25 Aprile 2023: Il fascismo degli antifascisti

25 Aprile 2023: Il fascismo degli antifascisti

Di Pier Paolo Pasolini

Esiste oggi una forma di antifascismo archeologico che è poi un buon pretesto per procurarsi una patente di antifascismo reale. Si tratta di un antifascismo facile che ha per oggetto ed obiettivo un fascismo arcaico che non esiste più e che non esisterà mai più. Partiamo dal recente film di Naldini: Fascista. Ebbene questo film, che si è posto il problema del rapporto fra un capo e la folla, ha dimostrato che sia quel capo, Mussolini, che quella folla, sono due personaggi assolutamente archeologici. Un capo come quello oggi è assolutamente inconcepibile non solo per la nullità e per l’irrazionalità di quello che dice, per il nulla logico che sta dietro quello che dice, ma anche perché non troverebbe assolutamente spazio e credibilità nel mondo moderno. Basterebbe la televisione per vanificarlo, per distruggerlo politicamente. Le tecniche di quel capo andavano bene su di un palco, in un comizio, di fronte alle folle «oceaniche», non funzionerebbero assolutamente su uno schermo.

Questa non è una semplice constatazione epidermica, puramente tecnica, è il simbolo di un cambiamento totale del modo di essere, di comunicare fra di noi. E così la folla, quella folla «oceanica». Basta per un attimo posare gli occhi su quei visi per vedere che quella folla lì non c’è più, che sono dei morti, che sono sepolti, che sono i nostri avi. Basta questo per capire che quel fascismo non si ripeterà mai più.

Ecco perché buona parte dell’antifascismo di oggi, o almeno di quello che viene chiamato antifascismo, o è ingenuo e stupido o è pretestuoso e in malafede: perché dà battaglia o finge di dar battaglia ad un fenomeno morto e sepolto, archeologico appunto, che non può più far paura a nessuno. È, insomma, un antifascismo di tutto comodo e di tutto riposo.

Io credo, lo credo profondamente, che il vero fascismo sia quello che i sociologi hanno troppo bonariamente chiamato «la società dei consumi». Una definizione che sembra innocua, puramente indicativa. Ed invece no. Se uno osserva bene la realtà, e soprattutto se uno sa leggere intorno negli oggetti, nel paesaggio, nell’urbanistica e, soprattutto, negli uomini, vede che i risultati di questa spensierata società dei consumi sono i risultati di una dittatura, di un vero e proprio fascismo.

Nel film di Naldini noi abbiamo visto i giovani inquadrati, in divisa... Con una differenza però. Allora i giovani nel momento stesso in cui si toglievano la divisa e riprendevano la strada verso i loro paesi ed i loro campi, ritornavano gli italiani di cento, di cinquant’anni addietro, come prima del fascismo.

Il fascismo in realtà li aveva resi dei pagliacci, dei servi, e forse in parte anche convinti, ma non li aveva toccati sul serio, nel fondo dell’anima, nel loro modo di essere.

Questo nuovo fascismo, questa società dei consumi, invece, ha profondamente trasformato i giovani, li ha toccati nell’intimo, ha dato loro altri sentimenti, altri modi di pensare, di vivere, altri modelli culturali. Non si tratta più, come all’epoca mussoliniana, di una irregimentazione superficiale, scenografica, ma di una irregimentazione reale che ha rubato e cambiato loro l’anima. Il che significa, in definitiva, che questa «civiltà dei consumi» è una civiltà dittatoriale. Insomma se la parola fascismo significa la prepotenza del potere, la «società dei consumi» ha bene realizzato il fascismo.

Un ruolo marginale. Per questo ho detto che ridurre l’antifascismo ad una lotta contro questa gente significa fare della mistificazione. Per me la questione è molto complessa, ma anche molto chiara, il vero fascismo, l’ho detto e lo ripeto, è quello della società dei consumi e i democristiani si sono trovati ad essere, anche senza rendersene conto, i reali ed autentici fascisti di oggi. In questo ambito i fascisti «ufficiali» non sono altro che il proseguimento del fascismo archeologico: e in quanto tali non sono da prendere in considerazione. In questo senso Almirante, per quanto abbia tentato di aggiornarsi, per me è altrettanto ridicolo che Mussolini. Piuttosto un pericolo più reale viene oggi dai giovani fascisti, dalla frangia neonazista del fascismo che adesso conta su poche migliaia di fanatici ma che domani potrebbe diventare un esercito.

Secondo me l’Italia oggi vive qualcosa di analogo a quanto accadde in Germania agli albori del nazismo. Anche in Italia attualmente si assiste a quei fenomeni di omologazione e di abbandono degli antichi valori contadini, tradizionali, particolaristici, regionali, che furono l’humus su cui crebbe la Germania nazista. C’è una enorme massa di gente che si è trovata ad essere fluttuante, in uno stato di imponderabilità di valori, ma che non ha ancora acquistato quelli nuovi nati dalla industrializzazione. È il popolo che sta diventando piccola borghesia ma che non è ancora l’una e non è più l’altro. Secondo me il nucleo dell’esercito nazista fu costituito proprio da questa ibrida massa, questo fu il materiale umano da cui vennero fuori, in Germania, i nazisti. E l’Italia sta correndo proprio questo pericolo.

Quanto alla caduta del fascismo, innanzi tutto c’è un fatto contingente, psicologico. La vittoria, l’entusiasmo della vittoria, le speranze rinate, il senso della ritrovata libertà e di tutto un modo di essere nuovo, avevano reso gli uomini, dopo la liberazione, più buoni. Sì più buoni, puramente e semplicemente.

Ma poi c’è l’altro fatto più reale: il fascismo che avevano sperimentato gli uomini di allora, quelli che erano stati antifascisti ed avevano attraversato le esperienze del ventennio, della guerra, della Resistenza, era un fascismo tutto sommato migliore di quello di oggi.

Vent’anni di fascismo credo che non abbiano mai fatto le vittime che ha fatto il fascismo di questi ultimi anni. Cose orribili come le stragi di Milano, di Brescia, di Bologna non erano mai avvenute in vent’anni. C’è stato il delitto Matteotti certo, ci sono state altre vittime da tutte due le parti, ma la prepotenza, la violenza, la cattiveria, la disumanità, la glaciale freddezza dei delitti compiuti dal 12 dicembre del 1969 in poi non s’era mai vista in Italia. Ecco perché c’è in giro un maggior odio, un maggiore scandalo, una minore capacità di perdonare... Soltanto che questo odio si dirige, in certi casi in buonafede e in altri in perfetta malafede, sul bersaglio sbagliato, sui fascisti archeologici invece che sul potere reale.

Prendiamo le piste nere. Io ho un’idea, magari un po’ romanzesca ma che credo giusta, della cosa. Il romanzo è questo. Gli uomini di potere, e potrei forse fare addirittura dei nomi senza paura di sbagliarmi tanto – comunque alcuni degli uomini che ci governano da trent’anni – hanno prima gestito la strategia della tensione a carattere anticomunista, poi, passata la preoccupazione dell’eversione del ’68 e del pericolo comunista immediato, le stesse, identiche persone hanno gestito la strategia della tensione antifascista. Le stragi quindi sono state compiute sempre dalle stesse persone. Prima hanno fatto la strage di Piazza Fontana accusando gli estremisti di sinistra, poi hanno fatto le stragi di Brescia e di Bologna accusando i fascisti e cercando di rifarsi in fretta e furia quella verginità antifascista di cui avevano bisogno, dopo la campagna del referendum e dopo il referendum, per continuare a gestire il potere come se nulla fosse accaduto.

In quanto agli episodi di intolleranza che lei ha richiamato, io non li definirei propriamente intolleranza. O almeno non si tratta dell’intolleranza tipica della società dei consumi. Si tratta in realtà di casi di terrorismo ideologico. Purtroppo le sinistre vivono, attualmente, in uno stato di terrorismo, che è nato nel ’68 e che continua ancora oggi. Non direi che un professore che, ricattato da un certo gauchismo, non dà la laurea ad un giovane di destra, sia un intollerante. Dico che è un terrorizzato. O un terrorista. Però questo tipo di terrorismo ideologico ha una parentela solo formale col fascismo. Terrorista è l’uno, terrorista è l’altro, è vero. Ma sotto gli schemi di queste due forme a volte identiche, bisogna riconoscere realtà profondamente diverse. Altrimenti si va a parare inevitabilmente nella teoria degli «opposti estremismi», oppure nello «stalinismo uguale fascismo».

Ma ho chiamato questi episodi di terrorismo e non di intolleranza perché, secondo me, la vera intolleranza è quella della società dei consumi, della permissività concessa dall’alto, voluta dall’alto, che è la vera, la peggiore, la più subdola, la più fredda e spietata forma di intolleranza. Perché è intolleranza mascherata da tolleranza. Perché non è vera. Perché è revocabile ogni qualvolta il potere ne senta il bisogno. Perché è il vero fascismo da cui viene poi l’antifascismo di maniera: inutile, ipocrita, sostanzialmente gradito al regime.

Di Pier Paolo Pasolini

(Intervista a cura di Massimo Fini. «L’Europeo», 26 dicembre 1974)

Il fascismo degli antifascisti è il titolo di un articolo contenuto in Scritti corsari, per la prima volta pubblicato sul Corriere della Sera con il titolo “Apriamo un dibattito sul caso Pannella”.

Commenti (110)

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Nascondi area commenti 22 caricati
    1. mago 25 aprile 2023

      l`antifascismo ha dato e da da vivere e da mangiare a tanti personaggi che hanno costruito le loro fortune patrimoniali e professionali..ma oggi in italia abbiamo sindacalisti che non hanno mai lavorato e Partigiani che non hanno mai sparato..ma quanto prende di sovvenzioni Anpi ?
      Bello vedere partigiani dopo 70 ancora arzilli.

    2. BrunoWald 25 aprile 2023

      M'hai rubato il commento, mannaggia...!

    3. XaMAS 26 aprile 2023

      perche i partigiani quando hanno sparato?
      a parte tirare 4 bombe alle spalle e poi scappare di corsa o forse per sparare intende quando aspettavano qualcuno sottocasa per farlo fuori, sempre di spalle perche gli eroi si riconoscono da questi particolari, tipo Gentile ?

    1. ignorans 25 aprile 2023

      Chi paga...fa quello che vuole! Lo dimostrano gli innumerevoli servitori del governo "democratico", ovvero i dipendenti statali italiani che, durante la falsa pandemia hanno fatto...niente! Hanno riscosso solo lo stipendio e obbedito agli ordini

    2. ric 25 aprile 2023

      Ma secondo te prima della pandemia facevano qualcosa ??

    3. Arthur 25 aprile 2023

      Commento spostato.

    4. ignorans 25 aprile 2023

      Vero, ci sono solo servi. Ma in questo contesto è interessante notare come lo Stato abbia creato un suo "esercito di servi" che fa numero! Un grande numero. Dopotutto lo Stato è la prima azienda del paese che, pagando i suoi servi crea tutto il fascismo che vuole

    5. serizzo 25 aprile 2023

      ben detto,lo dico da anni ,statali sotto padrone

    1. piero deola 25 aprile 2023

      Il 25 aprile festeggia la liberazione dal nazismo che ha inperversato per 12 anni sull'Europa e parte del mondo
      e segna la consegna dell'Italia a un altro nazismo che
      opprimeva il mondo da 169 anni vale a dire dal 1776 anno orribile della nascita degli STATI UNITI D'AMERICA.

    2. serizzo 25 aprile 2023

      montanelli diceva "turiamoci il naso votiamo DC

    3. XaMAS 26 aprile 2023

      il 25 aprile si festeggia la sconfitta della 2GM
      provi un po' a controllare quanti sono gli stati nel mondo che celebrano la sconfitta di una guerra, e se non ci riesce glielo dico io : uno

    1. PietroGE 25 aprile 2023

      Diceva Pasolini nel '74 : L'antifascismo.. "è ingenuo e stupido o è pretestuoso e in malafede: perché dà battaglia o finge di dar battaglia ad un fenomeno morto e sepolto"
      Oggi l'antifascismo è del tutto strumentale, serve a dare un substrato ideologico al nulla che viene imposto come nazione, come identità nazionale e come insieme di valori. Il sistema ha trasformato un popolo in 'abitanti' e sempre citando Pasolini :"È il popolo che sta diventando piccola borghesia ma che non è ancora l’una e non è più l’altro." Appunto, quello che è cambiato da allora è cambiato in peggio, al declino demografico, economico e finanziario si è aggiunto l'annullamento di un sistema di valori condiviso che che allora si esprimeva con partecipazione alla vita politica e al dibattito ideologico. Oggi non c'è quasi più un elettorato di maggioranza e le celebrazioni sono ridotte a stanche retoriche, omelie laiche di una classe politica che l'interesse nazionale non sa più neanche cosa sia. Sarà questa "ibrida massa" il nucleo di un nuovo movimento nazista, come dice Pasolini? Non credo, la storia non si ripete mai nelle stesse forme. La società dei comsumi, nuova forma pasoliniana di fascismo, già sta scomparendo per far posto ad una povertà generalizzata e alla proletarizzazione del ceto medio, o borghesia che dir si voglia. Il contesto internazionale poi è talmente cambiato da sembrare irriconoscibile. Il 25 Aprile come festa di una liberazione che nella sostanza non è mai avvenuta dovrebbe, secondo me, essere cancellata.

    2. warheit 25 aprile 2023

      l'antifascismo è la loro poltrona.

    1. sbregaverse 25 aprile 2023

      Facciamo in MODO che il 25 aprile diventi festa della liberazione:
      DALLA GUERRA, DAGLI USA , DAL VATICANO, DALLE MAFIE, DA BRUXELLES ovvero DA SE STESSI.

    2. emilyever 25 aprile 2023

      E' proprio in questo modo che ho interpretato la scena e la scritta finale dell'ultimo film di Moretti, il sol dell'avvenire, forse al di là delle intenzioni stesse dell'autore.

    3. sbregaverse 25 aprile 2023

      La figliola prodiga torna al camper 4x4 ¿?
      Sono pronto a stupirti con il LIVELLATORE
      automatico pnumatico elettronico ( sta' diavoleria, ma di un comodo, la montano* a Vigonza)
      *Nessuna illusione ooops allusione sex.

    4. emilyever 25 aprile 2023

      Meno male che hai messo l'asterisco perchè mi ero già preoccupata ...
      Presa al volo da Aldo Cazzullo sulla 7 pochi minuti fa:- Certo che il fascismo non ritorna, nessuno costringerebbe mai a bere l'olio di ricino ora.-...Certo che per l'olio di ricino non facevano firmare il consenso informato, ora che ci penso. Per il camper con il livellatore, qualunque cosa sia, ci devo riflettere.

    5. Violetto 3 maggio 2023

      e dal fascismo no?

    1. sbregaverse 25 aprile 2023

      C'è qualcosa di più sfacciato del :
      NULLA ¿?
      Sì il dualismo.

    1. gix 25 aprile 2023

      Insomma, essere e predicare l'antifascismo, in senso storico-archeologico, già all'epoca di Pasolini era come sparare sulla croce rossa, sostanzialmente una manifestazione di impotenza e di incapacità politica. Lo era allora, figuriamoci oggi, 50 anni dopo...E pensare che Pasolini, benchè conoscesse i nomi dei responsabili, non aveva ancora visto nulla...

    2. sbregaverse 25 aprile 2023

      A 75 anni mantengo, già, una moglie e un paio~lo di amanti; adesso, mi tocca, anche,

      MANTENERE l"erezione ¿? #@#@#@cazzarola.

    3. gix 25 aprile 2023

      eh l'impotenza...una brutta bestia

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