ABBASSO BENIGNI E VIVA L’ITALIA

ABBASSO BENIGNI E VIVA L’ITALIA

DI GIANNI PETROSILLO

conflittiestrategie.it

Dolce Remi’, Roberto Benigni, nato appunto Roberto Remigio e pasciuto Benigni, il ragioniere che lesse Dante dopo Carmelo Bene. Da Bene a Benigni l’Italia crollò. Cosa avrebbe detto l’attore letterato salentino di noi e di lui? Che ce lo siamo meritato un cane così bavoso che ringhia come una pecora, perché siamo dannati ed applaudiamo all’ovvio, dopodiché il grande Carmelo ci avrebbe mandati tutti a farci un the, per non dir di peggio.


Benigni il ruffiano non si inimicherebbe mai il vasto pubblico, non attaccherebbe mai a “sinistra e a manca”, non è una ripetizione è la realtà, poiché gli serve il plauso del pubblico benpensante e poco pensante per darsi una ragione di vita.Per questo si prostituisce in prima serata con le sue lezioncine a modo, facendoci la morale del secolo scorso. Tanto odiò Berlusconi che lo imitò al contrario, quest’ultimo fissato per la sana e robusta costituzione e l’altro per la Costituzione spogliata di senso storico e di pudore. Si è quindi buttato sulla Costituzione, già ridotta a carne di porco, alla ricerca di facile consenso, dopo che Shel Shapiro l’ha musicata; cioè il secondo l’ha cantata e il primo l’ha canzonata, con il medesimo risultato deprimente.



Benigni si riassume in un solo gesto, è passato da prendere in braccio Berlinguer a prenderci per il culo tutti. Che la carta fondamentale abbia avuto un ruolo decisivo nella storia Repubblicana nessuno lo può contestare, com’è incontestabile il fatto che oggi non serva più a nulla, essendo stata tradita dagli stessi che l’hanno innalzata e ridotta a feticcio dei propri interessi di partito e di bottega, ormai distanti anni luce da quelli del popolo e della nazione. Anzi, come sempre avviene, chi sventola più in alto le bandiere lo fa per pulirsi il sedere. Tutto passa, dunque anche la Costituzione, diventata uno statuto libertino dei peggiori svenditori della patria, quel che non passa mai di moda sono invece i ciarlatani che suonano il motivetto istituzionale mentre lo Stato va a picco.



Articolo 1 di questa miseria nazionale: L’Italia è una Repubblica fondata sui traditori osannati dai buffoni. Del resto, prendereste lezioni di storia o di diritto da uno che nel suo film capolavoro di revisionismo fa liberare Auschwitz dai carrarmati americani anziché da quelli sovietici, come in effetti è successo? Si meriterebbe un bel lancio di uova in faccia altro che ovazioni. Abbasso i miserabili e viva l’Italia.



Gianni Petrosillo

Fonte: www.conflittiestrategie.it

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18.12.2012

Commenti (59)

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    1. alvise 18 dicembre 2012

      Il problema non è il benigni-litizzetto, leccaculi, il problema vero è che, i suoi amici, il suo entourage familiare, chi lo ha voluto nello squallido programma, gli dirà "ma dai, non te la prendere, lo sai che non potrai accontentare tutti", oppure "non ci badare a chi parla male di te, sono tutti fascisti". Io non sono fascista, ne leghista, ne udiciista, ma gli spudorati leccaculisti come benigni e la litizzetto, non li considero persone, e nemeno pagliacci, sarebbe troppa grazia al loro mestiere

    1. pantos 18 dicembre 2012

      incredibile. meno male che me lo son perso (perchè onestamente a volte mi fa scompisciare dalle risa).

      se a parlar di cessione di sovranità si mette pure lui allora è chiaro che le oligarchie internazionali stanno tentando la carta, purtoppo vincente ed unica possibile per combattere la minaccia del comico grillo: il comico benigni. il benignone nazionale.

      ma perchè non cede la sovranità della sua casa abusiva in sardegna?

    1. surfgigi 18 dicembre 2012

      benigni si prostitusce.non certo col suo corpicino ma con la sua mente .vendere per denaro la parte più nobile del proprio essere è un'operazione estremanente riprovevole.questo omettino mi fa schifo.come altri omettini peraltro.....

    1. MrStewie 18 dicembre 2012

      Il problema non è se non li prenderebbe l'ultimo arrivato, ma se abbia necessità di prenderli uno che è arrivato da tempo. Comprenderei scelte lontane dalla propria indole prima di sfondare, non dopo. Ergo, tali scelte ipocrite non sono lontane da Benigni. Anche riguardando il Tutto Benigni del 1995 (17 anni fa), è lampante la completa mancanza si comprensione di ciò che già allora stava accandendo...

    1. MrStewie 18 dicembre 2012

      Concordo con rebel69: penso esattamente quello che pensi tu. e mi sono arreso ad essere un alieno. Cmq non credo che all'estero sia troppo diverso. Molte parole, ma tutti coltivano il proprio orticello.

    1. mincuo 18 dicembre 2012

      Non me la prenderei tanto con Benigni. Uno di voi risponda in buona fede.

      Per un monologo satirico di un'oretta con un pò di battute politiche, (contro Berlusconi poi che non costa niente, mica è Napolitano o Draghi, che non metti più piede in TV, su Berlusconi le fanno tutti ed è innocuo farne), e poi quattro balle, e prendi 1,8 milioni di euro. Compresa regia, scenografia, registrazione a Cinecittà, e con produzione della Melampo di Benigni (e della Arcobaleno 3 di Presta). Chi non direbbe "la qualunque" onestamente?

    1. MartinV 18 dicembre 2012

      Benigni è un comico di grande qualità, ma è un coniglio dal punto di vista intellettuale... col suo genio sfonda solo porte spalancate... Berlusconi è un abile uomo d'affari ed un comunicatore d'eccezione, ma dal punto di vista politico è solo un coniglio... Insomma, due persone perfette per il popolo del Re travicello...

    1. tonnofabio 18 dicembre 2012

      E' davvero esilarante, in pochi minuti (quello che mi è servito per spegnere la tv) il miserevole benigni ha raggiunto traguardi di ipocrisia e spudoratezza, mancanza di senso estetico e di vergogna che nemmeno il miglior berlusconi potrebbe.
      E' penoso vedere questo vecchio (nell'anima) ritentare le sue passate acrobazie per un pubblico di cani scodinzolanti (che non si offendano i dignitosi amici canidi) ma d'altronde la sua parabola discendente l'aveva già lui stesso tracciata facendo film orribili come pinocchio e la tigre e la neve.....come dire: ora che non ha più idee prende a prestito quelle degli altri (dante e i padri costituenti) per sciorinare una melassa vomitevole di luoghi comuni e conformismo.
      Davvero lo specchio di questa vuota italia!

    1. cardisem 18 dicembre 2012

      Aggiungo che non posso entrare nello specifico della trasmissione, perché proprio non l’ho vista. Ne ho soltanto la notizia riportata da altri e qualche scena passata dai tg di regime.

    1. cardisem 18 dicembre 2012

      Appunto, è cosa di cui mi stupisco e pone degli interrogativi a me stesso. Sono io a non essere normale perché non provo nessun interesse per i Benigni i Saviano e con discorso a parte anche gli Eco? O sono invece troppo “normali” tutti gli altri?

    1. Quartino 18 dicembre 2012

      Scusate, ma che io ricordi, Benigni non ha mai vinto il Nobel bensi il premio Oscar degli Amerikkani.
      Comunque.. dal Piccolo Diavolo al Grande...

    1. Georgejefferson 18 dicembre 2012

      No Mincuo,se la chiami democrazia come loro fai il loro gioco.E'la mia opinione.Libero di non crederlo

    1. rebel69 18 dicembre 2012

      Hai la mia solidarietà,mi sembrava di leggere un mio commento...

    1. cdcuser 18 dicembre 2012

      ... a far ridere faceva (e dico faceva) ridere, come in "Non ci resta che piangere" (appunto!) con la storia su cristoforo colombo, gli amerikani, ecc.... ma forse era il genio di Massimo Troisi

    1. segretius 18 dicembre 2012

      Qualcuno dice semplicemente che è DENTRO IL SISTEMA. E non da ieri.......... Il che spiega anche la sostanziale mediocrità del personaggio, rivalutata solo dal fatto che gli è sempre stata data molta, sospetta, visibilità...........
      Diciamocela tutta poi, non fà neppure ridere....

    1. Truman 18 dicembre 2012

      @mincuo: io ho provato a descrivere come vanno le cose in realtà, poi nei documenti ufficiali continueranno a esserci altre parole. E' bello chiamarla "democrazia" ed andare a votare in continuazione, ma la sostanza è quella che ho descritto.



      Comunque possiamo anche cambiare parola, invece della dittatura scriviamo "il Sistema" (a Napoli sarebbe 'O Sistema)


      Proviamo a continuare:



      Art. 4. Il Sistema riconosce a tutte le banche il diritto a fare profitto ricavato strozzando i cittadini e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

      Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al profitto delle banche.

    1. mincuo 18 dicembre 2012

      Quello che sbagli Truman è chiamarla dittatura. La gente deve avere chiaro che questa è la democrazia, tutta un'altra cosa.
      Prendi la BCE: è "indipendente". Cioè fa quel che vuole, non è in pratica sotto nessun controllo e impone regole a 500 milioni di persone? No, Truman, quella sarebbe una dittatura. Invece la BCE è "indipendente". Cioè è buona.

      E' diverso. E anche facile. Non fare confusione

    1. giorgiogio48 18 dicembre 2012

      Spettacolo deplorevole quello di Benigni

    1. mincuo 18 dicembre 2012

      Benigni ha talento, è un artista bravo. Come anche altri. Ma un pò per convinzione ideologica forse e molto per necessità avrà capito in fretta che non è l'arte da sola che ti permetterebbe di fare arte, e quindi per fare un pò di arte fa il guitto propagandista del potere. Poi c'è chi ha un limite e chi no nei confronti della propria coscienza, ma gli assegni circolari sono un buon sedativo, specie se alti, e alla fine magari si dimentica l'arte e quella del propagandista diventa l'attività principale. Anche più semplice e meno rischioso scrivere quattro acche che la gente vuol sentirsi dire. L'arte se la fa in privato magari. Per sè. Chissà.

    1. mincuo 18 dicembre 2012

      Bello. Il punto è che lo si prende come una provocazione, un'invettiva, uno spunto polemico, un sarcasmo o un monito.

      Magari.

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