Home / ComeDonChisciotte / ABBRACCI A TUTTI! – (PER BACI C'E SEMPRE TEMPO)

ABBRACCI A TUTTI! – (PER BACI C'E SEMPRE TEMPO)

DI ANTONELLA RANDAZZO
lanuovaenergia.blogspot.com

In un mondo sempre più inquietante, dove ogni giorno siamo alle prese con mille problemi e contrattempi, cosa può farci davvero bene?

Secondo i ragazzi degli “abbracci in dono”, un semplice abbraccio!
Sono persone vanno in giro ad offrire “abbracci in regalo” a tutti, ovvero a tutti quelli che li vogliono.
Si tratta di una nuova moda? Di uno scherzo? Di qualcosa di troppo melenso?

In realtà, stando ad alcune ricerche scientifiche, l’abbraccio sarebbe un modo per ottenere benefici psicofisici senza medicine, senza fatica e senza conseguenze negative.Secondo uno studio condotto da ricercatori dell’Università della Carolina del Nord, pubblicato sulla rivista dell'”American Psychosomatic Society” (una delle più importanti riviste di medicina psicosomatica), il semplice atto di abbracciarsi produrrebbe effetti benefici sul cuore e sulla pressione sanguigna. (1)
La ricerca prendeva ad esame 38 coppie eterosessuali, che avrebbero trascorso del tempo insieme e poi si sarebbero abbracciate. Alcuni test clinici venivano fatti prima e dopo gli incontri.
E’ risultato che abbracciarsi è un gesto che produce effetti benefici, per tutti, maschi e femmine, perché aumenta il livello di oxitocina, un ormone che contrasta lo stress.
Sembrerebbe che coloro che vivono un rapporto di coppia stabile, in cui sono frequenti le conversazioni costruttive e gli abbracci, possano meglio contrastare lo stress.
Sarebbe salutare anche abbracciare persone sconosciute. Il fenomeno degli “abbracci gratis” è iniziato a Sidney nell’agosto del 2004, quando un uomo chiamato Jaun Mann andò lungo la Pitt Street Mall, una via del centro di Sydney, con un cartello con su scritto “Hugs Free”, dando abbracci ai passanti.
In un mondo in cui tutti facciamo ormai le stesse cose, il fatto deve essere sembrato perlomeno singolare.
Intervenne la polizia, che cercò di bloccare il giovane (evidentemente, c’era il controllo anche sugli abbracci).
Hanno dovuto fare una petizione e raccogliere 10mila firme, per annullare i divieti, allontanare i poliziotti, ed essere abbracciati.
Se ne occupò persino il “Sydney Morning Herald” del 6 novembre 2004.
Il 22 settembre 2006 il filmato sugli abbracci di Juan Mann fu messo on-line su youtube (http://www.youtube.com/watch?v=vr3x_RRJdd4&translated=1). Da allora il fenomeno ha avuto una continua espansione in molti paesi del mondo.
Il video è stato visto da quasi 5 milioni di persone nel mondo. Il fenomeno dei “free hugs” è diventato un movimento internazionale, nato spontaneamente e che oggi ha coinvolto 24 nazioni, Italia compresa.

Ci ha provato con molto successo anche un 24enne di Shangai, che regalava abbracci nella sua città, prima di essere arrestato.

Insomma, in un mondo in cui molti sono presi da diverse preoccupazioni, e altri da mille ansie, persino un abbraccio fra sconosciuti avrebbe un valore. Un atto molto semplice, e fatto senza alcuno scopo riconducibile al sistema: né per profitto, né per accettazione sociale, né per altri vantaggi. Soltanto per sentirsi bene e far sentire meglio gli altri.
Gesto inutile? Non opportuno fra sconosciuti?
Non per chi lo pratica, che racconta:
“Quando me lo hanno proposto da parte mia è partito un “no!” secco… sono molto timida e pensavo di non esser capace ad avvicinare e coinvolgere persone sconosciute. Ho avuto poi modo di guardare in rete vari video abbracciosi e mi sono commossa, ho sentito qualcosa di davvero importante dentro. Mi ha dato coraggio il fatto che eravamo in gruppo e … dopo la prima persona che si è avvicinata ricambiando un abbraccio forte e sentito ho respirato profondamente, mi sentivo benissimo, sì ero pronta! (Iolanda Alberti)”

“Mi chiedi di scriverti a caldo le mie sensazioni, le mie impressioni.. se dovessi veramente farlo, come me lo chiedi, dovrei chiederti di entrare nel mio cuore e di vedere gli spasmi che volta per volta mi irrorano, dovrei chiederti di vedere con i miei occhi, lucidi, quello che mi circonda, dovrei chiederti di capire e accettare, come faccio io, chi mi sta vicino, dovrei chiederti di sentire il profumo del contatto che mi riempie i polmoni. Se dovessi veramente farlo sicuramente il modo migliore che potrei usare sarebbe quello di abbracciarti e regalarti in una volta sola il mondo. (Gabriele)”

“E’ stato stupendo, un’esperienza bellissima e’ difficile spiegare a parole, eravamo molto titubanti sulla reazione dei padovani..e invece…..siamo tornati a casa con il cuore colmo di gioia.. e un grazie particolare a chi ha abbracciato con me… e soparattutto a chi si e’ fatto abbracciare un pensiero particolare ad una signora che ci ha detto “non sapete quanto bisogno ne avevo” e aveva le lacrime agli occhi……..un’esperienza da rifare al piu’ presto
vi abbraccio tutti (Terry)

Sono davvero commossa..si è creata nella piazza un’atmosfera gioiosa, positiva, di festa.. ovunque ti giravi vedevi abbracci e sorrisi. I turisti chiedevano anche la foto. Io poi mi son montata su due ali da angioletta-fatina, fatte con le mie mani la sera prima, ma non credevo che avrei avuto il coraggio di indossarle, e invece.. La cosa meravigliosa è che davvero ti senti UNO con tutto e tutti..e respiri ARMONIA, GIOIA..UNIONE. (Cecilia)” (2)

Il fenomeno è diventato un “grande abbraccio che gira per il mondo”, finalizzato ad avvicinare le persone, a far sentire loro che non è proprio vero che siamo “estranei”.

Gli “abbracci gratis” si sono visti anche in diverse città italiane, come Roma, Napoli, Milano e Bari.
Gli elargitori di abbracci usano lo pseudonimo di “one mann” e hanno reso meno tetro anche il cielo di Milano. Racconta un “one mann” di Varese, che ha regalato abbracci a Milano:

“In un periodo di così tanta indifferenza, distacco a volte, un abbraccio è tutto ciò di cui abbiamo bisogno… perchè tutti possiamo essere portatori di un gesto semplice e gentile, come l’abbraccio, senza bisogno di un’identità precisa”.

Spiega Michele Luciano, uno degli organizzatori degli abbraccia gratis di Napoli: “Vogliamo mettere in circolo la gioia e la voglia di vivere, l’abbraccio rappresenta uno shock energetico… Noi diamo soltanto l’input. Chi riceve è subito pronto a donare, a sua volta, una piccola manifestazione di affetto”. Dice un’altra volontaria: “C’è chi ha i figli lontano, chi ha appena litigato, chi ci racconta i problemi di tutti i giorni, ma tutti ci lasciano con un sorriso e ci ringraziano per un gesto di cui avevano bisogno”. (3)

Video della campagna Free Hugs

Dal 2004 si sono avute parecchie “Giornate abbracciose”, più facili nei periodi natalizi, in cui tutti cerchiamo di essere più buoni e vicini agli altri.
Sono nati diversi siti che promuovono gli abbracci gratis, e alcuni “Free Hugs” hanno deciso di fare viaggi per promuovere la pace, dall’Italia a Gerusalemme, portando gli abbracci in Bosnia, Turchia, Siria, Libano, Israele e Palestina.
Nel nostro paese c’è Pietro Abbondanza, che ha creato il sito www.abbracciliberi.it, per diffondere il movimento del “Free Hugs” in Italia. Spiega Pietro:
“All’inizio ho provato un po’ di imbarazzo e avevo anche il timore che nessuno potesse rispondere favorevolmente alla mia offerta di farsi abbracciare, ma poi dopo il primo abbraccio, ho rotto il ghiaccio, e tutto è diventato più facile… La sensazione particolarissima che si prova già dal momento in cui uno sconosciuto ti si avvicina a braccia aperte è quella di incontro con l’altro, un incontro che rompe all’istante qualsiasi barriera e che non te lo fa più percepire come sconosciuto ma come un amico… in tantissimi hanno accolto la nostra offerta abbracciandoci, per alcuni invece eravamo trasparenti, ci passavano davanti e non ci vedevano, (purtroppo nella loro realtà queste cose non succedono), ma la gran parte di quelli che non si sono fatti abbracciare hanno comunque accolto la nostra iniziativa con un sorriso. Questo, a mio parere, è la cartina tornasole di un’umanità, che sta risvegliando la propria coscienza planetaria e che sta gettando le basi per un mondo di domani che non potrà che essere, a mio giudizio, migliore. 
In questa epoca, che secondo gli occhi di tv e giornali sembra immerso nel caos più totale, ogni abbraccio donato è un piccolo seme di questa nuova umanità… Tanti piccoli semi trasportati da un lieve e caldo vento di gioia, pace e speranza per un mondo migliore… Nell’abbraccio c’è il gesto del perdono, un perdono che viene rivolto prima a se stessi e che consente di lasciarsi andare, di rivedere le proprie certezze, oltrepassare le proprie barriere mentali che ci impediscono di entrare in contatto profondo con chi abbiamo di fronte. Quando accettiamo di rompere i nostri schemi e ci apriamo fiduciosi alla vita e all’umanità, ecco che si innesca in noi un processo di guarigione per la nostra anima, perché entriamo nella dimensione dell’unità, liberandoci dalla gabbia mentale della separazione… L’esperienza degli abbracci per me è stata davvero importante e attraverso di essa ho rafforzato il rapporto con mia madre, che non vedo spesso perché vive in un’altra regione. Sono riuscito a coinvolgerla dapprima facendole vedere i video e successivamente invitandola a fare insieme l’esperienza. Devo dire che è stato un momento di condivisione straordinaria che ci ha riavvicinati moltissimo… da allora ogni volta che ci incontriamo io e la mia mammina come prima cosa ci salutiamo con un forte e caloroso abbraccio… Fantastico no?” (4)
Sul sito
http://www.abbracciliberi.it/ si legge:
“Abbracciare è…”stringere nelle proprie braccia premendo verso il proprio petto in una espressione di amore e di affetto”
é “non siamo soli”
é “io sono uguale a Te”
é “ritrovarsi Cuore a Cuore”
é “siamo i figli di uno stesso cielo”
é “io ci sono, sono qui con te adesso”…
é “sentirsi tutti uniti”…

Come si reagisce ad un abbraccio inaspettato da parte di una persona sconosciuta?
Di solito la prima reazione è di sorpresa, stupore, ma molti poi rispondono positivamente, aderendo all’iniziativa. Ovviamente c’è chi si ritrae diffidente o impaurito dallo strano fenomeno.

Forse un abbraccio ha a che fare con molto di più di quello che crediamo. Paradossalmente, forse persino la situazione economico-politica attuale, potrebbe averne a che fare. Esagerazione? Assurdità?
E che dire del fatto che per avere una situazione stabile e armonica all’esterno dobbiamo prima essere in armonia con noi stessi e i nostri simili? Un paese diviso, in cui ci sono rivalità e contrasti fra i sessi, in base all’appartenenza religiosa o al colore della pelle, non può essere un paese in pace e in armonia.
Qualcuno può dire: ma cosa c’entra l’abbraccio?
Abbracciarsi è un segnale di vicinanza (non solo fisica), di pace, di voler comunicare con l’altro. L’umanità vuole la felicità, ma non potrà averla se non quando tutti si rispecchieranno in tutti, e cesseranno le guerre e gli odi legati all’appartenenza ad un gruppo (religioso, etnico, ecc.).
Quando ci si abbraccia si rilascia tensione, si fa scorrere liberamente energia. L’abbraccio è un gesto di accettazione: ci si sente accettati dall’altro e si accetta l’altro.
Abbracciarsi dà un senso di appartenenza, di essere amati. Si tratta di bisogni fondamentali degli esseri umani.
Tali bisogni producono emozioni, e le emozioni sono la base dei nostri vissuti e della possibilità di crescita.
La nostra cultura ci ha imposto di tenerle sotto controllo, anche quando potevano esprimere semplicemente le nostre peculiarità creative. La repressione emozionale, da molti non riconosciuta, sarebbe alla base di molti conflitti e scompensi. Chi non accetta e non fa crescere le sue emozioni, si reprime, e sperimenta che in lui c’è qualcosa che non va, non si ama, e se non si ama non può amare gli altri.

Abbiamo vissuto per molto tempo in una cultura di guerra, che ci ha inculcato che dobbiamo amare quelli che appartengono al nostro “gruppo”, che sentiamo simili a noi, e possiamo escludere gli altri, giudicarli sulla base di caratteristiche “esteriori”. Ma una cultura di pace e armonia esige altro: esige la nostra capacità di percepire anche chi ci appare diverso da noi come nostro simile. In effetti, egli lo è.
In Oriente si dice “Siamo tutti foglie dello stesso albero” ad indicare che c’è uno stretto legame fra noi e gli altri, e non è un legame inventato da dottrine religiose o da ideologie, è un legame reale, dovuto al fatto che siamo fatti della medesima essenza. Capire questo significa cercare di capirsi, far prevalere il desiderio di vicinanza all’altro piuttosto che l’ostilità o l’indifferenza. Può emergere l’esigenza dell’ascolto, di accettare l’altro così com’è o di guardare in lui i pregi piuttosto che i difetti. Vuol dire anche imparare a gestire i conflitti con i nostri genitori, il nostro partner, i nostri figli o i nostri colleghi.
In poche parole, far nascere una nuova cultura, che non può essere definita soltanto cultura della pace, essa è anche una cultura del vero legame fra tutti gli esseri umani. Quel legame che tutti sentiamo nei nostri cuori, ma che forse soltanto poche volte ci siamo permessi di vivere fino in fondo.
Se ci percepiamo “simili” non può esistere in noi alcuna pulsione bellica. Come scrive la psicologa e giornalista Marcella Danon:
“Il miglior antidoto contro la guerra è l’avvicinarsi della gente: quando l’altro non è più l’archetipo del nemico, ma viene riconosciuto simile a noi, nella sua umanità… Le guerre diventeranno sempre più anacronistiche, perché l’umanità si sta mescolando sempre di più, presunti buoni e cattivi non abitano più in terre lontane, ma la gente, vivendo insieme, sta imparando a conoscersi e a riconoscersi. La guerra è, per definizione, contro i cattivi, contro lo straniero, contro il nemico, contro l'”ombra”, che altro non è il famoso “lato ombra” presente in ognuno di noi, di cui parla Jung. Quanto meno si conosce l’altro, tanto più diventa facile attribuirgli tutti i difetti di questo mondo… L’impegno per la pace è, quindi, nell’accelerare questo processo e imparare a conoscersi bene. Conoscere se stessi, prima di tutto, per familiarizzare con una ricca, complessa e contraddittoria natura umana, e conoscere gli altri, riconosciuti molto più simili a noi di quanto sembri, una volta che siamo capaci di vederci per quello che veramente siamo.”(5)

Come concludere un articolo del genere?
Buoni abbracci a tutti!

Antonella Randazzo
Fonte: http://lanuovaenergia.blogspot.com
Link:http://lanuovaenergia.blogspot.com/2009/09/abbracci-tutti-per-i-baci-ce-sempre.html
10.09.2009

Copyright © 2009 – all rights reserved.
Tutti i diritti sono riservati. Per richiedere la riproduzione dell’articolo scrivere all’indirizzo e-mail [email protected]

NOTE

1) KM Grewen et al, Psychosomatic Medicine 2005, 67:532-538
http://www.psychosomaticmedicine.org/cgi/content/abstract/67/4/531
2) Tratti dai siti italiani www.freehugscampaign.org |
siti italiani:
| www.regaloabbracci.it |
| www.abbracci-gratis.it |
| www.donoabbracci.it | 
| freehugs.splinder.com |
| mi sono regalata un abbraccio |
| Animasemplice for Free hugs Campaign |
3) http://genagenar.spaces.live.com/blog/cns!6D08F056C79FE5FA!531.entry?&_c02_owner=1%3F%3F
4) http://www.lamentemente.com/2009/04/19/forza-abbraccio-gesto-che-puo-cambiare-la-vita/
5) http://www.lifegate.it/essere/articolo.php?id_articolo=1021

Pubblicato da Davide

  • Sassicaia

    Detto questo,qualcuno di voi si farebbe abbracciare da Berlusconi?

  • nuovobiopresto

    certamente………

    non lo sai che è bisunto da dio ?

    se ti tocca avrai un culo della madonna per tutta la vita……….

    saluti

  • nuovobiopresto

    io ci aggiungerei anche una bella palpata di culo……….l’abbraccio da solo lo trovo insipido. saluti

  • illupodeicieli

    Non sono ancora arrivato a “tanto”, ma se si osservano attentamente le persone, i loro movimenti e sopratutto se si scorgono gli sguardi, è possibile percepire qualcosa.Può essere disagio, sofferenza, irrequietezza, ma anche gioia: ciò che si sente non sempre è negativo. Ecco che ricambiare uno sguardo, sorriderle, è un po’ come entrare in sintonia: questo viene percepito. Sembrerà la scoperta dell’acqua calda ma in un mondo dove si viene ignorati e guardati in cagnesco, in un mondo posseduto dal ragionamento binario, dal sì o dal no, dove non vengono accettati i ragionamenti e le discussione (a meno che non siano urlate e piene di volgarità,insulti e parolacce), l’abbraccio, al pari dell’abbraccio e del bacio, del contatto, non è un male ma un toccasana. Vedo positivamente la cosa pur capendo che si presta a un’infinità di prese in giro. Ma come diceva il buon Gandhi, poi tu vinci.

  • Tonguessy

    “Abbracciarsi è un segnale di vicinanza (non solo fisica), di pace, di voler comunicare con l’altro. L’umanità vuole la felicità, ma non potrà averla se non quando tutti si rispecchieranno in tutti, e cesseranno le guerre e gli odi legati all’appartenenza ad un gruppo (religioso, etnico, ecc.).”

    Poi salta fuori che chi propugna cotanta pace e fratellanza fa cancellare commenti scomodi seppure ben argomentati su CDC, e ovviamente non li pubblica sul suo sito. Evidentemente esiste la moda di circondarsi di yesmen non solo da parte di uomini dell’apparato.
    Con buona pace per le intenzioni che vogliono fermare gli odi e le guerre.

    Sinceramente preferisco la volontà di dialogo a questi falsi abbracci.

  • Tonguessy

    “in un mondo posseduto dal ragionamento binario, dal sì o dal no, dove non vengono accettati i ragionamenti e le discussione (a meno che non siano urlate e piene di volgarità,insulti e parolacce)”.
    Straquoto. Ci sono collaudate tecniche per far degenerare le discussioni o per bloccarle sul nascere. Ed esistono altrettante tecniche (anche in stile new age) per far credere il contrario.

  • nuovobiopresto

    si potrebbero anche fare dei girotondi………….

    saluti

  • nuovobiopresto

    l’anno scorso ho avuto la fortuna di frequentare delle lezioni thailandese a bangkok, e l’insegnante (una giovane donna) mi spiegò che il nostro modo di salutare dandoci la mano, la infastidiva molto, la schifava proprio direi, figuriamoci poi essere abbracciati da sconosciuti………….
    forse non sarà corretto il suo modo di fare, ma non trovo sano nemmeno abbracciare la prima o il primo che trovo per strada.
    me sembra solo una ricerca di contatto tra esseri malati, molto malati…….

    saluti

  • okinawa

    …e berlusconi in mezzo?

  • nuovobiopresto

    hahahaha……….

    sarebbe fantastico…….

    saluti

  • redme

    …1000 EURO?

  • erostetti

    Gli abbracci gratis sono bellissimi ti mettono in contatto profondo con l’umanità dell’altro, che spesso tendiamo a dimenticarci o sconnettere! Noi ne abbiamo fatti molti e sinceramente regalare un abbraccio per strada è bellissimo!

    Artisti per la Nonviolenza [www.antsonweb.com]

  • Sassicaia

    Ti riferisci a superAntonella quando parli di persona che fa cancellare i commenti scomodi?

  • nuovobiopresto

    andiamo male……….la guerra è vicina
    saluti

  • Don-Kisciotte

    Come se dice a Roma: volemmose bbene!!
    Ma dai, ma stiamo scherzando? Cosa ti puo dare un falso abbraccio con una persona con cui non condividi nulla e con cui dopo non avrai piu nulla a che fare. A questo sono ridotti i rapporti al giorno d’oggi, alla pura spettacolarizzazione, virtualizzazione. Questo non puo fare altro che sminuire i rapporti umani. A cosa serve abbracciare un estraneo quando magari poi vivi un rapporto familiare completamente indifferente e distaccato (compreso il contatto fisico)? E poi quelle fesserie sul miglioramento del battito cardiaco, l’ossitocina etc. E allora? Dopo che è finito l’abbraccio tutto torna come prima e voglio vedere cosa hai concluso e ti porti a casa da questa esperienza. Forse in un utopico futuro migliore quando avremo tolto i muri che ci separano nell’affettività e nei sentimenti con chi ci è vicino, sapremo allora trarre qualcosa anche da un incontro con un estraneo. MA NEL FRATTEMPO FATEMI IL FAVORE!

  • Biribissi

    Che repressoooooooooooooo!!!!!!Esci dalla bolla ciccio..!!

  • Biribissi

    E’ una cosa potente..il cambiamento passa dalla gente e dall’amore.. bell’articolo..tristezza per i commenti…

  • nuovobiopresto

    vieni tu a darmi una mano ad uscire biribissi…………
    sei un omo o una femmina ? se ciai la patatina poco usata mi farebbe piacere scambiare con te qualche colpo di palle……….se sei un omo ed hai un bel culo piccolo e stretto non mi tiro di certo indietro, puoi venire comunque

    ciao e a presto spero

  • Biribissi

    che filosofo..

  • nuovobiopresto

    he si…………..del c…….
    saluti

  • ventosa

    Articolo e riflessioni che, al di la del movimento di cui parla Antonella, richiama a profonda introspezione chi ne intuisce (E chi ha voglia di cercare di capire) il reale messaggio. Ci sono molti modi per entrare in contatto con gli altri, ognuno dei quali attiene alle caratteristiche, le abitudini e la capacità del singolo che, ad un certo punto della sua vita intuisce, prima ancora di capire, che l’isolamento è solitudine. Nella fattispecie, potrebbe sembrare una necessità di uscire da un isolamento fisico, in realtà è un primo passo. Anche su CdC, in moltissime discussioni, è stato rilevato come il classico “dividi et impera” è una delle principali strategie adottate da secoli dai vari burattinai di turno. Siamo stati divisi a tutti i livelli, fisicamente, intellettualmente, sono stati creati ad arte strumenti idonei alla strategia di cui sopra, iniziando dalle religioni per finire ai partiti politici, passando attraverso identità popolari e razziali. Eppure, nei commenti su un articolo che ha in se la base della vera rivoluzione, e cioè la riconversione del pensiero e della coscienza umana verso il riconoscimento dell’altro, la maggior parte dei commenti(Peraltro divertenti) sono spiritosi o sarcastici. Mah…
    Il dito e la luna…

  • Don-Kisciotte

    Sono d’accordo con te, è importante riunirci e riconoscere l’altro come dici tu, non sono contrario all’iniziativa di per se, ma fatto in quella maniera per strada in maniera cosi platealmente “spettacolarizzato” non credo possa essere un serio inizio per obbiettivo cosi importante. Non dico che gli abbracci dovremmo andarli a dare ad un terapeuta dell’abbraccio (magari che si fa pagare pure profumatamente) ma che al posto di questa sceneggiata fatta per strada ci dovrebbe essere una educazione al contatto, che magari parte già dalle scuole primarie.

  • FCapretta

    ho partecipato ad un free hugs, avrò abbracciato un centinaio di persone diverse in un giorno, è stato semplicemente bellissimo!

  • Gariznator

    Non è piacevole leggere i tuoi commenti, non sono costruttivi e sono pure scritti male. Se ciò che scrivi ti rappresenta credo tu sia molto molto piccolo (e non mi riferisco all’età). Probabilmente hanno azzeccato a darti del represso, e sicuramente il mondo non trae giovamento dal tuo modo di pensare. Sei (a mio avviso) paragonabile a un fossile, hai un pensiero ammuffito, che sa di vecchio…
    Dovevi chiamarti vecchiobiopresto, o vecchiobiotardi… Spero di leggere sempre meno robe come le tue su questo sito e sulla rete…
    Saluti e abbracci (chissà che non ti facciano bene)

  • nuovobiopresto

    concordo, io però direi “educazione al rispetto dell’altro”. il contatto va fatto in camera da letto tra due che si amano, vecchi o giovani che siano. saluti

  • nuovobiopresto

    pensala come ti pare………..

    saluti

  • ventosa

    Ciò che dici apre ad un discorso critico-analitico molto interessante che, purtroppo, non ho il tempo di approfondire. Ciò che vorrei rilevare è solo che ognuno ha un livello di sviluppo e di consapevolezza che richiede e determina un punto di partenza diverso adatto al proprio livello attuale di comprensione. Per questo non ritengo opportuno muovere critiche, nella fattispecie, agli “abbracciatori”, come ad altri tentativi di aggregazione(nel senso più ampio del termine). Sono altresì convinto, come notavi tu, che nel mezzo troviamo anche persone che lo fanno per gioco, per farsi notare, eccetera ma, anche questo, andrà a far parte del bagaglio di esperienza di ciascuno.
    Per ciò che riguarda l’educazione al contatto, credo che sparissero tutti i falsi moralismi, in primis quelli religiosi, gran parte del problema sarebbe risolto.
    Ciao.

  • IVANOE

    Questo argomento sarebbe stato bello leggerlo in altri momenti magari di vacche grasse.Oggi con questi chiari di luna è fuori luogo.
    Non credo che tutta la gente abbia voglia di abbracciarsi quando sà di aver perso il posto di lavoro, oppure non ce la fa ad arrivare a fine mese o ancora non sà come fare a badare a qualche familaire con handicao oppure anziane non autosufficienti.
    Sono sempre più convinto che i mali di molti italiani passano soprattutto nella sfera economica. Prima si risolve in qualche modo la redistribuzione della rcchezza in modo equo e prima risolviamo i problemi dello spirito e dell’affetto.
    Purtroppo è da un pò di tempo che su CdC il sentimentalismo o la frivolezza stà prendendo piede nei confronti di un sano pragmatismo.
    Non cambierà mai niente se la massa della popolazione sarà sempre più impegnata a sopravvivere economicamente in una società concepita dai benestanti ed a loro personale uso e consumo.
    Il resto sono tutte chiacchere…

  • ventosa

    Non credo proprio. Quello che tu chiami sano pragmatismo è uno dei fattori che ha contribuito a creare questo tipo di società. Se uno ragiona solo col cuore muore di fame, lui e la sua famiglia; se ragiona solo col cervello, pesa solo ai tornaconto e contribuisce a determinare il punto precedente. Cervello e cuore devono essere sempre collegati e bilanciati, perchè comunque benessere per tutti, a voler essere pragmatici, non ci potrà essere, almeno nei prossimi secoli(?) ed è importante che nei pensieri di chi può ci sia un po’ di apazio anche per chi ha bisogno.
    Non confondere il sentimentalismo (Dio, quanto me stanno sulle palle gli “ismi”!) con i sentimenti, che fanno parte integrante della persona e possono esse positivi o negativi. Tu come ti senti?
    Quello che tu chiami frivolezze, ha dietro un universo da capire, per chi ha il coraggio di mettere in discussione le proprie convinzioni(o fatte proprie quelle degli altri).
    Se ne hai voglia, mi permetto di consigliare, per cominciare, lo studio delle scienze sulle energie e dei corpi sottili.
    Saluti.

  • vic

    Gli abbracci imposti han l’aria di una tassa: la tassa psicologica dell’abbraccio!

    Poi ho il forte sospetto che sta gente sia sprovvista di senso dell’humour. Soft o hard che sia. Scriverebbero delle didascalie serie pure sotto le vignette satiriche.

    Un abbraccio, con juicio.

  • nuovobiopresto

    ottimo commento ventosa

  • vic

    Guardando in giro, vedo che anche i benestanti stan sparendo. A favore dei superbenestanti, insomma la casta della casta.

    Ho scritto a braccio
    😉

  • maumau1

    si ma con la pandemia alle porte in mote scuole(Roma,guarda caso,dove è la Chiesa..)è stato vietato di baciarsi ed abbracciarsi..

    ciao

  • IVANOE

    Rispetto il tuo pensiero ma non condivido la tua filosofia da : basta un cuore e una capanna.
    Probabilmente io te parliamo da due piani diversi : esperienze ed età anagrafica.
    Sarebbe bello come dici tu bilanciare gli interessi con la passione, ma purtroppo sono convinto che è solo utopia.
    Il mondo di oggi la società di oggi è legata a doppio filo con un cinismo e una perversione morale dettata dall’interesse che fa paura.
    E tu che dici di fare? Porgere l’altra guancia ?
    E quindi farsi raccontare tante storie, tante analisi su come è la vita sul bello di essere sempre al di sopra delle parti oltre ogni possibile tentazione…
    Ma de chè !!! Scusa o tu vivi in un bellissimo posto, ambiente ideale dove tutto è a posto dove tutto funziona in sostanza nelle nostre fantasie una piccola svizzera con i laghi incantati e i verdi monti dove tutti sono contenti e felici, oppure non vivi tra la gente.
    Ribadsico il concetto : và bene tutto le chiacchere ( che anche io sto facendo…) ma quello che contano sono solo i fatti. Prova a parlare con 10 – 100-1000 persone e vedrai quali sono i problemi reali : il mutuo, i prezzi alti, le malattie, il figlio/nipote disoccupato, la casa che non c’è, la fila negli ospedali ecc. ecc. Prova a parlargli di abbracci di solidarietà di belle parole e vedi come ti rispondono… Purtroppo siamo tutti dei grandi ipocriti dove ci piace trasformarci in intellettuali da salotto e filosofeggiare sugli aspetti della vita ma nella sostanza siamo anche noi dei perdenti benestanti o non.

  • Tonguessy

    Esattamete. Avendo sperimentato sulla mia persona la censura e leggendo i buoni propositi di superAntonella non posso non mettere vicine le due realtà e farmi una sonora sganasciata. New Age forever?

  • Tonguessy

    Più che di tassa qui ho l’impressione che nello specifico si tratti di alibi. Gli abbraci gratis sono bellissimi. Ma chi li difende tramite la censura non ha alibi di sorta

  • Tonguessy

    In Thailandia detestano essere fotografati, pensano che si voglia rubare loro l’anima. Io ne non ho mai avuto la minima intenzione, ma mi sono adeguato a quelle usanze. Peccato, però, perchè non stavo facendo nulla di male. Ed una bella faccia espressiva immortalata su pellicola mi suona d’arte più che di violenza. Sulla seconda parte del commento sorvolo ch’è meglio

  • Tonguessy

    Sono convinto che tu e ventosa non siate distanti come posizione, ma lo siate come preconcetti. Il pragmatismo E’ mettere d’accordo cuore e mente. Non posso vederlo differentemente. Una personalità pragmatica sa cogliere e colitvare la maggiore efficienza non solo economica ma anche emotiva. Sennò diventa stupida new age o sterile calcolo.

  • g10rdan0

    Ahahahah.
    Non credo.
    Io no di certo: anzi forse, sì. Ma solo per infilargli la mano nella trasca posteriore e fottergli parte di quello che, lui e i suoi amici parlamentari, fottono a noi dal primo giorno della loro carriera parlamentare.

  • Tonguessy

    la tesi è ben documentata: la classe media sta sparendo per premettere maggiori introiti delle elites. Mentre una volta sedevano in parlamento una maggioranza di professori adesso siede una maggiornaza di avvocati e imprenditori. Una volta i professori legiferavano adesso sono legiferati, con pesanti tagli sul turnover (1 su 3 viene rimpiazzato, esattamente come tecnici, amministrativi e ausiliari). Abbiamo il più alto tasso di avvocati presenti sul territorio europeo. Etc…
    Ma questo cosa c’entra con gli abbracci?

  • nuovobiopresto

    sorvola sorvola …………… prima o poi atterrerai anche te………….. dicono che sia una legge fisica………. saluti

  • Biribissi

    Ma te capisci quello che leggi..come fai a dire ottimo commento..se prima dicevi i contatti malati..molto malati..ma ti fai le pere con l’enterogermina?? vuole dire che apprezza questa iniziativa..(scusa ventusa se ti riassumo così)..è così difficile..??
    ora ciccio mi hai offeso e io ti rispondo..

  • mat612000

    Attendo i prossimo articolo di Barnard contro gli abbracciatori (finti dispensatori di abbracci ma veri diffusori del contagio di malattie pericolosissime o mortali).
    In ogni caso servi del “sistema” pure loro…
    Tiè!

  • Gariznator

    Lascialo perdere, l’unico modo è ignorare queste persone… Magari neanche pensa ciò che scrive e sicuramente non pensa tanto prima di scrivere…
    Non aggiunge e non toglie nulla, se stesse parlando direi che sono scorregge dalla bocca. Sta scrivendo (e male) quindi non so come definire ciò che fa…
    Ignoriamolo tutti per cortesia

  • mikaela

    Grazie Antonella ottimo articolo, bellissimi anche i VIDEO dei ragazzi che regalano un po’ d’amore nella speranza di costruire un mondo migliore.E’ molto emozionante vedere la loro spontaneita’ e andrebbero incoraggiati. Bisognerebbe regalare abbracci in tutte le citta’ e anche piccoli centri, perche’ anche l’abbraccio e’ un buon inizio per comunicare e sentirci piu’ vicini gli altri.Un abbraccio

  • ventosa

    Non è semplice sintetizzare in un commento e probabilmente hai pragmaticamente sintetizzato il mio pensiero che tu chiami filosofia, io la definisco filosofia applicata. Non so quanto ci separino l’età e le esperienze. Io sono nato in borgata, da famiglia quasi povera ed i problemi di cui parli li ho vissuti, negli anni sessanta-settanta, sulla mia pelle. Non ho mai porto l’altra guancia ne mai, credo, lo farò. Però non ho mai guadagnato denaro od onore sfruttando gli altri e, quando mi siedo a tavola, prima di servirmi, mi assicuro che ci sia cibo per tutti. Non vivo in un paese incantato, ma la “selezione naturale” ha fatto si che io frequenti persone con cui si è in sintonia: s hai sani principi, chi ti rimane vicino condivide è perchè li condivide; se sei un figlio di puttana, guardati continuamente le spalle, soprattutto dagli “amici”.
    Quello che voglio dire, e ti asscuro che l’ho capito dopo quarant’anni di impegno politico, è che non c’è altra soluzione se non quella di prendersi ognuno le proprie responsabilità, con l’sempio (per i figli e le persone che sono vicine) e con i fatti. Uniformarsi in un movimento o ideologia preconfezionata ci da il vantaggio inconscio di non sentirsi mai completamente colpevoli, ma continua a renderci dipendenti dalle scelte globali.
    Concludendo, ti informo che non sono un intellettuale, ma un operaio industriale che ha scelto di tentare di aprire la mente.
    Saluti.

  • Tonguessy

    Abbiamo quindi vissuti molto simili. Le piccole differenze ci stanno. Prendersi le proprie responsabilità è l’esatto contrario di quello che la nostra classe politica e imprenditoriale sta facendo, con gli ovvi danni culturali annessi. Purtroppo la responsabilità non è un valore molto condiviso. Molto meglio lanciare la pietra e nascondere la mano (o combinare schifezze e proclamarsi innocenti). Beh, mi fa piacere che ci sia qualcuno che quella mano la fa ancora vedere e ne riconosca l’appartenenza.
    Neanch’io sono un intellettuale, mi guadagno lo stipendio come tecnico ma non mi piace che ci sia un padrone che sappia più cose di me: non mi voglio far fregare.
    Hasta siempre

  • tersite

    ci voleva proprio questo articolo! un abbraccio a tutti e soprattutto a chi l’ha scritto.

  • cris79

    una volta tanto invece di catostrofi economiche e guerre, leggo un articolo positivo!
    è vero, il contatto umano come un semplice abbraccio fà stare meglio le persone…in un mondo ormai pieno di gente cinica e incazzata dove neanche sai chi caxxo è il tuo vicino,penso che recuperare il buon vecchio e primordiale contatto umano sarebbe una cosa molto bella.

  • mikaela

    “il contatto va fatto in camera da letto tra due che si amano, vecchi o giovani che siano. saluti”…………………….
    Dal nome che porti e da quello che scrivi deduco che sei di quelli che per paura di prendere i microbi non dai neanche la mano.
    L’articolo parla di abbracci mica di effusioni.
    ciao un abbraccio

  • mikaela

    ho visto i video di Milano Roma E Napoli,
    ho notato la reazione della gente che dopo il vostro abbraccio si abbracciavano anche fra di loro. Ti credo quando dici che e’ stata un esperienza bellissima.
    Ciao un abbraccio

  • Kevin

    Caspita, adesso mettiamo sotto accusa dei semplici abbracci perchè offendono il pudore di quelli come te.

  • myone

    L’ AMORE GUARISCE OGNI COSA

    E GLI STUDENTI O UNIVERSITARI CHE FREQUENTANO BLOG O FORUM
    DOVREBBERO POSTARE DEGLI ARTICOLI IN MERITO ALLA QUESTIONE.

    DOVE E’ NATA LA H1N1 = COS’E’ LA A-H1N1 = CHE GIRO DI SOLDI CI GIRA ATTORNO = FA PIU MALE UN’ UNFLUENZA BANALE O UN VACCINO NON TESTATO AD DOK = E VACCINA OGGI CHE DOMANI E’ PEGGIO E TE LO OBBLIGHIAMO , DOVE POTRANNO ARRIVARE?

    POSTATE GENTE POSTATE. FATE IN MODO CHE DOPO GLI ABBRACCI-SMS E LE STUPIDATETELEMATICHE, QUALCUNO SE NE RENDA UN PO CONTO

  • myone

    QUANDO FATE STORIA O ITALIANO O QUALSIASI ALTRA MATERIA SIA SCRITTA CHE ORALE
    PASSATE SUI TEMI DI OGGI CHE SONO LA RADICE DI QUELLI DI IERI
    E PENSATE AD UN DOMANI CHE FRUTTI DOVREBBE DARE.

    Mi sembra che la scuola sia cosi rincolgionita che vive di patatine fritte.
    Docenti compresi, e’ qnche questo il male, sopratutto.

  • Galileo

    A fanculo gli abbracci. Ma che cagada di roba è questa? …e ci perdiamo pure tempo a scriverla ed a commentarla, io incluso. Però perlomeno io non l’ho letta. ‘Ha tanto l’aria di quei libri di aiutoaiuto che imperversano altimamante che sanno solo dirti: pensa positivo che ti andrà meglio…vabbè! Eppoi?…nient’altro. E c’è gente che ne divora quantità da indigestione e tuttavia non ne viene fuori…chissá com’è?

  • Gabbiano

    Brava Randazzo
    un abbraccio ( per il bacio c’e sempre tempo)