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YEHOSHUA: UN INSULTO A SEI MILIONI DI MARTIRI


DI PAOLO BARNARD

(commento alla lettera di Abrham B. Yehoshua, pubblicato dalla Stampa del 18/01/2009)

Abrham. B. Yehoshua. “Caro Gideon,

negli ultimi anni … Quando ti pregai di spiegarmi perché Hamas continuava a spararci addosso anche dopo il nostro ritiro tu rispondesti che lo faceva perché voleva la riapertura dei valichi di frontiera…”

Hamas continua a sparare razzi anche e soprattutto perché Gaza è la più grande prigione a cielo aperto del mondo, definita nel 2007 dal sudafricano John Dugard, Special Rapporteur per i Diritti Umani in Palestina dell’ONU, “Apartheid… da sottoporre al giudizio della Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja”. Perché nell’agosto del 2006 la Banca Mondiale dichiarava che “la povertà a Gaza colpisce i due terzi della popolazione”, con povertà definita come un reddito di 2 dollari al giorno pro capite, che è il livello africano ufficialmente registrato. Perché appena dopo le regolari e democratiche elezioni del gennaio 2006 con Hamas vittoriosa, Israele inflisse 1 miliardo e 800 milioni di dollari di danni bombardando la rete elettrica di Gaza e lasciando più di un milione di civili senza acqua potabile. Perché nel 2007 l’ex ministro inglese per lo Sviluppo Internazionale, Clare Short, dichiarò alla Camera dei Comuni di Londra “sono scioccata dalla chiara creazione da parte di Israele di un sistema di Apartheid, per cui i palestinesi sono rinchiusi in quattro Bantustan, circondati da un muro, e posti di blocco che ne controllano i movimenti dentro e fuori dai ghetti (sic)”. Ecco perché. Perché sono 60 anni che Israele strazia i palestinesi con politiche sanguinarie, razziste e fin neonaziste.

Nella foto: Abrham B. Yehoshua

A.B.Y. “Ti chiesi allora se ritenevi plausibile che Hamas potesse convincerci adottando un comportamento del genere o se, piuttosto, non avrebbe ottenuto il risultato contrario, e se fosse giusto riaprire le frontiere a chi proclamava apertamente di volerci sterminare.”

Arafat riconobbe Israele nel 1993, agì fermamente per reprimere Hamas (come testimoniò Ami Ayalon, ex capo dei servizi segreti Shab’ak israeliani, nel 1998) e cosa ottenne? Barak, Clinton e poi Sharon lo distrussero. Hamas ha dichiarato ufficialmente nel luglio del 2006 con una lettera al Washington Post di riconoscere il diritto degli ebrei all’esistenza in Palestina fianco a fianco dei palestinesi. Nessun media italiano o europeo ha ripreso la notizia. Nessuno.

A.B.Y. “… I valichi, da allora, sono stati riaperti più volte, e richiusi dopo nuovi lanci di razzi. Sfortunatamente, però, non ti ho mai sentito proclamare con fermezza: adesso, gente di Gaza, dopo aver respinto giustamente l’occupazione israeliana, cessate il fuoco…”

Respinto l’occupazione? Sono in una gabbia che li affama, che li fa morire ai posti di blocco, che gli nega l’essenziale per vivere. Di nuovo Dugard: “A tutti gli effetti, a seguito del ritiro israeliano, Gaza è divenuta un territorio chiuso, imprigionato e ancora occupato”.

A.B.Y. “Talvolta penso, con rammarico, che forse tu non provi pena per la morte dei bambini di Gaza o di Israele, ma solo per la tua coscienza. Se infatti ti stesse a cuore il loro destino giustificheresti l’attuale operazione militare, intrapresa non per sradicare Hamas da Gaza ma per far capire ai suoi seguaci (e malauguratamente, al momento, è questo l’unico modo per farglielo capire) che è ora di smetterla di sparare razzi su Israele, di immagazzinare armi in vista di una fantomatica e utopica guerra che spazzi via lo Stato ebraico e di mettere in pericolo il futuro dei loro figli in un’impresa assurda e irrealizzabile…”

Questo è il razzismo di questi assassini vestiti da colombe. Vogliono ‘educare’ gli ‘untermenschen’ arabi a frustate, “fargli capire”, come usava ‘far capire’ nei campi di cotone della Louisiana 200 anni fa o nel ghetto di Varsavia, pochi decenni fa. ‘Fargli capire’ le cose ammazzando i loro bambini? Le loro donne? Questo si chiama massacro, è un crimine contro l’umanità che viola le Convenzioni di Ginevra e i Principi di Norimberga. Questo Abrham B. Yehoshua è un mostro, e lui e i suoi colleghi non hanno appreso alcunché dal nazismo, anzi, hanno solo appreso come replicarlo.

“Oggi, per la prima volta dopo secoli di dominio ottomano, britannico, egiziano, giordano e israeliano, una parte del popolo palestinese ha ottenuto una prima, e spero non ultima, occasione per esercitare un governo pieno e indipendente su una porzione del suo territorio.”

Su una porzione del suo territorio… Non c’è limite all’abominio intellettuale di questo scrittore. Gli ‘untermenschen’ arabi devono essere grati di poter fare la fame su un fazzoletto di terra privo di ogni sbocco economico/commerciale e che è una frazione di quel 22% delle loro terre che gli è rimasto dopo che Israele gli ha rubato il 78% a forza di massacri e pulizia etnica.

“Se intraprendesse opere di ricostruzione e di sviluppo sociale, anche secondo i principi della religione islamica, dimostrerebbe al mondo intero, e soprattutto a noi, di essere disposto a vivere in pace con chi lo circonda, libero ma responsabile delle proprie azioni…”

Come aver detto agli etiopi nel 1984: “Se imparaste a coltivare la terra invece che chiedere l’elemosina all’ONU…”.

Questo Abrham B. Yehoshua è, lo ribadisco e me ne assumo la responsabilità, un mostro. Lo è in forma più disgustosa di Sharon, di Olmert, della Livni, poiché traveste la sua perfidia disumana da ‘colomba’.

L’ipocrisia della tragedia israelo-palestinese è arrivata a livelli biblici di disgusto. E ricordo, per tornare in Italia, la posizione dei nostri intellettuali di sinistra, ‘colombe’ anch’essi, come esplicitata sul sito http://www.sinistraperisraele.it/home.asp?idtesto=185&idkunta=185, dove campeggia una commemorazione di Uri Grossman, figlio dell’altra ‘colomba’ israeliana di chiara fama, David Grossman, ucciso durante l’invasione israeliana del Libano del 2006. La morte di un figlio è sempre una tragedia immane, e quella morte lo è nel suo aspetto privato. Non oserei profferire parola su questo.

Ma vi è un aspetto pubblico di essa, che stride e che fa ribollire la coscienza: Uri Grossman era un soldato di un esercito invasore, criminale di guerra, oppressore da 60 anni di un intero popolo, e che in Libano ha massacrato oltre 1000 esseri umani innocenti, dopo averne massacrati 19.000 in identiche circostanze nel 1982 e molti altri nel 1978. Uri Grossman era una pedina di una impresa criminale, ma venne commemorato su tutti i media italiani, e ancora lo è sul sito dei nostri ‘intellettuali colombe’.

Dove sono le commemorazioni della montagna di Abdel, Baher, Fuad, Adnan, la cui vita spezzata a due anni, a tredici anni, a trent’anni, e senza aver mai indossato la divisa di un esercito criminale di guerra, ha lasciato il medesimo strazio e il medesimo buio di vivere di “papà, mamma, Yonatan e Ruti” Grossman? Dove sono? Dove?

“Far capire”… “malauguratamente è l’unico modo”. Queste parole, Abrham B. Yehoshua, questi ‘intellettuali’ traditori, la difesa del sionismo e delle condotte militari di Israele dal 1948, sono un insulto a sei milioni di martiri ebrei dell’Olocausto nazista. Lo scrivo, lo dico e mi chiamo Paolo Barnard.

Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=93
19.01.2009

Pubblicato da Davide

  • Borokrom

    http://www.forumpalestina.org/news/2009/Gennaio09/19-01-00ImmaginiParlano.htm

    Vi segnalo la galleria di immagini che si trova al link qui sopra.
    Notevole.
    Da utilizzare assolutamente per la giornata della memoria il 27.

  • geopardy

    Non ho nulla da aggiungere a quanto detto da Paolo Barnard.
    Ciao
    geo

  • Franky_Ramone

    Grazie Barnard, di cuore. La cosa più frustrante in questi giorni è stato avere visto amici e conoscenti del tutto privi di sensibilità nei confronti di ciò che sta succedendo a Gaza.
    Sentirsi dire: -sì, ma prendila con filosofia, tanto sarà sempre così.
    è stato peggio del menefreghismo dei media.

  • alcenero

    Per avere una chiara idea del pacifismo e della tolleranza di Yehoshua invito Barnard e tutti a leggere il seguente articolo del Corriere della Sera del 16 Febbraio 2008 [archiviostorico.corriere.it] che riporta brani di un’intervista rilasciata ad Haaretz (che mi hanno detto è persino più pesante): il nostro amico non vuole vicini di casa che non siano di sangue “puro”. Riporto l’articolo esattamente come appare sul sito di archivio del Corriere.

    Il caso Lo scrittore: piu’ affine agli ebrei ortodossi che agli arabi laici

    “Uno Stato binazionale? La fine di Israele”

    Yehoshua: “Non vorrei un vicino musulmano » Intervista ad «Haaretz» dell’ autore che in passato era stato un sostenitore della convivenza tra i due popoli

    DAL NOSTRO CORRISPONDENTE GERUSALEMME – Abraham Yehoshua vive ad Haifa, la città dove arabi ed ebrei provano a convivere. Ritrovarsi con un vicino di casa palestinese, al piano di sotto, in uno Stato da dividere con lui, lo disturberebbe. «Se vivessimo in uno Stato binazionale, a Yom Kippur non potrei obbligarlo a spegnere la radio o a non andare in giro con l’ auto», ha risposto lo scrittore a due giornalisti di Haaretz. Quando hanno provato a replicare «lei è laico, che cosa le importa di Yom Kippur», spiega: «È un giorno molto importante per me. Deve mantenere il suo carattere. Io vivo in una comunità con una sua memoria, le sue festività, gli altri hanno le loro celebrazioni e le loro tradizioni». Da qui l’ avvertimento: «Uno Stato binazionale porterebbe alla nostra distruzione. Gli ebrei fuggirebbero e i palestinesi arriverebbero. Significherebbe cancellare il desiderio di far parte della nazione, eliminerebbe i simboli e l’ identità. Dovremmo cambiare la bandiera, l’ inno. Gli arabi non vogliono due Stati». Vicini di casa e vicini a se stesso. Yehoshua, uno degli scrittori simbolo della sinistra israeliana, spiega chi considera simile. «Ho molto in comune con gli ultraortodossi moderati di Bnei Brak. Molto di più che con un poeta arabo e laico come Mahmoud Darwish. Lui vive secondo codici diversi, musulmani. Non sono contro questi codici, li rispetto». Idee che ripete nel nuovo libro, Comprendere la Patria, arrivato in questi giorni nelle librerie israeliane, una raccolta di saggi. Sono 41 anni che non fuma, dalla guerra dei Sei giorni, quando giurò che non avrebbe acceso più una sigaretta fino alla pace. Sa che non succederà presto. «La sensibilità che dimostriamo verso qualcuno che è stato rapito – continua – è molto più profonda di quella nei codici dei palestinesi. Noi abbiamo i nostri codici morali, gli arabi i loro. Mandano la gente a farsi saltare in aria. Non credo che neppure durante l’ Olocausto qualcuno avrebbe potuto chiederlo a suo figlio. E non sto parlando di uccidere bambini tedeschi, neppure per ammazzare i soldati. Noi non vogliamo distruggerli. I palestinesi a Gaza invece distribuiscono caramelle dopo un attentato». I giornalisti di Haaretz hanno potuto vedere le bozze di lavoro per il libro. In una pagina l’ aggettivo «brutale» è cancellato a mano, accompagnava la parola «occupazione». «Ho tolto “brutale” perché mi sembra che ci sia anche una proporzione. Durante quattro anni della seconda intifada, uno degli eserciti più sofisticati al mondo ha affrontato i miliziani: 4 mila palestinesi sono stati uccisi e un migliaio di israeliani. Questo non è nazismo. I nazisti avrebbero ucciso 4 mila persone in un minuto».

    Frattini Davide

    Pagina 17
    (16 febbraio 2008) – Corriere della Sera

    Fonte: http://archiviostorico.corriere.it/

  • Erwin

    Tutti i media , blog che promuovono israele sono in contravvenzione della legge mancino,perche israele e uno stato razzista, dichiarandosi stato ebreo vuol dire SOLO per ebrei,cioè razzista.

  • Eli

    Grazie, Paolo. Come sempre sei attento ed incisivo nel colpire gl’ipocriti di ogni risma. E’ ora che questa gente sia isolata ed emarginata. E poi ho provato a leggere un libro suo ed uno di Grossmann: sono pallosissimi! Chissà chi ha visto in loro dei “grandi” scrittori.

  • PaoloYogurt

    A.B.Y. “Ti chiesi allora se ritenevi plausibile che Hamas potesse convincerci adottando un comportamento del genere o se, piuttosto, non avrebbe ottenuto il risultato contrario, e se fosse giusto riaprire le frontiere a chi proclamava apertamente di volerci sterminare.”

    ————–

    Il modo di parlare tipico di chi sa di essere in una posizione dominante, di chi sa di poter dettare le condizioni a un avversario alla sua totale mercé. Ho la nausea.

  • adriano_53

    YEHOSHUA: e’ UN INSULTO All’umanità.

    come lo sono quei giornali “la stampa” e ” il corriere della sera” che ne trasportano le velenose parole in italia.
    d’altra parte anche i lettori di questi giornali non è che siano fulgidi esempi di umanità: anzi forse loro di fronte all’aggressione israeliana proprio da questi biechi figuri vogliono ascoltare le giustificazione alla propria immoralità.

  • fefo

    Grande Barnard ,anche questi pseudo sinistronzi italiani sono un insulto all umanita.

  • Iwona

    In un bar a Ferrara un giovane sorridendo ha esclamato:” porterei tutti questi bambini nell’lager (immigrati)tranquillamente,poi ha riso. La gentelo ha sorriso e io con le lacrime da nascondere lo chiesto:” porterebbe anche me?”

  • mikaela

    Grazie
    M.