prodotti non autoctoni e quindi hanno un impatto ambientale superiore ad uno che ogni tanto si mangia una bistecca.
      soia, seitan, e compagnia bella sono prodotti importati, e neanche importati da tanto vicino....
      un vegetariano che dovesse vivere coi vegetali del luogo dove nasce,
      avrebbe delle carenze di vitamina B12 difficilmente reintegrabili (le alghe micca crescono nel giardino di casa...)

    1. Drachen 2 marzo 2010

      guarda che son completamente d'accordo su questo, ma una cosa non esclude l'altra. anche sprecando zero non è sostenibile l'attuale consumo di carne.
      che poi tu mi dica che forse è più attuabile nel breve periodo la riduzione degli sprechi posso anche essere d'accordo.
      ma io credo che se non si torna in campagna a tirar su cibo, si fa fatica ad avere una qualsiasi parvenza di sovranità alimentare (che è essenziale).

    1. buran 1 marzo 2010

      Sinceramente anche io il Bigazzi non lo posso vedere. E' un "so tutt'io" indisponente e arrogante, quello che è buono lo sa solo lui, non gli parlate delle cucine di altri popoli perchè di sicuro li sbeffeggia. Oh, siamo miliardi di persone, nel corso dei secoli su questo pianeta si sono succedute centinaia di civiltà: possibile che si mangi bene solo nel raggio di 500 m. da casa sua?

    1. Terrestre 1 marzo 2010

      quindi sei tu il bigotto eh!!...guarda che è OVVIA una sana dieta a base di derivati animali...come è ovvio che i veganiani si limitano per filosofia personale, non per la moda del momento. Il mio discorso era prettamente riguardo il pasto Pasquale (quindi Cristiano) che come il sig Eugenio sensibilmente ha fatto notare, come uno spreco di vita altrui, tutto qui. Se poi per te gli animali non meritano di vivere se non per il tuo sostentamento, e credi di essere molto diverso da loro allora è inutile parlarne, io credo che l unica cosa che enormemente ci differenzia da loro è la consapevolezza che noi umani abbiamo della morte!!....perdonami e ti prometto che non nominerò più il nome del tuo dio in vano!!

    1. Terrestre 1 marzo 2010

      Sono pienamente daccordo con te, sei stato breve e conciso, e sono contento che hai ribadito questo essenziale concetto, cercavo di spiegarlo anche io nel mio commento ma sono stato troppo "volgare", forse più di uno si è offeso per un imprecazione e lo hanno cancellato...pazianza!!...buon agnello, gatto o struzzo che vi conceda il vostro Signore per Pasqua a tutti i bigotti!! grazie Conan.

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