Xi Jinping non rassicura Biden

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Venerdì 18 marzo Joe Biden e Xi Jinping hanno colloquiato in videochiamata per circa 110 minuti, per discutere principalmente delle posizioni che la Cina ha assunto e assumerà rispetto alla situazione in Ucraina.

Il presidente americano ha cercato durante la riunione di quasi 2 ore di dissuadere il governo cinese dal continuare a mantenersi neutrale, nella speranza che una maggiore fermezza della Cina nel condannare l’attacco russo potesse mettere in difficoltà il Cremlino, isolandolo. Purtroppo però, vane speranze erano e tali sono rimaste.

La Cina sa di avere il coltello dalla parte del manico in questo momento, è la superpotenza del futuro, ha ottimi rapporti con la Russia, ha coltivato l’amicizia con i paesi arabi e sicuramente i paesi europei ci penseranno più di una volta prima di rinunciare alle merci provenienti dalla “Nuova Via della Seta” – il commercio tra l’Unione Europea e la Cina ha superato gli 800 miliardi di dollari l’anno scorso. Per questo motivo, nonostante le parti al termine della videoconferenza abbiano deciso di mantenersi costantemente aggiornate tramite i rispettivi funzionari, la Casa Bianca ha affermato tramite il suo portavoce che le preoccupazioni sul possibile intervento di Pechino non sono state placate.

“Abbiamo questa preoccupazione”, ha detto l’addetto stampa della Casa Bianca Jen Psaki. “Il presidente ha specificato quali sarebbero le implicazioni e le conseguenze se la Cina fornisse supporto materiale alla Russia mentre conduce attacchi brutali contro le città e i civili ucraini. E questo è qualcosa su cui vigileremo e su cui il mondo vigilerà […] L a Cina deve decidere da sola da che parte vuole stare e come vuole che i libri di storia la considerino e valutino le sue azioni”, ha proseguito Psaki. “Questa è una decisione che deve prendere il presidente Xi”.

Le preoccupazioni principali del governo americano sono prettamente due: sostegno militare e sostegno economico. Rispetto al primo, la paura principale di Washington riguarda l’invio di armi e attrezzature in Russia da parte di Pechino per supportare l’invasione. Questa mossa però attualmente risulterebbe fin troppo spregiudicata anche per i più esperti analisti.

“Siamo preoccupati che stiano valutando la possibilità di assistere direttamente la Russia con l’equipaggiamento militare da utilizzare in Ucraina”, aveva detto giovedì il segretario di Stato Antony Blinken.

Molto più probabile invece un sostegno economico-finanziario, meno spregiudicato nella forma, ma altrettanto utile nella sostanza. Il partenariato con la Cina sarebbe infatti l’unico modo per la Russia per poter far fronte alle ingenti sanzioni economiche occidentali. Su questo aspetto il governo cinese ha più volte ribadito la sua intenzione di non aderire alle sanzioni, denunciandole come un atto avverso a qualsiasi forma di risoluzione diplomatica della situazione.

“Non solo dobbiamo guidare lo sviluppo delle relazioni Cina-USA lungo la strada corretta, ma anche assumerci le nostre responsabilità internazionali e fare sforzi per la pace e la tranquillità nel mondo […] Il mondo non è né pacifico né tranquillo. La crisi in Ucraina è qualcosa che non vogliamo vedere”, ha commentato Xi Jinping durante la videochiamata.

Probabilmente siamo quindi di fronte all’ennesimo buco nell’acqua del presidente Joe Biden, oramai ai minimi storici per gradimento nonostante, come al solito, la guerra risvegli lo spirito patriottico degli americani.

Massimo A. Cascone, 20.03.2022

Fonte: https://edition.cnn.com/2022/03/18/politics/joe-biden-xi-jinping-call/index.html

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