ABBRACCI A TUTTI! - (PER BACI C'E SEMPRE TEMPO)

ABBRACCI A TUTTI! - (PER BACI C'E SEMPRE TEMPO)

DI ANTONELLA RANDAZZO

lanuovaenergia.blogspot.com

In un mondo sempre più inquietante, dove ogni giorno siamo alle prese con mille problemi e contrattempi, cosa può farci davvero bene?



Secondo i ragazzi degli “abbracci in dono”, un semplice abbraccio!
Sono persone vanno in giro ad offrire “abbracci in regalo” a tutti, ovvero a tutti quelli che li vogliono.

Si tratta di una nuova moda? Di uno scherzo? Di qualcosa di troppo melenso?


In realtà, stando ad alcune ricerche scientifiche, l'abbraccio sarebbe un modo per ottenere benefici psicofisici senza medicine, senza fatica e senza conseguenze negative.Secondo uno studio condotto da ricercatori dell'Università della Carolina del Nord, pubblicato sulla rivista dell'"American Psychosomatic Society" (una delle più importanti riviste di medicina psicosomatica), il semplice atto di abbracciarsi produrrebbe effetti benefici sul cuore e sulla pressione sanguigna. (1)
La ricerca prendeva ad esame 38 coppie eterosessuali, che avrebbero trascorso del tempo insieme e poi si sarebbero abbracciate. Alcuni test clinici venivano fatti prima e dopo gli incontri.

E' risultato che abbracciarsi è un gesto che produce effetti benefici, per tutti, maschi e femmine, perché aumenta il livello di oxitocina, un ormone che contrasta lo stress.

Sembrerebbe che coloro che vivono un rapporto di coppia stabile, in cui sono frequenti le conversazioni costruttive e gli abbracci, possano meglio contrastare lo stress.

Sarebbe salutare anche abbracciare persone sconosciute. Il fenomeno degli “abbracci gratis” è iniziato a Sidney nell’agosto del 2004, quando un uomo chiamato Jaun Mann andò lungo la Pitt Street Mall, una via del centro di Sydney, con un cartello con su scritto “Hugs Free”, dando abbracci ai passanti.
In un mondo in cui tutti facciamo ormai le stesse cose, il fatto deve essere sembrato perlomeno singolare.
Intervenne la polizia, che cercò di bloccare il giovane (evidentemente, c'era il controllo anche sugli abbracci).
Hanno dovuto fare una petizione e raccogliere 10mila firme, per annullare i divieti, allontanare i poliziotti, ed essere abbracciati.
Se ne occupò persino il “Sydney Morning Herald” del 6 novembre 2004.
Il 22 settembre 2006 il filmato sugli abbracci di Juan Mann fu messo on-line su youtube (http://www.youtube.com/watch?v=vr3x_RRJdd4&translated=1). Da allora il fenomeno ha avuto una continua espansione in molti paesi del mondo.
Il video è stato visto da quasi 5 milioni di persone nel mondo. Il fenomeno dei "free hugs" è diventato un movimento internazionale, nato spontaneamente e che oggi ha coinvolto 24 nazioni, Italia compresa.


Ci ha provato con molto successo anche un 24enne di Shangai, che regalava abbracci nella sua città, prima di essere arrestato.

Insomma, in un mondo in cui molti sono presi da diverse preoccupazioni, e altri da mille ansie, persino un abbraccio fra sconosciuti avrebbe un valore. Un atto molto semplice, e fatto senza alcuno scopo riconducibile al sistema: né per profitto, né per accettazione sociale, né per altri vantaggi. Soltanto per sentirsi bene e far sentire meglio gli altri.

Gesto inutile? Non opportuno fra sconosciuti?

Non per chi lo pratica, che racconta:

“Quando me lo hanno proposto da parte mia è partito un "no!" secco... sono molto timida e pensavo di non esser capace ad avvicinare e coinvolgere persone sconosciute. Ho avuto poi modo di guardare in rete vari video abbracciosi e mi sono commossa, ho sentito qualcosa di davvero importante dentro. Mi ha dato coraggio il fatto che eravamo in gruppo e ... dopo la prima persona che si è avvicinata ricambiando un abbraccio forte e sentito ho respirato profondamente, mi sentivo benissimo, sì ero pronta! (Iolanda Alberti)”

“Mi chiedi di scriverti a caldo le mie sensazioni, le mie impressioni.. se dovessi veramente farlo, come me lo chiedi, dovrei chiederti di entrare nel mio cuore e di vedere gli spasmi che volta per volta mi irrorano, dovrei chiederti di vedere con i miei occhi, lucidi, quello che mi circonda, dovrei chiederti di capire e accettare, come faccio io, chi mi sta vicino, dovrei chiederti di sentire il profumo del contatto che mi riempie i polmoni. Se dovessi veramente farlo sicuramente il modo migliore che potrei usare sarebbe quello di abbracciarti e regalarti in una volta sola il mondo. (Gabriele)”



“E’ stato stupendo, un'esperienza bellissima e' difficile spiegare a parole, eravamo molto titubanti sulla reazione dei padovani..e invece.....siamo tornati a casa con il cuore colmo di gioia.. e un grazie particolare a chi ha abbracciato con me... e soparattutto a chi si e' fatto abbracciare un pensiero particolare ad una signora che ci ha detto "non sapete quanto bisogno ne avevo" e aveva le lacrime agli occhi........un'esperienza da rifare al piu' presto

vi abbraccio tutti (Terry)

Sono davvero commossa..si è creata nella piazza un'atmosfera gioiosa, positiva, di festa.. ovunque ti giravi vedevi abbracci e sorrisi. I turisti chiedevano anche la foto. Io poi mi son montata su due ali da angioletta-fatina, fatte con le mie mani la sera prima, ma non credevo che avrei avuto il coraggio di indossarle, e invece.. La cosa meravigliosa è che davvero ti senti UNO con tutto e tutti..e respiri ARMONIA, GIOIA..UNIONE. (Cecilia)” (2)

Il fenomeno è diventato un “grande abbraccio che gira per il mondo”, finalizzato ad avvicinare le persone, a far sentire loro che non è proprio vero che siamo “estranei”.

Gli “abbracci gratis” si sono visti anche in diverse città italiane, come Roma, Napoli, Milano e Bari.

Gli elargitori di abbracci usano lo pseudonimo di “one mann” e hanno reso meno tetro anche il cielo di Milano. Racconta un “one mann” di Varese, che ha regalato abbracci a Milano:

“In un periodo di così tanta indifferenza, distacco a volte, un abbraccio è tutto ciò di cui abbiamo bisogno… perchè tutti possiamo essere portatori di un gesto semplice e gentile, come l’abbraccio, senza bisogno di un'identità precisa”.

Spiega Michele Luciano, uno degli organizzatori degli abbraccia gratis di Napoli: “Vogliamo mettere in circolo la gioia e la voglia di vivere, l'abbraccio rappresenta uno shock energetico… Noi diamo soltanto l'input. Chi riceve è subito pronto a donare, a sua volta, una piccola manifestazione di affetto”. Dice un’altra volontaria: “C'è chi ha i figli lontano, chi ha appena litigato, chi ci racconta i problemi di tutti i giorni, ma tutti ci lasciano con un sorriso e ci ringraziano per un gesto di cui avevano bisogno”. (3)

Video della campagna Free Hugs



Dal 2004 si sono avute parecchie "Giornate abbracciose", più facili nei periodi natalizi, in cui tutti cerchiamo di essere più buoni e vicini agli altri.
Sono nati diversi siti che promuovono gli abbracci gratis, e alcuni “Free Hugs” hanno deciso di fare viaggi per promuovere la pace, dall'Italia a Gerusalemme, portando gli abbracci in Bosnia, Turchia, Siria, Libano, Israele e Palestina.
Nel nostro paese c’è Pietro Abbondanza, che ha creato il sito www.abbracciliberi.it, per diffondere il movimento del “Free Hugs” in Italia. Spiega Pietro:
“All'inizio ho provato un po' di imbarazzo e avevo anche il timore che nessuno potesse rispondere favorevolmente alla mia offerta di farsi abbracciare, ma poi dopo il primo abbraccio, ho rotto il ghiaccio, e tutto è diventato più facile… La sensazione particolarissima che si prova già dal momento in cui uno sconosciuto ti si avvicina a braccia aperte è quella di incontro con l'altro, un incontro che rompe all'istante qualsiasi barriera e che non te lo fa più percepire come sconosciuto ma come un amico… in tantissimi hanno accolto la nostra offerta abbracciandoci, per alcuni invece eravamo trasparenti, ci passavano davanti e non ci vedevano, (purtroppo nella loro realtà queste cose non succedono), ma la gran parte di quelli che non si sono fatti abbracciare hanno comunque accolto la nostra iniziativa con un sorriso. Questo, a mio parere, è la cartina tornasole di un'umanità, che sta risvegliando la propria coscienza planetaria e che sta gettando le basi per un mondo di domani che non potrà che essere, a mio giudizio, migliore. 
In questa epoca, che secondo gli occhi di tv e giornali sembra immerso nel caos più totale, ogni abbraccio donato è un piccolo seme di questa nuova umanità… Tanti piccoli semi trasportati da un lieve e caldo vento di gioia, pace e speranza per un mondo migliore… Nell'abbraccio c'è il gesto del perdono, un perdono che viene rivolto prima a se stessi e che consente di lasciarsi andare, di rivedere le proprie certezze, oltrepassare le proprie barriere mentali che ci impediscono di entrare in contatto profondo con chi abbiamo di fronte. Quando accettiamo di rompere i nostri schemi e ci apriamo fiduciosi alla vita e all'umanità, ecco che si innesca in noi un processo di guarigione per la nostra anima, perché entriamo nella dimensione dell'unità, liberandoci dalla gabbia mentale della separazione… L'esperienza degli abbracci per me è stata davvero importante e attraverso di essa ho rafforzato il rapporto con mia madre, che non vedo spesso perché vive in un'altra regione. Sono riuscito a coinvolgerla dapprima facendole vedere i video e successivamente invitandola a fare insieme l'esperienza. Devo dire che è stato un momento di condivisione straordinaria che ci ha riavvicinati moltissimo… da allora ogni volta che ci incontriamo io e la mia mammina come prima cosa ci salutiamo con un forte e caloroso abbraccio… Fantastico no?” (4)

Sul sito

http://www.abbracciliberi.it/ si legge:

"Abbracciare è..."stringere nelle proprie braccia premendo verso il proprio petto in una espressione di amore e di affetto"

é "non siamo soli"

é "io sono uguale a Te"

é "ritrovarsi Cuore a Cuore"

é "siamo i figli di uno stesso cielo"

é "io ci sono, sono qui con te adesso"…

é "sentirsi tutti uniti"…

Come si reagisce ad un abbraccio inaspettato da parte di una persona sconosciuta?
Di solito la prima reazione è di sorpresa, stupore, ma molti poi rispondono positivamente, aderendo all’iniziativa. Ovviamente c’è chi si ritrae diffidente o impaurito dallo strano fenomeno.



Forse un abbraccio ha a che fare con molto di più di quello che crediamo. Paradossalmente, forse persino la situazione economico-politica attuale, potrebbe averne a che fare. Esagerazione? Assurdità?

E che dire del fatto che per avere una situazione stabile e armonica all'esterno dobbiamo prima essere in armonia con noi stessi e i nostri simili? Un paese diviso, in cui ci sono rivalità e contrasti fra i sessi, in base all’appartenenza religiosa o al colore della pelle, non può essere un paese in pace e in armonia.

Qualcuno può dire: ma cosa c’entra l’abbraccio?

Abbracciarsi è un segnale di vicinanza (non solo fisica), di pace, di voler comunicare con l’altro. L’umanità vuole la felicità, ma non potrà averla se non quando tutti si rispecchieranno in tutti, e cesseranno le guerre e gli odi legati all’appartenenza ad un gruppo (religioso, etnico, ecc.).

Quando ci si abbraccia si rilascia tensione, si fa scorrere liberamente energia. L’abbraccio è un gesto di accettazione: ci si sente accettati dall’altro e si accetta l’altro.

Abbracciarsi dà un senso di appartenenza, di essere amati. Si tratta di bisogni fondamentali degli esseri umani.

Tali bisogni producono emozioni, e le emozioni sono la base dei nostri vissuti e della possibilità di crescita.

La nostra cultura ci ha imposto di tenerle sotto controllo, anche quando potevano esprimere semplicemente le nostre peculiarità creative. La repressione emozionale, da molti non riconosciuta, sarebbe alla base di molti conflitti e scompensi. Chi non accetta e non fa crescere le sue emozioni, si reprime, e sperimenta che in lui c’è qualcosa che non va, non si ama, e se non si ama non può amare gli altri.



Abbiamo vissuto per molto tempo in una cultura di guerra, che ci ha inculcato che dobbiamo amare quelli che appartengono al nostro “gruppo”, che sentiamo simili a noi, e possiamo escludere gli altri, giudicarli sulla base di caratteristiche “esteriori”. Ma una cultura di pace e armonia esige altro: esige la nostra capacità di percepire anche chi ci appare diverso da noi come nostro simile. In effetti, egli lo è.
In Oriente si dice "Siamo tutti foglie dello stesso albero" ad indicare che c’è uno stretto legame fra noi e gli altri, e non è un legame inventato da dottrine religiose o da ideologie, è un legame reale, dovuto al fatto che siamo fatti della medesima essenza. Capire questo significa cercare di capirsi, far prevalere il desiderio di vicinanza all’altro piuttosto che l’ostilità o l’indifferenza. Può emergere l’esigenza dell’ascolto, di accettare l’altro così com’è o di guardare in lui i pregi piuttosto che i difetti. Vuol dire anche imparare a gestire i conflitti con i nostri genitori, il nostro partner, i nostri figli o i nostri colleghi.

In poche parole, far nascere una nuova cultura, che non può essere definita soltanto cultura della pace, essa è anche una cultura del vero legame fra tutti gli esseri umani. Quel legame che tutti sentiamo nei nostri cuori, ma che forse soltanto poche volte ci siamo permessi di vivere fino in fondo.

Se ci percepiamo "simili" non può esistere in noi alcuna pulsione bellica. Come scrive la psicologa e giornalista Marcella Danon:

“Il miglior antidoto contro la guerra è l'avvicinarsi della gente: quando l'altro non è più l'archetipo del nemico, ma viene riconosciuto simile a noi, nella sua umanità… Le guerre diventeranno sempre più anacronistiche, perché l'umanità si sta mescolando sempre di più, presunti buoni e cattivi non abitano più in terre lontane, ma la gente, vivendo insieme, sta imparando a conoscersi e a riconoscersi. La guerra è, per definizione, contro i cattivi, contro lo straniero, contro il nemico, contro l'"ombra", che altro non è il famoso "lato ombra" presente in ognuno di noi, di cui parla Jung. Quanto meno si conosce l'altro, tanto più diventa facile attribuirgli tutti i difetti di questo mondo… L'impegno per la pace è, quindi, nell'accelerare questo processo e imparare a conoscersi bene. Conoscere se stessi, prima di tutto, per familiarizzare con una ricca, complessa e contraddittoria natura umana, e conoscere gli altri, riconosciuti molto più simili a noi di quanto sembri, una volta che siamo capaci di vederci per quello che veramente siamo.”(5)



Come concludere un articolo del genere?

Buoni abbracci a tutti!

Antonella Randazzo

Fonte: http://lanuovaenergia.blogspot.com

Link:http://lanuovaenergia.blogspot.com/2009/09/abbracci-tutti-per-i-baci-ce-sempre.html

10.09.2009

Copyright © 2009 - all rights reserved.

Tutti i diritti sono riservati. Per richiedere la riproduzione dell'articolo scrivere all'indirizzo e-mail [email protected]


NOTE

1) KM Grewen et al, Psychosomatic Medicine 2005, 67:532-538
http://www.psychosomaticmedicine.org/cgi/content/abstract/67/4/531

2) Tratti dai siti italiani www.freehugscampaign.org |
siti italiani:
| www.regaloabbracci.it |
| www.abbracci-gratis.it |
| www.donoabbracci.it | 
| freehugs.splinder.com |
| mi sono regalata un abbraccio |
| Animasemplice for Free hugs Campaign |

3) http://genagenar.spaces.live.com/blog/cns!6D08F056C79FE5FA!531.entry?&_c02_owner=1%3F%3F

4) http://www.lamentemente.com/2009/04/19/forza-abbraccio-gesto-che-puo-cambiare-la-vita/

5) http://www.lifegate.it/essere/articolo.php?id_articolo=1021

Commenti (56)

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    1. Tonguessy 11 settembre 2009

      Più che di tassa qui ho l'impressione che nello specifico si tratti di alibi. Gli abbraci gratis sono bellissimi. Ma chi li difende tramite la censura non ha alibi di sorta

    1. Tonguessy 11 settembre 2009

      Esattamete. Avendo sperimentato sulla mia persona la censura e leggendo i buoni propositi di superAntonella non posso non mettere vicine le due realtà e farmi una sonora sganasciata. New Age forever?

    1. IVANOE 11 settembre 2009

      Rispetto il tuo pensiero ma non condivido la tua filosofia da : basta un cuore e una capanna.
      Probabilmente io te parliamo da due piani diversi : esperienze ed età anagrafica.
      Sarebbe bello come dici tu bilanciare gli interessi con la passione, ma purtroppo sono convinto che è solo utopia.
      Il mondo di oggi la società di oggi è legata a doppio filo con un cinismo e una perversione morale dettata dall'interesse che fa paura.
      E tu che dici di fare? Porgere l'altra guancia ?
      E quindi farsi raccontare tante storie, tante analisi su come è la vita sul bello di essere sempre al di sopra delle parti oltre ogni possibile tentazione...
      Ma de chè !!! Scusa o tu vivi in un bellissimo posto, ambiente ideale dove tutto è a posto dove tutto funziona in sostanza nelle nostre fantasie una piccola svizzera con i laghi incantati e i verdi monti dove tutti sono contenti e felici, oppure non vivi tra la gente.
      Ribadsico il concetto : và bene tutto le chiacchere ( che anche io sto facendo...) ma quello che contano sono solo i fatti. Prova a parlare con 10 - 100-1000 persone e vedrai quali sono i problemi reali : il mutuo, i prezzi alti, le malattie, il figlio/nipote disoccupato, la casa che non c'è, la fila negli ospedali ecc. ecc. Prova a parlargli di abbracci di solidarietà di belle parole e vedi come ti rispondono... Purtroppo siamo tutti dei grandi ipocriti dove ci piace trasformarci in intellettuali da salotto e filosofeggiare sugli aspetti della vita ma nella sostanza siamo anche noi dei perdenti benestanti o non.

    1. maumau1 11 settembre 2009

      si ma con la pandemia alle porte in mote scuole(Roma,guarda caso,dove è la Chiesa..)è stato vietato di baciarsi ed abbracciarsi..

      ciao

    1. vic 11 settembre 2009

      Guardando in giro, vedo che anche i benestanti stan sparendo. A favore dei superbenestanti, insomma la casta della casta.

      Ho scritto a braccio ;-)

    1. nuovobiopresto 11 settembre 2009

      ottimo commento ventosa

    1. vic 11 settembre 2009

      Gli abbracci imposti han l'aria di una tassa: la tassa psicologica dell'abbraccio!

      Poi ho il forte sospetto che sta gente sia sprovvista di senso dell'humour. Soft o hard che sia. Scriverebbero delle didascalie serie pure sotto le vignette satiriche.

      Un abbraccio, con juicio.

    1. ventosa 11 settembre 2009

      Non credo proprio. Quello che tu chiami sano pragmatismo è uno dei fattori che ha contribuito a creare questo tipo di società. Se uno ragiona solo col cuore muore di fame, lui e la sua famiglia; se ragiona solo col cervello, pesa solo ai tornaconto e contribuisce a determinare il punto precedente. Cervello e cuore devono essere sempre collegati e bilanciati, perchè comunque benessere per tutti, a voler essere pragmatici, non ci potrà essere, almeno nei prossimi secoli(?) ed è importante che nei pensieri di chi può ci sia un po' di apazio anche per chi ha bisogno.
      Non confondere il sentimentalismo (Dio, quanto me stanno sulle palle gli "ismi"!) con i sentimenti, che fanno parte integrante della persona e possono esse positivi o negativi. Tu come ti senti?
      Quello che tu chiami frivolezze, ha dietro un universo da capire, per chi ha il coraggio di mettere in discussione le proprie convinzioni(o fatte proprie quelle degli altri).
      Se ne hai voglia, mi permetto di consigliare, per cominciare, lo studio delle scienze sulle energie e dei corpi sottili.
      Saluti.

    1. IVANOE 11 settembre 2009

      Questo argomento sarebbe stato bello leggerlo in altri momenti magari di vacche grasse.Oggi con questi chiari di luna è fuori luogo.
      Non credo che tutta la gente abbia voglia di abbracciarsi quando sà di aver perso il posto di lavoro, oppure non ce la fa ad arrivare a fine mese o ancora non sà come fare a badare a qualche familaire con handicao oppure anziane non autosufficienti.
      Sono sempre più convinto che i mali di molti italiani passano soprattutto nella sfera economica. Prima si risolve in qualche modo la redistribuzione della rcchezza in modo equo e prima risolviamo i problemi dello spirito e dell'affetto.
      Purtroppo è da un pò di tempo che su CdC il sentimentalismo o la frivolezza stà prendendo piede nei confronti di un sano pragmatismo.
      Non cambierà mai niente se la massa della popolazione sarà sempre più impegnata a sopravvivere economicamente in una società concepita dai benestanti ed a loro personale uso e consumo.
      Il resto sono tutte chiacchere...

    1. ventosa 11 settembre 2009

      Ciò che dici apre ad un discorso critico-analitico molto interessante che, purtroppo, non ho il tempo di approfondire. Ciò che vorrei rilevare è solo che ognuno ha un livello di sviluppo e di consapevolezza che richiede e determina un punto di partenza diverso adatto al proprio livello attuale di comprensione. Per questo non ritengo opportuno muovere critiche, nella fattispecie, agli "abbracciatori", come ad altri tentativi di aggregazione(nel senso più ampio del termine). Sono altresì convinto, come notavi tu, che nel mezzo troviamo anche persone che lo fanno per gioco, per farsi notare, eccetera ma, anche questo, andrà a far parte del bagaglio di esperienza di ciascuno.
      Per ciò che riguarda l'educazione al contatto, credo che sparissero tutti i falsi moralismi, in primis quelli religiosi, gran parte del problema sarebbe risolto.
      Ciao.

    1. nuovobiopresto 11 settembre 2009

      pensala come ti pare...........

      saluti

    1. nuovobiopresto 11 settembre 2009

      concordo, io però direi "educazione al rispetto dell'altro". il contatto va fatto in camera da letto tra due che si amano, vecchi o giovani che siano. saluti

    1. Gariznator 11 settembre 2009

      Non è piacevole leggere i tuoi commenti, non sono costruttivi e sono pure scritti male. Se ciò che scrivi ti rappresenta credo tu sia molto molto piccolo (e non mi riferisco all'età). Probabilmente hanno azzeccato a darti del represso, e sicuramente il mondo non trae giovamento dal tuo modo di pensare. Sei (a mio avviso) paragonabile a un fossile, hai un pensiero ammuffito, che sa di vecchio...
      Dovevi chiamarti vecchiobiopresto, o vecchiobiotardi... Spero di leggere sempre meno robe come le tue su questo sito e sulla rete...
      Saluti e abbracci (chissà che non ti facciano bene)

    1. FCapretta 11 settembre 2009

      ho partecipato ad un free hugs, avrò abbracciato un centinaio di persone diverse in un giorno, è stato semplicemente bellissimo!

    1. Don-Kisciotte 11 settembre 2009

      Sono d'accordo con te, è importante riunirci e riconoscere l'altro come dici tu, non sono contrario all'iniziativa di per se, ma fatto in quella maniera per strada in maniera cosi platealmente "spettacolarizzato" non credo possa essere un serio inizio per obbiettivo cosi importante. Non dico che gli abbracci dovremmo andarli a dare ad un terapeuta dell'abbraccio (magari che si fa pagare pure profumatamente) ma che al posto di questa sceneggiata fatta per strada ci dovrebbe essere una educazione al contatto, che magari parte già dalle scuole primarie.

    1. ventosa 11 settembre 2009

      Articolo e riflessioni che, al di la del movimento di cui parla Antonella, richiama a profonda introspezione chi ne intuisce (E chi ha voglia di cercare di capire) il reale messaggio. Ci sono molti modi per entrare in contatto con gli altri, ognuno dei quali attiene alle caratteristiche, le abitudini e la capacità del singolo che, ad un certo punto della sua vita intuisce, prima ancora di capire, che l'isolamento è solitudine. Nella fattispecie, potrebbe sembrare una necessità di uscire da un isolamento fisico, in realtà è un primo passo. Anche su CdC, in moltissime discussioni, è stato rilevato come il classico "dividi et impera" è una delle principali strategie adottate da secoli dai vari burattinai di turno. Siamo stati divisi a tutti i livelli, fisicamente, intellettualmente, sono stati creati ad arte strumenti idonei alla strategia di cui sopra, iniziando dalle religioni per finire ai partiti politici, passando attraverso identità popolari e razziali. Eppure, nei commenti su un articolo che ha in se la base della vera rivoluzione, e cioè la riconversione del pensiero e della coscienza umana verso il riconoscimento dell'altro, la maggior parte dei commenti(Peraltro divertenti) sono spiritosi o sarcastici. Mah...
      Il dito e la luna...

    1. nuovobiopresto 11 settembre 2009

      he si..............del c.......
      saluti

    1. Biribissi 11 settembre 2009

      che filosofo..

    1. nuovobiopresto 11 settembre 2009

      vieni tu a darmi una mano ad uscire biribissi............
      sei un omo o una femmina ? se ciai la patatina poco usata mi farebbe piacere scambiare con te qualche colpo di palle..........se sei un omo ed hai un bel culo piccolo e stretto non mi tiro di certo indietro, puoi venire comunque

      ciao e a presto spero

    1. Biribissi 11 settembre 2009

      E' una cosa potente..il cambiamento passa dalla gente e dall'amore.. bell'articolo..tristezza per i commenti...

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