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ZAPPING FRA LE COMICHE

DI CARLO BERTANI
carlobertani.blogspot.com

…voi che avete cantato sui trampoli e in ginocchio
coi pianoforti a tracolla travestiti da Pinocchio
voi che avete cantato per i longobardi e per i centralisti
per l’Amazzonia e per la pecunia
nei palastilisti
e dai padri Maristi…
Fabrizio de André, La Domenica delle salme, dall’album Le Nuvole, 1990

Se fossimo così fessi da correre dietro alle infinite gaffe di Silvio Berlusconi, potremmo andare a zappettare l’insalata, che è meglio: non perderemmo del tempo con un essere così squalificato. Chi dà un’occhiata alla stampa estera, un po’ si diverte ed un po’ si vergogna: basti pensare che alcuni quotidiani iberici hanno oramai una “rubrica fissa” per le vignette e le gaffe del Pelato.
Perciò, l’unica curiosità che ci rimane – a proposito della famosa telefonata ad Erdogan dalle rive del Reno – è di sapere cosa prometteva al leader turco: che Carla Bruni abbia una sorella?
Altrettanto strano è stato il pronto “ravvedimento” turco dopo la telefonata di Obama: non potendo, la nazione più indebitata della Terra, promettere chissà quali fantasmagorie economiche, l’unico asso nella manica poteva essere la sorella di Monica Lewinsky. Il che, è tutto dire sul basso stato degli Angli Iuessé.
Dobbiamo quindi concludere che l’Obama dell’Illinois ha qualche carta in più da giocare rispetto al Cavaliere da Arcore – sarà per Hollywood contro Cinecittà? – oppure il turco ha fiutato che non c’era nessuna sorella di Carla Bruni e che il Pelato voleva rifilargli la solita velina. Quelle, le hanno anche in Turchia.

Sembra oramai chiaro che il tempo delle comiche sia finito – ricordiamo un bel passaggio de “Il Gladiatore”: «Il tuo tempo sta per scadere, Principe…» – e con il capocomico, in genere, fanno le valigie anche le seconde file e i due di coppe.
Come potremmo immaginare che personaggi come Oscar Giannino non siano, in realtà, soltanto comparse del Bagaglino catapultate sulla scena politico/giornalistica? Riflettiamo che si tratta di un vero residuato “d’antan” di piemontesità distillata, e possiamo informare il lettore che l’archetipo al quale il giornalista ha attinto è una simbiosi, tutta torinese, fra Macario e Gianluigi Marianini, il primo mediocre comico, il secondo noto ai Murazzi del Po per aver partecipato a “Lascia o raddoppia?”.
Dobbiamo riconoscere che la fredda comicità piemontese è assai gelida e non regge il paragone con quella classica, di matrice anglosassone, da Buster Keaton a Mr. Beam: anche il direttore de “Il Giornale” – Mario Giordano – nasce e cresce professionalmente in quelle terre segnate precocemente dal biancore delle nebbie, come i capelli del giovane direttore che siede oggi sulla poltrona che fu di Montanelli.
Lanciato sulla scena da un altro piemontese – Gad Lerner, il quale è più bugianèn che israelita – l’unico segno dell’antica comicità gli è rimasto nella voce, che scivola inesorabilmente – soprattutto quando si arrabbia, cioè quasi sempre – fino a lambire le vette del grande Farinelli.

Siccome il Pelatone capocomico è molto impegnato, ha scovato un sosia – come il giornalista della TV irachena, che era l’esatta copia di Saddam – e l’ha trovato in Sandro Bondi. Non vorremmo però mescolare la lana con la seta, perché Sandro Bondi è veramente un comico, anzi, un grande comico: lo dimostra il “duetto” che seppe reggere con Crozza.
Ci chiediamo, allora, perché sacrificare inutilmente del tempo in affari come la cultura – per i quali non è evidentemente tagliato – e non puntare, come da tempo consiglio, sulla “accoppiata” Bondi/Boldi, che sui set dei vari “Vacanze di Natale” spopolerebbe, vincente, ad ogni giro di manovella della cinepresa.

Dopo la stagione delle porno-attrici divenute deputate[1], potrebbe aprirsi – insperatamente – quella delle deputate che transumano nel mondo dell’hard, almeno ad ascoltare uno che di “patatine” se ne intende – Rocco Siffredi – il quale ha dichiarato di volere l’attuale Sottosegretaria al Turismo come protagonista di un suo film: «…e poi è rossa, ha la pelle bianca, una miscela esplosiva alla quale mi piacerebbe dar fuoco…visto che la costanza nel perseverare è sempre stata una mia caratteristica, non escludo che riesca a centrare l’obbiettivo.» Forza Rocco.
D’altro canto, le promesse ci sono tutte: dai “filmini” girati nei locali hard spagnoli[2] quando era giovincella alle dichiarazioni di Federica Zarri, attrice hard e sostenitrice dei “Circoli per la Liberà”: «Con Michela Brambilla ci sentiamo e posso dire che è una persona molto motivata e con tanta voglia di mettersi in gioco per il bene dei cittadini.» Rocco: potresti “allargare” il set? Lì – mi sa – che c’è “roba” buona.
I “puristi” contesteranno che l’Eros non è comicità – anzi, nella tradizione aulica s’accoppia più alla tragedia – ma, suvvia: siamo in tempi di basso impero, ed anche l’eros s’è trasmutato nella farsa di quel che fu.

Ci sono poi le figure minori: dal “borgataro” Gasparri – che sarebbe imbattibile, in coppia con Amendola, ne “Il ritorno della banda della Magliana” – per passare a La Russa che vorrebbe, in cuor suo, girare un film con Schwarzenegger ma, si sa, non si possono accontentare tutti.
Rimangono le figure di terzo piano, come un tizio che accordava le chitarre prima degli spettacoli, tale Mariano Apicella, al quale non hanno ancora trovato un posto. Non disperi: con la riforma Gelmini, magari diventerà Sovrintendente Generale dei Conservatori Musicali.

Ci sono segnali che la compagnia teatrale messa in piedi per le elezioni sta iniziando ad incrinarsi: durante una relazione del Ministro dell’Economia, ci fu chi fece dichiarazioni discordanti rispetto alle posizioni del Governo.
La giustificazione del capocomico fu: «I Ministri erano al cesso[3]», comportamento ineccepibile per degli attori, i quali – tutti sanno – prima di salire in scena possono essere colti dalla cagarella.

Sembra quindi che la scena politica sia oramai calcata solo da comici, e il futuro pare confermarlo. E, qui, ci sovvengono altre riflessioni. Cosa riserverà il futuro?
Qualcuno s’è chiesto per quale ragione un comico genovese viene chiamato a relazionare di fronte al Parlamento Europeo? E a “relazionare” di cosa? E a quale titolo? Chi lo ha invitato?
Grillo ringrazia pubblicamente[4] l’eurodeputata Monica Frassoni[5] per averlo invitato: chi è costei? E’ la presidentessa del gruppo dei Verdi al Parlamento Europeo: per dirla “alla Grillo”, una “letterina” di Pecoraro Scanio, per chi ricorda il bell’arnese che è riuscito a cancellare ogni presenza “verde” dal panorama politico italiano. Ottima presentazione.

In giro per il Web si notano solo tripudi di vittoria, come se quel discorso in sede europea fosse la definitiva vittoria del Grillo genovese contro le oligarchie economiche e politiche europee. Bella illusione.
Siamo tutti, sinceramente convinti che Sonia Alfano e Luigi de Magistris – persone degnissime, sia chiaro – riusciranno a sovvertire le ferree regole di lobby economiche, politiche e militari di Bruxelles? Come no.
Di fronte agli affari miliardari sulla difesa, nei confronti dei “buchi neri” delle banche, sulla gran “ventata” di democrazia rappresentata dal Trattato di Lisbona, tutti s’inchineranno ed acclameranno il Grillo vincente e il suo degno compare Di Pietro, entrambi sponsorizzati dalla “Casaleggio & associati
”? C’è veramente da crederci.

I più ingenui penseranno “Da qualche parte si deve pur cominciare”: purtroppo, Grillo ha iniziato proprio dalla parte sbagliata – per i valori che propaganda – oppure da quella giusta, se il suo compito è altro. E possiamo dimostrarlo.
Nell’autunno del 2007, Beha e Veltri cercarono di creare delle vere “Liste civiche”, ossia una formazione politica nazionale, non le solite sparate alla Grillo. Contavano, ovviamente, d’avere l’appoggio del Beppe nazionale, poiché le parole d’ordine erano le stesse.
Beppone li lasciò andare avanti poi, ad una settimana dal primo incontro delle “Liste civiche” a Piazza Farnese, con uno scarno comunicato sul suo blog li sconfessò apertamente. In sostanza: “Questi, con noi, non c’entrano niente”.
Ricordo un incazzatissimo Oliviero Beha, che sbuffava rabbia nella gelida aria dell’autunno torinese: fu il canto del cigno delle prime liste civiche e della “Repubblica dei Cittadini”.
Venne quindi il turno di Stefano Montanari e della sua lista “Per il Bene Comune”, che seguì praticamente l’identico copione: a parole siamo d’accordo poi, sul blog, ti sconfesso.
Al punto che, prima delle elezioni del 2008, sul sito del piccolo partito c’era un video (oggi scomparso) dal titolo – fin troppo evidente – “Grillo, perché?”.

Poiché la strategia di Grillo è raffinata: grazie al sostegno che gli deriva da una struttura mediatica efficientissima (lo studio Casaleggio), il buon Beppe sa d’avere la gran parte dello share sul Web. Proprio come il Pelato nella TV.
A quel punto, visto che lui è il “guru” contro il sistema, chiunque non la pensi come lui deve stare attento a quel che dice, altrimenti viene colpito (oppure ignorato) definitivamente. In parole povere, se non sei con Grillo – per i suoi lobotomizzati – fai parte del sistema: la cosa curiosa è che i seguaci non si domandano perché Grillo passi da un comunicato politico a quello seguente, da un “Vaffa day” ad un altro, all’infinito. Consegna inutili quintali di carta agli archivi del Senato, ma non fa l’unica cosa che colpirebbe veramente la Casta: fondare una lista nazionale ed andare alle elezioni.
Come per la Lega Nord – che, qualora fosse varato il federalismo, non avrebbe più frecce all’arco – Grillo, senza mantenere viva la tensione sulla sua persona, non riempirebbe più i teatri: una mera questione di soldi.

Questa strategia mette in difficoltà chiunque cerchi di creare nuove aggregazioni: proprio ciò che la Casta desidera. Chiunque desideri creare vere alternative politiche, si troverà a combattere su due fronti – quello della “corazzata” berlusconiana, ed anche le punture di spillo della cosiddetta opposizione – e con i “grillini”, poiché la strategia di Grillo è omnipervasiva: come stuoli di pasdaran, i suoi accoliti attaccano a spada tratta chi non accetta di chinare il capo e d’acclamare il “guru” genovese. Ne è prova l’attacco “combinato” su Montanari – la sconfessione di Grillo dapprima, il 7° Cavalleggeri dell’Insetto poi – orchestrato a “Porta a Porta” [6].

La strategia che usano nei meet up – nei confronti di scrittori, blog, ecc, insomma, del Web – è per prima cosa quella di invitarli: ma come, uno come lei, perché non è con noi?
T’invitano al tale meet up, ad andare di qui e di là, ma non capisci proprio dove vogliano andare a parare, se non nella rete del loro capoccia.
Quando, stufo, fai loro sapere che desideri andare per la tua strada – e che hai capito il trucco che sottende la loro – spariscono tutti i copia/incolla dei tuoi pezzi dal blog del Beppone, e sei definitivamente messo all’indice.

Chi mi ha seguito fino a questo punto, avrà compreso il trucco: siccome la politica è soltanto più una vicenda di comici, se non sei comico non c’entri nulla. Si, va beh…a parole raccontiamo la storiella di Sonia Alfano e di De Magistris…ma, nella prassi, l’unica cosa che appoggia Grillo è lo status quo. Altrimenti?
Altrimenti, avrebbe avuto un tappeto rosso lungo chilometri per creare – finalmente – quella vera, nuova aggregazione politica della quale abbiamo gran bisogno! Cosa che s’è guardato bene dal fare: in fin dei conti, al signor Grillo importa riempire gli auditorium, come al signor Berlusconi importa riempire le sale dove va a celebrare il suo culto della personalità.

Gli incipit andrebbero, a volte, conclusi e non m’esimo dal farlo. Ecco come continua de André:

Voi avevate voci potenti,
lingue allenate a battere il tamburo,
voi avevate voci potenti
adatte per il vaffanculo.

Da genovese a genovese, pare quasi una profezia.

Carlo Bertani
Fonte: http://carlobertani.blogspot.com
Link: http://carlobertani.blogspot.com/2009/04/zapping-fra-le-comiche.html
5.04.2009

Note:

Pubblicato da Davide

  • francesco67

    Ma non aveva spento la televisione Bertani?

  • nessuno

    Caro bertani ma lei oltre che a scrivere queste mirabili minchiate che mi ricordano alquanto il ben più noto e quotato dagospia cosa ha mai fatto per noi umani?
    Ripeto grillo con tutti i difetti che ha e da comico della mutua è riuscito a radunare folle e a fare un referendum mentre lei signor bertani cosa ha fatto se non criticare seduto comodamente dietro una tastiera ?

  • pablobras

    A questo punto sarebbe utile andare a fondo in merito alla questione.
    Capire se ha ragione Bertani o se Grillo è veritiero fino in fondo.
    Io non ho i mezzi per farlo.
    Se qualcuno può svelare la verità lo faccia.
    C’è un gran bisogno di verità in questa perversa società dell’apparenza.

  • cloroalclero

    Insomma, Bertani nel suo bellissimo articolo, ha portato questi fatti:
    “Nell’autunno del 2007, Beha e Veltri cercarono di creare delle vere “Liste civiche”, ossia una formazione politica nazionale, non le solite sparate alla Grillo. Contavano, ovviamente, d’avere l’appoggio del Beppe nazionale, poiché le parole d’ordine erano le stesse.
    Beppone li lasciò andare avanti poi, ad una settimana dal primo incontro delle “Liste civiche” a Piazza Farnese, con uno scarno comunicato sul suo blog li sconfessò apertamente. In sostanza: “Questi, con noi, non c’entrano niente”.
    Ricordo un incazzatissimo Oliviero Beha, che sbuffava rabbia nella gelida aria dell’autunno torinese: fu il canto del cigno delle prime liste civiche e della “Repubblica dei Cittadini”.
    Venne quindi il turno di Stefano Montanari e della sua lista “Per il Bene Comune”, che seguì praticamente l’identico copione: a parole siamo d’accordo poi, sul blog, ti sconfesso.
    Al punto che, prima delle elezioni del 2008, sul sito del piccolo partito c’era un video (oggi scomparso) dal titolo – fin troppo evidente – “Grillo, perché?”.
    Poiché la strategia di Grillo è raffinata: grazie al sostegno che gli deriva da una struttura mediatica efficientissima (lo studio Casaleggio), il buon Beppe sa d’avere la gran parte dello share sul Web”

    O questi fatti li smentite o portate valide motivazioni. Diversamente chi vi legge, o voi critici di questo post, rischiate di passare per sostenitori di una ogica da setta che all’Italia fa tutt’altro che bene.
    cloro

  • Zret

    Arcades ambo.

  • pablobras

    …quindi lo PSICONANO e lo PSICOCOMICO sono due TRUFFOLIIIIII…..!!

  • TVeye

    articolo ineccepibile , ora grillo da bruxelles che chiama gente a parlare di banche per far conoscere quello che succede in italia come se non lo sapessero , cosi la gente ora può dire vedi anche grillo parla contro le banche , aveva ragione barnard questa gente funge come tante valvole di sfogo necessarie al sistema.

  • myone

    quoto

  • myone

    ……….. non direttamente per bertani, ma qualcosa grillo lo ha fatto e lo fa. Purtroppo, sia lui che chi per lui o simile, decanta il gia’ prodotto, e non produce di nuovo.

  • costozero

    La notorietà comporta la critica, sempre e comunque. Nel caso di personaggi ‘popolari’, di certo non esenti dalle loro brave contraddizioni, adunatori di masse, ‘riempitori di vuoti’ politici o morali, la diffidenza cresce e si espande. Inevitabilmente. E’ il solito prezzo della popolarità, che richiama invidie, sospetti, trame e complotti.

    Prendiamo ad esempio la stessa rete, quella che Grillo considera una specie di pass-partout del suo ‘nuovo rinascimento’. Sono un frequentatore abbastanza abituale di siti, come questo, di cosiddetta ‘informazione alternativa’, sia italiani che esteri. Dispiace rimarcare la quasi-costante che caratterizza tali siti: il complesso di ingenuità (cioè il timore – a da esorcizzare ad ogni minima occasione – di passare per sprovveduti) e la paranoia dell’übermensch, cioè di non accettare di essere secondi a nessuno nella capacità di analisi dei fatti commentati. Un po’ come capita da sempre alle ‘sinistre’ che giocano (o giocavano fino a pochi anni fa) alla cavallina per vedere chi sia più a sinistra. Con i risultati che tutti possono vedere, in Italia e in gran parte del mondo…

    Ritornando a Grillo, credi sia il caso di ricordare che il ragionier Giuseppe Grillo poteva risparmiarsi tutte le rogne che si è tirato addosso. Col suo talento, campava di rendita a fare il comico di successo, testimonial conteso dalle agenzie di pubblicità, condurre lucrose televendite, come tanti suoi ‘colleghi’, sui canali televisivi, zompettando tra rai e mediaset per gonfiarsi il cachet. E invece ha cercato rogna. Ha contro l’establishment (affermare che ne sia l’alleato denota un inizio di paranoia), ha contro l’anti-establishment, che ha imparato presto a diffidare delle adunate oceaniche plaudenti, che – come non capirlo? – innesca in automatico la dietrologia e i processi alle intenzioni…

    Ricordo soltanto – e ancora sommessamente – che con Grillo sono ‘alleati’ personaggi che reputo ottimi, quali Travaglio, Zanotelli, Ovadia, Guzzanti, Chiesa, Gabanelli, Fo, Martinelli, Benni, Scienza, e tantissimi altri. Che poi lui pure abbia i suoi difettacci, che tenga qualche scheletruccio nel comò, può darsi: la popolarità (che è comunque e sempre una forma di potere) comporta anche questi rischi e costi.

    Ma per favore basta polemizzare sulle persone pur di non parlare e discutere delle idee di cui quelle persone si sono fatte portavoce. O non se ne esce mai. E il peggio regna incontrastato. Sinceramente, data la situazione ingravescente che ci tocca tutti da vicino, non posso più permettermi di fare il contropelo a tutti e a tutto. Si discuta sui temi, cioè sulla sostanza: il suo blog e i meetup ne traboccano. La forma, il non-detto, le censure sospettate, ecc. lasciamoli in seconda, terza, quarta battuta. La tragicità del reale lo impone.

  • unoqualunque

    Sono ipotesi.
    Qualcuno ne ha delle altre?
    Chi sa, se grillo fosse …in ascolto sarebbe bene che rispondesse.

  • albertgast

    Sulla descrizione dei personaggi che ci governano mi trova completamente d’accordo. A proposito di figuracce, ieri stavo seguendo la cnn e quando li ho sentiti irridere il premier italiano al telefonino, mi sono un po’ inc…ta. Ma poi stamattina m’è scappato da ridere, sentendo il premier stesso dire che avrebbe fatto qualcosa di “duro” contro l’informazione che a sentir lui lo diffama. Beh lo farà con l’informazione italiana ( non cambierà nulla, tanto è già completamente asservita), ma con quella straniera coma farà? Con internet come farà? Anche se ci proverà non riuscirà mai a far tacere la rete. Oscar Giannino è quello che aveva fatto il movimento arancione, contro le tasse di Prodi, e scriveva: “” giovedì, maggio 25, 2006
    Oscar Giannino: prepariamoci alla rivolta fiscale!
    Caro Direttore,
    ci siamo. Mano alla penna? No. Di più, molto di più. Mano ai cartelli. Ai banchetti. Ai campanacci Alle marce di protesta. Dritti dritti sino all’autodenuncia per disobbedienza civile, per chi se la sentirà di trasformare il proprio secco no a nuove tasse in una grande campagna di mobilitazione, in una grande battaglia per la libertà degli individui, delle famiglie e delle imprese. Che ci processino. Tutte le grandi democrazie sono nate da rivolte fiscali, quella americana contro le esazioni pretestuose della Corona britannica, quella francese contro gli avidi appaltatori delle regie imposte. Prepariamoci anche noi. Senza perder tempo e aspettare lo faccia per noi questo o quel partito. Facciamolo da soli: più saremo a difendere i diritti del nostro portafoglio, prima che quelli di questo o quel leader politico, più saremo credibili, numerosi e forti……..ecc…..”” Lo stesso Oscar Giannino che, all’annuncio dato da un Tremonti appena insediato, che le tasse sarebbero rimaste invariate per ben TRE anni…….ho visto io stessa in tv avere quasi un orgasmo fisico per quella “finanziaria senza precedenti” così eccezionale che non si era mai vista prima….. Mah…..Che dire…..Sugli altri…..stendiamo un velo pietoso. Bondi mi fa tenerezza, porello, mi ricorda quel cagnolino dei fumetti che ballonzolava attorno al bulldog Ettore chiedendogli ossessivamente: “Vero Ettore che siamo amici? Siamo amici, vero? Ettore, è vero che siamo amici?” Dovesse, Dio non voglia, perdere la benevolenza del padrone, chissà quali poesie tirerebbe fuori……o forse la disperazione gli ispirerebbe capolavori, chissà….. Su Grillo che dovrebbe creare una nuova aggregazione politica, invece, non sono d’accordo. Personalmente preferisco che le persone facciano quello che sanno fare meglio e Grillo sa fare il comico “di denuncia” se vogliamo chiamarlo così. Credo che di “artisti” nella politica ne abbiamo già anche troppi. E’ vero che ci manca un partito come si deve, da poter contrapporre a quello che ci governa, ma mi piacerebbe che a dirigerlo andasse una persona (magari un volto nuovo) che “ne sa” di politica, sia nazionale che internazionale. Purtroppo non vedo nulla del genere all’orizzonte. E allora teniamoci i nani, le ballerine e tutta la mignottocrazia di guzzantiana memoria e aspettiamo tempi migliori. Se verranno.

  • cloroalclero

    x costozero: Col suo talento, campava di rendita a fare il comico di successo, testimonial conteso dalle agenzie di pubblicità, condurre lucrose televendite, come tanti suoi ‘colleghi’, sui canali televisivi, zompettando tra rai e mediaset per gonfiarsi il cachet. E invece ha cercato rogna.

    mi ricorda tanto cornacchione su berlusconi: ma lo sapete che questo qui è miliardario? che poteva cantare sulle navi con dell’utri e confalonieri? invece è sceso in campo E L’HA FATTO PER NOI.

    Qui Bertani mette in campo non illazioni, pettegolezzi o dicerie. Esprime fatti che non vanno messi nel calderone del “è chiaro che se hai successo ecc..”
    Questi fatti sono veri? ci sono spiegazioni?

    se la risposta è sì alla prima domanda e no alla seconda, Bertani ha ragione.
    Si chiama logica, Baby

  • adriano_53

    Pur seguendolo da sempre – dai tempi di”te la do io l’america”-non ho mai considerato Beppe Grillo un politico, nel senso comune del termine. In compenso ho sempre pensato che Beppe traesse la sua vis comica dal reale, dal quotidiano, come è costume della grande satira -Giovenale, Aristofane,Rabelais solo per citare i padri più famosi erano dei grilli del loro tempo- e che pertanto la sua voce avesse un timbro “politico”.
    ma di fronte alle sciocchezze di questi critici da strapazzo devo ricredermi è ripensare a beppe grillo come il più raffinato cervello Politico che questo paese possa disporre al momento attuale.

    L’idea che Beppe domani faccia una lista elettorale mi sembra la cosa più ridicola e antipolitica che si possa concepire, a meno di non avere della realtà una visione totalmente fuorviante o essre appena stati dimessi da una casa di cura per alienati.

    ai troppi intossicati da Tv e giornali vorrei ricordare un fatterello di qualche elezione fa: Pippo baudo, il pippo nazionale, e Sergio D’antoni ex segretario della CISL presentarono una lista che a livello nazionale raccolse lo 0 e qualcosa per cento, ma il dato più interessante è un altro: entrambi siciliani non furono più fortunati nemmeno nella loro terra natale.

    Beppe Grillo è un grande della satira e di conseguenza un grande moralista:solo apprezzandolo per quel che è se ne coglie anche il valore politico. E di questi tempi, credo proprio di non sbagliarmi, di portatori di valori politici se ne vedono gran pochi.

    ps: “grazie al sostegno che gli deriva da una struttura mediatica efficientissima (lo studio Casaleggio), il buon Beppe sa d’avere la gran parte dello share sul Web.”: oh mio dio!.

    certo che bertani quando vuol cazzeggiare cazzeggia davvero!

  • Valdez



    … tutti s’inchineranno ed acclameranno il Grillo vincente e il suo degno compare Di Pietro, entrambi sponsorizzati dalla “Casaleggio & associati”?

    C’e’ un articolo dell’11.10.2007 su questo sito, col titolo “Il fenomeno Beppe Grillo e il lato oscuro della rete” molto interessante…

    (https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=3841)

    Allora, delle due, una: o l’articolo linkato e’ falso oppure qualche ragionevole dubbio su Grillo ci sta tutto e quindi Bertani non e’ colpevole di eresia.

  • mazzi

    Come distruggere l’opposizione in Italia: non fare assolutamente niente e lasciare che si scannino l’uno con l’altro.

  • bardo

    Se la politica, intesa proprio come pratica, come attività, deve essere servire la polis, servire il cittadino, la comunità (la patria), allora IL politico (indipendente o “listato” che sia) deve provenire a tutti gli effetti dal territorio, dalla polis stessa. Non ha senso essere catapultati a Roma o peggio ancora a Strasburgo, senza un passaggio “politico” nell’amministrazione del territorio, perchè allora si vanno a servire non i cittadini (nè la comune patria) bensì ideologie metastoriche e metageografice, se non interessi completamente opposti (e spesso occulti) alla realtà della negletta nazione umana.

    PERCIO’ TROVO STUPIDISSIMO IL CONTINUO ARRUFIANAMENTO DI GRILLO NEI CONFRONTI DELLA UNIONE EUROPEA, mentre trovo ASSOLUTAMENTE PERSPICACE la sua battaglia per creare nuovi esponenti politici all’interno delle comunità locali, cittadine, territoriali.

    E’ una battaglia persa in partenza, comunque, perchè gli italiani non capiscono, e nemmeno Bertani capisce. Chiunque venga catapultato a Roma entra nel SISTEMA, se non ha le spalle coperte da un contatto REALE con i famigerati “elettori”. Ma non è abbastanza chiaro ? Bertani ! Lo dice lei stesso ma non poi non finisce il ragionamento…. Se De Magistris in Europa non ci va a fare un bel nulla (E SONO D’ACCORDISSIMO), che ci va a fare OLIVIERO BEHA alla Camera dei Deputati ? Va a presentare i suoi libri ? Ci volgiono persone non solo oneste (come Beha e De Magistris), ma anche REALI. Persone che provengono dalla realtà. Dal lavoro vero. Dai problemi veri. Dalle utopie vere. Persone che non si fanno ritrarre con le LIBRERIE alle spalle, ma con ALTRI UOMINI, alle spalle.

    L’incantesimo non finirà mai…

  • Spock

    Mi associo. A quanto pare il lupo perde il pelo ma non il vizio. D’altro canto leggasi:

    https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=4505

    …e si colga il modus operandi dell’autore. Sono ancor più convinto della sensazione avuta a suo tempo: https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=comments&op=showreply&tid=14507&sid=4505&pid=14464&mode=&order=0&thold=0#14507

  • cinthia

    Concordo perfettamente con Bertani però io alle europee De Magistris lo voterò ugualmente, anche se sono consapevole del fatto che potrà fare poco, il suo ingresso al parlamento europeo lo vedo come anticamera per le prossime politiche e sono convinta che ci vorrà sempre più gente come lui e Sonia per fare un opposizione seria e utile. Anche se il tramite è un Di Pietro che certo non mi entusiasma, ma neanche mi fa schifo come tutti, assolutamente tutti, gli altri.

  • Stancodeltutto

    Ma quando la finiamo di dare ai qualunquisti la patente di persone di sinistra, che ci rappresentano.
    Non è questo il modo di parlare e argomentare. Così facendo ha zittito chi voleva parlare seriamente (non mi riferisco ai politici, ma a chi rappresentava le persone interessate alla tutela dell’acqua come bene pubblico).
    Fa il gioco del potere, è il potere, ma in un’altra forma.
    E tutti a dirgli ma che bravo, ma come ha gridato bene. Bravo, bravissimo, peccato che in questo modo le questioni si prestino solo ad essere oscurate. DA una parte Berlusconi, dall’altra Grillo e tutti i comunisti a votare Grillo e di Pietro.
    Avete ragione, purtroppo a sinistra c’è Vendola, ilveteroDiliberto e il povero Ferrero che non riesce ad ingranare.
    Meglio loro, però, che degli integrati e doppiogiochisti, gente che pensa tutto il contrario di quello che dice e che, se davero ne è convinta allora è pervasa dall’arroganza e dalla stupidità.
    Tutto quello che dice Grillo è giusto. Ma non va detto così. Siamo in una società iperorganizzata, superorganizzata. Come prevedeva Huxley in Ritorno al mondo nuovo, del 1959, il controllo potrà esercitarsi sotto varie forme. Grillo è solo una forma di controllo. Non è la soluzione, nemmeno la proposta, solo un modo per incanalare la protesta. Una protesta vibrante da confondere ulteriormente, da disperdere attraverso liste civiche e l’illusione di controllo. Il modulo è quello dipietrista, dite quello che dico io, poi io lo dirò ancora più forte, ma non farò niente di concreto. Dove è la loro politica sociale. Cosa stanno facendo, realizznado? Eppure i fondi non gli mancano. Perchè non aiutano le persone vere?
    Quello che manca è un profeta della solidarietà, che non è un solo uomo, ma cento, mille, anche dieci uomini che dialogano tra loro per il bene comune.