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WELLS: ATTENTI SAR IL PD A FINIRE IL LAVORO DI BERLUSCONI

FONTE: LIBREIDEE.ORG

C’è una crescente opposizione popolare in Italia alle politiche di austerità in corso di attuazione da parte del primo ministro Silvio Berlusconi. La recente manovra da 54 miliardi di euro è parte di un programma pluriennale di tagli alla spesa sociale e aumento di tasse regressive. L’attacco contro la classe lavoratrice è stato implementato sia dall’attuale governo di centrodestra di Berlusconi, così come dal precedente governo di centrosinistra guidato da Romano Prodi. Nemmeno approvato il provvedimento, che l’élite finanziaria ed industriale ha subito iniziato a fare progetti per il prossimo attacco. Il “Wall Street Journal” ha subito sottolineato che la misura era insufficiente. «Gli economisti temono che la proporzione del debito pubblico resterà elevata», ha scritto.

Nela foto: Alessandro Profumo

Il debito pubblico in Italia ha superato il 120% del Pil, secondo soltanto alla Grecia nell’Eurozona. Vladimir Pillonca, un economista della Société Générale francese, ha dichiarato: «Ci sono rischi concreti che ulteriori misure saranno necessarie». Ciò in un contesto di crescita economica stagnante e di una serie di downgrade del credito al governo italiano, nonché di sette grandi banche e persino di Fiat. Strati della classe dirigente italiana sono sempre più preoccupati che il governo Berlusconi, a causa dei numerosi scandali personali, delle politiche “ad personam” del primo ministro stesso e del tangibile odio popolare nei suoi confronti, si trovi sempre più in difficoltà nell’attuare ciò che è richiesto. Ci sono quindi tentativi di mettere insieme un governo più “di sinistra” per smantellare ciò che resta delle conquiste passate dei lavoratori.

La scorsa settimana Confindustria ha presentato il “Manifesto per salvare l’Italia”. Il documento delinea una strategia in 5 punti: riforma delle pensioni per aumentare l’età pensionabile a 70 anni; riduzione dei contributi ai fondi pensionistici e sanitari; vendita dei beni pubblici per la riduzione del debito pubblico; privatizzazione e liberalizzazione di istruzione e assistenza sanitaria, tra gli altri servizi sociali fondamentali; piano di assegnazione dei maggiori contratti di infrastrutture sociali per gli investitori privati. Una variante di questo piano è stata presentata ai primi di agosto con il pieno appoggio della “sinistra” e i sindacati sotto il titolo di “Patto per la crescita.”

Ancora una volta, la “sinistra” ha colto al volo l’opportunità di dimostrare la sua fedeltà a Confindustria. Il vicesegretario del Partito Democratico, Enrico Letta, ha dichiarato: «Le imprese hanno preso una strada di grande allarme che noi condividiamo: non si può continuare così. Tra l’altro non era mai accaduto nella storia italiana che Confindustria, il sistema delle imprese, chiedesse un cambio di governo e le dimissioni del governo in carica come sta accadendo oggi». Il Partito Democratico è pronto ad agire come agente e per conto di Confindustria nella implementazione di politiche che vanno anche oltre quelle attuate da Berlusconi. Lo scorso agosto, in una intervista a “Il Sole 24 Ore”, Letta ha dichiarato che il Pd vuole perseguire «la flessibilità in uscita [pensionamento] in un range tra i 62 e i 70 anni… Certo poi si potrebbe discutere l’accelerazione del passaggio al contributivo pieno». Una tale riforma ridurrebbe significativamente le prestazioni pensionistiche per i lavoratori.

Più significativa è la posizione del sindacato ex-stalinista Cgil che ha confermato la sua approvazione prima del “patto per la crescita”. Il 24 settembre, ha pubblicato un comunicato stampa dal titolo “Confindustria-Cgil, asse contro la crisi per ‘salvare l’Italia’”. Il documento afferma esplicitamente che il fondamento della coalizione è «un fronte comune tra sindacati e Confindustria». Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha elogiato il manifesto di Confindustria. Ha ripetutamente citato il documento, fornendo supporto completo in ogni suo punto. Tutto questo viene giustificato nella maniera più opportunista: Berlusconi è odiato.

La coalizione tra i sindacati e Confindustria prepara la strada ad enormi concessioni imposte alla classe lavoratrice. Il compito delle organizzazioni sindacali è di subordinare i lavoratori ai dettami di Confindustria e della borghesia. Così come inquietante è l’emergere sulla scena politica di Alessandro Profumo, un rappresentante dell’oligarchia finanziaria parassitaria direttamente responsabile della crisi economica. Profumo ha annunciato la sua possibile candidatura per un governo di tecnocrati. Profumo di carriera è radicato nel sistema finanziario. È stato l’amministratore delegato di Credito Italiano e di Unicredit fino al 2010, ed è attualmente il vicepresidente della Associazione Bancaria Italiana (Abi).

È anche membro del consiglio di sicurezza per Sberbank, la più grande banca in Russia. Il principale azionista di Sberbank, Suleiman Kerimov, controlla anche una quota consistente di Gazprom, compagnia energetica. Profumo è anche una figura chiave nei settori del petrolio e del gas come membro del consiglio di amministrazione del gigante petrolifero Eni. Eni ha svolto un ruolo cruciale nell’intervento italiano in Libia. Il suo rapporto con il Consiglio Nazionale di Transizione libico (Cnt) ha portato al primo accordo di sfruttamento del petrolio, raggiunto il 26 settembre. Letta si è subito precipitato ad accogliere la candidatura di Profumo: «Lo candiderei subito, è una persona appassionata e competente. Ci sarebbe bisogno di persone come lui».

Profumo è stato un aperto sostenitore della “sinistra”. Ha sponsorizzato il sindaco Giuliano Pisapia alle elezioni amministrative del maggio scorso. Pisapia è stato deputato e membro del partito ex-stalinista Rifondazione Comunista. Ha vinto le primarie a Milano del Partito Democratico sulla base dell’alleanza Federazione della Sinistra (un rimpasto di ex-stalinisti compresa Rifondazione) e Sinistra Ecologia e Libertà (Sel). Tutte le organizzazioni della pseudo-sinistra hanno celebrato come una vittoria l’elezione di un candidato sostenuto da banchieri come Profumo. Oggi Pisapia commenta con entusiasmo la possibile candidatura di Profumo stesso: «Ne penso solo bene. Sarebbe sicuramente un apporto prezioso per una buona politica».

Profumo ha sintetizzato il suo programma in una recente intervista al “Corriere della Sera”: «Serve uno sforzo da 400 miliardi. Lo può fare solo un governo tecnico». In un recente articolo che ha scritto per “Il Sole 24 Ore”, Profumo sottolinea l’importanza della «qualità delle regole per la competitività… Capire come devono cambiare le norme sul lavoro, le strutture dei mercati, le infrastrutture per mantenere e favorire la competitività risulterà fondamentale, decisivo». Questo è il programma che la “sinistra” sta ora sponsorizzando. Quattrocento miliardi di euro sono un quinto del Pil italiano. Tale programma porterebbe a tutti gli effetti alla distruzione del sistema pensionistico, della pubblica istruzione e dell’assistenza sanitaria. Il supporto per un governo di tecnocrati è un chiaro segnale ai mercati finanziari che la “sinistra” è pronta ad attuare tutte le misure (anche autoritarie) necessarie per la difesa dei rapporti capitalistici e la protezione degli investimenti privati.

(Marc Wells, «Italia: preparativi per un governo di austerity di “sinistra”», dal blog “Cori in tempesta” del 10 ottobre 2011; testo già pubblicato in inglese il 30 settembre e in tedesco il 5 ottobre, ora ripreso da “Megachip”).

via www.libreidee.org

11.10.2011

Pubblicato da Davide

  • ottavino

    Saluto con gioia l’arrivo della tanto temuta “macelleria sociale”, sperando che così abbiano termine questi articoli tesi ad impaurire il cittadino.

  • AlbertoConti

    Anche Veltroni è favorevole ad un governo tecnico di transizione fino alle politiche del 2013. Bisogna in tutti modi evitare che il “buon” Monti, sdoganato anche da Lerner, prenda il potere. Non che Vendola dia garanzie, ma almeno che ci sia il terreno politico per poter lottare. Il vero terrorismo psicologico è quello degli euro-conservatori, una manica di pseudoeconomisti da strapazzo che ci mettono la faccia per sostenere le loro scempiaggini con la pura forza dell’arroganza. A questi “utili cretini” bisognerà rispondere colpo su colpo, prendendoci gli spazi per poterlo fare. Certo si parte da una situazione a dir poco disarmante, ma non si può mai dire. La fame aguzza l’ingegno. Steve Jobs docet:”siate affamati, siate folli”. In questo caso “vi hanno affamato, siate normali, usate la testa e reagite nel modo giusto”. Altro che i-pod ecc, qui ne va di I-talia declinata in tutti i modi che contano. La macelleria dev’essere rimandata al mittente, che se la merita.

  • lucamartinelli

    scrivo queste parole con la massima pacatezza. E’ o dovrebbe essere sotto gli occhi di tutti quelli dotati di senso critico che è proprio la sinistra che opera macelleria sociale. In tutto il mondo i governi di destra si arricchiscono. E’ nella loro natura perche’ sono espressione della casta dei padroni. Dopo aver combinato guai arriva la cosiddetta sinistra e deve tentare di mettere a posto i conti. Missione impossibile perche’ il debito proprio per la sua struttura e natura è impagabile, ma questo è un altro discorso. saluti a tutti.

  • ottavino

    La cosa spiacevole, per me, è che l’attuale condizione dell’essere umano assillato dai media, è come quella quando da piccoli il dottore ci doveva fare la puntura. La mamma diceva: “Ora ti fanno la puntura!”, e allora regnava il terrore della puntura. Per come sono io mi viene da dire: ma fai ‘sta cazzo di puntura e non ci rompere più il c…..

  • AlbertoConti

    “Dopo aver combinato guai arriva la cosiddetta sinistra e deve tentare di mettere a posto i conti.” Già, è proprio questo l’errore del quale convincere tutti quelli che ragionano. Quando è impossibile sistemare un sistema, che sistematicamente produce default, non bisogna assolutamente sanare l’impossibile, ma bisogna sanare il sistema stesso. La parola giusta è RIVOLUZIONE, pronunciata con la massima pacatezza. Non significa disordini e violenza, al contrario è l’unico modo per riportare armonia e ordine in un sistema completamente diverso, non rinnovato, come fosse un lifting, ma completamente rivoluzionato, risvoltato come un calzino, come a stampare una foto da un negativo, per riportare i chiari-scuri al loro posto naturale. Restituire il significato originale alle parole è un’operazione unica. Partire da RIVOLUZIONE mi sembra un’ottima idea, che innesca il processo unitario di cambiamento RADICALE (altro termine da rivalutare per quello che è). La definizione di MONETA = PATTO SOCIALE è il fondamento di questa rivoluzione. La Politica da quel momento in poi si occuperà solo di definire quale patto sociale, alla luce del sole, che lo capiscano tutti. Quello sottaciuto dal sistema vigente non è un patto sociale, è piuttosto una colossale TRUFFA sociale.

  • Giancarlo54

    Ottimo articolo, ma è dal Amato, 1992, che la situazione è questa, destra o sonistra cambia poco anzi non cambia proprio niente, mi stupisce veramente che ci siano ancora persone convinte che Vendola sia meglio di Monti……..

  • AlbertoConti

    Se ti riferisci al mio primo commento (11 ottobre @ 12:07:54) sei fuori strada, e mi scuso per essermi espresso male. Che Vendola sia meglio (o no) di Monti è un altro paio di maniche, diverso dal significato che intendevo dare al discorso, ed è cosa che non intendo qui discutere. Quel che affermo qui è che di fronte alla desolante situazione reale, da bocciare in blocco ma pur sempre l’unica minestra disponibile, è meglio un governo politico di un governo tecnico. E in questo, ma solo in questo, sono d’accordo con Vendola, che pure rappresenta la parte più “presentabile” (si fa per dire, in senso relativo ovviamente) del “centrosinistra” candidato a governare la crisi. Il perchè è presto detto: un governo formalmente politico lo si può attaccare politicamente, un governo tecnico no, perchè significa aver già accettato a priori di non mettere in discussione il sistema. Invece è proprio questo il punto: la giusta azione politica deve mettere sotto accusa questo sistema e proporne uno alternativo e vincente.

  • Giancarlo54

    Prendo atto anche se mi sembra che, leggendo, venga confemato quanto ho scritto. Forse dipende dal fatto che io considero Vendola esattamente UGUALE a Monti e sarà per questo che, magari, sono portato a credere che anche gli altri lo pensino. Forse.
    Riguardo che sia più presentabile, da parte mia, non lo ritengo veritiero, magari è più presentabile per qualcuno che continua ad illudersi che la sinistra, una certa sinistra, sia ancora, semmai lo sia mai stata, dalla parte della “povera gente”. Ognuno è libero di credere in quello che vuole.

    Meglio un governo politico che uno tecnico, così il discorso può scendere direttamente sulla contrapposizione politica? Certo, in teoria, ma solo in teoria essendo oramai da anni convinto che i governi politici, quando ci sono, siano solamente il paravento per attuare il programma che i “tecnici” hanno accuratamente predisposto.

  • AlbertoConti

    “… solo in teoria essendo oramai da anni convinto che i governi politici, quando ci sono, siano solamente il paravento per attuare il programma che i “tecnici” hanno accuratamente predisposto.” Sono assolutamente d’accordo, questa è la realtà fino ad oggi. Ed è questa realtà che va cambiata, in modo necessariamente rivoluzionario, nel senso proprio del termine, che implica un obiettivo di armonia e ordine completamente diversi da oggi, attuabile con metodi pacifici e democratici. La forma del governo che rappresenterà la controparte della rivoluzione è importante, proprio per agevolarne la strada, nei metodi oltre che nei contenuti. Gli eversivi sono loro, noi rivoluzionari vogliamo rispettare la Costituzione.

  • Socialist

    Non posso non commentare, da socialista e da oramai ex elettore del PD da un po’, cioè da quando ho capito che tale partito è subalterno e uguale alla destra riguardo le questioni economico-sociali.

    Purtroppo da elettore di sinistra non posso che confermare, quanto scritto è tutto vero. Il PD, vuoi per ignoranza politica, vuoi per poca lungimiranza, vuoi perché la voglia di andare al governo fa perdere gli obiettivi importanti cioè gli interessi dei cittadini tutti, beh questo PD non farà altro che fare quello che ha fatto Papandreou, e cioè piegarsi all’Europa dei banchieri nel nome dell’austerity e della distruzione di ogni forma di socialità.

    Ma forse sono stato troppo buono nel giudizio, la realtà probabilmente é che questa dirigenza ha perso qualsiasi contatto con la realtà del vissuto della cittadinanza.

    Sono un europeista convinto, tanto da auspicarne la federazione ma convinto anche a questo punto che bisogna rifondare l’Europa e per fare questo mio malgrado dobbiamo usire dall’Euro per svincolarsi dalla morsa BCE.

    Solo a quel punto potrebbe creare un Europa dei cittadini e non del potere economico antidemocratico e antisociale.

    Rifondare l’Europa uscendo dall’Euro é la sola opzione purtroppo.

    Ma non per restare ancorati a un nazionalismo inutile bensì per costruire l’Europa federale su base democratica, sociale, insomma più umanista.

  • Socialist

    Cosa vorrebbe dire questo?

  • Socialist

    Bravo! hai detto bene, rivoluzione è la parola giusta, rivoluzione è un termine positivo, la politica dovrebbe essere rivoluzione, nel senso di rivoluzionare, cambiare in meglio la vita della cittadinanza.

    Mentre qua non si fa altro che fare normale amministrazione senza rivoluzionare niente, senza quindi “fare politica”.

    Ma per la conformista Italia tale parola “rivoluzione” ha accezione troppo estremista a loro dire.

    Altro requisito non ancora raggiunto: tanta gente ha ancora troppo da perdere per fare una sana rivoluzione ma presto il momento verrà, la misura è colma e presto verrà oltrepassata.

    Dispiace solo che il maggior partito di opposizione non abbia nessun cervello che si svincoli da questa concezione amministrativa e distante dalla realtà del vissuto dei cittadini.

  • Socialist

    Aggiungo su Vendola che è troppo poco concreto e ha tanti difetto che lo rendono antipatico. Detto questo in sinistra e libertà ci sono molte teste pensanti che hanno fatto un analisi lucida della situazione.

    Per esempio da tanti ambienti SEL si levano almeno voci di critica contro questa Europa dei bancheri, dei Trichet e dei Draghi, dell’austerity e dell’antidemocrazia e della voluta distruzione dello stato sociale.

    Bisogna vedere se c’è il coraggio politico di dire BASTA a questa Europa per rifondarne una nuova. Ma ho i miei dubbi che vi sia tale coraggio.

    Non l’avrei mai creduto, tocca sperare negli ex(?) comunisti povero me.

  • AlbertoConti

    Siamo in due, è già un buon avviamento. Rivoluzioniamo il linguaggio, restituendogli i significati originali, e allora i lupi travestiti da agnelli si vedranno meglio per quello che realmente sono. Questa concezione amministrativa corromperebbe anche un santo, figuriamoci i nipotini del PCI. Solo gente nuova può portare un po’ d’aria fresca nella politica.