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VOTO, NON VOTO, CHI VOTO ? E DI PIETRO DOVE LO METTO ?

DI FULVIO GRIMALDI
fulviogrimaldi.blogspot.com/

Ahi serva Italia, di dolore ostello
Nave senza nocchiero in gran tempesta
Non donna di provincia, ma bordello.

(Dante Alighieri, Purgatorio, IV)

Cosa abbiamo qui sopra (di fianco e sotto, ndr)? La rivoluzione che, innovando da capo, tutto travolge e trasporta a nuovi lidi (Delacroix); la zattera dei naufraghi “in gran tempesta” che, col suo carico di disperati e dispersi, veleggia verso destinazioni ignote (Gericault); il buio pesto della notte sulla palude dove ogni lucetta riflette se stessa (Van Gogh). A fianco (sotto, ndr), il gioco delle tre carte. Così, sinistre ed elezioni europee.

A seguito, “Perché alle elezioni europee voterò radicale” (Carlo Gambescia, carlogambesciametapolitics.blogspot);

Nelle liste internet praticate da compagni circola di tutto. Un estremo è quell’Ettore Masina che, addolorato per non potersi schierare con il buon Franceschini, dalla padella rimpianta finisce nella brace dell’invocazione del voto per due pusher di oppiacei ai popoli resistenti, come Luisa Morgantini e Giuliana Sgrena, “non violenti” finchè non si tratta di dare in testa ai “terroristi islamici”. L’altro estremo sono i “Proletari comunisti” che scrivono: “Tutti i governi di destra, di centrodestra, di centrosinistra (chi sarebbero? N.d.r) che reggono i paesi europei sono uniti nella ricerca di soluzioni alla crisi fondate sul salvataggio di banche e padroni e sullo scaricamento di essa sui lavoratori e sulle masse popolari. Governi peraltro eletti in un quadro nazionale e quindi poco influenzati dagli esiti elettorali delle elezioni europee che eleggono un parlamento formato da una massa di fannulloni e parassiti…. Guadagnano tanto, non fanno nulla, la maggior parte di essi non si presenta neanche in parlamento e non contano nulla. Una sorta di villaggio-vacanze per politicanti in pensione o in trampolino di lancio. Queste elezioni e questo parlamento sono uno specchio fedele della politica resa vuoto rito e quindi dell’antipolitica, della sua funzione di puro servizio per le classi dominanti e di putrescente parassitismo del sistema imperialista”. Ineccepibile. Poi la conclusione: “Boicottare queste elezioni è un atto, questo sì, politico e di civiltà… L’indicazione dei Proletari comunisti alle elezioni europee è il boicottaggio nella forma di astensione di massa”. E qui ci si eleva sopra le brutture del mondo nel nirvana di quello che si vorrebbe che fosse e non è.

Cosa si fa al tavolino del biscazziere che ti fa vorticare sotto il naso tre carte – notte fonda, palingenesi rivoluzionaria, deriva allucinata di naufraghi che puntano a un qualche orizzonte ignoto – e ti fa beccare inesorabilmente la carta che a Bruxelles non vince di sicuro (ognuna delle tre)? Non è che mi sia rotto molto il capo in queste settimane su chi onorare del mio decisivissimo voto, anche alla luce delle sacrosante considerazioni dei Proletari di cui sopra. Votare, voterò, se non altro perché in questa occasione la truffa elettorale è un po’ meno truffa: non c’è premio di maggioranza che fa del mio voto, storicamente perdente, un votino rispetto al votone storicamente vincente. Una testa mezzo voto, un’altra testa due voti. E poi non mi hanno tolto le preferenze, infilandomi nella camicia di forza cucita da quattro farabutti che impongono i loro commensali, boss e picciotti. Se per le europee, per quanto esangui e farlocche, vota una marea di gente e sulle politiche, generali o locali, si abbatte uno tsunami di schede rifiutate o annullate, come raccomandai nell’ultima tornata per il mostro bifronte Prodisconi, beh, sara un confronto politicamente significativo, quel bel dì vedremo levarsi un fil di fumo, come da un accampamento Sioux dopo le mazzate a Custer. A coloro che rifiutano il voto in assoluto, come irrimediabile buggeratura borghese, consiglio di riflettere su Hugo Chavez, o Evo Morales, o su quel Lopez Obrador che, non fosse stato per il boicottaggio elettorale del transgender politico chapaneco, Marcos, avrebbe portato il Messico quanto meno fuori dalla catena di lupanari Usa e in linea con l’insubordinazione che dilaga nel continente latinoamericano, premessa per tutto il resto. Infine, basta una considerazione da due più due: le due cosche dei faccendieri all’ordine di mafie, banche e militari, Franceschini e Berlusconi, con sulle spalle il suggeritore USraeliano, vogliono che la lista unitaria vada sotto e scompaia. Motivo sufficiente per fare il contrario e mandarla oltre il 4%.

Il parlamento europeo conta quanto una pippa malriuscita sulla foto di una sciacquetta da Villa Certosa.. Al massimo sparge zefiri, vuoi maleodoranti, ma vuoi anche profumati, quando invece dal parlamento italiota, non si sprigionano che miasmi da cloaca maxima. Fetori che da decenni si sposano, senza perdere vigore, all’alitosi di Berlinguer intorno a Nato, austerità e “provocatori sessantottini” e alle esalazioni vipparole dei Vendinotti, esufflate perlopiù nelle maison di lusso di Valeria Marini o Bruno Vespa. A volte, comunque, quelle brezze disperse nell’aere di Bruxelles, e lì subito catturate e messe al chiuso dalla Commissione Europea, hanno assunto la foga di un turbine che un po’ di polvere l’ha sollevata. Penso a quel Claudio Fava, ora ridotto a scimmiottare le levigate vaghezze del neo-sodale Svendola, ma che allora seppe in solitaria condurre un’inchiesta su uno degli obbrobri più clamorosi nel processo di nazificazione planetaria: le extraordinary renditions. Rapimenti Cia su scala industriale condotti con la piena complicità di governi. servizi, dogane, aeroporti europei, a partire dalla farsa dell’11 settembre 2001 e seguenti, per sistemare turbative umane nelle varie carceri segrete sparse dagli Usa tra paesi satelliti. Carceri e carcerieri le cui torture non rischiassero lo scoperchiamento subito dalle forze della democrazia e dell’ordine ad Abu Ghraib, Guantanamo, Bolzaneto. Non sarà servito a molto, Abu Omar, sequestrato da agenti Cia, che imperversavano nella colonia italiana con l’assistenza di tirapiedi nostrani (proprio come da Piazza Fontana alla stazione di Bologna), una volta sminuzzato perbenino dai seguaci egiziani del cristianissimo Torquemada, resta – e resterà per sempre – con la testa infilata nel cappuccio del segreto di Stato prodiano e berlusconide. Ma quel lavoro di Fava e dei suoi colleghi non si è perso tra le guglie liberty intorno al Berlaymont. C’è un po’ di gente che ha potuto prendere le misure dell’infinita capacità della borghesia imperialista di procedere oltre tutti le dimensioni criminali della pur sanguinolenta storia umana. Oggi, con il nero contraffatto e ultrabushista Obama, stragista ed eversore nei cinque continenti, prosseneta dei licantropi di Wall Street, massacratore degli operai dell’auto, più che mai.

Una rondine non fa primavera. Ma non è un buon motivo per abbatterla. Anche se quella rondine, svendolizzata, assomiglia ormai più a una gazza ladra che rubacchia la medaglietta della cresima dalle case dei proletari. Torniamo a questo stramaledetto voto. Non si prova che fastidio. Fastidio per dover chiudere gli occhi mentre si traccia la croce su falci e martelli corredati di un rosario di nomi scaturiti, alla faccia del “rinnovamento dal basso”, dagli scantinati di robivecchi. Trito e logoro funzionariato di partito, assessori e consiglieri precipitati dalle mangiatoie di vecchi parchi buoi e mandati a rifocillarsi in Europa, sconci ominicchi e donnicchie coperte d’oro per aver annegato nel sangue contadini afghani (remember Menapace?), qualche carneade da cui non si ha idea cosa aspettarsi. Ma a me dà personalmente un fastidio vasto come il Patto Atlantico, smisurato come le infamie che si compiono al suo interno su popoli diffamati e massacrati, profondo come la penetrazione del gladio Nato fin nelle più riposte viscere del nostro vivere sociale e civile, circolare come è la blindatura della nostra libertà-sovranità-autodeterminazione, l’urlante silenzio di proprio tutti i programmi e pronunciamenti elettorali con la falce e il martello sul leviatano che ci calpesta sotto i suoi anfibi: la guerra (salvo qualche inoffensivo pigolìo di Ferrero e di Ferrando). Silenzio-complice, volente o nolente, che avvolge e condanna all’ineffettività assoluta anche tutte le pattugliette che, dal largo, affluiscono ora al voto per la lista “unitaria”. Silenzio cagasotto che purtroppo non viene nemmeno scalfito dalle postazioni isolate di compagni antimperialisti la cui luminosità ricorda “l’orizzonte in fuga, dove s’accende rara la luce della petroliera” (penso a Lotta e Unità).

Il varco è qui?” ci si deve chiedere, ancora con Eugenio Montale. Pare
proprio di sì, anche se lo smarrimento di guerra, Nato, basi, asservimento coloniale, tra i flutti delle compatibilità e delle bulimie poltronare, assomma a codardie opportuniste la cecità circa gli effetti della nostra servitù imperialista. Effetti determinanti su macelleria sociale e involuzione fascista e anche sul nostro tradimento dei combattenti contro l’eterno terminator, taliban, saddamisti, islamici, o “kamikaze” che siano, esattamente come lottavano i nostri partigiani, in primis per la liberazione di una “patria” che, poi, si sarebbe fatta a immagine e somiglianza dei propri sogni. Il voto per due persone perbene come Ferrero (non me lo perdoneranno i miei amici Hamas) o Ferrando (non me lo perdonerà Chavez) sortirà gli stessi effetti della mia clavicola fratturata offerta in cera come ex-voto al fattucchiere Padre Pio. Ma qui si tratta di affermare che la materia uscita dal tritacarne della repressione borghese, della decerebrazione piduista da Craxi a Berlusconi e del collaborazionismo controrivoluzionario di un Togliatti, baronetto di Yalta, e di un innestato spurio come Bertinotti, non finisca tutta nel famoso immondezzaio della storia. In quella materia si sbattono, per la ricomposizione nel segno dell’antagonismo assoluto, tantissimi compagni cui non si deve negare la possibilità di travolgere domani con la forza dell’organo e del tamburo i tenui violini dei critici di corte.

Così, dopo aver volteggiato sui due simboli con la falce e martello, la mia matita infilzerà uno dei due, non senza essere passata a volo radente anche accanto al gabbiano di Di Pietro. Già, perché c’è un altro fattore di grande fastidio. Ed è la spocchia ottusa con cui i bravi compagnucci della coerenza ideologica abbattono la scure dell’anatema politico su chi meditasse un voto nientemeno che al “questurino”. Sono affetti dalla stessa torpidezza mentale che rincoglionisce coloro che si sciacquano la bocca dopo aver detto “Hamas”. Apostoli del vangelo delle contraddizioni come codificate da certi postmarxiani, hanno in uggia e tempestano di scomuniche qualsiasi vangelo apocrifo che magari annota qualche contraddizione nuova, eterodossa, via dalla centralità ormai mitologica di una “classe operaia” che per decenni sindacato e partito hanno educato a interessarsi di redditi e condizioni di lavoro che la mantengano agganciata alla piccola borghesia, di cui in massima parte condivide i “valori”. Magari nel frattempo crisi e rivolgimenti hanno sconvolto gli assetti sociali facendo emergere nuovi soggetti in sofferenza e dotati di carica antagonista, penso al precariato intellettuale e tecnologico, al popolo inquinato nei territori manomessi, agli immigrati. Soggetti che, come gli studenti del ’68, trascinino quanto non è finito omologato nella “classe operaia” verso una strategia che vada oltre il tinello, la spiaggia di Rimini, certezza e sicurezza del e sul lavoro. In fondo a quel percorso ci aspetta inesorabile la rivoluzione, dove tocca mettere in gioco beni e vita. E allora per i più è meglio restarsene al sicuro in un’ortodossia dai pochi rischi. E’ stata la corrosiva lezione del PCI qui e in tutti i Sud del mondo, dove infatti le rivoluzioni si sono fatte senza e contro di esso.

Io comprendo e rispetto quelli che, sentendo Di Pietro imbullonare i delinquenti e le mignotte di regime, sorprendere il colto e l’inclita con inedite rivendicazioni sociali, meditano di votarlo. E’ con qualche perplessità che finisco con il non condividerne la scelta. Di Pietro questurino, giustizialista (vivaddio!), populista speculare a Berlusconi, finto Robin Hood, accidioso sui migranti, sodale dei manganellatori e via stereotipando e deprecando, per oscurare il dato che, in parlamento e fuori, il questurino e la sua schiera di intellettuali borghesi oggi rappresentano l’unica opposizione istituzionale al caterpillar postribolare di marca mafiofascista, con alla guida il guitto mannaro. Non solo, nel giro di Di Pietro c’è anche chi, forse meglio di altri, contribuisce a demistificare la truffa svendoliana dell’arcobalino, “Sinistra e libertà”, mela davvero marcia nel cesto dei rossi frutti avvizziti, ultima evacuazione del dead man walking Bertinotti. E’ dell’altro giorno lo scontro tra il brogliatore pugliese e l’ex-pm di Catanzaro Luigi De Magistris. E la posta era di quelle strategiche. Con la puntualità con la quale ha denudato il principotto di Cepaloni e scoperchiato la melma del tribunale della ‘ndrangheta a Catanzaro, Il magistrato massacrato da regime, media e corporazione ha ricordato che il governatore allora “comunista” della Puglia aveva privatizzato il più importante acquedotto dell’assetato Sud, il più grande d’Europa, appunto quello pugliese, costringendo alle dimissioni Riccardo Petrella, massimo difensore italiano e internazionale di quel bene comune.

Ricordo dai tempi del TG3 che ero andato a fare una serie di servizi sulle mafie che in Puglia, sull’altopiano della Murgia, seminavano rifiuti tossici del Nord sotto le colture pregiate e stavano assediando proprio quel condotto di acqua e di denari. Per aver interferito, riprendendo un bacino artificiale abusivo, con la mia troupe ci trovammo davanti appeso un agnello appena sgozzato che ancora buttava sangue. Intorno, a vista d’occhio, nessuno. Poi venne Petrella e blindò il bene comune. Poi venne faccia-di-gomma Svendola e svendette il bene comune alla solita SPA, gradita ai poteri criminali. De Magistris, candidato dell’IDV, ha dichiarato: ”Io so che la regione Puglia sta lavorando per la privatizzazione dell’acqua che, secondo noi, è un bene pubblico e non deve appartenere ai privati. Loro non vogliono migliorare il servizio, ma solo fare affari aumentando le tariffe agli utenti”. Non male per un dipietrista. Del resto con il suo coraggio, il suo lavoro, la sua resistenza ai soprusi e alle persecuzioni dei potenti, i suoi colpi di bisturi nel tumore del malaffare mafioso-giudiziario-politico, De Magistris ha dimostrato più comunismo, che lo sappia o no, di tanti sedicenti tali.

Senza il minimo dubbio, Di Pietro è la trincea più avanzata contro la melma berlusconiana, “piduista, razzista e fascista”, come correttamente la definisce. L’antiberlusconismo? Roba vecchia, superata, depistaggio dalle questioni vere. Mettiamo in discussione il capitalismo, compagni! (rigorosamente senza parlare di imperialismo, s’intende). E’ la litania che fa il paio con le barzellette dell’energumeno di cosca che sposta il diritto a blindatura dei ladri e assassini e a liquidazione degli onesti e poveri. Come se in questo paese da Gran Guignol il capitale non si fosse scelto come rompighiaccio il berlusconismo. Vogliamo ignorare il rompighiaccio che ci manda in acqua come foche sulla banchisa in scioglimento, per mirare, annegando, all’armatore sulla terraferma? Quanto poco si sono letti Marx e Lenin nel valutare le priorità, i passi avanti e il passo indietro, che la congiuntura impone al processo rivoluzionario. Tutti questi vivono una regressione all’infanzia di quando un Tambroni poteva venire buttato giù dall’insurrezione (incontrollata dal PCI) delle masse. Oggi c’è un pacchetto di mischia al vertice dello Stato al quale Tambroni, Borghese o De Lorenzo stanno come Kronstadt alla Rivoluzione d’Ottobre, per fare un paragone del cazzo ma chiarificatore, o piuttosto come Crispi a Mussolini. Quanto nei due secoli trascorsi le masse subalterne e specialmente quelle della seconda metà del Novecento, seppure sedate dal PCI, si sono conquistate a difesa della vita, della salute, dell’agibilità politica, della pace, dell’internazionalismo, del piatto di pasta, di una scuola corretta, della legge uguale anche per i cafoni, viene oggi spazzato via da questo verminaio di cinismo sanguinario, soperchieria e corruzione. Contro l’annichilimento di ogni speranza di ripresa e riscatto che minaccia di protrarsi oltre i limiti biologici di generazioni, in prima fila oggi sta questo rustego e intelligente b
orghesuccio di campagna e commissariato. E’ tattica strumentale? Gli altri non sanno mettere in piedi neanche quella. Primum vivere, sopravvivere. Poi ce la vedremo anche con Di Pietro. Intanto non mi permetterò neanche un sorrisetto di sufficienza su chi vota il castigamatti abruzzese.

Sarà mica il caso di ripensare il comunismo? Magari evitando l’abisso dove ci condurrebbero i pifferai vendolottiani. Come dice Alain Baidou, filosofo francese, il comunismo è un’ipotesi i cui fallimenti, dando luogo dialetticamente come le scienze alle condizioni per il suo ripensamento, sono da considerare tappe di un cammino di costruzione.. Il comunismo che viene esige un’organizzazione e soggetti nuovi ed è per questo che non possiamo non dirci contemporanei, non tanto dei partiti comunisti di ogni dove, quanto del ’68-’77, della Comune di Parigi, della Rivoluzione Culturale, del processo bolivariano. La linfa per questa contemporaneità viene dall’alleanza con i nuovi proletari dei Sud del mondo, venuti qui o rimasti là, dalle vittime pensanti della crisi portatori di nuovi saperi, e dagli intellettuali eredi delle battaglie politiche degli ultimi decenni. Alleanza, dice ancora Badiou, che non intratterrà alcun rapporto organico con i partiti istituzionali, i soliti gruppi ossificati nell’autoreferenzialità e il sistema elettorale e istituzionale che li fa vivere. Ma questo è un altro discorso. Pensiamo brevemente alle europee e poi, a lungo, a come buttare per aria quest’Europa di schifo, padronale, schiavista e imperialista. L’hanno fatto in Irlanda e Francia (paese della Comune).

Fulvio Grimaldi
Fonte: http://fulviogrimaldi.blogspot.com
Link: http://fulviogrimaldi.blogspot.com/2009/06/voto-non-voto-chi-voto.html
3.06.2009

Pubblicato da Davide

53 Commenti

  1. PERCHE’ ALLE ELEZIONI VOTERO’ RADICALE

    DI CARLO GAMBESCIA
    carlogambesciametapolitics.blogspot.com/

    Domenica prossima voterò radicale. Per chi non segua molto la politica e voglia farsi rapidamente un’idea consigliamo un giro qui ( http://www.radicali.it/ ).
    Perché si chiederà il lettore?
    Per una semplice ragione: il partito radicale è una piccola forza politica con un grande cuore.
    Un cuore che a volte batte per cause (nei contenuti) non condivisibili – chi scrive è cattolico. Ma si tratta di cause (nella forma) liberali, fondate sul diritto di scelta e all’insegna di una famosa massima: “Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo “.
    Un voto dunque di principio – in un frangente politico difficilissimo, soprattutto in Italia – per un partito che ha sempre mostrato di avere a cuore la libertà e, cosa fondamentale, di difendere a spada tratta il diritto delle minoranze – di qualsiasi a minoranza – a esprimersi liberamente.
    E poi diciamola tutta: quali sono le alternative italiane a Berlusconi, capaci di parlare in Europa, e in modo sincero, il linguaggio della democrazia e della libertà? I Pinochet in sedicesimo dell’ Italia dei Valori? Gli sconclusionati rosso-verdi? I nostalgici del comunismo e i patiti del fascismo? I sepolcri imbiancati del Pd e dell’Udc?
    Voterò radicale perché è un voto di libertà. E consiglio ai lettori di fare la stessa scelta.

    Carlo Gambescia
    Fonte: http://carlogambesciametapolitics.blogspot.com
    Link: http://carlogambesciametapolitics.blogspot.com/2009/06/perche-alle-europee-votero-radicale.html
    3.06.2009

  2. Si.. un voto per dare la libertà ad Israele di continuare nella sua politica espansionistica.

    Ogni partito ha il suo tallone d’Achille.

  3. GAMBESCIA:

    E poi diciamola tutta: quali sono le alternative italiane a Berlusconi, capaci di parlare in Europa, e in modo sincero, il linguaggio della democrazia e della libertà? I Pinochet in sedicesimo dell’ Italia dei Valori? Gli sconclusionati rosso-verdi? I nostalgici del comunismo e i patiti del fascismo? I sepolcri imbiancati del Pd e dell’Udc?

    appunto, NON ci sono alternative.
    e considerando che si vota per mandare delle “persone” a far nulla (e pure lautamente pagati per farlo) in una istituzione che non conta nulla, NON andate a votare…..

  4. Ma tanto non superera’ la soglia di sbarramento quindi manco da pensarci al pro e contro… io votero’ per diliberto che non mi ha mai deluso fin ora, poi se qualcuno sa cose brutte sugli rci che le dica, grazie

  5. tanta teoria, per poi finire per votare radicale. La montagna partorisce un topolin-pannella padre spirituale di voltagabbana-capezzone……..

  6. io so solo che da quando la sinistra comunista è sottobotta il salario dei lavoratori si è dimezzato.
    quindi voto comunista….finchè sarò salariato 🙂

  7. caro castigo,
    se una grossa percentuale di astensionisti dovessero avere la meglio, cosa succederebbe dentro alle istituzioni?
    di sicuro un colpo di stato militare.
    quindi i casi sono due, o si va votare e si vota per quello che ci sembra il miglior antidoto al potere imperante e dunque si esercita il diritto di voto, oppure si va alle armi.
    astenersi significa accettare lo status quo ante e il caos che ne seguirebbe.

    votare radicale?
    pannella è da quarant’anni in politica, ha fatto molto per i diritti civili e nulla per i lavoratori, ergo non avrà certo il mio voto.

  8. E Di Pietro lo metto…nel cassetto.

  9. L’altra sera a Ballarò si parlava di crisi e Pannella ha ritirato fuori che il guasto sono le pensioni etc. Non c’è nulla da fare: tanto di cappello per la laicità e i diritti civili, ma più antisindacale e anti-lavoratori dei radicali non ce n’è.

  10. Vi riempite la bocca con la parola “libertà”, quando invece per voi significa soltanto schiavitù liberista.

  11. NON SONO DACCORDO CON GAMBESCIA.

    I radicali ridendo e scherzado a fare gli oppositori sono i più determinati fautori dell’EUROPA LEGATA AL CARRO degli STATI UNITI, come SERVI naturalmente
  12. Sto Gambescia terra compagnia a Fini e Bertani nell’elenco di chi si è bevuto il cervello…

  13. VERAMENTE DA QUANDO GLI EX DEL PCI SONO NELLA STANZA DEI BOTTONI NON HANNO FATTO ALTRO CHE BASTONARE I POVERI LAVORATORI ed anche gli impiegati.

    come dire la speranza è l’ultima a morire, comunque sei libero di avere una fede
  14. Prima di votare radicale voto Forza Nuova o Rifondazione Comunista. Ma mi asterrò.

  15. Fulvio…. Carlo…..

    andate a votare voi perchè io a sto giro salto ….
    non partecipo alla creazione di questo grande impero nazista quale è l’unione europea con tanto di trattato di lisbona

  16. Se la Bonino mi spiega cosa ci stava a fare nel ’97 al Bildeberg e come mai, poi, è diventata commissario europeo, io il voto posso anche darglielo(Sto mentendo….).

  17. Sono indeciso tra FN, Rif. Com. o IDV!!!
    Bella scelta vero??? :-)))

    Altrimenti penso anch’io di recarmi a votare annullando la scheda….

  18. Il vecchio motto “Se il voto potesse cambiare le cose sarebbe illegale” è sempre attuale e aggiungo “chi vota avvelena anche te digli di smettere!”

  19. materialeresistente

    Certo che ridursi a votare radicale non è una bella cosa. Se poi si spaccia quello come partito della”libertà”. Come no! Della libertà di segare le pensioni ai lavoratori, del liberismo sfrenato, delle liberalizzazioni, dell’appoggio alla guerra in Jugoslavia, della difesa dello stato di Israele.
    Trovare altre argomentazioni?
    Meglio comunista.

  20. E io invece non voterò proprio, nè alle europee nè alle provinciali e nè al referendum.
    Siccome l’unica cosa che interessa a LORO di me, è il mio voto, ebbene non glielo darò.
    Almeno non potranno dire di agire con la mia delega.
    L’Europa è una buffonata tragica, con un apparato di comando che nulla ha a che vedere con la democrazia.
    Le province sono un ente assurdo, inutile, arrogante e dannoso.
    Il referendum è una merdaccia senza valore voluto dai leghisti che si ingrassano a Roma e farneticano al Nord.
    Aspetto la Rivoluzione e se non c’è tempo per la RI-Evoluzione, ebbene mi và bene anche quella classica, con tanto di incendi e sbudellamenti.
    Quando sarà, io ci sarò.

  21. Negli anni ’70 i Radicali hanno combattuto per importanti conquiste sociali in Italia, ma tutto il loro bello è nel passato. Ora sono diventati dei conservatori-reazionari, filo americani e filo israeliani da vomito. Hanno un grande futuro dietro le spalle! Astenetevi, rifiutatevi di avallare la loro guerra fra bande, il loro Trattato di Lisbona, che reintroduce la pena di morte per chi partecipa ai moti di piazza: facciamo le prediche a mezzo mondo, e poi l’Europa reintroduce la pena di morte!

  22. d’accordissimo.

  23. vota antonio ,vota antonio vota antonio …inquiliniiiiiiiii coinquilini casiliani vota antonio antonio la trippa …n 47 ….il morto che parla ..ricordate il bel film che vedeva come protagonista il grande toto’? bene ricordate il finale? …gli imbroglioni sbugiardati pubblicamente dal mitico omino della sanita’? bene vale molto di piu’ delle tante masturbazioni politiche dei tanti commentatori o commendatori .la conclusione è il ..NON VOTO .NON DELEGO A QUESTO BRANCO DI CIALTRONI …GUERRAFONDAI ,AI SOSTENITORI DEI CREDITI DI GUERRA AI COMPLICI DELL’IMPERO ai massacratori sociali .mentitori e truffatori .ai miei nemici di classe posso solo sputare in un occhio per adesso …ma quale di pietro o radicali questi sono l’altra faccia o l’altra feccia residuale di un sistema che fra un po implodera’ …puah i radicali gli ultraliberisti i talebani del libero mercato ..i privatizzatori a tutti i costi .anche dell’acqua e tra poco dell’ ossigeno ..i veri berlusconiani di ritorno ..quelli che non hanno mosso un dito e si sono lavati le mani sui fatti di genova …insieme al pecoraro abruzzese …al questurino .tutti insieme .. core a core.. ci hanno imposto il trattato liberticida di Lisbona .insomma me fanno schifo come mi danno fastidio gli impostori che abusano del nome del comunismo ma che in verita’ sono dei tardo socialdemocratici ….il non voto in questa fase è il piu’ alto gesto rivoluzionario che si possa fare ..non con il mio consenso massarerete ,inquinerete ,ruberete ,struprerete ,avvelenerete il mondo ,gli uomini e gli animali …andate a farvi fottere

  24. ah mi raccomando non votate radicale ..fatelo per i massacrati di gaza ..visto che sti impuniti dei radicali sono quelli che difendono a spada tratta i criminali sionisti …che li foraggiano di milioni di dollari ..non li votate hanno sulla coscenza i massacri nella ex jugoslavia …i difensori di quel branco di sciacalli kossovari …i mentori indieme a Soros della FREEDOM HOUSE ..implementatori della OPTPOR ..DELLE RIVOLUZIONI ULTRALIBERISTE ARACIONI ,GIALLE E A PALLINI …per carita’ non fatevi convincere da questo pietro gamba di legno …non votate non siate complici dei vostri assassini

  25. esatto ….votare per sta gentaglia eè come votare per usraele ..per carita il signor gamba di legno è il classico ityaliota non ha memoria ..lasciamo stare ..che se li votasse lui

  26. Radicale? Ma sparati gonzo! Attenti a quei 2 (bonino e pannella) si sono venduti al mossad. FANCULO!!!!

  27. SPARATI!!!!!!!

  28. Io invece tra DVD, PI’PI’, PO’PO’,TRICeTRAC!

  29. Io invece tra DVD, PI’PI’, PO’PO’,TRICeTRAC!

  30. Ma perchè cacchio vai a votare? Se il tuo voto non conta quasi niente, come dici tu, non prenderti ‘sta responsabilità, lascia perdere, va al mare
    che è meglio, se no poi ti vengono i sensi di colpa……..

  31. Sono indeciso non so se votare per i DVD o i BO’BO’ o PCQ, TRICTRAC
    o per quei gran gaglioffi di pannella e bonino, il primo sembra garibaldifuferito con la stella da sceriffodelmossad, la 2° di bonino ha solo il nome, per il resto……lasciamo perdere, caliamo un velo pietoso.
    E’ difficile, mah!

  32. ……….. perche’ mi immaginavo che mi avrebbe risposto il solito idiota, offensivo senza argomentazioni che sostengono il suo pensiero? O che stia diventando un veggente oppure e’ solo un cliche’ perche’ il mondo e’ fatto dal 99% di idioti.

  33. victorserge:

    caro castigo, se una grossa percentuale di astensionisti dovessero avere la meglio, cosa succederebbe dentro alle istituzioni? di sicuro un colpo di stato militare.

    prima o poi ci arriveremo comunque, o golpe o stato di polizia più di quanto già non lo sia.

    quindi i casi sono due, o si va votare e si vota per quello che ci sembra il miglior antidoto al potere imperante e dunque si esercita il diritto di voto, oppure si va alle armi.

    eh, perchè votare per il meno peggio serve, sì??
    mi sembri montanelli che invita a turarsi il naso ma votare dc….. e tutti abbiamo sotto gli occhi i risultati di questo meno peggio che si è susseguito negli anni…..

    astenersi significa accettare lo status quo ante e il caos che ne seguirebbe.

    astenersi significa fargli sapere che la loro sporca commedia ha perso un attore.
    astenersi significa NON legittimare il loro sistema, perchè lo si legittima anche con il semplice recarsi alle urne per annullare la scheda.

    votare radicale? pannella è da quarant’anni in politica, ha fatto molto per i diritti civili e nulla per i lavoratori, ergo non avrà certo il mio voto.

    e nemmeno il mio, se per un qualche oscuro “miracolo” decidessi di recarmi alle urne……..

  34. Berlusconi ha detto qualcosa che altri non dicono:
    A un G..?? hanno aperto un sipario fra tutti gli addetti europei, ed hanno mostrato una montagna di scatoloni di proteste e di richieste di abolizione di norme ed emendamenti, da parte di imprese e di chi piu’ ne ha piu’ ne metta.
    L’ europa, come asserito piu’ volte qui, e concorda pure berlusconi, rimane una macchiana macina leggi di restrizione, e impedisce ogni manovra, non solo, ma impone gli stati, secondo tante obbligazioni, ad adeguarsi all’ interno del propio paese, secondo le direttive europee.
    Alcune cose sono giuste, monte e tante altre no.
    Berlusconi dice: l’ europa non ha nessuna identita’, a nessun livello, e con questi tecnocrati, se si potesse fare un referendum fra i parlamenti nazionali europei, e i cittadini europei, sarebbero tutti con e come l’ iralanda, stracciando il trattato di lisbona.

    Votare e avere una voce importante in europa, no nsolo fa cambiare in meglio direttive e possibilita’, (sappiate che l’ europa mana miliardi di euro a giro per l’ europa, e pure in italia,), ma si uscirebbe, secondo la linea berlusconi, a cambiare modo di vedere l’ europa, dandolgi un’ identita’ a tuti i livelli, politico, militare, economico, ecc ecc, e si potrebbe farla andare meglio, liberandola da inpicci e rendendola piu’ effettivamente forte, nuova, e con voce in capitolo a livello mondiale.

    Votare si o votare no?
    Io voto, anche se mi fa schifo, pensando che quasi tutto potrebbe essere stato iniutile, ma ci credo, e metto ilmio voto per un meglio.
    A chi? Non c’e’ nessuno meglio di berlusconi e &.
    La minestra e’ questa, mangiarla la mangiano tutti, volere o volare.
    Almeno a chi la dispensa meno peggio, di quel che rimane in giro.

    Pannella e compani, rimangono una piaga allucinata, non radicata, ma sRadicata e concettuale. Aria fritta.

    Se non ci andate, tatno ci andranno altri, e i 700 saranno eletti ugualmente, senza un vostro apporto al melgio, ma con un apporto al peggio.
    Pure non andandoci, avete votato uguale.
    Ma non potrete dire che chi ci sara’, fara’ sempre di peggio, non avendoci provato voi con del diverso migliore.
    Allora qui forse un po’ di informazione e meno banane, ci vorrebbe.
    almeno quanto basta, per sentire che quello che dicono, non sono solo ciance, ma cose concrete e impegni che valgono la pena essere votati.

  35. TUP TUP MARISCIA’

  36. ECCO MO’ IL PEDOFILO DA ANCHE LEZIONI AI SUOI PADRONI ..MA CI FACCIA IL PIACERE CI FACCIA ….

  37. Interessante il contenuto, ma, per dio, è la fiera delle figure retoriche!
    Ci sono più allegorie, antonomasie e matafore, in questo articolo che in tutto l’Orlando furioso!
    A parte gli scherzi, diventa faticosa la comprensione e addirittura fastidioso: è come stare di fronte a uno che a ogni parola ammicca, fa mossette e la dà a intendere come quando si gioca a briscola un poco brilli a Natale.
    Più chiarezza espositiva proletaria! Meno trastulli letterari borghesi, compagno!

    “La Rivoluzione non è un pranzo di gala, non è una festa letteraria […].”

  38. Anch’io…

  39. anche Capezzolone votava radicale ***
    guarda un po’ come è finito

  40. Bravo Berotor.
    E’ qualche anno che pur apprezzando ampiamente il contenuto (recondito, intuito) trovo a volte irritante la forma di FG.
    Spesso ho pensato che il problema fosse mio (e dire che ritengo di essere pure io inutilmente arzigogolato!), il tuo intervento mi consola un poco…
    Fulvio, più semplicità e meno fronzoli!
    Se vuoi…
    Ma ti vorrò comunque sempre bene…

  41. Sai quando vai a comprare un etto di prosciutto e te lo danno cattivo? Dici, vabbe’, sono anni che mi servo da costui, si può essere sbagliato.. Ci torni e ti da del pane ammuffito. Che fai, ci torni ancora o cambi negozio? Se cambi negozio, e con te tutti i truffati, le cose sono due:
    o il negozio cambia gestione o chiude i battenti.
    Ho quasi cinquant’anni e, in linea di massima, le mie aspettative di uomo e cittadino sono state disattese e non ho nessuna intenzione di tornare a comprare il pane in quel negozio. Non credo più nei programmi elettorali, perchè ho già materiale sufficiente per poter giudicare chi sa e chi non sa amministrare. Non parlo di schieramenti politici, non me ne frega da anni del giochino destra/sinistra con icentristi a galleggiare tra le correnti. Parlo di persone!! Le resposabilità devono avere un responsabile ed il responsabile deve avere nome e cognome, come succede ad ogni persona che tutti i giorni si alza per andare a lavorare e mantenere la propria famiglia. Non mi interessa sapere se chi ha sbagliato o fatto bene è di destra o di sinistra, VOGLIO, FINALMENTE SAPERE CHI E’ STATO!
    Perciò, se deciderò di andare a votare (Sinceramente, non ho ancora deciso), darò il mio voto a De Magistris ed alla Alfano.
    E non venitemi a dire che “cosìdaròilvotoaDiPietrochenelpassato”, perchè ripeto che non me ne frega niente. Io voterò per delle persone.
    Staremo a vedere…

  42. Quoto al 100%

  43. Povero illuso (o colluso) che credi che la tua crocetta valga la fatica di metterla..
    Berlusconi, bravo, punti sul cavallo zoppo, che ti cascherà di sotto.
    Auguri e buon voto

  44. Bertor, mi hai tolto le parole dalla tastiera…
    Il Grimaldi è prolisso e fà voli pindarici per poi approdare negli sciatti lidi del voto e crocetta…
    La banalità del vanesio mitraglia parole si rivela purtroppo per questo suo, e anche del Bertani, schierarsi al voto, anche se con il canonico “turarsi il naso” che è roba vecchia (lo disse Montanelli) e superata, proprio come il credere che si possano abbattere i regimi con le crocette sulle schede di carta.

  45. Anche Rutelli votava radicale…

  46. Diceva De Andrè “…Certo bisogna farne di strada per diventare così coglioni…da non riuscire più a capire che non esistono poteri buoni…”
    Ma io mi chiedo perchè si deve scegliere il male minore?Che cazzo siamo?!
    Se tutti i fautori del male minore ,e su 60.000.000 d’italiani penso proprio che almeno 5.000.000 ci siano,mettessero 10 euro a testa,si potrebbe già pensare di concorrere con quello che sarebbe l’unico partito rappresentativo degno di questo nome.

  47. questa volta il fulvio come si dice dalle mie parti ha “pisciato” clamorosamente ..poteva evitarci il monologo e dirci chiaramente che lui vota e chi vota ..meglio torni a concentrarsi sulla lotta del popolo palestinese …e la lotta ad usraele ,,per il resto mi sembra un peana alle contraddizioni …azz chi sa cosa gli dirà il povero cagnone ..mah

  48. Ma come si fa a frequentare questo sito da tempo e finire col votare berlusconi… ma io non lo so… posso capire chi ha difficolta’ a trovare una rappresentanza nella sinistra purtroppo corrotta da tempo, gia’ e’ difficile mantenere la stima per quelle persone che dicono non vado a votare, ad eccezione di brogli, il voto dovrebbe essere dato al meno peggio, in attesa di una rivoluzione, perche’ il dire: il paese va allo sfascio ma non glie l’ho dato io il permesso e’ sbagliato perche’ il permesso potevi anche levarglielo votando ad un altra fazione, dunque fai il suo gioco… gli ignoranti votano destra, i colti si astengono, chi vince? Non si puo’ combattere contro natura, gli ignoranti a votare ci andranno sempre, sono facilmente manipolabili… Ma tu… tu frequenti questo sito… non voglio darti dell’ignorante… forse hai privilegi nel votarlo, ma anche in questo caso prima o poi i privilegi te li leveranno pure a te, ti consiglio questo video, mi ha aiutato anche a decidere nei miei pensieri di voto si voto no voto altro. —————– http://www.youtube.com/watch?v=OdUaQ5KV5jE

  49. Proprio x questo VOTA COMUNISTA, l’unica altenativa alle politiche neoliberiste che giustamente tu critichi

  50. E bravi… magari poteste campare cent’anni… e dire Kazzarola, ti ricordi quando si poteva votare…?

    Oppure ti ricordi quando non s’imbrogliava quasi mai alle elezioni?

    Poveretti.. Ma non capite che anche se è grave bisogna scegliere sempre il male minore? Si bisogna scegliere.. il resto è codardia… è come dire … Hai visto ho fatto meglio io che non ho votato…

    Si il meno peggio è sicuramente la LISTA COMUNISTA.

    Il non voto è un voto per il potere… Eppure siete gente istruita… credo!

    Aspettare la rivoluzione?
    Ma per favore, nel 2753 forse… La rivoluzione non è un pranzo di gala E’ UN ATTO DI VIOLENZA! Diceva Mao

    Al salut

  51. BRAVI! Veramente bravi a tutti quelli che si sono espressi tipo così: “Non votare vai al mare”,,,,
    magari possiate campare cent’anni… e dire: ” Kazzarola, ti ricordi quando si poteva votare…?” Oppure : “Ti ricordi quando non s’imbrogliava quasi mai alle elezioni?”

    Poveretti.. Ma non capite che anche se è grave bisogna scegliere sempre il male minore? Si bisogna scegliere.. il resto è codardia… è come dire … “Hai visto ho fatto meglio io che non ho votato…” Alla luce di qualche misfatto personale .

    Si !

    Il meno peggio è sicuramente la LISTA COMUNISTA.

    Il non voto è un voto per il potere… Eppure sembrate tutti istruiti… Avete paura di essere complici…’ Oppure esprimete una idea uan idologia, un valore su qyuella [email protected] di scheda?
    Il non voto è una legittimazione dell’esistente, è un voto per la maggioranza.

    Aspettare la rivoluzione?

    Ma per favore, nel 2753 D.C. Forse… E poi la rivoluzione non è un pranzo di gala E’ UN ATTO DI VIOLENZA! Diceva Mao

    Al salut

  52. Kartman:

    BRAVI! Veramente bravi a tutti quelli che si sono espressi tipo così: “Non votare vai al mare”,,,, magari possiate campare cent’anni… e dire: ” Kazzarola, ti ricordi quando si poteva votare…?” Oppure : “Ti ricordi quando non s’imbrogliava quasi mai alle elezioni?” Poveretti..

    ed i nipoti chiederanno: “ma nonno, a cosa serviva votare??”
    e si risponderà:”a niente, figliuolo, ma almeno così si aveva l’illusione di contare qualcosa…..”

    Ma non capite che anche se è grave bisogna scegliere sempre il male minore?

    coma ho già avuto occasione di scrivere mi sembrate, tu e gli altri assatanati del “meno peggio”, come il buon montanelli che diceva “tappatevi il naso ma votate dc”….. e tu riesci a vederli i risultati di questo “meno peggio”, si??
    e poi, se anche volessi votare, CHI CAZZO SCELGO SE NON MI SENTO RAPPRESENTATO DA NESSUNO????????

    Si bisogna scegliere.. il resto è codardia… è come dire … “Hai visto ho fatto meglio io che non ho votato…” Alla luce di qualche misfatto personale . Si !

    eh certo, perchè fornire legittimazione ai personaggi che siederanno in parlamento è segno di grande coraggio…. ma LOL….

    Il meno peggio è sicuramente la LISTA COMUNISTA.

    io invece non andrei a votare nemmeno se ci fosse un partito anarchico…..

    Il non voto è un voto per il potere… Eppure sembrate tutti istruiti… Avete paura di essere complici…’ Oppure esprimete una idea uan idologia, un valore su qyuella [email protected] di scheda? Il non voto è una legittimazione dell’esistente, è un voto per la maggioranza.

    il solo fatto di partecipare alla farsa elettorale è un favore che fai a questi mentecatti i quali, ad ogni tornata elettorale, sbandierano fieri i dati sull’affluenza alle urne….. ma per piacere…..

    Aspettare la rivoluzione? Ma per favore, nel 2753 D.C. Forse…

    quando ci saranno più pance vuote, figliuolo, e di questo passo ci arriveremo in tempi molto meno biblici di quelli da te indicati.

    E poi la rivoluzione non è un pranzo di gala E’ UN ATTO DI VIOLENZA!

    ma và?!?! ed io che credevo che ci si scambiassero confetti e dolcetti…..

    Diceva Mao

    ah, beh, se lo diceva Lui, sarà senz’altro così, non è vero??
    saluti anche a te, “compagno”…..