Yuval Harari avverte: potranno hackerare gli esseri umani

Il filosofo sociale è molto chiaro sull'intelligenza artificiale: per Yuval Harari il suo sviluppo indiscriminato permetterà alle aziende di hackerare letteralmente le persone.

www.futuroprossimo.it

di Gianluca Riccio

Da “Homo Deus: breve storia del futuro” a “Sapiens, la nascita dell’umanità” passando per “21 lezioni per il XXI Secolo“. Sono tre titoli di altrettanti bestsellers in cui Yuval Harari, filosofo sociale di fama mondiale, fa in modo magistrale quello che umilmente cerco ogni giorno di fare io a piccoli passi: raccontare la meraviglia e i rischi del futuro. E stimolare a crearlo, non a subirlo.

Oggi Yuval Harari ha per noi un durissimo avvertimento, che fa il paio con quello che l’ex dirigente Google Mo Gawdat ha fatto a inizio ottobre. La sostanza di questo avvertimento? Dobbiamo iniziare a regolamentare l’IA, o le grandi aziende saranno in grado di “hackerare” gli esseri umani.

Hackerare gli esseri umani

intervista Harari trasmissione "60 minutes"
Un fotogramma tratto dall’intervista (che vi linko a fine articolo)

Harari, come Gawdat, ritiene che la rapida crescita dell’intelligenza artificiale potrebbe portare a una popolazione di “umani hackerati”, secondo un report trasmesso nella trasmissione “60 Minutes ” della rete americana CBS . Per affrontare questo problema, chiede ai leader mondiali di iniziare a regolamentare l’intelligenza artificiale e gli sforzi di raccolta dati da parte delle grandi aziende.

Hackerare un essere umano significa conoscere quella persona meglio di quanto conosca se stesso. E sulla base di questo, manipolarti sempre di più.

– Yuval Harari durante la trasmissione “60 minutes”

Anche per Yuval Harari il nodo è sempre lo stesso: i dati

“Netflix ci dice cosa guardare e Amazon ci dice cosa comprare”, dice Yuval Harari nel programma. “Alla fine entro 10, 20, 30 anni gli algoritmi potrebbero anche dirti cosa studiare al college, dove lavorare, chi sposare. Perfino per chi votare”. A quel punto non si potrà nemmeno parlare di “hackerare” un essere umano. Sarà come telecomandarlo.

Harari ha esortato le nazioni a prendere sul serio la minaccia di una potente intelligenza artificiale, suggerendo di mettere in atto paletti chiari e rigorosi per garantire che i dati non vengano utilizzati per manipolare il pubblico. E per evitare che questo accada, serve uno sforzo di tutti.

Intelligenza artificiale
Per Harari l’intelligenza artificiale rischia di costruire tutto ciò che facciamo nella vita, e lo stesso “senso di sé” che ha ciascuno di noi.

“Certamente, ora siamo al punto in cui abbiamo bisogno di una cooperazione globale. Non puoi regolare la potenza esplosiva dell’intelligenza artificiale a livello nazionale”, ha detto Yuval Harari. Ha aggiunto che i dati non dovrebbero mai essere concentrati in un solo posto. E lo ha detto con una frase lapidaria: “Questa è la ricetta per una dittatura”.

Prospettiva agghiacciante ma plausibile, specie ora che alcune aziende tecnologiche cercano di convincere gli utenti a rifiutare in qualche modo la realtà fisica e ad abbracciarne una virtuale di propria creazione.

Se volete dare un’occhiata all’intervista, ve la linko qui.

Fonte: https://www.futuroprossimo.it/2021/10/yuval-harari-avverte-potranno-hackerare-gli-esseri-umani/

Pubblicato il 31.10.2021

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Primadellesabbie
Primadellesabbie(@primadellesabbie)
Utente CDC
2 Novembre 2021 14:01

 “Questa è la ricetta per una dittatura”.

Si intuiva fin dai primi interventi e scritti di Harari che le possibilità che vi venivano via via descritte andavano a parare in questa direzione.

Probabimente se lo avesse detto esplicitamente fin dall’inizio non avrebbe lo spazio che si è conquistato.

fiurdesoca
fiurdesoca(@fiurdesoca)
Utente CDC
2 Novembre 2021 14:44

ennesimo articolo del cazzo. cosa hanno fatto negli ultimi 2 anni e gli occorre l’intelligenza artificiale per rincoglionire la maggioranza?

gianB
gianB(@gianb)
Utente CDC
2 Novembre 2021 19:46

Quando consigliai a qualcuno qui sull’importanza di leggere (perlomeno leggere) Harari ci fu qualcun’altro che si scaglió contro il mio suggerimento con acceso furore. Sostanzialmente mi accusava di consigliare la lettura di un servitore delle Elites.
Senza voler mettere nessuno su un piedistallo, chissá se quanto afferma questo articolo fará riconsiderare quanto detto allora da tale persona, o se invece é comunque “un doppio gioco delle Elites”.
Ho l’impressione che a volte si ceda alla tendenza del considerare l’ebreo ovunque e comunque come contiguo alle Elites o ai loro interessi, il ché é fuorviante.

Ultimo aggiornamento 1 mese fa effettuato da gianB
gianB
gianB(@gianb)
Utente CDC
Risposta al commento di  gianB
2 Novembre 2021 23:48

.. si , sembrerebbe stia riconsiderando la cosa .. Buon segno.

Primadellesabbie
Primadellesabbie(@primadellesabbie)
Utente CDC
Risposta al commento di  gianB
3 Novembre 2021 10:13

Non ci contare, i monomaniaci (e c’è abbondanza) ad un certo punto hanno deciso di inserire il pilota automatico e se li inviti ad alzare gli occhi sulla realtà ti insultano, quando finiscono sugli scogli portano le prove che ce li abbia messi il perfido nemico che loro hanno infallibilmente individuato.

Il pilota automatico è affine allo smartphone, più lo usi e più diviene indispensabile, non lo mollano più, ne va della loro reputazione.

Ultimo aggiornamento 1 mese fa effettuato da Primadellesabbie
BrunoWald
BrunoWald(@brunowald)
Utente CDC
Risposta al commento di  gianB
3 Novembre 2021 17:37

Comunque si voglia qualificare il signor Harari, è chiaro che ha ragione da vendere. Il problema è che i suoi ammonimenti sono inutili, ed è troppo intelligente per non saperlo anche lui: non ci sarà nessuna regolamentazione, perlomeno a nostro favore, e nessun paletto che impedisca la manipolazione, perché è precisamente quello che vogliono. E lo faranno.

oriundo2006
oriundo2006(@oriundo2006)
Utente CDC
Risposta al commento di  BrunoWald
4 Novembre 2021 8:02

Come gia’ fanno i suoi correligionari ‘selezionati’, talmudisti di stretta osservanza, con la versione ‘potenziata’ della Quabbalah.
Che Harari si informi bene. A casa sua.
Il fatto che gridi contro l’ intelligenza ‘artificiale’ potrebbe voler significare solo che non si accetta la ‘concorrenza’ in quel di Sion. Dopotutto, ci dovrebbe esser solo una nazione privilegiata dal favore ‘divino’, non due o tre…Insomma difende il copyright…

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Pfefferminz
Pfefferminz(@pfefferminz)
Utente CDC
2 Novembre 2021 23:43

“Hackerare un essere umano significa conoscere quella persona meglio di quanto conosca se stesso.”

Nel migliore dei mondi possibili l’AI potrebbe allora essere usata a fin di bene, per sostituire lo psicoanalista, ad esempio 😉

È triste dover constatare che tutte le innovazioni tecnologiche che, utilizzate correttamente potrebbero farci vivere da nababbi (permetterci ad esempio di lavorare poche ore al giorno, mentre il 3D si occupa della produzione), servirà solo a instaurare una schiavitù senza precedenti, lontano dalla realtà fisica, per “abbracciarne una virtuale di propria creazione”.
Non sarà che la funzione dei commenti sui social è propedeutica all’identità virtuale che vogliono propinarci?
Può essere che a un certo punto l’essere umano oscillerà fra i due mondi, quello della realtà fisica, alquanto scialbo e poco invitante, e quello fantastico della realtà virtuale, dove il suo secondo io farà cose mirabolanti, perdendo definitivamente la salute mentale?

Hospiton
Hospiton(@hospiton)
Utente CDC
Risposta al commento di  Pfefferminz
3 Novembre 2021 1:06

Credo che il termine corretto, più che “uso”, sarebbe “dosaggio”. Le innovazioni tecnologiche richiedono tempo per esser digerite, se introdotte in maniera incontrollata ed in quantità abnormi l’essere umano non può gestirle. Più il progresso tecnologico avanza, più tale principio del dosaggio dovrebbe esser valido, ed invece nel XX secolo abbiamo assistito più o meno ad una situazione opposta. Nel XXI il processo ha subito addirittura un’accelerazione, e vedo il margine per ulteriori spinte propulsive: ancora negli anni ’80 un bambino cresceva tra qualche cartone animato in tv (già invadente ma non in modo irrimediabile), giocattoli vari, figurine, gioco all’aria aperta…oggi a 10-12 anni gli viene messo in mano un supercomputer, altrimenti detto smartphone, che 30 o 40 anni fa era pura fantascienza, e tramite questo ha accesso ad un universo sterminato, il web (nato in ambito militare, e questo dice tanto…), strumento in grado di stravolgere abitudini secolari nell’arco di pochissimi anni ed isolare gli individui come mai prima nella storia dell’uomo. Gli adulti sono stati letteralmente travolti dalla Rete, dai social e dall’uso compulsivo dei cellulari, gli effetti negativi paiono superare di gran lunga quelli positivi…la mia speranza, già espressa in altre occasioni, è che invece i nativi… Leggi tutto »

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Primadellesabbie
Primadellesabbie(@primadellesabbie)
Utente CDC
Risposta al commento di  Hospiton
3 Novembre 2021 9:49

Elemire Zola credeva nelle possibilità di crescita per mezzo della realtà virtuale, liberando l’immaginazione dai limiti corporei per quanto ricordo di aver capito, al suo tempo c’erano i primi “visori”, e seguiva l’impegno di un giapponese, di cui non ricordo il nome, impegnato a sezionare accuratamente il cervello umano per riprodurne il funzionamento.

Sospetto che siano gli “inventori” ad essere dei naïf immaturi con visioni e scopi strumentali, ne ho qualche sentore o traccia (sono intenti a fornire strumenti per sviluppare indefinitamente l’Iliade ma non sospettano la necessità umana di vivere l’Odissea), a volgere, anche loro, lo sviluppo tecnologico in direzione deleteria.

Anni fa ho saputo che in Francia hanno previsto che chi vince grosse somme alla lotteria sia affiancato da uno psicologo: con la tecnologia, l’umanità contemporanea, fruitori e inventori, è pressoché nelle medesime condizioni di un vincitore di una grossa somma alla lotteria.

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Hospiton
Hospiton(@hospiton)
Utente CDC
Risposta al commento di  Primadellesabbie
3 Novembre 2021 14:05

Si, un paragone azzeccato, è evidente che la maggior parte di noi, per una miriade di motivi, non è in grado di reggere l’impatto derivante da sconvolgenti “regali” che ci capitano tra le mani all’improvviso, modificando in breve tempo e radicalmente la nostra vita. Per di più queste novità, nelle prime fasi, celano per bene il loro lato oscuro, discussioni o riflessioni sui potenziali aspetti negativi sono bandite, i pochi che le azzardano messi da parte con immancabili etichette (da misoneista a retrogrado e così via), ed ora eccoci qui…
Anch’io sono dell’idea che chi ci sta fornendo ipertecnologie in quantità smisurata non agisca in questa maniera per condurci su un piano volutamente distopico, non tutti almeno…mi par di notare vari personaggi come dici tu “immaturi”, con mirabolanti conoscenze tecniche ma incapaci di riflettere sulle conseguenze delle loro azioni e innovazioni. Bella considerazione quella sull’Odissea, e mi conforta sapere che un uomo profondo come Zolla non escludesse portati positivi dal mondo del virtuale (a patto, immagino, che la velocità cui procediamo tenga conto via via delle possibilità del motore di cui disponiamo in quel momento)

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BrunoWald
BrunoWald(@brunowald)
Utente CDC
Risposta al commento di  Hospiton
3 Novembre 2021 17:47

“tutto ciò cui abbiamo dato importanza per più di un millennio, le basi filosofico-umanistiche della nostra società, verrà spazzato via entro un secolo.”

Meno male che non ci saremo più. Lo so che è un pensiero egoista e meschino, ma non mi va di fingere.
Mi chiedo piuttosto quanto a lungo riuscirà a durare un mondo da incubo come quello che si prepara, un mondo in cui non ci sarà più nulla per cui valga la pena vivere.

Hospiton
Hospiton(@hospiton)
Utente CDC
Risposta al commento di  BrunoWald
3 Novembre 2021 21:08

Già, se dovesse concretizzarsi lo scenario peggiore, una sorta di transumanesimo privo di sentimenti, emozioni, aspirazioni, insomma tutto ciò che ci rende umani (non so se hai presente il film Equilibrium con Christian Bale, in parte rende l’idea), bè noi in quel mondo non avremmo né senso né spazio. Quanto potrà durare? Credo che un futuro in cui la massa sarà prigioniera del virtuale, con ai vertici un elite di nostri simili, non durerà a lungo…l’incognita più grande, in un quadro distopico post-umano, sarebbe rappresentato dalle IA: a che livello di autonomia potranno arrivare? Sarebbe interessante conoscere gli studi più aggiornati in merito (dubito divulghino tutto), certo è che i grandi della fantascienza, da Verne a Heinlein, da Dick ad Asimov, hanno dimostrato di veder più lontano di politologi, storici, sociologi ecc…le previsioni di questi geni non vanno sottovalutate, e per quanto riguarda le AI non sono proprio rassicuranti.

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oriundo2006
oriundo2006(@oriundo2006)
Utente CDC
Risposta al commento di  Hospiton
4 Novembre 2021 8:29

L’ isolamento promosso dallo smartphone porta alla differenziazione enorme di gusti e tendenze, propri a ‘nicchie’ sempre piu’ vaste di fruitori separati geograficamente, con linguaggi propri solo a loro e correlativi sottoprodotti di mode e orientamenti che li isolano dagli altri. Il linguaggio si ramifica in una pluralita’ di significati e metamorfismi gergali ( anche propri alla realta’ cibernetica ) che li rendono incomprensibili ai non adepti del nuovo culto. Societa’ molto differenziate vanno incontro ad una conseguenza certa: divengono sempre piu’ fragili, i legami reali si spezzano in quanto si fondano sulla condivisione di una medesima realta’ ‘ideale’, di un medesimo significato delle cose, e finalmente l’ isolamento produce una distorsione della percezione della realta’ stessa oppure la sua denegazione di significato ( come in Giappone in certi adolescenti ), inducendo comportamenti ai limiti dell’autismo, della mania compulsiva o di quella persecutoria ( a volte a ragione…). Quando il processo e’ giunto all’ acme, come oggi, basta poco per distruggere la societa’ stessa. Non sono necessari neppure i ‘barbari’, come nell’evo antico: perche’ fenomeno assai trascurato per la decadenza antica, fu il proliferare nel seno della nuova religione di sette e eresie sempre maggiori, con lotte fratricide sia al… Leggi tutto »

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Hospiton
Hospiton(@hospiton)
Utente CDC
Risposta al commento di  oriundo2006
4 Novembre 2021 10:08

Infatti, ad esempio tutto ciò in Giappone ha contribuito a produrre il fenomeno degli Hikikomori, allarmante già prima della diffusione degli smartphone (bastano internet, pc e videogames) https://it.wikipedia.org/wiki/Hikikomori lo smartphone ha condotto ad un successivo step: isolare l’individuo anche quando è in mezzo agli altri (oltre a tenerlo connesso in ogni singolo momento della giornata, rabbrividente). Tornando agli Hikikomori, le nuove tecnologie hanno portato migliaia di ragazzi a chiudersi ermeticamente, rifiutare ogni confronto con il mondo esterno. Questo segnale avrebbe dovuto far riflettere – anche qui in occidente – non solo sulle pericolosità di apparati tecnologici forniti a menti ancora acerbe, ma anche sul disumano meccanismo sociale, ultracompetitivo, causa di estremo disagio, creatosi in seguito alla commistione post 1945 (ma l’origine del processo parte dalle famose Navi Nere dell’ammiraglio Perry, 1853) di disciplina giapponese, non più bilanciata dalla Tradizione, ed efficientismo capitalista di marca occidentale, un mix infernale. La combinazione dei suddetti fattori forse ha fatto emergere in Giappone prima che da noi il problema dell’isolamento “tecnologico”, ora però anche Europa e USA vedono crescere fenomeni analoghi agli hikikomori (in Italia se ne stimano 100.000) e, proseguendo nella direzione attuale, il quadro continuerà ad aggravarsi. Concordo sulle tue considerazioni circa… Leggi tutto »

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Primadellesabbie
Primadellesabbie(@primadellesabbie)
Utente CDC
Risposta al commento di  oriundo2006
4 Novembre 2021 10:39

Ricordi Chernobyl?

Qualcuno ha tolto gli elementi che regolano, limitandola, l’azione reciproca degli atomi scatenando quindi una dinamica crescente e incontrollabile.

Poi si è coperto tutto con una massiccia cappa di cemento.

Dopo l’11 sett. mi rifiuto di credere sia stato un incidente, e mi sembra di cogliere qualche messaggio sugli sviluppi futuri.

oriundo2006
oriundo2006(@oriundo2006)
Utente CDC
Risposta al commento di  Primadellesabbie
4 Novembre 2021 15:46

Sulla cappa di cemento che pesa su tutti noi ( il maligno e’ gravita’ e ‘peso’ opprimente ) ti do perfettamente ragione, ma anche sulla volontarieta’ di implementare una parte dell’ Apocalisse giovannea. Quella peggiore per noi.

Primadellesabbie
Primadellesabbie(@primadellesabbie)
Utente CDC
Risposta al commento di  oriundo2006
4 Novembre 2021 17:45

E l’estrazione delle barre che consentono di regolare il processo, non ti fa pensare alla improvvisa liberalizzazione planetaria di scambi di ogni genere, che ha innescato la crisi attuale e spinge una parte a invocare la cappa (che altri sono prontissimi e entusiasti di calare)?

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