YUNUS, IL BANCHIERE DEI POVERI CHE SI INTASCA I SOLDI DEI POVERI

DI MARCELLO FOA
ilgiornale.it

Ci sono notizie che non vorresti mai leggerle. Figuriamoci scriverle. E quando arrivi all’ultima riga ti aggrappi alla speranza che sia tutto falso e che i giornalisti abbiano sbagliato clamorosamente. Vuoi continuare a credere a un uomo che è stato capace di unire anziché dividere, di offrire una chance di riscatto a chi non ha mai visto la luce nella sua vita, in nome di un altruismo autentico, senza connotazioni politiche; né di destra, né di sinistra, semplicemente migliore.

Ma la fonte è autorevole – la tv nazionale norvegese – e l’autore del servizio un giornalista danese pluripremiato, che ha indagato per mesi come fanno i reporter di razza, raccogliendo documenti, interviste, incrociando dati e cercando riscontri.

L’accusa è grave e circostanziata: il bengalese Muahmmad Yunus, vincitore del Premio Nobel per la Pace e inventore del sistema del microcredito, avrebbe sottratto 74,5 milioni di euro alla Grameen Bank. Come un politicante qualsiasi, come un tangentaro. Con l’aggravante che quei soldi non sono stati dirottati dalle casse di un Paese ricco, ma in Bangladesh, da quelle della banca da lui stesso fondata e la cui missione é quella di dare una chance di riscatto ai più poveri tra i più poveri.

Tom Heinemann, questo il nome del giornalista, dimostra come nel 1996 Yunus abbia girato sette miliardi di taka bengalesi (circa 74,5 milioni di euro) alla Grameen Kalyan, una società di sua proprietà, che opera nel campo dell’assistenza sanitaria. La somma era stata donata dal governo norvegese – e in misura minore da quelli di Svezia, Olanda e Germania – per finanziare microimprenditori.

Proprio seguendo le tracce di queste donazioni, l’inviato danese ha potuto scoprire quello che appare come un prelievo ingiustificato. «Per sei mesi ho chiesto di poter parlare con Yunus, il quale però si é sempre negato», ha dichiarato il giornalista. Il banchiere dei poveri preferito il silenzio, verosimilmente nella speranza che il reporter si stancasse, che non trovando riscontri potesse lasciar cadere la sua inchiesta.

Invece i riscontri c’erano. E da tempo. Il governo norvegese, che, contrariamente ad altri verifica sempre come vengono impiegati i fondi donati all’estero, si accorse subito che quei milioni erano stati dirottati. Iniziò a tempestarlo di lettere, pretendendo un chiarimento. Yunus disse che dovevano essere accantonati per pagare imposte future. Spiegazione plausibile, ma non esauriente. Perché non lasciarli semplicemente in banca?

Domanda, a cui Yunus fu incapace di dare una risposta pertinente, fino al primo aprile 1998 quando si giocò il tutto per tutto: «Se la gente, fuori e dentro il paese, ostile ai progetti della Grameen Bank si impossessasse della lettera, ci sarebbero stati gravissimi problemi in Bangladesh», scrisse al presidente del Norad, l’ente norvegese per l’Aiuto allo sviluppo; il quale temendo il peggio decise di tenere la bocca chiusa, d’intesa con l’ambasciata di Oslo a Dacca e dello stesso governo del Bangladesh.

Qualche mese dopo Yunus fece ricomparire 21 dei 74 milioni di euro, versandoli nelle casse della banca, ma non i rimanenti 53 che, a quanto pare, a distanza di anni, furono trasformati in un prestito della Grameen Kalyan alla Grameen Bank, con modalità ancora una volta anomale. Per quale ragione una società attiva nel volontariato medico dovrebbe prestare una cifra così ingente a una banca? E a quale tasso?

Da tempo alcuni economisti sostengono, in perfetta solitudine, che i tassi reali applicati dal banchiere altruista non siano affatto di favore. L’inchiesta della tv norvegese sembra avvalorare i dubbi sull’effettiva utilità del microcredito. Heinemann non si è accontentato dei dati ufficiali, ma é andato a verificare di persona. «A Jobra abbiamo incontrato la figlia della prima che ottenne un microcredito, Sufiya Begun. Siamo poi stati nell’Hillary Village, dove la ex first lady americana dichiarò appoggio a Yunus e alla sua Banca. E abbiamo visto solo povera gente che dal microcredito non ha guadagnato nulla, se non altri debiti». Un grande inganno, sotto gli occhi del mondo. Forse. Speriamo di no.

Marcello Foa
Fonte: www.ilgiornale.it
Link: http://www.ilgiornale.it/esteri/yunus_banchiere_poveri_che_si_intasca_soldi_poveri/03-12-2010/articolo-id=491076-page=1-comments=1
3.12.2010

LEGGI ANCHE: I BENEFICIARI DEI PRESTITI DELLA MICROFINANZA COSTRETTI AL SUICIDIO

21 Commenti
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cavalea
cavalea
3 Dicembre 2010 7:43

Non credo sia una aggravante per Yunus, il fatto di aver ricevuto il Nobel per la pace; mi sembra che negli ultimi tempi tale riconoscimento sia andato all’uomo che sotto la sua presidenza, gestisce in contemporanea, due teatri di guerra.

maristaurru
maristaurru
3 Dicembre 2010 8:06

Per quel poco che si vede sui rispettivi sitI internet, micro credito e BANCHE ETICHE… SEMBRANO COME TUTTE LE ALTRE BANCHE . Anatocismo nascosto, quindi usura a prima vista così pare e non viene nemmeno voglia di approfondire tanto è lo schifo

costantino
costantino
3 Dicembre 2010 8:20

E’ una banca in tutto e per tutto. Da quando in qua una banca fa gli interessi dei correntisti e di chi chiede un prestito?. La banca fa solo i propri luridi interessi.

vimana2
vimana2
3 Dicembre 2010 9:44

Questo si che si merita il premio nobel per la pace ( americana e israeliana )!!!!
Ancora con l’economia del debito?
Nn serve nessun debito, macro o micro che sia!!!

Sokratico
Sokratico
3 Dicembre 2010 10:02

calma un attimo! il giochino “sono tutti uguali-è tutta una merda” è l’atteggiamento mentale dei servi che trovano scuse per non ribellarsi! l’articolo non dice che ha rubato, i soldi sono tornati alla banca…la questione del prestito e degli interessi è sospetta, ma NON sono stati sottratti quei soldi. In secondo luogo, il microcredito di Yunos NON è MAI STATA un’organizzazione di beneficenza, ma una banca che presta anche a chi non offre garanzie.Punto. Se tu non sai far fruttare il credito, resti povero! Mica è sempre automatico, sapete, far fruttare un capitale? Se invece hai idee e testa, con un capitale da restituire a un interesse minimo puoi farcela….e sapete una cosa? che la TV norvegese abbia visitato UN villaggio in Bangladesh e abbia trovato solo “povera gente” non mi sembra proprio conclusivo del fatto che “sono tutti uguali-è tutta una merda”. Tutti in Bangladesh sono “povera gente” per gli standard europei…ma quanto è cambiato il tasso di quelli che morivano semplicemente di fame, tra prima e dopo, eh? l’unico elemento che sarebbe effettivamente squalificante è quello che i tassi di interesse POTREBBERO non essere effettivamente favorevoli…ma messo così non è proprio questa bruciante e documentata denuncia, no? ci… Leggi tutto »

Hamelin
Hamelin
3 Dicembre 2010 10:17

Concordo.

Abbastanza generalista e caotica come accusa.
Quando uno accusa qualcuno dovrebbe sempre portare prove e dati a sostegno della sua tesi , ovvero cifre , fatti , registrazioni e qualsiaisi prova valida e non fallace a sostegno della propria tesi .

Altrimenti sarebbe meglio astenersi ,poichè altrimenti tutti sono passibili di essere accusati di un qualcosa di definito ma non provato…Nonchè tesi spicce con giudizi categorici depongono a favore della scarsa qualità delle argomentazioni del “giornalettismo” Italiano.

Galileo
Galileo
3 Dicembre 2010 10:36

Articolo inconsistente.

ventosa
ventosa
3 Dicembre 2010 11:30

Grazie, Sokratico. Anche se non se ne ha voglia, è sempre meglio approfondire.

moniqui
moniqui
3 Dicembre 2010 12:02

Vi lascio 2 articoli per capire come la notizia sia stata ben costruita dal governo novergese:

IL PRIMO DESCRIVE GLI INTERESSI NORVEGESI NELLA GRAMEEEN PHONE (sono reperibili altri articoli nel web):
http://www.enews.ma/nobel-laureate_i100191_2.html

IL SECONDO è LA RISPOSTA DEL DIRETTO INTERESSATO PER MEZZO DEL SUO CENTRO CON TANTO DI DOCUMENTAZIONE SUGLI ACCORDI TRA GRAMEEN E GOVERNO

http://www.muhammadyunus.org/Yunus-Centre-Highlights/grameen-banks-response-to-recent-press-reports/

TRA L’ALTRO IN TUTTI GLI ARTICOLI NON SI è MAI PARLATO DI FRODE, MA DI SPOSTAMENTI DI DENARO DA UN’ORGANIZZAZIONE ALL’ALTRA SUA “SORELLA”, OVVERO DALLA GRAMEEN BANK CHE FA MICROPRESTITI ALL’IMPRESA ALLA GRAMEEN KALYAN CHE SI OCCUPA DI PROGRAMMI SULLA SANITà, SEMPRE PER I POVERI!
DA SOTTOLINEARE IL COMPORTAMENTO MISERO DELLA NORVEGIA IN QUESTA STORIA.
A CHI HA SCRITTO L’ARTICOLO, SI INFORMI MEGLIO LA PROSSIMA VOLTA.
MONICA

Sokratico
Sokratico
3 Dicembre 2010 12:49

ti ringrazio, molto interessanti i tuoi links, li consiglio.

magari rendi più leggibili i tuoi commenti evitando di scrivere indiscriminatamente in stampatello, come chiede la “netiquette”.

Anche se ritieni che siano informazioni importanti,equivale a urlare…e comunque la leggibilità non ne guadagna!

Piuttosto utilizza tra i tags che vengono mostrati nell’anteprima del commento il tag “br” per separare i paragrafi e le righe!

ancora grazie,
ciao

Arenal70
Arenal70
3 Dicembre 2010 13:22

Concordo.

maristaurru
maristaurru
3 Dicembre 2010 14:03

Al centro dell’inchiesta ci sarebbe il trasferimento irregolare di 40 milioni di sterline (pari a 47 milioni di euro) per mano di Yunus sul conto di un’altra azienda che, operando nel settore dei servizi per la salute, non aveva niente a che vedere con il microcredito. Una notevole somma era stata donata dal governo norvegese alla Grameen Bank, destinata al finanziamento di prestiti per piccoli imprenditori , propio per aiutare il sorgere di microimprese ( se si lavora ci sono speranze di uscire dalla miseria e dalla dipendenza dalla carità). Yunus ha distratto parte di questa somma e la ha spostata su una sua altra proprietà, una azienda che si occupa di sanità, sempre nel campo della ssistenza ai poveri. Non si fa, non si può fare. Avete una strana e puerile idea di quello che si fa e che non si fa, ed andate per preconcetti e ordini di squadra. Se la stessa cosa la avesse fatta una piccola onlus, sarebbe finita, se poi la avesse fatta un qualunque imprenditore, se piccolo credo sarebbe al gabbio. Yunus, ha fatto , se è vero quello che denunciano i Norvegesi, una cosa che non si può e non si deve fare;… Leggi tutto »

vic
vic
3 Dicembre 2010 14:18

Qui un recente servizio TV in lingua italiana, La deriva del microcredito:
la1.rsi.ch/falo/welcome.cfm?idg=0&ids=959&idc=41377

Dal servizio risulta che il tasso d’interesse si aggira attorno al 27-30% !
Inoltre questi microcrediti in realta’ pare siano per lo piu’ crediti al consumo, all’interesse sopracitato.

Cosa concludere?
a) Il premio Nobel per l’economia e’ affidabile quanto lo sono gli economisti stessi.
b) L’avidita’ umana non ha solo ampio spazio fra i bankster, ma pure fra i poveracci.
c) L’asse del mondo si sta spostando verso l’Asia. Non illudiamoci che vi sara’ un grande cambiamento. La natura umana e’ sempre quella. E dire che l’India ha una millenaria tradizione, con moltissime cose da insegnarci, o perlomeno da farci meditare, altro che la Bibbia! Purtroppo l’avidita’ avanza implacabile anche laggiu’, come l’esempio del microcredito evidenzia.
d) Foa e’ un giornalista attento, mi sbaglio o sta seguendo la scia di Montanelli? Pero’ non confondiamolo con un giornalista d’inchiesta, che lui non e’. In un certo senso fa come alcuni di noi e mette per iscritto, e’ il suo mestiere, cosa gli passa per la mente quando viene a conoscenza di certe notizie.

geopardy
geopardy
3 Dicembre 2010 17:32

Una precisazione; il Bangladesh non è propriamente l’India. Di poveri che si sono arricchiti e, poi, diventati avidissimi, ne è pieno il mondo, ammesso e non concesso che Yunu sia uno di essi. Il motivo per cui il sistema del microcredito messo in atto mi ha, ad un certo punto, lasciato molto perplesso, è dovuto al fatto che lessi anni fa un articolo su come gli enti di microcredito (non so se fossero della citata banca dell’articolo, dato che altre istituzioni e non proprio blasonabili come umanitarie, sembra abbiano copiato il sistema) si precipitassero nei vari teatri delle numerose catastrofi naturali che si abbattono su quei luoghi, con la pretesa di un immediato rientro della cifra prestata a molti dei disastrati, i quali, a causa dell’inondazione, erano senza più ne casa ne raccolto ed il tutto avveniva in maniera completamente indifferente alla gravità ed eccezionalità dell’ evento subito (come minimo finanza senza cuore). La metodolgia ricordava quella dello strozzinaggio diretto. L’articolo riportava la notizia anche di numerosi casi di suicidio tra i contraenti causati dall’insostenibilità del preteso rientro. Questa notizia l’ho letta in un articolo riguardante un enorme disastro avvenuto, se ben ricordo, proprio in India. Difficile dire se Yunu… Leggi tutto »

vic
vic
3 Dicembre 2010 22:18

Quando si parla di interessi attorno al 30% lo chiamerei strozzinaggio legalizzato. In fondo e’ quello che avviene anche nell’ambito delle carte di credito, i cui emettitori guadagnano parecchio da chi non paga, non da chi paga, perche’ cosi’ possono applicare, legalmente, interessi da usurai.

Riguardo all’India intendevo riferirmi a tutta la regione, compresa la valle dell’Indo in Pakistan, dove sorse una delle piu’ antiche civilta’ umane. Peraltro anche la Turchia racchiude siti archeologici testimoni di un’ancor piu’ antica civilta’ di cui non sappiamo letteralmente nulla.

Yunus avra’ senz’altro modo di spiegarsi. Se le cose stanno come ci dice la cronaca, non ha avuto un comportamento degno.

Nel servizio TV che ho linkato sopra si parla pure di una giovane coppia che si e’ suicidata perche’ non in grado di rendere un centinaio di rupie prese a prestito col microcredito. E’ una vergogna che cose del genere possano capitare. Una vergogna per il mondo bancario soprattutto, e indirettamente anche per Yunus, in quanto il microcredito ha preso una piega che probabilmente lui non intendeva.

moniqui
moniqui
4 Dicembre 2010 2:38

Infatti, prima di accusare, bisogna dare la possibilità all’altra parte di rispomdere e sarebbe bene cercare prima i documenti. Non c’è stato nessun spostamento di soldi senza il consenso norvegese:
http://www.muhammadyunus.org/images/stories/letter.pdf

grillone
grillone
4 Dicembre 2010 2:41

giusto, yunus è un banchiere, comunque; ci ha semplicemente mostrato un modo diverso di fare il mestiere del banchiere, e il suo non è solo piu etico, ma anche migliore, visto che la sua banca(almeno finora), è stata praticamente sempre in attivo. sarebbe interessante sapere come hanno fatto le altre, a tirare avanti, dal momento che sono state per lo piu in passivo, anche prima della crisi

moniqui
moniqui
4 Dicembre 2010 2:42

hai perfettamente ragione. ma sono rimasta tristemente colpita da questa notizia anche perchè mi trovo in Bangladesh in questo momento e sono stata alla Grameen. Ovviamente, i documenti di Yunus sono stati pubblicati sui quotidiani nazionali per smentire la Norvegia. Ma in Italia? non succederà mai e resterà questo alone negartivo

maristaurru
maristaurru
4 Dicembre 2010 15:36

Eppure tutto fa ipotizzare una operazione volta ad evadere il fisco. Punto. E non sono solo io a dirlo. per me una evasione fiscale, è una evasione fiscale, non ce ne sono di politicamente corrette e di non politicamene corrette, inoltre distraendo fondi che rano per i poveri e versandoli in una ditta che forniva,,, assicurazioni sulla salute, in realtà ha tolto ai poveri parecchi milioni di euro.

capisco sempre meglio perchè in questo paese ci siamo lasciati fottere da certa gente

geopardy
geopardy
4 Dicembre 2010 17:39

Ora ho capito il riferimento all’India come cultura millenaria e, quindi, convengo con te. Per quanto riguarda Yunus, ho avuto modo di vedere video di sue conferenze anche in Italia ed ho notato una cosa fondamentale, lui condanna in linea di massima questo sistema che coglie solo l’aspetto monodimensionale dell’uomo volto al profitto a tutti i costi, poi, però, si rivolge alle multinazionali per portare avanti i suoi progetti sociali, chiedendo (ma solo per il Bngladesh ed altri paesi disagiatissimi, cioè, praticamente fuori del mercato delle multinazionali) la sospensione dei profitti ed un prodotto totalmente ecologico ede a prezzo accessibile a chiunque. Un esempio: alla Danone ha fatto realizzare uno yogurt molto nutriente con contenitore commestibile (quindi senza alcun rifiuto) ed a prezzo bassissimo, in grado di combattere l’atavica malnutrizione dei bambini bangladeshini. Una cosa encomiabile, ma che non infastidisce il potere, anzi, lo rende più umano ai nostri occhi. Questa è una linea di condotta e premia fin quando non andrai, prima o poi, ad interagire con il sistema realmente, cioè, nel momento in cui a livello globale dovrai chiedere comportamenti simili da parte dei grossi gruppi. Capisco che Yunus è un asiatico ed usi come metodologia di lotta… Leggi tutto »

maristaurru
maristaurru
6 Dicembre 2010 2:38

Per completezza di informazione: Primo ministro del Bangladesh (Mrs. Sheikh Hasina) ha affermato: «Le accuse contro Yunus vanno verificate con un’indagine approfondita per scoprire come sono andate veramente le cose e per accertare se ci sia stato un trucco per evadere le tasse governative. Troppe volte si è ricorso a magie contabili per giocare con i soldi della gente…è tempo di sapere cos’è andato avanti in nome della lotta alla povertà e con il destino della povera gente… Non si può nascondere la verità per lungo tempo … la verità deve venir fuori in superficie… Quando GrameenPhone venne da me per chiedere la licenza, rimasi incantata nel sentire che le donne rurali avrebbero avuto il telefono e sarebbero uscite dal loro stato di estrema povertà ed invece non è andata così… I micro finanziatori succhiano il sangue dei poveri in nome della lotta alla povertà…ricordo che Grameen Bank è stata salvata con i soldi del governo in suo momento difficile anche se si sospettava che l’intera sua proprietà fosse nelle mani di una sola persona..» URL: http://www.thefinancialexpress-bd.com/more.php?news_id=119351&date=2010-12-06 Senso di responsabilità vuole che si indaghi anche chi è assurto nell’empireo dorato del politicamente corretto. Correttezza è smetterla in ogni caso con… Leggi tutto »