A decine di migliaia si riuniscono a Minsk per la più grande protesta nella storia della Bielorussia

DI SHAUN WALKER

theguardian.com

Aleksandr Lukashenko afferma che Vladimir Putin gli ha offerto “aiuto incondizionato”

Decine di migliaia di Bielorussi si sono riuniti a Minsk per la più grande protesta nella storia del Paese, mentre volge al termine una settimana straordinaria di crescente sentimento.

Sette giorni dopo che il governante autoritario del Paese, Aleksandr Lukashenko, ha affermato di essersi assicurato l’80% dei voti all’elezione presidenziale, la sua legittimità è a brandelli e il suo regime deve affrontare la più grande crisi da quando è salito al potere 26 anni fa. L’animo alla manifestazione di domenica [16 agosto] è stato attizzato ulteriormente dalla violenza vergognosa della polizia, all’inizio della settimana, contro migliaia di manifestanti.

Dopo che Lukashenko ha convocato la sua manifestazione in Piazza dell’Indipendenza, i manifestanti antigovernativi si sono invece diretti presso un monumento alla Seconda Guerra Mondiale in un’altra parte della città. L’atmosfera d’allegria degli ultimi tre giorni è continuata, mentre la gente applaudiva, le auto di passaggio suonavano i loro clacson e risuonava lo slogan “Dimettiti!”.

Maria Kolesnikova, una del trio d’opposizione al femminile, della leader candidata alla Presidenza Svetlana Tikhanovskaya, ha detto tramite un altoparlante portatile a una piccola parte della folla, che il suo era un appello ai funzionari delle forze dell’ordine e ai diplomatici bielorussi: “Questa è la vostra ultima possibilità per combattere la vostra paura. Anche tutti noi eravamo spaventati. Unitevi a noi e vi supporteremo”.

La protesta è accaduta nel mentre il Presidente russo, Vladimir Putin, ha detto domenica in una telefonata a Lukashenko, che Mosca era pronta a fornire aiuto in forza di un patto militare collettivo, se necessario.

Il Cremlino ha affermato in una dichiarazione che alla Bielorussia venivano applicate pressioni esterne. Non ha detto da parte di chi.

Domenica [16 agosto] Lukashenko si è rivolto a una folla di diverse migliaia di sostenitori davanti al Parlamento del Paese. Hanno sventolato bandiere bielorusse e hanno acclamato, mentre lui diceva di non aver intenzione alcuna di rinunciare al Paese e ha insinuato che le forze della Nato si stavano preparando all’invasione.

“Non vi ho mai tradito e non lo farò mai”, ha detto, dimostrandosi riverente alla folla riunita. “Se viene annientato Lukashenko, per voi sarà l’inizio della fine.”

Il Presidente ha anche fatto appello alla viscerale paura di Putin di una rivoluzione in Patria e ha insinuato che se il suo regime cadesse, anche la sua controparte russa sarebbe in pericolo. “Questa è una minaccia non solo per la Bielorussia … se i Bielorussi non resisteranno, l’onda si dirigerà anche lì”, ha detto sabato [15 agosto] in un discorso televisivo a una riunione di Consiglieri, in cui ha affermato che le proteste erano state organizzate dall’estero da figure oscure.

“Entrambe le parti hanno espresso la fiducia che tutti i problemi che sono sorti saranno risolti presto”, si legge in una trascrizione del Cremlino della telefonata tra i due uomini.

La Russia e la Bielorussia sono tecnicamente parte di uno “Stato unitario”, ma Lukashenko ha resistito a una più stretta integrazione negli ultimi anni e si è dimostrato un partner difficile per Mosca. Putin, tuttavia, sarà ancora desideroso di mantenere la Bielorussia come alleato strategico, e che le proteste di piazza non abbiano la meglio in un altro Stato vicino.

La sfidante di Lukashenko nel voto della scorsa settimana, Svetlana Tikhanovskaya, fuggita lunedì [10 agosto] nella vicina Lituania, ha invitato i Bielorussi a protestare questo fine settimana in un video discorso pubblicato venerdì [14 agosto].

La leader dell’opposizione bielorussa rivendica la vittoria elettorale e richiede proteste pacifiche – video

Dopo la violenza spietata all’inizio della scorsa settimana, la polizia antisommossa ha lasciato in pace i manifestanti da giovedì [13 agosto]. Nonostante lo shock e la rabbia diffusi, l’atmosfera nel Paese è diventata in qualche modo festosa piuttosto che desolata, con colonne di manifestanti sorridenti che tengono in alto fiori e applaudono, come se la rivoluzione fosse già vinta.

Lukashenko ha perso rapidamente il sostegno e decine di migliaia di lavoratori delle fabbriche, controllate dallo Stato, si sono uniti agli scioperi. I giornalisti della televisione di Stato bielorussa hanno annunciato sabato [15 agosto] la richiesta di riportare le notizia in modo obiettivo e il Capo del Senato bielorusso li ha incontrati, nel tentativo di farli calmare.

L’Ambasciatore bielorusso in Slovacchia ha pubblicato, dal giorno alla notte, un video a sostegno delle proteste, dicendo che un compagno di classe di sua figlia era uno di quelli che erano stati duramente picchiati dalla polizia, confrontando queste azioni con quelle dell’NKVD di Josif Stalin, la polizia segreta che torturava e giustiziava centinaia di migliaia di persone negli anni ’30.

L’appello di Lukashenko a Putin, e la sua minaccia che coloro che continuano a scendere in piazza sarebbero “carne da cannone”, suggeriscono che egli stia considerando una nuova repressione. La polizia e l’esercito rimangono sotto il suo controllo, ma ci sono stati alcuni video sporadici, da città più piccole, che sembrano mostrare la polizia che agisce in solidarietà con i manifestanti.

Poiché la sua posizione sembra sempre più precaria, è possibile che alcuni Ministri o Generali dell’esercito si muovano contro Lukashenko, per sacrificare il leader ma salvare il regime. Gli analisti, tuttavia, lo trovano poco plausibile. “Tutti devono la loro posizione a Lukashenko. Nessuno di loro è una figura indipendente e nessuno di loro è in grado di prendere una decisione indipendente”, ha detto Aleksandr Feduta, analista politico ed ex assistente presidenziale.

Per alcuni, l’esultanza e i festeggiamenti dei manifestanti sembrano pericolosamente prematuri. Belamova, un canale sull’app mobile Telegram con 500.000 abbonati, sabato mattina [15 agosto] ha lanciato un avvertimento ai manifestanti: “Amici, non soccombete all’euforia troppo presto! Anche se abbiamo avviato processi che saranno irreversibili per Lukashenko il tiranno, egli è ancora al potere. Quindi è presto per festeggiare. Molto presto.”

 

Shaun Walker

Fonte: https://www.theguardian.com/international

Linkhttps://www.theguardian.com/world/2020/aug/16/belarus-prepares-for-biggest-protest-yet-after-week-of-anger

16.08.2020

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da NICKAL88